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Fotografie e storie. Le vediamo, ascoltiamo e leggiamo ogni giorno, nei social network che devono il loro successo proprio a questo tipo di contenuti.

Tra tutte le pagine, una in particolare riesce a racchiudere perfettamente “fotografie e storie”: Le fotografie che hanno fatto la storia.

Questa pagina è un vero e proprio libro, che raccoglie foto e ne racconta la storia, aggiungendoci tantissimi dettagli. Una pagina senza inserzioni invadenti, senza protagonismi e senza post polemici o faziosi. Una rarità.

Alessandra, 25enne, è l’unica ragazza che gestisce questa pagina da oltre 1 milione di “mi piace”. Ha iniziato circa 4 anni fa, quando ha creato Le fotografie che hanno fatto la storia per assecondare un suo hobby: raccogliere le storie dietro alle foto che più le piacevano. In poco tempo, questa pagina è diventata un vero e proprio successo, con una community molto appassionata.

Oggi, abbiamo l’opportunità di fare qualche domanda ad Alessandra, per capire come si possa creare una pagina più unica che rara.

Come possiamo trasformare un hobby in una pagina da un milione di “mi piace”?

Noi, intesi come “content creator”, non possiamo trasformare un hobby. Il successo viene determinato solo dagli utenti che hanno il controllo totale su Internet. Il “trucco” è di pubblicare solo roba di qualità (sia meme che cose più serie come le mie foto) senza sporcarla troppo con pubblicità o link spazzatura. L’utente medio non è uno sciocco e premia chi pubblica contenuti interessanti rispetto a chi non lo fa. Il passaparola è capace di portare molto successo, ma anche di affossare una pagina.

Quante risorse dedichi alla creazione dei contenuti? Hai mai pensato di espandere il team?

Passo sempre almeno un’ora sui social decidendo cosa pubblicare, leggendo tutti i commenti per cogliere magari qualche suggerimento. È diventato parte della mia quotidianità quindi non lo vivo assolutamente come un impegno, anzi! È quasi il mio momento di relax. Per questa ragione non vorrei mai condividerlo con qualcun altro portando altre persone nella gestione della pagina.

In precedenza, hai manifestato l’intenzione di voler creare un sito internet e un canale Youtube: sei ancora di quest’opinione oppure hai nuove idee in mente?

Il sito internet è un progetto quasi completato dopo un paio d’anni di lavoro, mentre il canale Youtube è naufragato per la mia scarsissima fotogenicità. Il progetto più ambizioso è una raccolta cartacea con tutti i racconti nascosti dietro alle fotografie, ma è impossibile da realizzare per il copyright che giustamente protegge gli scatti d’autore.

Il bel clima che si respira nei commenti della tua pagina è dovuto solamente alla qualità della community oppure è merito dell’alto livello culturale dei post?

Credo che dopo quattro anni la community si sia molto ripulita da chi commenta solo cercando lo scontro e, fortunatamente, miei post sono troppo noiosi e molto poco d’ispirazione per chi commenta cercando il commento memorabile. Quindi direi che i commenti costruttivi sono il frutto di una bellissima collaborazione tra me e gli utenti.

Dopo il successo di Le fotografie che hanno fatto la storia, sono nate moltissime altre pagine simili, prendendo spunto (ed a volte anche altro) dalla tua idea. Che consigli daresti su come aver successo nonostante i tanti competitor?

L’unico consiglio è di cercare di essere originali. Ormai Internet è saturo di contenuti. Si può avere successo solo se si è diversi dagli altri e sono convintissima che siano le idee a premiare.

La tua pagina non usa link esterni, inserzioni o contenuti non a tema, pubblicità, etc. Non l’hai usata per creare un tuo brand e nemmeno per farti pubblicità. Credi che questo sia un tuo limite oppure, al contrario, è una delle chiavi di successo della tua pagina?

Io ho sempre pensato fosse un fattore molto positivo che garantiva il disinteresse nella divulgazione. Mi sono sempre chiesta: “Cosa vorresti vedere su una pagina come questa?” e la risposta non era mai “pubblicità” o “link esterni a caso”. Cerco sempre di impostare la pagina in maniera da renderla il più piacevole possibile per chi legge perché alla fine lo scopo finale è di portare un po’ di conoscenza su una piattaforma come i social. Magari per i miei colleghi che curano altre pagine questo pensiero è un po’ ingenuo, ma preferisco restare una mosca bianca nel panorama social italiano.

Grazie, Alessandra. Per l’intervista e per gli splendidi contenuti della tua pagina.

A proposito dell'autore

Rocco Stirparo

Calabrese, 30 anni. Laureato a Pisa e dottorato in Belgio (ricerca sul cancro). Amante degli esempi e delle metafore, adora raccontare e scrivere storie. Curioso da impazzire, è un ricercatore del dettaglio e delle sfumature, ma spesso perde di vista la sostanza. Oltre al suo ambito di studi, si interessa di tecnologia, start-up, politica, innovazione e tante altre cose su cui non è affatto preparato. È negato a scrivere autobiografie e giocare a tennis. Fondatore entusiasta di DNA Disk

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