“Terra lucana” non è il solito video sulla Basilicata. Non ci sono gli scenari mozzafiato, le acque cristalline, le montagne imponenti, i campi pittoreschi. O meglio, ci sono, ma restano sullo sfondo, resi quasi invisibili dalle immagini reali che risaltano in primo piano. Gli scatti dei fotografi Silletti, Danzi, Contini, Laterza e Lategana ritraggono perfettamente quella che è l’anima della Basilicata, la sua gente. Questa terra meravigliosa è ormai nota al grande pubblico per essere ancora selvaggia e incontaminata dal turismo di massa e proprio per questo terra di cinema, con le numerose produzioni televisive e cinematografiche che si sono susseguite in regione negli ultimi anni. Dai grandi film americani alle fiction nostrane, tutti hanno dato visibilità e meritato risalto ad una terra per troppo tempo abbandonata e dimenticata. “Terra Lucana” non vuole però far vedere la Basilicata come fino ad ora è stata descritta dai video di promozione turistica o dai video con i droni e le solite immagini,  vuole omaggiarla e vuole omaggiare gli uomini e le donne che ne rappresentano lo spirito e l’anima. Gli scorci dei paesi con la biancheria stesa ad asciugare, i bambini che corrono e giocano davanti casa, le maschere tipiche delle feste patronali dei paesi dell’entroterra, le tradizioni immortalate in uno scatto fanno quasi percepire l’essenza della vita in Lucania, che scorre lenta. Ancora, i campi di grano e i tramonti e i “volti ruvidi dei contadini” rappresentano “l’umanità scalfita dal tempo” e che abita questa “fragile terra”. I paesaggi lucani sono evocati dalle immagini dei calanchi e dalla luna che si specchia tra questi e le vecchie case, evocando il “suono liquido dell’assenza” di una terra che si è svuotata ed è stata abbandonata. Ma le tradizioni restano, restano il vino e il pane, i sorrisi degli anziani che portano sulle spalle il peso della storia di questa terra, restano i paesaggi incontaminati e le distese di grano. Le parole di Sergio Ragone fanno da sottofondo e con la regia di Giuseppe Marco Albano incorniciano perfettamente le immagini, la narrazione è fluida e profonda, descrive le fotografie e le fa risaltare.

La cultura, l’autenticità dei luoghi e la natura devono essere la chiave per un turismo consapevole, perché la scoperta di una terra come la Basilicata lascia a bocca aperta chiunque la veda per la prima volta.

L’autore del testo del video, Sergio Ragone, ci ha raccontato qualcosa in più su come è nato questo racconto in immagini.

-Come è nata l’idea di video poetry alternativo e la vostra collaborazione? 

L’idea nasce dal desiderio di rivoluzionare il linguaggio della narrazione lucana. In questi anni di grande visibilità mediatica è mancata una grande componente, l’umanità. Per noi le persone sono al centro del futuro, lo abbiamo visto proprio durante i giorni più duri del lockdown. E’ da questo elemento, l’elemento umano, che deve iniziare la nuova storia lucana post Covid e Post Matera 2019.

-La poesia insita nelle immagini del video racconta una terra antica ma ancora viva e presente, quale è la rappresentazione che volete dare della Basilicata?

Che solo l’arte può raccontare la bellezza. Ma la bellezza non è esclusivamente nei paesaggi. L’Italia è riconosciuto come un paese di grande bellezza, ma ciò che ci rende davvero un grande paese sono le donne e gli uomini italiani. Solo il genio ed il talento dei grandi artisti, in questo caso fotografi, può raccontare al meglio tutto ciò fermando nel tempo un ricordo, un’emozione.

-Le parole incorniciano perfettamente le foto che scorrono nel video, è stato facile lasciarsi ispirare? 

E’ nata prima la poesia, che ho scritto all’alba seduto su un calanco la scorsa estate, poi il regista, Giuseppe Marco Albano, ha scelto le immagini lasciandosi ispirare dalle suggestioni delle parole e delle musiche. Ma è la Basilicata, questa terra così difficile e fragile, ad ispirare, a tirare fuori il meglio di noi.


-Non è il solito video promozionale, ma racconta la Basilicata autentica, la cultura pensate possa fare da traino per il turismo in questa regione? 

Non è nostra intenzione fare promozione turistica della Basilicata, per questo ci sono enti e realtà territoriali che lavorano molto bene. Ma se questo nostro lavoro accenderà il fuoco della curiosità dei viaggiatori, più che dei turisti, non possiamo che esserne felici.

Il video è su YouTube, sia in inglese sia in italiano proprio per permettere a tutti di poter apprezzare a pieno le immagini e le parole. Il turismo straniero, per quanto non ancora pienamente sviluppato in Basilicata, potrebbe davvero portare la Basilicata a competere con le altre grandi mete italiane di turismo, se non in termini di numeri, almeno in termini di visibilità.

Già pubblicato su L’Altravoce dei Ventenni – Quotidiano del Sud 29/6/2020

A proposito dell'autore

Monica Salvatore

Nata a Potenza nel 1992, studia giurisprudenza a Milano e spera un giorno di lavorare per organizzazioni non governative e riuscire a portare la pace nel mondo. Ama gli Stati Uniti e ci ha lasciato un po’ del suo cuore, ma si consola guardando serie tv americane. Adora il cibo e scoprire nuove cucine, è attratta dal mondo vegano e vegetariano, anche se non riesce a rinunciare ai piatti tipici della sua regione. La letteratura inglese e quella classica sono il suo rifugio dal mondo moderno.

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