Mare Nostrum: storia, cultura, bellezza e diversità

Mare Nostrum: storia, cultura, bellezza e diversità

L’8 luglio di ogni anno si celebra la giornata mondiale del Mar Mediterraneo: un’occasione per aumentare la consapevolezza sul “Mare Nostrum”, sulla bellezza che lo circonda e sui pericoli che lo minacciano. Turismo, speculazione edilizia, pesca illegale e bracconaggio sono fra le tante attività umane che mettono a rischio la conservazione della biodiversità nel Mediterraneo.

Quale immagine associamo al Mediterraneo? Mare o terra?

Il Mar Mediterraneo rappresenta la fonte di risorse più importante per i Paesi che vi si affacciano: basti pensare che, pur avendo solo una superficie di circa l’1% di tutti gli oceani, ospita oltre dodici mila specie marine (alcune presenti solamente in questo mare, come la foca monaca mediterranea, la patella ferruginea e la pinna nobilis) e contiene circa il 7,5% delle specie mondiali.

Il Mar Mediterraneo, il “mare in mezzo alle terre” è, soprattutto, le terre che lo circondano. Compreso tra Europa, Asia e Africa, l’importanza di questo mare risale ai tempi più antichi: esso, infatti, è stato culla delle grandi civiltà e il luogo in cui per diversi secoli popoli come egizi, greci, fenici e romani hanno continuato a mescolarsi, e con loro la civiltà, l’arte, la democrazia e le religioni. Basti pensare che nel Mediterraneo sono nate le tre religione monoteiste più diffuse al mondo (Islam, cristianesimo ed ebraismo). Il diritto è nato qui, e si è sviluppato con il Corpus Iuris Civilis e attraverso il giusnaturalismo, il positivismo e le Costituzioni.

Il Mediterraneo e l’Europa

Come afferma Predrag Matvejevi in “Breviario Mediterraneo”, sul Mediterraneo è stata concepita l’Europa. Lungo le coste di questo mare passava la via della seta e si incrociavano quelle del sale e delle spezie, degli olii e dei profumi. Armi, ornamenti, sapienza, conoscenza, arte e scienza hanno costeggiato le acque del Mediterraneo per secoli, e hanno contribuito al proliferare di città costellate di moli e banchine, sagome di chiese, odori di cibi, preghiere e parlate profondamente diverse tra loro. Il Mediterraneo, dice Matvejevi, non è “un mare, ma un susseguirsi di mari. Non una civiltà, ma una serie di civiltà accatastate le une sulle altre”.

Possiamo immaginare la civiltà del Mediterraneo come un grande mosaico formato da molte scene, dove ogni parte è autonoma ma contemporaneamente è integrata nel contesto generale.

Viaggiare nel Mediterraneo significa sprofondare nell’abisso dei secoli, perché è un crocevia antichissimo”, diceva lo storico Fernad Braudel nel suo saggio “Il Mediterraneo” del 1978.

Per Braudel, il mondo è stato e sarà attraversato da una molteplicità di storie, perché la storia è sempre molteplice, non si declina mai al singolare, ma si pluralizza incessantemente ramificandosi, dileguandosi e inventandosi: “da millenni tutto vi confluisce [n.d.r. nel Mar Mediterraneo], complicandone e arricchendone la storia: bestie da soma, vetture, merci, navi, idee, religioni, modi di vivere”.

La giornata mondiale del Mar Mediterraneo

Qual è l’importanza di capire il Mediterraneo oggi? Questo mare connette fra loro frammenti di spazio e tempo, e continua a raccogliere culture e storie, tanto i loro successi quanto le loro fratture. Capire il Mediterraneo significa anche conoscere il contributo delle diverse culture e ricostruire i processi che hanno dato vita alla civiltà mediterranea.

Il Mediterraneo è, da sempre, un mare di avventure e conflitti, animato da scambi e scontri.

La giornata mondiale del Mar Mediterraneo non può prescindere, oggi, dalla consapevolezza che ogni giorno le sue acque vengono attraversate da fatue imbarcazioni con a bordo migranti che fuggono dai loro paesi per cercare condizioni di vita migliori. E’ vero, il vasto fenomeno migratorio si sta rivelando un elemento critico in grado di minare sia l’identità delle società da cui gli uomini fuggono disperatamente, sia la cultura mediterranea. Anche per Matvejević il Mediterraneo è un mare di tempeste, conflitti e miseria, ma non solo: è, soprattutto, il mare delle culture che nel corso della storia si sono incontrate e si sono sovrapposte tra loro. Sarà pure un mare circondato da terre – tante e diverse tra loro – eppure ci viene da pensare che sia davvero il mare più ricco -di storia, cultura – del mondo. E allora ci si pone un’altra domanda, rispetto alla quale non si hanno risposte certe: cosa si può fare ogni giorno per valorizzare e arricchire tale eredità?


Articolo pubblicato sul Quotidiano del Sud – L’Altravoce dei ventenni