FIGC

2022, un altro anno azzurro?

Dai Giochi invernali di Pechino ai Mondiali in Qatar, 12 mesi di passione

L’abbraccio tra Lamont Marcell Jacobs e Gianmarco Tamberi dopo l’indimenticabile doppietta del 1° agosto allo stadio olimpico di Tokyo. Filippo Ganna che solleva la sua bici per festeggiare il trionfo del quartetto azzurro nell’inseguimento a squadre. Il tuffo in acqua di Valentina Rodini e Federica Cesarini per celebrare il primo oro olimpico nella storia del canottaggio italiano al femminile. Ma anche il volto serafico di Gianluigi Donnarumma dopo l’ultimo rigore della finale degli Europei, le urla e le lacrime di Sonny Colbrelli sul prato del velodromo di Roubaix, i ragazzi e le ragazze del volley che riscattano un’estate deludente con due titoli continentali in 15 giorni. Lo sport italiano bellissimo e vincente del 2021 lascia in eredità al nuovo anno un carico di emozioni che sarà molto difficile rivivere. Eppure, a scorrere l’agenda del 2022, le occasioni per sognare in grande non mancano. Scopriamole insieme.

GIOCHI OLIMPICI INVERNALI – Prima ancora che la fiamma olimpica illumini il Bird’s Nest di Pechino la sera del 4 febbraio, la capitale della Repubblica popolare cinese può già vantare un primato: sarà infatti la prima città del pianeta ad aver ospitato sia un’edizione dei Giochi estivi, sia un’Olimpiade invernale. A metà dicembre, il presidente del CONI, Giovanni Malagò, ha indicato l’obiettivo della delegazione azzurra: superare le 10 medaglie vinte a PyeongChang quattro anni fa. Un risultato alla portata? I risultati delle prime gare stagionali invitano a una ragionevole prudenza. Una certezza su tutte: la nostra portabandiera, Sofia Goggia, ha archiviato una prima parte di stagione sensazionale, con cinque successi tra discesa libera e superG. La bergamasca atterrerà in Cina da favorita d’obbligo nelle discipline veloci, per quanto la gara secca sia sempre foriera di sorprese (per informazioni, rivolgersi alla snowboarder ceca Ester Ledecka, che ha firmato la più grande sorpresa dei Giochi coreani aggiudicandosi il titolo in superG). La squadra italiana di sci alpino, però, schiera almeno altre due carte da medaglia: Federica Brignone (da poco diventata l’azzurra più vincente di sempre) e Marta Bassino si batteranno per il podio sia in gigante, sia in supergigante. Molto più discontinua, invece, la squadra maschile, che ha tuttavia lanciato due segnali importanti alla fine del 2021: Dominik Paris è tornato alla vittoria in discesa nella prediletta Bormio, mentre l’argento mondiale in carica Luca De Aliprandini ha appena centrato il primo podio in Coppa del Mondo nel gigante dell’Alta Badia. Umore ben diverso nell’ambiente dello sci di fondo italiano, un tempo punto di riferimento per tutto il movimento degli sport invernali, oggi malinconicamente aggrappato alla classe di Federico Pellegrino: il valdostano dovrà vedersela con i fortissimi norvegesi (in testa il fenomenale Johannes Klaebo) per riconfermare l’argento nella sprint olimpica. Dopo anni scanditi da grandi vittorie, anche il biathlon azzurro attraversa un periodo critico: nessun podio nelle prime tre tappe di CdM e una manciata di piazzamenti nella top 10 tra uomini e donne. Le gare di gennaio ci diranno se le due atlete di punta della nostra squadra, Dorothea Wierer e Lisa Vittozzi, potranno cullare il sogno di una medaglia olimpica. Molto ambiziosa è la spedizione dello snowboard: nel cross puntiamo sulla campionessa uscente Michela Moioli, che gareggerà anche nella neonata prova a squadre con Lorenzo Sommariva; Aaron March e l’eterno Roland Fischnaller rincorrono un grande risultato nel gigante parallelo. Capitolo short track: Arianna Fontana si candida al bis nei 500 metri e sarà anche la leader delle nostre staffette. Un nome a sorpresa, infine: la skeletonista Valentina Margaglio, la prima italiana in assoluto a salire sul podio nel circuito di Coppa del Mondo.

UN’ESTATE TRA PISCINE E PEDANE – Una parentesi magica o l’inizio di un ciclo vincente? L’atletica italiana dovrà rispondere a questa domanda in piena estate ai Mondiali di Eugene, in Oregon. Non solo Jacobs e Tamberi, naturalmente: la staffetta 4X100 sfiderà gli americani in cerca di rivincite dopo il clamoroso flop di Tokyo. Senza dimenticare la marcia (con i campioni olimpici Palmisano e Stano), le nuove leve della pista, come l’ostacolista Alessandro Sibilio e la mezzofondista Gaia Sabbatini, e delle pedane (la figlia d’arte Larissa Iapichino, che affronterà il primo, grande appuntamento internazionale della sua ancora giovanissima carriera). L’Italia del nuoto occupa da tanto tempo un posto privilegiato sulla scena internazionale: ai campionati del mondo di Fukuoka, in Giappone, ci presentiamo con certezze consolidate (Quadarella e Paltrinieri, quest’ultimo in gara non solo nel mezzofondo, ma anche tra le acque libere) e nomi da pesare sulla grande ribalta (Alessandro Miressi, fresco campione del mondo in vasca corta). La scherma azzurra, infine, cerca un deciso riscatto dopo una deludente campagna olimpica: il primo passo verso Parigi 2024 sono i Mondiali del Cairo, in programma nella seconda metà di luglio. Vedremo se la profonda rivoluzione tecnica avviata alla fine della scorsa estate – con la sostituzione dei commissari tecnici di tutte e tre le armi – sarà sufficiente per riprendere quota, benché la concorrenza a livello internazionale sia sensibilmente cresciuta di livello negli ultimi anni.

MONDIALI DI CALCIO – Una fase finale della Coppa del Mondo alle porte dell’inverno: il calcio-business ha valicato anche questa frontiera. Difficile immaginare piazze piene (per di più in tempo di pandemia) per assistere alle partite degli azzurri. Sempre che riescano a qualificarsi, naturalmente: un’altra bocciatura metterebbe a serio rischio la tenuta di un movimento che si era colpevolmente illuso di aver superato tutti i suoi problemi dopo la notte di Wembley. Due gare secche per la Nazionale allenata da Roberto Mancini: prima la Macedonia del Nord in casa, poi una difficilissima trasferta in Portogallo o in Turchia. Non sarà semplice ricreare la magia che ha portato l’Italia sul tetto d’Europa. Di sicuro, però, serve un attaccante che possa risolvere i nostri problemi sotto porta e farci dimenticare l’incubo Svezia.


Articolo già pubblicato sul Quotidiano del Sud – l’Altravoce dei ventenni