Un anno di libri

Gli avvenimenti del 2022 attraverso i libri e gli autori che meglio l’hanno raccontato

L’ultimo giorno dell’anno da sempre rappresenta un momento di passaggio, la fine che dà vita alla nascita, e porta con sé una carrellata di pensieri che attraversano i nostri occhi: quello che di bello c’è stato affiora immediatamente sulle labbra attraverso un sorriso, quello che invece ci fa aggrottare le sopracciglia e scuotere la testa porta le nostre attenzioni sull’indefinito di quel che ancora non conosciamo e non vediamo l’ora di vivere.

Le cose che accadono nel corso di un intero anno sono talmente tante che è impossibile ricordarle tutte, per questo abbiamo dei fedelissimi amici che riescono ad immortalare i momenti più salienti attraverso le loro parole, più che con le immagini. Qualcuno diceva che “ogni libro è un viaggio”: immergiamoci in questo viaggio lungo un anno intero!

Il 2022 si apre con una notizia che sconvolge: la Russia attacca il Donbass, scoppia la guerra in Ucraina, difficile da capire e da raccontare. I giornalisti inviati nelle zone belliche diventano volti familiari che attendiamo con ansia per cercare di comprendere quali siano le prossime mosse di questa partita a scacchi che fa solo vinti, perché nella guerra non ci sono mai vincitori veri. In questa guerra. iniziata silenziosamente da chissà quando, sono due i volti indecifrabili ed enigmatici: Putin e Zelensky, due uomini di potere, due signori che stanno decidendo le sorti di popoli e delle loro culture. Nicolai Lilin, scrittore di origine russa, che molti conosceranno per la sua “Trilogia Siberiana”, prova a raccontarceli nei suoi libri “Ucraina la vera storia” e “Putin. L’ultimo zar”.

Mentre la guerra fa il suo corso, l’Italia si prepara ad accogliere donne e bambini costretti fuggire dalle loro case. Gianni Rodari ci raccontava già l’importanza di essere solidali e di ricordarsi di essere umani, ancor prima di essere qualunque altra cosa. Con la sua filastrocca “La luna di Kiev”, pubblicata nel 2022 in edizione illustrata, si è provato a parlare ai bambini, sempre troppi a vivere le guerre.

La nostra Italia quest’anno è stata protagonista di cambiamenti, L’elezione del Presidente della Repubblica ha riconfermato, non con poche titubanze, Sergio Mattarella, che si è fatto portavoce di principi sani e continua ad avanzare con la saggezza di chi ha subito perdite. Suo fratello, Presidente della regione Sicilia, tra gli altri incarichi, ucciso dalla mafia negli anni 80, rappresenta quella fetta instancabile che continua a morire per essere sigillo di legalità. Il 23 maggio ricorreva il 30° anniversario della strage di Capaci e ancora una volta è ai ragazzi che si parla con la Graphic Novel “Resistere. Quattro storie di lotta alla mafia” per ricordare quanto la legalità si raggiunge, se si vuole, in ogni gesto quotidiano nonostante quel circolo vizioso di potere e illegalità che semplifichiamo nella parola” mafia”, ci sfiora, ci tocca e talvolta ci abbraccia. Sta a noi saperla riconoscere, distruggere e sminuire. Roberto Saviano ce lo ha ricordato ripercorrendo la vita di Giovanni Falcone nel suo romanzo “Solo è il coraggio”, un uomo che lotta non deve essere mai isolato, un uomo solo è un uomo che ha già perso.

A sottolineare l’importanza del condividere le proprie idee e la propria vita per non rischiare di rimanere soli e di essere impotenti davanti alle paure, arriva Melissa Da Costa, giovane autrice francese che ha racchiuso in 600 pagine la bellezza del vivere: “Tutto il blu del cielo” è un romanzo potente che arriva dritto al cuore, racconta di ferite da rimarginare e abbracci che scaldano l’anima. Alcune vite si incontrano per caso e si intrecciano naturalmente senza alcuno sforzo, anime sole che si accolgono senza essersi mai cercate, che si fondono in un unico bacio infinito e che diventano potenti come fiume in piena, capaci di superare ogni difficoltà, ogni perdita, ogni lontananza. Una storia di rinascita, un inno alla vita.

Con forza questo grido d’amore e libertà si alza nel cielo dell’Iran, straziante più che mai, con i suoi hijab sventolati al cielo e capelli di donna, lunghi e liberi, che sono costati la vita a troppe innocenti. La libertà di essere quello che si è, la possibilità di studiare e di svolgere un lavoro viene negata ancora. A oggi, resta sempre attuale la domanda disperata e devastante: è forse una colpa essere donne? Tornano attuali due libri: “Io sono Malala“, l’autobiografia di una giovanissima donna pakistana, vincitrice del Nobel per la pace nel 2014, e “Leggere Lolita a Teheran”, di Azar Nafisi, docente iraniana, con imponenza raccoglie storie di vita quotidiana di donne giovani e piene di sogni e voglia di libertà.

La libertà di essere donna spesso si accompagna a quello di essere madre: ce lo ricorda Giorgia Surina nel romanzo “In due sarà più facile restare svegli”. La scelta autonoma di avere o non avere un figlio è un tema importante, che quest’anno è tornato dirompente e vivo, messo a rischio dalle regole scritte di un governo nuovo e complesso e argomento caldo che appartiene a tutte le donne, a prescindere dal fatto che siano o non siano madri. Siamo donne e in quanto tali ci rappresentiamo in quello che deve darci la possibilità di scegliere, non l’obbligo di eseguire. La divergenza tra scelta e obbligo è il tema cruciale del libro di Viola Ardone “Oliva Denaro”, in cui il patriarcato regna sovrano in una Sicilia senza tempo.

Finché c’è speranza c’è vita. Non sempre vale il contrario e sta a noi alimentare la scoperta di quel che si cela negli angoli che racchiudono mistero e arte, come ci ricorda Philippe Daverio, critico d’arte e cultore del bello scomparso recentemente, ma che ci lascia un’eredità di conoscenza strepitosa e ci offre delle gocce di stupore nel suo libro “Che cos’è la bellezza” accompagnandoci per mano alla ricerca del particolare che rende sublime anche il paesaggio apparentemente più cupo. È la bellezza che salverà il mondo, diceva Dostoevskij, e noi ci auguriamo che il 2023 sia traboccante di bellezza e salvezza. Buon inizio a noi e a tutte le pagine delle nostre vite!


Articolo pubblicato sul Quotidiano del Sud – L’Altravoce dei ventenni