Occorre ripensare il Natale: momento di incontro e apertura all’inaspettato.

Dicembre custodisce un caloroso fascino che porta con sé l’idea del ritorno e della comunità. 
Le famiglie si riuniscono, i figli lontani ritornano a casa, i nipoti gioiscono in braccio ai nonni, i fratelli si ritrovano l’uno accanto all’altro. Si vive la sensazione di essere immersi, nonostante le imperfezioni e le intemperie tipiche di ogni famiglia, in una condizione di serenità. 

Simbolo del mese è il Natale. Esso porta con sé l’idea dell’inizio, della creazione. 

Vissuta intensamente dai Cristiani, in quanto festività religiosa che celebra la nascita di Gesù, conosce tuttavia una grande partecipazione anche tra gli atei. Il Natale raccoglie e accoglie. Ci si scambiano i regali, ci si scalda attorno al calore del ritrovarsi, del rivedersi. 

E’ una ricorrenza che ricorda quanto sia importante mantenere fede alle tradizioni, occasioni per riscoprire se stessi e per riflettere su ciò che coltiviamo attorno e dentro noi stessi. Superare i pregiudizi, riscoprire la tolleranza, provare ad uscire dalla zona di comfort e concedere una possibilità anche a chi non sempre ci porge l’altra guancia. Tentare di spingersi un passo oltre l’ordinario. 

Incantare i bimbi e riempire i loro occhi di magia, fargli percepire la bellezza della loro immaginazione, del loro essere innocenti. Custodire gelosamente le lettere ed i loro desideri, bussare alla porta di casa con una lunga barba bianca e un vestito rosso, e riempirli di sorrisi. 

Soprattutto, Natale è un’occasione per riflettere su ciò che ci circonda, su chi è meno fortunato, sulle persone alle quali spesso manca il necessario per vivere. 

È nello spirito del Natale l’essere generosi con il prossimo, specie se si tratta di una persona a cui manca qualcosa. 

Si può trattare di un bisogno materiale o immateriale, di un bisogno di affetto. 

Vi sono tante persone, soprattutto anziane, che vivono in solitudine, senza qualcuno con cui condividere un piatto caldo. Sono tanti anche i bambini meno fortunati, che non hanno la possibilità di trascorrere il Natale con i genitori. 

Lo scoppio della guerra in Ucraina che va avanti ormai da dieci lunghi mesi, ci ricorda purtroppo, quante persone soffrono in questo momento storico…persone molto vicine ai nostri confini e che hanno perso tutto in un attimo. 

Bambini costretti a vivere nelle stazioni della metropolitana che diventano l’unico luogo sicuro per ripararsi dalle bombe, intere famiglie che sopravvivono nei sotto scala, nei bunker, nei posti più freddi e umidi in cui ci si potrebbe immaginare. 

Le proteste in Iran che ci ricordano quanto sia importante avere vent’anni e potersi vestire come si vuole, potere ascoltare musica, potersi baciare per strada. 

I mondiali in Quatar, in un luogo artificioso, terreno in cui ogni giorno i diritti umani vengono calpestati. 

L’Afghanistan dimenticato, insieme alle sue donne…la fuga dei paesi occidentali e la vittoria dei kalashnikov. 

Le guerre sono sempre esistite purtroppo, il dolore e la disperazione sono sempre stati provocati dall’uomo e dal medesimo subiti, ma oggi sembra che tutto il brutto che c’è intorno sia ancora più brutto. 

Forse perché dopo due anni di dura pandemia, avremmo preferito godere di un tempo felice, di un po’ di pace…quella che gli antichi avrebbero chiamato età aurea. 

Il Natale quest’anno allora deve avere un significato ancora più profondo, che non si limita ad esprimersi attraverso lo scambio di un regalo. 

Il Natale dovrebbe essere occasione di speranza, di aiuto per tutti coloro che non ce l’hanno fatta o che hanno difficoltà ad andare avanti. 

Fare percepire la comunità, la vicinanza. Fare una donazione, organizzare una raccolta fondi, o semplicemente compiere un gesto d’amore verso chi soffre, anche in silenzio, accanto a noi. 

Condivisione e gratitudine per le piccole cose, spesso date per scontate. 

Regalare un sorriso a chi non ne ha. 

Regalare a sé stessi la possibilità di vivere ogni giorno con lo spirito del Natale, superando i pregiudizi e aprendo il cuore anche all’inaspettato. 


Articolo pubblicato sul Quotidiano del Sud – L’Altravoce dei ventenni