Norma è una giovane insegnate e da poco imprenditrice che ci ha colpiti per la sua pagina Instagram Norma’s Teaching dai contenuti interattivi, divertenti ed utili per parlare l’inglese al meglio. Abbiamo scambiato una chiacchierata con lei per conoscerla meglio.

Ciao Norma, grazie per aver accettato la nostra intervista. Raccontaci un po’ di te e della tua storia.

Ciao, sono Norma, sono italiana, cresciuta in Italia da genitori italiani che non parlano inglese. Solo pochi giorni fa ho rivelato in una email ai miei followers le mie origini italiane.

In tantissimi pensavano che fossi americana, questo perché ho svolto il mio quarto anno delle superiori negli Stati Uniti, e lì mi sono diplomata. Il mio primo amore è stato un ragazzo americano.

Ho continuato gli studi in Italia e mi sono diplomata all’università di Milano. Avendo conseguito la certificazione CELTA (Certificate in Teaching English to Speakers of Other Languages), ho iniziato ad insegnare l’inglese dapprima ai bambini e poi agli adulti, facendo lezioni private ed anche di tipo aziendale. 

Proprio l’anno scorso mi stavo licenziando dal mio lavoro, un posto fisso part-time in una scuola privata dell’infanzia. Insegnavo direttamente in inglese, e sì, si può insegnare inglese in inglese: occorre saper comunicare bene, ad esempio usando i gesti, il corpo e le immagini.

Amavo il mio lavoro ed è stato difficile aver preso questa decisione, tuttavia è stata la mia blessing in disguise che mi ha portata proprio dove sono ora. Sono 18 settimane che ho iniziato il mio corso su Instagram ed ho raggiunto più di 300 mila persone con le mie lezioni. Ho aperto la mia società insieme a due persone di cui mi fido moltissimo solo qualche settimana fa. Ancora non ci posso credere, sono emozionatissima per tutta la risonanza che questo corso sta avendo.

Come è nato il tuo progetto?

Prima di aprire la mia pagina Instagram ho guardato a tutte le pagine che insegnavano inglese e mi sono chiesta quale fosse il senso e l’obiettivo di quelle pagine e se mancasse qualcosa.

Ho fatto questo ragionamento: “Io sto investendo del tempo insegnando l’inglese, ma dove ti sto portando? Io voglio che tu mi segua e prenda appunti affinché impari e ricordi tutto ciò che ti sto insegnando.”

Ho capito allora come io stessa potessi contribuire nel percorso di apprendimento dei miei followers, proprio come per i miei studenti a scuola.

Trovo che il grande potenziale dei social media e di Instagram è legato al fatto che ognuno possa dare valore agli altri.

Ho creduto in questo progetto ed ho iniziato su TikTok a maggio tuttavia mi sono presto accorta del fatto che TikTok ed Instagram hanno un peso diverso poichè su TikTok non ci sono i messaggi diretti, non si possono fare esercizi e non ci sono i quiz. Su TikTok avevo 300 mila followers ma solo 10 mila views mentre ho notato ho visto che i followers su Instagram crescevano anche se la pagina non aveva ancora dei contenuti. 

Così a fine luglio ho iniziato il corso su Instagram e con i Reels il mio profilo è esploso!

Ho creato dei moduli che affrontano temi diversi come collocations, idioms, phrasal verbs e pronuncia. La domenica c’è il quiz sull’argomento della settimana e vi partecipano migliaia di persone. 

Ci sono anche dei freebies per ripassare i contenuti che vengono inviati alla mailing list dei miei followers che si sono iscritti, tutto in modo gratuito.

Da poco hai lanciato il tuo corso Pronunci-YAY-tion, di cosa si tratta?

Ricevevo richieste di lezioni private ogni giorno. Dunque ho voluto realizzare qualcosa di mio. Pronunci-YAY-tion è il mio primo prodotto digitale uscito il 18 novembre scorso. Si tratta di un corso focalizzato sulla pronuncia, lanciato ad un prezzo democratico.

La mia idea è rendere le persone consapevoli di aspetti della pronuncia di cui non sono al corrente. 

Ho pensato a come potevo insegnare la pronuncia ed ho avuto un’intuizione. Facendo riferimento ai suoni italiani, è molto più semplice imparare la pronuncia inglese, così ho collegato tanti suoni inglesi a dei suoni ed espressioni italiane. 

Ci sono anche parti del corso in cui devi registrarti e riascoltarti per capire se stai dicendo bene.

Per esempio, se leggi queste parole ad alta voce: noon, book, cook, moon

la doppia “o” ha due suoni diversi (U e O). In book e cook le “o” si pronunciano come nell’espressione italiana “Boh”.

Ci tengo a dire che, anche se ho lanciato questo prodotto digitale, nulla cambierà su Instagram. Le lezioni gratuite continueranno tutti i giorni: lo considero non solo il mio lavoro, ma la mia mission. 

Grazie Norma, posso confermare che anche molti di noi che vivono all’estero non sono al corrente della corretta pronuncia purtroppo. Dove hai imparato tutte queste peculiarità sulla pronuncia?

Le ho imparate quando ho iniziato ad insegnare. Ho imparato anche tanto dai miei followers ed imparo ogni giorno con le loro domande, I’m not perfect, ognuno fa errori, ma non si finisce mai di imparare. 

Quanto conta un’esperienza di studio o di lavoro all’estero per imparare bene l’inglese?

Non è essenziale andare all’estero, si può imparare da casa con self-discipline e costanza. Andare all’estero è un modo per essere se stessi in inglese. In Italia si fa più fatica a trovare l”io” inglese, ma è possibile imparare la lingua e la grammatica senza spostarsi.

La struttura del pensiero in inglese è molto più semplice rispetto all’italiano, quindi per parlarlo correntemente devi vivere la lingua in un modo diverso, come se fosse il tuo unico modo per parlare.

Quali sono le tue carte vincenti nell’insegnamento e le tue strategie per l’apprendimento?

La mia missione è far imparare l’inglese. Secondo me va insegnato in modo leggero e divertente. Ci sono molti insegnati bravi ma hanno una certa flemma, non tutti sono creativi e non è colpa loro.

Le mie carte vincenti potrebbero essere fare tante facce, essere espressiva, parlare alla camera ma in realtà parlare a te. Anche il tono di voce fa tanto.

Tra le strategie per imparare l’inglese consiglio sempre le flashcards da utilizzare in colori diversi. Nel libro che scriverò in futuro le vorrei inserire come gadget.

Pensi che l’insegnamento di tipo “classico” possa migliorare?

Certamente. Sarebbe bello se ci fossero più giochi, se potessimo portare in classe oggetti, fare balletti, oppure imparare con le canzoni. Io ho partecipato al progetto CLIL (Content and Language Integrated Learning) nelle scuole pubbliche ed ho portato un po’ di cambiamento.

Per i ragazzi più grandi è più difficile, non ho mai insegnato nelle classi liceali.

Io stimo tantissimo maestre e maestri, professori e professoresse, per me sono stati importantissimi nella vita e li considero degli eroi.

Non tutti sono creativi, ma facendo corsi di aggiornamento, insegnando agli insegnati il metodo e fornendo gli strumenti giusti, il cambiamento è possibile. Mi piacerebbe tenere dei workshop e fare un corso di aggiornamento per le maestre stesse. 

Il mio sogno è proprio questo: insegnare alle maestre.

Come è avvenuto il tuo contatto con Clio MakeUp?

Clio ha iniziato a seguirmi quando avevo pochissimi followers e ho notato che mi guardava le storie per prima. Poi un giorno mi ha fatto un endorsement pazzesco nelle sue storie di Instagram, dicendo che non conosceva alcune pronunce inglesi anche se vive negli Stati Uniti, e facendomi i complimenti.

Nessuno aveva mai fatto qualcosa così per me, io non c’entro nulla col make-up. 

Mi ha portato tanta visibilità e la ringrazierò sempre.

Raccontaci qualcosa che vuoi condividere con noi, con i tuoi studenti e followers

Vi racconto la cosa più bella che mi è successa qualche tempo fa. Questa ragazzina, Margherita, mi ha contattata perché aveva un Summer love Canadese e mi ha chiesto di tradurre in inglese questa lettera d’amore da spedire in Canada. Mi sono rivista in lei quando avevo 10 anni di meno. Non faccio traduzioni ma quella è stata una richiesta così personale, mi sono emozionata. Ho tradotto la sua lettera in inglese perfetto.

Anche essere riconosciuta per strada ed incontrare i miei followers mi emoziona sempre. Sono ancora incredula per tutto quello che mi sta succedendo.

Cara Norma, hai trovato il tuo ikigai e costruito una community che non solo migliora nell’inglese, ma trova ispirazione dalla tua autenticità. Seguiremo con entusiasmo tutti i tuoi successi e te ne auguriamo di infiniti.

A proposito dell'autore

Marina Barone
Caporedattore Coffee Break

Marina, classe 1994, laureata in giurisprudenza e specializzata in diritto internazionale e comparato, sintesi perfetta del suo interesse per i diritti umani e la sua voglia di scoprire le diverse sfaccettature dei paesi del mondo. Attualmente vive nell'isola di smeraldo di Oscar Wilde e James Joyce: l'Irlanda. Precisa, determinata, empatica e sognatrice. E' appassionata di yoga, con cui, come le piace dire, "ha imparato a respirare" e ha trovato il suo equilibrio, tanto da arrivare a prendere un diploma per insegnare la disciplina.

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