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Ciao, bel signorino!

Siamo in Italia, indifferente la località vale per tutto il territorio nazionale, e siamo nel 2021.

Le donne da quando non potevano votare, partecipare alla vita politica, e avere in estrema sintesi libertà di opinione e parola ne hanno fatta di strada e seppure quella percorsa è molta, quella da percorrere è ancora più lunga, specialmente quando la donna è anche una professionista.

Nanni Moretti diceva che le parole sono importanti, e ogni tanto è bene ricordarlo, in quanto ancora oggi l’Avvocata\essa, il giudice, la segretaria, la professoressa (o professora) continuano ad essere salutate dai loro datori di lavoro, dall’utenza o da un collega con un classico: “Ciao Bella”.

Mi chiedevo, se vi è mai capitato di vedere una cliente che entra in uno studio di professionisti e saluta il titolare dicendo:” Ciao BELLO”, no perché io non mi sono resa mai testimone di un accadimento del genere eppure sono più di venticinque anni che vivo.

Questo per dire, mio caro lettore, che nessuno intravede atti offensivi nella parola “bella”, ma sarebbe anche il caso di iniziare ad avere contezza del fatto che c’è modo e tempo per dire le cose ma specialmente c’è LUOGO.

È arrivato il momento di dare una svolta paritetica anche alle parole e non solo perché queste sono importanti ma perché da queste si genera tutto il resto.E’ arrivato il momento di rieducare i nostri figli ad una corretta gestione delle parole, di creare un uomo del domani che non si ricorderà della signorina perché attraente, ma della Dottoressa perché competente.

Nessuno dice che la bellezza non debba essere notata ma noi non vogliamo essere ricordate perché belle ma perché capaci. 

Quindi da questo momento ricordati che io sono la Dottoressa e non la signorina e che bella è una considerazione che puoi fare su una cravatta in vetrina e non su una donna che lavora e ha gli stessi titoli di un uomo che ti accingi a chiamare DOTTORE.

Distinti Saluti.

                                                                                                  La Dottoressa D’Agata


Articolo già pubblicato sul Quotidiano del Sud – l’Altravoce dei ventenni