L’essere umano racchiude dentro di sé una moltitudine di sfaccettature,  sentimenti ed emozioni contrastanti che connotano il suo essere.

Il musicista, in quanto tale, non sfugge a tale descrizione. Egli, animato non solo dalle proprie contraddizioni, ma anche dall’arte che arde dentro di sé, riesce ad esprimere ciò non solo con la musica, ma con lo strumento con cui decide di esternarla.

Il chitarrista, ruolo ambito dai più in una band, si trova davanti ad una scelta ardua, deve risolvere l’eterno conflitto che aleggia nelle menti di ogni chitarrista che si rispetti: scegliere quale chitarra acquistare.

Vista la portata dei sogni di gloria del futuro musicista, che già si immagina predominante sull’Olimpo del Rock’n’Roll, la scelta non può che non ricadere su due leggendari marchi: Fender e Gibson. Tale decisione, influenzata non solo dalle caratteristiche tecniche, è determinata anche dal genere di musica ascoltata. Un amante del metal a stento sceglierebbe una Fender.

Erika Rodighiero PH

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Nell’immaginario collettivo ovviamente tale scelta assume diverse connotazioni, dipendenti anche dai musicisti che hanno affiancato uno o l’altro marchio nei propri lavori. Alcuni di questi, hanno ottenuto addirittura la propria “signature”.

La signature è una chitarra realizzata per l’artista in questione, su sue precise disposizioni e resa vendibile in serie al pubblico. Una vera chicca per i fan più accaniti, che ritrovano una sorta di familiarità con lo strumento e con le caratteristiche dello stesso.

Ovviamente acquistando una signature non si acquista la genialità del chitarrista in questione, si acquista una chitarra particolare dal punto di vista tecnico per quanto riguarda il genere musicale di riferimento dell’artista.

Tra le signature Fender ritroviamo la Jimi Hendrix Stratocaster, la Clapton Stratocaster, la The Edge Stratocaster, la Kurt Cobain Jaguar, la Squier John5 Telecaster.

Tra le signature Gibson troviamo quella dedicata a Joe Perry (Aerosmith), Jimmy Page (Led Zeppelin), Zakk Wilde, Slash (Guns and Roses, Velvet Revolver).

Per quanto riguarda il marchio Fender, la nascita dei leggendari modelli Telecaster e Stratocaster, la dobbiamo a Clarence Leonidas Fender, meglio noto come Leo Fender.

Dagli anni ’40 in poi Leo rivoluzionò il concetto di design per la chitarra elettrica.

Erika Rodighiero PH

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Tra la fine degli anni ’40 e i primi anni ’50 nasce la Fender Telecaster, prima chitarra elettrica solid-body prodotta in serie, denominata Telecaster in onore della nascente invenzione dell’epoca, la televisone. La stessa non nacque con questo nome inizialmente. Denominata Esquire, successivamente divenne Broadcaster, ma il noto marchio Gretsch, vantando diritti precedenti sul tal nome, e così si fece approdare (cosi vuole la leggenda) alla vendita la stessa, con la denominazione abrasa, da qui il “nomignolo” temporaneo Nocaster.

Nel 1954 fu messa in commercio la Stratocaster, vero e propria pilastro del marchio. La modifica nel “corpo” con la doppia spalla mancante permetteva una maggiore accessibilità ai tasti inferiori, l’inserimento del tremolo incorporato al ponte fu un’altra caratteristica importante. La versatilità della stessa permise una sua introduzione ad ampio spettro in tutti i generi musicali.

Per quanto riguarda la Stratocaster, vista l’importanza assunta nel corso della storia e il fascino vintage che contribuì non poco, fece si che la casa madre Fender mise in produzione la “relic”. Essa è una Stratocaster esteriormente usurata, con la vernice screpolata, ma nuove! Una delle più famose è la Stevie Ray Vaughn. Molti conoscono la canzone Another brick in the wall dei Pink floyd, ma non molti sanno che l’assolo suonato da David Gilmour è stato prodotto con una Stratocaster.

Oggetti del desiderio per musicisti e non, sono riconosciuti anche universalmente come vari e propri oggetti di design. Si pensi che una Stratocaster di Jimi Hendrix è stata venduta ad un collezionista per 270 mila dollari.

L’altra faccia della medaglia, anzi della chitarra è rappresentata dal marchio Gibson.

I veri antenati delle chitarre Gibson, vere e proprie icone del Rock, sono i mandolini, primo strumento prodotto dal marchio. Nel 1937 la Gibson lanciò sul mercato la prima chitarra spagnola-elettrica, ma solo nel 1941 si potrà parlare di quella che è la vera e propria bandiera Gibson, la Les Paul.

La Gibson Les Paul nasce da una idea di Lester William Polfus, detto appunto Les Paul. Egli, musicista, partendo da alcune modifiche fatte alla sua chitarra (una Epiphone), realizzò un design nuovo per quanto riguardava il corpo della chitarra, rendendolo circolare, bombato e morbido alla vista. Il prototipo in questione però, vedrà riconosciuta la sua fama solo negli anni ’50, grazie anche alla crescita musicale/professionale di Les Paul.

Erika Rodighiero PH

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Materiali e ricerca del design sono alla base del marchio Gibson, le chitarre sono considerate delle opere d’arte, capaci di esprimere l’inimmaginabile. La venerazione dei musicisti per questo modello di chitarra non conosce limiti, persino il chitarrista dei Mötley Crüe, Mick Mars, chiamò il suo primogenito Les Paul.

Tra i vari modelli ricordiamo anche la SG, prodotta dagli anni ’50 in poi. L’estimatore per eccellenza di questo modello è Angus Young, chitarrista degli Ac/Dc. Non troverete facilmente live di concerti o foto che ritraggano l’uno senza l’altra.

La Gibson per le sonorità, per i generi a cui si adatta rappresenta il lato più limitless delle chitarre, utilizzata dal Metal al Glam, passando per il Country e il Blues.

E voi quale scegliereste?

Dopotutto Roger Waters affermava che “una persona non diventa Eric Clapton solo perché ha una Les Paul”.

A proposito dell'autore

Erika Rodighiero
Autore & Social Media Editor

Classe '88. Laurea Magistrale in Giurisprudenza. Praticante avvocato penalista. Appassionata di musica, suona basso, chitarra ed è una collezionista incallita di vinili. Ama leggere Bukowski ma ogni tanto non disdegna Cosmopolitan. Anche se abita in una tra le più calde regioni d'Italia, pratica lo snowboard.

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