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	<title>INIZIATIVE &#8211; Venti Blog</title>
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	<description>La voce dei Ventenni</description>
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		<title>Buone notizie dal presente (e dal futuro) con il Festival delle Buone Notizie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elvira Scarnati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Aug 2024 06:44:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ESPERIENZE]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[INIZIATIVE]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il prossimo 30 novembre si terrà a Bergamo un evento molto particolare, al quale, mai come in questo periodo, sarebbe utile e appagante partecipare per raccogliere stimoli e ricaricarsi di energie positive: si tratta del Festival delle Buone Notizie, ideato ad ottobre 2022 da Guarda Studio e giunto quest&#8217;anno alla seconda edizione. Il festival è il primo sul tema in Italia dedicato agli under 30 ed è un live show che promuove l&#8217;incontro tra i giovani e le principali aziende [&#8230;]</p>
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<p class="has-drop-cap">Il prossimo 30 novembre si terrà a Bergamo un evento molto particolare, al quale, mai come in questo periodo, sarebbe utile e appagante partecipare per raccogliere stimoli e ricaricarsi di energie positive: si tratta del <strong><a href="https://www.instagram.com/festivalbuonenotizie/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Festival delle Buone Notizie</a></strong>, ideato ad ottobre 2022 da Guarda Studio e giunto quest&#8217;anno alla seconda edizione.</p>



<p>Il festival è il primo sul tema in Italia dedicato agli under 30 ed è un live show che promuove l&#8217;incontro tra i giovani e le principali aziende e istituzioni a livello internazionale.<br>Il progetto vanta la collaborazione di Rai Play come media partner e prevede grandi ospiti e importanti partner uniti nell&#8217;intento di arrivare dritti alla platea, influenzandola e ispirandola.</p>



<p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=l1dwp6jIrBs&amp;t=1s" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La prima edizione è stata un successo</a>: più di 10 speaker di rilievo nazionale, 500 partecipanti, 10 aziende messe in dialogo con la gen z. Quest&#8217;anno si replica e si fa ancora di più, a cominciare dall’<strong>Ambassador Program</strong>, lanciato per supportare il Festival e creare al contempo un momento di formazione per i giovani content creator e divulgatori che vogliono avvicinarsi al mondo della comunicazione.</p>



<p>Abbiamo intervistato Chiara e Giorgia dell&#8217;organizzazione per scoprirne di più.</p>



<ul><li><strong>Perché un Festival sulle Buone Notizie?</strong></li></ul>



<p>Perché in un mondo sopraffatto da notizie spesso negative e contrastanti, vogliamo provare a invertire la rotta e a proporre notizie che non siano ingenuamente positive, ma al contrario esempi stimolanti e incoraggianti. Il concetto di “buona notizia” non è un tentativo distopico per raccontare che il mondo è solo bello e buono. Quanto più un modo per dire: ci sono tanti problemi ma qualcuno sta provando a risolverli. O li ha risolti con successo.&nbsp;</p>



<ul start="2"><li><strong>A primo acchito il format del Festival sembra ricordare quello del “Ted Talk” ma si differenzia per il maggiore coinvolgimento del pubblico, anche tramite l’uso di un’app. Siamo curiosi, potete raccontarci di più su questa app?</strong></li></ul>



<p>Si tratta di un’applicazione base intelligenza artificiale, che chiede al pubblico di rispondere a sondaggi, botta e risposta e giochi, per poter interagire con gli speaker e poter contribuire all&#8217;output dell&#8217;evento. La piattaforma permettere ai partecipanti di interagire con il palco, tra di loro e con le aziende partner. Infatti il Festival, oltre ad essere un progetto di natura ispirazionale, vuole soddisfare due esigenze chiave delle aziende: employer branding e talent acquisition nei confronti delle nuove generazioni.&nbsp;</p>



<ul start="3"><li><strong>Il Festival “<em>promuove l&#8217;incontro tra i giovani e le principali aziende e istituzioni a livello internazionale in una cornice completamente innovativa, con l&#8217;obiettivo di rompere gli schemi dell&#8217;informazione classica assicurando al pubblico un&#8217;esperienza coinvolgente</em>”. Innanzitutto, come si rompono gli schemi dell’informazione classica? Poi, come avviene l’incontro tra giovani, aziende e istituzioni?</strong></li></ul>



<p>Gli schemi dell&#8217;informazione classica prevedono spesso una comunicazione frontale che ci chiede solamente di assorbire ciò che ascoltiamo. La nostra volontà è quella di offrire un format totalmente diverso: partecipativo, interattivo e orientato al confronto. Ciò avviene proprio grazie all&#8217;incontro di diverse realtà, giovani, aziende e istituzioni, coinvolte a diverso titolo ad essere presenti in occasione del Festival e a manifestarsi le une con le altre in modo costruttivo.</p>



<ul start="4"><li><strong>Con i drammatici scenari da cui siamo circondati (guerre, cambiamento climatico, femminicidi, solo per citarne alcuni) non è spesso facile pensare alle buone notizie e sicuramente le notizie “negative” non si possono ignorare. In questo caso, come pensate debbano essere “rotti gli schemi dell’informazione”?</strong></li></ul>



<p>Come si accennava, per Buone Notizie non si intendono espedienti o casi studio di basso profilo, ma storie di impegno civico, sociale e ambientale che, pur in un contesto generalmente poco fiducioso, dimostrino di avere invece un impatto positivo sulla realtà e sul futuro che vogliamo costruire.</p>



<ul start="5"><li><strong>Come può impattare sul futuro e sulle future generazioni questo cambiamento nell’informazione e quale può essere quindi il contributo del Festival?</strong></li></ul>



<p>Il Festival vuole provare a suggerire una nuova direzione nel fare informazione, che parte dal principio che non sia tanto utile l&#8217;essere sovraccaricati da miriadi di notizie controproducenti, ma sia invece più stimolante ricevere notizie propositive e costruttive che offrano una linea d&#8217;azione positiva sul futuro. Considerando che il nostro target è composto da ragazzi under 30, speriamo che questa sia una buona pratica che spinga le nuove generazioni a essere più consapevoli nel trarre i. Se fino a qualche anno fa si parlava tanto di know-How oggi c’è un nuovo concetto preponderante: il know-Where!</p>



<figure class="wp-block-image alignwide size-large"><img width="1024" height="683" src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/08/DSC05244-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-35281" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/08/DSC05244-1024x683.jpg 1024w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/08/DSC05244-300x200.jpg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/08/DSC05244-1536x1024.jpg 1536w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/08/DSC05244-scaled.jpg 2048w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/08/DSC05244-360x240.jpg 360w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/08/DSC05244-480x320.jpg 480w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/08/DSC05244-720x480.jpg 720w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/08/DSC05244-1200x800.jpg 1200w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/08/DSC05244-750x500.jpg 750w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<ul start="6"><li><strong>La prima edizione è stata un successo: più di 10 speaker di rilievo nazionale, 500 partecipanti, 10 aziende messe in dialogo con la gen z. Qual è stato il più bel riscontro e il miglior ricordo che vi portate dietro?</strong></li></ul>



<p>Senza dubbio la soddisfazione dei partecipanti e delle aziende partner, uniti sotto lo stesso tetto dallo stesso linguaggio. Un dialogo facilitato ed efficace che riporta le cose sui propri piani ideali.&nbsp;</p>



<ul start="7"><li><strong>Potete darci qualche spoiler su come sarà l’edizione 2024?&nbsp;</strong></li></ul>



<p>Migliore. Con un livello degli interlocutori ancora più ampio. Con temi meglio affrontarti, interazioni più divertenti, una qualità di intrattenimento generalista all’insegna della leggerezza ma anche della serietá. Un late show a tutti gli effetti.&nbsp;</p>



<ul start="8"><li><strong>Per questa edizione è previsto l’Ambassador Program, un’occasione per giovani content creator e divulgatori di formarsi gratuitamente sui temi della comunicazione e vivere un’esperienza diretta all’interno dell’evento. Come fare per partecipare?</strong></li></ul>



<p>L’Ambassador Program è il nostro modo per dare l’occasione a giovani content creator e divulgatori o aspiranti tali di mettersi alla prova e vivere un’esperienza diretta e stimolante nel mondo della comunicazione all’interno di un evento.<br>Vogliamo offrire uno spazio in cui poter dare sfogo alla creatività animando il profilo del Festival prima e durante l’evento, e in cui poter entrare in contatto con altre figure di giovani entusiasti e appassionati di comunicazione.<br>Si tratterà in primis di 6 incontri di formazione gratuita che si terranno a Bergamo tra metà ottobre e metà novembre, per poi trasformarsi in una partecipazione ancora più attiva e concreta durante il festival. Per partecipare o per ricevere più informazioni si puó compilare <a href="https://docs.google.com/forms/u/3/d/e/1FAIpQLSdzWRvT_M88i4IzGcNtfvxjsopPn9zXTTdt6Ysb8fcP7MGAQA/viewform" target="_blank" rel="noreferrer noopener">questo modulo</a> o scrivere a <a href="mailto:people@festivalbuonenotizie.com">people@festivalbuonenotizie.co</a><a href="https://docs.google.com/forms/u/3/d/e/1FAIpQLSdzWRvT_M88i4IzGcNtfvxjsopPn9zXTTdt6Ysb8fcP7MGAQA/viewform"> </a></p>



<ul start="9"><li><strong>In attesa del festival, volete lasciarci una buona notizia sul futuro che ci aspetta?</strong></li></ul>



<p>Già il fatto di essere riusciti a far accogliere a una città come Bergamo un evento come questo pensiamo sia un’ottima notizia!&nbsp;<br>Il futuro è di chi è disponibile a mettersi in gioco e noi non manchiamo all’appello!</p>
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		<title>Antonio Candela: «Un futuro digitale per la mia città»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carmine Marino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Mar 2024 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ESPERIENZE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le sfide di Potenza capitale italiana dei giovani nelle parole del regista della candidatura Emigrazione, spopolamento, disoccupazione: il lessico familiare della Basilicata, terra di rimorsi e abbandoni che offre assai poco alle generazioni più giovani. «Restare o partire?»: la domanda rischia di suonare beffarda prima ancora che scontata. Non tutti, però, hanno risposto allo stesso modo: 500 ragazzi pensano che la loro terra meriti una seconda possibilità. Un sussulto d&#8217;orgoglio che parte da Potenza, il capoluogo di regione che mostra [&#8230;]</p>
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<p>Le sfide di Potenza capitale italiana dei giovani nelle parole del regista della candidatura</p>



<p>Emigrazione, spopolamento, disoccupazione: il lessico familiare della Basilicata, terra di rimorsi e abbandoni che offre assai poco alle generazioni più giovani. «Restare o partire?»: la domanda rischia di suonare beffarda prima ancora che scontata. Non tutti, però, hanno risposto allo stesso modo: 500 ragazzi pensano che la loro terra meriti una seconda possibilità. Un sussulto d&#8217;orgoglio che parte da Potenza, il capoluogo di regione che mostra più di altri i segni dell&#8217;inverno demografico: secondo i dati della SVIMEZ, infatti, ogni 100 anziani residenti in città ci sono appena 45 ragazzi sotto i 14 anni. Lo stesso capitale umano su cui hanno investito i promotori della candidatura di Potenza a Città italiana dei giovani per il 2024. Un salto nel futuro che ha convinto la giuria del premio &#8211; istituito dal Consiglio nazionale dei giovani con la collaborazione dell&#8217;Agenzia italiana della gioventù e il Dipartimento per le politiche giovanili della Presidenza del Consiglio &#8211; a scommettere su un progetto che è sinonimo di «resilienza e innovazione». Le stelle polari di Antonio Candela, il 43enne ingegnere edile e imprenditore di origini calabresi che ha guidato il comitato promotore fino alla conquista del titolo, assegnato il 1° marzo a Napoli. E che ora si prepara alla lunga sfida che coinvolgerà non solo Potenza, ma l&#8217;intera Basilicata, per i prossimi 12 mesi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="1024" height="1024" src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/03/Antonio-Candela-ph.-pagina-Facebook-Antonio-Candela-1024x1024.jpg" alt="" class="wp-image-35016" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/03/Antonio-Candela-ph.-pagina-Facebook-Antonio-Candela-1024x1024.jpg 1024w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/03/Antonio-Candela-ph.-pagina-Facebook-Antonio-Candela-300x300.jpg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/03/Antonio-Candela-ph.-pagina-Facebook-Antonio-Candela-150x150.jpg 150w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/03/Antonio-Candela-ph.-pagina-Facebook-Antonio-Candela-125x125.jpg 125w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/03/Antonio-Candela-ph.-pagina-Facebook-Antonio-Candela-750x750.jpg 750w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/03/Antonio-Candela-ph.-pagina-Facebook-Antonio-Candela.jpg 1124w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>L&#8217;ingegnere edile e imprenditore Antonio Candela | ph: pagina Facebook Antonio Candela</figcaption></figure>



<p><strong>Ingegnere, qualcuno potrebbe chiedersi come mai Potenza sia riuscita a conquistare il titolo di Città italiana dei giovani: i numeri dicono che in tanti hanno lasciato il capoluogo di regione negli ultimi decenni per trovare una sistemazione altrove.</strong></p>



<p>«La spiegazione è molto semplice: questo non è un concorso di bellezza. Non è stata premiata la città che è già a misura di giovane, tutt&#8217;altro: al primo posto, infatti, ci sono quei progetti a medio e lungo termine che siano attrattivi per i ragazzi e per i giovani adulti. Abbiamo intrapreso questo viaggio da un dato di fatto: nell&#8217;ultimo trentennio, Potenza non è stata una città per giovani. Il nostro capoluogo condivide gli stessi problemi che affliggono il Mezzogiorno d&#8217;Italia: l&#8217;elevato tasso di emigrazione giovanile, una percentuale di laureati inferiore alla media europea, le difficoltà di inserimento nel mondo del lavoro. Alla luce di questi dati, abbiamo pensato che fosse arrivato il momento di rovesciare la piramide, provando a immaginare un percorso differente che, per forza di cose, ha richiesto una lunga gestazione. Il gruppo di lavoro che ha promosso la candidatura di Potenza è arrivato a una semplice conclusione: se non facciamo alcunché per provare a cambiare le cose e intervenire su un contesto così fragile, invertire la tendenza sarà impossibile».</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="1024" height="576" src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/03/Premiazione-a-Napoli-1°-marzo-2024-ph.-pagina-Facebook-Antonio-Candela-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-35017" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/03/Premiazione-a-Napoli-1°-marzo-2024-ph.-pagina-Facebook-Antonio-Candela-1024x576.jpg 1024w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/03/Premiazione-a-Napoli-1°-marzo-2024-ph.-pagina-Facebook-Antonio-Candela-300x169.jpg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/03/Premiazione-a-Napoli-1°-marzo-2024-ph.-pagina-Facebook-Antonio-Candela-1536x864.jpg 1536w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/03/Premiazione-a-Napoli-1°-marzo-2024-ph.-pagina-Facebook-Antonio-Candela-750x422.jpg 750w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/03/Premiazione-a-Napoli-1°-marzo-2024-ph.-pagina-Facebook-Antonio-Candela-1200x675.jpg 1200w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/03/Premiazione-a-Napoli-1°-marzo-2024-ph.-pagina-Facebook-Antonio-Candela.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Potenza ha superato la concorrenza di Catania, Jesolo (Venezia), Pisa e Teramo | ph: pagina Facebook Antonio Candel</figcaption></figure>



<p><strong>A suo avviso, qual è la strategia da seguire affinché questo premio si traduca in azioni concrete per il futuro prossimo della città?</strong></p>



<p>«Le risposte sono tutte nel dossier allegato alla candidatura, in cui abbiamo evidenziato cinque aree di intervento, associate a 24 progetti che sono partiti ufficialmente il 23 marzo, in concomitanza con l&#8217;evento inaugurale del programma di Potenza Città italiana dei giovani. Ad ogni modo, questa piattaforma non cesserà di esistere alla fine del 2024: d&#8217;altra parte, siamo consapevoli di non avere la bacchetta magica. Il nostro auspicio è che le energie messe in circolo dai ragazzi non si esauriscano a febbraio 2025: al contrario, ci aspettiamo che alcuni progetti a medio termine possano decollare già a partire da quest&#8217;anno. In cima alle nostre priorità ci sono le politiche giovanili, con un occhio di riguardo ai temi del <em>mismatching </em>(lo squilibrio tra domanda e offerta nel mondo del lavoro, <em>ndr</em>) e del <em>neeting </em>(la parola che riassume la condizione di chi non studia, non lavora e non è inserito in un percorso di formazione, <em>ndr</em>). Un&#8217;altra questione cruciale è senza dubbio il coinvolgimento di scuole, università ed enti di formazione per la stesura e l&#8217;adozione di un nuovo patto per le competenze nel settore digitale, con il quale tendere una mano proprio ai giovani che non studiano e non lavorano. Nelle prossime settimane, infine, ci rivolgeremo alla città per sviluppare ulteriori proposte che possano trasformare Potenza in un laboratorio per i giovani».</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="1024" height="768" src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/03/Antonio-Candela-e-Mario-Guarente-ph.-pagina-Facebook-Antonio-Candela-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-35018" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/03/Antonio-Candela-e-Mario-Guarente-ph.-pagina-Facebook-Antonio-Candela-1024x768.jpg 1024w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/03/Antonio-Candela-e-Mario-Guarente-ph.-pagina-Facebook-Antonio-Candela-300x225.jpg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/03/Antonio-Candela-e-Mario-Guarente-ph.-pagina-Facebook-Antonio-Candela-1536x1152.jpg 1536w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/03/Antonio-Candela-e-Mario-Guarente-ph.-pagina-Facebook-Antonio-Candela-750x563.jpg 750w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/03/Antonio-Candela-e-Mario-Guarente-ph.-pagina-Facebook-Antonio-Candela-1200x900.jpg 1200w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/03/Antonio-Candela-e-Mario-Guarente-ph.-pagina-Facebook-Antonio-Candela.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Candela con il sindaco di Potenza, Mario Guarente, e l&#8217;assessore alle Politiche giovanili, Vittoria Rotunno | ph: pagina Facebook Antonio Candela</figcaption></figure>



<p><strong>Che aria tira in città dopo questa vittoria?</strong></p>



<p>«Siamo galvanizzati, perché non era affatto scontato vincere. Non dimentichiamo che, superata la prima selezione, abbiamo conteso il premio a Catania, Jesolo (Venezia), Pisa e Teramo, ognuna delle quali era decisamente più avanti di noi per storia, tradizione e attenzione alle politiche giovanili. I 500 ragazzi che hanno preparato il dossier non vedevano l&#8217;ora di iniziare questa avventura, che ha peraltro incontrato il pieno apprezzamento di tutte le forze politiche della città, oltretutto a pochi mesi dalle elezioni amministrative. D&#8217;altra parte, siamo consapevoli di non essere riusciti ad avvicinare tanti altri ragazzi al nostro progetto. A questo proposito: nelle ultime settimane, ho ascoltati diverse voci critiche che si chiedevano dove fossero i giovani a Potenza e in Basilicata. I numeri parlano chiaro: più di 16mila adolescenti frequentano le scuole superiori della nostra provincia. A questa platea bisogna aggiungere i circa 5000 studenti iscritti alla nostra università. Dunque, non è vero che i giovani sono spariti! La questione è un&#8217;altra: quali opportunità possiamo offrire a chi studia a Potenza oppure a coloro che decidono di andare via per poi rientrare in città? Naturalmente, è impensabile che in un anno si possa ribaltare la situazione. Tuttavia, noi proveremo a dimostrare che questa è la strada giusta, pianificando una serie di azioni innovative e sperimentali, molte delle quali sollecitate anche dalle istituzioni europee».</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="1024" height="1024" src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/03/Potenza-Citta-dei-giovani-ph.-Comincenter-1024x1024.jpg" alt="" class="wp-image-35019" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/03/Potenza-Citta-dei-giovani-ph.-Comincenter-1024x1024.jpg 1024w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/03/Potenza-Citta-dei-giovani-ph.-Comincenter-300x300.jpg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/03/Potenza-Citta-dei-giovani-ph.-Comincenter-150x150.jpg 150w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/03/Potenza-Citta-dei-giovani-ph.-Comincenter-125x125.jpg 125w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/03/Potenza-Citta-dei-giovani-ph.-Comincenter-750x749.jpg 750w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/03/Potenza-Citta-dei-giovani-ph.-Comincenter.jpg 1081w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>La campagna social di Potenza Città italiana dei giovani | ph: Comincenter</figcaption></figure>



<p><strong>Il ricordo di Matera capitale europea della cultura è ancora vivo. Come promuovere una sinergia virtuosa con l&#8217;altro capoluogo di provincia e, più in generale, con i 131 comuni della Basilicata?</strong></p>



<p>«Posso dire che, almeno in parte, abbiamo già raggiunto questo obiettivo: non a caso, sia le due consulte studentesche provinciali, sia i consigli degli studenti universitari di Potenza e Matera hanno partecipato attivamente alla stesura del dossier. Tra i 500 ragazzi che sono stati coinvolti nel progetto, molti provengono dal Materano e dal resto della provincia di Potenza. La presenza nel comitato promotore di un giovane di Matera è la dimostrazione che le rivalità del passato non esistono più: in occasione del consiglio comunale aperto sulla candidatura di Potenza a Città italiana dei giovani (convocato il 21 febbraio, ndr), ho ricordato che il 70% delle persone che hanno partecipato a Matera 2019 provenivano dalla nostra città e dal Potentino. Tutto questo, ovviamente, non basta: è chiaro a tutti che dovremo continuare a lavorare in questa direzione, prima di tutto perché abbiamo raggiunto un risultato senza pari nella storia di Potenza e della Basilicata. Un esempio su tutti: l&#8217;eccezionale partecipazione ai lavori della consulta studentesca della provincia di Potenza, terminati con l&#8217;approvazione all&#8217;unanimità del dossier abbinato alla candidatura. Siamo altresì consapevoli che è finito il tempo della disillusione che, in un modo o nell&#8217;altro, scoraggiava l&#8217;impegno diretto dei ragazzi: del resto, avevamo già preso l&#8217;impegno di realizzare tutti i progetti &#8211; per i quali avevamo peraltro raccolto tutti i finanziamenti necessari &#8211; anche se non avessimo vinto il premio. Tutto questo ha generato tra i ragazzi un senso di fiducia che non si avvertiva da tanto tempo: il comitato promotore ha codificato in un linguaggio progettuale le proposte formulate dai ragazzi. Poi, siamo consapevoli che c&#8217;è ancora tanto da fare e che, per forza di cose, avremo bisogno del contributo di tutti coloro che ci accorderanno la loro fiducia. Se ci riusciremo, avremo fatto la metà del nostro dovere».</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="1024" height="768" src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/03/Potenza-2024-ph.-Potenza-Citta-italiana-dei-giovani-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-35020" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/03/Potenza-2024-ph.-Potenza-Citta-italiana-dei-giovani-1024x768.jpg 1024w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/03/Potenza-2024-ph.-Potenza-Citta-italiana-dei-giovani-300x225.jpg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/03/Potenza-2024-ph.-Potenza-Citta-italiana-dei-giovani-1536x1152.jpg 1536w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/03/Potenza-2024-ph.-Potenza-Citta-italiana-dei-giovani-750x563.jpg 750w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/03/Potenza-2024-ph.-Potenza-Citta-italiana-dei-giovani-1200x900.jpg 1200w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/03/Potenza-2024-ph.-Potenza-Citta-italiana-dei-giovani.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Il logo di Potenza Città italiana dei giovani | ph: pagina Facebook Potenza Città italiana dei giovani</figcaption></figure>



<p><strong>Entriamo nel dettaglio degli obiettivi e dei progetti inclusi nel dossier Potenza 2024.</strong></p>



<p>«Oltre al patto per le competenze &#8211; che inquadrerà le competenze digitali e trasversali in una prospettiva inedita, al fine di stabilire nuove relazioni tra centri di formazione, enti di ricerca e istituzioni pubbliche &#8211; allestiremo il <em>Festival delle opportunità</em>, una produzione originale in programma a maggio che avrà per oggetto il <em>mismatching</em>, ovvero l&#8217;incapacità di ridurre le distanze tra chi offre e chi cerca lavoro in Italia. Nel dossier di candidatura, abbiamo inserito la 55ª edizione del Parlamento europeo dei giovani, con la partecipazione di circa 130 delegati da ogni parte del continente, che discuteranno delle politiche europee a beneficio delle nuove generazioni. Un altro progetto punterà al rafforzamento delle abilità di <em>public speaking </em>con l&#8217;aiuto della musica, del teatro e delle arti figurative e performative. Non va trascurata la <em>Potenza dei luoghi</em>, un&#8217;iniziativa riservata alle organizzazioni giovanili della città, che beneficeranno dell&#8217;uso gratuito di tutti i contenitori culturali del capoluogo per l&#8217;allestimento di eventi e rassegne. Per tutto il 2024, infine, la Galleria civica diventerà uno spazio di <em>coworking </em>in cui i ragazzi riscopriranno il piacere di lavorare insieme. Questa sperimentazione sarà estesa anche al settore privato e, in particolare, a tutti quei locali del centro storico che, al momento attuale, non hanno una funzione specifica».</p>



<p><strong>Lei si è trasferito a Potenza da Cassano allo Ionio, in provincia di Cosenza. Che cosa l&#8217;ha convinta a mettere radici nel capoluogo della Basilicata?</strong></p>



<p>«Pur avendo vissuto in Calabria fino a 18 anni, ho scelto la Basilicata perché i miei genitori sono entrambi di origini potentine. Ho sentito l&#8217;esigenza di spostarmi dalla mia terra d&#8217;origine anzitutto per la sua bassa qualità della vita. D&#8217;altra parte, però, non ho voluto attraversare la «linea gotica», scegliendo fin da ragazzo di spendere le mie energie intellettuali e professionali nel luogo in cui ho deciso di abitare, anche perché appartengo a una generazione che, con l&#8217;aiuto dei genitori, ha potuto perseguire il sogno di un futuro migliore. Pertanto, ho sentito il dovere di restituire qualcosa a chi ci ha dato qualcosa in più, lavorando al servizio della mia comunità, e di restare qui subito dopo la laurea triennale in Ingegneria».</p>



<p><strong>Qual è lo specifico di una città considerata da sempre periferica rispetto alle grandi capitali del Sud Italia?</strong></p>



<p>«Quando svolgo attività di formazione con i più giovani, dico sempre che dovremmo ritenerci fortunati a vivere in una regione come la Basilicata. Un&#8217;impressione rafforzata dalla situazione delicata della mia terra, la Sibaritide, dove il tasso di criminalità è così elevato che capita di doversi guardare alle spalle già a 12 o 13 anni. In secondo luogo, l&#8217;opportunità di costruire qualcosa di buono per sé e per gli altri in un posto dove mancano tante cose è piuttosto elevata. Per esempio, se io decidessi di aprire un&#8217;attività a Milano, dovrei misurarmi con un contesto estremamente competitivo e, oltretutto, avrei la responsabilità di tenere l&#8217;asticella sempre alta. In Basilicata, invece, è la volontà di realizzare qualcosa che manca a fare la differenza in positivo, soprattutto se si è disposti a fare sacrifici, un valore che i più giovani hanno il dovere di riscoprire. Se penso alla mia esperienza personale, nessuno mi ha mai regalato niente, non avendo alle spalle parentele pesanti né tessere di partito. Dal mio punto di vista, Potenza ha una qualità della vita molto alta, sebbene persistano difficoltà oggettive sul versante della mobilità e delle infrastrutture: il titolo di Città italiani dei giovani serve a poco se le persone non hanno la possibilità di venire da noi. In ogni caso, c&#8217;è bisogno di mettere al primo posto la volontà di restare seriamente qui. Raggiungere questo obiettivo sarà pure complicato, ma esiste un posto al mondo in cui la vita è più semplice? Di grazia: qual è l&#8217;alternativa?».</p>



<p><strong>A suo parere, quali fattori hanno convinto la giuria del premio?</strong></p>



<p>«In primo luogo, il bando incoraggiava il coinvolgimento diretto dei giovani già in sede progettuale. Possiamo dire che, nell&#8217;ultimo decennio, <a href="https://www.facebook.com/VersoPotenzaCittaGiovani24">Potenza</a> è stata l&#8217;unica città ad aver programmato la propria candidatura: due anni di lavoro nei quali abbiamo creato le condizioni che consentissero ai ragazzi di preparare i progetti che sono poi confluiti nel dossier. Contestualmente, siamo riusciti a trovare le risposte più adatte alle questioni del <em>mismatching </em>e del <em>neeting</em> in una regione che conta più di 18mila persone in area NEET. Un&#8217;emergenza che, in realtà, riguarda l&#8217;intera penisola, dal momento che la percentuale di giovani che non studiano, non lavorano e non seguono un percorso formativo supera di 7 punti la media europea. Sciogliere questi nodi ha fatto emergere una serie di proposte dirette proprio a quei ragazzi che si sono alienati dal mondo, chiudendosi in sé stessi. Infine, la comunicazione del nostro progetto: la giuria ha capito che la candidatura non è stata avanzata da quattro persone che si sono chiuse in una stanza a scrivere un programma. Al contrario, c&#8217;è stato il coinvolgimento di un&#8217;intera comunità di giovani che ha sostenuto e collaborato quotidianamente a questa impresa. Essi ci hanno dimostrato che cosa significa amare una città, regalandoci due anni della loro vita».</p>



<p><strong>Facciamo un salto fino al 28 febbraio 2025, quando terminerà il cammino di Potenza Città dei giovani. Che città immagina di trovare tra poco meno di un anno?</strong></p>



<p>«Mi aspetto che la città sia più consapevole dei propri mezzi e, al tempo stesso, scopra che sia possibile realizzare qualcosa anche qui, <em>in primis</em> per provare a immaginare un futuro diverso. Dobbiamo perciò riscoprire l&#8217;orgoglio di appartenere a una terra che, per più di 2000 anni, non è stata il Sud di qualcos&#8217;altro, ma sempre al centro di qualcosa. Mi auguro che Potenza ricominci a sperare, coltivando valori come la fiducia e il senso di comunità, le stesse sensazioni che ho percepito negli occhi dei ragazzi quando la giuria ha annunciato la città vincitrice del premio. Alla fine di questo percorso, che si concluderà con un evento sulle radici e sul senso del ritorno, mi piacerebbe che Potenza fosse un po&#8217; più ottimista e più sensibile alle idee e alle ragioni dei giovani».</p>



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<iframe title="1 MARZO 2024 - È POTENZA LA CITTÀ ITALIANA DEI GIOVANI 2024" width="750" height="422" src="https://www.youtube.com/embed/7QZM0JbFdj0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe>
</div><figcaption>La proclamazione di Potenza Città italiana dei giovani | Antenna Sud</figcaption></figure>
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		<title>&#8220;Charm of Apple&#8221;, il progetto fotografico dalla provincia di Salerno al magazine internazionale di moda</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Venti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Mar 2024 11:39:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ESPERIENZE]]></category>
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		<category><![CDATA[Moda]]></category>
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		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prendete carta e penna e segnate su un foglio, servono solo due ingredienti fondamentali: passione e caparbietà; una volta uniti e fatti cuocere a fuoco molto lento, condite tutto con pazienza e resistenza, si aggiunga un pizzico di rischio, che si sa non nuoce mai, ed ecco che viene fuori un traguardo raggiunto, ancora fumante che nel nostro caso si chiama “Charm of the Apple”. “Charm of the apple” è un progetto fotografico nato dall’idea di Pier Filippo Raso, giovane [&#8230;]</p>
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<p class="has-drop-cap">Prendete carta e penna e segnate su un foglio, servono solo due ingredienti fondamentali: passione e caparbietà; una volta uniti e fatti cuocere a fuoco molto lento, condite tutto con pazienza e resistenza, si aggiunga un pizzico di rischio, che si sa non nuoce mai, ed ecco che viene fuori un traguardo raggiunto, ancora fumante che nel nostro caso si chiama<strong> “Charm of the Apple”.</strong></p>



<p><strong>“Charm of the apple”</strong> è un progetto fotografico nato dall’idea di Pier Filippo Raso, giovane fotografo emergente ebolitano che ha deciso di unire la bellezza ideale del mondo della moda con la concretezza dei corpi di persone che non hanno mai posato nella loro vita ma che decidono di mettersi in gioco per dar vita al nuovo. Coinvolge due ragazze che faranno da indossatrici, coni loro corpi veri e unici, una hair stylist, una make up artist e una fashion stylist, tutte accomunate da due cose fondamentali: le radici che le legano allo stesso territorio e la voglia di costruire una nuova opportunità.</p>



<p>Attraverso questo progetto fotografico ognuno ha messo in campo le proprie capacità e la propria professionalità, avendo come obbiettivo quello di fare bene il proprio lavoro anche per squarciare una buona volta l’ideologia comune che la vita di provincia sia sempre statica, Pier Filippo lo riassume in una frase: “Si perde meno tempo a fare che a lamentarsi di quanto non si faccia”.</p>



<p>E’ così che è nato il progetto fotografico<strong> “Charm of the apple” </strong>in cui le sue foto sono il risultato di cosa si ottiene da un buon lavoro di squadra in cui le persone lavorano efficacemente sfruttando le proprie competenze, esaltando le loro passioni e non dovendosi necessariamente allontanare dal luogo in cui si vuole stare. La dimostrazione che il cambiamento è sempre possibile è arrivata all’inizio di febbraio quando gli scatti sono stati inviati per scommessa su <strong>Malvie French Magazine</strong>, rivista online di moda che dopo averli visionati li ha scelti e pubblicati. Dalla provincia di Salerno ad una rivista internazionale di moda è una soddisfazione indefinibile per l’intera squadra di lavoro.</p>



<p>Ma questo è solo un primo successo raggiunto tra studi e lavoro: sì perché Pier Filippo intanto fa il suo lavoro da vigilante, lo stesso da dieci anni, ma questo non lo ha mai bloccato nella creazione di nuovi progetti, anzi, non ha mai lasciato passare un giorno senza che nella sua mente fruttassero nuove idee. Il tempo è sempre troppo poco per quelli come lui, un giorno dovrebbe durare almeno 48 ore così da poter fare tutto quello che pensa. Nonostante il lavoro non ha mai tralasciato le sue infinite passioni, una tra tutte, la più recente e la più viva è la fotografia. Ecco cosa succede quando qualcuno coltiva una passione e pur di realizzarla mette in campo tutte le energie di cui dispone.</p>



<p>Tutto è cominciato per caso, da un poco meno di un anno a questa parte ha iniziato ad osservare il mondo attraverso l’obbiettivo, prima fotografando paesaggi dei luoghi che vedeva nel suo cammino, nei suoi viaggi, poi concentrandosi sulla bellezza degli oggetti attraverso lo <em>still life</em> che raccoglie in una sola immagine degli elementi che offrono allo spettatore la sensazione, il sapore, l’odore di ciò che si vuole raccontare. In questo anno sono stati molti gli studi che ha affrontato per perfezionare il suo stile e la sua tecnica, ha avuto contatti anche con fotografi di un certo calibro, ha avuto un’esperienza studio nell’Istituto Italiano di Fotografia di Mialno ed è con l’approfondimento dei suoi studi che è arrivato a definire il campo in cui vuole specializzarsi: la fotografia di moda.</p>



<p>E’ un campo minato, forse in fotografia il più ambito, di difficile accesso e con canoni variabilissimi dell’estetica. Ma questa, per uno come Pier Filippo, è soltanto una nuova sfida con cui potersi confrontare. E’ difficile comparare la propria fotografia con il nome di stilisti del calibro di Armani, Cavalli o Valentino, è un mondo fatto di lustrini e ostacoli in cui oggi sei tutto e domani potresti essere nulla. Ma le idee non mancano al protagonista della nostra storia che decide di dar vita al suo progetto fotografico cambiando un po’ le classiche icone della moda e anche della geografia.&nbsp; Infatti non è Milano, capitale della moda per antonomasia, lo sfondo di questo progetto ma Eboli, la città in cui Pier Filippo è nato e vive da sempre. Una città di provincia che come molte altre ha ritmi lenti e pigri, dove le possibilità di crescita esperienziale per un giovane non sono sempre dietro l’angolo e talvolta quelle che ci sono non rispecchiano la propria visione di futuro o di opportunità lavorativa.&nbsp; Ma questo non esclude l’immenso amore per il proprio territorio, così grande da scavalcare anche il limite di una cittadina sonnolenta.</p>



<p>E’ così che nasce il progetto Charm of Apple, che prende vita grazie ad una squadra che ama cimentarsi in nuove avventure, ostinata e orgogliosa nel voler raggiungere l’obbiettivo che si è prefissata. Un esempio che può essere utile a chiunque nel suo cammino incontrando degli ostacoli si lascia abbattere, ma il loro successo dimostra che tutto si può raggiungere con impegno e serietà.</p>



<p>Pier Filippo Raso (fotografo), Alessandra Vocca e &nbsp;Maura Pisano (indossatrici), Jolanda selce (hair stylist), Anna Maria Caliendo (make up artist) e Madianna de Rosa (Ludica fashion stylist) hanno dimostrato che il futuro si costruisce con le proprie mani unendo passione e caparbietà, questo è solo il primo shooting, ma il team ha già in cantiere altri progetti e chissà su quale altra copertina patinata li troveremo, intanto noi facciamo loro un grande in bocca al lupo!</p>



<p>Curiosi, vero? Scoprite qui <a href="https://www.malvie.fr/post/charm-of-the-apple">&#8220;Charm of the apple&#8221;</a></p>
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		<title>Le attività e le nuove proposte del CAI Cosenza: intervista ad Annachiara Mele</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Denise Mele]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Feb 2024 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AMBIENTE]]></category>
		<category><![CDATA[ESPERIENZE]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[INIZIATIVE]]></category>
		<category><![CDATA[INTERESSI]]></category>
		<category><![CDATA[cai cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[club alpino italiano]]></category>
		<category><![CDATA[mistery hunters]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La passione da sempre muove verso nuove sfide e nel caso degli appassionati della montagna, porta a raggiungere vette sempre più alte e scoprire nuovi orizzonti. Il CAI (Club Alpino Italiano) della sezione di Cosenza si rivolge al futuro affrontando tematiche importanti e progetti ambiziosi. Annachiara, in quanto segretaria del CAI Cosenza, quali sono le mete e i nuovi orizzonti del 2024? Il programma del 2024 è molto vasto ed è anche molto inclusivo. Ci sono escursioni adatte a qualsiasi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/le-attivita-e-le-nuove-proposte-del-cai-cosenza-intervista-ad-annachiara-mele/">Le attività e le nuove proposte del CAI Cosenza: intervista ad Annachiara Mele</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>La passione da sempre muove verso nuove sfide e nel caso degli appassionati della montagna, porta a raggiungere vette sempre più alte e scoprire nuovi orizzonti. Il CAI (Club Alpino Italiano) della sezione di Cosenza si rivolge al futuro affrontando tematiche importanti e progetti ambiziosi.</p>



<p><strong>Annachiara, in quanto segretaria del CAI Cosenza, quali sono le mete e i nuovi orizzonti del 2024?</strong></p>



<p>Il programma del 2024 è molto vasto ed è anche molto inclusivo. Ci sono escursioni adatte a qualsiasi livello di allenamento anche in base al diverso stato di salute, poiché ci sono persone con patologie, che possono partecipare alle nostre escursioni oppure alle passeggiate alla scoperta del territorio. Da 3 anni infatti collaboriamo con l’associazione Mistery Hunters che si occupa della valorizzazione del territorio, proprio per far conoscere al meglio la Calabria sia dal punto di vista naturalistico che dal punto di vista storico-archeologico.</p>



<p><strong>Quale escursione del CAI Cosenza riscuote maggiore partecipazione?</strong></p>



<p>La manifestazione che riscuote sempre più successo e partecipazione è la Gran Fondo CAI che si è appena tenuta questo weekend. È una manifestazione inter-regionale a cui aderiscono tantissime persone e associati da tutta Italia da circa 28 anni, e che è stata inventata dal presidente Roberto Mele con l’intenzione di promuovere lo sport invernale in maniera lenta ed ecosostenibile utilizzando le ciaspole o gli sci di fondo. Da quest’anno la manifestazione si intitolerà “Gran Fondo CAI Roberto Mele”, in onore di mio padre, recentemente scomparso, poiché è stata una sua creazione e, da socio fondatore prima e Presidente della sezione poi, ne ha sempre curato l’organizzazione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="591" height="591" src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/CAI-5-1.jpg" alt="" class="wp-image-34923" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/CAI-5-1.jpg 591w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/CAI-5-1-300x300.jpg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/CAI-5-1-150x150.jpg 150w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/CAI-5-1-125x125.jpg 125w" sizes="(max-width: 591px) 100vw, 591px" /></figure>



<p><strong>Nel 2023 il CAI ha festeggiato 160 anni di storia e quindi 160 anni di montagna. Ma il CAI va oltre le semplici escursioni…</strong></p>



<p>Si, negli ultimi anni il CAI ha intrapreso una strada ambientalista e mediante una sezione dedicata che è la TAM (Tutela Ambiente Montano) partecipa attivamente ai tavoli di lavoro dell’Agenda 2030 promuovendo delle manifestazioni e delle azioni mirate. Una delle nuove proposte del CAI è quella di mettere a disposizione della TAM la propria conoscenza e competenza per far sì che la via ecologista che dovremmo prendere sia più netta e attraverso la sua esperienza, si propone di rendere più semplice questo passaggio. Inoltre con l’associazione Mistery Hunters con cui collaboriamo abbiamo inserito nel programma alcune escursioni per far conoscere dei paesi meno conosciuti o in via di spopolamento della Calabria. Cerchiamo quindi di fare rete tra diverse associazioni e allo stesso tempo collaboriamo con altre sezioni regionali del CAI, come in Sicilia, dove e abbiamo avuto modo di conoscere anche il loro territorio e le loro problematiche. Questa collaborazione risulta molto importante perché come volontari cerchiamo di dare un contributo anche professionale dove ce n’è bisogno.</p>



<p><strong>Parlando della TAM quali sono le azioni che intraprende?</strong></p>



<p>Gli operatori Tam, di cui faccio parte, hanno una funzione di sentinella. Se in qualche territorio è presente qualche criticità come ad esempio una discarica abusiva o dei pannelli solari messi su terreni coltivabili o qualsiasi cosa metta a rischio l’habitat o l’ambiente montano, abbiamo l’autorità di intervenire tramite il CAI regionale e attraverso i legali possiamo accedere agli atti per capire se queste opere siano fatte in maniera corretta e lecita. Quindi la nostra funzione è quella di monitorare ed eventualmente segnalare il problema.</p>



<p><strong>Dal 2020 nel ruolo di segretaria della sezione CAI Cosenza hai notato un avvicinamento dei giovani alla montagna?</strong></p>



<p>Si ci sono molti iscritti giovani nel CAI ma nel periodo del covid, per le problematiche che hanno impedito l’aggregazione, c’è stata poca partecipazione all’interno delle varie sezioni. Infatti nella nostra sede organizziamo anche convegni o presentazioni di libri ed altre attività che non abbiamo potuto svolgere in quel periodo e di conseguenza è venuta meno la socialità. In generale però c’è stato un avvicinamento alla montagna e molte persone hanno approfittato del fatto di non poter stare nei luoghi chiusi per riscoprire lo stare in natura. Per alcuni aspetti è positivo ma per altri no perché non tutti hanno l’educazione adatta per stare in natura. Molti giovani hanno deciso di avvicinarsi al trekking ed alle attività che si fanno in montagna e in tanti ci hanno contattato, anche mediante social o e-mail per chiedere informazioni per iniziare a fare trekking, altri invece sono venuti alle nostre escursioni portati da amici che sono soci della nostra sezione.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/CAI-4-766x1024.jpg" alt="" class="wp-image-34921" width="576" height="770" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/CAI-4-766x1024.jpg 766w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/CAI-4-224x300.jpg 224w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/CAI-4-1149x1536.jpg 1149w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/CAI-4-750x1003.jpg 750w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/CAI-4-1200x1604.jpg 1200w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/CAI-4.jpg 1532w" sizes="(max-width: 576px) 100vw, 576px" /></figure></div>



<p><strong>Infine una domanda personale: che cosa rappresenta per te la montagna?</strong></p>



<p>La montagna per me rappresenta innanzitutto un modo per mettersi alla prova, perché spesso e volentieri dà la possibilità di riflettere sulle proprie capacità. Quindi il pensare di non farcela e poi piano piano, passo dopo passo farcela, che sia una vetta o la fine di un sentiero molto lungo, secondo me è qualcosa di molto importante nella vita. Per me, la montagna, in alcuni momenti è stata fondamentale, anche perché stare a contatto con la natura porta a liberarti del carico quotidiano che ognuno di noi ha. Essere a contatto con la natura aiuta molto a livello psicologico ed ovviamente fisico, quindi andare in montagna è come una cura. A tal proposito il CAI ha un progetto molto bello che si chiama “Montagna terapia” al quale la nostra sezione ha aderito e questo è il quarto anno che lo portiamo avanti. Si tratta di un progetto in collaborazione con l’associazione “Onco rosa” che aiuta le signore operate di tumore al seno. Accompagnate da alcuni soci che sono un oncologo ed uno pneumologo, le signore seguono un percorso facendo dei test prima di andare in montagna ripetuti poi alla fine del programma di escursioni. Sono ovviamente delle escursioni calibrate per le persone che partecipano e non fisicamente impegnative, e attraverso questi test si studia il modo in cui la montagna influisce sulla salute, sul benessere e sull’umore delle donne. Questo progetto è stato accolto positivamente e le signore si sono trovate molto bene.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/CAI-2.jpg" alt="" class="wp-image-34922" width="580" height="433" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/CAI-2.jpg 960w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/CAI-2-300x224.jpg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/CAI-2-750x561.jpg 750w" sizes="(max-width: 580px) 100vw, 580px" /></figure></div>



<p class="has-text-align-center"><em>Articolo pubblicato</em> <em>su Il Quotidiano del Sud &#8211; L&#8217;Altravoce dei ventenni </em></p>
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		<title>Una community verde e blu per la sostenibilità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elvira Scarnati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Sep 2023 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ESPERIENZE]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[INIZIATIVE]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’obiettivo dei Green Blue Days Action a Napoli dal 27 al 29 settembre Green Blue Days è la kermesse italiana dedicata al tema della sostenibilità che guarda al sud, promossa da GBD, associazione di promozione sociale impegnata nella divulgazione della cultura della sostenibilità alle nuove generazioni, favorendo il dialogo tra Istituzioni, Università, Ricerca, Studenti, Startup, Imprese, Associazioni e Persone; per la sua terza tappa torna a Napoli con un doppio appuntamento: dal 27 al 29 settembre si terrà a Palazzo [&#8230;]</p>
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<h2 class="has-text-align-center"><strong><em>L’obiettivo dei Green Blue Days Action a Napoli dal 27 al 29 settembre</em></strong></h2>



<p class="has-drop-cap">Green Blue Days è la kermesse italiana dedicata al tema della sostenibilità che guarda al sud, promossa da GBD, associazione di promozione sociale impegnata nella divulgazione della cultura della sostenibilità alle nuove generazioni, favorendo il dialogo tra Istituzioni, Università, Ricerca, Studenti, Startup, Imprese, Associazioni e Persone; per la sua terza tappa torna a Napoli con un doppio appuntamento: <strong>dal 27 al 29 settembre si terrà a Palazzo Ravaschieri <em>Green Blue Days Action</em> </strong>e a maggio 2024 si terrà <em>Green Blue Days Forum</em>, eventi entrambi rivolti alla GenZ e alle imprese e con focus principale dedicato all’acqua, la salvaguardia e l’uso sostenibile di quella che è una risorsa fondamentale per la vita.</p>



<p>Green Blue Day Action, in particolare, sarà una tre giorni caratterizzata da Agorà (incontri circolari interdisciplinari per stimolare un dialogo e un confronto aperto sulla GreenBlueVision), Start-up Arena (presentazioni di business con l&#8217;obiettivo di poter ottenere grande visibilità e dialogo con possibili investitori) e Immersive Exhibitions (installazioni realizzate da giovani, professionisti e collettivi artistici per comunicare il tema della sostenibilità) che mirano ad una partecipazione pro-attiva sul tema della kermesse e in cui <strong>saranno la città di Napoli e i suoi cittadini ad agire con azioni sostenibili.</strong></p>



<p>&#8220;<em>Occorre adottare un approccio bottom up per creare cassa di risonanza. Il coinvolgimento proattivo del tessuto cittadino attraverso azioni di sensibilizzazione crea community e senso di appartenenza. Soltanto così la cultura green e blue non rimarrà lettera morta</em>&#8220;, spiega Elisabetta Masucci (<em>ndr. fondatrice di GBD aps insieme a Sonia Cocozza e Rosy Fusillo</em>).</p>



<p>In virtù di questo approccio, con il progetto <em>Vie Sostenibili</em>, che partirà dal quartiere Chiaia, si coinvolgeranno attivamente cittadini e commercianti e <strong>si creerà un laboratorio d’idee a cielo aperto</strong> in cui dare spazio a soluzioni creative ed innovative. “<em>Progetti ed azioni concrete, studi professionali, retails, cortili, librerie, gallerie d’arte, potranno, con estro e creatività, trasformare il quartiere in un palcoscenico della sostenibilità e lo potranno fare attraverso installazioni, focus, esposizioni di prodotto, progetti immersivi in chiave sostenibile</em>&#8220;, afferma Rosy Fusillo.&nbsp;</p>



<p>Le Vie Sostenibili, inoltre, promuovendo la realizzazione di vetrine sostenibili, mirerà alla nascita di Distretti Urbani Commerciali di prossimità in chiave sostenibile, riqualificando il territorio, valorizzando il patrimonio artistico-culturale e migliorando la vivibilità e la sicurezza. <em>“Il commercio qualifica il nostro assetto cittadino e lo valorizza attraverso una partnership tra pubblico e privato. I distretti sono aree cittadine con caratteristiche di &#8216;centro commerciale naturale&#8217; che, grazie alla presenza di esercizi di vario genere, qualificano l’offerta di spazi comuni</em>&#8220;, afferma Sonia Cocozza. </p>



<figure class="wp-block-image alignwide size-large"><img width="1024" height="682" src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/08/Green-Blue-Days_-31-1024x682.jpeg" alt="" class="wp-image-34084" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/08/Green-Blue-Days_-31-1024x682.jpeg 1024w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/08/Green-Blue-Days_-31-300x200.jpeg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/08/Green-Blue-Days_-31-1536x1024.jpeg 1536w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/08/Green-Blue-Days_-31-360x240.jpeg 360w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/08/Green-Blue-Days_-31-480x320.jpeg 480w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/08/Green-Blue-Days_-31-720x480.jpeg 720w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/08/Green-Blue-Days_-31-1200x800.jpeg 1200w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/08/Green-Blue-Days_-31-750x500.jpeg 750w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/08/Green-Blue-Days_-31.jpeg 1772w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>La sensibilizzazione su temi legati alla sostenibilità è anche una prerogativa di <strong>Rete Giovani</strong>, la rete di oltre 94 associazioni e realtà giovanili italiane che vogliono rendere realtà la giustizia intergenerazionale e che <strong>parteciperà a GBD con la sua community di giovani.&nbsp;</strong></p>



<p>“<em>Crediamo fortemente che le scelte politiche debbano mettere ai primi posti la sostenibilità ambientale, definendo un modello di sviluppo del paese che garantisca i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri. Come Rete Giovani ci proponiamo in qualità di rappresentanti di una generazione che ha a cuore le sorti del pianeta e le sfide al cambiamento climatico che il nostro paese dovrà affrontare. Vogliamo pertanto dare il nostro contributo, portando avanti una battaglia che, se non affrontata, rischia di avere enormi risvolti irreversibili sull&#8217;eredità che lasceremo a chi verrà dopo di noi</em>”, affermano i rappresentanti della Rete. Il 28 settembre, a Palazzo Ravaschieri, porteranno #ReAction, un format di eventi tematici basati sulle “missioni generazionali” che prendono spunto dal PNRR e che per l’occasione sarà focalizzato sulle tematiche legate alla Missione 2 del PNRR. #ReAction sarà un momento di confronto e networking con esperti e change-makers sul tema della tutela del mare, della rigenerazione urbana, dell’acqua design&amp;moda e della salute, con l’intento di innescare un meccanismo virtuoso di riflessione, aggregazione e azione.</p>



<p>Green Blue Days Napoli è coordinato da uno Scientific Executive Council, che include professori e ricercatori esperti dello sviluppo sostenibile, ha come partner istituzionale il Comune di Napoli e come coordinatore scientifico il CNR IRISS. Nomi di spicco, giovani attivisti e cittadini comuni uniti per la sostenibilità, in una grande community “verde e blu”.</p>



<hr class="wp-block-separator is-style-dots"/>



<p class="has-text-align-center"><em>Articolo pubblicato</em> <em>su Il Quotidiano del Sud &#8211; L&#8217;Altravoce dei ventenni </em></p>
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		<title>Nell’estate 2023 le cartoline tornano di tendenza con la realtà aumentata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Denise Mele]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Aug 2023 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[INIZIATIVE]]></category>
		<category><![CDATA[INTERESSI]]></category>
		<category><![CDATA[STARTUP]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C’erano una volta le cartoline delle vacanze, semplici ed irrinunciabili souvenir, comprate a pochi centesimi e successivamente francobollate e spedite, ed a volte (per i più pigri) portate a mano in regalo ad amici e familiari al ritorno dalle vacanze. Mi sono sempre piaciute le cartoline. Ammiravo con attenzione le bellezze immortalate sulla parte frontale, in cui il profilo della città o della località risplendeva con colori vivaci sotto la luce del sole oppure diventava misteriosa ed affascinante col bianco [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>C’erano una volta le cartoline delle vacanze, semplici ed irrinunciabili souvenir, comprate a pochi centesimi e successivamente francobollate e spedite, ed a volte (per i più pigri) portate a mano in regalo ad amici e familiari al ritorno dalle vacanze. Mi sono sempre piaciute le cartoline. Ammiravo con attenzione le bellezze immortalate sulla parte frontale, in cui il profilo della città o della località risplendeva con colori vivaci sotto la luce del sole oppure diventava misteriosa ed affascinante col bianco e nero della notte. Aspettavo con emozione qualche lungo e interminabile secondo fantasticando chi mi avesse pensato in quel viaggio e inviato la cartolina, prima di girarla e leggere cosa era stato scritto nel retro. Infatti spesso veniva scritto il resoconto del proprio viaggio in breve o tutto ciò che avesse colpito del posto e che quindi abbia fatto scegliere quella determinata immagine rappresentata nella cartolina. Ovviamente questi oggetti del passato, proprio come i viaggi fatti tanti anni fa, sono un caro e nostalgico ricordo. Il senso di una cartolina, nel 2023, può esserci soltanto attraverso un QR code. E lo sa bene Daniele Spadafora, creatore di Cosenza App e fautore di un progetto innovativo associato al Mab (Museo all’Aperto Bilotti) di Cosenza. Le cartoline postali in questo caso, sono un biglietto da visita, per scoprire dieci delle opere presenti lungo corso Mazzini che prendono vita con una sofisticata tecnologia e diventano reali.</p>



<p><strong>Com’è partita l’idea di creare queste cartoline 2.0?</strong></p>



<p>L’idea è partita un po&#8217; di tempo fa, ancora prima del covid-19, quando la lettura dei codici QR non era ancora diffusa in larga scala come lo è attualmente. Ho tenuto questa idea nel cassetto aspettando il momento giusto per lanciarla. Successivamente ho presentato il progetto al comune di Cosenza che ne ha subito colto la potenzialità, cercando fin da subito qualcuno che fosse disposto a fare da sponsor ed a farsi carico dei servizi di stampa. Così abbiamo lanciato questa nuova iniziativa, andando a svecchiare le classiche cartoline che ancora qualcuno portava in ritorno da qualche viaggio. Le vecchie cartoline rimanevano un po&#8217; fine a se stesse e così gli abbiamo dato una nuova vita aggiungendo la realtà aumentata. Su ogni cartolina c’è un codice QR che una volta scansionato darà la possibilità di scegliere la piattaforma sulla quale visualizzare la realtà aumentata e quindi far comparire come per magia sulla cartolina in 3D l’opera come se fosse reale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/07/1689931202136-973x1024.jpg" alt="" class="wp-image-34000" width="519" height="545" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/07/1689931202136-973x1024.jpg 973w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/07/1689931202136-285x300.jpg 285w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/07/1689931202136.jpg 1080w" sizes="(max-width: 519px) 100vw, 519px" /></figure>



<p><strong>Abbiamo già visto l’introduzione della digitalizzazione in tantissimi musei; attraverso la scansione di un QR code si raccontano storie o aneddoti legati alle opere d’arte. Il Mab Ar cosa aggiunge a questo sistema ormai consolidato?</strong></p>



<p>Aggiunge la possibilità di visualizzare l’opera a 360 gradi, non più piatta come una semplice fotografia e quindi poterla ammirare in ogni dettaglio. Inoltre, all’interno delle pagine dei codici QR saranno presenti delle audiodescrizioni delle opere, in modo tale che mentre le persone ammirano le opere potranno ascoltare la loro storia.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/07/1689931202186-898x1024.jpg" alt="" class="wp-image-34002" width="531" height="606" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/07/1689931202186-898x1024.jpg 898w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/07/1689931202186-263x300.jpg 263w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/07/1689931202186-750x855.jpg 750w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/07/1689931202186.jpg 960w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></figure>



<p><strong>Si può dire che è iniziato un nuovo modo di fruire dell’arte e di conoscere le bellezze intorno a noi?</strong></p>



<p>Penso di sì, e con un pizzico di presunzione posso dire che siamo i primi in Calabria e forse anche in Italia. Il lancio delle cartoline sta andando molto bene e stiamo ricevendo parecchi feedback positivi di tante persone che sono stupite e quasi scioccate. Il nostro progetto di realtà aumentata potrebbe essere introdotto in altri contesti e potrebbe essere anche un modo per attrarre i giovani che sono i maggiori utilizzatori dei social, le piattaforme dove funziona la realtà aumentata. </p>



<p><strong>Dove si possono reperire le cartoline?</strong></p>



<p>Le cartoline sono in distribuzione gratuitamente nelle attività commerciali vicino le opere. La nostra pagina dedicata al Mab Ar presente sul sito di <a href="https://www.cosenzapp.it/mab-ar/">https://www.cosenzapp.it/mab-ar/</a>, contiene la lista aggiornata delle attività che distribuiscono le cartoline. Invece chi abita fuori Cosenza può riceverne una gratuitamente compilando il form presente sul nostro sito. Quindi tutti avranno la possibilità di ottenere una cartolina esplicativa delle opere del Mab e potranno conoscerle e scoprire qualcosa di nuovo su di esse.</p>



<p><strong>Qualche mese fa la famosa Chat Gpt ha avuto una rapida ascesa anche in Italia ed ha generato diverse polemiche e soprattutto ha suscitato molta preoccupazione per i rischi connessi nell’uso e l’abuso dell’intelligenza artificiale. Secondo te ci sono più rischi o benefici nell’uso dell’intelligenza artificiale?</strong></p>



<p>Come ogni tecnologia dipende molto dall’uso che se ne fa. Noi abbiamo cercato di fare un utilizzo utile e intelligente creando questi modelli 3D. In pratica, attraverso l’intelligenza artificiale abbiamo creato una rappresentazione delle opere partendo dalle semplici fotografie. Abbiamo mantenuto l’integrità delle opere senza spostarle dalla loro sede e non abbiamo usato tecnologie strane. L’intelligenza artificiale ha mescolato i dati di profondità insieme alle foto per creare i modelli 3D. Personalmente, sono molto ottimista sull’uso consapevole delle tecnologie e dell’intelligenza artificiale.</p>



<p><strong>Vista la rivoluzione avuta grazie alla realtà aumentata che ha creato un nuovo presente per le cartoline come ti immagini il loro futuro?</strong></p>



<p>Dopo l’ottimo riscontro avuto con la prima uscita delle cartoline di Mab Ar abbiamo intenzione innanzitutto di completare la collezione aggiungendo le altre opere del Mab e soprattutto i loro contenuti multimediali e informativi. Oltre a questo stiamo lavorando per portare il progetto delle nostre cartoline anche in altri comuni calabresi. “Questa è la Calabria che ci piace” è lo slogan che accompagna i nostri contenuti: CosenzApp da oltre 10 anni racconta la Calabria e i Calabresi con le voci e i volti di chi ci rende orgogliosi di vivere nella nostra regione che troppo spesso viene etichettata in modo negativo e speriamo di farlo ancora per lungo anche attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie per portare i nostri racconti ovunque.</p>
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		<title>Primo premio Luce! Startup Inclusiva, a vincere è la promozione di valori universali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Francesca Astorino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Jul 2023 21:50:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[INIZIATIVE]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[imprenditoria giovanile]]></category>
		<category><![CDATA[luce]]></category>
		<category><![CDATA[startup]]></category>
		<category><![CDATA[startupitalia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Diffondere la cultura della innovazione per generare positività sul fare impresa in Italia e creare valore rispetto ai temi sul mondo del lavoro. Questi gli obiettivi del primo premio Luce! Startup Inclusiva. L’occasione è quella di festeggiare il terzo compleanno della fondazione del canale di informazione trasversale ed innovativo, curato dai giornalisti delle tre testate storiche La Nazione, Il Resto del Carlino, Il Giorno, che dal 2021 propone temi di attualità analizzati attraverso una chiave fluida prona ad accende il [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">Diffondere la cultura della innovazione per generare positività sul fare impresa in Italia e creare valore rispetto ai temi sul mondo del lavoro. Questi gli obiettivi del primo premio Luce! Startup Inclusiva. L’occasione è quella di festeggiare il terzo compleanno della fondazione del canale di informazione trasversale ed innovativo, curato dai giornalisti delle tre testate storiche La Nazione, Il Resto del Carlino, Il Giorno, che dal 2021 propone temi di attualità analizzati attraverso una chiave fluida prona ad accende il dibattito. Le modalità per interagire sono quelle dello spazio digitale attivo e multiforme di cui la testata si fa portatrice tramite il sito web ed i canali social promuovendo l’informazione tramite contenuti smart quali video, audio.</p>



<p>Alla sua prima edizione, il premio per le startup inclusive sarà consegnato nel mese di ottobre in occasione del Festival di Luce!. Manifestazione che si terrà nel Salone dei Cinquecento di Palazzo vecchio a Firenze. A sostenere l’evento, insieme al canale Luce!, saranno StartupItalia, la media company fondata nel 2013, che promuove il saper fare impresa tra i giovani in Italia e REKEEP, il primo gruppo italiano che si occupa di Integrated Facility Management. </p>



<p>Dalla collaborazione tra queste realtà imprenditoriali è nata l’idea di dare un riconoscimento a quelle aziende italiane che si sono distinte per progetti altamente innovativi e di ricerca nei campi dell’inclusione sociale, sostenibilità ambientale, disparità di genere e diritti civili. A premiarle e prima ancora a selezionare dieci startup tra quelle che si sono candidate al premio, la giuria composta dai partner dell’evento. Le dieci startup elette saranno raccontate magistralmente dalla redazione del sito Luce!. La startup vincitrice avrà l’onore di ricevere un riconoscimento in visibilità sui canali media di Luce! e otterrà dei branded content con PED sociali oltre il lancio della newsletter su StartupItalia, una video intervista dedicata e la campagna di comunicazione sui media del gruppo dei partners. </p>



<p>Nel corso dei tre anni, di pari passo con il compleanno del canale d’informazione, Luce! ha realizzato, delle giornate di dibattito dal titolo Dream Time – Il Festival di Luce!. Occasioni per festeggiare il grande successo della testata e dibattere in maniera aperta con le nuove generazioni sul mondo che vorrebbero. Le giornate organizzate sempre nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, hanno proposto talk con creator del mondo dell’economia, della politica e dello spettacolo insieme a momenti di svago con musica dal vivo. Luce! si è fatto portavoce insieme ai giovani delle tematiche dei nostri tempi raccontate attraverso il sito e i social. Inoltre, ha voluto incontrarli nei luoghi che maggiormente contribuiscono alla formazione sociale, culturale ed umana: le scuole. Il tour si è svolto principalmente nella zona di Milano dove gli studenti sono stati invitati a partecipare a tavole rotonde sui temi delle sfide, dei sogni e delle paure delle nuove generazioni. A prendere parte agli incontri anche volti noti del giornalismo e dell’imprenditoria come Agnese Pini, direttrice di Quotidiano Nazionale, Il Giorno, il Resto del Carlino, La Nazione e Luce!; Armando Stella, vicedirettore Il Giorno; Luisa Bragnoli, CEO Beyond International e Partner Double Robotics. </p>



<p>Tra le tematiche affrontate, gli hot topic che contraddistinguono Luce!: l’inclusione, la coesione e la diversità. La forza delle immagini, oltre a quella delle parole, è usata per raccontare le contraddizioni, i cambiamenti della società odierna, apparentemente in costante evoluzione ma che fa i conti con gli standard retrò del pensare comune. Luce! in questo è una lente di ingrandimento che mette a fuoco le azioni di inclusione, coesione ed accettazione del “diverso” portando esempi di protagonisti positivi del nostro tempo che si battono ogni giorno per affermare valori universali. Il manifesto della redazione Luce! è un vero programma editoriale che pone l’obiettivo nella ricerca del cambiamento per farne terreno di confronto e di dibattito. Partendo da tematiche interesse comune quali il cinema, l’arte e la musica vuole offrire un nuovo canale per interconnettere le generazioni. Partire dai bisogni fino ad arrivare alle prospettive dei più giovani cercando di mettere in contatto e “in luce”, ad un pubblico di adulti lettori, i loro modi di pensare.</p>
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		<title>&#8220;Scuole aperte partecipate in rete&#8221;, il progetto contro la povertà educativa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Angela Servidio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Apr 2023 04:25:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[INIZIATIVE]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Per alcuni ragazzi siamo “la mora e la bionda” , molto spesso ci scambiano per sorelle  […] altri, invece, ci chiamano professoresse. Ci fa molto piacere perché gli stessi spazi del mattino diventano occasione di ritrovo ma soprattutto esperienza di crescita per molti ragazzi e noi ne siamo felici! Significa che la scuola viene vista, oltre come luogo di apprendimento dei saperi, come spazio accudente lungo il corso di un processo di crescita che è proprio dell’individuo » Così , [&#8230;]</p>
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<blockquote class="wp-block-quote"><p>«Per alcuni ragazzi siamo “la mora e la bionda” , molto spesso ci scambiano per sorelle  […] altri, invece, ci chiamano professoresse. Ci fa molto piacere perché gli stessi spazi del mattino diventano occasione di ritrovo ma soprattutto esperienza di crescita per molti ragazzi e noi ne siamo felici! Significa che la scuola viene vista, oltre come luogo di apprendimento dei saperi, come spazio accudente lungo il corso di un processo di crescita che è proprio dell’individuo » </p></blockquote>



<p class="has-drop-cap">Così , quasi parallelamente, esordiscono Monica Quaranta e Giusy Calarota, giovani dottoresse in psicologia, ingaggiate nelle qualità di animatrici e comunicatrici per il progetto “Scuole Aperte Partecipate in Rete” operante, anche e non solo, nella cittadina calabrese di Co-Ro (CS) nella lotta alla povertà minorile educativa mediante il coinvolgimento degli IC <em>Rossano 2</em> e dell&#8217;azienda <em>Amarelli</em>.</p>



<p><strong>Cosa si intende per “povertà minorile educativa”? </strong></p>



<p>Il concetto povertà è spesso associato al dato reddituale ma povertà è anche e soprattutto “mancata possibilità” rispetto allo sviluppo di attitudini, capacità, aspirazioni, ecc. per la maggiore precluse a quelle realtà familiari che, per caso o  volontà,  si sono ritrovate ad avere un patrimonio socioeconomico e culturale smilzo. Spesso, le precarietà di un nucleo familiare frenano involontariamente queste possibilità. Quanto detto è provato da alcuni dati raccolti nel 2021 da INVALSI (Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione) che hanno evidenziato un calo significativo dei riscontri positivi nelle verifiche da parte degli studenti il cui nucleo familiare presentava maggiori asperità. In questo scenario la società ha il compito di promuovere quelle condizioni volte a garantire quel pieno sviluppo della persona che altrimenti mancherebbe. Ciò oggi è possibile attraverso parte dell’impegno che la “Comunità Educante”, attraverso il progetto “Scuole Aperte Partecipate in Rete” sta realizzando. Questo è almeno quello che finora stiamo riscontrando; il coinvolgimento attivo delle famiglie nel processo educativo dei propri figli, attraverso la partecipazione ai progetti che  li vedono coinvolti, diviene valore aggiunto non solo in un’ottica di apprendimento e sviluppo di nuove abilità, che potrebbero essere spese nel mondo del lavoro, ma anche come elemento inclusivo e generativo di legami sociali in risposta alla problematica dell’isolamento familiare. In linea con gli orientamenti delle nostre formazioni professionali, riteniamo che il progetto influisca su dinamiche capaci di incidere positivamente sul benessere psicosociale del singolo prima e di una comunità poi.</p>



<p><strong>Come si sviluppa il progetto che tanto state amando?</strong> </p>



<p>“Scuole Aperte Partecipate in Rete” è un progetto educativo attivo momentaneamente anche in altre città della regione Calabria come Cosenza e Gioiosa Jonica che, su impulso di azioni pilota di successo quali la <em>Scuola Di Donato-Manin di Roma</em> e la <em>Scuola Cadorna di Milano</em>, si prefigge come obiettivo la creazione di una “Comunità Educante” che, nell’adozione di percorsi strategici, tenta localmente di fronteggiare l’emergenza nazionale sulla povertà minorile educativa. È  un’idea finanziata dal programma “Un passo avanti” dell’impresa sociale “Con I Bambini”. Il MoVI (movimento di Volontariato Italiano), capofila del progetto, ha poi intercettato alcuni territori selezionati comprendendo scuole localizzate in contesti periferici dove l’urgenza risolutiva è maggiormente pregnante. Ad “animare” il progetto è il capitale sociale di riferimento:  nel concreto, dopo il suono della campanella, gli spazi scolastici diventano veri e propri “luoghi della partecipazione” grazie alla collaborazione attiva e volontaria di  quanti studenti, genitori ed enti del terzo settore prendono parte alle attività programmate. La comunità costituita diviene stabilmente autonoma non solo all’interno della realtà urbana principalmente interessata ma anche rispetto a quelle ad essa adiacenti per prossimità. In virtù delle peculiarità che contraddistinguono ciascun territorio poi, avviene una  sorta di “modulazione” volta alla risoluzione delle criticità maggiormente bisognose di intervento. E’ una rapporto di corrispondenze nel quale il comprensorio territoriale interessato beneficia dei progetti e viceversa. La comunità locale sviluppa una certa apertura all’inclusione ed alla solidarietà promuovendo e così rafforzando il valore della coesione sociale. In un momento storico come quello che viviamo, specialmente in Italia, contraddistinto in maniera corposa dai fenomeni immigratori, la promozione ai valori dell’accoglienza diviene fondamentale, soprattutto da esempio per le generazioni future. Molto dipende dalla società che vogliamo vivere e che sogniamo.</p>



<p><strong>Qual è stato l’interesse che ha spinto entrambe a prendere parte ad un progetto simile?  </strong></p>



<p>Durante la pandemia entrambe, seppure in maniera diversa, ci siamo chieste come poter investire le competenze di cui disponevamo. Così, banalmente, nella scelta dell’ente di riferimento per lo svolgimento del servizio civile, ci siamo entrambe ritrovate interessate alla stessa associazione, probabilmente perché fra tante era quella maggiormente in linea al percorso formativo di studi finora maturato. “Insieme ODV”, difatti, è un’associazione di volontariato che dal 1995  si occupa di prevenire il disagio e la dispersione scolastica sul territorio urbano di Corigliano-Rossano. Per ironia di sorte, abbiamo frequentato a Chieti la stessa sede universitaria ma ci siamo conosciute solo qui : Giusy ha conseguito la laurea in Psicologia dello sviluppo, mentre io (Monica) quella in Psicologia clinica e della salute; due percorsi apparentemente diversi che di fatto hanno saputo integrarsi perfettamente. Sin da subito ci siamo rese conto di avere una forte affinità lavorativa capace di  compensare i limiti di entrambe.  I membri dell’associazione notano questa complementarietà decidendo così di investire su noi due. Una grossa responsabilità insomma! Ed è in questo contesto che  conosciamo il progetto. Inutile dire che sin da subito ci appassiona, è un amore a prima vista che avrà una durata di altri due anni e che, ne siamo convinte, lascerà positivamente un segno su tutti gli attori finora coinvolti.</p>



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<p class="has-text-align-center"><em>Articolo pubblicato</em> <em>su Il Quotidiano del Sud &#8211; L&#8217;Altravoce dei ventenni </em></p>
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		<title>I.C.A.T.T. di Eboli: un micromondo carcerario incontra l’esterno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Carmela Mandolfino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Feb 2023 14:19:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[INIZIATIVE]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[castello colonna]]></category>
		<category><![CDATA[eboli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando sentite la parola “carcere”, cosa vi viene in mente?Sono sicura che molti avranno immagini grigie pensando a questa parola: solitudine, pericolo, dolore, violenza e paura, del resto, come dar loro torto. Eppure, oltre a questa carrellata di flash che vediamo scorrere d’impatto, davanti ai nostri occhi, cosa pensiamo se proviamo a ragionare su questa parola un po’ più a fondo? Il carcere è un luogo fisico che dovrebbe essere una tappa e a volte diventa una meta, uno strumento [&#8230;]</p>
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<p class="has-drop-cap">Quando sentite la parola “carcere”, cosa vi viene in mente?<br>Sono sicura che molti avranno immagini grigie pensando a questa parola: solitudine, pericolo, dolore, violenza e paura, del resto, come dar loro torto. Eppure, oltre a questa carrellata di flash che vediamo scorrere d’impatto, davanti ai nostri occhi, cosa pensiamo se proviamo a ragionare su questa parola un po’ più a fondo?</p>



<p>Il carcere è un luogo fisico che dovrebbe essere una tappa e a volte diventa una meta, uno strumento utile a coloro che ci finiscono dentro col fine di essere rieducati e reinseriti nella società in cui viviamo. Dunque il carcere non è solo un cumulo di monadi dense, ma è stato pensato per essere principalmente un luogo di miglioramento dell’essere umano che ha “tradito” la legge.&nbsp;</p>



<p>Siamo così abituati a vedere serie tv, film che ci descrivono un mondo carcerario totalmente negativo che non siamo più spinti a pensare che il fine ultimo della sua essenza non è recidere, tarpare e vietare piuttosto è accompagnare verso una vita nuova, rafforzando quelle potenzialità di ogni singolo individuo già possiede nella propria natura. Resta il fatto che dietro le sbarre più che vivere, si cerca di sopravvivere. Ognuno resta solo coi suoi pensieri, coi suoi sbagli e col proprio futuro che li dentro sembra ogni giorno più lontano e incerto. Ciononostante tutto questo turbinio di paura, soffocamento e chiusura, talvolta viene alleviato dalle persone che lavorano all’interno delle carceri e provano a stabilire una vita che sia cadenzata da momenti di qualità e benessere. In carcere ogni ora sembra lunga un giorno interno, e quando viene offerta la possibilità ai detenuti di passare un’ora diversa, fuori dalla routine, sembra sia passata una giornata nuova, più reale.&nbsp;</p>



<p>“Cerchiamo di organizzare incontri con i detenuti, invitando persone che possano essere vicine al loro mondo, da cui possano prendere uno stimolo concreto per pensare di migliorare una volta fuori di qui” ci racconta Monica Faiella, Funzionario Socio Pedagogico dell’Istituto a Custodia Attenuata (I.C.A.T.T.) di Eboli (SA), mentre una fredda sera invernale all’interno del cortile del Castello Colonna, che ospita il carcere, aspettiamo l’arrivo di Rocco Hunt. Gli ospiti della struttura sono giovani uomini, qualcuno ha gli occhi disinteressati, sono arrivati da poco, non capiscono il senso di quell’incontro, altri, aspettano col sorriso, finalmente, dopo una serie interminabile di giorni tutti uguali, quello è un giorno buono.&nbsp;</p>



<p>“Tutto quello che viene fatto all’interno di queste mura ha l’intento di coinvolgere ogni singolo detenuto della struttura, nessuno deve essere escluso” afferma il Direttore Dott. Paolo Pastena, e continua dicendo “ ognuno di loro un giorno dovrà tornare nelle proprie case, ma per ora è questa la loro casa, e sta a noi, personale amministrativo del carcere, garantirgli la possibilità di un momento che, seppur possa sembrare di mero svago, li aiuta a pensare che una via possibile esiste” Rocco Hunt è un ragazzo giovane, è campano, come la maggior parte di loro e con le sue canzoni briose racconta di una vita migliore, può essere uno sprone,&nbsp; anche se servisse per uno solo di loro.</p>



<p>Ogni persona all’interno dell’organico di un carcere ha un ruolo preciso ed importante, ognuno porta con sé la responsabilità di educare le persone che sono ospiti passeggeri di quel luogo, sostenere ed educare qualcuno è già molto complicato di per sé ma pensare di farlo nei confronti di persone adulte, che hanno vissuto in contesti che probabilmente molti di noi non immaginano, che hanno viaggiato e scoperto i nidi più fitti e gli angoli più nascosti della strada e della malavita, allora si che diventa complicato. Si rischia di simulare un’educazione, di fingere di credere che fuori, oltre, ci sia una possibilità per tutti, si rischia di rovinare il vero motivo per cui le strutture carcerarie esistono. Non è a violenza, pericolo e paura che dovremmo pensare quando sentiamo la parola carcere, ma esseri umani, prima di tutto, partecipazione attiva, possibilità di riscatto, crescita e potenziale.</p>



<p>Il direttore racconta che all’I.C.A.T.T. di Eboli sono stati fatti in passato molti incontri con scrittori, cantanti, attori che hanno portato una ventata di possibilità per quei ragazzi, e ci sono stati molti esempi di persone che una volta uscite sono riuscite a cambiare vita. Gli incontri sono anche un modo per unire l’esterno con&nbsp; il micromondo che si crea nel carcere, per questo ci tiene a farne altri così che possano far affrontare le giornate in modo migliore, così che ogni giorno sia Nu Juorn buon, come direbbe Rocco Hunt.&nbsp;</p>



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<p class="has-text-align-center"><em>Articolo pubblicato</em> <em>su Il Quotidiano del Sud &#8211; L&#8217;Altravoce dei ventenni </em></p>
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		<title>Tutti pazzi per Fantasanremo, perché “Ogni volta è così, si finisce sempre a guardare Sanremo, tanto vale giocare!”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Denise Mele]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2023 06:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA POP]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[INIZIATIVE]]></category>
		<category><![CDATA[MUSICA]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[fantasanremo]]></category>
		<category><![CDATA[sanremo 73]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intervista a Marco Filipponi, ideatore del gioco del momento L’edizione 2022 del Fantasanremo ha avuto un’esplosione di popolarità, e già il 17 gennaio 2023 il numero delle squadre iscritte, come riportava il contatore della web app, faceva presumere che l’edizione del 2023 sarà quella dei record. Il successo di questo gioco ispiratosi al fanta-game of Thrones, fantasy game dell’omonima serie televisiva, ha portato migliaia di persone a guardare con particolare interesse ed attenzione il Festival di Sanremo. E se arrivare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="has-text-align-center">Intervista a Marco Filipponi, ideatore del gioco del momento</h2>



<p class="has-drop-cap">L’edizione 2022 del <a href="https://fantasanremo.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fantasanremo</a> ha avuto un’esplosione di popolarità, e già il 17 gennaio 2023 il numero delle squadre iscritte, come riportava il contatore della web app, faceva presumere che l’edizione del 2023 sarà quella dei record. Il successo di questo gioco ispiratosi al fanta-game of Thrones, fantasy game dell’omonima serie televisiva, ha portato migliaia di persone a guardare con particolare interesse ed attenzione il Festival di Sanremo. E se arrivare alla conclusione di ogni serata del Festival è una missione quasi impossibile, più semplice è puntare alla vittoria di questo gioco rimanendo così costantemente aggiornati su ogni curiosità di Sanremo grazie ai punteggi assegnati agli artisti dopo ogni esibizione.</p>



<p><strong>Ma cos’è per voi Fantasanremo: un semplice passatempo per trascorrere le lunghissime serate sanremesi o la voglia di partecipare attivamente e trasformarvi negli allenatori o in questo caso i direttori artistici di questo grande varietà?</strong></p>



<p>È esattamente un mix delle due cose. L’idea di Fantasanremo è partita proprio con questa idea di fondo; quella di seguire Sanremo ma soprattutto la voglia di interagire anche se passivamente con il Festival, e da lì essere dei Fanta-direttori artistici per rendere più interattivo il gioco.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/02/team-fantasanremo-1-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-33017" width="596" height="397" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/02/team-fantasanremo-1-1024x683.jpg 1024w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/02/team-fantasanremo-1-300x200.jpg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/02/team-fantasanremo-1-1536x1024.jpg 1536w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/02/team-fantasanremo-1-scaled.jpg 2048w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/02/team-fantasanremo-1-360x240.jpg 360w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/02/team-fantasanremo-1-480x320.jpg 480w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/02/team-fantasanremo-1-720x480.jpg 720w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/02/team-fantasanremo-1-1200x800.jpg 1200w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/02/team-fantasanremo-1-750x500.jpg 750w" sizes="(max-width: 596px) 100vw, 596px" /></figure></div>



<p><strong>L’anno scorso gli artisti facevano a gara per pronunciare la gettonatissima “papalina” che ricordo dava molti punti bonus. Come mai la scelta di questa parola?</strong> </p>



<p><em>Papalina</em> è il nome del bar dove è nato questo gioco che a sua volta prende il nome dal soprannome del suo titolare Nicolò Peroni che è un membro del team e da dieci anni ormai il nostro padrone di casa. Si può dire sia il padre di Fantasanremo, senza di lui e senza il suo bar non si sarebbe creato il nucleo di persone che prima partecipava ai gruppi di ascolto e poi ha dato vita al gioco di Fantasanremo. <em>Papalina </em>quindi è stata una parola scelta per omaggiarlo ma non immaginavamo che qualcuno l’avrebbe detta davvero sul palco dell’Ariston!</p>



<p><strong>Ci sarà una parola bonus nell’edizione 2023?</strong> </p>



<p>La parola bonus in questa edizione non ci sarà, anzi ci sarà una parola <em>malus</em> che è proprio “Fantasanremo” che a differenza dell’anno precedente farà perdere dieci punti agli artisti che lo diranno sul palco.</p>



<p><strong>Il gioco si presenta ben strutturato e regolamentato: con la propria squadra composta da cinque artisti si può entrare nelle varie leghe per sfidare diversi gruppi di amici. Avete persino pensato al Var al quale i partecipanti possono appellarsi per contestare eventuali punteggi negativi assegnati. Della serie non c’è Sanremo e quindi neanche Fantasanremo senza polemiche?</strong></p>



<p>Il Var è uno strumento utilissimo per noi perché ci aiuta a non lasciare dietro nulla. I <em>fantallenatori </em>sono nostri alleati. Non abbiamo i mezzi della Rai, ma abbiamo centinaia di migliaia di occhi che guardano le immagini delle dirette e dei social dove gli artisti possono pubblicare contenuti a tutte le ore. Quindi il var e le segnalazioni che ci vengono inviate sono bene accette e ci aiutano nel controllo e nelle assegnazioni dei punti <em>bonus </em>e <em>malus </em>visto che per seguire le serate sanremesi si fanno le ore piccole.</p>



<p><strong>Nell’edizione 0 del 2020 il vincitore è stato Piero Pelù, nel 2021 è stata la volta dei Måneskin e nel 2022 ha trionfato Emma Marrone. Chi è candidato alla vittoria in questa edizione?</strong></p>



<p>Con la ricalibratura del regolamento quest’anno sono avvantaggiati gli artisti che saranno costanti nella classifica generale. Chi arriva più avanti nella classifica generale e gioca al Fantasanremo, senza neanche dover fare salti mortali, per noi ha buone chance di vittoria. Però le sorprese non mancano mai. Può succedere che qualche artista si impegni tanto nel corso delle serate e anche se non raggiunge un punteggio eccelso nella classifica generale, con i bonus assegnati aggiunti al suo totale va a vincere lo stesso.</p>



<p><strong>La domanda che tutti i nuovi partecipanti si pongono prima di iscriversi a Fantasanremo è: si vince qualcosa?</strong></p>



<p>Il premio del campionato mondiale di Fantasanremo è, e rimarrà sempre, la gloria eterna. Però all’interno delle leghe con il proprio gruppo di amici ognuno può mettere in palio ciò che vuole, ad esempio nella “papalina league” la lega storica del bar (l’unica nel 2020) c’era in palio un prosciutto per il primo posto e un salame per il secondo posto. Inoltre quest’anno abbiamo diversi sponsor tra cui Ticketone e Pandora che incentivano ad iscriversi e ad entrare nella loro lega per partecipare ad un concorso a premi che riguarda il loro brand.</p>



<p>E allora non rimane che trasferirsi nella soleggiata città dei fiori e come dei bravi Fanta-allenatori incitare i cantanti della propria squadra a dare il massimo sul palco per aggiungere punti bonus quali <em><strong>+</strong></em><strong>10 punti se l&#8217;artista canta la canzone sdraiato a terra o tra le file del pubblico</strong> e +<strong>30 punti con la standing ovation dell&#8217;orchestra</strong> dopo l&#8217;esibizione. Ma è fuori dal palco che l&#8217;artista può dare il proprio meglio racimolando <strong>+20 punti con una bella corsetta mattutina con Gianni Morandi</strong> o <strong>+25 punti con un bagno a mare</strong> che se fatto di notte raddoppia. E se malauguratamente la serata per un artista prende una brutta piega, c&#8217;è sempre la &#8220;consolazione&#8221; di prendere <strong>+50 punti per l&#8217;arresto</strong> che raddoppiano in caso di estradizione!</p>



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<p class="has-text-align-center"><em>Articolo pubblicato</em> <em>su Il Quotidiano del Sud &#8211; L&#8217;Altravoce dei ventenni </em></p>
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