Che mondo sarebbe senza la musica?

Lettera a un’amica che non mi ha mai voltato le spalle

Oggi, 21 giugno 2022, si celebra la festa della musica. Un evento – celebrato in più di 120 paesi di tutto il mondo – che ha lo scopo non solo di omaggiare questa meravigliosa espressione artistica, ma anche di annunciare il solstizio d’estate, ovvero il giorno dell’anno in cui il sole colpisce con i suoi raggi perpendicolarmente il Tropico del Cancro, regalando il maggior numero di ore di sole nell’emisfero nord.

Una data da segnare nel calendario per un avvenimento a cui bisogna dare la giusta importanza. Perché la musica non è soltanto ciò che in molti considerano chiasso, baccano o ancora un frastuono buono solo a far divertire e ballare. La musica è molto altro. Quest’arte ha sempre rappresentato un ruolo chiave per lo sviluppo della società: fin dall’antichità, infatti è sempre stata un’amica fidata dell’uomo, adattandosi all’evoluzione sociale e persino alla narrazione di un determinato momento storico, bello o brutto che fosse.

Michael Jackson, ad esempio, ha utilizzato la musica per difendere e proteggere i valori in cui ha sempre creduto. Da perfetto precursore qual era, è stato capace di raccontare e anticipare lo spirito del suo tempo, ponendo all’attenzione del mondo l’emergenza ambientale e la brutalità del razzismo. Il tutto attraverso le sue canzoni pop, all’apparenza destinate ad un pubblico poco impegnato, ma in realtà dedicate a chi soffriva e trovava nei suoi testi un motivo di conforto. Aveva la capacità di rendere i suoi messaggi universali, abbattendo fastidiose ideologie culturali all’epoca inattaccabili.

Stevie Wonder, per citarne un altro, si è sempre battuto attraverso le sue canzoni per trasmettere messaggi di amore e fratellanza e incitare ad abbandonare il futile per abbracciare il concreto. Come in I Just Called To Say I Love You, brano del 1984 in cui Stevie spiega che è in un giorno come tanti che l’amore – quello sincero, quello vero – si palesa improvvisamente e che non dobbiamo far altro che alzare la cornetta e dire quelle tre parole che racchiudono tutto. Un modo per spiegare che non servono sfarzi, cene a lume di candela, ricorrenze da rispettare ad ogni costo per mostrare i propri sentimenti.

Questi sono soltanto due dei tanti artisti che hanno rivoluzionato intere generazioni, divenendo simboli per la crescita formativa dei giovani, sempre in cerca di identificazione. Perché la musica è in grado di raggiungere le anime di tutto il mondo, oltrepassando ogni sorta di barriera fisica e culturale. È da considerare a tutti gli effetti un linguaggio universale comprensibile per tutti.

A tal proposito, lo scrittore francese Marcel Proust la definisce così:

La musica è forse l’unico esempio di quello che avrebbe potuto essere – se non ci fosse stata l’invenzione del linguaggio, la formazione delle parole, l’analisi delle idee – la comunicazione delle anime”.

Il vero motivo per il quale quest’arte diventa fondamentale anche e soprattutto all’interno delle scuole, specialmente in quelle dell’infanzia, sia per una questione di socializzazione, sia per sviluppare il senso del ritmo, del linguaggio e della coordinazione, oltre che per facilitare l’aggregazione tra gli alunni.

Parliamoci chiaro: molti sottovalutano la musica, considerandola uno strumento utile soltanto a rendere migliori concerti, party, feste, scene di un film, clip dei nostri eroi preferiti, imprese rimaste nella storia. Al contrario, genera tanto altro: accompagna ognuno di noi nei momenti felici ma anche in quelli tristi. Ci conforta nei periodi negativi, ci sostiene negli sprazzi di sconforto. Asciuga le nostre lacrime di dolore, ma – al tempo stesso – può portarci a piangere di gioia. Musica e sentimenti vanno di pari passo: ogni essere umano cerca rifugio nelle note di una canzone, nel significato profondo di un testo, per immedesimarsi e trovare delle risposte, tant’è che ad ogni stato d’animo corrisponde un genere musicale.

Quando si è tristi, si sceglie una canzone malinconica; quando si è innamorati, si sceglie una canzone romantica; quando si è felici, si sceglie una canzone che rispecchia l’entusiasmo e l’euforia del momento. Attraverso la musica, esprimiamo tutto quello che, nel silenzio e nella routine di tutto il giorno, fatichiamo ad esternare. Quante volte una canzone è stata capace di evocare ricordi del passato, suscitando un sorriso o un momento di commozione? Quante volte – dopo aver ascoltato una canzone d’amore – abbiamo trovato il coraggio di inviare un messaggio alla persona che ci piace? La musica ci rende dei sognatori e talvolta ci aiuta ad esorcizzare le nostre paure, proprio perché è soggettiva. Non esiste una musica bella o una musica brutta: ad esistere sono soltanto suoni, melodie, parole e significati, che hanno la capacità di generare qualsiasi tipo di emozione, a seconda della condizione del momento.

Che mondo sarebbe senza la musica? Domanda che probabilmente non conosce risposta. Nel frattempo ti faccio tanti auguri, mia inseparabile compagna.

LA PLAYLIST DEL CUORE:

1) Coldplay, Fix You (2004)

Semplicemente, la mia canzone preferita

2) Armin van Buuren feat. Gavin DeGraw, Looking For Your Name (2015)

Canzone a cui sono molto legato e che ho dedicato a una persona importante per me.

3) Stranger Things, Kygo (2018)

Una delle mie canzoni preferite per sonorità e bellezza della melodia

4) Coldplay, Everyday Life (2019)

La ascolto quando sono alla ricerca di pace e serenità

5) Raleigh Richie, Stronger Than Ever (2014)

Una canzone che mi ha accompagnato nei momenti di incertezza, quando nessuno riusciva a comprendermi

6) 883, La dura legge del gol/La regola dell’amico (1997)

Due canzoni della mia infanzia, con un significato importante

7) Piero Pelù, Tribù (2006)

Canzone che mi ha da sempre trasmesso un’enorme carica

8) Galantis x Cash Cash x Oliver Heldens x Hibell, Wild Hour (Gabe Ceribelli Mashup, 2018)

Da appassionato di musica elettronica, questa canzone rispecchia alla perfezione l’idea che ho della dance moderna


Articolo pubblicato sul Quotidiano del Sud – L’Altravoce dei ventenni