Avete mai sentito parlare degli Escape Game? Immaginate di rimanere intrappolati in una stanza insieme a un gruppo di amici e di avere a disposizione 60 minuti per trovare una via d’uscita. Insomma, una figata!
Ma come nasce un Escape Game e dove si nasconde il motivo del loro recente successo? Ce lo spiegano Marco, Anya e Stefano, i fondatori di Enigma Room, l’Escape Game milanese che da passione è diventato realtà. 

Quante volte, guardando un film horror, vi siete immedesimati nei personaggi intrappolati in una casa fantasma? E quante volte vi siete sgolati davanti alla tv suggerendo al protagonista la soluzione per poter fuggire dal serial killer? O magari avete imprecato dietro la sua stupidità per essere andato incontro alla morte! Ecco, a me capita praticamente sempre. Ma quando mi hanno detto circa dieci mesi fa che tutto questo poteva succedere anche nella realtà, non ci ho creduto.

Era Maggio, ero a Montréal, quando alcuni amici mi proposero di partecipare a un Escape Game. Di mio, dovete sapere che sono una persona molto fifona. Ho paura delle altezze, dei fantasmi (sempre che esistano) e degli spazi angusti. Eppure, in quel periodo ero in vena di novità e allora, senza pensarci troppo, ho accettato.

Quella è stata la prima volta che ho partecipato a un Escape game. Ero agitata, spaventata ma avvertivo una grande dose di adrenalina. Non sapevo a cosa stavo andando incontro e la tensione, prima di giocare, cresceva sempre di più.

11061321_817456325028123_2833511345611025755_o

Una volta entrata però, ogni paura è svanita. E’ stato fantastico! E lo è stato così tanto che appena tornata in Italia ho cercato disperatamente un Escape game qui a Milano.

E’ li che girovagando anche su Tripadvisor ho scoperto l’esistenza di Enigma Room. E ora che l’ho trovato, non posso più farne a meno.

Ma andiamo con ordine, che cos’è un Escape Game?

L’Escape Game è un gioco di abilità che consiste nell’essere rinchiusi in una stanza a tema insieme a un gruppo di 4/5 amici. L’obiettivo è quello di riuscire a risolvere tutti gli enigmi in 60 minuti, trovando la chiave per poter fuggire dalla stanza. In poche parole, per potere sfuggire al serial killer o salvare la vita al protagonista della storia bisogna fare attenzione a tutti gli elementi presenti nella stanza, che possono rappresentare la via d’uscita o la soluzione all’enigma. Aprire un lucchetto può portare alla chiave per scoprire la combinazione di un altro lucchetto e così via. Ma attenzione: non si possono usare cellulari o portare oggetti da casa, se non il proprio cervello!

Enigma Room: da passione a realtà

Che vi troviate a Roma, Torino, Bologna o Milano, potrebbe esserci sempre un Escape Game nascosto in qualche angolo della città. A Milano ad esempio ho trovato Enigma Room, in via Montecuccoli 29, a pochi passi dalla fermata metro rossa Primaticcio. Funziona esattamente come un classico Escape Game con l’unica differenza che ha tre stanze mozzafiato (“Maniac Basement”, “Il monastero abbandonato” e “Save the President”),ispirate a opere letterarie e grandi classici del cinema, ed è assolutamente a portata di studente: è uno dei pochi infatti ad avere un prezzo realmente competitivo! Inoltre, offre la possibilità di giocare in modalità sfida: cioè in contemporanea con un altro gruppo di concorrenti in due stanze diverse, ma della stessa tematica.

Schermata 2016-03-13 alle 16.02.19

Mi è bastato quindi trovare tre amici coraggiosi e portati per i giochi di logica e prenotare la nostra stanza direttamente dal sito di Enigma Room (www.enigmaroom.it), senza dover lasciare il codice della carta di credito, ma solo un nostro numero di telefono. Abbiamo scelto la stanza del Maniaco, tra quella del Presidente e il Monastero abbandonato (che proveremo di sicuro), e siamo sopravvissuti alla grinfie del serial killer, uscendo in tempo dalla stanza!

Schermata 2016-03-20 alle 13.34.38

Ad accoglierci, c’era una ragazzo molto simpatico che ci ha offerto subito da bere e ci ha spiegato come funzionava il gioco. Non posso proseguire nel racconto, perché vi sto svelando già troppo, ma posso solo assicurarvi che l’atmosfera di paura e adrenalina si respira già solo entrando dal cancello e posso dirvi che il divertimento è assicurato al 100%. Quell’ora trascorsa nella stanza avrei voluto non finisse mai!

L’intervista ai fondatori di Enigma Room

E’ per questo che ho deciso di intervistare gli ideatori di Enigmaroom, la vera mente delle stanze: tre ragazzi giovanissimi, Marco, Anya e Stefano, ognuno con un’occupazione diversa ma accomunati dalla passione smisurata per gli Escape Game, tanto da portarli ad aprirne uno tutto loro.

12325914_961888080584946_659695442_o

Ed è grazie a loro che abbiamo scoperto che Enigmaroom può essere anche un’ottima occasione per fare team-building aziendale! Ma leggendo l’intervista scopriamo insieme da dov’è nata l’idea di aprire Enigmaroom e come la loro passione è diventata una vera e propria realtà.

Ciao! Per prima cosa presentate il team di Enigma Room: chi siete e quanti anni avete?
Il nocciolo duro di Enigma è composto da 3 persone: Marco, 28 anni e fisioterapista, Anya 26 anni traduttrice e io (Stefano), 28 anni giornalista. Io e Marco siamo stati compagni delle superiori. Anya è invece la moglie di Marco.

L’Escape Game è ancora una novità per molti di noi, potete provare a descriverci in poche righe in cosa consiste e quali sono le regole del gioco?
Il gioco consiste nell’essere rinchiusi in una stanza a tema (nel nostro caso Maniac Basement, il Monastero Abbandonato e Save the President) insieme ad un gruppo di amici o colleghi e riuscire a risolvere tutti gli enigmi in meno di un’ora di tempo, trovando la chiave per poter uscire.

Perché parli di colleghi?
Sono numerose le aziende che si rivolgono presso la nostra struttura al fine di effettuare attività di teambulding per i propri dipendenti, così da rafforzare la loro unione

Come è nata l’idea di aprire un vostro Escape Game qui a Milano?
È nata da un viaggio: durante le vacanze di Pasqua del 2015 Marco è andato con Anya in Ucraina (suo paese natale) e una sera, per fare qualche cosa di diverso, ha giocato ad una delle 60 escape room di Kiev. Una volta tornato, vedendo il successo in Ucraina e l’assenza di questa tipologia di divertimenti nel nostro Paese mi ha contattato dicendo: “Stè, ci dobbiamo subito vedere: ho partecipato ad un gioco pazzesco. Qui non esiste, può sembrare una cavolata ma spacca. Lo facciamo anche noi?”

Vi siete ispirati ad altri Escape Game presenti nel resto del mondo?
No, abbiamo preso spunto da alcuni film di successo. La stanza Maniac Basement si basa sulla fortunata serie di film Saw, mentre il Monastero Abbandonato è legato al trasposizione cinematografica del romanzo di Umberto Eco, il Nome della Rosa. Infine la stanza Save the President si ispira al film Attacco al Potere.

Come nascono gli enigmi presenti nelle vostre stanze?
Gli enigmi sono frutto della nostra fantasia che purtroppo viene spesso frenata dalla realizzabilità fisica degli stessi: molte volte pensiamo a giochi davvero belli ma la cui costruzione risulta praticamente impossibile. Quando una volta abbiamo richiesto al costruttore una stanza che girasse su se stessa, lui dopo aver accennato un finto sorriso, ci ha guardato e ha esclamato: “voi siete pazzi!”

Questa è una domanda per chi (come me) ha un po’ di fifa: senza svelarci nulla, quali emozioni prova chi entra in una delle vostre stanze?
Il nostro obiettivo è fornire ai giocatori un’esperienza immersiva a 360°: musiche e dettagli scenografici sono curati nel dettaglio così da far sembrare l’esperienza assolutamente reale. La stanza Maniac Basement, essendo più horror rispetto alle altre, mantiene alta la tensione per l’ora di gioco, il Monastero Abbandonato è un viaggio nel mistero, mentre Save the President è decisamente una stanza action.

Ci raccontate qualche aneddoto particolare, ironico o spaventoso che è successo ad Enigma room?
Attraverso le telecamere con cui osserviamo i gruppi giocare, vediamo cose che voi umani non potreste neppure immaginare! A parte gli scherzi, possiamo dire che succede di tutto nelle stanze, ma soprattutto vediamo cose che non ci saremmo mai aspettati: un gruppo è addirittura entrato con il cacciavite e ha iniziato a smontare un mobile! Altri invece con le forcine da scasso per forzare i lucchetti! Stiamo ora aspettando l’eroe che porterà la fiamma ossidrica!

Qual è la percentuale di esiti positivi per tutte e tre le stanze?
Le nostre stanze sono difficili ma non impossibili. In tutte e tre la media di uscita è circa il 50% dei gruppi che ci provano.

Mi sembra di capire che alla base della vostra decisione di aprire Enigmaroom ci sia una grande passione per giochi di questo tipo, giusto?
Più che passione è un’ossessione, almeno per Marco: a casa non sa più dove mettere i vestiti, tanti sono i giochi da tavola che ha accumulato! Insomma siamo veri e propri NERD, anche se incontrandoci per strada potremmo sembrare (quasi) delle persone normali!

Cosa consigliereste a dei ragazzi che come voi vorrebbero fondare un’Escape Game nella propria città?
Il consiglio è uno: inventare i giochi cercando di distinguersi dalle altre stanze.

Ultima domanda (e questa è per i più curiosi): avete in mente di aprire altre stanze?
Sì, abbiamo diversi progetti in fasi di sviluppo. Apriremo altre stanze e stiamo cercando di trovare altre location in Italia dove portare il nostro gioco.

Enigma Room
Via Montecuccoli, 29, Milano
Facebook

 

A proposito dell'autore

Stefania Marino
Social Media Manager - Segretario Organizzativo

Classe ’91, nata a Cosenza, vive a Milano da 8 anni ed è laureata in Marketing e Brand Management. Si definisce ambiziosa, energica e determinata, con la giusta dose di autoironia. Appassionata di Social network, viaggi e fotografia, sogna (come tutte le persone utopiste e nate sotto il segno dei pesci) di avere un giorno un po’ di tempo libero per viaggiare.
Un’ultima cosa da sapere su di lei: per sorridere le basta una domenica, una canzone dei Verdena e una tazza di tè alla cannella.

Post correlati