Internet, grazie alla sua potenza, alla sua velocità ed alle sue funzioni, ha migliorato la vita ed il benessere di tutti noi. Sfido chiunque a sostenere il contrario; anche il più diffidente – penso ai nostri nonni, o a qualsiasi anziano ancorato ai modus operandi di un tempo – è ricorso disperato ad Internet almeno una volta nella vita.

Con questo strumento possiamo acquistare e vendere online; lavorare tramite Smart Working (importantissimo di questi tempi); giocare, leggere, scoprire cose nuove, documentarci. Possiamo rimanere aggiornati sui fatti di cronaca, sullo sport e conoscere in tempo reale i continui cambiamenti di un mondo spesso e volentieri di fretta. Insomma, in parole povere, siamo fortunati ad avere Internet all’interno delle nostre vite. E’ vero: ci ha impigriti parecchio. Ma ogni innovazione contiene i suoi effetti collaterali.

Difatti la natura di quest’articolo si concentra proprio su una di queste controindicazioni: e sto parlando di un ramo fondamentale di Internet, ovvero i social. I social ci permettono d’interagire con chiunque in qualunque parte del mondo; oltre ad essere un luogo di socializzazione, i vari Facebook, Instagram e compagnia ormai rappresentano a tutti gli effetti uno strumento con cui lavorare e guadagnare. Chiaro segnale di un mondo che cerca di aggiornarsi, migliorarsi, evolversi. Fin qui nulla da obiettare!

Purtroppo però, molti usano e sfruttano queste piattaforme social per vomitare stati d’animo, rabbia repressa e sentimenti di ogni genere. I social, e tutto quello che comprende la possibilità di lasciare un commento, pian piano si stanno trasformando in un vero e proprio contenitore di negatività. E tutto ciò ha portato alla nascita degli haters, individui che trascorrono diverse ore del giorno ad insultare, calunniare e minacciare altri individui.

Per alcuni è una vocazione, per altri un’esigenza, un bisogno; per altri ancora un passatempo, ma per la stragrande maggioranza risulta essere un divertimento. Recentemente un’importante casa produttrice videoludica – CD Project RED – ha comunicato il rinvio di un loro prodotto per la terza volta – il videogioco Cyberpunk 2077. Una decisione discutibile, per molti non condivisibile ma umanamente possibile! Tutto ciò potrebbe scatenare del dissenso (a mio modo di vedere giusto), qualche malumore e tanta profonda delusione. Ma la reazione degli utenti dovrebbe fermarsi lì; parliamo pur sempre di un videogioco e, come tale, dev’essere trattato. Ed invece no!

All’indirizzo della casa produttrice sono arrivate minacce di morte, gravi insulti e sproloqui offensivi. Tutto questo a causa di un videogioco; come se fosse l’unico presente sulla faccia della terra, come se rappresentasse l’unico scopo per la quale valga la pena vivere.

Ma questo è soltanto un esempio! Penso ai tanti commenti denigratori verso i creator di YouTube, agli influencer, ai giornalisti ed a tutti coloro che in qualche modo si espongono, nel bene e nel male.

Questi haters vivono costantemente con l’ossessione di offendere. Lo fanno nei confronti di un individuo in sovrappeso (in quel caso parliamo di veri e propri bulli), nei confronti di chi va controcorrente rispetto al pensiero universale; oppure nei confronti degli omosessuali, di chi vive la propria vita come meglio desidera, senza seguire gli schemi. Hanno un parere negativo verso tutto e tutti!

Finchè il parere si limita alla contrarietà è persino positivo che esso avvenga. Ma quando il parere si trasforma in calunnia e in minaccia, spesso e volentieri gratuita, lì intuisci che l’uso dei social sta sfuggendo decisamente di mano.

Questa è gente frustrata, bisognosa d’aiuto, di attenzioni e riflettori puntati. E non solo, perché alla loro cattiveria si aggiunge pure la codardia; il creare dei profili falsi, senza metterci la faccia ne il nome, fa di loro degli esseri poco coraggiosi. I classici leoni da tastiera che, quando li incroci per strada, diventano tutti paonazzi, sguardo a terra e coda fra le gambe. Eppure queste persone, all’apparenza docili ed inoffensive, sono le stesse che provocano suicidi, paure, sudditanza psicologica. Inducono gli altri al cambiamento, al chiudersi in se stessi, a non accettarsi. Si divertono nel sentenziare la sfera fisica e caratteriale di una persona, i vari orientamenti – da quello sessuale a quello politico – le diverse vedute di pensiero e chi più ne ha più ne metta.

Per loro non è ammissibile che la squadra del cuore perda, che il giuochino venga rinviato e che l’alcool gli venga vietato. Per costoro non è accettabile che una donna si mostri senza trucco, che un uomo mostri fiero la sua “panza” e che il politico di turno, grazie al vitalizio, si pappi una bella frittura di paranza. Tutto diventa un pretesto per denigrare con violenza, ammutolire a suon di provocazioni, sfregi ed umiliazioni.

Internet è stato contaminato nel tempo da una tossicità online che purtroppo è destinata a crescere. Sempre più persone si sentono forti dietro ad uno schermo o ad uno smartphone, specialmente quando rimangono nell’anonimato, all’oscuro. Una soluzione esiste, oltre a rivolgersi, in casi estremi, alla polizia postale: ignorarli!

Più un haters viene ignorato e più lui si sentirà disprezzato, ricavandone meno piacere, meno godimento. Questa fetta di società va estirpata il prima possibile; ed il diserbante naturale per combatterla siamo noi!

A proposito dell'autore

Andrea Bosco

Partorito nel 1994, siciliano ancorato alle tradizioni e ai valori di un tempo. Diplomato in tecnica della gestione aziendale, tifosissimo del Milan, aspirante produttore di musica elettronica e amante della scrittura in tutte le sue forme e maniere. Odia l'ipocrisia, disconosce il politically correct e ama raccontare la verità senza peli sulla lingua.

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