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Il 24 giugno, in campo contro l’Uruguay, si è toccato uno dei punti più bassi della storia della Nazionale Italiana, la seconda eliminazione consecutiva nella fase a gironi di un mondiale, nonostante l’ottimo esordio con l’Inghilterra e la precedente finale nell’europeo 2012 persa contro la Spagna. La sconfitta con i sudamericani, guidati da Suarez e Godin, nostro “carnefice”, ha portato alle dimissioni del ct Cesare Prandelli e del presidente della FIGC Giancarlo Abete, saliti immediatamente sul banco degli imputati, accusati di aver contribuito in modo grave alla disfatta del sistema calcio italiano. Un calcio notevolmente cambiato negli anni, importatore di grandi campioni che ottenevano la consacrazione nella nostra Serie A. Ora la situazione è totalmente diversa: troppi calciatori stranieri (il più delle volte mediocri), pochi giovani italiani nel nostro massimo campionato, perlopiù relegati in panchina e, moda di questo calciomercato estivo, molti calciatori over 30 che vogliono dimostrare di essere ancora top player, scalzati nei campionati migliori da giovani talenti che non hanno paura a mettersi in gioco e che gli allenatori non hanno paura a buttare nella mischia (non fate questo discorso a Mazzarri, né tantomeno alla maggior parte dei direttori sportivi dei nostri club). Raschiato il fondo del barile, è arrivato il momento di risollevarsi, e le prime mosse sono state l’elezione del nuovo presidente della FIGC Carlo Tavecchio, nonostante la sua elezione non sia stata totalmente condivisa dalla Lega Calcio, e del nuovo Commissario Tecnico della nazionale Antonio Conte, scelto proprio da Tavecchio, che considera Conte un condottiero, oltreché il migliore allenatore sulla piazza. L’allenatore leccese è reduce da tre scudetti con la Juventus, una delle formazioni più “italiane” considerando gli uomini, e ritroverà il blocco-Juve composto da Barzagli, Chiellini, Buffon e Marchisio. Conte ha firmato un contratto biennale, in scadenza quindi nel luglio 2016, con uno stipendio di 3,6 milioni l’anno, pagato in parte dalla Puma, sponsor tecnico della nostra nazionale che intende rilanciare la sua nazionale di punta, proprio l’Italia. Conte, oltre a prendere il posto di Cesare Prandelli in panchina, sarà anche il coordinatore del settore tecnico di tutte le nazionali italiane giovanili, sostituendo quindi Arrigo Sacchi. Avrà quindi un ruolo importante nel lancio di nuovi talenti, seguendo la loro crescita nel percorso delle nazionali giovanili. Il nostro calcio ha ricominciato a sfornare giovani talenti (Immobile, Verratti, De Sciglio, Darmian e Florenzi ne sono la prova), ma adesso occorre avere più coraggio nel lanciarli e farli giocare, per non bruciarli e non farli decadere lentamente nelle serie minori. E occhio alla riforma della Lega Pro, composta adesso da 3 gironi da 20 squadre ciascuna, può essere il campionato ideale per l’esplosione di tanti calciatori dai 17 ai 23 anni..

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