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	<title>ARTE &#8211; Venti Blog</title>
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	<description>La voce dei Ventenni</description>
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		<title>Centri Storici Italiani: Luoghi Da Vivere o Da Affittare?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alfonso Lamberti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Jul 2025 14:35:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA POP]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Hotel o appartamento?&#8220;: è una delle domande più comuni che in questo periodo dell&#8217;anno milioni di persone si pongono una volta deciso di mettersi in viaggio. La lotta tra questi due tipi di vacanza instauratasi negli ultimi anni non si limita più alla discussione sulla colazione inclusa o sulla presenza di un parcheggio custodito a meno di 500 metri dalla struttura. E&#8217; ben più profonda, e si intreccia con la quotidianità di migliaia di persone che vivono, sgomitano tra la [&#8230;]</p>
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<p class="has-drop-cap has-text-align-left">&#8220;<strong>Hotel o appartamento?</strong>&#8220;: è una delle domande più comuni che in questo periodo dell&#8217;anno milioni di persone si pongono una volta deciso di <strong>mettersi in viaggio</strong>. La lotta tra questi due tipi di vacanza instauratasi negli ultimi anni non si limita più alla discussione sulla colazione inclusa o sulla presenza di un parcheggio custodito a meno di 500 metri dalla struttura. E&#8217; ben più <strong>profonda</strong>, e si intreccia con la quotidianità di migliaia di persone che <strong>vivono</strong>, <strong>sgomitano tra la calca</strong> che affolla i voli dei loro piccoli borghi, difendono i territori dagli strascichi <strong>dell&#8217;incuria ambientale</strong> che flussi di turisti lasciano dopo la <em>sosta-foto</em>, o che sono state <strong>pian piano costrette ad allontanarsi</strong> dagli edifici storici e luoghi di interesse per via dei prezzi astronomici. In alcuni casi il prezzo <strong>è ancora più alto</strong>, come quello pagato da <a href="https://tg24.sky.it/cronaca/2025/07/11/gaia-costa-morta-investita-porto-cervo-chi-era" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gaia</a>, 24enne investita da un suv l&#8217;8 Luglio in pieno giorno a Porto Cervo mentre andava a lavorare come baby sitter.</p>



<p class="has-text-align-left">Lotta profonda ma anche diffusa, a tal punto che il 15 giugno <strong>in tutta Europa</strong> si sono concretizzate manifestazioni di protesta coordinate (dell&#8217;associazione <em>Southern Europe Network Against Touristification</em>) contro il fenomeno dell&#8217;<strong>overtourism</strong>. </p>



<p><strong>Barcellona</strong>,<strong> Venezia</strong>,<strong> Palma di Maiorca</strong>,<strong> Genova</strong>,<strong> Lisbona</strong>, i residenti sono scensi in strada per chiedere una presenza turistica <strong>meno predatoria</strong> e <strong>monopolizzante</strong> dei loro luoghi di vita. Persino un popolo devoto al dovere e al servizio come quello <strong>nipponico</strong> &#8220;sta valutando di aumentare di dieci volte la tassa di soggiorno a Kyoto, mentre la tassa per scalare il Monte Fuji è già raddoppiata&#8221;. Questa è <strong>solo una parte</strong> degli esempi citati di recente dalla <a href="https://www.r101.it/news/fuori-onda-news/1388048/manifestazioni-contro-l-overtourism.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">stampa nazionale</a> ed <a href="https://www.theguardian.com/news/2025/jun/15/campaigners-mount-coordinated-protests-across-europe-against-touristification" target="_blank" rel="noreferrer noopener">estera</a>. Anche altre città come <strong>Londra</strong> stanno vivendo lo stesso sentimento: è di inizio giugno <a href="https://www.mylondon.news/news/property/notting-hill-residents-paint-colourful-31789463" target="_blank" rel="noreferrer noopener">la notizia</a> che i residenti del famoso quartiere <strong>Notting Hill</strong>, stufi della costante presenza di visitatori alla ricerca di un selfie nel <em>neighbourhood</em>,  per renderlo meno pittoresco ed arginare il fenomeno hanno dipinto le facciate delle loro case vittoriane di <strong>nero</strong>.</p>



<p>Il<em> fil rouge</em> che lega queste città con diverse latitudini, lingue, culture e tradizioni è il<strong> flusso turistico</strong> che negli ultimi 10 anni è incrementato <strong>in modo non sostenibile</strong> favorendo lo<strong> smembramento delle comunità</strong>, punto stesso di forza di questi luoghi densi di storia e tradizioni. E la <strong>reazione</strong> a questo fenomeno, in diverse latitudini, lingue, culture e tradizioni, si è dimostrata anch&#8217;essa comune: cittadini con cartelli urlanti “Your holidays, my misery” e “Mass tourism kills the city” hanno sparigliato per qualche ora gli scenari da cartolina più <strong>instagrammati al mondo</strong>.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img width="1024" height="683" src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/07/pexels-selfie-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-36036" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/07/pexels-selfie-1024x683.jpg 1024w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/07/pexels-selfie-300x200.jpg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/07/pexels-selfie-1536x1025.jpg 1536w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/07/pexels-selfie-scaled.jpg 2048w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/07/pexels-selfie-360x240.jpg 360w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/07/pexels-selfie-480x320.jpg 480w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/07/pexels-selfie-720x480.jpg 720w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/07/pexels-selfie-1200x801.jpg 1200w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/07/pexels-selfie-750x501.jpg 750w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>(Photo credit: <a href="https://www.pexels.com/photo/a-man-in-a-brown-jacket-taking-a-selfie-6181103/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Kampus Production</a>)</figcaption></figure></div>



<p>In Italia la città di gran lunga più oggetto del fenomeno &#8211; ben prima della nascita delle piattaforme di prenotazione online &#8211; è sicuramente <strong>Venezia</strong>. Non a caso l&#8217;imprenditore miliardario statunitense Jeff Bezos ha deciso di riservare per tre giorni l&#8217;intera città in occasione del suo matrimonio, <strong>donando 3 milioni di euro</strong> per il disturbo. Disturbo che è stato mal sopportato sia dai critici del <a href="https://tg24.sky.it/mondo/2025/06/26/menu-matrimonio-bezos-chef" target="_blank" rel="noreferrer noopener">menù della cerimonia</a> (che non comprendono la connessione tra piatti prettamente campani con il territorio lagunare che ha ospitato l&#8217;evento), sia dalle <a href="https://it.euronews.com/cultura/2025/06/28/matrimonio-bezos-a-venezia-centinaia-protestano-contro-lo-sfruttamento-della-citta" target="_blank" rel="noreferrer noopener">numerose associazioni e collettivi autonomi di residenti</a> che non più sono disposti a lasciare che la loro città diventi <strong>una mangiatoia per turisti</strong> mentre affonda in un mare di <em>selfie</em> &#8211; e <a href="https://edition.cnn.com/2025/05/04/travel/venice-sinking-scientist-pumping-water-lagoon" target="_blank" rel="noreferrer noopener">non solo</a>.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img width="1024" height="683" src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/07/canale-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-36049" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/07/canale-1024x683.jpg 1024w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/07/canale-300x200.jpg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/07/canale-1536x1024.jpg 1536w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/07/canale-scaled.jpg 2048w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/07/canale-360x240.jpg 360w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/07/canale-480x320.jpg 480w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/07/canale-720x480.jpg 720w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/07/canale-1200x800.jpg 1200w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/07/canale-750x500.jpg 750w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>(Photo credit: <a href="https://www.pexels.com/photo/group-of-men-riding-pagoda-on-body-of-water-1580252/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Deeana Arts PR</a>)</figcaption></figure></div>



<p>La <strong>progressiva interconnessione territoriale</strong>, la <strong>facilità di spostamenti</strong> e l&#8217;<strong>accessibilità all&#8217;informazione</strong> che favorisce sempre più la prenotazione di vacanze <em>fai-da-te</em> sono fattori che hanno rivoluzionato negli ultimi 15 anni il settore turistico, soprattutto nei confini continentali europei. Lente ma impattanti rivoluzioni che hanno <strong>evidentemente colto di sorpresa</strong> i vertici della gestione del patrimonio artistico e culturale nazionale, dal momento che i giornali nazionali <a href="https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Napoli/28-11-2024/napoli-il-murale-di-maradona-e-tra-i-siti-turistici-piu-visitati-in-italia.shtml" target="_blank" rel="noreferrer noopener">titolavano</a> a fine a Novembre 2024 che il famoso<strong> murales di Maradona</strong>, situato nel cuore del centro storico di Napoli, è stato il luogo più visitato d&#8217;Italia del 2023, <strong>secondo</strong> solo all&#8217;Anfiteato Flavio. In una Nazione che secondo l&#8217;<a href="https://whc.unesco.org/en/list/search_by_country=italy&amp;/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">UNESCO</a> &#8220;detiene il maggior numero di siti&nbsp;inclusi nella lista dei patrimoni dell’umanità&#8221; (61) è legittimo aspettarsi qualcosa di più. Se si metteno insieme questi dati con quelli più generali del <strong>livello culturale</strong> e la difficoltà diffusa di leggere <a href="https://www.repubblica.it/cronaca/2024/12/10/news/ocse_italiani_adulti_analfabeti_funzionali-423875393/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">almeno un libro l&#8217;anno</a>, i risultati non risultano poi così inconsistenti.</p>



<p>Ma il problema &#8220;risiede&#8221; solo nei B&amp;B e in una struttura carente di marketing turistico? </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img width="1024" height="683" src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/07/deadbird-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-36057" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/07/deadbird-1024x683.jpg 1024w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/07/deadbird-300x200.jpg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/07/deadbird-1536x1024.jpg 1536w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/07/deadbird-scaled.jpg 2048w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/07/deadbird-360x240.jpg 360w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/07/deadbird-480x320.jpg 480w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/07/deadbird-720x480.jpg 720w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/07/deadbird-1200x800.jpg 1200w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/07/deadbird-750x500.jpg 750w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>(Photo credit: <a href="https://www.pexels.com/photo/abandoned-building-with-boarded-windows-in-minsk-29758317/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Deadbird</a>)</figcaption></figure></div>



<p>Purtroppo la narrativa che i piccoli e medi imprenditori degli affitti brevi della seconda casa siano la causa principale della disgregazione delle comunità dei centri storici rappresenta <strong>solo una parte della verità.</strong> Infatti, così come argomentano tutte le associazioni per la casa sparse per il territorio nazionale, gli <strong>edifici dismessi</strong> o <strong>non adeguatamente utilizzati</strong> appartenenti al<strong> patrimonio pubblico</strong> possono rappresentare una <strong>soluzione quantomeno parziale</strong> al problema, senza dover compromettere la crescita economica di territori <strong>altrimenti dimenticati</strong> dalle istituzioni in periodi di bassa stagione. </p>



<p>La lotta al recupero dei beni pubblici ha caratteristiche così peculiari legate ai territori che riassumerle tutte in un solo articolo di blog sarebbe impossibile. Si può parlare però<strong> a livello aggregato</strong> di quanto sia grande la fetta destinata ad <strong>housing sociale</strong> dei <strong>circa 200 miliardi di Euro</strong> ricevuti dall&#8217;Italia per il <strong>PNRR</strong>, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. La Commissione Europea, al momento della crisi Covid destinò quasi il <strong>70% delle risorse raccolte nel Continente </strong>all&#8217;Italia non solo per la ripresa dalla mazzata inflitta dalla pandemia, ma anche per portare a standard europei dei territori sempre più dimenticati nel corso del tempo  (<a href="https://ventiblog.com/eu-next-generation-fund-3-unnoticed-truths/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">anche su Venti</a> ne abbiamo parlato &#8211; disponibile solo in inglese). </p>



<p>La fine del periodo del programma di aiuti di Bruxelles è prevista per la<strong> fine del 2026</strong>, e i dati sul <strong>social housing</strong> non sono molti. A tal riguardo, la fondazione Openpolis sul suo sito <a href="https://openpnrr.it/misure/215/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">OpenPNRR</a> monitora l&#8217;andamento dei progetti legati alla ripresa nella penisola; i numeri sul tema <strong>edilizia pubblica a prezzi calmierati</strong> principali sono due: dell&#8217;intera torta degli aiuti ricevuti dall&#8217;UE, solo 2 miliardi ne sono stati destinati a questo problema, e che a marzo 2025 <strong>poco più del 18%</strong> delle somme erano state effettivamente spese a livello nazionale. </p>



<p>Tutte le comunità di residenti così come tutti i suoi turisti (<a href="https://tg.la7.it/cronaca/turista-svizzera-incide-le-sue-iniziali-sul-colosseo-il-video-dello-sfregio-16-07-2023-189043" target="_blank" rel="noreferrer noopener">incivili</a> mordi&amp;fuggi inclusi), si augurano che le città d&#8217;arte e luoghi di interesse culturale e paesaggistico riescano a far <strong>coesistere</strong> i <em>locals</em> che vivano i propri luoghi di origine senza esserne esclusi per scarsa redditività, e persone che da tutti gli angoli del mondo sono disposte a viaggiare per ore pur di immergersi in un Paese che da <strong>più di 2000 anni</strong> è riconosciuto come riferimento di <strong>cultura ed estetica</strong> da tutto il mondo.</p>



<p>Ma adesso è tempo di vacanza e dobbiamo accogliere nuovi ospiti, <strong>se ne riparla a Settembre</strong>.</p>



<p>(foto in copertina: <a href="https://www.pexels.com/photo/green-vines-hanging-on-wooden-window-4678920/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Leeloo The First</a>)</p>
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		<title>E se tornassimo a camminare con Zenone?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alfonso Lamberti and Maria Carmela Mandolfino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Aug 2024 04:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[INTERESSI]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Migliaia di anni fa i filosofi presocratici sulle coste tirreniche del Sud Italia si interrogavano su questioni che oggi non siamo più in grado di cogliere. E se seguissimo Zenone e le sue orme per tornare ad nuova percezione delle cose?</p>
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<p class="has-drop-cap has-text-align-left">Le accoglienti coste tirreniche dal clima mite e dalla ampia varietà del paesaggio della provincia di Salerno, ancor prima di attrarre vacanzieri desiderosi di tuffarsi tra spiagge da cartolina, passeggiare per borghi storici e degustare la famosa mozzarella di bufala, attirarono l’attenzione della popolazione della <em>polis</em> di Sibari già qualche migliaio di anni fa. Nel VII Secolo a.C. infatti, viaggiatori provenienti dai primi insediamenti Greci del Mar Ionio si stabilirono alla foce del fiume Sele, per formare la prima colonia tirrenica che prenderà il nome di Poseidonia. Crocevia di merci, mercanti ed idee provenienti dagli angoli più disparati del Mediterraneo, l’odierna Paestum in modo inconsapevole è divenuta culla della cultura mediterranea ed occidentale <em>tout court</em>.</p>



<p class="has-text-align-left">A testimonianza della fervente attività culturale dell’area intorno al 500 a.C., il bellissimo museo archeologico di Paestum raccoglie reperti dal grande valore storico come pezzi unici di arte figurativa dell&#8217;epoca, ne è un esempio la celebre <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Tomba_del_tuffatore" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Tomba del tuffatore</a>.</p>



<p class="has-text-align-left">Il sito archeologico, esteso per 120 ettari e immerso in un’ampia area verde, è dominato dai Templi di Hera, Nettuno ed Atena, strutture che hanno resistito al peso dei secoli. Non solo, il tempo non ha scalfito nemmeno un altro lascito della cultura della Magna Grecia: il pensiero della scuola eleatica, con Parmenide prima e Zenone poi.</p>



<p class="has-text-align-left">Parmenide, nativo di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Elea-Velia" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Elea</a> (oggi Velia, cittadina a pochi chilometri da Paestum), fu filosofo, legislatore e uomo politico di rilievo; considerato da tutti come il padre dell’ontologia, la branca della filosofia che studia l’Essere. Non solo, le sue intuizioni e il ragionamento da lui tessuto intorno alla definizione di concetti astratti furono alla base della logica Aristotelica. Abbiamo tutti sentito almeno una volta la locuzione “<em>l’essere è e non può non essere</em>”, e abbiamo tutti mostrato un’espressione un po’ perplessa sincerandoci di aver capito bene. Anche i seguaci contemporanei a Parmenide riconobbero la grande validità delle sue tesi, ma anche la loro scarsa fruibilità da parte del pubblico mainstream dell’epoca.</p>



<p class="has-text-align-left">Per tal motivo, Zenone di Elea, concittadino di Parmenide e suo allievo, si è impegnato per gran parte della sua vita a difendere le tesi del suo maestro attraverso nuove tecniche interlocutorie. La sua più grande eredità, pur non avendo contribuito significativamente a nuovi schemi filosofici, la si trova sul piano della comunicazione e della logica.</p>



<p class="has-text-align-left">Zenone infatti ha controbattuto pitagorici ed eraclitei (le due scuole più critiche verso il pensiero di Parmenide) tramite due pietre angolari del pensiero: <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Dimostrazione_per_assurdo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">il ragionamento per assurdo</a>, ancora oggi usato in diversi valenza, dalla ricerca scentifica alla dialettica quotidiana; ed i celebri paradossi, usati per confutare le tesi degli oppositori. A tal riguardo, quelli della tartaruga e della freccia sono dei veri e propri blockbuster filosofici.</p>



<p class="has-text-align-left">Dove oggi turisti cercano refrigerio all’ombra di un gazebo di un bar con vista scavi e negozi di souvenir, un tempo le discussioni sulle caratteristiche ontologiche della vita assumevano il fervore delle colluttazioni alle quali assistiamo oggi a seguito di un calcio di rigore non fischiato alla Nazionale di Calcio in una partita del mondiale. Parallelismi a parte, nonostante il divario di millenni e le differenze del caso, come è possibile che un tempo si riuscivano a cogliere aspetti che oggi sembriamo non esser più capaci di notare? La risposta è forse nell’uso del tempo?</p>



<p class="has-text-align-left">I Greci, come i Romani avrebbero successivamente codificato, avevano già chiari i concetti e la differenza tra <em>otium</em> e <em>negotium</em>. L’<em>otium</em> non era accusato di essere spreco o colpa, e non era nemmeno riempito da <em>stories</em>  social di matrimoni/divorzi di personaggi dello spettacolo e influencers. E forse questo aiutava il fluire delle cose in modo diverso.</p>



<p class="has-text-align-left">Anche Zenone prima di diventare il creatore della logica dialettica e dei noti paradossi che ponevano dubbi esistenziali sull’apparente ragionevolezza dimostrando come spesso ciò che dovrebbe essere spesso non è, beh anche lui sarà stato un bambino. Avrà ricevuto un’educazione familiare rigida ma che lo ha posto subito in contatto diretto con il mondo esterno. Di certo avrà trascorso i pomeriggi insieme ad altri coetanei a giocare fuori casa, correndo, litigando e sbucciandosi le ginocchia per capire chi davvero potesse vincere tra lui e una tartaruga. E quando a sera, tornava a casa sicuramente la madre lo rimproverava per non essere stato puntuale abbastanza e per essersi fatto male, perché il rimprovero a Zenone serviva a riconoscere il pericolo, a capire quando fermarsi, a sapere cosa gli sarebbe successo se lui non avesse badato a se stesso.</p>



<p class="has-text-align-left">Negli inverni dell’antica Elea ci saranno stati pomeriggi in cui il piccolo Zenone avrà condiviso stanze della casa insieme ali anziani della famiglia, ad ascoltare le loro storie, a conoscere la vita di chi lo ha preceduto ed è proprio in quei pomeriggi in cui non poteva giocare che Zenone ha imparato l’arte dell’ascolto, del rispetto verso la voce degli adulti, della conoscenza delle proprie radici, perché in quei pomeriggi apparentemente noiosi e lenti, lui stava invece scoprendo che la sua storia aveva camminato sulle gambe ormai stanche di chi gli stava seduto di fronte.</p>



<p class="has-text-align-left">Nei giorni in cui nell’antica Elea si svolgeva il mercato nel foro, anche un bambino come Zenone partecipava alle compravendite delle donne della famiglia con i mercanti, perché quello che precedeva il denaro, era lo stabilire quanto quella merce valesse attraverso il dialogo, il compromesso, il confronto e l’abilità nello stabilire un prezzo di mercato che convenisse a chi stava spendendo e chi stava guadagnando. Tutti elementi che stabilivano la formazione dell’uomo che sarebbe diventato in futuro.</p>



<p class="has-text-align-left">Zenone è uno dei più grandi filosofi presocratici, un uomo, un bambino, un saggio che è solo un esempio calzante per dimostrare come i tempi siano cambiati. Nonostante in passato ci fossero meno strumenti di svago per i piccoli, si riusciva ad avere una vita a contatto con il mondo reale fin da subito e si diventava adulti prima del dovuto. Lo stare a contatto con l’aria e la natura, la voglia di gareggiare, di scoprire, di conoscere sono elementi essenziali che stanno prendendo delle strade diverse, tutto passa attraverso le nuove tecnologie che nonostante talvolta siano provvidenziali, tendono ad isolare la persona, e si sa che l’uomo è un animale sociale, ce lo diceva Aristotele, non esiste crescita senza confronto, senza amalgama, senza commistione. Si stava meglio quando si stava peggio, probabilmente non c’è niente di più vero, almeno nella misura in cui stare peggio significasse fare merenda a casa dei propri nonni con pane, olio e zucchero. La vita non è mai stata più saporita!</p>



<p>___</p>



<p class="has-text-align-left">Consigli di lettura: <strong><em>Storia della filosofia greca &#8211; I presocratici</em></strong>, Luciano De Crescenzo (1983)</p>



<p>Foto in copertina degli autori</p>
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		<title>Antonella Inglese, una Faq-Totum per scoprire il Vallo di Diano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carmine Marino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Feb 2024 08:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La presidente dell&#8217;associazione di Sassano: «Il nostro capitale umano? Le persone» SASSANO (Salerno) &#8211; Factotum: un latinismo per mettere in comunicazione il passato e il futuro, le radici e la contemporaneità. Rigenerazione urbana, creatività, promozione del territorio: beni comuni per provare a sovvertire l&#8217;abituale narrazione delle aree interne, dominata dal miraggio dei «borghi da favola» che, in realtà, nascondono sempre più a fatica i segni dello spopolamento e dell&#8217;abbandono. Energie che non si sedimentano soltanto nei tradizionali luoghi di cultura, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>La presidente dell&#8217;associazione di Sassano: «Il nostro capitale umano? Le persone»</p>



<p>SASSANO (Salerno) &#8211; <em>Factotum</em>: un latinismo per mettere in comunicazione il passato e il futuro, le radici e la contemporaneità. Rigenerazione urbana, creatività, promozione del territorio: beni comuni per provare a sovvertire l&#8217;abituale narrazione delle aree interne, dominata dal miraggio dei «borghi da favola» che, in realtà, nascondono sempre più a fatica i segni dello spopolamento e dell&#8217;abbandono. Energie che non si sedimentano soltanto nei tradizionali luoghi di cultura, ma arrivano anche al cuore delle piccole comunità. Esattamente come Sassano, il paese della provincia di Salerno abitato dai <em>Faq-Totum</em>. No, non è uno sgradevole refuso: Faq-Totumè il nome dell&#8217;associazione &#8211; fondata nel 2017 &#8211; che cerca ogni giorno di trovare «risposte vincenti» alle «domande frequenti» (le FAQ dei siti Internet, per l&#8217;appunto) di uomini e donne del Vallo di Diano che vivono <em>di</em> cultura e <em>per</em> la cultura. La presidente di Faq-Totum, Antonella Inglese, ci riceve a Palazzo Picinni, nel grazioso centro storico della cittadina delle orchidee, trasformato in una bottega delle arti e del pensiero dopo lunghi decenni di incuria.</p>



<p><strong>Presidente, uno sguardo d&#8217;insieme sulla ancora giovane storia dell&#8217;associazione.</strong></p>



<p>«Faq-Totum inizia il suo viaggio sette anni fa per merito del nostro attuale vicepresidente, Gaetano Spano, che propose di aggregare un gruppo di giovani del territorio intorno a un progetto di promozione culturale e turistica. Quando abbiamo intrapreso questo percorso, io e gli altri soci fondatori non ci siamo presentati al pubblico come una classica associazione, ma al contrario abbiamo puntato sulla valorizzazione dei beni culturali del nostro comune, Sassano. Dopo aver realizzato un itinerario digitale che &#8211; attraverso una segnaletica intelligente e i codici QR &#8211; guidava i visitatori alla scoperta della Valle delle Orchidee, questo progetto è proseguito con il <em>QR Tour </em>nei centri storici di Atena Lucana e Monte San Giacomo. Pian piano, però, anche in virtù della mia passione per l&#8217;arte, Faq-Totum ha cominciato a frequentare il settore delle mostre, ospitate in larga parte nel luogo-simbolo della nostra valle, la Certosa di San Lorenzo a Padula».</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="1024" height="768" src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/Antonella-Inglese-ph.-Carmine-Marino-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-34903" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/Antonella-Inglese-ph.-Carmine-Marino-1024x768.jpg 1024w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/Antonella-Inglese-ph.-Carmine-Marino-300x225.jpg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/Antonella-Inglese-ph.-Carmine-Marino-1536x1152.jpg 1536w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/Antonella-Inglese-ph.-Carmine-Marino-scaled.jpg 2048w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/Antonella-Inglese-ph.-Carmine-Marino-750x563.jpg 750w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/Antonella-Inglese-ph.-Carmine-Marino-1200x900.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>Quali idee avete sviluppato negli spazi e negli ambienti certosini?</strong></p>



<p>«La designazione di Matera a capitale europea della cultura è stata l&#8217;occasione per allestire una mostra interattiva e digitale &#8211; realizzata con la collaborazione della rete dei musei MAM di Moliterno (in provincia di Potenza, ndr) &#8211; in cui le opere del pittore materano Luigi Guerricchio hanno “dialogato” con le poesie di Rocco Scotellaro. Questo esperimento, che ha incontrato il favore del pubblico sia per la qualità dei contenuti, sia per la sua formula innovativa, non è rimasto isolato: la Certosa ha infatti ospitato anche un&#8217;altra esposizione dedicata al Grand Tour che, a partire dalla metà del Seicento, portò gli intellettuali di tutta Europa a scoprire la nostra penisola. Infine, l&#8217;associazione ha deciso di abbracciare l&#8217;arte contemporanea, con l&#8217;organizzazione di numerose mostre non solo in Certosa, ma anche a Palazzo Picinni, cui hanno partecipato artisti provenienti dal Vallo di Diano e dai territori a noi vicini».</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="1024" height="768" src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/DSC01771-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-34904" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/DSC01771-1024x768.jpg 1024w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/DSC01771-300x225.jpg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/DSC01771-1536x1152.jpg 1536w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/DSC01771-scaled.jpg 2048w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/DSC01771-750x563.jpg 750w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/DSC01771-1200x900.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>Cos&#8217;ha reso possibile la trasformazione di un bene abbandonato come Palazzo Picinni in un padiglione di arte contemporanea?</strong></p>



<p>«Il Palazzo dell&#8217;arte contemporanea di Sassano nasce nel 2019 con l&#8217;obiettivo di ridare vita a un luogo che, in quel momento, non aveva una precisa destinazione d&#8217;uso. Ci siamo ispirati a due eventi ospitati in passato proprio dalla Certosa, <em>Fresco bosco</em> e <em>Le opere e i giorni</em>, ma con una novità: offrire una vetrina ai tanti artisti della nostra vallata, alcuni dei quali già affermati. Il PAC fu ufficialmente inaugurato con <em>Incontri</em>, una rassegna di 7 mostre personali &#8211; allestite però in un unico spazio &#8211; che ottenne un grandissimo e inaspettato riconoscimento da parte dei visitatori. Dopo la lunga interruzione per l&#8217;emergenza sanitaria, il progetto è ripartito nel 2023, con la convinzione di aver fatto qualcosa di bello e che, pertanto, era giusto riproporre: del resto, il primo ciclo di <em>Incontri </em>è stato un laboratorio di innovazione sociale che aveva avuto ricadute positive sulla nostra comunità. Da qui l&#8217;esigenza di ampliare questa vetrina, raddoppiando il numero degli autori e riconoscendo piena dignità ad altre forme d&#8217;arte, a cominciare dalla musica. Alla luce dei riscontri positivi che ha ricevuto anche la seconda serie, vogliamo trasformare questo evento in un appuntamento fisso, con il quale proporre un&#8217;alternativa alle forme di intrattenimento tradizionali che caratterizzano da sempre il Vallo di Diano. Per questo motivo, Faq-Totum sta lavorando per trasformare Palazzo Picinni in un polo delle arti contemporanee a tutto tondo, dove saranno di casa la filosofia, la musica e la letteratura».</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="1024" height="768" src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/DSC01785-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-34905" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/DSC01785-1024x768.jpg 1024w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/DSC01785-300x225.jpg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/DSC01785-1536x1152.jpg 1536w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/DSC01785-scaled.jpg 2048w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/DSC01785-750x563.jpg 750w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/DSC01785-1200x900.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>La cultura e le aree interne: un rapporto piuttosto complesso, a dispetto dell&#8217;incessante lavoro di tante associazioni. Che impatto hanno avuto le iniziative di Faq-Totum sulle comunità locali? Ci sono segnali confortanti per il prossimo futuro?</strong></p>



<p>«La più grande difficoltà delle associazioni sta proprio nell&#8217;organizzazione ciclica di eventi che possano incontrare il favore delle persone: spesso e volentieri, infatti, molte iniziative non hanno successo perché calate dall&#8217;alto. È il caso delle grandi mostre allestite in passato alla Certosa di San Lorenzo, che non hanno sortito gli effetti sperati nonostante i considerevoli finanziamenti di cui avevano beneficiato. Al contrario, noi siamo sempre stati convinti che questi progetti dovessero nascere dal basso, con la partecipazione attiva delle comunità locali. Non a caso, i soci di Faq-Totum sono professionisti che, a vario titolo, curano nei minimi dettagli l&#8217;organizzazione di un evento. E l&#8217;idea che le persone potessero assistere da vicino alla nascita di un progetto ha legittimato il successo delle nostre iniziative. Inoltre, il legame che abbiamo instaurato con il nostro pubblico è tale che molti hanno persino avanzato proposte e suggerimenti per arricchire il programma degli eventi. Al tempo stesso, però, dobbiamo riconoscere che le istituzioni di prossimità &#8211; in testa l&#8217;amministrazione comunale di Sassano &#8211; hanno sempre sostenuto l&#8217;attività associativa, che non sarebbe possibile senza le risorse stanziate dal Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni e dalla regione».</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="1024" height="768" src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/DSC01791-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-34906" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/DSC01791-1024x768.jpg 1024w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/DSC01791-300x225.jpg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/DSC01791-1536x1152.jpg 1536w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/DSC01791-scaled.jpg 2048w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/DSC01791-750x563.jpg 750w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/DSC01791-1200x900.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>In un paese distratto come il nostro, il lavoro culturale non è quasi mai adeguatamente retribuito e valorizzato. Dunque: dove si trovano le motivazioni per dedicarsi a progetti che, in molti casi, richiedono un consistente investimento di tempo ed energie?</strong></p>



<p>«Prima di tutto, il nostro lavoro ci diverte e ci appassiona. Sensazioni che si leggono negli occhi del nostro videomaker, Alfonso Tepedino, mentre gira un filmato o quando la nostra grafica, Serena Lobosco, prepara le locandine degli eventi e cura una <em>videoperformance</em> &#8211; alla quale lei stessa ha partecipato &#8211; che è stata poi proposta ai visitatori dell&#8217;ultima mostra a Palazzo Picinni. All&#8217;interno del nostro gruppo di lavoro, poi, ci sono altre professioniste della comunicazione: Marianna Feliciello e Francesca Romanelli si dividono tra il giornalismo e l&#8217;insegnamento nelle scuole, Lucia Inglese coltiva la passione per la scrittura, dedicandosi alla ricerca dei documenti storici che diventano poi parte integrante delle note di presentazione dei nostri appuntamenti. In definitiva, però, non c&#8217;è soltanto il piacere di divertirsi, ma anche il desiderio di partecipare all&#8217;intero processo creativo: ognuno di noi mette a disposizione degli altri la sua professionalità perché ciò che stai realizzando ti riempie d&#8217;orgoglio. E la risposta delle persone non è altro che uno sprone a fare sempre di più».</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="1024" height="768" src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/DSC01795-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-34907" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/DSC01795-1024x768.jpg 1024w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/DSC01795-300x225.jpg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/DSC01795-1536x1152.jpg 1536w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/DSC01795-scaled.jpg 2048w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/DSC01795-750x563.jpg 750w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/DSC01795-1200x900.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>Qual è lo stato delle attività culturali nel Vallo di Diano? Per quanto si segnalino molte iniziative meritorie, prevalgono ancora logiche di parte che impediscono alle associazioni di fare squadra e remare nella stessa direzione.</strong></p>



<p>«In questa fase storica, ci sono molti eventi di altissimo livello, con un&#8217;organizzazione estremamente professionale: penso al FRITZ Festival e al Toko Film Fest a Sala Consilina, all&#8217;ottimo lavoro de <em>I ragazzi del Ponte</em> a Polla oppure al MOB Festival di Padula. Questi appuntamenti hanno ricadute decisamente positive sull&#8217;intera vallata, anche a livello turistico. Ciononostante, molte manifestazioni affrontano non poche situazioni critiche, perché &#8211; a differenza di grandi istituzioni culturali come le fondazioni &#8211; le associazioni si reggono quasi esclusivamente sulle spalle dei loro soci e, oltretutto, non possono più contare sugli stessi finanziamenti pubblici di un tempo. Di conseguenza, c&#8217;è il rischio che numerosi eventi di spessore spariscano, proprio perché diventa impossibile onorare tutti gli impegni a livello economico e organizzativo. Sotto quest&#8217;ultimo aspetto, le associazioni non sono sempre coese tra di loro. Sarebbe perciò auspicabile la creazione di una rete, prima di tutto perché hanno dimostrato di poter organizzare quelle stesse manifestazioni che mettono in difficoltà macchine decisamente più rodate. Con queste premesse, è naturale chiedersi se la vera risorsa delle aree interne siano le persone &#8211; su tutti i ragazzi che sono tornati a vivere qui e che si spendono nei forum dei giovani e nelle associazioni &#8211; anziché il denaro».</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="1024" height="768" src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/DSC01800-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-34908" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/DSC01800-1024x768.jpg 1024w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/DSC01800-300x225.jpg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/DSC01800-1536x1152.jpg 1536w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/DSC01800-2048x1536.jpg 2048w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/DSC01800-750x563.jpg 750w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/DSC01800-1200x900.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>Il nome dell&#8217;associazione ha un&#8217;anima antica e al tempo stesso modernissima: da una parte, il </strong><em><strong>factotum </strong></em><strong>capace di districarsi tra tante mansioni diverse, dall&#8217;altra l&#8217;evidente richiamo alle </strong><em><strong>Frequently Asked Questions </strong></em><strong>che aiutano gli utenti di un sito web. A questo proposito, come conciliare l&#8217;esigenza di parlare alle generazioni native digitali con i linguaggi della comunicazione tradizionale?</strong></p>



<p>«Non c&#8217;è evento di successo che non abbia alle spalle un&#8217;efficace campagna di comunicazione sui <em>social network </em>e, più in generale, sui nuovi media. Fin dal primo momento, abbiamo sentito l&#8217;esigenza di trasformare questo principio in un vero e proprio manifesto della nostra associazione: del resto, molti eventi senz&#8217;altro interessanti richiedono uno sforzo in più per essere apprezzati dal pubblico, a cui bisogna provare a spiegare non solo le varie fasi del processo creativo, ma anche il valore sociale e culturale di quel progetto e il relativo impatto sul territorio. In definitiva, si tratta di creare un sistema nel quale la professionalità &#8211; che include anche le strategie di autofinanziamento e autoproduzione &#8211; proceda di pari passo con la capacità di comunicare quel che si sta facendo. In questo modo, abbiamo compreso che gli strumenti digitali e le più moderne tecniche narrative, a partire dallo <em>storytelling</em>, sono imprescindibili per arrivare alle persone. Per quanto sia importante il sostegno dei media tradizionali, che restano pur sempre la prima fonte di informazione per la maggior parte di noi, è fondamentale essere presenti sui <em>social network</em>, se non altro per mantenere un contatto pressoché quotidiano con gli utenti. Su quest&#8217;ultimo aspetto, però, è necessario migliorarsi: dobbiamo aiutare le persone a comprendere che, dietro alla mostra di arte contemporanea che abbiamo allestito a Palazzo Picinni, non c&#8217;è solo un evento culturale che ha dato a tanti artisti l&#8217;opportunità di esprimersi, ma anche un grande esempio di rigenerazione urbana».</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="1024" height="768" src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/DSC01798-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-34909" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/DSC01798-1024x768.jpg 1024w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/DSC01798-300x225.jpg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/DSC01798-1536x1152.jpg 1536w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/DSC01798-scaled.jpg 2048w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/DSC01798-750x563.jpg 750w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/DSC01798-1200x900.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>Quali progetti ci sono all&#8217;orizzonte?</strong></p>



<p>«In primo luogo, vogliamo che il PAC sia il cuore pulsante di una nuova edizione di <em>Incontri</em>, declinata tuttavia in maniera diversa: non solo opere d&#8217;arte, ma anche una rassegna letteraria e una mostra fotografica. Inoltre, stiamo lavorando a due pubblicazioni sulla tradizione bandistica di Sassano e sull&#8217;innovazione sociale nella Certosa di San Lorenzo. In ogni caso, l&#8217;obiettivo per il 2024 è quello di non disperdere il lavoro che è stato fatto fino a oggi, perché ci piacerebbe che Palazzo Picinni continuasse a vivere. Al tempo stesso, però, vorremmo tornare a lavorare in Certosa e sviluppare sinergie più virtuose con le altre associazioni che operano nel Vallo».</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="1024" height="768" src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/Sassano-Palazzo-delle-arti-contemporanee-Sassano-ph.-Carmine-Marino-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-34910" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/Sassano-Palazzo-delle-arti-contemporanee-Sassano-ph.-Carmine-Marino-1024x768.jpg 1024w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/Sassano-Palazzo-delle-arti-contemporanee-Sassano-ph.-Carmine-Marino-300x225.jpg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/Sassano-Palazzo-delle-arti-contemporanee-Sassano-ph.-Carmine-Marino-1536x1152.jpg 1536w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/Sassano-Palazzo-delle-arti-contemporanee-Sassano-ph.-Carmine-Marino-scaled.jpg 2048w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/Sassano-Palazzo-delle-arti-contemporanee-Sassano-ph.-Carmine-Marino-750x563.jpg 750w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/Sassano-Palazzo-delle-arti-contemporanee-Sassano-ph.-Carmine-Marino-1200x900.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>Lo slogan di Faq-Totum è «Domande frequenti, risposte vincenti». Qual è la risposta vincente per questa terra di confine tra Campania e Basilicata?</strong></p>



<p>«Sono convinta che la migliore risposta arriverà dal basso. Il primo passo, però, è la coesione tra le associazioni che lavorano per la crescita della nostra valle. D&#8217;altra parte, per esprimere fino in fondo le sue potenzialità, il Vallo non può arenarsi davanti alle tante difficoltà che caratterizzano le aree interne, guardando con fiducia a ciò che di buono ha intorno a sé».</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="1024" height="768" src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/DSC01809-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-34911" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/DSC01809-1024x768.jpg 1024w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/DSC01809-300x225.jpg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/DSC01809-1536x1152.jpg 1536w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/DSC01809-scaled.jpg 2048w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/DSC01809-750x563.jpg 750w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2024/02/DSC01809-1200x900.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="has-text-align-center"><em>Articolo pubblicato</em> <em>su Il Quotidiano del Sud &#8211; L&#8217;Altravoce dei ventenni </em></p>
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		<title>La cantata dei pastori con Peppe Barra al Teatro Aldo Giuffrè di Battipaglia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Carmela Mandolfino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Dec 2023 11:04:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[(E)VENTI]]></category>
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		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
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		<category><![CDATA[teatro aldo giuffrè]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La cantata dei Pastori&#8221; è una commedia teatrale del 1600 che rappresenta la notte di Natale vissuta dal popolo e dai pastori che si ritrovano per caso a far parte dell&#8217;evento più importante della storia; se volessimo essere semplicistici basterebbe questa frase per definirla, ma la maestria tutta napoletana dell’istrionico Peppe Barra e dell’eclettica Lalla Esposito fa si&#160; che questa rappresentazione diventi molto di più. Chiudete gli occhi e immaginate di immergervi un un mondo onirico e popolare in cui [&#8230;]</p>
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<p>&#8220;La cantata dei Pastori&#8221; è una commedia teatrale del 1600 che rappresenta la notte di Natale vissuta dal popolo e dai pastori che si ritrovano per caso a far parte dell&#8217;evento più importante della storia; se volessimo essere semplicistici basterebbe questa frase per definirla, ma la maestria tutta napoletana dell’istrionico Peppe Barra e dell’eclettica Lalla Esposito fa si&nbsp; che questa rappresentazione diventi molto di più.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img width="800" height="603" src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/12/Peppe-Barra-CANTATA-PASTORI-1.jpeg" alt="" class="wp-image-34613" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/12/Peppe-Barra-CANTATA-PASTORI-1.jpeg 800w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/12/Peppe-Barra-CANTATA-PASTORI-1-300x226.jpeg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/12/Peppe-Barra-CANTATA-PASTORI-1-750x565.jpeg 750w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure></div>



<p>Chiudete gli occhi e immaginate di immergervi un un mondo onirico e popolare in cui pastori, pescatori e cacciatori convivono in un contesto vivo e in continuo mutamento come  solo possono essere i vicoli di Napoli anche se l&#8217;ambientazione della natività si svolge in Palestina. In questa cornice dinamica e chiassosa la cosa che accomuna tutti è la povertà, la fame ma anche l’arte del saper vivere e dell’essere contenti di prendere parte alla notte più importante della storia, quella della nascita di Gesù. I personaggi del presepe sotto la direzione di Lamberto Lambertini diventano maschere della nostra società, più attuali che mai:  c’è il ruffiano Razzullo (Peppe Barra), uno scrivano che vuole cambiare lavoro, astuto e impiccione che come creta riesce a mostrare diverse forme  di sé pur di arrivare al suo obbiettivo: reinventarsi e trovare fortuna. C’è Sarchiapone (Lalla Esposito), piccolo, brutto e gobbo, irrefrenabile e instancabile giullare, spalla fidata dello scrivano che ora è forte ora è indifeso, che scappa sulla scena accogliendo Maria e Giuseppe per farli riposare durante una tappa del loro lungo viaggio ma gli capita anche di diventare amico del Diavolo in persona. Ci sono angeli e diavoli che sulla scena cantano o strepitano, il bene e il male avanzano insieme accompagnando i viandanti Maria e Giuseppe in un viaggio difficile e faticoso, in cui l’Angelo Gabriele cerca di proteggerli e il Diavolo cerca di fermarli.&nbsp; Una storia raccontata con passione, in cui si mescolano continuamente religione e paganesimo, sacro e profano: una rappresentazione attualissima in cui tutto si mescola con il contrario di tutto e la verità è relativa, non si sa bene cosa pensare a chi credere, sembra quasi di essere al centro di un vortice in cui le certezze vacillano ma non si sa come tutti sono guidati da una mano più grande che tracci un disegno confuso per portarli tutti nella stessa notte stellata davanti alla grotta in cui i due umili viandanti hanno dato alla luce il loro bambino. Uno scenario commovente ed eterno. </p>



<p>&#8220;La cantata dei pastori&#8221; è stata rappresentata da moltissimi attori ed autori nel corso degli anni, ognuno ha dato la sua chiave di lettura, ognuno ha deciso di raccontarla secondo il proprio punto di vista talvolta ponendo l&#8217;attenzione sulla delicatezza del momento e la sensibilità dei personaggi, talvolta mostrandola come una festa che coinvolge ogni cittadino in un’esplosione di gioia ed euforia. Un racconto che sa di ovattato e impalpabile proprio come nel sogno di Benino, il pastorello con cui si apre l&#8217;opera e che tutti noi dobbiamo ringraziare perché con il suo sonno dolce di bambino sogna l’intero Presepe e tutto ciò che vi accade.</p>



<p>Tutto questo è stato messo in scena il 10 Dicembre nel gremito teatro sociale &#8220;Aldo Giuffrè&#8221; di Battipaglia, punto di riferimento per i cittadini dell&#8217;intera provincia di Salerno. Luogo che offre rappresentazioni teatrali  ma che diventa salotto letterario e luogo di esposizione, insomma è diventato nel tempo il cuore pulsante di cultura e partecipazione cittadina. Ne è stata una dimostrazione il pubblico che quella sera occupava quasi tutti i 400 posti a sedere e che in modo accorato ha partecipato fino alla fine cogliendo le sfumature più toccanti e quelle più veraci di uno spettacolo senza tempo che si conclude con la celebre cantata ”Quanno nascette ninno”, che tutti hanno cantato celebrando quel momento magico insieme all’orchestra dal vivo posta ai piedi del palco proprio come avveniva negli spettacoli teatrali del &#8216;600 in cui attori, orchestra e pubblico diventavano un unico corpo teatrale, esempio concreto e ancestrale di quanto l’arte sia vita.</p>



<figure class="wp-block-gallery columns-3 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img width="623" height="1024" src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/12/IMG_20231213_141610-623x1024.jpg" alt="" data-id="34626" data-full-url="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/12/IMG_20231213_141610.jpg" data-link="https://ventiblog.com/?attachment_id=34626" class="wp-image-34626" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/12/IMG_20231213_141610-623x1024.jpg 623w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/12/IMG_20231213_141610-183x300.jpg 183w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/12/IMG_20231213_141610-935x1536.jpg 935w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/12/IMG_20231213_141610-750x1232.jpg 750w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/12/IMG_20231213_141610.jpg 1080w" sizes="(max-width: 623px) 100vw, 623px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img width="566" height="1024" src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/12/IMG_20231213_141525-566x1024.jpg" alt="" data-id="34627" data-full-url="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/12/IMG_20231213_141525.jpg" data-link="https://ventiblog.com/?attachment_id=34627" class="wp-image-34627" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/12/IMG_20231213_141525-566x1024.jpg 566w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/12/IMG_20231213_141525-166x300.jpg 166w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/12/IMG_20231213_141525-849x1536.jpg 849w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/12/IMG_20231213_141525-750x1356.jpg 750w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/12/IMG_20231213_141525.jpg 1059w" sizes="(max-width: 566px) 100vw, 566px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img width="1024" height="683" src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/12/IMG-20231213-WA0045-1024x683.jpg" alt="" data-id="34628" data-full-url="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/12/IMG-20231213-WA0045.jpg" data-link="https://ventiblog.com/?attachment_id=34628" class="wp-image-34628" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/12/IMG-20231213-WA0045-1024x683.jpg 1024w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/12/IMG-20231213-WA0045-300x200.jpg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/12/IMG-20231213-WA0045-1536x1024.jpg 1536w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/12/IMG-20231213-WA0045-360x240.jpg 360w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/12/IMG-20231213-WA0045-480x320.jpg 480w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/12/IMG-20231213-WA0045-720x480.jpg 720w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/12/IMG-20231213-WA0045-1200x800.jpg 1200w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/12/IMG-20231213-WA0045-750x500.jpg 750w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/12/IMG-20231213-WA0045.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img width="1024" height="683" src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/12/IMG-20231213-WA0046-1024x683.jpg" alt="" data-id="34629" data-full-url="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/12/IMG-20231213-WA0046.jpg" data-link="https://ventiblog.com/?attachment_id=34629" class="wp-image-34629" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/12/IMG-20231213-WA0046-1024x683.jpg 1024w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/12/IMG-20231213-WA0046-300x200.jpg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/12/IMG-20231213-WA0046-1536x1024.jpg 1536w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/12/IMG-20231213-WA0046-360x240.jpg 360w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/12/IMG-20231213-WA0046-480x320.jpg 480w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/12/IMG-20231213-WA0046-720x480.jpg 720w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/12/IMG-20231213-WA0046-1200x800.jpg 1200w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/12/IMG-20231213-WA0046-750x500.jpg 750w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/12/IMG-20231213-WA0046.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li></ul><figcaption class="blocks-gallery-caption">La cantata dei pastori @  Teatro sociale Aldo Giuffrè</figcaption></figure>



<p>I prossimi appuntamenti di questa stagione teatrale sono disponibili sulla programmazione ufficiale del Teatro Sociale Aldo Giuffrè di Battipaglia (SA) che avrà molti ospiti campani tra cui Paolo Caiazzo, Biagio Izzo, Mariano Rigilllo e molti  altri!</p>
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		<title>Frelly, i desideri nascono da quanto crediamo e speriamo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Angela Servidio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Nov 2023 17:12:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA POP]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intervista a Frelly, autore della campagna Nutella con Treccani Nella campagna limited edition, sviluppata in collaborazione con Treccani, Nutella ha celebrato quest’anno le lettere dell&#8217;alfabeto italiano. Nella riscoperta di una valenza comunicativa responsabile, l’illustratore della campagna di origini catanzaresi, Enrico Focarelli Barone, racconta la condivisione di una passione divenuta oggi lavoro. Perché Frelly? «Il nome venne scelto dai miei amici di infanzia. Focarelli era davvero troppo lungo, così decisero di abbreviarlo, avrò avuto dodici, tredici anni. Crescendo, ho poi deciso [&#8230;]</p>
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<h2 class="has-text-align-center"><em>Intervista a Frelly, autore </em>della campagna Nutella con Treccani</h2>



<p class="has-drop-cap">Nella campagna <em>limited edition</em>, sviluppata in collaborazione con Treccani, Nutella ha celebrato quest’anno le lettere dell&#8217;alfabeto italiano. Nella riscoperta di una valenza comunicativa responsabile, l’illustratore della campagna di origini catanzaresi,<strong> Enrico Focarelli Barone</strong>, racconta la condivisione di una passione divenuta oggi lavoro.</p>



<h3><strong>Perché Frelly?</strong></h3>



<p><strong>«</strong>Il nome venne scelto dai miei amici di infanzia. Focarelli era davvero troppo lungo, così decisero di abbreviarlo, avrò avuto dodici, tredici anni. Crescendo, ho poi deciso di adottarlo anche nel lavoro. Mi piaceva l’idea di avere uno pseudonimo così ho pensato fosse la firma perfetta da confermare. È un nome che ho sentito sempre mio e che è finito per identificarmi anche come artista<strong>»</strong>.&nbsp;</p>



<h3><strong>Sono amicizie che hanno saputo conservarsi nel tempo?</strong> </h3>



<p><strong>«</strong>Alcune sì, nonostante la vita, per scelte personali e di lavoro, ci abbia allontanati. Siamo sparsi per il mondo tra l’Italia e l’estero. Ciononostante siamo riusciti a custodire questo rapporto che ci unisce dall’adolescenza. Sono quei legami autentici che restano tali senza il bisogno di sentirsi con troppa frequenza. Li porti con te perché fanno parte di te da sempre. Purtroppo uno di loro è mancato prematuramente. A lui, a Marco, ho dedicato questo mio successo<strong>»</strong>.</p>



<h3><strong>Cosa raccontano i tuoi lavori? </strong></h3>



<p><strong>«</strong>Metto molto cuore nei lavori che faccio. Inevitabilmente una parte di me resta proprio lì, quindi sicuramente molta positività, colore ma anche un pizzico di nostalgia. Sono una persona per certi aspetti nostalgica, nel senso positivo del termine. Per riflesso, provo a riprodurre il mondo per come appare ai miei occhi: una realtà quindi colorata, immaginifica… C’è molta fantasia in quello che disegno. In ogni lavoro cerco sempre di mettere un elemento visionario che possa guidare l’osservatore in una dimensione inventata, chimerica<strong>»</strong>.&nbsp;</p>



<h3><strong>Come si è presentata l’occasione di realizzare questa campagna? </strong></h3>



<p><strong>«</strong>Un po’ di anni fa avevo realizzato un’illustrazione per la rivista “The Milaneser”, un progetto che poi è stato ripreso e riadattato da altre città. Mi contattarono dall’agenzia intorno ai primi di marzo, dopo aver visto proprio quell’illustrazione. Dalla rosa degli illustratori papabili è seguita questa proposta di collaborazione che ho colto con molto entusiasmo: da ragazzino consumavo quantità industriali di Nutella. Vedere le mie illustrazioni su quel barattolo ha fatto un certo effetto<strong>»</strong>.&nbsp;</p>



<h3><strong>Fra tutte, hai un’illustrazione preferita?</strong></h3>



<p> <strong>«</strong>È un po’ difficile rispondere, ci provo. Guarda, se dovessi sceglierne una ti direi “Talento”. Mi piace molto anche per i colori utilizzati però anche “Creatività”, la ritengo molto, molto bella. Un po’ tutte, ma se proprio dovessi sceglierei queste<strong>».</strong></p>



<h3><strong>Anche una parola? </strong></h3>



<p><strong>«</strong>Sicuramente sceglierei “Creatività” anche per la professione che svolgo. È molto complessa e profonda tra l’altro: significa mostrare la propria unicità, il proprio carattere e stile, la propria dimensione all’interno di una moltitudine assai variegata, il che non significa differenziarsi in un’accezione di preminenza ma saper coabitare nel rispetto delle singolarità. Trovare la propria cifra stilistica non è sempre facile ed immediato, in alcuni casi richiede un tempo di maturazione più lungo. Per me è avvenuto gradualmente.&nbsp; Il mio stile è cambiato con me, in concomitanza alla mia crescita personale. Poi, il processo creativo, secondo una mia visione personale, richiede inevitabilmente un lavoro introspettivo significativo e necessario per lo sviluppo anche del lavoro. Il bello risiede nel saper cogliere la dinamicità dei cambiamenti soprattutto nei lavori che vengono realizzati nel tempo<strong>»</strong>.</p>



<h3><strong>Quanto conta il talento e quanto la fortuna?</strong></h3>



<p><strong> «</strong>Credo debbano esserci entrambi e penso che molto spesso la vita sia, in parte, anche fortuna. La fortuna va aiutata perseverando in ciò in cui si crede quindi rischiando. Tutto parte da ciò che speriamo e crediamo<strong>»</strong>.</p>



<h3><strong>Qual è stato il tuo percorso formativo? </strong></h3>



<p><strong>«</strong>Ho vissuto a Catanzaro fino alla fine del liceo classico. Una volta finito, ho deciso di lanciarmi in questo mondo andando allo IED che aveva sede a Milano dove feci circa un anno e mezzo. Poi, da Milano, mi trasferii a Roma per completare il percorso di studi e qui sono rimasto. È una città che mi ha catturato sin da subito. Ho continuato con altri progetti, in particolare un corso incentrato più sull’art direction nell’ambito pubblicitario. È un ambito che mi aveva incuriosito. Poi, pian piano, ho cominciato a farmi strada realizzando piccole commissioni per privati, persone che richiedevano illustrazioni personalizzate; è stata un’esperienza necessaria. Così, a piccoli passi ho cominciato a collaborare con varie persone finendo per interfacciarmi con testate giornalistiche come “Il Corriere della Sera”, “Il Foglio”, “la Repubblica”. Via via è stato poi un crescendo dovuto all’attività di ricerca che comunque portavo avanti ricercando i directors, inviando curricula, inviando portfolio ecc<strong>»</strong>.&nbsp;</p>



<h3><strong>Cosa consiglieresti a chi vorrebbe intraprendere lo stesso percorso artistico?</strong></h3>



<p><strong> «</strong>Da ragazzino, al liceo, scarabocchiavo sul banco quando l’argomento di alcune lezioni non mi appassionava abbastanza. Ho creduto molto nel desiderio che portavo dentro ma, ad oggi, ringrazio anche la mia famiglia per l’aver creduto in me dandomi la possibilità di sperimentare nella ricerca della strada da battere. Quindi, ai ragazzi che custodiscono già un sogno, consiglierei di perseverare senza indugio nonostante alcune preoccupazioni sulle scelte da adottare possano non offrire certezze e solidità; bisogna rischiare per la propria felicità. Credo che alla fine non ci sia cosa più bella di una passione che prende concretezza. È indescrivibile poi il poter comunicare in maniera così indefinita come solo l’arte permette di fare: noi creativi abbiamo la possibilità di utilizzare un linguaggio universale dalla valenza comunicativa impattante. Avere la possibilità di raggiungere una moltitudine, indipendentemente dalla lingua parlata, è anche una grande responsabilità. Bisogna usare molta attenzione e parsimonia<strong>»</strong>.</p>



<hr class="wp-block-separator is-style-dots"/>



<p class="has-text-align-center"><em>Articolo pubblicato</em> <em>su Il Quotidiano del Sud &#8211; L&#8217;Altravoce dei ventenni </em></p>
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		<title>Quando scarabocchiare è un’arte &#8211; La Doodle Art da Guinness World Record con FRA! e il contest di Red Bull</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elvira Scarnati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Apr 2023 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA POP]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il contest internazionale Red Bull Doodle Art ha fatto tappa a Cosenza con ospite Fancesco Caporale, in arte FRA! Scarabocchiare, o meglio, “doodling”, è una pratica che negli anni si è diffusa ed elevata rispetto al suo concetto d’origine, divenendo una vera e propria arte. Riservato ai doodler è il Red Bull Doodle Art,una competizione globale organizzata da Red Bull che invita studenti e menti creative di tutto il mondo a vagare con l&#8217;immaginazione disegnando doodle fantasiosi. Il 29 marzo [&#8230;]</p>
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<h2 class="has-text-align-center"><em>Il contest internazionale Red Bull Doodle Art ha fatto tappa a Cosenza con ospite Fancesco Caporale, in arte FRA!</em></h2>



<div style="height:43px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<figure class="wp-block-table is-style-stripes"><table><tbody><tr><td><em>Scarabocchiare, o meglio, “doodling”, è una pratica che negli anni si è diffusa ed elevata rispetto al suo concetto d’origine, divenendo una vera e propria arte. Riservato ai doodler è il Red Bull Doodle Art,una competizione globale organizzata da Red Bull che invita studenti e menti creative di tutto il mondo a vagare con l&#8217;immaginazione disegnando doodle fantasiosi. Il 29 marzo ha fatto tappa a Cosenza con ospite il doodle artist da guinness world record Francesco Caporale, in arte FRA! </em>, che ci ha raccontato qualcosa in più su di lui e sulla doodle art.</td></tr></tbody></table></figure>



<div style="height:27px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="has-drop-cap">Alzi la mano chi non ha mai scarabocchiato fogli e foglietti di carta con disegni e ghirigori, anche distrattamente, in momenti di noia, in cui si è al telefono o quando la mente vaga chissà dove.&nbsp; Agende, quaderni, post-it, qualsiasi supporto cartaceo può diventare una tela bianca su cui dar sfogo alla creatività e al getto artistico del momento per creare piccoli e allegri “scarabocchi” che oggi hanno un nome ben preciso: doodle.&nbsp;</p>



<p>Scarabocchiare, o meglio, “<em>doodling</em>”, è una pratica che negli anni si è diffusa ed elevata rispetto al suo concetto d’origine. <a href="https://onlinelibrary.wiley.com/doi/epdf/10.1002/acp.1561?referrer_access_token=2tVdFJAZgBAvnwixYsRo504keas67K9QMdWULTWMo8Mxj7mPKVFnRVp2iP2ZOpgQ4Xl9R0Gsn8ZoAy6CsfV-dlHRPdvQPAO4jTaKYmDVE-n8eeLzY85ked2WdO0lI7LLrKyPMReDs3hCjoU__n2G0P9MtqL38cf12ug8oaLmqC3JxeqBpoBPU4vpxt2TDXz5pkx6ByZPEdLGtc87kVlsFaa_VrO9QzJcfIFB89rAJFHxYBklAUOEYu4RG5y9KMtMpVbp7fKpQKpmMy3WaUd8EQ%3D%3D">Ricerche in psicologia</a> hanno dimostrato che le persone che scarabocchiano possono ottenere benefici in ambito lavorativo o formativo, sono, infatti, più portate a mantenere la concentrazione e cogliere nuovi concetti, tant’è che alcune importanti aziende come Apple, Dell o Disney, promuovono il<em> doodling</em> nei loro team di lavoro come un mezzo per incoraggiare la produttività. Non solo, il doodling oggi è una vera e propria arte (la Doodle Art) che oltre all’estro creativo richiede anche un certo impegno e vera abilità artistica.</p>



<p>La Doodle Art spopola sui social network, riempiendo le bacheche di Instagram, TikTok o Pinterest con foto e video degli artisti all’opera per la realizzazione di doodle sempre diversi e unici.<br>Riservato proprio ai <em>doodler</em> è il <strong>Red Bull Doodle Art, </strong>una competizione globale organizzata da Red Bull che invita studenti e menti creative di tutto il mondo a vagare con l&#8217;immaginazione disegnando doodle fantasiosi in cambio di numerose opportunità di networking oltre che di un rinomato premio finale, per promuovere e valorizzare una nuova generazione di artisti.</p>



<p>La prima edizione di Red Bull Doodle Art si è tenuta nel 2012 e da allora è sempre fedele al concetto di “penna su carta”, pur essendosi evoluta nel tempo per includere novità, come gallerie virtuali e nuove tecnologie emergenti. Ad esempio, alla finale mondiale nel 2014 a Città del Capo, in Sudafrica, i partecipanti hanno creato doodle su una piattaforma digitale, mentre alla finale mondiale del 2017 a San Francisco, negli Stati Uniti, hanno portato i loro doodle nel mondo della realtà virtuale. Nel 2023, invece, tutti i candidati avranno l&#8217;opportunità di coniare il proprio doodle come NFT.</p>



<p>Ma come funziona il contest? Il Red Bull Doodle Art prevede quattro fasi: nella prima, i candidati possono partecipare inviando i loro doodle online o disegnandoli in occasione di un evento locale firmato Red Bull Doodle Art; successivamente, una giuria di esperti locali esaminerà i lavori e durante la finale nazionale (che in Italia si svolgerà a Milano il 20 aprile) selezionerà un vincitore che avrà accesso ad un tutorato artistico per migliorare il proprio doodle in vista della finale mondiale, in cui rappresenterà il proprio paese. Nell’ultima fase, i doodle di tutti i vincitori nazionali verranno esposti alla finale mondiale &#8211; che quest’anno si terrà <strong>ad Amsterdam dal 25 al 28 maggio</strong> &#8211; dove una giuria internazionale annuncerà il vincitore assoluto della competizione, il quale otterrà una <strong>collaborazione in edizione limitata su un pezzo selezionato da Red Bull</strong>.&nbsp;</p>



<p>Mercoledì 29 marzo si è tenuto un evento locale, parte della prima fase, <strong>a Cosenza</strong>, presso l’Unical, dove <strong>gli studenti si sono cimentati a “</strong><strong><em>doodolare</em></strong><strong>” live con Francesco Caporale, in arte FRA!</strong>, giudice nazionale della competizione e uno dei più famosi doodle artist al mondo grazie al suo progetto “<em>Doodle Dream</em>”, una tela di oltre 560 metri quadrati di scarabocchi con cui ha decorato la piazza del suo paese d’origine, Altomonte, vincendo il <strong>Guinness World Record per il “</strong><strong><em>Disegno più grande al mondo realizzato a mano da una sola persona</em></strong><strong>”</strong>.</p>



<figure class="wp-block-gallery alignwide columns-3 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img width="1024" height="684" src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/03/redbull-fra-_3-1024x684.jpg" alt="" data-id="33403" data-full-url="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/03/redbull-fra-_3-scaled.jpg" data-link="https://ventiblog.com/?attachment_id=33403" class="wp-image-33403" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/03/redbull-fra-_3-1024x684.jpg 1024w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/03/redbull-fra-_3-300x200.jpg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/03/redbull-fra-_3-1536x1025.jpg 1536w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/03/redbull-fra-_3-scaled.jpg 2048w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/03/redbull-fra-_3-360x240.jpg 360w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/03/redbull-fra-_3-480x320.jpg 480w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/03/redbull-fra-_3-720x480.jpg 720w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/03/redbull-fra-_3-1200x801.jpg 1200w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/03/redbull-fra-_3-750x501.jpg 750w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img width="1024" height="684" src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/03/redbull-fra-_24-1024x684.jpg" alt="" data-id="33405" data-full-url="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/03/redbull-fra-_24-scaled.jpg" data-link="https://ventiblog.com/?attachment_id=33405" class="wp-image-33405" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/03/redbull-fra-_24-1024x684.jpg 1024w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/03/redbull-fra-_24-300x200.jpg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/03/redbull-fra-_24-1536x1025.jpg 1536w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/03/redbull-fra-_24-scaled.jpg 2048w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/03/redbull-fra-_24-360x240.jpg 360w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/03/redbull-fra-_24-480x320.jpg 480w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/03/redbull-fra-_24-720x480.jpg 720w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/03/redbull-fra-_24-1200x801.jpg 1200w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/03/redbull-fra-_24-750x501.jpg 750w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img width="1024" height="684" src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/03/redbull-fra-_25-1024x684.jpg" alt="" data-id="33407" data-full-url="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/03/redbull-fra-_25-scaled.jpg" data-link="https://ventiblog.com/?attachment_id=33407" class="wp-image-33407" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/03/redbull-fra-_25-1024x684.jpg 1024w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/03/redbull-fra-_25-300x200.jpg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/03/redbull-fra-_25-1536x1025.jpg 1536w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/03/redbull-fra-_25-scaled.jpg 2048w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/03/redbull-fra-_25-360x240.jpg 360w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/03/redbull-fra-_25-480x320.jpg 480w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/03/redbull-fra-_25-720x480.jpg 720w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/03/redbull-fra-_25-1200x801.jpg 1200w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/03/redbull-fra-_25-750x501.jpg 750w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img width="1024" height="684" src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/03/Immagine-2-1024x684.jpg" alt="" data-id="33402" data-full-url="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/03/Immagine-2-scaled.jpg" data-link="https://ventiblog.com/?attachment_id=33402" class="wp-image-33402" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/03/Immagine-2-1024x684.jpg 1024w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/03/Immagine-2-300x200.jpg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/03/Immagine-2-1536x1025.jpg 1536w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/03/Immagine-2-scaled.jpg 2048w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/03/Immagine-2-360x240.jpg 360w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/03/Immagine-2-480x320.jpg 480w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/03/Immagine-2-720x480.jpg 720w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/03/Immagine-2-1200x801.jpg 1200w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/03/Immagine-2-750x501.jpg 750w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li></ul></figure>



<h3>L&#8217;intervista a Francesco Caporale, in arte FRA!</h3>



<p><strong>Francesco, tempo fa hai raccontato che il tuo approccio con la Doodle Art è partito da un evento spiacevole: dal furto del tuo pc e del tuo portfolio. Cosa ha rappresentato allora e cosa rappresenta oggi per te la Doodle Art?</strong></p>



<p>Quando è successo il furto la doodle art è stata una via di fuga dalla noia. Mi avevano rubato molte cose e quando rientravo a casa da lavoro non sapevo cosa fare. La doodle art mi ha permesso di riempire non solo il foglio ma anche il mio tempo. Cosa rappresenta oggi? E’ il mio linguaggio per lavorare, esprimermi. Mi permette davvero di essere un professionista.<strong><br></strong></p>



<p><strong>Red Bull Doodle Art invita i creativi di tutto il mondo a lasciar vagare la mente e mettere su carta i propri “fantasiosi scarabocchi”. Dove vaga la tua mente quando ti dedichi alla Doodle Art?</strong></p>



<p>La mia mente ormai vaga di più quando non faccio doodle art. Lavorando per specifici clienti, quando disegno sono sempre molto concentrato, penso principalmente alle geometrie e alle diverse sfaccettature che posso realizzare disegnando, al più la mia mente vaga su quello che potrò fare una volta finito il lavoro. Quando si fa qualcosa che è anche una passione arriva un momento in cui si ha bisogno di non farla per ricaricarsi e mantenere l’equilibrio tra passione e lavoro.<strong><br></strong></p>



<p><strong>Com’è nata l’idea di realizzare il disegno più grande del mondo e quanto tempo hai impiegato per prepararti alla sua realizzazione?</strong></p>



<p>E’ un progetto che riguarda un altro brand (<em>ndr</em> Xiaomi) con il quale ho lavorato moltissimo e al quale avevo proposto il mio sogno di realizzare il disegno più grande del mondo nel cuore del mio paese. Visto che avevano realizzato un prodotto da record e ricercavano una campagna di promozione, gli proposi di realizzare un record vero e proprio, e così è stato. Abbiamo impiegato circa 3 mesi per preparare tutta la campagna; per realizzare il disegno, invece, ci sono voluti 5 giorni e, di fatto, sono stato “a pennarello attivo” per circa 14 ore.&nbsp;</p>



<p><strong>Cosa consigli ai ragazzi che hanno partecipato alla competizione e/o che vogliono intraprendere questo percorso artistico?&nbsp;</strong></p>



<p>Innanzitutto, di apprezzare molto i contest e le competizioni perché non sono affatto scontati. Se da un lato i brand hanno uno scopo promozionale, dall’altro tengono a spingere i ragazzi a occuparsi di questi mestieri, che esistono da sempre ma solo dagli ultimi anni sono realmente apprezzati. Quindi, dico di guardarsi intorno e partecipare il più possibile a competizioni simili. Questo percorso artistico è appunto un percorso, è una strada e non bisogna mai allontanarsi altrimenti ci si perde. Se la destinazione da raggiungere è già tracciata sul percorso basta seguirla e prima o poi si arriverà.</p>



<p>La competizione è ancora aperta e può iscriversi qualsiasi persona maggiorenne proveniente da uno dei 61 paesi partecipanti (tutte le informazioni e il form di iscrizione sono sul sito di<a href="https://www.redbull.com/it-it/events/red-bull-doodle-art-italia/"> Red Bull Doodle Art</a>).&nbsp;Che vinca il <em>doodler </em>migliore! </p>



<hr class="wp-block-separator is-style-dots"/>



<p class="has-text-align-center"><em>Articolo pubblicato</em> <em>su Il Quotidiano del Sud &#8211; L&#8217;Altravoce dei ventenni </em></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/quando-scarabocchiare-e-unarte-la-doodle-art-da-guinness-world-record-con-fra-e-il-contest-di-red-bull/">Quando scarabocchiare è un’arte &#8211; La Doodle Art da Guinness World Record con FRA! e il contest di Red Bull</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
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		<title>Pennellate decise per l&#8217;uomo contemporaneo</title>
		<link>https://ventiblog.com/pennellate-decise-per-luomo-contemporaneo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessia Visciglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Mar 2023 08:33:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intervista all&#8217;artista Andrea Barnaba Parise Andrea Barnaba Parise, classe ’94, inizia il suo percorso da artista nel 2015 passando dallo stile figurativo a pennellate decise per soggetti più astratti.Fortemente influenzato dalla sua formazione prima classica e poi strettamente filosofica, si pone l’obiettivo di indagare il tema dell’essere umano contemporaneo: libero e in gabbia nello stesso momento.Concentrato soprattutto sulla “marcata influenza dei mass media sugli individui”, prova a riportare nelle sue opere il paradosso della società odierna in cui alle innumerevoli [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/pennellate-decise-per-luomo-contemporaneo/">Pennellate decise per l&#8217;uomo contemporaneo</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="has-text-align-center">Intervista all&#8217;artista Andrea Barnaba Parise</h2>



<p class="has-drop-cap">Andrea Barnaba Parise, classe ’94, inizia il suo percorso da artista nel 2015 passando dallo stile figurativo a pennellate decise per soggetti più astratti.<br>Fortemente influenzato dalla sua formazione prima classica e poi strettamente filosofica, si pone l’obiettivo di indagare il tema dell’essere umano contemporaneo: libero e in gabbia nello stesso momento.<br>Concentrato soprattutto sulla “marcata influenza dei mass media sugli individui”, prova a riportare nelle sue opere il paradosso della società odierna in cui alle innumerevoli possibilità di conoscenza del mondo e di migliorare se stessi si preferisce spesso l’omologazione.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img width="768" height="1024" src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/03/Immagine-per-sito-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-33332" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/03/Immagine-per-sito-768x1024.jpg 768w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/03/Immagine-per-sito-225x300.jpg 225w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/03/Immagine-per-sito-1152x1536.jpg 1152w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/03/Immagine-per-sito-scaled.jpg 1536w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/03/Immagine-per-sito-750x1000.jpg 750w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/03/Immagine-per-sito-1200x1600.jpg 1200w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><figcaption>Andrea Barnaba Parise</figcaption></figure></div>



<p><strong><em>Da dove nasce la tua passione per l&#8217;arte?</em><br></strong>«In tutta onestà non saprei dire esattamente da cosa nasca la mia passione per l’arte, non so neanche se sia corretto definire il mio rapporto con l’arte propriamente “passione”. Posso affermare che, durante lo sviluppo della mia persona, quella che prima era una semplice scintilla pian piano è diventata un incendio: è stato un processo graduale, di cui non saprei identificare la fonte, ma quello di cui sono sicuro è che, a un certo punto, ho iniziato a percepire un’ossessiva necessità di esprimermi e ho trovato nell’arte il mio modo di farlo».</p>



<p><strong><em>Da cosa ti lasci ispirare per dipingere?</em><br></strong>«Sono aperto a qualsiasi fonte di ispirazione, purché questa sia abbastanza forte da spingermi al lavoro. Ho un modo di lavorare particolare, che si è consolidato negli anni: prima elaboro e sviluppo un contenuto e poi cerco di esprimerlo attraverso l’esecuzione. Il contenuto, nella maggior parte dei casi, è un pensiero prodotto attraverso il ragionamento, ma non disdegno le emozioni, i ricordi, o qualsiasi altro elemento meno razionale. È probabile che in questo io risenta molto della mia formazione filosofica, in ogni caso, cerco sempre di contestualizzare i temi trattati all’interno della contemporaneità ed infatti, quasi sempre, è proprio la società in cui vivo ad essere rappresentata».<br><br><strong><em>A breve terrai una mostra presso il <a href="https://www.blackshedbar.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Blackshed Bar</a> di Cosenza, tua città natale…</em><br></strong>«Di recente mi sono soffermato molto sulla tragedia dell’essere umano di qualità ed ho provato a raccontarla attraverso la figura del Cristo sofferente: Cristo, simbolo puro della qualità, è messo in croce e coronato di spine il che rappresenta a pieno la società di oggi in cui si richiede all’uomo di qualità una volgarizzazione del proprio essere e si corre il rischio che le persone con meno scrupoli e meno preparate riescano a trovare molti più consensi. Quella del Cristo Coronato di spine è la mia prima serie del 2023 e sarà in <a href="https://fb.me/e/3uxWzckjv" target="_blank" rel="noreferrer noopener">mostra</a> presso il Blackshed di Cosenza dal 7 aprile al 20 maggio.<br>Il titolo è “La tragedia dell’essere umano contemporaneo” e, attraverso una serie di <a href="https://www.andreabarnabaparise.com/la-serie-di-cristo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">16 Cristi coronati di spine</a> appunto, cerco di mettere in luce la double face contemporanea che i social network tendono a mettere in risalto: si ostenta felicità e benessere, nonostante in fondo si sia profondamente tristi e angosciati. Ho potuto conoscere molte persone che soffrono di attacchi di panico e, spesso, sono proprio le stesse che curano maniacalmente i loro profili social, più interessate alla cura dell’apparenza che alla cura della propria persona. I miei Cristi, al contrario, sono figure sofferenti che si propongono di mettere ognuno di fronte al proprio demone».</p>



<p><strong><em>Come mai hai scelto proprio la figura di Cristo?</em><br></strong>«Tutto è nato da una prima opera ispiratami dalla morte di Papa Benedetto XVI: un Crocifisso che sarà pure esposto insieme ai Cristi coronati di spine presso il Blackshed. Cristo, infatti, alla stregua di altre figure come Laocoonte e Socrate, rappresenta la tragedia della virtù punita. Lavorando sulla sofferenza del Crocifisso, ho avuto la sensazione che non fossi riuscito a sviluppare appieno il tema all’interno di una sola opera e da ciò è nata la serie dei Cristi coronati di spine che vogliono, da una parte, dare un volto alle angosce contemporanee e, dall’altra, offrire una speranza. La serie del Cristo Coronato parte dal senso di disagio che molti individui percepiscono all’interno della contemporaneità, vuole essere un monito per tutti coloro che non desiderano adeguarsi a tutti costi ad un’esistenza basata sull’avere e l’apparenza. In questa società sempre più votata al consumo e all’egoismo più sfrenato, credo infatti che la figura di Cristo continui a rappresentare un potente simbolo di amore e di apertura verso l’altro come “soluzione” al dolore e al senso di solitudine. Inoltre, il cristianesimo fa parte della nostra cultura: che si sia religiosi o meno, i valori cristiani sono presenti (più o meno consapevolmente) in ognuno di noi. Ed ecco allora perché ho voluto esprimere con questa serie che “Dietro ogni sorriso, c’è un Cristo sofferente”».</p>



<p><strong><em>Da qualche mese hai aperto anche un canale Youtube…</em><br></strong>«Ho creato <a href="https://www.youtube.com/@eticaartistica" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Etica Artistica</a> per due motivi fondamentali: uno più pratico, l&#8217;altro più &#8220;filosofico&#8221;. Avevo bisogno di un canale di comunicazione per spiegare le mie opere e il mio approccio all&#8217;arte e volevo disseminare contenuti di qualità che potessero stimolare il senso critico delle persone.<br>Tutti i miei video, infatti, sono impostati in modo tale che i vari argomenti trattati non vengano mai circoscritti soltanto al campo artistico. Il mio motto è &#8220;Prima la persona e poi l&#8217;artista&#8221;: provo ad offrire spunti di riflessioni affinché si possano sviluppare nuove categorie per analizzare la realtà, utilizzo internet in modo etico senza puntare alla popolarità».</p>



<p><strong><em>Cosa desideri per il te artista del futuro?</em><br></strong>«È una domanda difficile a cui non so rispondere. Spero soltanto che il futuro continui a offrirmi la possibilità di fare arte ed esprimermi nel modo più onesto possibile».</p>



<p>Nell’attesa di scoprire cosa riserverà il futuro a questo giovane artista della nostra terra, segniamo in agenda l’appuntamento al Blackshed e diamo un’occhiata al <a href="https://www.andreabarnabaparise.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">suo sito web</a>, sul quale possiamo anche acquistare alcune opere.</p>



<figure class="wp-block-gallery columns-3 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img width="725" height="1024" src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/03/Crocifissionein-memoria-di-Ratzinger-725x1024.jpeg" alt="" data-id="33334" data-full-url="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/03/Crocifissionein-memoria-di-Ratzinger-scaled.jpeg" data-link="https://ventiblog.com/?attachment_id=33334" class="wp-image-33334" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/03/Crocifissionein-memoria-di-Ratzinger-725x1024.jpeg 725w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/03/Crocifissionein-memoria-di-Ratzinger-212x300.jpeg 212w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/03/Crocifissionein-memoria-di-Ratzinger-1087x1536.jpeg 1087w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/03/Crocifissionein-memoria-di-Ratzinger-1449x2048.jpeg 1449w, 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<p class="has-text-align-center"><em>Articolo pubblicato</em> <em>su Il Quotidiano del Sud &#8211; L&#8217;Altravoce dei ventenni </em></p>
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		<title>Intelligenza artificiale: e se la tecnologia esprimesse forme d’arte?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Veronica Falco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Oct 2022 05:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[generative pre-trained transformer]]></category>
		<category><![CDATA[midjourney]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questi anni più che mai, stiamo vivendo il progresso tecnologico appieno. La scienza tecnologica è entrata a far parte della nostra vita divenendo man mano parte integrante di quello che facciamo, sia nel quotidiano che nell’ambito lavorativo; dal banale uso dei cellulari da cui oramai siamo tutti dipendenti, agli elettrodomestici, per arrivare all’intelligenza artificiale. Sono davvero tanti gli esperimenti e i progetti che riguardano robot con sembianze umane che replicano la nostra voce, simulano empatia e sono dotati di [&#8230;]</p>
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<p class="has-drop-cap">In questi anni più che mai, stiamo vivendo il progresso tecnologico appieno. La scienza tecnologica è entrata a far parte della nostra vita divenendo man mano parte integrante di quello che facciamo, sia nel quotidiano che nell’ambito lavorativo; dal banale uso dei cellulari da cui oramai siamo tutti dipendenti, agli elettrodomestici, per arrivare all’intelligenza artificiale. Sono davvero tanti gli esperimenti e i progetti che riguardano robot con sembianze umane che replicano la nostra voce, simulano empatia e sono dotati di un vasto ventaglio di stimoli e risposte; ma ancora più interessante è l’incontro tra IA e arte.&nbsp;</p>



<p>Potremmo davvero dare una definizione di arte? Ispirazione, immedesimazione, contatto con l’universo, sentimenti; come potrebbe quindi collimare con l’intelligenza artificiale? Sembra impossibile, invece siamo arrivati fino a questo punto.&nbsp;</p>



<p>Ma come? Esistono molti software basati su AI che permettono di generare immagini di qualsiasi tipo da input testuali, uno tra i tanti è <strong>Midjourney</strong>, attualmente in fase beta (cioè non ancora arrivato alla sua forma finale). Questo interessante programma è basato su un modello di linguaggio chiamato<em> Generative Pre-trained Transformer (GPT),</em> in grado di creare immagini tramite parole che noi stessi inseriamo. Come può però un’IA dare vita a immagini da zero e in pochi minuti? Il meccanismo e il suo corretto funzionamento sono il risultato di continui inserimenti nel sistema da parte degli sviluppatori. Essi incrementano assiduamente documenti e testi in modo che l’intelligenza artificiale li possa anatomizzare e affinare ogni volta di più, emulando l’arte; è infatti possibile scrivere nel testo lo stile artistico che preferiamo (ad esempio Impressionismo o addirittura il nome del pittore), il soggetto (animale, persona, oggetto), l’espressione dei volti, la fascia d’età, lo sfondo, il contesto (incendio, paradiso, Epoca Vittoriana e così via) e una serie di altri dettagli. Midjourney metterà a disposizione delle prime varianti su cui poi potrà continuare a lavorare tramite i nostri nuovi input, davvero strabiliante. Questi software vengono infatti utilizzati anche per ricreare scene di film e videogiochi. Molti artisti e interior designer si stanno dilettando nell’utilizzo di queste IA.&nbsp;</p>



<p>È notevole la precisione delle immagini generate, ma soprattutto “l’anima” che è possibile donare loro; infatti, non basta scrivere parole alla rinfusa per ottenere un buon esito: per lavorare sull’atmosfera che cerchiamo è importante dare spunti precisi, collocare ogni aspetto di modo che abbia un senso nella totalità dell’immagine. Questi programmi, con le conseguenti applicazioni, possono essere un divertente passatempo, ma in realtà sono utili se usati nel modo corretto.&nbsp;</p>



<p>Ed è proprio questo il punto focale delle tante critiche che stanno ricevendo gli sviluppatori, da parte di disegnatori e altri professionisti della scena artistica contemporanea. La domanda che viene spesso posta è: le IA sostituiranno il nostro intelletto e la genuinità dell’arte umana? Non sarebbe meglio usarle soltanto in ambito medico e finalizzate a scopi sociali, senza “rubare” il lavoro a nessuno?</p>



<p>In realtà, il senso del progresso risiede proprio in questo: imparare ad apprezzare e fare nostre le novità. Successe con le prime macchine fotografiche digitali, e, sebbene non sia vietato utilizzare le analogiche ancora ora, sviluppare delle foto, a oggi, risulta molto più dispendioso a livello economico e di tempo, e poi, diciamolo chiaramente, le foto scattate in digitale, se poi ben postprodotte e fatte da chi conosce bene la tecnica, sono ugualmente belle, certamente non vintage, ma comunque valide. Potremmo andare avanti a fare esempi all’infinito, si pensi ai computer, ai social network, agli iPhone, su qualsiasi nuova tecnologia è sempre scesa una pioggia di critiche, ma alla fine ne abbiamo sempre tratto benefici. I social velocizzano la messaggistica e vengono usati da tantissimi professionisti per prendere appuntamenti, vendere merce e un a serie di altre comodità. La storia ci insegna che questa reazione avversa risiede negli uomini da sempre, infatti si estende anche ai nuovi approcci (si pensi all’insegnamento, alle tante metodologie cognitive che ci sono ad esempio nell’educazione cinofila) e spesso i nuovi arrivati vengono additati come “frettolosi” o “troppo giovani”. Dovremmo sempre essere aperti a nuove conoscenze e accogliere ciò che stiamo diventando.</p>



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<p class="has-text-align-center"><em>Articolo pubblicato</em> <em>su Il Quotidiano del Sud &#8211; L&#8217;Altravoce dei ventenni </em></p>



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		<title>Musei e tecnologia convolano a nozze</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Davide Gambetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Oct 2022 10:17:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[INNOVAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un&#8217;esperienza culturale al servizio del visitatore, tra realtà virtuale e gamification L&#8217;inarrestabile evoluzione degli strumenti tecnologici ha avuto negli ultimi decenni un impatto significativo sul mondo della cultura e, in particolare, sulle attività dei musei, aprendo nuove e inaspettate opportunità per visitatori e addetti ai lavori. Le moderne soluzioni tecnologiche sono infatti ampiamente ed efficacemente spendibili per la concreta valorizzazione del patrimonio culturale in più settori: l’accessibilità, la promozione, ma anche la didattica e la ricerca. In questa fase storica, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="has-text-align-center">Un&#8217;esperienza culturale al servizio del visitatore, tra realtà virtuale e <em>gamification</em></h2>



<p class="has-drop-cap">L&#8217;inarrestabile evoluzione degli strumenti tecnologici ha avuto negli ultimi decenni un impatto significativo sul mondo della cultura e, in particolare, sulle attività dei musei, aprendo nuove e inaspettate opportunità per visitatori e addetti ai lavori. Le moderne soluzioni tecnologiche sono infatti ampiamente ed efficacemente spendibili per la concreta valorizzazione del patrimonio culturale in più settori: l’accessibilità, la promozione, ma anche la didattica e la ricerca.</p>



<p>In questa fase storica, la tecnologia gioca un ruolo fondamentale nella fruizione e nel pieno godimento dei luoghi di cultura, soprattutto ai fini della cosiddetta accessibilità. Quest&#8217;ultimo è un concetto polisemico e complesso, che pretende in sostanza di superare ogni barriera fisica e meta-fisica alla fruizione della cultura, con l&#8217;obiettivo finale di garantire la massima inclusione e integrazione dell’utente. Qualsiasi cosa è realmente accessibile soltanto quando tutti &#8211; nel rispetto delle diverse sensibilità &#8211; possono beneficiarne appieno. In questa direzione, l’uso della tecnologia ha mostrato un&#8217;inedita efficienza, scardinando limiti un tempo insuperabili: i moderni mezzi informatici hanno infatti aperto nuovi canali per apprezzare e godere fino in fondo di beni, ambienti, attività e servizi culturali, sublimando barriere fisiche, linguistiche e sensoriali.</p>



<p>C’è poi un secondo tema d’indagine che riguarda l’applicazione delle innovazioni tecniche ai luoghi della cultura per migliorare l&#8217;esperienza del visitatore. La tecnologia permette infatti di dare nuove e insperate potenzialità alla classica «visita al museo», creando opportunità finora del tutto inesplorate. Non si tratta di un dato meramente quantitativo: la tecnologia assicura esperienze qualitativamente più complete e stimolanti, nelle quali la fruizione prettamente culturale e l&#8217;apprendimento si fondono con il coinvolgimento emozionale e perfino con l’intrattenimento.</p>



<p>In questa prospettiva, è particolarmente interessante la <em>gamification</em> nel settore dei beni culturali, ossia l’impiego di elementi interattivi delle tecnologie digitali e, nello specifico, di strumenti di <em>game design</em>. A questo tema si lega intimamente quello della realtà aumentata, che mira all&#8217;arricchimento della percezione sensoriale. Ci sono poi progetti basati sull’utilizzo della realtà virtuale e delle ricostruzioni 3D, con lo scopo di rendere la visita interattiva ed esperienziale. In molti casi, anche all’estero, la tecnologia è stata adoperata per proiettare ricostruzioni animate negli spazi della cultura, dando letteralmente vita agli ambienti e agli oggetti, così da garantire il massimo coinvolgimento dei cinque sensi. Queste particolari soluzioni consentono all’utente di comprendere e apprezzare i reperti e gli oggetti della cultura collocati &#8211; pur soltanto virtualmente &#8211; nel loro contesto originario.</p>



<p>Tra i prodotti più particolari dell’innovazione tecnologica, un posto di rilievo è occupato dal museo virtuale, in cui l’intera offerta culturale può diventare del tutto immateriale: questa esperienza condivide con il museo classico la missione di fruizione e valorizzazione, seppure attraverso un canale interamente digitale e logiche del tutto nuove.</p>



<p>Più in generale, si tratta di iniziative caratterizzate da una certa complessità, che richiedono un&#8217;attenta attività preliminare di studio e un certo impegno economico e gestionale, ma che possono garantire all’utente un’esperienza immersiva, emozionale ed emozionante, in grado di facilitare anche i processi di apprendimento. Di conseguenza, questa nuova concezione dei musei è altresì funzionale alle priorità di una didattica realmente innovativa.</p>



<p>Queste soluzioni, pur nell’eterogeneità delle loro forme, navigano nella comune direzione di arricchire un’esperienza sempre più <em>user-oriented</em> per il visitatore e di garantire un’offerta del prodotto culturale innovativa e stimolante, in modo da attirare un pubblico più vasto.</p>



<p>Infine, va detto che le tecnologie giocano un ruolo decisivo per gli operatori del settore anche nell&#8217;ambito della ricerca: i nuovi strumenti tecnici consentono infatti indagini, analisi e ricostruzioni minimamente (o per nulla) invasive, migliorando la quantità e la qualità degli esiti e limitando o azzerando rischi collaterali per l’integrità dei beni e dei siti. In questa direzione, la tecnologia contribuisce fattivamente ai progressi della ricerca.</p>



<figure class="wp-block-image alignwide size-large"><img width="1024" height="725" src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/05/musei-scaled-2-1024x725.jpg" alt="" class="wp-image-29017" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/05/musei-scaled-2-1024x725.jpg 1024w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/05/musei-scaled-2-300x212.jpg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/05/musei-scaled-2-1536x1087.jpg 1536w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/05/musei-scaled-2-750x531.jpg 750w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/05/musei-scaled-2-1200x849.jpg 1200w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/05/musei-scaled-2.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



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<p class="has-text-align-center"><em>Articolo pubblicato</em> <em>su Il Quotidiano del Sud &#8211; L&#8217;Altravoce dei ventenni </em></p>
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		<title>Beni culturali, le nuove sfide oltre la pandemia</title>
		<link>https://ventiblog.com/beni-culturali-le-nuove-sfide-oltre-la-pandemia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Davide Gambetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jul 2022 09:38:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA POP]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[beni culturali]]></category>
		<category><![CDATA[convenzione di faro]]></category>
		<category><![CDATA[luoghi della cultura]]></category>
		<category><![CDATA[mostre]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La centralità del visitatore è la chiave per il rilancio dei luoghi di cultura L’emergenza sanitaria da COVID-19 degli ultimi anni ha imposto un profondo (e repentino) ripensamento dei percorsi e dei processi culturali in Italia e nel mondo. Le misure di contenimento del contagio hanno infatti considerevolmente influenzato l’accesso fisico ai luoghi e alle risorse della cultura, stimolando la migrazione verso strumenti telematici e virtuali che consentissero di implementare forme alternative di fruizione. Mantenere vivo il circuito della cultura [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La centralità del visitatore è la chiave per il rilancio dei luoghi di cultura</p>



<p>L’emergenza sanitaria da COVID-19 degli ultimi anni ha imposto un profondo (e repentino) ripensamento dei percorsi e dei processi culturali in Italia e nel mondo. Le misure di contenimento del contagio hanno infatti considerevolmente influenzato l’accesso fisico ai luoghi e alle risorse della cultura, stimolando la migrazione verso strumenti telematici e virtuali che consentissero di implementare forme alternative di fruizione. Mantenere vivo il circuito della cultura anche nel delicato contesto della pandemia ha rappresentato una sfida di non poco rilievo, affrontata con un ventaglio multiforme di iniziative (<em>virtual tour</em>, incontri ed eventi online, esperienze di visita da remoto, realtà virtuale), coronate da risultati complessivamente incoraggianti. Negli ultimi mesi, con la graduale razionalizzazione delle misure di contenimento e il conseguente ritorno alla agognata normalità, la sfida è diventata quella di riattivare il più efficacemente e velocemente possibile i luoghi della cultura e, più in generale, le risorse culturali, garantendone così la loro formazione, fruizione e condivisione. Infatti, il ritorno in presenza con sempre minori vincoli ha costituito e costituisce uno snodo fondamentale per instillare nuova linfa nel circuito della cultura e sventare il rischio di una pericolosa necrosi a macchia di leopardo, soprattutto a danno delle realtà periferiche e locali. In questo contesto, il ritorno alla normalità ha aperto (o forse ri-aperto) il difficile dibattito su quale direzione dare ai luoghi e alle attività culturali nel prossimo futuro per garantirne uno sviluppo sostenibile. Quanto ai luoghi della cultura, incombe, soprattutto sulle realtà locali, il pericolo della desertificazione, complici il disinteresse del grande pubblico e proprio la (insidiosa) fruibilità online di alcune risorse surrogate.&nbsp;</p>



<p>Per superare l’<em>impasse</em>, occorre considerare i luoghi della cultura (in particolare le realtà museali) non come semplici contenitori di oggetti-beni-eventi, bensì come attivatori, catalizzatori, “acceleratori” culturali. È significativo che la Convenzione di Faro, recentemente ratificata in Italia, guardi alla cultura non soltanto nell&#8217;insieme dei beni fisici, ma aprendosi a ventaglio anche alle attività e soprattutto ai processi culturali, interessandosi per la prima volta in maniera organica della creazione di una nuova identità culturale. I luoghi della cultura sono oggi chiamati a magnetizzare questi processi, valorizzando a tal fine la partecipazione della comunità locale, degli enti <em>no profit</em>, dei flussi turistici, delle realtà scolastiche e accademiche. Non è infatti più sufficiente (né economicamente sostenibile) concentrarsi sull’attività passiva di esposizione: bisogna invece coinvolgere il visitatore e renderlo protagonista dell’esperienza. La maggior parte dei luoghi della cultura, soprattutto locali, richiede oggi, a maggior ragione nell’era post-pandemica, approcci creativi e interattivi per stimolare l’interesse dei visitatori e prevenire così derive necrotiche. C’è, in sostanza, la necessità di creare un&#8217;offerta culturale più complessa e organica, sempre diversa, per richiamare costantemente l’attenzione del pubblico. Altrimenti, il rischio è di non guadagnarsi mai una seconda visita e, una volta esaurito un così ristretto bacino di ospiti, fossilizzarsi. Con questo spirito, sono sempre di più i luoghi della cultura (in particolare i musei) che ospitano attività aperte alla partecipazione del pubblico, ad esempio mostre interattive, laboratori, esperienze immersive, spazi per artisti emergenti, eventi (anche musicali), per garantire un’offerta sempre più coinvolgente e innovativa. Altre realtà ospitano poi attività di scuole e di università: corsi, seminari, approfondimenti tematici. All’ombra di queste complesse questioni, un&#8217;altra, fondamentale sfida per il circuito della cultura in questa delicata fase storica riguarda poi il patrimonio culturale immateriale, ossia le pratiche, le espressioni, le conoscenze &#8211; anche non incorporate in oggetti fisici &#8211; che costituiscono espressione di cultura: tradizioni, eventi, ricorrenze, arti, pratiche. Si tratta di valori identitari messi inevitabilmente in sofferenza dalla pandemia e dalle misure di contenimento del contagio (si pensi all’annullamento del Palio di Siena nel biennio 2020-2021, ma anche alla difficoltà nel trasferire alcune narrazioni popolari e certe arti), che devono ora essere riattivati con un ritrovato spirito di compartecipazione e di condivisione. </p>



<p class="has-text-align-center"><em>Articolo pubblicato</em> <em>su Il Quotidiano del Sud &#8211; L&#8217;Altravoce dei ventenni </em></p>
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