Ferrari: la maledizione del “Predestinato”

L’occasione monegasca sfuggita dalle mani alla Ferrari è ancora difficile da digerire, soprattutto quando il 20 marzo scorso, giorno che appare molto lontano, era riuscita a tornare al vertice in Bahrain, regalando ai tifosi una doppietta che mancava da ben quattro anni. 

Il Campionato di Formula 1 2022 sta donando emozioni altalenanti e non adatte ai deboli di cuore, soprattutto se sono ferraristi: la vittoria del primo Gran Premio, le cinque pole conquistate su sette gare, una monoposto che funziona al punto giusto, avevano già donato la sensazione da tempo dimenticata in casa Ferrari: quella di essere tornati lì a combattere tra i grandi, e di farlo ad armi pari. 

La scuderia di Maranello è la tipica giostra un po’ arrugginita, quella che, quando ci sali sopra, ti ricorda costantemente quanto delicata sia e come facilmente potrebbe rompersi da un momento all’altro. Quando funziona, però, è la più bella ed emozionante dell’intero parco. 

In questo contesto, il grande peso delle aspettative di un mondo intero [sportivo n.d.r.] vengono portate con eleganza e correttezza da Charles Leclerc, il messia atteso da quindici anni, vittima prevalentemente innocente di un meccanismo ancora inspiegabilmente in rodaggio.  I problemi di affidabilità, le strategie sbagliate e un senso di impotenza si stringono intorno al pilota monegasco, che in pista dimostra di poter ambire a molto di più rispetto a quanto poi i numeri, le vittorie, le statistiche dimostrino. Anche quest’anno Leclerc non porta a casa una vittoria nella sua patria, davanti al pubblico che più lo ama, e continua a scrivere un record negativo, quello di non essere ancora riuscito a vincere il suo Monaco, nonostante le pole degli ultimi due anni e l’evidente fame di voler e poter essere il migliore. 

È necessario perciò armarsi di pazienza, passione e fede per prepararsi al meglio a questo nuovo anno di Formula 1, che si prospetta essere combattuto fino all’ultimo giro dell’ultimo Gran Premio della stagione.


Articolo pubblicato sul Quotidiano del Sud – L’Altravoce dei ventenni