notizie-curiose

di Nicola H. Cosentino

Sforzarsi di far combaciare l’argomento del mese con le notizie d’attualità, se si è bastevolmente paraculi, non è mai difficile. L’unica pecca a questo sistema è che ci si trova spesso costretti a mettere da parte argomenti di luminoso interesse pubblico per favorire politica, economia ed esperienze di vita (e far fiorire alle spalle del resto una pagina della musica che in questo numero raccomando caldamente). Il risultato è che ci ritroviamo piangenti, a due giorni dalla pubblicazione, con una serie di imperdibili notizie che non riusciamo ad incastrare da nessuna parte. ‹‹Come possiamo ignorarle››, ci siamo chiesti ‹‹se il mondo ne parla?››. La soluzione è stata quella, sempre ottima, di puntare all’arrangio e di limitare drasticamente la qualità, in modo tale da dare spazio a tutto. #Chepena, che sto andando a presentarvi, sarà appunto un ranking mensile di tristezze a tutti note, rese ancora più tristi – se possibile – dal fatto di esistere da qualche parte su Internet e nel mondo dell’informazione, ma di essere state scartate da Venti.


#chepena

ovvero
Lista delle cose che vi siete persi perché avevamo poco spazio e molta coscienza

5. I nei dell’Europa

Anche noi avremmo parlato, come molti altri, del mistero che ha trainato l’impatto emotivo di queste recenti elezioni europee. Ovvero: dove sono finiti i nei di Iva Zanicchi nel suo stupendo manifesto elettorale? Chi è il fotografo americano che, cito testualmente, le ha ‹‹sparato una luce fortissima in faccia››? Il piano era quello di contattarlo telefonicamente con il doppio fine di pagargli settecento euro in buoni pasto da Pronto Coffee per il restyling delle nostre foto profilo sulla pagina di presentazione. Ma poi ci siamo ricordati che c’erano le elezioni davvero, ed abbiamo chiuso l’affaire Zanicchi per sempre. Peccato.

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4. Villa La Maschera

Questo piccolo film, consigliatomi da Youtube in persona mentre ascoltavo Tapparella, ha rischiato di fare la parte del leone nella pagina del cinema. Poi soppiantato da Cannes e i David, mi aveva conquistato per il suo stile molto simile – ma di certo inferiore – al videoclip di A me me piac’a nutella del Piccolo Lucio. O, peggio, ad un capolavoro di nouvelle vague da me stesso girato con l’inseparabile amico Giovanni che trattava l’orrenda agonia di un giovane su un materasso sdrucito. Senza alcuna ragione, Villa La Maschera è fuori da questo numero. Che amarezza.

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=MBzg4zSceD0]

3. Chemistry

Per motivi assolutamente analoghi al punto 4 e sempre più vicini alla somiglianza del prodotto con l’agonia del mio amico Giovanni girata da me medesimo, avevo proposto di parlare, nella pagina della cultura, di questo telefilm dallo scabroso susseguirsi di tette e culi. Mi ero ripromesso di lodarne, nei prossimi numeri, l’epica colonna sonora, la pienezza della sceneggiatura e la versatilità memorabile del protagonista (di cui purtroppo al momento non ricordo il nome) ma la serie è stata cancellata dopo una sola stagione. Quindi niente.

2. Il Grande Fratello e i conseguenti sandali estivi che vanno di moda a Londra

Ci siamo a lungo interrogati sulla possibilità di discutere del Grande Fratello. Il problema è stato trovare qualcuno che l’avesse seguito. Quando finalmente, dopo lunga e penosa ricerca, abbiamo contattato un amico olandese di una nostra collaboratrice, tale Cristoffen, che si era registrato tutte le puntate ed i live pomeridiani alla ricerca di involontario materiale pornografico, ce ne siamo dimenticati. Colpa mia, mi sono distratto. Perché a Londra hanno cominciato ad andare di moda come scarpe normali (e per normali si intende adatte ad uscire per la strada) i sandali estivi, trasparenti e di plastica morbida, a volte impreziositi da qualche glitter, che io e mia cugina indossammo in spiaggia e rigorosamente dentro l’acqua per circa due settimane nell’agosto del 1994, logori dalla vergogna. Non sapendo come scrivere due righe di moda, ed immobilizzato da questa vista come un Tarantino qualsiasi, sono rimasto su Charing Cross ad aspettare che si mettesse a piovere perché la proprietaria dei sandali scappasse a casa. Fortunatamente a Londra piove come niente.

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1. Il marito della Marini a letto è una bomba

Sconvolti come tutti dalla notizia della separazione di Valeria Marini, abbiamo seguito la vicenda passo passo, sperando in una riconciliazione. Quando la showgirl, con un comunicato ufficiale, ha annunciato di voler chiedere l’annullamento alla Sacra Rota, dopo un momentaneo shock ci siamo arresi. Consola, però, la dichiarazione del marito della signora Marini, secondo cui il matrimonio non sarebbe passibile di annullamento perché ‹‹consumato abbondantemente››. Eravamo pronti a trattare di questa consumazione abbondante ma perduta e disposti a riciclare i buoni pasto di Pronto Coffee destinati al fotografo di Iva Zanicchi per permettere all’uomo nuove consumazioni, quando abbiamo letto sul Corriere della Sera online, nella pagina delle Cronache, il titolone

«Valeria si vantava delle mie doti amatorie con gli amici»

L’imprenditore Cottone replica: «Offeso e diffamato dalle sue frasi»

Sconfitti in serietà dal Corriere e sentendoci inadeguati davanti a tale senso della notizia, abbiamo pensato di desistere dal nostro proposito ed augurare al dottor Cottone un grande successo per il seguito della campagna pubblicitaria alla sua entusiasmante virilità. Auguri!

[http://www.corriere.it/cronache/14_maggio_07/valeria-si-vantava-mie-doti-amatorie-gli-amici-a8cf89e8-d5b9-11e3-8f76-ff90528c627d.shtml]

A proposito dell'autore

Nicola H. Cosentino
Vicepresidente - Caporedattore

Di spirito sabaudo, è cresciuto negli anni d’oro delle Spice Girls e dei Backstreet Boys, per cui è convinto che il meglio debba ancora venire. Realizza cortometraggi autoprodotti, cucina Burritos e Cous Cous, disegna a modo suo e suona – sempre a modo suo – la chitarra for personal use only. La sua canzone preferita è Ashes to Ashes di David Bowie, che una volta negli ultimi tre anni è perfino passata in radio. Laureato in Scienze Politiche e giornalista pubblicista, ritiene che il suo successo più grande sia una fotografia che lo ritrae con Al Pacino (in cui entrambi sono venuti molto male). Ha lavorato nell'editoria londinese, per cui è molto sensibile alla tematica dello schiavismo.

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