A 19 anni avevo tre priorità: laurearmi il prima possibile, imparare l’inglese e viaggiare. Per il primo punto era sufficiente frequentare lezioni e dare esami, semplice. Gli ultimi due sono più difficili da raggiungere se si è studenti con solo qualche centinaio di euro di risparmi.

Esistono mille modi per viaggiare a (quasi) zero spese; couchsurfing e workaway sono solo gli esempi più popolari. Tuttavia, questi strumenti sono poco flessibili. Ad esempio, è raro che couchsurfing permetta una permanenza superiore a qualche settimana e workaway generalmente richiede una certa conoscenza della lingua del luogo.

Che cos’è e come funziona

Come suggerisce il nome, il WWOOFF è un network di agricoltori organici che ospitano volontari per un periodo di tempo che varia da pochi giorni a mesi. Il volontario riceve vitto e alloggio in cambio di lavoro in fattorie organiche. L’idea è quella di uno scambio: offrendo sei ore al giorno del proprio tempo, si può soggiornare presso un fiordo Norvegese, una spiaggia a Bali o tra i vigneti del Chile. L’iscrizione è semplice: dietro il pagamento di una quota di iscrizione (intorno ai 20 dollari) si ottiene la lista delle fattorie organiche disponibili in uno dei 113 Paesi sparsi nei cinque continenti. La flessibilità del WWOOF è nella libertà di contattare il fattore e stabilire insieme i termini e le condizioni

IMG_4452

Perchè scegliere WWOOF

Il WWOOF è un’ottima opportunità per imparare una nuova lingua, ridurre drasticamente i costi di un viaggio, incontrare persone da tutto il mondo e aprirsi a nuove esperienze. Nell’arco di poche settimane si è catapultati in realtà lontanissime da quelle a cui si è abituati e incontrare persone con interessi e idee molto diverse dalla solita cerchia universitaria. Tramite il WWOOF si può viaggiare potenzialmente ovunque sostenendo solo I costi di trasporto, un affare in Norvegia o in Svezia!

E’ volontariato!

Ho sempre trovato paradossale pagare per fare volontariato. Internet pullula di associazioni che permettono a giovani di trascorrere qualche settimana di volontariato in un qualche Paese in via di sviluppo in cambio di cifre non indifferenti. Questo tipo di turismo (perchè di turismo si tratta anche se mascherato da volontariato) spesso non porta nessun beneficio, e a volte qualche danno, alle popolazioni locali. Al contrario, il WWOOF richiede solo una simbolica cifra di iscrizione ed offre un tipo di volontariato senza le false pretese di voler cambiare il mondo. Nella maggior parte dei casi c’è l’aspettativa che il volontario voglia imparare e di conseguenza viene trattato come tale.

E’ adatto a me?

Il WWOOF non è adatto a tutti. Se si è abituati a viaggiare in hotel o se si ha il concetto di viaggio inteso come turismo, probabilmente il WWOOF non è la scelta migliore. Il WWOOF richiede una certa flessibilità e un ottimo spirito di adattabilità. Non sono rare storie di persone che dopo pochi giorni hanno lasciato tutto. Il WWOOF implica lavorare e condividere. Chiedersi cosa si vuole ottenere da queste esperienze è probabilmente il primo passo per capire se il WWOOF è ciò che si vuole e di cui si ha bisogno.

A proposito dell'autore

Marco Scagliusi

Laureato in Svezia, lavora in Liberia per una organizzazione non governativa degli Stati Uniti. E’ fortemente convinto che con una valigia carica di caffè sia possibile partire verso qualsiasi luogo nel Mondo. Legge moderatamente, fa attività fisica regolarmente e ama viaggiare.

Post correlati