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	<title>Annarosa Vico &#8211; Venti Blog</title>
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	<description>La voce dei Ventenni</description>
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		<title>Women of the Roots: Il Progetto Fotografico che riflette le nostre emozioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Annarosa Vico]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jun 2025 15:59:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA POP]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Women of the Roots è un Progetto fotografico nato a Trieste e ideato da Caterina Gatto e Steven Jewett che ci porta alla scoperta di un universo di sensazioni ed emozioni per riconnetterci con il nostro sé più autentico. Nato dall’esigenza di trasporre in fotografia l’animo delle donne, questa galleria di immagini trasporta il fruitore in un mondo fantastico dove riscoprire sé stessi, il proprio rapporto con la natura e con l’ambiente circostante. Il progetto, nato a marzo del 2025, [&#8230;]</p>
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<p class="has-drop-cap"><a href="https://www.instagram.com/womenoftheroots/">Women of the Roots</a> è un Progetto fotografico nato a Trieste e ideato da Caterina Gatto e Steven Jewett che ci porta alla scoperta di un universo di sensazioni ed emozioni per riconnetterci con il nostro sé più autentico. Nato dall’esigenza di trasporre in fotografia l’animo delle donne, questa galleria di immagini trasporta il fruitore in un mondo fantastico dove riscoprire sé stessi, il proprio rapporto con la natura e con l’ambiente circostante. Il progetto, nato a marzo del 2025, è stato ispirato dalle donne Wayuu, popolazione indigena che vive tra la Colombia ed il Venezuela custode di tradizioni antichissime legate al culto della natura che, ancora oggi, si sforza di preservare la propria identità a scapito del mondo moderno che ci spinge verso una globalizzazione dei costumi.</p>



<p>Il ritratto è lo strumento espressivo dominante di tutto il progetto. Ogni modella esprime tramite le immagini concetti astratti come la fioritura (blooming), le radici (roots), il fuoco (fire), etc. Come scritto sul profilo Instagram, ogni foto racconta una storia ed ora entriamo nel vivo tramite qualche domanda posta ai due fondatori:</p>



<p>Caterina Gatto / Steven Jewett (da qui in avanti CG e SJ)</p>



<h5>Ciao ragazzi e grazie per aver deciso di partecipare a questa intervista, iniziamo a parlare della vostra formazione, come vi siete conosciuti e che ruolo svolgete all’interno del progetto Women of the Roots?</h5>



<p><strong>CG</strong>: Io e Steven ci siamo conosciuti sei anni fa tramite delle amicizie in comune. Lui (Steven) conosce il mio ragazzo da tantissimi anni e così ho potuto conoscerlo anche io. Entrambi abbiamo due formazioni completamente diverse, Steven è un fotografo mentre io mi occupo di comunicazione e marketing, ci siamo conosciuti meglio in un momento in cui mi sono avvicinata al modo delle foto ed il progetto Women of The Roots è un connubio tra i nostri due profili professionali.</p>



<h5>A cosa vi siete ispirati per creare il progetto Women of The Roots?</h5>



<p><strong>CG</strong>: Siamo rimasti molto affascinati dalla storia delle donne Wayuu e da Angie (la nostra prima modella). Questo popolo indigeno che vuole comunicare un forte attaccamento alle proprie radici, alle tradizioni per noi è diventato un manifesto di resilienza femminile ed il punto di partenza per il nostro progetto Women of the Roots.</p>



<p>Poi, da lì, abbiamo spaziato coinvolgendo donne di diverse etnie con varie storie alle spalle. Abbiamo ritratto donne provenienti dalla Colombia, dalla Serbia, dal Libano, etc. qui è stato determinante il contributo di Steven nel cogliere tramite l’obiettivo l’essenza di queste modelle.</p>



<p><strong>SW</strong>: la particolarità del nostro progetto è la diversità di queste donne, ognuna esprime in modo unico il proprio messaggio, non ce n’è una uguale ad un&#8217;altra. Le fotografie, scattate sia in studio che all’aperto, vogliono catturare queste differenze espressive legate però da una forte componente di “restanza”, questo è il messaggio che vorremmo trasmettere. Il percorso di ognuno di noi, come siamo arrivati ad oggi e come, le esperienze che abbiamo vissuto, ci hanno cambiato e reso quello che siamo.</p>



<h5>Cosa desiderate trasmettere con il titolo “Women of the Roots”, qual è il vostro filo conduttore?</h5>



<p><strong>CG</strong>: il filo conduttore delle nostre foto è la rinascita tramite il contatto con la natura e le proprie radici che avviene distanziandosi dalla frenesia della modernità.</p>



<p><strong>SW</strong>: desideriamo porre l’attenzione sulla natura che ci circonda e sull’influenza che questa ha su di noi. Spesso, nelle nostre città, non abbiamo spazi verdi sufficienti dove poter vivere ed esprimerci liberamente. Tramite le nostre fotografie, vogliamo sottolineare l’importanza dello spazio aperto.</p>



<h5>Perché avete deciso di enfatizzare l’universo femminile?</h5>



<p><strong>SW</strong>: ho trovato le donne più disposte a mettersi in gioco, è semplice lavorare con loro, sono molto creative e ricettive verso le nuove idee.</p>



<p><strong>CG</strong>: volevamo sottolineare l’importanza che ogni donna abbia la possibilità di esprimersi liberamente descrivendo come si sente in ogni momento della sua vita. Ci sono tante ragazze che, per paura o per pregiudizi, non riescono pienamente ad esprimersi. In questo senso, la fotografia è un mezzo molto potente che può fa luce su quello che ci portiamo dentro.</p>



<h5>Ultima domanda, dove si possono guardare le fotografie del progetto Women of the Roots?</h5>



<p><strong>SW</strong>: Le fotografie si possono guardare sul nostro canale di Instagram che è il social che prediligiamo, il nostro sogno sarebbe organizzare una mostra fotografica a Trieste per questa Estate.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<figure class="wp-block-gallery aligncenter columns-3 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img width="819" height="1024" src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/06/1000051839-819x1024.jpg" alt="" data-id="35902" data-link="https://ventiblog.com/?attachment_id=35902" class="wp-image-35902" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/06/1000051839-819x1024.jpg 819w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/06/1000051839-240x300.jpg 240w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/06/1000051839-750x938.jpg 750w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/06/1000051839.jpg 1080w" sizes="(max-width: 819px) 100vw, 819px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img width="683" height="1024" src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/06/1000051823-683x1024.jpg" alt="" data-id="35903" data-link="https://ventiblog.com/?attachment_id=35903" class="wp-image-35903" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/06/1000051823-683x1024.jpg 683w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/06/1000051823-200x300.jpg 200w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/06/1000051823-1025x1536.jpg 1025w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/06/1000051823-750x1124.jpg 750w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/06/1000051823.jpg 1067w" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img width="819" height="1024" src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/06/1000051842-819x1024.jpg" alt="" data-id="35901" data-link="https://ventiblog.com/?attachment_id=35901" class="wp-image-35901" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/06/1000051842-819x1024.jpg 819w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/06/1000051842-240x300.jpg 240w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/06/1000051842-1229x1536.jpg 1229w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/06/1000051842-750x937.jpg 750w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/06/1000051842-1200x1500.jpg 1200w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/06/1000051842.jpg 1618w" sizes="(max-width: 819px) 100vw, 819px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img width="815" height="1024" src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/06/1000051849-815x1024.jpg" alt="" data-id="35900" data-link="https://ventiblog.com/?attachment_id=35900" class="wp-image-35900" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/06/1000051849-815x1024.jpg 815w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/06/1000051849-239x300.jpg 239w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/06/1000051849-1223x1536.jpg 1223w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/06/1000051849-750x942.jpg 750w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/06/1000051849-1200x1508.jpg 1200w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/06/1000051849.jpg 1630w" sizes="(max-width: 815px) 100vw, 815px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img width="650" height="1024" src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/06/1000191678-650x1024.jpg" alt="" data-id="35912" data-full-url="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/06/1000191678.jpg" data-link="https://ventiblog.com/women-of-the-roots-il-progetto-fotografico-che-riflette-le-nostre-emozioni/attachment/1000191678/" class="wp-image-35912" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/06/1000191678-650x1024.jpg 650w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/06/1000191678-190x300.jpg 190w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/06/1000191678-975x1536.jpg 975w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/06/1000191678-750x1182.jpg 750w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/06/1000191678-1200x1890.jpg 1200w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2025/06/1000191678.jpg 1300w" sizes="(max-width: 650px) 100vw, 650px" /></figure></li></ul></figure>
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		<title>Ha ancora senso celebrare la festa della donna?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Annarosa Vico]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Mar 2024 13:06:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Uno sguardo alla condizione della donna in Italia Qual è la condizione della donna oggi? E passato l’8 Marzo, festa nazionale dei diritti delle donne più comunemente conosciuta come “Festa della Donna” e, tra una mimosa e l’altra, sorge spontanea una domanda: ma le donne, in Italia, come se la passano? Sono soddisfatte della propria situazione economica e sociale? Si sentono realizzate? Sono adeguatamente ascoltate e rappresentate dalle forze politiche? Ad un primo sguardo, i dati non sembrano essere molto [&#8230;]</p>
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<h2 class="has-text-align-center"> Uno sguardo alla condizione della donna in Italia</h2>



<p class="has-drop-cap">Qual è la condizione della donna oggi? E passato l’8 Marzo, festa nazionale dei diritti delle donne più comunemente conosciuta come “Festa della Donna” e, tra una mimosa e l’altra, sorge spontanea una domanda: ma le donne, in Italia, come se la passano? Sono soddisfatte della propria situazione economica e sociale? Si sentono realizzate? Sono adeguatamente ascoltate e rappresentate dalle forze politiche? </p>



<p>Ad un primo sguardo, i dati non sembrano essere molto incoraggianti. Secondo il Global Gender Gap Report del 2023, l’Italia si posiziona in coda ai paesi Europei per la parità di genere mentre in testa troviamo paesi come la Norvegia, la Svezia e la Finlandia. Le disuguaglianze sono marcate in molti ambiti della vita sociale e lavorativa. Le donne, pur rappresentando quasi il 53% della popolazione del paese ed essendo spesso in possesso di titoli di studi superiori, lavorano e guadagnano meno degli uomini. Attualmente, in Italia, solo il 55% delle donne si trova in condizione di piena occupazione contro la media Europea del 69,3% e se sul mercato del lavoro Italiano si possono contare circa 13 milioni di uomini occupati, le donne si fermano a 9,5 milioni.</p>



<p>Certamente stiamo uscendo da un periodo di forte crisi economica, in parte dovuto al periodo di pandemia che ci siamo lasciati alle spalle. Tuttavia, alcune disuguaglianze di genere sembrano avere caratteristiche tutte nostrane ed essere legate a limiti culturali caratteristici del Bel Paese. Il famoso termine “patriarcato”, che ormai impera sui media ed internet, oltre a sottolineare un atteggiamento prevaricatore dell’uomo nei confronti delle donne, pone l’attenzione su una tendenza a volte sottesa ed a volte più esplicita a relegare l’operato delle donne al margine dei contesti lavorativi e sociali. Una forma di soppressione antica, un “retaggio culturale” che rende accettabile e quasi giustifica la posizione di subordinazione della donna.</p>



<p>Del resto, la partecipazione delle donne alla vita pubblica è storia recente dell’Italia. Il suffragio femminile viene approvato soltanto nel 1945, occasione nella quale le donne potranno finalmente votare per il decisivo referendum che decreterà l’Italia una Repubblica. Un altro passo avanti verso l’uguaglianza di genere avvenne nel 1948 grazie alla nostra Costituzione che nell’art.3 recita <em>Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.</em></p>



<p>Dal 1948 ad oggi, le donne hanno incontrato ancora molti ostacoli e ne incontreranno di nuovi per rivendicare i propri diritti. In questa sede vorrei ricordare la legge a favore del divorzio, promulgata nel 1970, che permetteva di sciogliere il matrimonio (la prima donna in Italia ad usufruire di questa novità legislativa fu Luisa Benassi, di Modena). Altro passo in avanti decisivo si ebbe nel 1981, quando l’Italia con la legge nr 442, abrogò <em>la rilevanza penale della causa d’onore</em>. Grazie al coraggioso esempio di Franca Viola che rifiutò le nozze riparatrici dopo essere stata vittima di stupro riscattando la dignità delle donne che fino ad allora erano viste quasi come una proprietà.</p>



<p>Oggi sono ancora tanti i progressi attesi nei confronti dei diritti delle donne ed in Italia esistono vari enti ed associazioni che si preoccupano di porre l’attenzione sul tema della parità di genere in vari ambiti sociali. Un esempio è l’associazione Amleta di Milano, che si occupa di contrastare le disuguaglianze nel mondo delle arti e dello spettacolo. Vi è poi la Casa Internazionale delle Donne erede del movimento femminista romano punto di riferimento per il settore della cooperazione e dell’associazionismo dove ogni anno, secondo i dati riportati sul loro sito, transitano più di 30.000 persone. Da citare anche l’associazione Pangea, attenta ai temi femminili e dotata persino di uno sportello online antiviolenza. In tutto il paese c’è grande fermento intorno ai più recenti temi che riguardano i diritti delle donne, grandi dibattiti si sviluppano intorno ad argomenti quali l’aborto, il femminicidio, la violenza di genere, etc.</p>



<p>Recentemente la cronaca è stata scossa da due notizie che hanno portato, ancora una volta, l’attenzione sul tema dei diritti delle donne: l’omicidio di Giulia Cecchettin ed il diritto all’aborto inserito nella Costituzione francese. L’omicidio di Giulia Cecchettin è una tragedia che ha messo in luce come la donna rischi ancora di essere emarginata, schiacciata e nel caso specifico addirittura uccisa per mano di un uomo che non riusciva a controllarla. L’indipendenza, l’autonomia di scelta, sono state viste come una minaccia dal ragazzo con cui pure aveva intessuto una relazione. La vita della ragazza è stata strappata via da una persona che non poteva accettare o forse concepire una donna troppo libera, troppo indipendente, troppo “emancipata” e scevra da catene imposte dalle convezioni sociali. Fa molto riflettere la giovane età del ragazzo coinvolto e forse un po’ rattrista che certi stereotipi siano attecchiti nella mente di una persona così giovane. Questo episodio vuole anche essere un invito alla riflessione ed alla consapevolezza che bisogna essere sempre vigili e pronti a difendere dei diritti che non si possono mai dare per scontati.</p>



<p>Per quanto riguarda l’aborto invece, recentemente i cugini francesi hanno approvato una modifica della Costituzione che così recita: <em>La legge determina le condizioni nelle quali si esercita la libertà garantita alle donne di ricorrere all’interruzione volontaria della gravidanza</em>. Un atto che sta suscitando molto scalpore. In Italia la normativa sull’aborto è regolamentata tramite la legge 104 del 1978, composta da 22 articoli e che, negli anni, è rimasta sostanzialmente invariata.</p>



<p>Ancora tanti sono i passi da compiere per assottigliare le diseguaglianze di genere, ma nonostante l’Italia paghi lo scotto di retaggi culturali importanti, se imparerà dalla propria storia potrà impegnarsi a costruire un paese più equo e giusto.</p>



<p class="has-text-align-center"><em>Articolo pubblicato</em> <em>su Il Quotidiano del Sud &#8211; L&#8217;Altravoce dei ventenni </em></p>
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		<title>Povere creature!, riscatto e consapevolezza femminile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Annarosa Vico]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Feb 2024 08:59:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CINEMA & TV]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 25 Gennaio 2024, è disponibile nelle sale italiane il nuovo film di Yorgos Lanthimos, Povere Creature! (titolo tradotto dall’originale inglese Poor Things!). La pellicola, distribuita da The Walt Disney Company, sta facendo molto parlare di sé. In primis, per l&#8217;eccellenza della performance di Emma Stone, già vincitrice di un Golden Globe come miglior attrice protagonista per la sua interpretazione nel ruolo di Bella Baxter, e poi, per l’originalità della storia tratta dal romanzo dello scrittore scozzese Alasdair Gray che, [&#8230;]</p>
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<p>Dal 25 Gennaio 2024, è disponibile nelle sale italiane il nuovo film di Yorgos Lanthimos, Povere Creature! (titolo tradotto dall’originale inglese Poor Things!). La pellicola, distribuita da The Walt Disney Company, sta facendo molto parlare di sé. In primis, per l&#8217;eccellenza della performance di Emma Stone, già vincitrice di un Golden Globe come miglior attrice protagonista per la sua interpretazione nel ruolo di Bella Baxter, e poi, per l’originalità della storia tratta dal romanzo dello scrittore scozzese Alasdair Gray che, grazie alla trasposizione cinematografica di Lanthimos, assume nuove forme e spessore trasportando lo spettatore in un viaggio alla scoperta di sé.&nbsp;</p>



<p>L’ambientazione del racconto è la Londra vittoriana &#8211; anche se, nella versione originale del romanzo, tutto parte da Glasgow, in Scozia &#8211; dove le donne vivono una condizione di vita subordinata e sottomessa agli uomini.&nbsp;</p>



<p>Gli unici ruoli che vengono loro pubblicamente riconosciuti sono quelli di moglie e madre con un destino legato a doppio filo a quello dell’uomo più vicino. Le donne sono effettivamente rappresentate come un’appendice dell’uomo che ne fa uso (ed abuso) a suo piacimento e la loro esistenza si consuma all’intero delle mura domestiche, vere e proprie prigioni dorate.&nbsp;</p>



<p>All’interno di questa cornice si inserisce il personaggio di Bella Baxter, una donna non convenzionale poiché “nata” dalla mente dello scienziato Godwin Baxter che, inizialmente, viene presentata come una donna in possesso di scarse capacità cognitive. Nonostante la sua diversità, Bella vive, grazie (o a causa) dell’intervento di suo padre, una vita simile in tutto e per tutto alle altre donne della sua epoca: poche, controllate interazioni sociali, poche possibilità di svago, un’esistenza spesa tra noiose attività domestiche e poco altro.</p>



<p>L’equilibrio iniziale della storia così come il personaggio di Bella inizia ad essere turbato quando appare un primo nuovo personaggio, l’assistente di Godwin Baxter, Max Candless, chiamato dallo stesso Godwin per partecipare ad uno “studio sperimentale” su Bella.&nbsp;</p>



<p>La ragazza, infatti, si comporta come una bambina nel corpo di un’adulta, che deve essere monitorata e studiata nel suo quotidiano. Così, Max e Bella iniziano a passare molto tempo insieme, lei è incuriosita dalle interazioni con Max ed inizia ad evolvere come individuo. Scopre la sessualità ed inizia a chiedere di uscire. Si accorge che oltre le mura di casa c’è un mondo da esplorare. Questo suo desiderio di scoperta si scontra con la figura paterna di Godwin che vorrebbe per la figlia un matrimonio con il suo praticante.</p>



<p>Il futuro della ragazza sembra ormai scritto se non fosse per l’entrata in scena dell’avvocato Duncan Wedderburn, che si invaghisce di Bella e le propone di fuggire all’estero. Bella, disorientata dalla richiesta, non resiste al richiamo dell’avventura e decide di partire sotto la promessa di tornare dal viaggio e sposare Max.</p>



<p>Da qui in poi, il viaggio di Bella sarà un viaggio di maturazione alla scoperta di sé e del proprio posto del mondo. Toccherà molte città, tra cui Lisbona, Alessandria d’Egitto e Parigi. In questi viaggi la personalità di Bella andrà via via formandosi attraverso le diverse esperienze che la porteranno ad evolversi in una giovane donna, matura e decisa che sfida, spesso anche inconsapevolmente, lo status quo cui tutti sono abituati.</p>



<p>Bella, rompe gli schemi quando, da vittima dell’avvocato rubacuori, si trasforma in femme fatale, spingendo il povero Duncan Wederburn ad impazzire per amore. Lei stessa, decide di mantenersi da sola a Parigi in una casa di piacere per “sperimentare” e “conoscere” i meccanismi del mondo. Man mano che il film avanza, la figura di Bella si trasforma sempre più e passa dall’essere una ragazzina inerme ad una donna emancipata che gli uomini intorno a lei non riescono più a controllare.</p>



<p>Gli stereotipi dell’epoca vittoriana, dove le donne sono viste come appendici degli uomini vengono completamente ribaltate e nessuno, né il padre, né il futuro sposo, né l’amante, saranno più in grado di avere un’influenza su di lei.</p>



<p>Il viaggio si conclude con la decisione di Bella di tornare a casa per assistere il padre ammalato, ma la ragazza che torna nella casa di Londra ha poco a che fare con la ragazzina partita tempo prima.</p>



<p>Indomita ed ormai completamente emancipata, Bella si presenterà al padre con un disegno chiaro per sé e tanti progetti per il futuro che porterà avanti con la determinazione di una donna che ha scoperto se stessa, la propria forza e che è in grado di affrontare le mille avventure che la vita spesso riserva.</p>



<p>Crediti immagine: locchiodelcineasta.com</p>



<p class="has-text-align-center"><em>Articolo pubblicato</em> <em>su Il Quotidiano del Sud &#8211; L&#8217;Altravoce dei ventenni </em></p>
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		<title>“Britney in Versace”, il nuovo singolo della cantante Lucia è un inno all’Estate ed alla spensieratezza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Annarosa Vico]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Aug 2023 06:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Lucia non è nuova ai lettori di Venti. Se seguite il nostro blog, nella sezione musicale, sotto la voce artisti emergenti, avrete sicuramente trovato l’intervista alla giovane cantautrice siciliana che si è già fatta apprezzare dal pubblico con il suo brano “Dentro Questa Casa” (per chi si fosse perso l’intervista, è possibile leggerla qui). Adesso che l’Estate è arrivata, con la sua luce ed i suoi colori, la voglia di “staccare i pensieri” e godersi il mare, ecco che viene [&#8230;]</p>
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<p>Lucia non è nuova ai lettori di Venti. Se seguite il nostro blog, nella sezione musicale, sotto la voce artisti emergenti, avrete sicuramente trovato l’intervista alla giovane cantautrice siciliana che si è già fatta apprezzare dal pubblico con il suo brano “Dentro Questa Casa” (per chi si fosse perso l’intervista, è possibile leggerla qui).</p>



<p>Adesso che l’Estate è arrivata, con la sua luce ed i suoi colori, la voglia di “staccare i pensieri” e godersi il mare, ecco che viene proposto un nuovo singolo, più gioioso e dal ritmo dance intitolato “Britney in Versace”.</p>



<p>Il nuovo brano di Lucia è un inno pop ed una spinta a lasciarsi andare al calore della stagione Estiva per godersi un attimo di divertimento accompagnati da buona musica.</p>



<p>Il brano, “Britney in Versace”, si caratterizza per un sound spumeggiante e ritmato. Come suggerisce il titolo, la canzone è ispirata ai brani della regina del pop, Britney Spears che, per l’occasione, si veste in Versace!</p>



<p>È possibile ascoltare “Britney in Versace” sulle principali piattaforme digitali come Spotify e YouTube, cercando il canale di Lucia.</p>



<p>Di seguito l’intervista di presentazione a questo scoppiettante brano estivo con un commento dell’autrice.</p>



<p><strong>“Britney in Versace” ha un ritmo ed un’atmosfera diversa rispetto al primo singolo “Dentro Questa Casa”, perché questa scelta?</strong></p>



<p>Ho deciso di fare qualcosa più pop, dance per l’Estate, sperimentare qualcosa che non avevo mai fatto neanche con le cover, che facesse ballare e coinvolgesse di più il pubblico.</p>



<p>Britney (Spears) è da sempre un’icona della musica pop, una fonte di ispirazione, una donna di cui si parla molto e questo singolo la vuole ricordare. Inoltre, c’è un grande ritorno agli anni 2000, anche nel mondo della moda, quindi quale migliore occasione per celebrare l’Estate e la musica se non con un tributo ad un’icona mondiale del pop?</p>



<p><strong>Come è nata l’idea del singolo “Britney in Versace”?</strong></p>



<p>Il brano è stato scritto con altri tre cantanti, uno di Roma, uno Calabrese ed un’altra di Genova. Abbiamo scritto il brano velocemente presi dall’ispirazione. Ci siamo chiesti: “come ci sentiamo, cosa vogliamo creare con la musica?”; da lì è nata l’esigenza di realizzare un brano divertente e ballabile, ci siamo detti “divertiamoci!”.</p>



<p>Ognuno di noi conosceva Britney, quindi ci siamo ispirati a lei ed alla sua musica. Ciascuno ha contribuito con una frase, un’idea e pian piano è nato il brano. Il ritornello è ispirato al famoso brano “Gimme More”.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img width="1024" height="1024" src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-Singolo-Britney-in-Versace.jpeg" alt="" class="wp-image-34130" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-Singolo-Britney-in-Versace.jpeg 1024w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-Singolo-Britney-in-Versace-300x300.jpeg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-Singolo-Britney-in-Versace-150x150.jpeg 150w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-Singolo-Britney-in-Versace-125x125.jpeg 125w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-Singolo-Britney-in-Versace-750x750.jpeg 750w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Crediti: Dan Dannato</figcaption></figure></div>



<p><strong>Nel video di “Britney in Versace” c’è un inedito, ti vediamo ballare! Inoltre, i look sia tuoi che dei ballerini richiamano le atmosfere anni 90, puoi dirci di più?</strong></p>



<p>Personalmente oltre alla musica mi sono anche dedicata allo studio della moda, nello specifico ho preso un diploma in styling e questo mi ha aiutato a richiamare le atmosfere anni 90, dagli abiti ai capelli, tutto richiama la cultura pop dell’epoca.</p>



<p>Alcuni ballerini sono gli stessi che ritroviamo anche nel video del mio precedente brano “Dentro Questa Casa”. Sono ragazzi che conosco e che sanno interpretare ed immaginare il brano molto bene.</p>



<p><strong>Nel video, oltre alla danza, ci sono delle stupende riprese realizzate da una decapottabile, che viene anche citata nel brano, cosa rappresenta?</strong></p>



<p>La decapottabile è un richiamo alla spensieratezza. La macchina che si vede nel video appartiene ad una collezione privata di macchine d’epoca ed era perfetta per la canzone.</p>



<p><strong>Dov’è girato il video della canzone “Britney in Versace”?</strong></p>



<p>Le riprese esterne sono state realizzate in Sicilia, a Taormina e Santa Maria della Scala, nelle zone di Acireale. Le riprese interne invece sono state realizzate in uno studio di registrazione in provincia di Catania.</p>



<p><strong>Credi che ci siano delle similitudini tra il tuo primo brano “Dentro Questa Casa” ed il nuovo singolo “Britney in Versace”?</strong></p>



<p>Possiamo dire che i due brani “si parlano” perché sono sempre io che li interpreto, fanno parte di un mio percorso di crescita artistica, ma sono anche due brani a sé stante, ognuno con una propria anima.</p>



<p><strong>In ultimo, con il singolo “Britney in Versace” è stata lanciata una challenge su TikTok, come possiamo partecipare?</strong></p>



<p>L’Estate è la stagione giusta per lasciarsi alle spalle le preoccupazioni e rigenerarsi. La challenge consiste nel realizzare un piccolo ballo che è stato creato con l’aiuto del mio coreografo. Su internet sono già disponibili i video realizzati da me e dai ballerini, si possono prendere come esempio ed essere replicati sui propri canali taggandoci.</p>



<p>Se vuoi partecipare anche tu alla challenge lanciata da Lucia in occasione del suo nuovo singolo “Britney in Versace”, cerca su Instagram o TikTok la pagina “@luciasonoio” e realizza anche tu il tuo personale ballo con l’hashtag #britneyinversace.</p>
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		<title>EVULPO: the e-learning platform loved by European students</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Annarosa Vico]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Jun 2023 16:31:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ESPERIENZE]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>This interview is to present EVULPO, an innovative company based in Zurich with an international heart and an ambitious goal: bring affordable education to students aging 9 to 19 years old across the world. It all started with an idea born from the imagination of three friends already active in the tutoring industry which understood the market was “hungry” for educational content to be enjoyed with the support of digital tools. In fact, it seems like EVULPO is answering the [&#8230;]</p>
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<p>This interview is to present EVULPO, an innovative company based in Zurich with an international heart and an ambitious goal: bring affordable education to students aging 9 to 19 years old across the world. It all started with an idea born from the imagination of three friends already active in the tutoring industry which understood the market was “hungry” for educational content to be enjoyed with the support of digital tools. In fact, it seems like EVULPO is answering the students need for flexible and tailored classes shaped according to the school curricula. Following the interview with Dr. Christian Marty, EVULPO CEO and co-founder.</p>



<p><strong>Dr. Marty thank you for having this interview with Venti Blog, may I ask how the idea of EVULPO was born?</strong></p>



<p>In 2017, together with two colleagues, we built a tutoring company. It was a classic tutoring company, a physical company and it proved to be a big success, but we soon realised kids needed something different. In fact, many of them expressed the wish to learn online, with the support of videos and without the need to carry a heavy book around. So, we listened to them, to the kids, and created EVULPO, an online educational platform, with lots of learning material available. You could say, we listened to what the customer was demanding and created a product based on the customer feedback. Moreover, we wanted to be international, therefore together with the help of our investors, we analysed the curricula of several EU countries, focusing on the age group of kids from 9 to 19 years old, the market segment from first grade to the final school year and created an offer which is country specific.</p>



<p><strong>You can’t build a great product without a great team, what is the role that your people play in the creation of EVULPO?</strong></p>



<p>We built the platform with the help of 250 people. We have teams in any area where the platform is present, for instance: in Milano we collaborate with 30/40 people, same in London and Madrid. They contribute to EVULPO development by analysing the school curricula and making sure the offered content is relevant and up to date. The first step for us is to understand the local educational market, the second step is to create a compelling learning material. &nbsp;We work a lot with freelancers while the core team is focused on tech, marketing, and content creation.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-large"><img width="632" height="1024" src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/06/evulpo_CEO_Christian-Marty-1-632x1024.jpg" alt="" class="wp-image-33742" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/06/evulpo_CEO_Christian-Marty-1-632x1024.jpg 632w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/06/evulpo_CEO_Christian-Marty-1-185x300.jpg 185w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/06/evulpo_CEO_Christian-Marty-1-947x1536.jpg 947w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/06/evulpo_CEO_Christian-Marty-1-scaled.jpg 1263w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/06/evulpo_CEO_Christian-Marty-1-750x1216.jpg 750w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/06/evulpo_CEO_Christian-Marty-1-1200x1945.jpg 1200w" sizes="(max-width: 632px) 100vw, 632px" /><figcaption>EVULPO CEO, Christian Marty</figcaption></figure></div>



<p><strong>How can users interact with your content? What is your business model?</strong></p>



<p>EVULPO is web-based (<a href="https://evulpo.com/it/it">https://evulpo.com/it/it</a>), a mobile app is not available yet. For the platform to monetise, we made a “premium model” available to the user. It is of course always possible to register for free and, even in this case, you’d have access to most of the learning material, but of course we aim at converting as much users as possible to the “premium feature”. If you navigate the platform as a free user, you are going to encounter “blocking tools” such as adds, or a limit to the download of the material. This is to encourage users to access the “premium” features while still making the platform available to everyone. &nbsp;</p>



<p><strong>Your idea is very innovative, but so are plenty of other e-learning companies in the market. How do you differentiate yourself from the competitors?</strong></p>



<p>EVULPO is very different with respect to other competitors working in the e-learning industry. First, EVULPO radically focuses on the school curriculum, in this way, we create a learning experience that is custom-made and tailored to each country. Secondly, our target is very clear, we reach students from age 9 to 19, this is our focus, it is not professionals, it is not adult learning, all the content is created with our target in mind, so we make sure to stay relevant and appealing to our customers. Thirdly, we focus on many important subjects based on the curricula requirements, math, psychology, etc. there is a huge range of available topics, and you won’t find such combination in any other operators of the e-learning industry. &nbsp;</p>



<p><strong>You started as a small company in Switzerland, but you are coming close to become an international player. How to do you see EVULPO evolving in the future?</strong></p>



<p>We started in Switzerland, and we saw that our model worked as we got very good results. This gave us the confidence to replicate the model into other European countries, so we started expanding in neighbouring markets, Italy, France, UK. We learn by doing, if we manage to understand one market, then we take the lessons learnt and apply it to open new business possibilities. For instance, once we understood the Spanish market, then we moved to the Portuguese one, and so on. We want to growth sustainably, step by step and perhaps, one day we are going to be able to reach further markets such as South America and Africa.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="1024" height="683" src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/06/evulpo_Learning_7-1-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-33743" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/06/evulpo_Learning_7-1-1024x683.jpg 1024w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/06/evulpo_Learning_7-1-300x200.jpg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/06/evulpo_Learning_7-1-1536x1024.jpg 1536w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/06/evulpo_Learning_7-1-scaled.jpg 2048w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/06/evulpo_Learning_7-1-360x240.jpg 360w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/06/evulpo_Learning_7-1-480x320.jpg 480w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/06/evulpo_Learning_7-1-720x480.jpg 720w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/06/evulpo_Learning_7-1-1200x800.jpg 1200w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/06/evulpo_Learning_7-1-750x500.jpg 750w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>EVULPO, learn from anywhere</figcaption></figure>



<p><strong>Would you think of EVULPO as a company having a social impact?</strong></p>



<p>When we were building the platform, we realised that connecting business impact and social impact is easier in the education sector. There are not so many business fields where you can have an impact, maybe if you work with environment related topics, poverty, or social work, those could be relevant, but we started from our experience, the tutoring school. Classic tutoring is very expensive, but with the help of the digital platform, we made learning easier to access. In a way, this is the impact we have, even If social impact is a broader topic, but we do realise that we are able to reach a huge group of students and we take pride in this.</p>



<p>EVULPO is an innovative company that has modernised the old concept of turoting by turning it into a digital platform capable of reaching students across Europe.</p>



<p></p>



<p></p>
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		<title>EVULPO: La piattaforma e-learning amata dagli studenti Europei</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Annarosa Vico]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Jun 2023 14:09:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Questa intervista è per presentare EVULPO, un&#8217;azienda innovativa con sede a Zurigo, dal cuore internazionale e con un obiettivo ambizioso: portare l&#8217;istruzione a prezzi accessibili agli studenti dai 9 ai 19 anni di tutto il mondo. Tutto è iniziato con un&#8217;idea nata dalla fantasia di tre amici già attivi nel settore del tutoraggio che hanno capito che il mercato era &#8220;affamato&#8221; di contenuti educativi da fruire con il supporto di strumenti digitali. In effetti, sembra che EVULPO stia rispondendo all&#8217;esigenza [&#8230;]</p>
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<p class="has-drop-cap">Questa intervista è per presentare EVULPO, un&#8217;azienda innovativa con sede a Zurigo, dal cuore internazionale e con un obiettivo ambizioso: portare l&#8217;istruzione a prezzi accessibili agli studenti dai 9 ai 19 anni di tutto il mondo. Tutto è iniziato con un&#8217;idea nata dalla fantasia di tre amici già attivi nel settore del tutoraggio che hanno capito che il mercato era &#8220;affamato&#8221; di contenuti educativi da fruire con il supporto di strumenti digitali. In effetti, sembra che EVULPO stia rispondendo all&#8217;esigenza degli studenti di avere lezioni flessibili e personalizzate, modellate in base ai programmi scolastici. Di seguito l&#8217;intervista con il Dr. Christian Marty, CEO e co-fondatore di EVULPO.</p>



<p><strong>Dr. Marty grazie per questa intervista, posso chiederle come è nata l&#8217;idea di EVULPO?</strong></p>



<p>Nel 2017, insieme a due colleghi, abbiamo costituito una società di tutoring. Si trattava di una classica azienda di tutoraggio, un&#8217;azienda fisica, e si è rivelata un grande successo, ma presto ci siamo resi conto che i ragazzi avevano bisogno di qualcosa di diverso. Infatti, molti di loro hanno espresso il desiderio di imparare online, con il supporto di video e senza la necessità di portarsi dietro un libro. Così, li abbiamo ascoltati, abbiamo ascoltato i bambini, e abbiamo creato EVULPO, una piattaforma educativa online, con tanto materiale didattico a disposizione. Si può dire che abbiamo ascoltato le richieste dei clienti e abbiamo creato un prodotto basato sul loro riscontro. Inoltre, volevamo essere internazionali, quindi, con l&#8217;aiuto dei nostri investitori, abbiamo analizzato i programmi di studio di diversi Paesi dell&#8217;UE, concentrandoci sulla fascia di età dei ragazzi dai 9 ai 19 anni, sul segmento di mercato che va dalla prima elementare all&#8217;ultimo anno scolastico e creando un&#8217;offerta specifica per ogni Paese.</p>



<p><strong>Non si può costruire un grande prodotto senza una grande squadra, qual è il ruolo del vostro personale nella creazione di EVULPO?</strong></p>



<p>Abbiamo costruito la piattaforma con l&#8217;aiuto di 250 persone. Abbiamo diversi gruppi in ogni area in cui la piattaforma è presente, per esempio: a Milano collaboriamo con 30/40 freelance, lo stesso a Londra e Madrid. Queste persone contribuiscono allo sviluppo di EVULPO analizzando i programmi scolastici e assicurandosi che i contenuti offerti siano pertinenti e aggiornati. Il primo passo per noi è capire il mercato educativo locale, il secondo è creare un materiale didattico convincente.&nbsp; Lavoriamo molto con i freelance, mentre il gruppo principale si occupa di tecnologia, marketing e creazione di contenuti.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-large"><img width="632" height="1024" src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/06/evulpo_CEO_Christian-Marty-632x1024.jpg" alt="" class="wp-image-33739" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/06/evulpo_CEO_Christian-Marty-632x1024.jpg 632w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/06/evulpo_CEO_Christian-Marty-185x300.jpg 185w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/06/evulpo_CEO_Christian-Marty-947x1536.jpg 947w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/06/evulpo_CEO_Christian-Marty-scaled.jpg 1263w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/06/evulpo_CEO_Christian-Marty-750x1216.jpg 750w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/06/evulpo_CEO_Christian-Marty-1200x1945.jpg 1200w" sizes="(max-width: 632px) 100vw, 632px" /><figcaption>EVULPO CEO, Christian Marty</figcaption></figure></div>



<p><strong>Qual è il vostro modello di business?</strong></p>



<p>EVULPO è basato sul web (https://evulpo.com/it/it), non è ancora disponibile un&#8217;applicazione mobile. Per monetizzare dalla piattaforma, abbiamo messo a disposizione degli utenti un &#8220;modello premium&#8221;. Naturalmente è sempre possibile registrarsi gratuitamente e, anche in questo caso, si avrebbe accesso alla maggior parte del materiale didattico, ma ovviamente puntiamo a convertire il maggior numero possibile di utenti alla &#8220;funzione premium&#8221;. Se si naviga sulla piattaforma come utente gratuito, si incontrano &#8220;strumenti di blocco&#8221; come le aggiunte di pubblicità o un limite al download del materiale. Questo per incoraggiare gli utenti ad accedere alle funzioni &#8220;premium&#8221;, pur rendendo la piattaforma disponibile a tutti.</p>



<p><strong>La vostra idea è molto innovativa, ma lo sono anche molte altre aziende di e-learning sul mercato. Come vi differenziate dai concorrenti?</strong></p>



<p>EVULPO è molto diversa rispetto agli altri concorrenti che operano nel settore dell&#8217;e-learning. In primo luogo, EVULPO si concentra radicalmente sul curriculum scolastico, creando così un&#8217;esperienza di apprendimento personalizzata e su misura per ogni Paese. In secondo luogo, il nostro target è molto chiaro: ci rivolgiamo agli studenti dai 9 ai 19 anni, questo è il nostro obiettivo, non si tratta di professionisti, non si tratta di apprendimento per adulti, tutti i contenuti sono creati tenendo conto del nostro target, in modo da essere sicuri di rimanere rilevanti e attraenti per i nostri clienti. In terzo luogo, ci concentriamo su molte materie importanti in base ai requisiti dei curricula, matematica, psicologia, ecc. C&#8217;è un&#8217;enorme gamma di argomenti disponibili e non troverete una tale combinazione in nessun altro operatore del settore dell&#8217;e-learning.</p>



<p><strong>Come vede EVULPO evolversi in futuro?</strong></p>



<p>Abbiamo iniziato in Svizzera e abbiamo visto che il nostro modello funzionava, ottenendo ottimi risultati. Questo ci ha dato la fiducia necessaria per replicare il modello in altri Paesi europei, così abbiamo iniziato a espanderci nei mercati vicini, Italia, Francia, Regno Unito. Impariamo facendo, se riusciamo a capire un mercato, prendiamo le lezioni apprese e le applichiamo per aprire nuove possibilità di business. Per esempio, una volta compreso il mercato spagnolo, siamo passati a quello portoghese e così via. Vogliamo crescere in modo sostenibile, passo dopo passo, e forse un giorno riusciremo a raggiungere altri mercati come il Sud America e l&#8217;Africa.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="1024" height="683" src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/06/evulpo_Learning_7-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-33740" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/06/evulpo_Learning_7-1024x683.jpg 1024w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/06/evulpo_Learning_7-300x200.jpg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/06/evulpo_Learning_7-1536x1024.jpg 1536w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/06/evulpo_Learning_7-scaled.jpg 2048w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/06/evulpo_Learning_7-360x240.jpg 360w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/06/evulpo_Learning_7-480x320.jpg 480w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/06/evulpo_Learning_7-720x480.jpg 720w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/06/evulpo_Learning_7-1200x800.jpg 1200w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/06/evulpo_Learning_7-750x500.jpg 750w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>EVULPO, learn from anywhere</figcaption></figure>



<p><strong>Pensa a EVULPO come a un&#8217;azienda con un impatto sociale?</strong></p>



<p>Quando stavamo costruendo la piattaforma, ci siamo resi conto che collegare l&#8217;impatto commerciale e l&#8217;impatto sociale è più facile nel settore dell&#8217;istruzione. Non ci sono molti settori aziendali in cui si può avere un impatto, forse se si lavorasse su temi legati all&#8217;ambiente, alla povertà o al lavoro, questi potrebbero essere rilevanti, ma noi siamo partiti dalla nostra esperienza, la scuola di tutoraggio. Il tutoraggio classico è molto costoso, ma con l&#8217;aiuto della piattaforma digitale abbiamo reso più facile l&#8217;accesso all&#8217;apprendimento. In un certo senso, questo è l&#8217;impatto che abbiamo, anche se l&#8217;impatto sociale è un argomento più ampio, ma ci rendiamo conto che siamo in grado di raggiungere un gruppo enorme di studenti e ne siamo orgogliosi.</p>



<p>EVULPO è un’azienda innovativa che ha rimodernato il vecchio concetto della “ripetizione delle lezioni” trasformandolo in una piattaforma digitale in grado di raggiungere gli studenti di tutta Europa.</p>



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<p class="has-text-align-center"><em>Articolo pubblicato</em> <em>su Il Quotidiano del Sud &#8211; L&#8217;Altravoce dei ventenni </em></p>



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		<title>L’incoronazione di Re Carlo III, come cambia il volto della monarchia inglese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Annarosa Vico]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 May 2023 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’incoronazione di Re Carlo III, svoltasi domenica 6 maggio 2023, ha cambiato per sempre il volto della monarchia inglese. Carlo, primogenito dell’amatissima sovrana Elisabetta II, è diventato re seguendo un rituale antico pregno di simbolismi propri della tradizione liturgica anglicana. L’incoronazione si è tenuta presso l’Abbazia di Westminster, officiata dall’Arcivescovo di Canterbury Justin Welby davanti ad un pubblico di circa 2000 persone provenienti da 203 diversi paesi. Tra i notabili si ricordano i discendenti diretti di Re Carlo III, William [&#8230;]</p>
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<p class="has-drop-cap">L’incoronazione di Re Carlo III, svoltasi domenica 6 maggio 2023, ha cambiato per sempre il volto della monarchia inglese. Carlo, primogenito dell’amatissima sovrana Elisabetta II, è diventato re seguendo un rituale antico pregno di simbolismi propri della tradizione liturgica anglicana. L’incoronazione si è tenuta presso l’Abbazia di Westminster, officiata dall’Arcivescovo di Canterbury Justin Welby davanti ad un pubblico di circa 2000 persone provenienti da 203 diversi paesi. Tra i notabili si ricordano i discendenti diretti di Re Carlo III, William il Principe di Galles con la moglie Kate e i figli George, Charlotte e Louis; il Principe Harry; altri discendenti della Regina Elisabetta II come la Principessa Anna, il Principe Andrea e il Principe Edoardo; diversi esponenti del governo britannico tra cui il Primo Ministro Rishi Sunak; politici dei paesi del Commonwealth come il Primo Ministro canadese, Justin Trudeau, il Primo Ministro Australiano, Anthony Albanese; esponenti di altre monarchie europee come il Re e la Regina di Svezia, i Duchi di Lussemburgo, il Re e la Regina di Spagna. In rappresentanza dell’Italia, ha partecipato all’incoronazione di Re Carlo il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, accompagnato dalla figlia Laura. </p>



<p>Le celebrazioni sono iniziate il mattino del 6 maggio alle 10.20, quando il futuro re e la futura regina consorte Camilla hanno lasciato Buckingham Palace per dirigersi verso l’Abbazia di Westminster. La processione si è svolta con l’ausilio della carrozza <em>Diamond Jubilee State Coach</em> usata per celebrare i 60 anni di regno della Regina Elisabetta. Ad attendere i futuri sovrani nei pressi di Buckingham Palace vi erano più di 4000 persone, tra cui molti rappresentanti dell’NHS – il servizio sanitario nazionale – che il futuro Re ha voluto omaggiare allestendo degli appositi stand esterni per poter partecipare all’evento. La cerimonia a Westminster è iniziata alle 11.00 del mattino, all’arrivo, Carlo indossava una tradizionale tonaca rossa ed era seguito da numerosi paggi, tra cui i nipoti della futura regina consorte, Camilla e il Principe George, primogenito del Principe William ed erede al trono d’Inghilterra. L’Inghilterra è l’ultimo dei paesi Europei ad utilizzare nella cerimonia di incoronazione i <strong><em>regalia</em></strong> tra cui la corona, il globo e lo scettro. La cerimonia è durata circa due ore ed i momenti più importanti posso essere ricondotti ai seguenti passaggi: il riconoscimento, il giuramento, l’unzione, l’investitura, l’insediamento. Il riconoscimento è il momento in cui il futuro sovrano viene presentato al popolo, questo è anche il momento in cui ufficialmente gli ospiti possono gridare “God Save the King” accompagnati dal suono delle trombe. Il giuramento, coordinato dall’Arcivescovo di Canterbury, è il momento in cui viene ufficialmente domandato al futuro Re di comportarsi secondo le regole della Chiesa d’Inghilterra. L’unzione è il terzo passaggio ed avviene con l’olio sacro, il Re viene unto sul capo, sul petto e sulle mani sancendo il suo ruolo di capo della Chiesa Anglicana. L’investitura è il vero e proprio momento dell’incoronazione e l’unica volta che il sovrano indosserà la corona di Sant’Edoardo, realizzata nel 1661 e usata ancora oggi nei rituali del Regno Unito. L’insediamento è il momento in cui il re si siede sul trono per ricevere gli omaggi di altri sovrani e ospiti: nel caso di Re Carlo III, l’unico a rendere omaggio è stato il primogenito, il Principe William, in una emozionante sequenza d’immagini in cui il Re, visibilmente commosso, sussurra un ringraziamento. In seguito dell’incoronazione del Re, è giunto il momento della regina consorte, il cui rituale è più breve e non prevede il giuramento. Poi, entrambi i monarchi, ricevono la sacra Comunione prima di recarsi presso la cappella di Sant’Edoardo da dove partirà la processione che riporterà tutti a Buckingham Palace. </p>



<p>La processione di rientro su Buckingham Palace è avvenuta secondo il protocollo che prevede i nuovi sovrani recarsi a palazzo sulla <em>Gold State Coach</em>, la carrozza d’oro, seguiti dagli altri <em>Royal Family Members</em> in un percorso a tappe coronato da migliaia di turisti. L’incoronazione di Carlo III rappresenta un momento significativo per tutta la monarchia britannica: dopo la lunga era elisabettiana, ora è la volta del figlio Carlo, che ha aspettato questo momento per tutta la vita. Ora, all’età di 74 anni, Carlo è finalmente diventato Re e non resta che dire “God Save the King”.</p>



<p class="has-text-align-center"><em>Articolo pubblicato</em> <em>su Il Quotidiano del Sud &#8211; L&#8217;Altravoce dei ventenni </em></p>
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		<title>The Good Mothers: una storia di donne e ‘ndrangheta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Annarosa Vico]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Apr 2023 13:53:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CINEMA & TV]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[serie tv]]></category>
		<category><![CDATA[the good mothers]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“The Good Mothers” – “Le Brave Madri” – è una serie televisiva prodotta da Disney+ e disponibile sulla stessa piattaforma dallo scorso 5 aprile; racconta la storia di quattro donne che, per motivi diversi, si trovano a fronteggiare una delle più temibili organizzazioni criminali, la ‘Ndrangheta calabrese. Basato sul romanzo del giornalista e scrittore britannico Alex Perry, “The Good Mothers” offre allo spettatore uno sguardo inedito del fenomeno mafioso, che viene interamente raccontato dal punto di vista delle donne. Il [&#8230;]</p>
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<p class="has-text-align-center"><em>“The Good Mothers” – “Le Brave Madri” – è una serie televisiva prodotta da Disney+ e disponibile sulla stessa piattaforma dallo scorso 5 aprile; racconta la storia di quattro donne che, per motivi diversi, si trovano a fronteggiare una delle più temibili organizzazioni criminali, la ‘Ndrangheta calabrese.</em></p>



<p class="has-drop-cap">Basato sul romanzo del giornalista e scrittore britannico Alex Perry, “<strong>The Good Mothers</strong>” offre allo spettatore uno sguardo inedito del <strong>fenomeno mafioso</strong>, che viene <strong>interamente raccontato dal punto di vista delle donne</strong>. Il primo personaggio che compare nella storia è Denise Cosco – interpretata dalla giovanissima Gaia Girace, già protagonista della fiction tratta dal bestseller di Elena Ferrante, “L’amica geniale” – figlia del boss Carlo Cosco – interpretato dall’attore calabrese Francesco Colella – e di Lea Garofalo – interpretata da Micaela Ramazzotti – entrambi originari di Pagliarelle, piccolo paese della provincia di Crotone, ed entrambi affiliati alla ‘ndragheta: Lea per nascita prima e matrimonio poi, Carlo per partecipazione a giri delinquenziali che lo vedono scalare i vertici dell’organizzazione che si arricchisce grazie allo smercio di cocaina in giro per l’Europa. Durante quella che sembrerebbe un’innocua gita fuori porta a Milano con i genitori, Lea misteriosamente scompare e Denise deve fronteggiare un incubo che vede la propria famiglia tramare alle spalle della madre, colpevole di essere stata anni prima testimone di giustizia. Ben presto Denise capirà che la ‘ndrangheta non fa sconti a nessuno, vive seguendo regole precise: non sono permesse deroghe o errori, qualsiasi “sbavatura” si paga molto cara.</p>



<p>Per le donne di “The Good Mothers”, <strong>la famiglia rappresenta un legame indissolubile e una maledizione</strong>. Le donne della ‘ndrangheta infatti sono sfruttate, massacrate e perfino uccise nelle loro case. I parenti si trasformano velocemente da protettori a carnefici in una dinamica perversa accettata dalla società come “la prassi”. Questo scenario è chiaro a un altro dei personaggi chiave della storia, il pubblico ministero Anna Colace – interpretato da Barbara Chichiarelli – che, a differenza dei suoi colleghi uomini, realizza l’importanza del ruolo delle donne all’interno delle organizzazioni criminali e decide che proprio queste potrebbero permettere alla giustizia di permeare la trama inaccessibile di regole e segreti delle famiglie ‘ndranghetiste. Questa fittissima rete di intrighi e traffici inattaccabile dall’esterno può essere attaccata dall’interno, con l’aiuto delle donne.</p>



<p>Donne prigioniere nella propria casa, donne costrette a sposarsi da ragazzine per crescere figli condannati allo stesso destino, donne i cui sogni e desideri vengono soffocati dai rigidissimi codici di comportamento che non consentono di esercitare la più piccola libertà che sia il desiderio di trattenersi a parlare con un’amica qualche minuto in più nella piazza del paese, o decidere di indossare del rossetto rosso senza essere bollata come “puttana” e per questo venire massacrata di botte.<br><strong>La ‘ndragheta, che usa gli uomini per creare la rete delinquenziale, diventa un fenomeno più crudele e pericoloso per le donne</strong> che, oltre a vivere sottomesse e dover obbedire al potere maschile, vivono con il terrore di vedersi portati via i figli o peggio, che questi seguano le orme dei propri padri e familiari e vengano iniziati ad una vita di delitti in un eterno ripetersi di schemi dove la violenza e la sopraffazione la fanno da padrone.</p>



<p>La P.M. Anna Colace, nel corso delle sue indagini, tiene sotto stretta sorveglianza tre famiglie in particolare, che sono le protagoniste della serie: la famiglia Cosco di Pagliarelle, di cui fanno parte Denise, il padre Carlo e la madre Lea; la famiglia Pesce di Rosarno, di cui fanno parte, tra gli altri, Francesco, detto “Ciccio” e la sorella Giuseppina – interpretata dall’attrice Valentina Bellé; la famiglia Cacciola, di cui fa parte Maria Concetta – interpretata dall’attrice Simona Distefano. La strategia della P.M. è all’apparenza semplice: convincere le donne delle famiglie ‘ndranghetiste a collaborare con la giustizia mostrando loro un’alternativa a quella vita di soprusi. L’operazione, però, si rivela tutt’altro che semplice. Se da un lato collaborare con la giustizia rappresenta per queste donne l’opportunità di ottenere quella libertà sempre negata, dall’altro lato significa voltare le spalle alla famiglia, tradirle, allontanarsi dai figli, essere disconosciute dal paese di origine; in poche parole, restare sole. È questo che succede a Giuseppina e Concetta. Entrambe, per motivi diversi, decidono di collaborare con la P.M. e vengono poste nel programma di “protezione testimoni”. Lasciano le proprie case, “abbandonano” i figli ed iniziano una vita sotto scorta. Vengono trasferite in altre regioni, lontano dalla Calabria, ed iniziano un periodo di isolamento che proibisce loro di contattare i propri genitori, gli amici o chiunque appartenga alla “vita precedente”. Una solitudine estrema che, per alcune di loro, diventa più insopportabile delle antiche dinamiche.</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>Allora, cosa resta da fare?<br>Quando i tuoi familiari minacciano di trovarti anche in capo al mondo, o peggio, se ti fanno credere di averti “perdonato l’affronto” e ti invitano a tornare a casa per tornare a vivere la stessa vita di prima, quali solo le alternative?</p></blockquote>



<p>Combattute tra il desiderio di libertà e il rimorso, in una continua altalena che oscilla tra la vita e la morte, <strong>le donne di “The Good Mothers” vincono, perdono, ma soprattutto lottano</strong>, in un contesto dove i tuoi stessi familiari sono pronti a voltarti le spalle, dove parlare significa perire e quindi la maggioranza preferisce tacere. Eppure, queste donne avanzano, lentamente, smuovono le acque, fanno tremare gli uomini che si credevano invincibili. Con le loro storie risvegliano le coscienze di chi si credeva dimenticato e solo e illuminano la strada verso un futuro di libertà e pace.</p>



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<p class="has-text-align-center"><em>Articolo pubblicato</em> <em>su Il Quotidiano del Sud &#8211; L&#8217;Altravoce dei ventenni </em></p>
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		<title>Come cambiano le abitudini alimentari grazie alla Tecnologia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Annarosa Vico]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Apr 2023 10:18:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AMBIENTE]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[carne non carne]]></category>
		<category><![CDATA[carne sintetica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Pasqua ormai alle spalle ha riacceso il dibattito riguardo le nostre scelte alimentari. Tradizionalmente, il pranzo pasquale include come portata principale l’agnello, scelta che, da qualche anno a questa parte, è stata molto criticata non soltanto dalle associazioni animaliste in prima linea per la difesa dei diritti degli animali, ma anche da tante persone che si stanno muovendo verso un consumo alimentare più attento alle attuali esigenze del pianeta. Si sa che le risorse della terra vengono sistematicamente esaurite [&#8230;]</p>
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<p class="has-drop-cap">La Pasqua ormai alle spalle ha riacceso il dibattito riguardo le nostre scelte alimentari. Tradizionalmente, il pranzo pasquale include come portata principale l’agnello, scelta che, da qualche anno a questa parte, è stata molto criticata non soltanto dalle associazioni animaliste in prima linea per la difesa dei diritti degli animali, ma anche da tante persone che si stanno muovendo verso un consumo alimentare più attento alle attuali esigenze del pianeta.</p>



<p>Si sa che le risorse della terra vengono sistematicamente esaurite prima della fine dell’anno. Nel 2022, l’<strong>Earth Overshoot Day</strong>, il giorno in cui le risorse che la terra ha a disposizione per l’anno in corso, si sono esaurite il 28 di luglio. Questo significa che, fino alla fine dell’anno, abbiamo sovrautilizzate risorse che avrebbero dovuto essere destinate all’anno successivo.</p>



<p>Per il 2023, l’Earth Overshoot Day è stimato per il 27 di luglio, un giorno prima rispetto all’anno precedente: questo indica che, se non agiamo subito modificando le nostre abitudini, ci spingeremo sempre più verso l’erosione delle risorse a disposizione. È vero che l’impatto maggiore l’avrebbero le industrie e i governi, responsabili di attuare delle politiche attente all’ambiente e con uno sguardo lungimirante verso il futuro che ci aspetta; ma anche noi possiamo fare la nostra parte con piccole, ma efficaci scelte quotidiane.</p>



<p>Una delle abitudini da modificare parte dalla tavola, ovvero dal modo in cui consumiamo il cibo. Oltre ad assicurarsi prodotti provenienti da filiere di produzione controllate, ortaggi di stagione e frutta a km zero, ultimamente, l’enfasi dei media è stata sempre più posta su alternative al consumo di carne. Per gli affezionati “carnivori” questa sembrerebbe un cambio di abitudine duro da affrontare. Ormai sia sul web che nelle librerie e nelle riviste, spopolano ricette vegetali, vegane, con tante pietanze che ripropongono varianti di piatti tradizionali sostituendo la carne ad alternative vegetali, proteine animali con proteine vegetali, varie tipologie di latte vegetale, ma non solo: ci si può spingere molto più in là fino a trovare soluzioni alternative con ricette che propongono l’uso della così detta “carne artificiale”. Questo perché, per abituare il consumatore, potrebbe non essere sufficiente proporre un hamburger di melanzane o zucchine; e se questa pietanza, che siamo abituati a consumare, potesse avere lo stesso aspetto, lo stesso sapore della vera carne senza esserlo?</p>



<p>Qualche anno fa, in California, è stato creato “l’impossible burger”, un hambuger creato in laboratorio, ma dall’aspetto così simile all’hambuger tradizionale, da riuscire ad ingannare persino l’occhio del carnivoro più irriducibile. Da allora, sul mercato, la disponibilità di “carne non carne” si è moltiplicata. Specialmente in Inghilterra, è facilissimo trovare bacon, salsicce, persino “salse alla bolognese” dall’aspetto identico al prodotto originale, con la sola differenza di essere a base completamente vegetale. Ma questo, potrebbe generare confusione agli occhi dei consumatori? In Italia, dove tantissimi prodotti sono a marchio Igp e non si contano le eccellenze gastronomiche a base di carne, è giusto proporre articoli vegani con lo stesso aspetto? L’attuale governo sembrerebbe pensare di no: recentemente è stato espresso un parere negativo riguardo la coltivazione della carne in vitro, ritenuto un metodo produttivo più inquinante rispetto ai tradizionali allevamenti intensivi. In realtà, <a href="https://www.agi.it/dalla-redazione/notizie/news/2022-02-02/stop-produzione-di-carne-pianeta-salvo-15444539/">secondo uno studio dell’Università di Berkley</a>, smettere (o almeno ridurre) la produzione di carne così come siamo abituati a pensarla, potrebbe addirittura salvare il pianeta con una riduzione annuale delle CO2 pari al 68%. Secondo lo studio, l’eliminazione graduale degli allevamenti porterebbe in 15 anni alla riduzione di oltre il 30% delle emissioni totali di metano a livello globale. La carne artificiale, però, è davvero sicura? Molti sono gli scettici che preferiscono i metodi tradizionali tacciando la carne in provetta come una soluzione che potrebbe avere effetti negativi sulla salute. In realtà, un’argomentazione interessate, è posta dall’articolo disponibile sul blog di essere animali, dove, in modo provocatorio, si sostiene che “<a href="https://www.essereanimali.org/2023/03/carne-fake/">la carne che siamo abituati a mangiare è già fake</a>”.</p>



<p>In effetti, la carne che troviamo in supermercato, proveniente dagli allevamenti intensivi, non ha nulla di “naturale”. Basti pensare alle condizioni in cui sono costretti a vivere gli animali da allevamento per interrogarsi se non sia davvero la scelta migliore quella di incoraggiare un sistema di sfruttamento selvaggio che non ha alcun rispetto per gli animali e che, a conti fatti, potrebbe non essere la scelta più salutare neanche per noi. Forse, per sensibilizzare il pubblico, servirebbe una maggiore informazione che porti alla luce le opportunità e sfati anche i miti negativi che aleggiano intorno alla carne coltivata. <a href="https://www.essereanimali.org/2023/04/carne-coltivata-fao-oms/">Secondo la FAO e l’OMS</a>, è necessario puntare sulla ricerca e quindi predisporre ingenti investimenti volti al perfezionamento di queste carni sintetiche che sul lungo periodo potrebbero essere una valida alternativa ai piatti creati per come siamo abituati oggi. La ricetta sembrerebbe migliore comunicazione e migliore comunicazione scientifica sui progressi fatti e quelli ancora da compiere, abbinata a un impegno concreto da parte dei governi per puntare ad incrementare gli investimenti nella ricerca.</p>



<p>A Singapore, la carne coltivata è già in vendita ed in America l’FDA ha approvato i processi produttivi di due aziende che presto metteranno in vendita prodotti a base di carne sintetica. In Europa, l’ente che si occuperà dell’approvazione alla commercializzazione della carne sintetica sarà l’EFSA – European Food Safety Authority – e, tra qualche anno, potrebbero essere disponibili molti più prodotti a marchio UE creati a partire dalla carne sintetica. In questa corsa, la posizione dell’Italia sembra ancora diffidente. Ci metteremo in pari con gli altri Paesi o preferiremo restare affezionati ai vecchi modelli produttivi?</p>



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<p class="has-text-align-center"><em>Articolo pubblicato</em> <em>su Il Quotidiano del Sud &#8211; L&#8217;Altravoce dei ventenni </em></p>
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		<title>Nuovi talenti nel panorama musicale italiano, intervista a Lucia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Annarosa Vico]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Mar 2023 11:04:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA POP]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intervistare Lucia è stato un vero piacere, la giovanissima cantautrice di Catania, si è da subito dimostrata molto aperta e disponibile a rispondere alle domande. L’intervista parte dalla storia personale di Lucia per addentrarsi nell’analisi del suo esordio discografico “Dentro Questa Casa”. Ciao Lucia, grazie per aver accettato di partecipare a questa intervista per Venti. Inizierei chiedendoti un po’ di presentarti, chi è Lucia, da dove arriva e come è iniziata la sua passione per la musica. (All’intervista prende parte [&#8230;]</p>
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<p class="has-drop-cap">Intervistare Lucia è stato un vero piacere, la giovanissima cantautrice di Catania, si è da subito dimostrata molto aperta e disponibile a rispondere alle domande. L’intervista parte dalla storia personale di Lucia per addentrarsi nell’analisi del suo esordio discografico “<a href="https://www.youtube.com/watch?v=dwoOzNIJ3zI">Dentro Questa Casa</a>”.</p>



<p><strong>Ciao Lucia, grazie per aver accettato di partecipare a questa intervista per Venti. Inizierei chiedendoti un po’ di presentarti, chi è Lucia, da dove arriva e come è iniziata la sua passione per la musica. (All’intervista prende parte brevemente anche Wally, il cagnolino di Lucia)</strong>.</p>



<p>&#8220;Mi chiamo Lucia e sono nata a Catania da una famiglia che non appartiene al mondo dell’arte o dello spettacolo. Infatti, spesso a casa mi dicono scherzando che “non sanno proprio da chi io abbia preso”. Ho studiato danza classica per otto anni, ma è nel canto che ho trovato la mia vera vocazione. La prima esibizione è stata ad undici anni, quando, in occasione del compleanno di mia madre, ho cantato un brano di Arisa, La Notte&#8221;.</p>



<p><strong>Il tuo primo brano originale, “Dentro Questa Casa”, ha un testo molto profondo, come è nata l’idea di questa canzone?</strong></p>



<p>“Dentro Questa Casa” racconta di un periodo buio della mia vita in cui ho vissuto un momento di blackout. È stato quando ho terminato la scuola, non sapevo chi fossi e cosa fare nella vita ma, grazie alla musica, sono riuscita a rinascere&#8221;.</p>



<p><strong>Nella canzone si parla della “casa”, che cos’è per te?</strong></p>



<p>&#8220;La casa è più generalmente il mio spazio, dove vivo. In questo caso, si tratta della mia stanza. Durante questo periodo di blackout, persino lei mi appariva come un luogo lontano da me&#8221;.</p>



<p><strong>Ad un certo punto canti “vuoi parlare, ma ho già un volo verso Londra”, è un desiderio di fuga?</strong></p>



<p>&#8220;Londra è una città bellissima, che ho visitato a 18 anni per andare a trovare dei parenti che abitano lì. È una città con una duplice anima, da un lato rappresenta la fuga, ma, contemporaneamente, una rinascita&#8221;.</p>



<p><strong>Alla fine della canzone, si intuisce la rinascita della protagonista, nel tuo caso, come sei uscita dal tuo periodo buio?</strong></p>



<p>&#8220;Mi hanno aiutato tante persone, la musica, i miei genitori, il mio ragazzo ed anche la terapia. Lo psicologo mi ha aiutato a vivere la vita in modo più leggero e felice&#8221;.</p>



<p><strong>Molti ragazzi alla fine del periodo scolastico si sentono persi, non sanno cosa fare. Cosa diresti ai tuoi coetanei?</strong></p>



<p>&#8220;Credo che la scuola italiana non dia gli strumenti per capire chi tu sia davvero, mi sembra che segua dei modelli educativi obsoleti per chi, come me, vorrebbe dedicarsi alle arti. Io stessa sono stata scoraggiata a seguire questa strada, un docente mi ha detto che stavo perdendo tempo. Invece io mi sono accorta che ci sono tanti ragazzi con questa vocazione, anche nelle nostre città, che hanno talento e vorrebbero tanto emergere&#8221;.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img width="681" height="1024" src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/03/0116-Lucia-Rizzo-681x1024.jpg" alt="" class="wp-image-33223" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/03/0116-Lucia-Rizzo-681x1024.jpg 681w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/03/0116-Lucia-Rizzo-200x300.jpg 200w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/03/0116-Lucia-Rizzo-1022x1536.jpg 1022w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/03/0116-Lucia-Rizzo-750x1128.jpg 750w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/03/0116-Lucia-Rizzo-1200x1804.jpg 1200w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2023/03/0116-Lucia-Rizzo.jpg 1277w" sizes="(max-width: 681px) 100vw, 681px" /><figcaption>Lucia, foto di repertorio</figcaption></figure></div>



<p><strong>Hai origini catanesi, ma adesso vivi a Roma. Raccontami del rapporto che hai con queste due città.</strong></p>



<p>&#8220;Roma è la mia seconda città, mi sono trasferita qui per studiare recitazione. Catania invece è la mia casa, un luogo molto vario, dove si trova tutto e che in più ha il mare, che manca qui a Roma&#8221;.</p>



<p><strong>Torniamo alla tua canzone, “Dentro Questa Casa”, su YouTube è disponibile il video, come lo avete realizzato?</strong></p>



<p>&#8220;Ho lavorato con Cage Moss – che oltre a realizzare video è anche un cantante – e Giulio Cannata, entrambi con una grande esperienza di video making che sanno cosa significa stare dietro la telecamera. I ballerini, che ringrazio per la partecipazione, sono stati diretti dal coreografo Anthony Finocchiaro. Il video è stato girato nel mese di marzo e faceva ancora parecchio freddo. Ringrazio anche mio padre, che ci ha aiutato nella realizzazione&#8221;.</p>



<p><strong>C’è uno stile musicale nel quale ti rappresenti?</strong></p>



<p>&#8220;Non mi piacciono le etichette, amo sperimentare tra stili diversi quindi direi di no&#8221;.</p>



<p><strong>Hai degli obiettivi su cui stai lavorando al momento?</strong></p>



<p>&#8220;Preferisco non prefiggermi obiettivi troppo rigidi e lasciare che l’estro creativo fluisca liberamente. Attualmente sto lavorando ad un paio di brani cui tengo molto, tra cui uno che parlerà del rapporto tra me e mia Nonna. Nel frattempo, continuerò a studiare canto e recitazione qui a Roma&#8221;.</p>



<p><strong>Grazie per il tempo dedicatomi, vorrei chiudere l’intervista con un tuo messaggio, qualsiasi cosa tu voglia comunicare ai nostri lettori.</strong></p>



<p>&#8220;Vorrei ringraziare la mia insegnante di canto che ha creduto in me e nel mio potenziale. Dopo avermi sentita cantare mi ha detto: “Tu devi fare questo”. E’ importante fare quello che piace e non è facile trovare gli ambienti formativi giusti dove crescere e formarsi, soprattutto nel sud d’Italia, dove ci sono tanti ragazzi che hanno voglia di fare e di sfondare facendo quello che amano. In ultimo ci tengo a ringraziare i ragazzi dell’ufficio stampa – Studio Toscano, Relazioni Pubbliche e Marketing – che hanno creduto in me e nel mio progetto&#8221;.</p>



<p>Il brano “<a href="https://open.spotify.com/album/6hsWN6eX7bEZMbvB4L2voc?si=09yfaL_gRZu0W0-fJe1XMQ&amp;nd=1" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dentro Questa Casa</a>” è disponibile per l’ascolto su tutte le piattaforme digitali, mentre il video della canzone è disponibile sul canale <a href="https://www.youtube.com/watch?v=dwoOzNIJ3zI">YouTube di Lucia</a>.</p>



<p class="has-text-align-center"><em>Articolo pubblicato</em> <em>su Il Quotidiano del Sud &#8211; L&#8217;Altravoce dei ventenni </em></p>
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