Nascono su Instagram. Si conoscono a Milano. Condividono dolcezza, intelligenza e tanta, tanta determinazione.

Sono tre. Come il numero perfetto. Sono donne. E donna significa forza, bellezza, ironia, spensieratezza.

Sono Debora, Anastasia e Ksenia. Che detti così i loro nomi somigliano a quelli di tre eroine di una serie tv americana o di un cartone animato d’altri tempi. Eppure sono reali, in carne e ossa. Tanto reali che se oggi leggi i loro nomi vicini e tutti insieme, è come se leggessi “Mandorlab”.

 

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Mandorlab, in poche righe

mandorlab_intervista_ventiblog_6Se dovessi paragonare Mandorlab a un filtro di Instagram, sarebbe sicuramente un Valencia: un po’ vintage, un po’ perlato, con qualche nota di rosa.

Ma cos’è veramente Mandorlab? Potrebbe somigliare alla borsa di una donna, piena di idee e di emozioni.

Mandorlab prima di tutto è un Progetto, con la P maiuscola, che ha alla base tre pilastri molto solidi: l’amicizia, il sacrificio, la passione.

E’ un progetto che ricorda l’odore del cappuccino in un sabato mattina, quello delle strade di Milano quando c’è il sole dopo tanto tempo, la nota di un profumo di Chanel.

Non solo workshop ed eventi creativi, ma un vero e proprio laboratorio di comunicazione, fotografia e digital consulting.

Insieme alle tre donne di Mandorlab si imparano un sacco di cose: dalle tecniche del brush lettering, grazie ai consigli della mano esperta e precisa di Anastasia (la stessa che l’ha portata a fondare il suo Typegoodies), ai piccoli consigli di fotografia su Instagram preziosamente custoditi da Ksenia e Debora.

Giovani, un po’ italiane e un po’ russe, due bionde e una bruna, ma tutte con un sorriso da fare invidia al mondo.

E Mandorlab è il frutto del loro culto per la bellezza.

Le abbiamo incontrate per farci raccontare la storia del loro incontro e dello sviluppo del loro progetto e per scoprire le novità che hanno in cantiere.

 


L’intervista
Quando e come nasce Mandorlab?

Mandorlab nasce agli inizi di marzo di quest’anno, come molte cose belle della nostra vita, davanti ad una buona colazione! Era da un po’ che sognavamo di fare qualcosa di nostro, di stimolante e di creativo in cui poter esprimere le nostre qualità migliori.

Raccontateci un po’ di voi: come vi siete conosciute e com’è nata l’idea di collaborare tutte insieme.

Ci siamo conosciute lo scorso anno per via delle nostre attività lavorative precedenti e ci siamo subito “innamorate” l’una dell’altra, in particolare della passione che ognuna di noi metteva in ciò che faceva.

Spiegateci in poche parole cos’è Mandorlab.

Mandorlab nasce come laboratorio che organizza workshop ed eventi creativi di diverso genere e aperti a tutti ma, al tempo stesso, sta diventando ogni giorno di più un vero e proprio lab di comunicazione, eventi e digital consulting.

Quali sono stati i progetti/workshop finora realizzati?

Finora abbiamo organizzato due insta_breakfast workshop incentrati sul miglioramento della fotografia da cellulare partendo proprio dal pasto più instagrammato: la prima colazione! Lo stesso format è stato riproposto a cena da Eataly, nel mese di aprile. Successivamente abbiamo avuto due giornate dedicate al brush lettering che sono state un vero successo (ps: le ripeteremo a breve!). Qualche settimana fa, il primo insta_picnic in collaborazione con Francesca di Timo t’amo e a breve (l’11 Giugno) un nuovo workshop dedicato alla composizione floreale, prima in russo, poi in inglese.

Perché avete scelto la colazione del mattino come focus? Secondo noi è un po’ come la metafora di “un inizio” buono e bello. Si percepisce, infatti, una ricerca e una tendenza alla bellezza sotto tutti gli aspetti.

Come dicevamo prima, la colazione è – sì – il momento più fotografato della giornata ma è anche quello che, in un certo senso, da forma a tutta la giornata. Una buona colazione fa vedere le fatiche lavorative in maniera diversa, dona ottimismo e, perché no, anche gli zuccheri di troppo a colazione hanno un alibi: sai di avere tutta la giornata per smaltirli!

Qual è l’atmosfera che si crea durante i vostri workshop?

La cosa fondamentale, per noi, è che tutti si si sentano a proprio agio. Cerchiamo sempre di costruire una sorta di guscio intorno ai partecipanti, in modo tale che non si scoraggino, non si abbattano ma piuttosto si sentano sempre guidati e sostenuti da tutte e tre con le parole, l’esempio e, ovviamente, il sorriso!

 

Cosa volete che le persone apprendano durante i vostri workshop? Cosa volete resti impresso di Mandorlab?

Vorremmo che, al di la del i consigli e i suggerimenti tecnici, resti impresso il mood che si crea durante i nostri workshop. Vorremmo che ognuno dei partecipanti tiri fuori la componente estetico/creativa che giace in ognuno di loro e che trovi la propria peculiarità, la propria cifra artistica con naturalezza e spontaneità.

E invece, cosa avete imparato voi in questi mesi durante i workshop?

Abbiamo imparato che l’umiltà, nella vita, paga sempre. Alla fine di ogni workshop tiriamo le somme su cosa abbiamo appreso, cosa abbiamo sbagliato e cosa potremmo migliorare. Ognuno dei partecipanti ci lascia sempre qualcosa. Ricordiamo tutti i loro volti e sono quei volti soddisfatti che ci spingono ad andare aventi e a fase sempre il nostro meglio.

Ora una curiosità: Mandorlab ricorda la parola “mandorla”, così come il vostro logo. Cosa si nasconde dietro questa scelta?

Mandorlab nasce per caso, da un brain storming di parole dolci da associare al termine inglese “lab” che stavamo facendo tutte e tre insieme. Ad un certo punto, una di noi ha tirato fuori la parola mandorla e da lì, l’associazione a lab è stata spontanea. In ogni caso, al di là della casualità, abbiamo iniziato a pensare a tutte gli effetti positivi che la mandorla, il suo guscio e le sue proprietà nutritive hanno sul corpo umano e sull’animo umano e ce ne siamo innamorate ancora di più.

Mi sembra di capire che Mandorlab sia il vostro piccolo tesoro, creato con cura e passione. E come tutti i progetti con una forte idea alla base, è in continua crescita. Qual è il futuro che prevedete per Mandorlab?

L’idea che stiamo coltivando, è quella di strutturarci come un vero e proprio hub conservando, ovviamente, l’idea dei workshop ma aprendoci anche ad altre attività al servizio di aziende e privati.

Cosa consigliereste a chi come voi ha un’idea del cassetto, ma non sa come realizzarla?

Il nostro consiglio è quello di buttarsi, di buttarsi sempre e comunque. Magari i risultati non arriveranno subito e ci sarà bisogno di tanti aggiustamenti in corso d’opera prima di ingranare la marcia giusta ma una volta ingranata, la strada sarà tutta in discesa (almeno per la parte iniziale!)

Ci lasciate con qualche anticipazione sui vostri progetti futuri? Ve lo chiediamo con gli occhi dolci…

L’idea è quella di riprendere con un calendario fitto di workshop a partire da settembre e per tutto l’autunno e l’inverno. Di conseguenza, nei mesi prima delle vacanze estive, oltre a realizzare i workshop già in calendario, saremo impegnate nella pianificazione e programmazione. Mi raccomando, seguiteci, e ne scoprirete delle belle 😉

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A proposito dell'autore

Stefania Marino
Social Media Manager - Segretario Organizzativo

Classe ’91, nata a Cosenza, vive a Milano da 8 anni ed è laureata in Marketing e Brand Management. Si definisce ambiziosa, energica e determinata, con la giusta dose di autoironia. Appassionata di Social network, viaggi e fotografia, sogna (come tutte le persone utopiste e nate sotto il segno dei pesci) di avere un giorno un po' di tempo libero per viaggiare. Un'ultima cosa da sapere su di lei: per sorridere le basta una domenica, una canzone dei Verdena e una tazza di tè alla cannella.

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