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	<title>Denise Mele &#8211; Venti Blog</title>
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	<description>La voce dei Ventenni</description>
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		<title>Il futuro delle patologie croniche attraverso farmaci innovativi e il loro uso “off label”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Denise Mele]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Aug 2024 07:25:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La terapia farmacologica è fondamentale nel trattamento e nella cura delle patologie croniche. Nonostante si stiano diffondendo terapie palliative o nuovi approcci terapeutici per trattare le malattie, i farmaci rappresentano spesso il trattamento d’elezione e un riferimento essenziale per i pazienti ed anche per i medici per tenere sotto controllo la malattia. Tra le malattie croniche più comuni vi è il diabete di tipo 2, patologia causata da una progressiva resistenza all’azione dell’insulina l’ormone che regola il metabolismo degli zuccheri [&#8230;]</p>
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<p class="has-drop-cap">La terapia farmacologica è fondamentale nel trattamento e nella cura delle patologie croniche. Nonostante si stiano diffondendo terapie palliative o nuovi approcci terapeutici per trattare le malattie, i farmaci rappresentano spesso il trattamento d’elezione e un riferimento essenziale per i pazienti ed anche per i medici per tenere sotto controllo la malattia. Tra le malattie croniche più comuni vi è il diabete di tipo 2, patologia causata da una progressiva resistenza all’azione dell’insulina l’ormone che regola il metabolismo degli zuccheri e la cui carenza o resistenza provoca un aumento del glucosio nel sangue. Il diabete di tipo 2 è la forma di diabete più frequente, derivante spesso da una condizione di obesità. </p>



<p>Obesità e diabete che sono sempre più correlate, rappresentano patologie invalidanti che gravano sulla salute delle persone esponendoli a rischi anche più seri, come ipertensione, ischemie, tumori. Secondo l&#8217;analisi globale pubblicata sulla rivista&nbsp;<em>The Lancet</em>&nbsp;in vista della Giornata mondiale dell&#8217;obesità del 4 marzo, riferita a dati del 2022, sono 159 milioni i bambini e gli adolescenti obesi e 879 milioni gli adulti. I numeri, rilevano gli autori della ricerca, sono in costante aumento. Oltre ad un dieta ben controllata, uno stile di vita sano e l’attività fisica costante, per trattare il diabete sono necessari farmaci, ed esistono molte classi di farmaci che agiscono in modo diverso ma tutti con lo scopo di aumentare la risposta all’insulina. </p>



<p>Per l’obesità fino ad oggi non esistevano farmaci realmente efficaci scevri da importanti effetti collaterali. Attualmente un farmaco innovativo nato per curare il diabete sta facendo molto discutere per il suo utilizzo alternativo come farmaco anti obesità. Si tratta del farmaco Ozempic, appartenente alla classe dei farmaci agonisti dell’ormone GLP-1 (Glucagon-like peptide-1) prodotto dall’azienda Novo Nordisk. Questo farmaco per il suo duplice meccanismo di azione (stimola la produzione di insulina e diminuisce il rilascio del glucagone ovvero l’ormone che provoca il rilascio di carboidrati dal fegato), è importante per la cura dei pazienti affetti da diabete di tipo 2. Ma è il suo effetto secondario, ovvero quello di favorire il rallentamento dello svuotamento gastrico dopo l’assunzione di cibo e quindi ridurre l’appetito, che ha suscitato l’interesse della comunità scientifica tanto da essere utilizzato nei pazienti obesi. Da circa due anni quindi la vendita dell’Ozempic commercializzato con un dosaggio più alto per la cura dell’obesità ha avuto un picco esponenziale. Non solo le persone che hanno un indice di massa corporea superiore a 30 utilizzano l’Ozempic, ma anche persone in leggero sovrappeso che invece di adottare uno stile di vita più sano eliminando le cattive abitudini alimentari decidono di puntare sulla cura immediata con l’Ozempic per perdere chili in breve tempo. Infatti la perdita ponderale è importante e soprattutto repentina tanto da sopportare i fastidiosi effetti collaterali del farmaco. </p>



<p>Molti vip di fama mondiale con qualche chilo in più hanno ritrovato la loro forma fisica grazie all’Ozempic e ciò ha contribuito al nascere di una nuova moda in cui tantissime persone preferiscono ritrovare la forma fisica in maniera semplice e senza fatica somministrandosi il farmaco come “off label” cioè al di fuori delle indicazioni teraupeutiche. L’Ozempic è molto costoso (la cura per un mese varia tra 600€ e 800€), e la prescrizione medica in Italia è riservata solo ai pazienti affetti da diabete di tipo 2. Il prezzo però non ha impedito la vendita di questo farmaco per le persone in sovrappeso comportando problemi nei mesi scorsi nel suo approvvigionamento. Quello che è nato come un farmaco innovativo e rivoluzionario per la cura di patologie croniche come il diabete e l’obesità severa rischia di diventare un farmaco di uso comune, autoprescritto senza reale necessità causando problemi associati alla produzione ed alla sicurezza sottovalutando gli effetti collaterali e i rischi per la salute a lungo termine, nonchè un notevole aumento della spesa farmaceutica. </p>



<p>Sicuramente la ricerca scientifica è molto importante perchè dà speranza e prospettive di vita per patologie croniche e gravi per le quali fino a qualche tempo fa non vi era rimedio. Il 17 luglio infatti il consiglio di Amministrazione dell’AIFA ha approvato l’immissione in commercio di 5 nuovi farmaci: uno antileucemico, uno contro la colite ulcerosa, uno contro il melanoma avanzato, un antiallergico e un farmaco contro l’alopecia. Questi nuovi farmaci potranno essere utili per trattare patologie non rispondenti all’uso di altri farmaci dimostrandosi utili per condizioni invalidanti e di disagio. Tuttavia come dimostra la vicenda dell’Ozempic è necessario un rigido controllo dei farmaci e una maggiore sensibilizzazione per un corretto utilizzo che tenga conto degli effetti collaterali e dei rischi per la salute anche a lungo termine, per prevenire il loro abuso ed evitare che farmaci così importanti possano non essere reperibili a chi ne ha davvero necessità. Inoltre parallelamente allo sviluppo tecnologico e farmaceutico, ciò che può fare realmente la differenza in futuro per scongiurare malattie croniche e il loro decorso nefausto è la prevenzione attraverso un corretto stile di vita e uno screening periodico. </p>
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		<title>Le attività e le nuove proposte del CAI Cosenza: intervista ad Annachiara Mele</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Denise Mele]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Feb 2024 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AMBIENTE]]></category>
		<category><![CDATA[ESPERIENZE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La passione da sempre muove verso nuove sfide e nel caso degli appassionati della montagna, porta a raggiungere vette sempre più alte e scoprire nuovi orizzonti. Il CAI (Club Alpino Italiano) della sezione di Cosenza si rivolge al futuro affrontando tematiche importanti e progetti ambiziosi. Annachiara, in quanto segretaria del CAI Cosenza, quali sono le mete e i nuovi orizzonti del 2024? Il programma del 2024 è molto vasto ed è anche molto inclusivo. Ci sono escursioni adatte a qualsiasi [&#8230;]</p>
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<p>La passione da sempre muove verso nuove sfide e nel caso degli appassionati della montagna, porta a raggiungere vette sempre più alte e scoprire nuovi orizzonti. Il CAI (Club Alpino Italiano) della sezione di Cosenza si rivolge al futuro affrontando tematiche importanti e progetti ambiziosi.</p>



<p><strong>Annachiara, in quanto segretaria del CAI Cosenza, quali sono le mete e i nuovi orizzonti del 2024?</strong></p>



<p>Il programma del 2024 è molto vasto ed è anche molto inclusivo. Ci sono escursioni adatte a qualsiasi livello di allenamento anche in base al diverso stato di salute, poiché ci sono persone con patologie, che possono partecipare alle nostre escursioni oppure alle passeggiate alla scoperta del territorio. Da 3 anni infatti collaboriamo con l’associazione Mistery Hunters che si occupa della valorizzazione del territorio, proprio per far conoscere al meglio la Calabria sia dal punto di vista naturalistico che dal punto di vista storico-archeologico.</p>



<p><strong>Quale escursione del CAI Cosenza riscuote maggiore partecipazione?</strong></p>



<p>La manifestazione che riscuote sempre più successo e partecipazione è la Gran Fondo CAI che si è appena tenuta questo weekend. È una manifestazione inter-regionale a cui aderiscono tantissime persone e associati da tutta Italia da circa 28 anni, e che è stata inventata dal presidente Roberto Mele con l’intenzione di promuovere lo sport invernale in maniera lenta ed ecosostenibile utilizzando le ciaspole o gli sci di fondo. Da quest’anno la manifestazione si intitolerà “Gran Fondo CAI Roberto Mele”, in onore di mio padre, recentemente scomparso, poiché è stata una sua creazione e, da socio fondatore prima e Presidente della sezione poi, ne ha sempre curato l’organizzazione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="591" height="591" src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/CAI-5-1.jpg" alt="" class="wp-image-34923" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/CAI-5-1.jpg 591w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/CAI-5-1-300x300.jpg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/CAI-5-1-150x150.jpg 150w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/CAI-5-1-125x125.jpg 125w" sizes="(max-width: 591px) 100vw, 591px" /></figure>



<p><strong>Nel 2023 il CAI ha festeggiato 160 anni di storia e quindi 160 anni di montagna. Ma il CAI va oltre le semplici escursioni…</strong></p>



<p>Si, negli ultimi anni il CAI ha intrapreso una strada ambientalista e mediante una sezione dedicata che è la TAM (Tutela Ambiente Montano) partecipa attivamente ai tavoli di lavoro dell’Agenda 2030 promuovendo delle manifestazioni e delle azioni mirate. Una delle nuove proposte del CAI è quella di mettere a disposizione della TAM la propria conoscenza e competenza per far sì che la via ecologista che dovremmo prendere sia più netta e attraverso la sua esperienza, si propone di rendere più semplice questo passaggio. Inoltre con l’associazione Mistery Hunters con cui collaboriamo abbiamo inserito nel programma alcune escursioni per far conoscere dei paesi meno conosciuti o in via di spopolamento della Calabria. Cerchiamo quindi di fare rete tra diverse associazioni e allo stesso tempo collaboriamo con altre sezioni regionali del CAI, come in Sicilia, dove e abbiamo avuto modo di conoscere anche il loro territorio e le loro problematiche. Questa collaborazione risulta molto importante perché come volontari cerchiamo di dare un contributo anche professionale dove ce n’è bisogno.</p>



<p><strong>Parlando della TAM quali sono le azioni che intraprende?</strong></p>



<p>Gli operatori Tam, di cui faccio parte, hanno una funzione di sentinella. Se in qualche territorio è presente qualche criticità come ad esempio una discarica abusiva o dei pannelli solari messi su terreni coltivabili o qualsiasi cosa metta a rischio l’habitat o l’ambiente montano, abbiamo l’autorità di intervenire tramite il CAI regionale e attraverso i legali possiamo accedere agli atti per capire se queste opere siano fatte in maniera corretta e lecita. Quindi la nostra funzione è quella di monitorare ed eventualmente segnalare il problema.</p>



<p><strong>Dal 2020 nel ruolo di segretaria della sezione CAI Cosenza hai notato un avvicinamento dei giovani alla montagna?</strong></p>



<p>Si ci sono molti iscritti giovani nel CAI ma nel periodo del covid, per le problematiche che hanno impedito l’aggregazione, c’è stata poca partecipazione all’interno delle varie sezioni. Infatti nella nostra sede organizziamo anche convegni o presentazioni di libri ed altre attività che non abbiamo potuto svolgere in quel periodo e di conseguenza è venuta meno la socialità. In generale però c’è stato un avvicinamento alla montagna e molte persone hanno approfittato del fatto di non poter stare nei luoghi chiusi per riscoprire lo stare in natura. Per alcuni aspetti è positivo ma per altri no perché non tutti hanno l’educazione adatta per stare in natura. Molti giovani hanno deciso di avvicinarsi al trekking ed alle attività che si fanno in montagna e in tanti ci hanno contattato, anche mediante social o e-mail per chiedere informazioni per iniziare a fare trekking, altri invece sono venuti alle nostre escursioni portati da amici che sono soci della nostra sezione.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/CAI-4-766x1024.jpg" alt="" class="wp-image-34921" width="576" height="770" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/CAI-4-766x1024.jpg 766w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/CAI-4-224x300.jpg 224w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/CAI-4-1149x1536.jpg 1149w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/CAI-4-750x1003.jpg 750w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/CAI-4-1200x1604.jpg 1200w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/CAI-4.jpg 1532w" sizes="(max-width: 576px) 100vw, 576px" /></figure></div>



<p><strong>Infine una domanda personale: che cosa rappresenta per te la montagna?</strong></p>



<p>La montagna per me rappresenta innanzitutto un modo per mettersi alla prova, perché spesso e volentieri dà la possibilità di riflettere sulle proprie capacità. Quindi il pensare di non farcela e poi piano piano, passo dopo passo farcela, che sia una vetta o la fine di un sentiero molto lungo, secondo me è qualcosa di molto importante nella vita. Per me, la montagna, in alcuni momenti è stata fondamentale, anche perché stare a contatto con la natura porta a liberarti del carico quotidiano che ognuno di noi ha. Essere a contatto con la natura aiuta molto a livello psicologico ed ovviamente fisico, quindi andare in montagna è come una cura. A tal proposito il CAI ha un progetto molto bello che si chiama “Montagna terapia” al quale la nostra sezione ha aderito e questo è il quarto anno che lo portiamo avanti. Si tratta di un progetto in collaborazione con l’associazione “Onco rosa” che aiuta le signore operate di tumore al seno. Accompagnate da alcuni soci che sono un oncologo ed uno pneumologo, le signore seguono un percorso facendo dei test prima di andare in montagna ripetuti poi alla fine del programma di escursioni. Sono ovviamente delle escursioni calibrate per le persone che partecipano e non fisicamente impegnative, e attraverso questi test si studia il modo in cui la montagna influisce sulla salute, sul benessere e sull’umore delle donne. Questo progetto è stato accolto positivamente e le signore si sono trovate molto bene.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/CAI-2.jpg" alt="" class="wp-image-34922" width="580" height="433" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/CAI-2.jpg 960w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/CAI-2-300x224.jpg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/CAI-2-750x561.jpg 750w" sizes="(max-width: 580px) 100vw, 580px" /></figure></div>



<p class="has-text-align-center"><em>Articolo pubblicato</em> <em>su Il Quotidiano del Sud &#8211; L&#8217;Altravoce dei ventenni </em></p>
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		<title>Il futuro delle professioni e le preferenze dei giovani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Denise Mele]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jan 2024 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[LAVORO]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La classifica dei lavori più richiesti nel futuro secondo il World Economic Forum L’inizio di un nuovo anno è foriero di novità e di cambiamenti che inevitabilmente portano a porsi degli interrogativi sul futuro. Il panorama lavorativo ha già subito una grande trasformazione che nei prossimi anni diventerà ancora più radicale. Ciò è plasmato da continui avanzamenti tecnologici, sociali e una crescente consapevolezza ambientale. Quindi nel 2024, i giovani si trovano di fronte un orizzonte professionale in costante evoluzione con [&#8230;]</p>
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<h2>La classifica dei lavori più richiesti nel futuro secondo il World Economic Forum</h2>



<p>L’inizio di un nuovo anno è foriero di novità e di cambiamenti che inevitabilmente portano a porsi degli interrogativi sul futuro. Il panorama lavorativo ha già subito una grande trasformazione che nei prossimi anni diventerà ancora più radicale. Ciò è plasmato da continui avanzamenti tecnologici, sociali e una crescente consapevolezza ambientale. Quindi nel 2024, i giovani si trovano di fronte un orizzonte professionale in costante evoluzione con nuove opportunità, ma anche sfide a cui dover andare incontro. Secondo il report del World Economic Forum, i posti di lavoro nel futuro riguarderanno la capacità di governare l’interazione uomo macchina. La tecnologia modifica continuamente il nostro stile di vita, le nostre esigenze e le nostre aspettative. I giovani dovranno confrontarsi con una costante innovazione tecnologia e di conseguenza orientare la loro scelta professionale su lavori attinenti, sviluppando le capacità e le skills necessarie. </p>



<p>L’intelligenza artificiale è stata indiscussa protagonista di ogni dibattito dell’anno appena passato e non desta particolare sorpresa che i lavori più richiesti nei prossimi anni saranno attinenti a questo ambito. Le prime professioni più richieste del futuro saranno “Artyficial specialist e machine learnings”. Questi professionisti conoscono i sistemi di automazione e creano e ottimizzano algoritmi necessari all’aggiornamento e il potenziamento della produzione. C’è inoltre un altro tema al centro del dibatto mondiale che è quello della ecosostenibilità. La consapevolezza ambientale ci pone davanti la necessità di trovare specialisti per integrare le partiche eco-friendly nelle aziende, sviluppando strategie per ridurre l’impatto ambientale. I sustainability specialist creano, supervisionano e implementano strategie volte al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità delle organizzazioni. Richiesti dall’Unione europea, tali obiettivi sono al centro di una sfida che vede interessi privati e pubblici, sociali, umanitari, in gioco. Nelle aziende, il lavoro futuro richiesto sarà il “business intelligent analyst” che ha il compito di raccogliere dati e analizzarli mediante software molto sofisticati per identificare tendenze, modelli e informazioni significative che possano supportare le strategie aziendali. Parallelamente a questa figura professionale, a causa delle insidie e delle minacce che nasconde la tecnologia, gli analisti di sicurezza dell’informazione svolgono un ruolo chiave nella protezione dei dati sensibili e nella difesa contro attacchi informatici. </p>



<p>Tra gli altri lavori richiesti legati alla tecnologia, vi sono gli ingegneri robotici, ovvero ingegneri che si occupano della progettazione, dello sviluppo e della manutenzione di robot e automazioni, sia per applicazioni industriali che per scopi più ampi. Possono infatti essere coinvolti, ad esempio, nella progettazione di robot industriali per la produzione, robot chirurgici per interventi medici, veicoli autonomi, o anche robot per l’esplorazione spaziale o sottomarina. L’impatto della tecnologia è evidente dal fatto che tra le figure più ricercate dalle aziende, così come dal settore pubblico, vi sono i “Digital transformations specialists”. Questi specialisti coordinano il processo di digitalizzazione all’interno di un’azienda, comprendono la visione aziendale traducendola in processi digitali, implementano nuovi programmi e forniscono supporto e strategie alle risorse interne. Anche altri ambiti lavorativi tra cui quello artistico e artigianale richiedono specialisti in grado di utilizzare avanzati sistemi informatici o piattaforme web. Pertanto oltre le figure già conosciute e presenti nel mondo del lavoro quali “il social media manager” o “esperti del marketing digitale” ci saranno “lo stampatore 3D” o il “sarto digitale” in grado di realizzare oggetti o capi su misura rigorosamente in digitale. </p>



<p>Per svolgere uno di questi lavori del futuro saranno richieste delle abilità diverse ed al passo con i tempi. Lo studio del World Economic Forum ha stilato una lista in cui le skills più rilevanti riguardano il pensiero analitico; il pensiero creativo; agilità e flessibilità, motivazione e auto-coscienza; curiosità e apprendimento continuo; alfabetizzazione tecnologica; affidabilità e attenzione ai dettagli; empatia e ascolto attivo; leadership e influenza sociale; controllo qualità. I giovani che vorranno trovare un impiego dovranno sviluppare queste abilità e possedere dei requisiti base come quello di essere proattivi, essere in grado di lavorare in team o saper ottimizzare al meglio il tempo. </p>



<p>Ma quali sono invece le preferenze lavorative dei giovani post diploma? Secondo l&#8217;indagine dell&#8217;Osservatorio &#8220;Giovani e Professioni&#8221; condotto da Skuola.net in collaborazione con Autostrade per l&#8217;Italia, su un campione di 2500  studenti delle scuole superiori, tra i giovani si registra un ritorno alle  professioni tecnico-pratiche, soprattutto tra i maschi. Si osserva una tendenza, rispetto all&#8217;anno precedente, in cui l&#8217;interesse per queste occupazioni tra i ragazzi è aumentato dal 19% al 26%, mentre la percentuale di studenti che esclude il lavoro manuale è diminuita rispetto all&#8217;anno precedente. È diminuita anche la percentuale di studenti che considerano essenziali una laurea e un lavoro tecnico. Il settore automobilistico, ferroviario e aeronautico è il più gettonato dai giovani, seguito dall&#8217;industria digitale ed elettronica e dai servizi alberghieri e di ristorazione. Le preferenze delle ragazze si dividono tra il settore digitale e l&#8217;industria alimentare, chimica e farmaceutica. Questi dati sottolineano i cambiamenti e il rinnovamento nel panorama lavorativo, che riguarda le professioni e le competenze, ma anche le ambizioni, gli interessi e le esigenze dei giovani. Infatti è sempre più importante la necessità di lavori che offrono una buona retribuzione, flessibilità e che garantiscono un equilibrio tra la vita professionale e quella privata.</p>



<p class="has-text-align-center"><em>Articolo pubblicato</em> <em>su Il Quotidiano del Sud &#8211; L&#8217;Altravoce dei ventenni </em></p>
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		<title>Lo sviluppo della sostenibilità in Italia: al centro la lotta alla siccità e la decarbonizzazione</title>
		<link>https://ventiblog.com/lo-sviluppo-della-sostenibilita-in-italia-al-centro-la-lotta-alla-siccita-e-la-decarbonizzazione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Denise Mele]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Oct 2023 08:22:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il mese scorso si è tenuto a New York il “SDG summit”, l’Assemblea Generale sugli obiettivi dell’Agenda 2030 per fare il punto sull’avanzamento degli impegni presi sul tema della sostenibilità e sullo stato di salute del Pianeta. Il dibattito ha convolto 145 Capi di Stato e di governo, ministri e rappresentanti ONU. Il focus dell’assemblea è stata la necessità di una visione coerente e unitaria che richiede quindi una conseguente risposta sinergica e globale per portare avanti il lavoro di [&#8230;]</p>
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<p>Il mese scorso si è tenuto a New York il “SDG summit”, l’Assemblea Generale sugli obiettivi dell’Agenda 2030 per fare il punto sull’avanzamento degli impegni presi sul tema della sostenibilità e sullo stato di salute del Pianeta. Il dibattito ha convolto 145 Capi di Stato e di governo, ministri e rappresentanti ONU. Il focus dell’assemblea è stata la necessità di una visione coerente e unitaria che richiede quindi una conseguente risposta sinergica e globale per portare avanti il lavoro di questi anni e per raggiungere gli obiettivi nella data di fine, prevista nel 2030. La salvaguardia del Pianeta e il benessere delle persone inteso come possibilità da parte di tutti di accedere alle risorse rappresentano le maggiori priorità. In Italia, la strategia per lo sviluppo sostenibile e per il raggiungimento dei 17 goal delineati dall’Agenda delle Nazioni Unite è radicata in 5 pilastri fondamentali: Persone, Pianeta, Prosperità, Pace e Partnership, che si dipanano in quindici scelte strategiche che coprono diversi settori, dalla gestione responsabile delle risorse naturali al contrasto delle diseguaglianze sociali. Elemento centrale della strategia è l&#8217;introduzione dei “valori obiettivo” che verranno monitorati annualmente attraverso 55 indicatori principali, fornendo un nucleo di riferimento per tutte le amministrazioni che permetterà un monitoraggio più preciso e focalizzato sugli obiettivi. Inoltre un ruolo fondamentale è stato attribuito ai “Vettori di sostenibilità” per controllare la coerenza delle politiche per lo sviluppo sostenibile (PCSD). Al centro di questi argomenti vi è il tema della siccità e della decarbonizzazione. Uno studio condotto dall’Osservatorio delle imprese della facoltà di ingegneria civile e industria dell’università La Sapienza ha evidenziato quelli che sono i rischi e i benefici dei biocombustibili alternativi al carbonio. Il rapporto mette in evidenza l’idrogeno, un elemento che può essere utilizzato soprattutto per decarbonizzare il settore dei trasporti pesanti, a patto che sia “verde”, cioè prodotto da fonti rinnovabili. L’idrogeno è consigliato per esempio nella mobilità ferroviaria dato che quasi un terzo delle linee locali in Italia è ancora servito da treni a motore diesel. Tuttavia è difficile l’utilizzo nella mobilità navale, dove lo stoccaggio elevato di idrogeno appare impossibile, e ancora di più per il trasporto aereo. I biocarburanti, cioè combustibili liquidi o gassosi prodotti da materiale organico rinnovabile come il mais, canna da zucchero ed olio di palma nonostante siano considerati delle valide alternative all’uso dei combustibili fossili, presentano diverse problematiche, tra cui il fatto che la coltivazione avviene su terreni agricoli risultando di fatto in competizione con la coltivazione di alimenti o mangimi, e l’impatto ambientale, dato che “possono portare allo sfruttamento di terreni finora non coltivati come foreste, zone umide e torbiere, che costituiscono aree a elevato stoccaggio di carbonio”, rappresentando “un rischio per la riduzione di gas serra”. Per ridurre gli impatti negativi sono allo studio biocarburanti avanzati o “di seconda generazione” che sono prodotti usando materie quali oli vegetali esausti o rifiuti. Questa industria, però, è ancora agli albori e i costi di produzione risultano elevati. Anche gli “e-fuel”, cioè i carburanti liquidi o gassosi di origine sintetica prodotti tramite processi energivori alimentati da energia rinnovabile, sono stati valutati come troppo costosi e come una soluzione non applicabile alla realtà. Sulla siccità, l’Osservatorio ha evidenziato la necessità di importanti di innovazioni tecnologiche per una gestione sostenibile dell’acqua poiché il continuo cambiamento climatico espone al pericolo di siccità la gran parte dei terreni coltivati. Le tecnologie utili in questo campo sono rappresentate dai sistemi di telecontrollo, metodi di rilevazione dei volumi, sistemi di sollevamento ad alta efficienza e reti di sensori. Tra le misure infrastrutturali vi è l’installazione di impianti di dissalazione dell’acqua di mare, che sono già presenti in alcune regioni e il cui buon funzionamento e il cui basso costo ne rendono plausibile l’utilizzo per fronteggiare la carenza idrica. Dallo studio si evince pertanto che lo sviluppo della sostenibilità e la salvaguardia del Pianeta non è esente da rischi. Bisogna guardare con fiducia alle tecnologie e al futuro ed agire nel presente perché non c’è più tempo da perdere.</p>



<p class="has-text-align-center"><em>Articolo pubblicato</em> <em>su Il Quotidiano del Sud &#8211; L&#8217;Altravoce dei ventenni </em></p>
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		<title>World Dream Day: una giornata e una community di sognatori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Denise Mele]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Sep 2023 05:19:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[(E)VENTI]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I consigli per realizzare i propri sogni nel cassetto La Giornata Mondiale dei Sogni, che si celebra il 25 settembre di ogni anno, è un’occasione speciale per riflettere sui propri sogni e aspirazioni. Il World Dream Day rappresenta un giorno di osservazione in cui si onora il ruolo che svolgono i sogni -a volte sottovalutati- nella nostra vita, ma soprattutto è una giornata che vuole trasmettere speranza a tutte le persone nel mondo, infondere la motivazione necessaria per continuare a [&#8230;]</p>
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<h2 class="has-text-align-center"><strong><em>I consigli per realizzare i propri sogni nel cassetto</em></strong></h2>



<p class="has-drop-cap">La Giornata Mondiale dei Sogni, che si celebra il 25 settembre di ogni anno, è un’occasione speciale per riflettere sui propri sogni e aspirazioni. Il World Dream Day rappresenta un giorno di osservazione in cui si onora il ruolo che svolgono i sogni -a volte sottovalutati- nella nostra vita, ma soprattutto è una giornata che vuole trasmettere speranza a tutte le persone nel mondo, infondere la motivazione necessaria per continuare a credere nei propri sogni e ispirarle per poterli raggiungere.</p>



<p>L&#8217;idea di creare questa giornata è stata di Ozioma Egwounwu, educatrice di fama internazionale che nel 2012 istituisce questa celebrazione. Il suo scopo era &#8211; ed è &#8211; proprio quello di far riflettere gli individui sull&#8217;importanza di raggiungere i propri traguardi, invitando le persone ad agire per realizzare le proprie aspirazioni. La data del 25 settembre non è stata scelta caso; rappresenta un momento significativo dell’anno: è un periodo in cui l’estate volge al termine e ci si prepara all’autunno, è inoltre un momento di riflessione in cui molte persone pensano agli obiettivi che desiderano raggiungere entro la fine dell’anno e alle aspirazioni future.</p>



<p>La Giornata Mondiale dei Sogni è stata accolta con entusiasmo da parte di individui, comunità e organizzazioni che organizzano eventi, workshop e iniziative per celebrare questa giornata speciale. Esiste anche una piattaforma dedicata alla giornata e con l’obiettivo di condividere storie di successo, ispirare gli altri e creare un senso di comunità tra i sognatori. </p>



<p>La community che si è creata ricorda che non basta solo sognare, bisogna agire per poter trasformare i sogni in realtà. Ciò richiede impegno, determinazione e la volontà di superare gli ostacoli che si trovano lungo il cammino. Qualche consiglio? Il viaggio verso la realizzazione dei propri sogni è molto lungo ed è dunque utile conoscere e pianificare i vari step. &nbsp;Innanzitutto, bisogna identificare il sogno o i sogni più importanti. Chiedersi: “Cosa desidero davvero nella vita?” o “Quali sono i miei obiettivi a lungo termine?” può essere un aiuto per identificare i sogni a cui davvero si aspira. Inoltre, scrivere i propri obiettivi e desideri su un foglio di carta o in un diario è molto importante per renderli tangibili.<br>Una volta che sono stati identificati bisogna creare un piano per realizzarli. Bisogna spezzare il proprio obiettivo finale in obiettivi più piccoli e realizzabili; ciò aiuta a tracciare un percorso chiaro verso il successo e per dare un senso di progresso costante.<br>Lungo il percorso possono esserci delle difficoltà o degli ostacoli che possono far rallentare o che generano dubbi sul sogno stesso, ma è proprio nelle difficoltà che si può apprendere e si può imparare e crescere. È necessario cambiare prospettiva e considerare le difficoltà come delle opportunità, essere flessibili e adattare la strategia se necessario.</p>



<p>Uno dei pilastri fondamentali per perseguire i propri sogni è credere in sé stessi. Nonostante gli ostacoli e i piccoli fallimenti bisogna mantenere la fede nei propri sogni e nelle proprie capacità. La fiducia in sé stessi è ciò che dà la forza per continuare a lottare e superare qualsiasi ostacolo. Anche la condivisione è un elemento chiave perché condividere il proprio sogno ha il potere sia di motivare sé stessi sia, soprattutto, qualche altro cittadino del mondo che sogna la stessa cosa.</p>



<p>È utile cercare ispirazione da fonti diverse: leggere storie di successo di persone che hanno raggiunto i loro obiettivi, seguire mentori o modelli di riferimento di cui si prova ammirazione e partecipare a conferenze o workshop che possono aiutare a sviluppare le proprie abilità e conoscenze. Ed è in questo che viene in aiuto il sito web dedicato alla giornata mondiale, <a href="https://worlddreamday.org">worlddreamday.org</a>, che si occupa di fornire gratuitamente strumenti e risorse per consentire di mettere in moto i propri sogni attraverso seminari dal vivo, documenti scaricabili, opportunità di finanziamento e un flusso costante di contenuti stimolanti.</p>



<p> Il tema del World Dream Day 2023 è “coltivare i sogni” per sottolineare che i sogni hanno bisogno di un terreno florido fatto di motivazione, determinazione ed impegno. Inoltre, quest’anno, i sognatori di tutto il mondo sono invitati a condividere cosa sognano per il nostro mondo ed a proporre delle azioni concrete per superare le sfide attuali e coltivare il sogno condiviso di un mondo migliore, ricordandoci che. ognuno di noi ha la capacità di essere una forza positiva per accrescere il proprio potenziale ed allo stesso tempo ispirare gli altri a fare altrettanto per migliorarsi sempre di più.</p>



<hr class="wp-block-separator is-style-dots"/>



<p class="has-text-align-center"><em>Articolo pubblicato</em> <em>su Il Quotidiano del Sud &#8211; L&#8217;Altravoce dei ventenni </em></p>
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		<title>Nell’estate 2023 le cartoline tornano di tendenza con la realtà aumentata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Denise Mele]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Aug 2023 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[INIZIATIVE]]></category>
		<category><![CDATA[INTERESSI]]></category>
		<category><![CDATA[STARTUP]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C’erano una volta le cartoline delle vacanze, semplici ed irrinunciabili souvenir, comprate a pochi centesimi e successivamente francobollate e spedite, ed a volte (per i più pigri) portate a mano in regalo ad amici e familiari al ritorno dalle vacanze. Mi sono sempre piaciute le cartoline. Ammiravo con attenzione le bellezze immortalate sulla parte frontale, in cui il profilo della città o della località risplendeva con colori vivaci sotto la luce del sole oppure diventava misteriosa ed affascinante col bianco [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>C’erano una volta le cartoline delle vacanze, semplici ed irrinunciabili souvenir, comprate a pochi centesimi e successivamente francobollate e spedite, ed a volte (per i più pigri) portate a mano in regalo ad amici e familiari al ritorno dalle vacanze. Mi sono sempre piaciute le cartoline. Ammiravo con attenzione le bellezze immortalate sulla parte frontale, in cui il profilo della città o della località risplendeva con colori vivaci sotto la luce del sole oppure diventava misteriosa ed affascinante col bianco e nero della notte. Aspettavo con emozione qualche lungo e interminabile secondo fantasticando chi mi avesse pensato in quel viaggio e inviato la cartolina, prima di girarla e leggere cosa era stato scritto nel retro. Infatti spesso veniva scritto il resoconto del proprio viaggio in breve o tutto ciò che avesse colpito del posto e che quindi abbia fatto scegliere quella determinata immagine rappresentata nella cartolina. Ovviamente questi oggetti del passato, proprio come i viaggi fatti tanti anni fa, sono un caro e nostalgico ricordo. Il senso di una cartolina, nel 2023, può esserci soltanto attraverso un QR code. E lo sa bene Daniele Spadafora, creatore di Cosenza App e fautore di un progetto innovativo associato al Mab (Museo all’Aperto Bilotti) di Cosenza. Le cartoline postali in questo caso, sono un biglietto da visita, per scoprire dieci delle opere presenti lungo corso Mazzini che prendono vita con una sofisticata tecnologia e diventano reali.</p>



<p><strong>Com’è partita l’idea di creare queste cartoline 2.0?</strong></p>



<p>L’idea è partita un po&#8217; di tempo fa, ancora prima del covid-19, quando la lettura dei codici QR non era ancora diffusa in larga scala come lo è attualmente. Ho tenuto questa idea nel cassetto aspettando il momento giusto per lanciarla. Successivamente ho presentato il progetto al comune di Cosenza che ne ha subito colto la potenzialità, cercando fin da subito qualcuno che fosse disposto a fare da sponsor ed a farsi carico dei servizi di stampa. Così abbiamo lanciato questa nuova iniziativa, andando a svecchiare le classiche cartoline che ancora qualcuno portava in ritorno da qualche viaggio. Le vecchie cartoline rimanevano un po&#8217; fine a se stesse e così gli abbiamo dato una nuova vita aggiungendo la realtà aumentata. Su ogni cartolina c’è un codice QR che una volta scansionato darà la possibilità di scegliere la piattaforma sulla quale visualizzare la realtà aumentata e quindi far comparire come per magia sulla cartolina in 3D l’opera come se fosse reale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/07/1689931202136-973x1024.jpg" alt="" class="wp-image-34000" width="519" height="545" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/07/1689931202136-973x1024.jpg 973w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/07/1689931202136-285x300.jpg 285w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/07/1689931202136.jpg 1080w" sizes="(max-width: 519px) 100vw, 519px" /></figure>



<p><strong>Abbiamo già visto l’introduzione della digitalizzazione in tantissimi musei; attraverso la scansione di un QR code si raccontano storie o aneddoti legati alle opere d’arte. Il Mab Ar cosa aggiunge a questo sistema ormai consolidato?</strong></p>



<p>Aggiunge la possibilità di visualizzare l’opera a 360 gradi, non più piatta come una semplice fotografia e quindi poterla ammirare in ogni dettaglio. Inoltre, all’interno delle pagine dei codici QR saranno presenti delle audiodescrizioni delle opere, in modo tale che mentre le persone ammirano le opere potranno ascoltare la loro storia.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/07/1689931202186-898x1024.jpg" alt="" class="wp-image-34002" width="531" height="606" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/07/1689931202186-898x1024.jpg 898w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/07/1689931202186-263x300.jpg 263w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/07/1689931202186-750x855.jpg 750w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/07/1689931202186.jpg 960w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></figure>



<p><strong>Si può dire che è iniziato un nuovo modo di fruire dell’arte e di conoscere le bellezze intorno a noi?</strong></p>



<p>Penso di sì, e con un pizzico di presunzione posso dire che siamo i primi in Calabria e forse anche in Italia. Il lancio delle cartoline sta andando molto bene e stiamo ricevendo parecchi feedback positivi di tante persone che sono stupite e quasi scioccate. Il nostro progetto di realtà aumentata potrebbe essere introdotto in altri contesti e potrebbe essere anche un modo per attrarre i giovani che sono i maggiori utilizzatori dei social, le piattaforme dove funziona la realtà aumentata. </p>



<p><strong>Dove si possono reperire le cartoline?</strong></p>



<p>Le cartoline sono in distribuzione gratuitamente nelle attività commerciali vicino le opere. La nostra pagina dedicata al Mab Ar presente sul sito di <a href="https://www.cosenzapp.it/mab-ar/">https://www.cosenzapp.it/mab-ar/</a>, contiene la lista aggiornata delle attività che distribuiscono le cartoline. Invece chi abita fuori Cosenza può riceverne una gratuitamente compilando il form presente sul nostro sito. Quindi tutti avranno la possibilità di ottenere una cartolina esplicativa delle opere del Mab e potranno conoscerle e scoprire qualcosa di nuovo su di esse.</p>



<p><strong>Qualche mese fa la famosa Chat Gpt ha avuto una rapida ascesa anche in Italia ed ha generato diverse polemiche e soprattutto ha suscitato molta preoccupazione per i rischi connessi nell’uso e l’abuso dell’intelligenza artificiale. Secondo te ci sono più rischi o benefici nell’uso dell’intelligenza artificiale?</strong></p>



<p>Come ogni tecnologia dipende molto dall’uso che se ne fa. Noi abbiamo cercato di fare un utilizzo utile e intelligente creando questi modelli 3D. In pratica, attraverso l’intelligenza artificiale abbiamo creato una rappresentazione delle opere partendo dalle semplici fotografie. Abbiamo mantenuto l’integrità delle opere senza spostarle dalla loro sede e non abbiamo usato tecnologie strane. L’intelligenza artificiale ha mescolato i dati di profondità insieme alle foto per creare i modelli 3D. Personalmente, sono molto ottimista sull’uso consapevole delle tecnologie e dell’intelligenza artificiale.</p>



<p><strong>Vista la rivoluzione avuta grazie alla realtà aumentata che ha creato un nuovo presente per le cartoline come ti immagini il loro futuro?</strong></p>



<p>Dopo l’ottimo riscontro avuto con la prima uscita delle cartoline di Mab Ar abbiamo intenzione innanzitutto di completare la collezione aggiungendo le altre opere del Mab e soprattutto i loro contenuti multimediali e informativi. Oltre a questo stiamo lavorando per portare il progetto delle nostre cartoline anche in altri comuni calabresi. “Questa è la Calabria che ci piace” è lo slogan che accompagna i nostri contenuti: CosenzApp da oltre 10 anni racconta la Calabria e i Calabresi con le voci e i volti di chi ci rende orgogliosi di vivere nella nostra regione che troppo spesso viene etichettata in modo negativo e speriamo di farlo ancora per lungo anche attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie per portare i nostri racconti ovunque.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/nellestate-2023-le-cartoline-tornano-di-tendenza-con-la-realta-aumentata/">Nell’estate 2023 le cartoline tornano di tendenza con la realtà aumentata</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
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		<title>Tutti pazzi per Fantasanremo, perché “Ogni volta è così, si finisce sempre a guardare Sanremo, tanto vale giocare!”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Denise Mele]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2023 06:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA POP]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[INIZIATIVE]]></category>
		<category><![CDATA[MUSICA]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[fantasanremo]]></category>
		<category><![CDATA[sanremo 73]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intervista a Marco Filipponi, ideatore del gioco del momento L’edizione 2022 del Fantasanremo ha avuto un’esplosione di popolarità, e già il 17 gennaio 2023 il numero delle squadre iscritte, come riportava il contatore della web app, faceva presumere che l’edizione del 2023 sarà quella dei record. Il successo di questo gioco ispiratosi al fanta-game of Thrones, fantasy game dell’omonima serie televisiva, ha portato migliaia di persone a guardare con particolare interesse ed attenzione il Festival di Sanremo. E se arrivare [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="has-text-align-center">Intervista a Marco Filipponi, ideatore del gioco del momento</h2>



<p class="has-drop-cap">L’edizione 2022 del <a href="https://fantasanremo.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fantasanremo</a> ha avuto un’esplosione di popolarità, e già il 17 gennaio 2023 il numero delle squadre iscritte, come riportava il contatore della web app, faceva presumere che l’edizione del 2023 sarà quella dei record. Il successo di questo gioco ispiratosi al fanta-game of Thrones, fantasy game dell’omonima serie televisiva, ha portato migliaia di persone a guardare con particolare interesse ed attenzione il Festival di Sanremo. E se arrivare alla conclusione di ogni serata del Festival è una missione quasi impossibile, più semplice è puntare alla vittoria di questo gioco rimanendo così costantemente aggiornati su ogni curiosità di Sanremo grazie ai punteggi assegnati agli artisti dopo ogni esibizione.</p>



<p><strong>Ma cos’è per voi Fantasanremo: un semplice passatempo per trascorrere le lunghissime serate sanremesi o la voglia di partecipare attivamente e trasformarvi negli allenatori o in questo caso i direttori artistici di questo grande varietà?</strong></p>



<p>È esattamente un mix delle due cose. L’idea di Fantasanremo è partita proprio con questa idea di fondo; quella di seguire Sanremo ma soprattutto la voglia di interagire anche se passivamente con il Festival, e da lì essere dei Fanta-direttori artistici per rendere più interattivo il gioco.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/02/team-fantasanremo-1-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-33017" width="596" height="397" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/02/team-fantasanremo-1-1024x683.jpg 1024w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/02/team-fantasanremo-1-300x200.jpg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/02/team-fantasanremo-1-1536x1024.jpg 1536w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/02/team-fantasanremo-1-scaled.jpg 2048w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/02/team-fantasanremo-1-360x240.jpg 360w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/02/team-fantasanremo-1-480x320.jpg 480w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/02/team-fantasanremo-1-720x480.jpg 720w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/02/team-fantasanremo-1-1200x800.jpg 1200w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/02/team-fantasanremo-1-750x500.jpg 750w" sizes="(max-width: 596px) 100vw, 596px" /></figure></div>



<p><strong>L’anno scorso gli artisti facevano a gara per pronunciare la gettonatissima “papalina” che ricordo dava molti punti bonus. Come mai la scelta di questa parola?</strong> </p>



<p><em>Papalina</em> è il nome del bar dove è nato questo gioco che a sua volta prende il nome dal soprannome del suo titolare Nicolò Peroni che è un membro del team e da dieci anni ormai il nostro padrone di casa. Si può dire sia il padre di Fantasanremo, senza di lui e senza il suo bar non si sarebbe creato il nucleo di persone che prima partecipava ai gruppi di ascolto e poi ha dato vita al gioco di Fantasanremo. <em>Papalina </em>quindi è stata una parola scelta per omaggiarlo ma non immaginavamo che qualcuno l’avrebbe detta davvero sul palco dell’Ariston!</p>



<p><strong>Ci sarà una parola bonus nell’edizione 2023?</strong> </p>



<p>La parola bonus in questa edizione non ci sarà, anzi ci sarà una parola <em>malus</em> che è proprio “Fantasanremo” che a differenza dell’anno precedente farà perdere dieci punti agli artisti che lo diranno sul palco.</p>



<p><strong>Il gioco si presenta ben strutturato e regolamentato: con la propria squadra composta da cinque artisti si può entrare nelle varie leghe per sfidare diversi gruppi di amici. Avete persino pensato al Var al quale i partecipanti possono appellarsi per contestare eventuali punteggi negativi assegnati. Della serie non c’è Sanremo e quindi neanche Fantasanremo senza polemiche?</strong></p>



<p>Il Var è uno strumento utilissimo per noi perché ci aiuta a non lasciare dietro nulla. I <em>fantallenatori </em>sono nostri alleati. Non abbiamo i mezzi della Rai, ma abbiamo centinaia di migliaia di occhi che guardano le immagini delle dirette e dei social dove gli artisti possono pubblicare contenuti a tutte le ore. Quindi il var e le segnalazioni che ci vengono inviate sono bene accette e ci aiutano nel controllo e nelle assegnazioni dei punti <em>bonus </em>e <em>malus </em>visto che per seguire le serate sanremesi si fanno le ore piccole.</p>



<p><strong>Nell’edizione 0 del 2020 il vincitore è stato Piero Pelù, nel 2021 è stata la volta dei Måneskin e nel 2022 ha trionfato Emma Marrone. Chi è candidato alla vittoria in questa edizione?</strong></p>



<p>Con la ricalibratura del regolamento quest’anno sono avvantaggiati gli artisti che saranno costanti nella classifica generale. Chi arriva più avanti nella classifica generale e gioca al Fantasanremo, senza neanche dover fare salti mortali, per noi ha buone chance di vittoria. Però le sorprese non mancano mai. Può succedere che qualche artista si impegni tanto nel corso delle serate e anche se non raggiunge un punteggio eccelso nella classifica generale, con i bonus assegnati aggiunti al suo totale va a vincere lo stesso.</p>



<p><strong>La domanda che tutti i nuovi partecipanti si pongono prima di iscriversi a Fantasanremo è: si vince qualcosa?</strong></p>



<p>Il premio del campionato mondiale di Fantasanremo è, e rimarrà sempre, la gloria eterna. Però all’interno delle leghe con il proprio gruppo di amici ognuno può mettere in palio ciò che vuole, ad esempio nella “papalina league” la lega storica del bar (l’unica nel 2020) c’era in palio un prosciutto per il primo posto e un salame per il secondo posto. Inoltre quest’anno abbiamo diversi sponsor tra cui Ticketone e Pandora che incentivano ad iscriversi e ad entrare nella loro lega per partecipare ad un concorso a premi che riguarda il loro brand.</p>



<p>E allora non rimane che trasferirsi nella soleggiata città dei fiori e come dei bravi Fanta-allenatori incitare i cantanti della propria squadra a dare il massimo sul palco per aggiungere punti bonus quali <em><strong>+</strong></em><strong>10 punti se l&#8217;artista canta la canzone sdraiato a terra o tra le file del pubblico</strong> e +<strong>30 punti con la standing ovation dell&#8217;orchestra</strong> dopo l&#8217;esibizione. Ma è fuori dal palco che l&#8217;artista può dare il proprio meglio racimolando <strong>+20 punti con una bella corsetta mattutina con Gianni Morandi</strong> o <strong>+25 punti con un bagno a mare</strong> che se fatto di notte raddoppia. E se malauguratamente la serata per un artista prende una brutta piega, c&#8217;è sempre la &#8220;consolazione&#8221; di prendere <strong>+50 punti per l&#8217;arresto</strong> che raddoppiano in caso di estradizione!</p>



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<p class="has-text-align-center"><em>Articolo pubblicato</em> <em>su Il Quotidiano del Sud &#8211; L&#8217;Altravoce dei ventenni </em></p>
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		<title>Come viaggiare gratis con la settimana del baratto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Denise Mele]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Nov 2022 15:53:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ESPERIENZE]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un soggiorno gratis in cambio di marmellate o raccolta di olive Sicuramente per il periodo che si sta vivendo, pensare di organizzare una vacanza o un viaggio anche se di pochi giorni sembra quasi paradossale. Attualmente, se si facesse un sondaggio, quello del viaggio sarebbe l’ultimo dei pensieri, all’ultimo posto della “to do list” o per meglio dire delle priorità degli italiani. I tempi non sono giusti per i rincari che hanno investito ogni aspetto del vivere quotidiano in questo [&#8230;]</p>
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<h2 class="has-text-align-center">Un soggiorno gratis in cambio di marmellate o raccolta di olive</h2>



<p class="has-drop-cap">Sicuramente per il periodo che si sta vivendo, pensare di organizzare una vacanza o un viaggio anche se di pochi giorni sembra quasi paradossale. Attualmente, se si facesse un sondaggio, quello del viaggio sarebbe l’ultimo dei pensieri, all’ultimo posto della “<em>to do list</em>” o per meglio dire delle priorità degli italiani. I tempi non sono giusti per i rincari che hanno investito ogni aspetto del vivere quotidiano in questo autunno che ancora tarda a manifestarsi. Certamente uno dei campi che ha risentito maggiormente di questa crisi è il turismo, complice un aumento esponenziale dei biglietti aerei sia internazionali che nazionali. Per cui si preferisce rinunciare a viaggiare nonostante proprio il periodo prenatalizio è quello più adatto per concedersi una piccola tregua dalla routine quotidiana. Infatti novembre è un mese tranquillo in cui risulta facile prenotare anche last-minute, un soggiorno in hotel considerando la bassa stagione turistica. Inoltre si eviterebbero le interminabili file per visitare musei, chiese e monumenti che si creano negli affollati mesi estivi. Raramente a novembre si può rimanere imbottigliati nel traffico autostradale sfuggendo così l’insopportabile stress del viaggio in auto. </p>



<p>Il vantaggio principale che potrebbe far ricredere le persone più indecise a partire è proprio quello del risparmio. A novembre infatti non mancano sconti e agevolazioni per soggiorni brevi o lunghi in hotel e bed and breakfast di tutta Italia, rendendo possibile ammirare le bellezze della natura con i colori del foliage e godere i profumi che si respirano nelle tipiche sagre di paese. Se poi il risparmio non è abbastanza si può addirittura ottenere un soggiorno gratis grazie ad un’antichissima ma sempre utile usanza: il baratto. </p>



<p>La “<em>Settimana del baratto</em>”, è infatti un’iniziativa che coinvolge le attività di bed and breakfast che scambiano un soggiorno completamente gratuito nella loro struttura in cambio di beni o di servizi. Giunta alla quattordicesima edizione, la settimana del baratto si svolgerà tra il 14 e il 20 novembre e permetterà ai turisti di alloggiare in uno dei 2500 b&amp;b d’Italia che aderiscono all’iniziativa barattando ciò che si vuole. I modi per partecipare sono vari, il turista che ha già in mente una località da visitare può cercarla direttamente sulla barra di ricerca nel sito <a href="http://www.settimanadelbaratto.it" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>http://www.settimanadelbaratto.it</em></a>, scegliere la struttura ricettiva che fa al caso proprio e proporre il bene da barattare al gestore, sperando di trovare il match giusto per ottenere il soggiorno desiderato. L’alternativa, utile per chi ha una propria attività, è quella di consultare la lista dei desideri dei gestori e verificare se qualcuno di loro richieda il prodotto che si vuole barattare, il turista contatta poi la struttura proponendosi come ospite. Infine all’interno del sistema, il turista può inserire la sua proposta di baratto e aspettare la risposta di un eventuale gestore interessato. </p>



<p>Il bello di questa iniziativa è che la moneta accettata non è una sola e si può barattare qualsiasi cosa. C’è chi richiede lezioni di inglese madrelingua, chi un servizio fotografico della struttura, chi un aiuto da un esperto social media per migliorare le proprie pagine social. Ci sono poi agriturismi e b&amp;b dotati di ampi spazi verdi che richiedono un servizio di giardinaggio o la sistemazione di aiuole o l’aiuto per raccogliere le olive, e chi richiede piccoli lavori di imbiancatura o sistemazione di camere. Inoltre sempre molto apprezzati sono gli scambi di beni materiali come vino, olio, marmellate e conserve o più particolari come quadri o oggetti di arredamento. Infine molto richiesti sono gli scambi di soggiorni in b&amp;b di altre regioni. I turisti che non vogliono fermarsi ai confini italiani possono cercare le migliaia di possibilità di baratto di beni e servizi nel sito <a href="http://www.barterweek.com"><em>www.barterweek.com</em></a> e soggiornare in un b&amp;b europeo o del resto del mondo. </p>



<p>Le opzioni sono davvero tante e tutte valide perché la cosa essenziale è che la richiesta del gestore incontri l’offerta avanzata dal turista. E così, come riporta il sito, c’è chi è riuscito a visitare Venezia in cambio di confetture e olio della propria terra. La cultura del baratto, antichissima ma sempre attuale, è in questo caso davvero arricchente perché non si limita ad un dare e avere puramente materiale. Si barattano mestieri, competenze e beni fatti a mano con cura e passione e nello stesso tempo si ampliano i propri orizzonti facendo nuove conoscenze ed esperienze e scoprendo posti nuovi. Ed è proprio questa l’essenza di un viaggio.</p>



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<p class="has-text-align-center"><em>Articolo pubblicato</em> <em>su Il Quotidiano del Sud &#8211; L&#8217;Altravoce dei ventenni </em></p>
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		<title>Agrimaps, la start-up che aiuta gli agricoltori</title>
		<link>https://ventiblog.com/agrimaps-intervista-venti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Denise Mele]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Sep 2022 14:01:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[INIZIATIVE]]></category>
		<category><![CDATA[LAVORO]]></category>
		<category><![CDATA[STARTUP]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Due 26enni al servizio delle piccole imprese nel nome della sostenibilità Tra le numerose aziende che si sono proclamate ecosostenibili e le tante pagine social di influencers che praticano il «green washing», veicolando un’immagine di attenzione e cura per l’ambiente senza tuttavia entrare nel cuore del problemi e delle difficoltà delle piccole imprese, si distingue Agrimaps. Questa start-up fondata da due giovanissime ragazze, Alda Perpalaj e Nayyere Hosseini, ha un progetto ben strutturato che si può immediatamente intuire dai post [&#8230;]</p>
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<h2 class="has-text-align-center">Due 26enni al servizio delle piccole imprese nel nome della sostenibilità</h2>



<p class="has-drop-cap">Tra le numerose aziende che si sono proclamate ecosostenibili e le tante pagine <em>social</em> di <em>influencers</em> che praticano il «green washing», veicolando un’immagine di attenzione e cura per l’ambiente senza tuttavia entrare nel cuore del problemi e delle difficoltà delle piccole imprese, si distingue <a href="https://www.instagram.com/agri_maps/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Agrimaps</a>. Questa start-up fondata da due giovanissime ragazze, Alda Perpalaj e Nayyere Hosseini, ha un progetto ben strutturato che si può immediatamente intuire dai post della pagina Instagram che, in poco più di un anno, ha raggiunto quasi 8000 followers. L’intento è semplice ma di grande importanza: dare visibilità alle numerose imprese agricole del territorio, ma soprattutto dare voce a piccole realtà che altrimenti non sarebbero conosciute. E così, aziende agricole a conduzione familiare, imprenditori del settore, strutture ricettive immerse nella natura, fattorie didattiche ed anche semplici appassionati si raccontano attraverso le foto della loro vita quotidiana che vengono poi pubblicate e condivise da Agrimaps, dando vita ad un quadro variopinto dominato da un colore che fa da sfondo a tutto: il verde rigoglioso della vegetazione.</p>



<p><strong>Mi ricordo l’inizio della vostra avventura: avete usato una tattica persuasiva, scrivendo commenti sotto le foto e i post degli <em>influencers </em>e dei VIP più famosi, da Chiara Ferragni ad Elodie, per farvi conoscere. Questo approccio nel mondo di Instagram ha dato i risultati che vi aspettavate?</strong></p>



<p>«L’approccio che abbiamo avuto con i <em>social media</em> è stato tutto nuovo. Non sapevamo come far arrivare il nostro progetto a più persone possibile ed abbiamo perciò pensato di scrivere a persone influenti, non tanto per arrivare a questi VIP ma perché ci aspettavamo che le persone che leggevano i commenti potessero essere incuriosite dalla nostra pagina. Alcuni personaggi famosi si sono interessati a noi e hanno iniziato a seguirci: è il caso di Sabrina Ferilli che, in risposta a un nostro commento, ci disse che prima del COVID-19 acquistava frutta e verdura da un orto di fiducia. Sicuramente, prima di aprire questa pagina su Instagram, non ci saremmo mai aspettate di raggiungere così tante persone in così poco tempo e di conoscere tutte queste realtà. Quindi, non c&#8217;è dubbio che il mondo <em>social</em> ci abbia aiutato a realizzare una parte del nostro progetto».</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large is-resized"><img src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2022/09/IMG-20211120-WA0005-1-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-31871" width="450" height="599" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2022/09/IMG-20211120-WA0005-1-768x1024.jpg 768w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2022/09/IMG-20211120-WA0005-1-225x300.jpg 225w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2022/09/IMG-20211120-WA0005-1-750x1000.jpg 750w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2022/09/IMG-20211120-WA0005-1.jpg 1056w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /><figcaption>Nayyere Hosseini e Alda Perpalaj </figcaption></figure></div>



<p><strong>Data la giovane età e &#8211; presumo &#8211; la poca esperienza in questo campo, come nasce la vostra idea e quali obiettivi si propone?</strong></p>



<p>«Ci siamo conosciute quando avevamo 20 anni (ora ne abbiamo 26) grazie al nostro primo lavoro da bariste. Dopo un paio d&#8217;anni, le nostre strade si sono divise per motivi lavorativi e familiari. Ciononostante, abbiamo comunque continuato a coltivare la nostra amicizia. Durante l&#8217;emergenza sanitaria, abbiamo sentito il desiderio di dare il nostro contributo in risposta a ciò che stava accadendo in Italia e, in modo particolare, nel nostro paese. Grazie al compagno di Alda (Marco Ribiscini, <em>ndr</em>), che svolge la professione di agronomo, ci siamo concentrate sul settore dell’agricoltura. Da lì è nata l’idea di individuare una strategia per aiutare gli agricoltori in modo più concreto, collegando il loro mondo a quello dei <em>social</em> che, al giorno d’oggi, sono diventati degli importantissimi mezzi di comunicazione per creare un legame stretto tra produttore e consumatore».</p>



<p><strong>Attraverso i post riuscite a far emergere delle questioni particolarmente delicate, distribuendo pillole di consapevolezza per sensibilizzare le persone e fornendo informazioni utili per scegliere i prodotti migliori. Quali sono i temi più importanti per voi e i messaggi che volete trasmettere?</strong></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large"><img width="249" height="1024" src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2022/09/306496037_1312305262846548_9186561782542142740_n-249x1024.jpg" alt="" class="wp-image-31865" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2022/09/306496037_1312305262846548_9186561782542142740_n-249x1024.jpg 249w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2022/09/306496037_1312305262846548_9186561782542142740_n-73x300.jpg 73w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2022/09/306496037_1312305262846548_9186561782542142740_n-373x1536.jpg 373w" sizes="(max-width: 249px) 100vw, 249px" /></figure></div>



<p>«Il tema principale che è alla base del nostro progetto è la sostenibilità, a cui sono collegati lo spreco alimentare e soprattutto il fattore inquinamento. Pensiamo ad esempio alle nostre tavole, sulle quali arrivano prodotti importati come le arance spagnole, immesse sui nostri mercati a un prezzo più conveniente rispetto alle nostre amatissime arance siciliane. Questo risparmio, però, si paga in termini di inquinamento provocato dal trasporto di questi prodotti che raggiungono il nostro paese da ogni parte del pianeta. Il messaggio che vogliamo mandare è quello di valorizzare i prodotti locali in modo tale da sostenere non solo l’agricoltura italiana ma anche la nostra salute. Al tempo stesso, vogliamo appoggiare la crescita e lo sviluppo delle nuove generazioni che si dedicano al settore agricolo».</p>



<p><strong>Tra le numerose aziende agricole dal nord al sud dell’Italia che si sono presentate attraverso i vostri </strong><em><strong>post,</strong></em><strong> ce n’è stata qualcuna che avete visitato personalmente? Cosa vi colpisce di più delle aziende agricole?</strong> </p>



<p>Si, ci sono alcune aziende agricole che abbiamo visitato personalmente e ciò che ci colpisce è la loro storia, l’amore e il rispetto per la terra e le tradizioni. La storia di queste aziende ci sono servite come lezioni di vita perché sono fatte di sacrifici, speranze e duro lavoro visto che in questo settore si lavora 365 giorni l’anno senza giorni di ferie. Per questo motivo sentiamo di ringraziarli e ricompensarli con la nostra attività, dando voce ad ognuno di loro in modo da poter raccontare ciò che noi abbiamo imparato da loro e che continuiamo ad imparare e cercando di sensibilizzare sempre più persone dell&#8217;importanza della filiera corta. </p>



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<p class="has-text-align-center"><em>Articolo pubblicato</em> <em>su Il Quotidiano del Sud &#8211; L&#8217;Altravoce dei ventenni </em></p>
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		<title>Dottorato, l&#8217;esperienza di Emilia Bevacqua</title>
		<link>https://ventiblog.com/dottorato-lesperienza-di-emilia-bevacqua/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Denise Mele]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jul 2022 05:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ESPERIENZE]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[STUDIO]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[biomarker tumorali]]></category>
		<category><![CDATA[carcinoma prostatico]]></category>
		<category><![CDATA[Dipartimento di Farmacia e Scienze della Salute e della Nutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[dottorato]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia Bevacqua]]></category>
		<category><![CDATA[Università della Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La dottoranda Emilia Bevacqua che lavora attualmente presso il laboratorio di “Biochimica e Biologia Molecolare” del Dipartimento di Farmacia e Scienze della Salute e della Nutrizione dell’Università della Calabria è a capo di un progetto ambizioso: l’identificazione di nuovi biomarker tumorali nella diagnosi del carcinoma prostatico che potrebbero migliorare la diagnosi, la prognosi e la terapia di questa insidiosa neoplasia. Perché è importante riconoscere preventivamente le varie forme di tumore prostatico? Riconoscere preventivamente le forme di tumore, prostatico e non [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">La dottoranda Emilia Bevacqua che lavora attualmente presso il laboratorio di “Biochimica e Biologia Molecolare” del Dipartimento di Farmacia e Scienze della Salute e della Nutrizione dell’Università della Calabria è a capo di un progetto ambizioso: l’identificazione di nuovi biomarker tumorali nella diagnosi del carcinoma prostatico che potrebbero migliorare la diagnosi, la prognosi e la terapia di questa insidiosa neoplasia.</p>



<p><strong>Perché è importante riconoscere preventivamente le varie forme di tumore prostatico?</strong></p>



<p>Riconoscere preventivamente le forme di tumore, prostatico e non solo, aiuterebbe nella terapia evitando dei trattamenti invasivi come le esportazioni radicali. In questo caso l’attenzione è stata posta sull’utilizzo di microRna che rappresentano una nuova frontiera, una nuova importante classe di marcatori tumorali. Diversi studi sono riportati in letteratura ed indicano questi microRna in grado di agire sia come oncogeni (in grado di indurre il tumore) e sia come oncosopressori (cioè in grado di sopprimerlo). Grazie a questa loro duplice attività noi possiamo andare a regolarli e a controllarli in funzione dell’attività che svolgono.</p>



<p><strong>Come potrà cambiare in futuro lo screening per il carcinoma prostatico?</strong></p>



<p>L’obiettivo del nostro progetto è quello di trovare in tempo l’insorgenza della malattia e di conseguenza fare una diagnosi che possa rallentare o evitare completamente la progressione tumorale. La diagnosi può essere fatta anche grazie a questi microRna che essendo delle molecole molto piccole si possono dosare nei fluidi biologici, ad esempio nel plasma, per avere successivamente una diagnosi eventuale di carcinoma. Quindi facendo delle analisi specifiche, dosando i microRna nel sangue o in altri fluidi biologici si può riconoscere la presenza o meno. Per il momento sono studi preliminari fatti in vitro e ci vorrà ancora tempo per l’analisi in vivo sul paziente e per verificarne l’effettiva efficacia ma mi è stata data la possibilità di continuare nella ricerca grazie alla borsa di studio della Fondazione “Lilli Funaro”. Il tempo è ancora lungo ma ci auguriamo delle belle aspettative.</p>



<p><strong>Considerando la tua esperienza di dottorato all’Unical consiglieresti ad uno studente appena laureato di intraprendere la strada della ricerca?</strong></p>



<p>Bisogna premettere che la ricerca al sud è piuttosto lenta a causa dei fondi ed io sto facendo questi tre anni di dottorato giunti ormai al termine, senza borsa di studio e quindi senza ricevere finanziamenti. <a href="https://ventiblog.com/trovare-un-dottorato-siate-audaci-non-fermatevi-ai-bandi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il dottorato prevede infatti dei posti con la borsa di studio e dei posti senza</a> ed io ho ottenuto uno di questi ultimi ma l’ho accettato senza dubitare, e tornassi indietro rifarei la mia scelta. Infatti per quanto la ricerca qui al sud risulta più difficile e a volte rallentata, e nonostante il percorso è faticoso e non dà tutti i giorni dei risultati – per fare un esperimento ci vogliono settimane o addirittura mesi – ci sono quei piccoli momenti all’interno di questi tre anni che hanno dato delle soddisfazioni così grandi da ricompensare tutti i giorni passati nel laboratorio dalla mattina alla sera. Quindi questa esperienza <a href="https://ventiblog.com/per-trovare-un-dottorato-serve-perseveranza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">la consiglierei a chi ha la passione</a> in questo ambito perché non è semplice e bisogna avere la passione e la pazienza per affrontare giornate interminabili dove sai quando inizi ma non quando finisci.</p>



<p><strong>Nel campo della ricerca è importante confrontarsi con realtà anche al di fuori dei confini nazionali. Com’è organizzata l’Università della Calabria in questo senso?</strong></p>



<p>Da questo punto di vista l’Unical è un campus all’avanguardia che ha contatti di collaborazione con diverse università a livello europeo e non solo.<a href="https://ventiblog.com/i-dieci-motivi-per-fare-o-non-fare-il-dottorato-allestero-2/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Fare ricerca all’estero può sicuramente essere un’opportunità in più </a>per arricchire il proprio bagaglio culturale, per crearsi contatti e confrontarsi con persone con cui puoi condividere e scambiare idee. Purtroppo a causa dell’emergenza epidemiologica non sono riuscita ad andare all’estero e questo è l’unico rimpianto che ho avuto lungo questo percorso di dottorato. Tuttavia l’Unical per dare a noi studenti qualche chance in più per fare esperienza con università estere ha messo a disposizione dei periodi di Erasmus in modalità online che hanno permesso di confrontarci, seppur in maniera limitata.</p>



<p><strong>Nonostante le difficoltà e la lunghezza del percorso, le soddisfazioni non sono mancate grazie al premio della Fondazione “Lilli Funaro” come miglior progetto di ricerca oncologica. Quali obiettivi hai nel futuro prossimo?</strong></p>



<p>Questo premio è stato davvero inaspettato perché è un convegno a cui hanno partecipato in tanti e quando hanno detto il mio nome sono rimasta di stucco. A volte non crediamo mai abbastanza in noi stessi e abbiamo bisogno anche di gratificazioni per andare avanti. Quindi sicuramente il riconoscimento mi ha dato ancora di più la motivazione e la forza per perseguire questa strada e pormi nuovi obiettivi. Spero di continuare anche in futuro e mi auguro di trovare qualcosa in questo ambiente non appena terminerò questa esperienza.</p>



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<p class="has-text-align-center"><em>Articolo pubblicato</em> <em>su Il Quotidiano del Sud &#8211; L&#8217;Altravoce dei ventenni </em></p>
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