Il Dialogo nel buio non è la solita mostra. E’ un’esperienza, è un cammino, è un viaggio, è una sfida. Ospitato nell’Istituto dei Ciechi di Milano, è un qualcosa che non ti aspetti, ma che ti sorprende. Si entra in una stanza buia e si viene  accolti da una voce, quella della guida che ti accompagnerà durante il percorso, che spiega i vari passaggi della mostra/esperienza sensoriale e, prima di entrare in ogni stanza, istruisce su come comportarsi e affrontare gli ostacoli dei vari ambienti che si attraverseranno.
Il percorso si svolge ovviamente completamente al buio e si passa attraverso diversi ambienti che riproducono il mondo reale che ci circonda; ci si ritroverà, ad esempio, in un bosco, e bisognerà usare l’udito per cogliere bene i rumori della natura e capire da dove provengono i versi degli animali, il tatto per distinguere le piante e gli alberi e toccare gli animali, si salirà su una barchetta e si potrà toccare l’acqua fresca e sentire il movimento delle onde. Oppure si può essere catapultati nella città, in un mercato, e bisognerà faredialogo-nel-buio attenzione alle macchine, ai passanti, ai rumori e agli odori tipici di quell’ambiente.
Fare al buio tutto quello che facciamo normalmente è ben diverso, senza poter vedere da cosa siamo circondati ci troviamo spaesati e immobili in un mondo che quasi non riconosciamo più. E’ come se tutto fosse nuovo e dobbiamo imparare ad esplorare e a conoscere la giungla urbana o le stanze della nostra casa con gli altri sensi.
Il percorso si chiude con la possibilità di consumare del cibo o bere qualcosa in un bar, ovviamente al buio. Immaginate di ordinare un caffè e non poter vedere dove il barista lo posa sul bancone, ma poterlo cercare solo con le mani e con l’olfatto. Tutto quello che facciamo grazie alla vista, e che diamo per scontato, che è “normale”, come vedere le macchine prima di attraversare la strada, o scegliere la frutta migliore esposta sui banchi del mercato, qui non lo è.
Le guide che accompagnano i visitatori durante la mostra si muovono con destrezza nelle stanze buie e danno indicazioni precise su come spostarsi o a cosa fare attenzione. Alla fine del percorso, quando finalmente si riesce a vedere questa persona, si scopre che si tratta di un ragazzo non vedente. Un ragazzo normale che ci ha accompagnati alla scoperta del suo mondo “normale”, a modo suo, facendoci vedere con altri “occhi”, i suoi, quello che vediamo ogni giorno con i nostri.
Le emozioni e le sensazioni che si provano durante il percorso, è come se si evolvessero; si passa dallo smarrimento, dalla paura, dalla totale incapacità di muoversi e riconoscere ciò che ci circonda, a una sicurezza maggiore nei movimenti, a una curiosità nuova, i sensi si affinano e entrando in un ambiente nuovo si riesce a riconoscere subito dove ci si trova.
Il Dialogo nel buio è un viaggio alla riscoperta del mondo e di se stessi, delle proprie potenzialità. E’ un’esperienza per imparare a “vedere” la vita e tutto ciò che essa racchiude con occhi diversi e nuovi.

A proposito dell'autore

Monica Salvatore

Nata a Potenza nel 1992, studia giurisprudenza a Milano e spera un giorno di lavorare per organizzazioni non governative e riuscire a portare la pace nel mondo. Ama gli Stati Uniti e ci ha lasciato un po’ del suo cuore, ma si consola guardando serie tv americane. Adora il cibo e scoprire nuove cucine, è attratta dal mondo vegano e vegetariano, anche se non riesce a rinunciare ai piatti tipici della sua regione. La letteratura inglese e quella classica sono il suo rifugio dal mondo moderno.

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