Il fronte dei nuovi bisogni sociali

Le prospettive future sull’ambiente da individuali devono farsi collettive

E’ sempre maggiore l’esigenza, avvertita nella società attuale, di dare peso e tutelare nuovi bisogni, quali l’ambiente e l’economia ecosostenibile.

Oggi la sensibilità verso queste tematiche, che assurgono inevitabilmente ad una dimensione super individuale, è aumentata, ed è allora importante proiettarsi al futuro con nuove prospettive. 

Credo che, nonostante tutto, allo stato attuale, vi sia un coinvolgimento e quindi un approccio ancora individuale alle questioni sopra citate, ma alla luce degli avvenimenti stravolgenti a cui assistiamo ormai quotidianamente (si pensi ai ripetuti incendi verificatisi nel corso dell’estate e al generale innalzamento dei livelli della temperatura provocati dal surriscaldamento globale) dovrebbe essere il caso di intervenire prontamente sia sul piano giuridico che sul piano sociale, per definire un approccio collettivo a questi temi.

In tale ottica, possono rappresentare un primo passo, le misure orientate alla riduzione del consumo della plastica  (si pensi alla direttiva UE 2019/904 , sulla riduzione dell’incidenza di determinati prodotti di plastica sull’ambiente), e misure volte a tutelare maggiormente gli animali impiegati negli allevamenti (si pensi alla normativa dettata dalla direttiva UE 98/58  riguardante la protezione degli animali negli allevamenti).

Le scuole e le università dovrebbero essere innovate, per contribuire alla crescita di individui pronti a fronteggiare le nuove sfide del ventunesimo secolo. Bisognerebbe istituire corsi dedicati alla tutela ambientale intesa lato sensu, ricomprendendo all’interno della stessa anche la tutela dell’animale che da strumento utile al soddisfacimento dei bisogni primari dell’uomo, potrebbe divenire “fine” dell’azione umana: piante, specie animali e acque, dovrebbero costituire il margine entro il quale l’uomo muove le sue scelte, nell’ottica di preservare il pianeta e tutto ciò che esso ricomprende.

E’ chiaro che una tale prospettiva coinvolgerebbe appieno il terreno culturale e le abitudini di ognuno, ma al tempo stesso sarebbe un “sacrificio” questo, necessario al fine ultimo, che è rappresentato dal rispetto dell’ambiente e quindi della Terra di cui noi tutti siamo ospiti. 


Articolo già pubblicato sul Quotidiano del Sud – l’Altravoce dei ventenni 08/11/2021