In the Heights – per chi migra conta la comunità

Lin Manuel Miranda è entrato nell’olimpo degli scrittori e compositori grazie a “Hamilton”, il musical sui padri fondatori americani. In un intreccio di stili musicali moderni, lo show di Broadway ha avuto un enorme successo internazionale fin dai suoi primi spettacoli nel 2016, tanto da approdare sulla piattaforma Disney+ a fruizione libera degli abbonati.

A cosa fu dovuto il boom di Hamilton, tanto da portare Obama stesso ad elogiarlo pubblicamente?

Il successo del musical è dovuto ai temi universali, spesso sottovalutati dai media mainstream o trattati da un punto di vista “bianco”: il cast di attori prevalentemente afro-discendente ha messo in scena nelle sue incoerenze e ipocrisie la storia degli Stati Uniti, la cui origine e il suo proliferare è dovuto allo sforzo degli immigrati. I temi legati all’integrazione erano tornati a essere l’argomento principale del dibattito pubblico americano negli ultimi anni, soprattutto a causa delle politiche portate avanti da Trump.

Lin Manuel Miranda ha trovato nel suo elogio in chiave critica del sogno americano il terreno su cui esprimersi artisticamente e lo ha confermato con l’uscita di “In the Heights”, il film tratto dall’omonimo musical che porta sempre la sua firma.

Essendo un’opera precedente al più noto Hamilton possiamo meglio vedere la sua evoluzione artistica: nel musical contemporaneo affronta gli stessi temi legati alle comunità migranti. Il film ci fa notare i dissidi di chi cresce in comunità che non vengono valorizzate. “Migrare” porta con sé il problema di trovare un posto a cui appartenere e, guardando i giovani protagonisti del film, divisi tra l’amore per la comunità e la consapevolezza di poter condurre una vita serena solo cercando fortuna altrove, non possiamo che rivedere gli stessi universali temi che riguardano anche i giovani meridionali fuorisede, amanti delle proprie origini e costretti ad andarsene.

Le comunità sono il collante dei popoli che lo Stato si rifiuta di riconoscere.


Articolo già pubblicato sul Quotidiano del Sud – l’Altravoce dei ventenni