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	<title>Intrattenimento &#8211; 10/08/2020 &#8211; Venti Blog</title>
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	<description>La voce dei Ventenni</description>
	<lastBuildDate>Fri, 18 Sep 2020 09:17:59 +0000</lastBuildDate>
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		<title>I giovani e la storia al centro del Sole Luna Doc Film Festival</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ornella Badagliacca]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Aug 2020 09:38:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CINEMA & TV]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[Intrattenimento - 10/08/2020]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
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		<category><![CDATA[lucia gotti venturato]]></category>
		<category><![CDATA[Sole Luna Doc Film Festival]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intervista a Lucia Gotti Venturato, presidente del “Sole Luna Doc Film Festival” dedicato ai giovani registi Nella suggestiva cornice di Santa Maria dello Spasimo, a Palermo, dal 6 al 12 luglio si è svolta quest’anno la XV edizione del Sole Luna Doc Film Festival, rassegna internazionale del documentario d’autore. “Giovani” e “Archivi” sono i temi principali di quest’edizione pensata dai direttori artistici Chiara Andrich e Andrea Mura, dalla direttrice scientifica Gabriella D’Agostino e dalla presidente Lucia Gotti Venturato: i giovani [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Intervista a Lucia Gotti Venturato, presidente del “Sole Luna Doc Film Festival” dedicato ai giovani registi</strong></h2>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-23730" src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2020/07/1-1.png" alt="" width="2240" height="1260" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2020/07/1-1.png 2240w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2020/07/1-1-300x169.png 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2020/07/1-1-1024x576.png 1024w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2020/07/1-1-1536x864.png 1536w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2020/07/1-1-2048x1152.png 2048w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2020/07/1-1-640x360.png 640w" sizes="(max-width: 2240px) 100vw, 2240px" /></p>
<p>Nella suggestiva cornice di Santa Maria dello Spasimo, a Palermo, dal 6 al 12 luglio si è svolta quest’anno la XV edizione del <strong>Sole Luna Doc Film Festival</strong>, rassegna internazionale del documentario d’autore.</p>
<p><strong>“Giovani” e “Archivi”</strong> sono i temi principali di quest’edizione pensata dai direttori artistici Chiara Andrich e Andrea Mura, dalla direttrice scientifica Gabriella D’Agostino e dalla presidente Lucia Gotti Venturato: i giovani e la loro lotta per la libertà di opinione e per i diritti umani, e gli archivi con le immagini e i ricordi del passato da riscoprire, fondamentali per rinascere dopo la pandemia. <br />Tra le novità importanti di quest’anno il “Sicilia Doc”, realizzato in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia &#8211; Sede Sicilia e la piattaforma europea Tënk, che dà spazio ai giovani registi diplomati del corso di regia del documentario. <br />Durante lo svolgimento del Festival ho intervistato<strong> Lucia Gotti Venturato</strong>, ideatrice e presidente dell’associazione non profit Sole Luna &#8211; Un Ponte tra le culture. <strong> </strong></p>
<p><strong>Come nasce Sole Luna? </strong></p>
<p>Il progetto nasce nel 2005 per una coincidenza: lavoravo alla Commissione Esteri della Camera, mi occupavo dell’ufficio studi di un onorevole e ho deciso di mettere in piedi qualcosa che fosse utile ad un pubblico più ampio, approfittando della mia conoscenza nel campo della geopolitica internazionale. Da qui l’idea del cinema documentario – <strong>il cinema del reale</strong> – capace di trasmettere valori e informazione, attraverso visioni di realtà del mondo in maniera documentale. Ho pensato a un festival dedicato proprio a questo <em>ponte di conoscenza</em>; l’associazione si chiama infatti “SoleLuna &#8211; un Ponte tra le culture”.</p>
<p><strong>Perché Palermo? </strong></p>
<p>Al Ministero dei Beni Culturali mi dissero che in Sicilia stava nascendo un grande progetto sull’audiovisivo. Mi suggerirono allora di inserire il festival di documentari all’interno del CSC di Palermo, dove si poteva creare una bella sinergia.</p>
<p><strong>Il tema principale di questa edizione sono i giovani. Cosa consiglierebbe a un aspirante regista? </strong></p>
<p>Consiglio di frequentare i Festival e di capire come funzionano, perché i ragazzi che hanno lavorato con noi negli anni, <strong>nascenti film-makers</strong>, hanno tratto vantaggio dall’aver visto centinaia di film per esempio come selezionatori per le loro produzioni. Capiamo subito il film che ci godremo fino all’ultimo videogramma e ci rendiamo conto delle lungaggini e di ciò che appesantisce il documentario. Mentre un documentario oggi può anche essere fatto in casa, un film invece ha bisogno di un occhio esterno, di un regista, di una fotografia fatta da chi fa le riprese, di un fonico; l’ideale sarebbe che non fosse montato dal regista, perché proprio un occhio estraneo alla macchina da presa, vede un tramonto che è stato “forzato” e dice <em>“questo non lo metto”. </em>Il regista invece, che magari ha aspettato sette ore per vedere quel tramonto, non lo butterebbe mai via, perché ci è affezionato. C’è necessità di una scrematura, di una pulizia del film che avviene con il montaggio: in questo modo i ragazzi imparano tanto, perché in una marea di film ti rendi conto di quello che non dovrai fare. <br />La mia visione è importante dal punto di vista geopolitico e della diplomazia internazionale. È giusto denunciare soprusi o violazioni dei diritti dell’uomo ma lo devi fare senza mettere in discussione l’equilibrio dei Paesi. Se mettiamo un film palestinese ne avremo anche uno israeliano in concorso; il compito istituzionale di un presidente è <em>presidiare</em> questo genere di situazioni per non urtare la sensibilità di nessuno. A Treviso, dove organizziamo un festival, a Milano dove siamo partner del <strong>Festival dei Diritti Umani </strong>e soprattutto a Palermo, lavoriamo con le scuole superiori e organizziamo tutti gli anni dei corsi di formazione alla visione del cinema documentario con attenzione al linguaggio audiovisivo e al tema dei diritti umani.</p>
<p><strong>Quest’anno ci sarà anche una giuria popolare di studenti. </strong></p>
<p>Abbiamo una giuria popolare di studenti dell’Einstein e del Finocchiaro Aprile e una “Giuria dei nuovi italiani”, formata da giovani migranti o figli di migranti che studiano all’Università di Palermo. Tutti i nostri ragazzi che lavorano al festival in maniera volontaria si occupano durante l’anno delle scuole e delle associazioni di giovani migranti, di minori non accompagnati e di altre simili realtà. Negli anni abbiamo lavorato anche con le Università e con le scuole superiori di Mediazione Linguistica<strong>. </strong>Abbiamo organizzato stage e tirocini presso le università di Ca’ Foscari, Padova, La Sapienza di Roma, Tor Vergata, Torino e ovviamente Palermo, e ci occupiamo sia di antropologia culturale attraverso il cinema che di stage attuativi per i Master Grandi Eventi. Insegniamo il sottotitolaggio alle scuole di Mediazione Linguistica e all’Università di Palermo. Le nostre ragazze durante tutto l’anno fanno dei corsi formativi: i sottotitoli del festival vengono realizzati dagli stagisti e poi revisionati e controllati. Abbiamo una blogger fantastica, Cinzia Costa, che scrive molto bene e affianca l’ufficio stampa. Il festival è un’azienda, un laboratorio di formazione interna, che avviene non solo in campo cinematografico ma anche tecnico, perché piano piano ognuno di noi trova la sua peculiarità e si appropria di un settore del festival e a sua volta forma altre persone per essere aiutato.</p>
<p><strong>E la sezione “Sicilia doc”? </strong></p>
<p>Quest’anno abbiamo una sezione dedicata ai lavori scelti dalla direttrice artistica del CSC Costanza Quatriglio; sono 5 film che partecipano ad un piccolo concorso dentro il concorso che vede un premio riconosciuto dalla piattaforma francese Tënk, che apre quest’anno in Italia. L’apertura ufficiale viene veicolata anche attraverso il nostro festival e rappresenta una possibilità per questi giovanissimi film-makers di essere già internazionalmente riconosciuti e visibili online. Al nostro Festival si iscrivono ogni anno centinaia di film che vengono visionati da un gruppo di pre-selezionatori e da noi del direttivo; inoltre siamo una filiera gratuita e ci teniamo molto a dare la possibilità a paesi in via di sviluppo come Iran, Afghanistan e paesi del Sudamerica di accedere gratuitamente all’iscrizione.</p>
<p><strong>Le è stata conferita la cittadinanza onoraria di Palermo. Che legame ha con questa </strong><strong>città?</strong></p>
<p>Sono capitata a Palermo per caso, mandata dal ministero, ma ero già stata in visita d’estate con i figli. La città è meravigliosa. Mi hanno messo a disposizione lo Spasimo dal primo   giorno, ed è impossibile non innamorarsi di un luogo così bello.Il legame con Palermo è il Festival che mi ha insegnato tanto. È una città dove si impara anche facendo i turisti. Palermo ha visto dominazioni, si è saputa confrontare e si è mescolata, arricchendosi attraverso le differenze. Visitandola, godendola, ho imparato tanto dalle tradizioni popolari, dal Museo dei Pupi, dalla cultura della persone: è una città molto colta, genericamente parlando tu hai un dialogo raffinato a tutti i livelli sociali. Quando sono arrivata 15 anni fa il quartiere della Kalsa era molto povero, abbandonato, ma oggi lo stanno restaurando e sta diventando bellissimo, una specie di isola del lusso. Vivendo e frequentando quella zona fin da subito ho imparato molto vedendo questa stratificazione sociale che non è isolata ma è un tessuto che si intreccia e che continua a creare legami. Ho approfondito tanti temi di antropologia culturale attraverso queste tradizioni popolari che sono raffinatissime e molto colte. Anche il cibo è interessante, è il risultato di tanti mondi diversi: arabo, spagnolo, francese e tanto altro. Io sono nata a Treviso, terra semplice di contadini e agricoltori, un mondo molto produttivo che ha caratteristiche e pregi ma che ha perso una sua ricchezza di tradizioni culturali in questa ricerca della produttività e del benessere. A Palermo invece la ricchezza rimane la gente, nel vissuto, il tessuto non si è sfrangiato, è rimasto coeso, interessante, non si sono persi i fili. <br />Noi di Sole Luna siamo fieri di essere non profit. Io credo che la gratuità sia la vera ricchezza: il nostro progetto e l’entusiasmo che riesce a produrre in chi ne fa parte è dato da questa grande filiera di gratuità. Ognuno di noi dà qualcosa, anche chi lavora avendo un compenso da più di quello che riceve economicamente, ma riceve molto di più proprio per questo suo dare, per questo suo donare. Il mio lavoro è stato aiutato dalla mia profonda fede e dalla convinzione che seminare il bene porta bene.</p>
<p><em>Ringraziando la dottoressa Venturato per questa intervista, invitiamo i lettori a visitare il sito </em><a href="http://www.solelunadoc.org"><em>solelunadoc.org</em></a><em> per conoscere i vincitori di questa edizione.</em></p>
<h6 style="text-align: center">Già pubblicato su L&#8217;Altravoce dei Ventenni &#8211; Quotidiano del Sud 10/08/2020</h6>


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		<title>I non-festival musicali dell’estate italiana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia Giansiracusa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2020 04:16:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA POP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una breve rassegna dei principali festival musicali italiani in un&#8217;estate senza musica Estate, tempo di sole, vacanze e festival musicali. O, perlomeno, solitamente è così.Quest’anno, a causa della pandemia che ha colpito il mondo intero e, più nello specifico, il nostro Paese, molti dei festival ormai considerati quasi pietre miliari dell’estate si sono visti costretti o a rimandare del tutto gli eventi o ad adottare soluzioni alternative. Tra i festival che hanno fanno slittare il tutto all’anno prossimo possiamo annoverare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2><em>Una breve rassegna dei principali festival musicali italiani in un&#8217;estate senza musica</em></h2>



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<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="has-drop-cap">Estate, tempo di sole, vacanze e festival musicali. O, perlomeno, solitamente è così.<br>Quest’anno, a causa della pandemia che ha colpito il mondo intero e, più nello specifico, il nostro Paese, molti dei festival ormai considerati quasi pietre miliari dell’estate si sono visti costretti o a rimandare del tutto gli eventi o ad adottare soluzioni alternative.</p>



<p>Tra i festival che hanno fanno slittare il tutto all’anno prossimo possiamo annoverare il Rock in Roma, il Firenze Rocks, l’IDAYS festival di Milano ed il Lucca Summer Festival. Ovviamente sono molti altri i festival che fanno parte di questo elenco, ma a mio parere già citando questi pochi si può avere una panoramica della situazione.</p>



<p>Per chi come me è appassionato di musica, i festival estivi hanno sempre avuto un’importanza particolare. Cadendo infatti nel periodo in cui, bene o male, si ha di meno da fare (lavoratori non in ferie esclusi), essi sono sempre stati attesi con ansia, dal momento dell’annuncio della lineup fino al giorno del concerto.</p>



<p>Non posso dire di aver partecipato ad ognuno di questi festival ma, da brava romana, ho certamente esperienza con il Rock in Roma. Attese di ore ed ore sotto il sole brutale dell’estate romana, quantità di bottiglie ghiacciate da far invidia al reparto surgelati e crema solare messa a ripetizione, il Rock in Roma è senza dubbio l’evento dell’anno per i romani appassionati di musica. Chi come me ha vissuto alcuni di questi concerti sa per certo che vi si arriva stremati, complici la corsa folle verso il palco e la pressione che si abbassa con il passare delle ore, ma sa anche che ne sarà valsa la pena. Per quanto mi riguarda, i concerti più attesi di questo festival sarebbero stati quelli dei The Lumineers e dei Cigarettes After Sex. Sicuramente apprezzabile rimane il messaggio con cui è stato annunciato il rinvio dell’intero festival: “Sarà un’estate senza Rock in Roma”, ma, soprattutto, “la salute e la sicurezza del nostro pubblico, dei nostri artisti, delle crew e di tutte le persone coinvolte nell’organizzazione del festival sono la nostra priorità”. &nbsp;</p>



<p>Spostandoci leggermente più a nord abbiamo il Firenze Rocks. Noto per avere sempre una lineup da paura, con mostri sacri del calibro dei The Cure e dei Guns N’Roses, anche il Firenze Rocks si è visto costretto ad annullare i vari concerti. Personalmente, aspettavo con ansia il concerto dei Red Hot Chili Peppers, soprattutto dopo la notizia del rientro di Jack Frusciante nel gruppo. Notevole, in questo caso, che alcuni dei gruppi “maggiori” abbiano già riconfermato la loro presenza nel 2021, dando speranza a chi aveva già acquistato i biglietti. Infatti, la politica che sembrerebbe essere stata adottata per i concerti è quella di offrire la possibilità di un rimborso, la cui richiesta va presentate entro le date specificate dagli organizzatori, ma anche quella di consentire di usare il biglietto non più valido per il 2020 per gli eventi del 2021, ovviamente se riconfermati.</p>



<p>Spostandoci ancora più a nord abbiamo l’IDAYS festival. Anche qui, lineup da strapparsi i capelli, con nomi quali System of a Down e Korn (un mix che ha da subito attirato la mia attenzione), Aerosmith e Foo Fighters, citando solo alcuni dei nomi che sarebbero dovuti salire sul palco quest’anno. Anche in questo caso, purtroppo, i concerti sono stati annullati, ma si vede già un barlume di speranza in quanto i nomi citati faranno parte dell’edizione del 2021, per cui è sempre valida la politica del rimborso o “voucher” secondo l’articolo 88 del Decreto Legge 18 del 17 marzo 2020, convertito poi in legge il 24 Aprile 2020.</p>



<p>Leggermente più particolare è la situazione del Lucca Summer Festival, il quale quest’anno era riuscito ad organizzare una serie di concerti uno meglio dell’altro. Dico che la situazione è più particolare perché, in questo caso, alcuni concerti sono già stati riconfermati, quali quelli di Beck e Liam Gallagher, mentre altri risultano ancora sospesi a data da destinarsi. Purtroppo, unico nome che di sicuro non sarà presente all’edizione del 2021 è quello di Paul McCartney, creando evidentemente scompiglio tale da portare gli organizzatori del festival a scusarsi quasi personalmente per questa tragedia. Poetica e speranzosa, però, è l’immagine che si viene a creare dall’ultima del messaggio di comunicazione del mancato festival di quest’anno: “Torneremo a ritrovarci davanti a un palco, illuminati dai colori di un tramonto toscano e sarà uno dei momenti più felici della nostra vita. Perché in quel momento ritroveremo la musica e l’emozione di condividere una passione con migliaia di persone come noi”. Si può vedere qui, infatti, sottolineata una delle cose che personalmente preferisco dei concerti, ovvero il conoscere persone che condividono la stessa passione.</p>



<p>Parlando più in generale dell’organizzazione dei festival ci si chiede, però, se fosse necessario rinviare del tutto gli eventi o se fosse stato possibile adottare alternative a prova di COVID. Parlando con due amici, Matteo e Rizka, entrambi assidui frequentatori di festival e concerti in generale, si può vedere che la sensazione che traspare è quella che, a seconda del tipo di evento, non fosse esattamente necessario rinviare tutto. Rizka, infatti, ha partecipato di recente ad uno degli eventi dell’Opera al Circo Massimo e ha sottolineato il numero ridotto di spettatori e, soprattutto, le regole di distanziamento sociale applicate ai posti a sedere. Matteo, invece, ci dice che festival come quello di Montelago non si prestano minimamente a soluzione anti-COVID, data la specificità del festival in cui si dà la possibilità di affittare tende e di risiedere lì per la durata del festival.</p>



<p>Quindi, in conclusione, sebbene in alcuni casi teoreticamente sarebbe stato possibile evitare di rinviare i festival, è certo che le decisioni riflettono l’attenzione verso la sicurezza delle persone che, in un modo o nell’altro, prendono parte ai suddetti festival e, in quanto tale, direi che non sono minimamente criticabili.</p>



<p class="has-text-align-center"><em>Articolo già pubblicato sul Quotidiano del Sud &#8211; l&#8217;Altravoce dei ventenni di lunedì 10 agosto 2020</em></p>



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		<title>Cinque declinazioni di intrattenimento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elvira Scarnati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Aug 2020 18:22:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[Intrattenimento - 10/08/2020]]></category>
		<category><![CDATA[POST-IT]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;intrattenimento estivo in un agosto diverso dal solito Parte oggi, a San Lorenzo, nel cuore di quest&#8217;estate, il primo di 4 settimanali monotematici che abbiamo realizzato nella nostra rubrica sul Quotidiano del Sud &#8211; l&#8217;Altravoce dei Ventenni.Tornando un po&#8217; alle origini di Venti, quando realizzavamo i nostri approfondimenti &#8220;mensili&#8221;, quest&#8217;estate abbiamo deciso di dedicare il mese di agosto a 4 argomenti: dal 10 al 31, per 4 lunedì, approfondiremo alcuni temi chiave dell&#8217;estate, che rappresentano la stagione estiva e che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2><em>L&#8217;intrattenimento estivo in un agosto diverso dal solito</em></h2>



<p class="has-drop-cap">Parte oggi, a San Lorenzo, nel cuore di quest&#8217;estate, il primo di 4 settimanali monotematici che abbiamo realizzato nella nostra rubrica sul <strong><em>Quotidiano del Sud &#8211; l&#8217;Altravoce dei Ventenni</em></strong>.<br>Tornando un po&#8217; alle origini di Venti, quando realizzavamo i nostri approfondimenti &#8220;mensili&#8221;, quest&#8217;estate abbiamo deciso di dedicare il mese di agosto a 4 argomenti: dal 10 al 31, per 4 lunedì, approfondiremo alcuni temi chiave dell&#8217;estate, che rappresentano la stagione estiva e che quest&#8217;anno così particolare hanno anche assunto una connotazione diversa dal solito.<br>Si parte oggi con la tematica <strong><em>intrattenimento</em></strong>, che da sempre è un po&#8217; sinonimo della stagione estiva e di agosto.</p>



<p>Tra concerti, festival estivi, spettacoli a cui assistere, libri da leggere e film da vedere, l&#8217;estate è sempre ricca di momenti di svago e intrattenimento. Quest&#8217;anno, anche se in vacanza, l&#8217;intrattenimento c&#8217;è ma è differente.</p>



<p>Il Covid-19 non solo ha scombussolato i piani delle nostre vacanze, portandoci a scegliere mete nazionali piuttosto che estere &#8211; e questa è forse la conseguenza positiva della pandemia, che ci ha spinto a scoprire posti meravigliosi, spesso a due passi dalle nostre case, investendo anche economicamente sul nostro territorio &#8211; ma ha anche variato le nostre abitudini estive.</p>



<p>Proprio mentre scrivo questo breve editoriale, mi trovo in un villaggio turistico, con la musica dell&#8217;intrattenimento della piscina di sottofondo che intona <em>Dragostea Din Tei </em>e i bambini che sfrecciano in bicicletta tra i viali alberati. </p>



<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Haiducii - Dragostea Din Tei" width="750" height="563" src="https://www.youtube.com/embed/MhuTaD-B4qs?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>Tutto sembra normale, come se quest&#8217;estate non avesse nulla di differente rispetto alle precedenti, eppure, facendo attenzione, si vedono gli animatori e gli operatori del villaggio con le mascherine al viso, senza che possano mostrare il sorriso sempre presente sui propri volti; gli ombrelloni e le sdraio della piscina e della spiaggia sono distanziati, i contatti umani con le persone sono ridotti, in spiaggia, in piscina, per strada.<br>I locali della costa sono quasi tutti aperti, la volontà di ristabilire la normalità estiva è chiara tra tutti (spesso, forse, anche in modo eccessivo e superficiale, come se nulla fosse stato nei mesi scorsi), la voglia di divertirsi è inalterata, però nell&#8217;aria si respira una tensione palpabile, sia tra i turisti che tra gli operatori del settore.</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p><em>Mentre penso questo, d&#8217;un tratto, inizia a piovere, la musica si ferma, tutti corrono nelle case e cade un silenzio e una calma che forse meglio rispecchiano il clima di quest&#8217;estate.</em></p></blockquote>



<p>Senza divagare ulteriormente, con i 5 articoli che trovate oggi in edicola sul Quotidiano &#8211; e che saranno online su Venti nei prossimi giorni &#8211; abbiamo proprio voluto approfondire alcuni aspetti del nuovo intrattenimento che ci sta coinvolgendo ma soprattutto dare consigli su come intrattenerci e trascorrere il tempo in vacanza, tra festival, libri e serie TV.</p>



<p>E allora, mentre la pioggia finisce e la musica nel villaggio riprende, vi lascio alla lettura delle varie declinazioni di intrattenimento che abbiamo approfondito con gli articoli di Giulia Giansiracusa, sui festival musicali estivi del 2020, Ornella Badagliacca, sul <em>Sole Luna Film Festival</em> di Palermo, Maria Teresa Pedace, sulla Book Blogger &#8220;<em>La Contessa Rampante</em>&#8220;, Maria Francesca Astorino, sul cielo da osservare questa notte, e Davide Gambetta, sulla visione di <em>Skam Italia</em>.</p>



<p>Buone vacanze e buona estate!</p>



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</div></div>



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		<title>Skam Italia: gli adolescenti conquistano lo schermo</title>
		<link>https://ventiblog.com/skam-italia-gli-adolescenti-conquistano-lo-schermo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Davide Gambetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2020 16:10:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CINEMA & TV]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA POP]]></category>
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		<category><![CDATA[Intrattenimento - 10/08/2020]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
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		<category><![CDATA[serie tv]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In un panorama di serie televisive autoctone spesso tristemente fiacche e stinte, Netflix sta sempre più contribuendo a rinfrescare l’offerta multimediale italiana, in linea con gli interessi e le attenzioni di un pubblico sempre più “viziato” e abituato ormai alla ribollente e incalzante produzione d’oltreoceano. In questa cornice, a Skam Italia è toccato l’arduo compito di offrire uno spaccato credibile della gioventù contemporanea, dei “liceali” italiani, eludendo pericolosi stereotipi e facili approssimazioni. Skam nasce come un franchise internazionale di serie [&#8230;]</p>
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					<div class="elementor-text-editor elementor-clearfix"><p style="text-align: center;">In un panorama di serie televisive autoctone spesso tristemente fiacche e stinte, Netflix sta sempre più contribuendo a rinfrescare l’offerta multimediale italiana, in linea con gli interessi e le attenzioni di un pubblico sempre più “viziato” e abituato ormai alla ribollente e incalzante produzione d’oltreoceano.</p><p>In questa cornice, a Skam Italia è toccato l’arduo compito di offrire uno spaccato credibile della gioventù contemporanea, dei “liceali” italiani, eludendo pericolosi stereotipi e facili approssimazioni. <br />Skam nasce come un franchise internazionale di serie televisive, basate su un prodotto originale norvergese, da cui le altre edizioni “locali” traggono la trama e i personaggi, adeguandoli poi al contesto nazionale. Ecco, Skam Italia è riuscita nella sfida di rielaborare in prospettiva tutta italiana la trama originale, lavorando in particolare sulla profondità dei personaggi e sul realismo delle scene, degli atteggiamenti, delle relazioni umane. <br />Netflix ci ha infatti abituato nel tempo a serie tv americane adolescenziali in cui i giovani protagonisti, mentre frequentano le lezioni, devono affrontare situazioni straordinarie e certamente fuori dall’esperienza comune.</p><p>In Skam va in scena la vita “vera” degli adolescenti, nella sua semplicità, nella sua forse banale ma sempre incalzante quotidianità. Sul banco anatomico degli spettatori finiscono infatti i problemi “normali” dei ragazzi “normali”: i primi amori, la scoperta della sessualità, la difficoltà nell’integrazione sociale e religiosa, la costruzione di una relazione sentimentale, le fragilità personali e i problemi familiari. La vera sfida della serie è stata proprio quella di elaborare in un prodotto interessante e godibile la vita vera degli adolescenti che frequentano le superiori, riuscendo a coinvolgere lo spettatore nei loro ordinari problemi quotidiani, senza per forza trascinarlo in articolate trame spettacolari con indagini thriller e draghi sputafuoco. Il sapore di questo realismo si coglie per esempio nelle scene di vita “ordinaria” dei ragazzi e delle ragazze (la partita di pallone, i discorsi al baretto, la cena con il risotto pietrificato), che ricorderanno a tutti gli anni del liceo. La mancanza di una trama epica potrebbe indurre qualche diffidenza, ma la verità è che la narrazione scorre fluida e senza particolari rallentamenti. Basti pensare che, anche per promuovere la serie, sono stati creati i profili sui social media dei protagonisti, accessibili a tutti gli utenti e che hanno contribuito a costruire una caratterizzazione ancor più realistica della loro psicologia.</p><p>A questo risultato – forse paradossalmente &#8211; contribuisce la mancanza di un protagonista dominante: un vuoto che arricchisce il ruolo di tutti gli altri personaggi: manca infatti un personaggio chiave tormentato e tenebroso, che divora lo schermo e monopolizza l’attenzione e così l’attenzione dello spettatore si sposta stagione dopo stagione (anzi, scena dopo scena) orientata dal focus narrativo.</p><p>Un punto a favore di Skam è la resa qualitativa dell’interpretazione. Per Skam Italia è stato scelto (e bene) un cast di attori emergenti, più o meno noti al pubblico, che si è rivelato la vera punta di diamante del girato. Le interpretazioni sono quasi sempre credibili, vere, profonde, senza mai essere scontate e monodimensionali. Per di più, la delicatezza dei temi trattati e la complessità di alcune vicende personali legate ai singoli protagonisti rendevano non certo facile il compito ai giovani attori. Personaggi come Sana e Matteo in particolare richiedevano una consapevolezza non da poco, per evitare pericolosi stereotipi e la banalizzazione di tematiche assai delicate come la diversità di credo e di orientamento sessuale. Un personaggio dalle inaspettate prospettive interiori &#8211; di non facile rappresentazione – è poi Eleonora, le cui vicende familiari e la cui resilienza siano state rese con delicatezza e senza compatimento e commiserazione, in qualche sommessa e mai appariscente confessione agli altri personaggi. Non da meno Eva, che traghetta lo spettatore in alcune tra le fasi più topiche della relazione con Giovanni. Skam ci ha quindi ricordato che esiste un cast di attori giovani e intraprendenti in Italia, che può gettare una nuova luce sui palchi e nelle case.</p><p>Un plauso, infine, ad alcune scene “teatrali” che, spingendo un po’ sull’acceleratore del patos, hanno tentato di esaltare il ritmo narrativo. Va detto che Skam Italia, girato quasi interamente a Roma, sfrutta a pieno la godibilità visiva della città eterna e, rispetto all’originale norvegese, gode di alcuni incomparabili quadri panoramici sulla capitale. Su questo sfondo si incastonano alcune scene “fatte per colpire” che, alla fine, effettivamente colpiscono (il bacio sotto la pioggia in timelapse, Sana e Malik ritratti da lontano nelle vasche, il finale della quarta stagione). <br />Una particolarità della serie, ereditata dalla versione originale norvegese, si rinviene nella morfologia della narrazione: ogni stagione è dedicata ad uno o più personaggi e si concentra prevalentemente sulle relative vicende personali, mettendo un po’ in ombra tutto il resto. Questa scelta stilistica se da un lato consente allo spettatore di immergersi profondamente nella psicologia del singolo personaggio, dall’altro finisce per produrre una certa segmentazione nella narrazione. Tutti hanno sofferto la mancanza di Eva ed Eleonora, scomparse dalla scena nelle spire della seconda e quarta stagione. La serie ne perde anche in fluidità: sviluppando le storie dei personaggi contemporaneamente lo stile sarebbe stato forse più incalzante e travolgente, con più magnetismo.</p><p>Conclusioni? Skam Italia rappresenta oggi un prodotto godibile della produzione multimediale Netflix per la penisola, che apre un punto d’osservazione sui giovani, sui loro problemi e drammi quotidiani, con un realismo davvero accurato. <br />Una sfida non da poco, che possiamo considerare vinta.</p><p> </p><p><em style="color: #111111; font-family: 'Open Sans', sans-serif; text-align: center;">Articolo già pubblicato sul Quotidiano del Sud – l’Altravoce dell’Italia del 10 agosto 2020</em></p></div>
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		<title>Il lato social della lettura: intervista alla book blogger La contessa rampante</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Teresa Pedace]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2020 12:26:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[INTERESSI]]></category>
		<category><![CDATA[Intrattenimento - 10/08/2020]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[book blogger]]></category>
		<category><![CDATA[la contessa rampante]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi anni, anche in Italia ha iniziato a prendere piede il fenomeno dei book blogger: si tratta di veri e propri influencer della lettura che, per passione o per lavoro, influenzano le abitudini di scelta e consumo delle persone e raccontano i libri in rete. Dai blog a Youtube, passando per i social network: ogni strumento può diventare un prezioso alleato per trasmettere al pubblico la propria passione con un linguaggio fresco e originale, diffondere notizie, pubblicizzare eventi, recensire [&#8230;]</p>
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<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="has-drop-cap">Negli ultimi anni, anche in Italia ha iniziato a prendere piede il fenomeno dei book blogger: si tratta di veri e propri influencer della lettura che, per passione o per lavoro, influenzano le abitudini di scelta e consumo delle persone e raccontano i libri in rete. <br>Dai blog a Youtube, passando per i social network: ogni strumento può diventare un prezioso alleato per trasmettere al pubblico la propria passione con un linguaggio fresco e originale, diffondere notizie, pubblicizzare eventi, recensire libri e magari creare veri e propri gruppi di lettura a distanza. <br>Ho incontrato perciò la book blogger Annamaria Petriccione, nota anche come La contessa rampante. Nella bio di Instagram si definisce “prof di lettere travestita da alunna”, ma durante la nostra chiacchierata ho capito di avere all’altro capo del telefono una fucina di idee e un tornado di emozioni.</p>



<h3><strong>Conosciamoci meglio: chi è Annamaria e qual è il tuo percorso?</strong></h3>



<p>Ho quasi 29 anni e nella vita faccio la docente precaria. Sono nata a Caserta, ma mi trasferisco quasi ogni anno per lavoro perché al Sud le possibilità lavorative sono poche. Dopo due anni a Mantova, mi accingo a trasferirmi a Torino. Oltre al mio lavoro di insegnante di lettere, coltivo una passione per i libri che porto anche a scuola: con i ragazzi abbiamo creato progetti di lettura, quest’anno abbiamo partecipato al Premio Strega Giovani e ho preso parte a incontri con autori anche molto giovani, affrontando temi che toccano da vicino i ragazzi, come le difficoltà dell’adolescenza, il bullismo, i disturbi alimentari. Cerco così di avvicinarli alla lettura e sensibilizzarli.</p>



<h3><strong>Ti piacerebbe tornare al Sud?</strong></h3>



<p>Se potessi vivere sempre nella mia Caserta o in Campania, lo farei. È stato difficile decidere di spostarsi. Quando ti laurei con impegno e passione e raggiungi risultati anche in poco tempo, vuoi mettere in pratica ciò che hai imparato: nel mio caso, insegnare. In Campania al momento è difficile, soprattutto per le prime esperienze. Sono stati due anni duri, tra la distanza dagli affetti e una realtà diversa. Il Nord mi ha regalato esperienze importanti che qui non avrei fatto, ma non è stato facile abituarsi. Ora, all’aggiornamento delle graduatorie, ho scelto Torino perché è un po’ la città dell’editoria e mi darà modo di approfondire la mia passione, spero comunque di tornare giù dopo questi due anni. Magari poi mi troverò bene e deciderò di rimanere, ma sarà difficile (ride, ndr). C’è chi non vedeva l’ora di andare via, mentre io non vedo l’ora di tornare a casa.</p>



<h3><strong>Come sono nati l’idea del blog e il nome stesso, La contessa rampante?</strong></h3>



<p>Il blog è nato durante l’ultimo anno di università, anche se ci pensavo già da un po’. Era un periodo particolare, tra la tesi e gli ultimi esami: proprio quando ho più cose da fare, ne metto altre nel calderone. Inizialmente parlavo dei libri che avevo già letto, poi ho cominciato a scrivere articoli e a collaborare con varie case editrici. Sono infine approdata su Instagram, che è un social più immediato e su cui anche poche righe attirano molto l’attenzione, che sia una recensione, un evento o un incontro con un autore. Il nome invece è legato alla passione che nutro per Calvino: il primo libro che ho letto da lettrice appassionata è stato proprio Il barone rampante e da lì non ho più smesso, è la mia guida. Contessa nasce dal fatto che a casa mi hanno sempre chiamato contessina, non saprei dire il perché, quindi ho tolto il barone e ho messo la contessa (ride, nrd).</p>



<h3><strong>Ritieni che i social network siano amici della lettura?</strong></h3>



<p>Sì, foto e grafiche che colpiscono portano gli utenti a leggere le descrizioni e a incuriosirsi. Magari non diventeranno lettori forti, ma inizierano a leggere tre o quattro libri all’anno ed è risultato importante. La recensione di 4 o 5 righe della didascalia non è certamente approfondita come quella del blog, ma comunque può essere interessante e accattivante.</p>



<h3><strong>Da osservatrice privilegiata, come valuti il panorama editoriale italiano contemporaneo?</strong></h3>



<p>Si dice sempre che rispetto al Novecento il livello si sia abbassato, ma sono cambiati anche i temi. Oggi i temi sono diversi, dalle migrazioni alla disoccupazione, fino al sentirsi stranieri. Io cerco di vedere il bicchiere mezzo pieno: gli autori interessanti ci sono, ma cos’è che cerchiamo noi lettori? Se cerchiamo il nuovo Calvino o la nuova Morante, abbiamo davanti qualcosa di diverso. Ho incontrato autori che parlano di periferie, disagio adolescenziale e i ragazzi hanno apprezzato. La società cambia e cambia la letteratura, impariamo a guardarci intorno.</p>



<h3><strong>Qual è la tua comfort zone da lettrice?</strong></h3>



<p>Sicuramente la letteratura italiana – amo Calvino, Moravia, Morante – e non solo perché la insegno. Quest’anno ho collaborato con il progetto <em>Stregonerie – Premio Strega tutto l’anno</em>, ideato da Isabella Pedicini e Melania Petriello, di cui ho curato i social network. Ogni mese leggiamo un libro dello Strega passato, per il momento i vincitori e un candidato Strega europeo. Adoro anche la letteratura vittoriana, dalle sorelle Bronte a Jane Austen: ho partecipato anche all’iniziativa A spasso nella brughiera, dedicata proprio ad autori o testi vittoriani poco noti.</p>



<h3><strong>Non solo libri, ma anche vita vissuta: cos’è #docenzaprecaria?</strong></h3>



<p>Spesso quando esci dall’università e non hai fatto alcun tirocinio, non sai come muoverti. Ho iniziato a pubblicare dei post sulle varie facoltà, esami integrativi, graduatorie: burocrazia e non solo, insomma. Mi chiedevano spesso informazioni a riguardo e così è nata la rubrica, diventata ora community di supporto e scambio di informazioni anche tramite hashtag.</p>



<h3><strong>Quali sono i tuoi sogni nel cassetto?</strong></h3>



<p>Sogno sicuramente una docenza di ruolo nella mia città e la stabilità dal punto di vista economico e affettivo. Come Contessa rampante, vorrei continuare a seguire questo blog che mi ha dato tante soddisfazioni e lavorare con le case editrici, incontrare autori, sperando si aprano sempre più porte. Seguire la mia felicità, insomma.</p>



<p class="has-text-align-center has-small-font-size"><em>Già pubblicato su L&#8217;Altravoce dei Ventenni &#8211; Quotidiano del Sud 10/08/2020</em></p>



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		<title>Un&#8217;estate stellare: viaggio nel cielo estivo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Francesca Astorino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2020 14:17:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ASTRI]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[INTERESSI]]></category>
		<category><![CDATA[Intrattenimento - 10/08/2020]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La mia unica luna, tra milioni di stelle&#8221; canta Brunori SAS. Il primo oggetto che i nostri occhi ricercano in un cielo notturno, è proprio la Luna. La sua lucentezza consente a chiunque di osservarla, in qualsiasi luogo. Il suo splendore sovrasta l’inquinamento luminoso, che comunque produce “notti accecate” che nascondono un impressionante spettacolo della natura. Il 2020 è un anno astronomicamente propizio, già da Gennaio: l’eclissi di Luna in penombra; pleniluni maestosi, con una Luna tanto grande da essere [&#8230;]</p>
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<blockquote class="wp-block-quote"><p>&#8220;<a href="https://www.youtube.com/watch?v=FKxOT47A2Bk">La mia unica luna, tra milioni di stelle</a>&#8221; canta <strong>Brunori SAS</strong>. </p></blockquote>



<p class="has-drop-cap">Il primo oggetto che i nostri occhi ricercano in un cielo notturno, è proprio la Luna. La sua lucentezza consente a chiunque di osservarla, in qualsiasi luogo. Il suo splendore sovrasta l’inquinamento luminoso, che comunque produce “notti accecate” che nascondono un impressionante spettacolo della natura. </p>



<p class="has-text-align-left">Il 2020 è un anno astronomicamente propizio, già da Gennaio: l’eclissi di Luna in penombra; pleniluni maestosi, con una Luna tanto grande da essere un faro nella notte; eclissi anulare di Sole; il brillante pianeta Venere, detto “stella della sera”, in alto nel cielo dal tramonto; le congiunzioni tra Giove, Marte, Saturno. </p>



<p>Il mese di Agosto si apre con la Luna crescente. L’unico satellite naturale della Terra, danza rispetto a questa e al sole definendo l’origine delle <strong>Fasi lunari</strong>. Alla Luna le si associano quattro posizioni fondamentali: <strong>Luna Nuova</strong>,<em> con Luna tra il Sole e la Terra</em>; <strong>Luna Piena</strong>, <em>quando la luna è all&#8217;altro estremo rispetto Terra e Sole</em>; <em>quando invece la Luna è perpendicolare rispetto alle due posizioni precedenti</em>, si hanno <strong>Primo</strong> ed <strong>Ultimo Quarto</strong>. In novilunio e plenilunio, la Luna può trovarsi in uno dei nodi. In tal modo, Sole, Terra e Luna sono allineati a dare i fenomeni di <strong>eclissi solare</strong> e <strong>lunare</strong>. L&#8217;occasione di Luna piena è propizia per osservare in dettaglio l&#8217;area dei crateri ed i mari lunari. Per fare ciò, occorre spostarsi in un luogo piuttosto buio e dotarsi di un binocolo, di un teleobiettivo o ancora meglio di un telescopio. </p>



<p class="has-text-align-center">In Calabria sono molti i posti facilmente raggiungibili dai quali osservare l&#8217;immensa distesa di un cielo stellato. Nei dintorni di Cosenza, si possono raggiungere località di <strong>Cone d&#8217;aria</strong> <em>(Spezzano della Sila)</em>, <strong>Carlomagno</strong> <em>(Lorica)</em>. Se ci si trova al mare, basta spostarsi in spiaggia, lontano dalle illuminazioni. Maggiormente nei periodi di assenza della Luna dal cielo, si può fare un viaggio d&#8217;immaginazione tra le stelle, unendo con le dita i puntini a formare le costellazioni. </p>



<p>In questo viaggio occorre avere dei riferimenti: guardando ad Est, possiamo notare Vega, Deneb e Altair. Queste sono le principali stelle delle costellazioni della Lira, Cigno ed Aquila e costituiscono il famoso <strong>&#8220;Triangolo Estivo&#8221;</strong>. Più a Nord, troviamo le grandi costellazioni del Cigno e di Ceseo, mentre in basso, si vede una &#8220;W&#8221; ruotata da un lato e formata da cinque stelle brillanti, è <strong>Cassiopea</strong>. Questa, col suo tipico zig-zagare, ricorda la regina vanitosa accomodata sul suo trono che si accarezza i capelli.  Secondo la mitologia greca, Cassiopea osò dichiarare di essere più bella delle Nereidi, le figlie del Mare. Queste si rivolsero a Poseidone per punire Cassiopea. Si racconta che il dio decise di mandare un mostro a razziare le coste del paese di Cassiopea e Ceseo e che i due regnanti decisero di incatenare la loro figlia Andromeda ad una roccia per sacrificarla, ma la fanciulla venne salvata da Perseo. Cassiopea ricevette, come ulteriore punizione, quella di girare eternamente intorno al polo celeste cambiando la sua posizione. </p>



<p>Se si raggiunge poi la località di <strong>Campo San Lorenzo</strong> vicino <em>Camigliatello Silano</em>, conosciuta per la caratteristica chiesetta che si affaccia sul lago Cecita, è possibile godere, più in alto con lo sguardo, delle braccia della nostra galassia: la <strong>Via Lattea Estiva</strong>. In basso all&#8217;orizzonte Sud, brilla la vecchia gigante rossa Antares nella costellazione australe delle Scorpione. Dirigendo lo sguardo più a Nord, troviamo Pegaso, il grande cavallo alato, la bella Andromeda e l’eroe Perseo. In alto, possiamo ammirare le stelle che compongono il Dragone, che si attorciglia intorno all&#8217;Orsa Minore. </p>



<p class="has-text-align-center">Nell&#8217;emisfero Ovest, sono ancora alte le deboli stelle di Ercole e del Boote, facilmente individuabile per la presenza della brillante stella Arturo, con la piccola Corona Boreale. La <strong>costellazione del Boote</strong> raffigura un uomo che tiene nella mano destra una clava, nella sinistra al guinzaglio due cani. Basse all&#8217;orizzonte vediamo la Vergine, con la luminosa <strong>Spica</strong>. Il nome dal latino significa <em>&#8220;spiga di grano della Vergine&#8221;</em>, riferendosi alla raffigurazione mitologica della dea con la spiga in mano. </p>



<p class="has-text-align-left">Il periodo estivo è reso ancora più frizzante dal passaggio delle comete. Senza dubbio, Luglio è stato il mese della <strong>NEOWISE</strong>, sulla carta la più luminosa cometa del 2020. Non è semplice osservarla ad occhio nudo ma è possibile vederla con semplici strumenti. NEOWISE continua a essere osservabile al calare del buio, quando è alta in prossimità della Chioma di Berenice. </p>



<p class="has-text-align-left">Cresce poi l’attesa per la consueta <strong>“Notte di San Lorenzo”</strong>, caratterizzata dalla pioggia di stelle cadenti. Lo sciame delle Perseidi sovrasta gli altri per la sua notorietà, ma non è l’unico periodo dell’anno in cui si possono vedere le meteore. Per osservare la “pioggia di stelle” bisogna orientarsi verso la costellazione del Perseo. Il periodo di attività dal 17 luglio al 24 agosto, ha un picco massimo nelle notti <strong>12</strong> e <strong>13 Agosto</strong>. Qualche problema di osservazione potrebbe essere dato dal disturbo lunare: la Luna è nell&#8217;ultimo quarto proprio l’11 agosto. In queste notti di sciame, il satellite sorge intorno alle ore 1:00, si consiglia perciò di tentare l’osservazione nelle ore che precedono la sua comparsa in cielo. Per osservare o fotografare la pioggia, si consiglia di non puntare direttamente la reflex verso la costellazione del Perseo ma più verso a sud, in modo da non perdere dall&#8217;inquadratura le meteore durante la loro corsa e catturare soprattutto le più luminose. </p>



<p class="has-text-align-left">Come una manciata di coriandoli lanciati in aria, le stelle, i pianeti si dispongono nel buio della notte e restano lì apparentemente immobili. Improvvisamente, con l’aiuto della fantasia e con il naso all’insù, si incominciano a distinguere le diverse forme e figure: il cigno dalle ali spiegate, l’aquila che vola in picchiata, il carro. Da sempre e per sempre, questo è il cielo: un puzzle eterno che aspetta di essere ricomposto.</p>



<p class="has-text-align-center"><em>Articolo già pubblicato sul Quotidiano del Sud &#8211; l&#8217;Altravoce dell&#8217;Italia del 10 agosto 2020</em></p>



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