Pandemia, guerra e rincari: non ci facciamo mancare nulla

Sembra che il tempo si sia fermato. 
Da quel lontano marzo 2020 è stata un’escalation di pagine da strappare, eventi da cancellare, immagini da dimenticare. Ci siamo fatti forza speranzosi che, prima o poi, avremmo riabbracciato quel tanto desiderato barlume di speranza. Ma, puntualmente, ci siamo illusi. 

Non bastavano la pandemia, le sue terapie intensive e la sua irruzione indesiderata e violenta all’interno della nostra quotidianità. Adesso dobbiamo fare i conti con una guerra che minaccia la serenità del mondo e con dei rincari che disturbano l’equilibrio delle nostre vite. Sono due anni che veniamo messi alla prova, un esame psicologico costante e permanente, che influenza e condiziona le nostre esistenze. Ogni qualvolta ci sembra di vedere la tanto desiderata luce in fondo al tunnel, subentra qualcos’altro a scuoterci, intimorirci, alterarci l’umore. Eppure, il Covid sembra passato momentaneamente in sordina. A rubare la scena sono gli scontri tra Russia ed Ucraina, che si dividono l’interesse dell’opinione pubblica con i rincari, causati in parte proprio dalla guerra stessa. I dati di quest’ultimi sono allarmanti e non lasciano spazio ad interpretazioni, così come non risparmiano nessun settore, per un incremento a 360 gradi che desta sgomento e preoccupazione.
Secondo il Codacons, la farina ha subìto un aumento del prezzo del +9%, mentre il pesce del +6,1%. Ma non solo: per la frutta una famiglia media spende oggi, su base annua, quasi 30 euro in più (+6,8%), mentre la verdura balza al +16,8%, con un aggravio di spesa di quasi 74 euro annui. Questo soltanto per quanto riguarda il genere alimentare. L’energia elettrica, ad esempio, in base ai dati Istat, é cresciuta a febbraio del +82% rispetto al febbraio dello scorso anno, con una stangata da +504 euro a famiglia. Il gas rincara del +64,2%, con una maggiore spesa di +445 euro a nucleo familiare. Forti tensioni anche per quanto concerne le voci trasporti e turismo: il gasolio costa il 24% in più, la benzina il 21,9% in più; le lezioni di guida, esami, patenti e controlli tecnici dei veicoli aumentano del 16,1%. Anche andare in vacanza risulta più impegnativo: i biglietti aerei crescono del +6,8%, i pacchetti vacanza nazionali del +14,6% e gli alberghi del +7,8%. Dati purtroppo destinati a salire, specialmente per quanto riguarda gasolio e benzina.

Tutto aumenta fuorché gli stipendi, verrebbe da pensare. Un vero e proprio dramma che spinge al collasso decine e decine di famiglie incapaci di trovare una soluzione. Soluzione ricercata nella protesta, nello sciopero, un diritto – quello di manifestare – che mai come questa volta profuma di ultima spiaggia. Ma dietro chi sciopera si nasconde tanta incertezza e fragilità. Le file chilometriche in direzione delle stazioni di servizio degli ultimi giorni ne sono l’esempio lampante. Lo specchio di una psicosi ingestibile, che spinge il cittadino medio a prevenire, a mettersi al sicuro. Quale sarebbe d’altronde l’alternativa, se non quella di assicurarsi quantomeno un presente certo, sicuro e solido? Pensare alla giornata con un occhio rivolto al futuro e la speranza che tutto si risolva in tempi brevi.

Le minacce esterne a cui dobbiamo far fronte, purtroppo, iniziano ad essere tante e pesano come macigni. La guerra tra Russia ed Ucraina ha contribuito ad affossare un sistema che ancora oggi fatica a lasciarsi alle spalle la pandemia. Iniziano ad accavallarsi troppi disagi; dallo stress per il Covid alla preoccupazione per la guerra, fino ad arrivare all’ansia per i rincari. 

Non ci facciamo mancare nulla, eppure inizia a mancarci tutto!


Articolo pubblicato sul Quotidiano del Sud – L’Altravoce dei ventenni