Sai che cosa? Non ho scelto di essere tuo figlio”. E’ in questa frase pronunciata da Albus Potter, secondogenito del celeberrimo Harry, che si racchiude il senso più profondo della play teatrale “Harry Potter and the Cursed Child” (in italiano “Harry Potter e la maledizione dell’erede”).

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Dopo aver battuto ogni record con i sette romanzi (e gli otto film) della saga, J.K. Rowling ha consentito allo sceneggiatore teatrale Jack Thorne di scrivere una storia (da lei supervisionata) su cosa accade dopo l’epilogo dei “Doni della Morte”. Il risultato è uno spettacolo teatrale che, com’era prevedibile, è già entrato nella storia del West End londinese. Il Palace Theatre in tutto il suo splendore (soprattutto illuminato di sera) rende l’idea dell’evento planetario che si svolge ogni giorno in questo teatro sulla Shaftesbury Avenue, a due passi da Oxford Street e dal Covent Garden. Basti pensare che per prendere i biglietti è necessario armarsi di pazienza e attendere due ore e mezza (come è accaduto a me) il proprio turno davanti al computer sperando che i biglietti non vadano esauriti.

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Lo spettacolo riprende laddove si era concluso il romanzo: Harry e la moglie Ginny accompagnano i tre figli alla stazione di King’s Cross il primo di settembre. Se il maggiore James è già un Grifondoro modello e la piccola Lily è sicura di diventarlo quando toccherà a lei andare nella più famosa scuola di magia, Albus è preoccupatissimo di finire in Serpeverde. A nulla servono le rassicurazioni del padre e la rivelazione che il Cappello Parlante terrà conto della sua scelta. In effetti Albus, dopo aver fatto amicizia con Scorpius Malfoy (figlio di Draco e di Astoria Greengrass), viene smistato proprio in Serpeverde. Tutti rimangono molto sorpresi dal fatto che il figlio del Salvatore del Mondo magico sia finito nella Casa frequentata in passato da Voldemort e da molti Mangiamorte, e anche la sua amicizia con Scorpius viene guardata con sospetto. Persino dai suoi stessi parenti, tra cui sua cugina Rose (figlia di Ron Weasley e Hermione Granger, diventata Ministro della Magia). E qui nasce il senso di inadeguatezza di Albus, il quale avverte sempre più il peso di un cognome importante e si sente rifiutato da tutti. Non si sente un vero Potter perchè è finito in Serpeverde, ma non è neppure un vero Sepeverde perchè suo padre è Harry Potter. Soltanto Scorpius sembra comprendere il suo stato d’animo, anche perchè deve convivere con un terribile pettegolezzo che lo perseguita sin dalla tenera età. Si afferma, infatti, che lui sia in realtà il figlio di Voldemort. I due ragazzi dovranno affrontare molti pericoli con una Giratempo sottratta illegalmente e rischieranno di cambiare la storia. Inoltre, faranno l’amicizia di una ragazza di nome Delphi, la quale sostiene di essere la cugina del defunto Cedric Diggory.

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La trama è molto articolata, ricca di colpi di scena e la rivelazione finale è sconcertante e, per qualsiasi Potterhead, piuttosto inverosimile.
Il talento degli attori di teatro inglese è cosa nota, ma non è affatto banale sottolineare quanto sia meraviglioso tutto il cast. La scenografia è degna di un film di Harry Potter e gli effetti speciali sono davvero incredibili. L’intero spettacolo è così ben fatto da far passare in secondo piano la trama.

Se avete l’opportunità di andare a Londra (e riuscite a comprare i biglietti) vi consiglio vivamente di andare a vedere lo spettacolo perchè ne rimarrete estasiati. Se, invece, pensate solo di leggere il libro appena uscito anche in Italia, vi consiglio di considerarlo solamente come una storia interessante correlata ad Harry Potter e non come una continuazione della saga.

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A proposito dell'autore

Francesca Vardè

Nata nel 1992. Vive a Milano. Ama la musica, il ciclismo e la moda. La appassionano le storie (in ogni loro forma) e vivrebbe leggendo ventiquattro ore al giorno. Ha un debole per l’Inghilterra e Kate Middleton, adora scattare foto e conosce a memoria le battute di “Downton Abbey” e de “Il Signore degli Anelli”.

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