Il movimento rivoluzionario giovanile che unisce politica, cultura e spiritualità 

In un mondo che, in particolar modo ai giovani, offre svariate forme di comunicazione e condivisione, nonché infiniti contenuti, un gruppo di ragazzi universitari e neo laureati dalle brillanti carriere accademiche ha rilevato l’assenza dell’indispensabile.

Così, dal comune sentimento di insoddisfazione e incompletezza e dalla constatata esigenza di migliorare il mondo partendo da una rivoluzione interiore, nel luglio 2018 ha preso vita l’Indispensabile, un movimento giovanile culturale-politico. 

Il movimento organizza eventi, diffonde articoli e video attraverso i principali canali social, partecipa a manifestazioni politiche, promuove l’aggregazione ed il confronto anche con altre realtà associative. 

Tutto questo viene portato avanti in modo non tradizionale. L’indispensabile si definisce – ed è – rivoluzionario perché, in modo inedito, mira a coniugare l’attività politica e l’analisi economica, finalizzate al cambiamento sociale, con un’attività interiore per l’arricchimento spirituale dell’individuo.  

 “Non si può risolvere un problema con la stessa mentalità che lo ha creato: per cambiare il mondo bisogna cambiare radicalmente la nostra mente e costruire nuove relazioni su questa novità” dice Gabriele Guzzi, classe ’93 e presidente dell’Indispensabile. 

I circa 40 partecipanti attivi del movimento – età media 23 anni – sono accomunati dalla volontà di disattendere gli schemi di una società che vuole i giovani distratti e passivi; sono uniti dalla voglia di far cadere il dogma della disillusione che porta al nichilismo. 

Se questo è il minimo comune denominatore, a fondare la peculiarità del gruppo sono le competenze eterogenee dei partecipanti. Tra le fila del movimento, infatti, vi sono ragazzi che studiano filosofia, scienze politiche, lettere, economia, musicologia. Altri sono insegnanti di arti marziali o pianoforte.

Il carattere transdisciplinare è la chiave per una rivoluzione culturale, spirituale e politica che per essere reale non può rimanere confinata in comportamenti stagni. Secondo i membri de l’Indispensabile, solo attraverso il dialogo ed il confronto, tra le persone e tra le discipline artistiche e scientifiche di cui le persone sono portavoce, si può ottenere una visione unitaria dell’uomo, del mondo e, soprattutto, dell’uomo nel mondo. 

Sviscerare la relazione tra realtà fenomenica e spirituale è il primo passo per rendere tale legame realmente intimo e profondo ma, allo stesso tempo, socialmente orientato. La storia insegna che voler cambiare il mondo senza prima cambiare la cultura e la mentalità dei suoi abitanti si risolve in una scelta violenta, in un’imposizione antidemocratica e controproducente.

Prima del blocco per l’emergenza sanitaria, l’Indispensabile aveva avviato un filone di eventi intitolato 10 to survive. Dieci come gli anni che restano prima del 2030, anno limite per il nostro pianeta. Dieci come le idee che i ragazzi del movimento propongono per affrontare, in modo radicalmente nuovo, non solo la crisi ambientale, ma anche politica, sociale e culturale dei nostri giorni. Gli eventi si sarebbero dovuti tenere per tutto il 2020 ma, a causa della battuta d’arresto per il Covid19, i ragazzi si sono fermati a quota 2 incontri. Questi, comunque, rappresentano il paradigma dell’attività dell’Indispensabile.

Ogni evento è stato – e sarà, appena si potrà ricominciare – caratterizzato da “comizi rivoluzionari”, interventi brevi e provocatori, anche sotto forma di performance musicali ed artistiche, sulle tematiche connesse a quella di volta in volta scelta per il singolo evento (clicca qui per vedere un esempio).

Ad esempio, il 23 febbraio si è tenuto l’evento “Lavoro o morte”, che ha visto i giovani partecipanti affrontare, da varie prospettive, la crisi di una generazione messa dinanzi alla scelta tra un lavoro malpagato e una disoccupazione umiliante. Sul palco sono state portate idee per immaginare una nuova forma di lavoro, non alienante né precario né fine a sè stesso. Una nuova idea di lavoro che possa portare all’elevazione professionale e spirituale del lavoratore, in ossequio ai diritti economici e sociali costituzionalmente garantiti. È un circolo virtuoso: il diritto ad un lavoro dignitoso, infondo, è finalizzato all’uguaglianza sostanziale delle persone quale strumento imprescindibile per lo sviluppo della personalità del singolo che, solo così, può poi dare un contributo valido alla società. Ad accompagnare e contestualizzare le idee dei ragazzi, anche una conversazione con il Presidente dell’INPS Pasquale Tridico, con cui sono state affrontare questioni di attualità nostrana. 

Il movimento porta avanti un confronto dialettico, quindi, che non rimane sul piano intellettivo ma che scende nel concreto, nel tangibile.

L’Indispensabile vuole essere questo: un luogo di analisi delle dinamiche comuni dove però non si dimentichi che queste, prima di essere politiche ed economiche, sono questioni esistenziali. 

In programma c’erano eventi volti ad analizzare, sempre in chiave rivoluzionaria, temi come Europa, globalizzazione, sessualità, Dio, sinistra e destra, salute, tecnologia. Rinviati questi a data da destinarsi a causa della pandemia, i ragazzi sono rimasti attivi sulla loro pagina FB.

Tra le tante attività portate avanti, hanno sviluppato e tenuto l’evento “Reset- ripensare l’umano nella quarantena globale”. In diretta FB sulla pagina de l’Indispensabile e di Darsi Pace –movimento con cui l’Indispensabile collabora– si è parlato, con esperti di varie discipline, dell’emergenza personale, sociale ed economica che la pandemia ha reso più evidente di sempre. 

Contestualmente, ogni giorno i giovani rivoluzionari creano e condividono contenuti di approfondimento e riflessione; da ultimo, per esempio, un video sulle pratiche per non farsi manipolare dai mezzi di informazione di massa

Una generazione indispensabilmente attiva, insomma, avulsa da logiche di partito e opportunismo, che lavora per una missione che ci riguarda da vicino e che sarebbe bello aiutare ad implementare.

Per rimanere aggiornato sull’attività de l’Indispensabile segui la pagina FB e il profilo IG.


Articolo già pubblicato sul Quotidiano del Sud – l’AltraVoce dell’Italia di lunedì 25/05/2020

A proposito dell'autore

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Classe 1993. Nata a Caserta, vive a Roma dove si è laureata in Giurisprudenza. Aspirante magistrato. Ama il diritto penale, la sua squadra di futsal e la scrittura. Dal suo profilo FB: «Io è una vita che scrivo. Nei diari segreti e in quelli di scuola, nei quaderni a quadretti, al pc, sui muri. Ovunque e in qualsiasi momento io senta l’esigenza indifferibile di cristallizzare un istante. Dipingo le pagine con i colori di parole a casaccio, di flussi di pensiero non sempre grammaticalmente corretti, vomitati con gioia o mentre piango a dirotto o mentre mi annoio. Io è una vita che vomito» Simpatica, creativa, alla mano, un po’ imbranata, molto permalosa.

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