A novant’anni e dopo sessanta di questi da Regina, Elisabeth II ha raggiunto diversi traguardi, uno fra tutti l’essere la regnante più figa dei tempi moderni. Che si sia pro o contro la monarchia, non si può negare l’enorme impatto mediatico della famiglia reale inglese e in particolare di quella che è affettuosamente vista come la nonna di tutti gli inglesi.

Non solo è stata testimone di gran parte della storia recente e ha regnato più a lungo di chiunque altro, compresa la Regina Victoria, ma è anche una delle iconiche figure della cultura pop.

Passato quindi abbastanza tempo dall’ultimo scandalo che l’ha coinvolta (la morte di Lady Diana), i tempi erano maturi per la produzione di una serie tv sulla sua vita.

The Crown è un prodotto originale Netflix, la prima stagione di dieci episodi è stata caricata sul portale il 4 novembre ed è stata accolta più che positivamente dalla critica.

Questo perché le ambientazioni, i costumi e le interpretazioni sono curate al limite del maniacale.

Il creatore e scrittore della serie Peter Morgan, infatti, non è nuovo alla materia avendo già sceneggiato il film The Queen con niente di meno che Helen Mirren e co-sceneggiato gli altri film della “Trilogia Blair”, incentrati sull’omonimo Primo ministro inglese. L’attrice protagonista tuttavia non ha nulla da invidiare alla collega più famosa: Claire Foy ha fatto uno splendido lavoro di immedesimazione, se si chiudono gli occhi sembra quasi di sentire davvero una giovane Elisabetta.

Il personaggio della Regina era quindi in buone mani, amministrato con delicatezza e rispetto, anche nelle scene più drammatiche non viene lasciato andare a reazioni irrealistiche e poco british, nonostante la storia sia decisamente romanzata.

La prima stagione copre l’arco temporale che va dal 1947, anno del matrimonio di Elisabetta col Principe Filippo, al 1955. Appare chiaro quindi che le tematiche principali siano l’incoronazione e i dilemmi e problemi che essa comporta, non solo nella vita pubblica, ma anche e soprattutto in quella privata.

Il titolo della serie è indicativo di chi sia la vera protagonista. Elisabeth prende parte solo a un processo secolare di successione al trono, chi indossa la Corona ha potere e doveri e solo quelli avranno importanza nella vita di chi la indossa. Per quanto siano drammatizzati gli scandali e i dilemmi interni che hanno accompagnato la sua elezione, la scelta della regnante è sempre quella di far pesare la bilancia sui suoi doveri e fare in modo che questi siano compresi anche da chi la circonda.

Non è esattamente l’eroina ideale del periodo, ma bisogna ricordare che Elisabeth è figlia della guerra, convinse il padre a farle fare volontariato come meccanica per aiutare i soldati in patria, è appassionata di cani e cavalli e ha visto la sua famiglia distrutta dall’abdicazione dello zio Edward VIII per sposare una donna divorziata; ha visto, inoltre, il padre distruggersi nel tentativo di sostituirlo senza mai tirarsi indietro.

In questo quadro lei è una ragazza semplice, con una educazione aristocratica che non le ha permesso di studiare letteratura o matematica ma solo ricamo e la Costituzione, una (nelle parole dello zio durante la serie) “donna mediocre inglese che diventa un Dio” semplicemente ponendosi una Corona in testa.

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Lei crede nel suo ruolo, mai davvero suo, e nei doveri che ne derivano nonostante gli attriti col marito, con la sorella di visioni più libertine. Viene quindi presentata anche la figura di Filippo, interpretato da Matt Smith, che già era entrato nei cuori degli inglesi come l’Undicesimo Dottore in Doctor Who, in una veste decisamente più detestabile stavolta. Filippo è un aristocratico senza doveri con una promettente carriera militare davanti a sé e rinuncia a essa e alla sua patria per sposare Elisabeth. Di questa decisione sente l’enorme peso anche prima dell’incoronazione, ma dopo di essa ne sente messa in discussione la sua virilità, la tranquillità dei figli e il suo stesso matrimonio.

La serie infatti mostra prima di tutto la ricerca di un equilibrio, non solo in Elisabeth che deve capire se l’essere Regina sia una scelta divina o un ruolo istituzionale separato dalla sua vita personale, ma anche nelle persone intorno a lei, parenti, consiglieri e lo stesso Winston Churchill, che devono capire come porsi a modo loro in questa nuova era elisabettiana.

Nonostante un ritmo inizialmente lento, questa stagione ha indagato decisamente molti aspetti della vita regale e politica della Gran Bretagna, riscontrando molto successo; non è una sorpresa, quindi, che la serie sia stata già rinnovata per una seconda stagione e anzi si riprometta di mostrare in futuro ogni fase della vita della Regina, forse addirittura con un cambio di cast in futuro.

A proposito dell'autore

Chiara Allevato
Caporedattore

Nata a Cosenza e cresciuta a torte di mele e film splatter, passa schizofrenicamente da un argomento all’altro, da un social all’altro. Fisicamente la si può sempre trovare a Roma, dove studia e lavora da un po’ senza avere un’idea precisa di quale sia il suo destino. Di sicuro, però, quando lo saprà aggiornerà lo stato di Twitter. E di Facebook, e di Snapchat, e di Tumblr…

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