L’ottava serie non metterà una vera e propria parola “fine” a Game of Thrones. Sembra, infatti, che ben cinque spin-off siano in fase di scrittura e due bozze siano già state presentate alla HBO (il canale su cui va in onda la serie). Naturalmente poi i produttori sceglieranno il progetto che considereranno migliore. Dalle prime indiscrezioni pare abbastanza chiaro che nei vari spin-off considerati non sarà presente nessuno dei personaggi che conosciamo. Ciò lascia naturalmente una enorme libertà agli sceneggiatori di esplorare tutto ciò che concerne il mondo di Westeros (e anche Essos!).

In ogni caso, fino al 2019 saranno tutti concentrati nel realizzare la serie finale del “Trono di Spade” e, a quel punto, indipendentemente dal fatto che ci sarà uno spin-off, terminerà una saga che è entrata nella storia della televisione. La distinzione principale nel mondo degli appassionati di serie tv è la seguente: chi segue religiosamente ”Il trono di spade” e chi non ha mai visto neppure una puntata. Naturalmente ci sono anche le vie di mezzo: chi ha cercato di seguirla ma si è confuso perché ci sono molti personaggi e per questo l’ha abbandonata, chi ha guardato qualche video su YouTube e ha deciso che non fa per lui, chi la segue ma non ne è ossessionato. Io sono in quest’ultima categoria e probabilmente sono una dei pochi a cui non ha creato dipendenza. Naturalmente questo non vuol dire che non sia una grande fan, ma non si può negare che alcune storyline siano noiose (soprattutto se paragonate ad altre che sono decisamente perfette).

Lasciatemi esprimere solo una personalissima opinione: confesso che, paradossalmente, una parte di me non è impaziente di conoscere il finale perché temo mi deluderà. Ho una mia visione sulla fine della serie (come tutti i fan, del resto) ma so già che è un po’ troppo “happy ending” per”Game of Thrones”. Per esempio mi piacerebbe che Jon Snow sopravvivesse e restasse Re del Nord, perché penso che sul Trono debba sedere Gendry (opinione impopolare, ne sono consapevole). Alla fine lui è l’erede dei Baratheon e Robert ha vinto una guerra contro i Targaryen, quindi non capisco perché il trono debba spettare automaticamente a questi ultimi (mi riferisco sia a Daenerys che a Jon). In generale, mi piacerebbe che nessuno morisse (a parte il Re della Notte e Cersei) ma è una speranza vana dato che la battaglia con gli Estranei non fa sperare nulla di buono. E’ facile, adesso, comprendere perché pur essendo curiosa di sapere come tutto si concluderà, una parte di me non è così impaziente di vedere l’ottava e ultima serie: stiamo parlando de “Il Trono di Spade”, dove il lieto fine è una chimera. Tra l’altro, se anche Kit Harington (il nostro magnifico Jon Snow) ha ammesso di aver pianto dopo aver letto la sceneggiatura dell’ottava serie… possiamo solo sperare siano lacrime di gioia!

Nel frattempo, dobbiamo “accontentarci” di un happy ending nella vita reale: il matrimonio tra Kit Harington e Rose Leslie (che tutti conoscono come Ygritte, ma per me resterà sempre Gwen di “Downton Abbey”). Annunciato in maniera tradizionale, sul Times, come si usa nella upper-middle class britannica (d’altronde Kit è figlio di un Sir e Rose appartiene ad una famiglia della nobiltà scozzese), ha fatto subito partire tutti i meme possibili sulle Nozze Rosse!

Non deve sorprendere che una serie fantasy abbia così tanto seguito, anche perché non è la prima volta che accade. Tuttavia, poche altre saghe hanno riscosso un tale successo ed è chiaro perché il mondo creato da G.G. Martin sia tra questi. Non ha la precisione e l’accuratezza dei lavori di Tolkien, ma il modo in cui si evolvono i personaggi in “Cronache del ghiaccio e del fuoco”(soprattutto nei libri) rende questa saga una delle migliori nel mondo della letteratura.

A proposito dell'autore

Francesca Vardè

Nata nel 1992. Vive a Milano. Ama la musica, il ciclismo e la moda. La appassionano le storie (in ogni loro forma) e vivrebbe leggendo ventiquattro ore al giorno. Ha un debole per l’Inghilterra e Kate Middleton, adora scattare foto e conosce a memoria le battute di “Downton Abbey” e de “Il Signore degli Anelli”.

Post correlati