Tutto inizia a Budapest, nel 2009. Europei giovani, trampolino 1 metro. Per l’Italia arriva l’oro e a portarlo al collo è Giovanni Tocci, classe 1994, da Cosenza, membro dell’Esercito. Quella sarà la prima di una lunga serie di medaglie: altre sei, di cui quattro d’oro, agli Europei giovanili, bronzo all’Universiade, argento agli Europei e bronzo ai Mondiali. Il tutto coronato da tanti altri ottimi piazzamenti, tra cui il quarto posto alle Olimpiadi giovanili. Ma un atleta non si misura solo dal palmarès. Noi di Venti abbiamo deciso di scoprirne di più sul nuovo fenomeno dei tuffi italiani.

Da Budapest a Budapest: oro nel trampolino 1 metro agli Europei giovanili del 2009 al bronzo nella stessa specialità dello scorso luglio. Quali sensazioni hai provato a ritornare sul luogo dove è iniziato tutto, portando a casa un’altra medaglia?

Dai miei primi Europei giovanili nel 2009 Budapest è rimasta sempre nel mio cuore sia grazie al risultato ottenuto sia per la bellezza della città; tra le più belle d’Europa. Speravo di ritornarci un giorno, magari in vacanza, con gli amici e alla fine è stato per i Campionati Mondiali, la gara più importante dopo le Olimpiadi di Rio. Al mio arrivo la città era come la ricordavo, non era cambiato nulla, anche l’hotel era lo stesso del 2009, sull’isola Margherita. La piscina era diversa, avevano costruito una nuova struttura mozzafiato per l’occasione. È stata una bellissima sensazione e questo sicuramente ha contribuito positivamente sul mio stato psico-fisico. Sapevo di poter puntare su un risultato importante, perché avevamo lavorato parecchio per affrontare al meglio la gara ma in realtà non mi aspettavo un terzo posto. La competizione è stata di altissimo livello, c’era tensione, concentrazione e adrenalina che alla fine mi ha messo letteralmente in ginocchio. È stata una delle emozioni più belle della mia vita che spero di poter costruire e rivivere presto.

Immagino questi otto anni siano stati davvero molto intensi e impegnativi sia fisicamente sia mentalmente, perciò vorrei partire dall’inizio: quali sono le maggiori difficoltà che si incontrano in principio? Quali consigli vorresti dare ai giovanissimi che hanno intenzione di “tuffarsi” in questo mondo?

La difficoltà principale sta nel trovare la città che ti offra una struttura per i tuffi. Purtroppo non tutte le città, specie al sud, hanno una piscina con trampolini e piattaforme e questo perché è uno sport minore e non si investe tanto su sport che non siano il calcio.  Io ho avuto la fortuna di trovare la piscina di Campagnano nella quale ancora mi alleno. Ovviamente all’interno non è completa ma si fa quel che si può. Il consiglio che do ai giovani è quello di divertirsi, di andare in piscina e tuffarsi col sorriso, giocando scherzando, sarà lo sport a formare il carattere e la mentalità giusta per continuare ad andare avanti.

A proposito di giusta mentalità, Giorgio Cagnotto dopo l’argento europeo di Londra ti ha così descritto “Tocci è un atleta serio e professionale. Sa quello che fa”. Pur non avendo, come Tania, un padre-allenatore-ex tuffatore, immagino che anche per te, per raggiungere questa maturità in giovane età, sia stata importante, oltre alla tua allenatrice Barsukova, la tua famiglia. È così?

Assolutamente sì, la mia famiglia è stata la prima a sacrificarsi per me accompagnandomi e aspettandomi durante gli allenamenti quotidiani. Loro mi hanno insegnato tutto e condividere con loro le emozioni più belle della mia vita come Rio 2016 e Budapest mi ha reso felicissimo.

Parliamo degli allenamenti: quante ore al giorno ti alleni? Sempre dal trampolino o ti eserciti anche fuori dalla piscina?

Mi alleno cinque ore al giorno, due al mattino con un’ora di allenamento in palestra e una in acqua mentre al pomeriggio tre ore divise in una in palestra e due in acqua.

Hai vinto un bronzo mondiale da un metro a distanza di dieci anni da Sacchin a Melbourne. Con Andrea Chiarabini ti sei qualificato per la finale olimpica, cosa che non succedeva da sedici anni con il duo Marconi-Miranda. Elena Bertocchi e Maicol Verzotto hanno vinto il primo oro italiano nel sincronizzato misto nel trampolino 3 metri. Si può dire che i tuffi italiani, dopo i ritiri di Cagnotto e Dallapé, ripartano da voi quattro?

Spero che possano ripartire da noi, stiamo facendo il massimo per portare l’Italia a livelli alti, anche se siamo consapevoli che sarà molto difficile eguagliare i risultato di Tania e Francesca. Loro hanno scritto la storia dei tuffi italiani, adesso tocca a noi.

Quali sono i prossimi obiettivi nel mirino?

Ci saranno le gare di qualificazione per gli europei a Glasgow e la Coppa del mondo in Cina e quelle saranno i miei prossimi obiettivi, poi penserò ad altro.

 

Qualche foto di Giovanni Tocci

 

          Foto tratte dalla pagina ufficiale di Giovanni Tocci su Facebook

 

A proposito dell'autore

Paolo Claudio Ratti

Nato a Torino, cresciuto ammirando personaggi sportivi e le loro imprese: il pirata Pantani a Courchevel, il “fallo” di Iuliano su Ronaldo o il sorpasso sul “cavatappi” del Dottor Rossi, solo per citarne alcuni.
E’ un buongustaio, nonostante non sappia cucinare; ama i film impegnati, eppure non disdegna i peggiori B-Movies statunitensi; si considera un poliglotta: parla, infatti, correttamente, Italiano e Piemontese; i paradossi, come si sarà capito, sono il suo forte.
Il suo motto: “Be careful of the cat. Don’t say you have the cat in the sack when you don’t have the cat in the sack”

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