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	<title>Alessia Martire &#8211; Venti Blog</title>
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	<description>La voce dei Ventenni</description>
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		<title>Gli Human Rites di BEERCOCK</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessia Martire]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Feb 2021 09:33:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[MUSICA]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intervista all&#8217;artista Sergio BEERCOCK Venti incontra Sergio Beercock: classe 1990, attore e scrittore teatrale, cantante e polistrumentista di grande talento. Nato in Inghilterra da padre inglese e madre siciliana, ha esordito nel 2017 con l’album “Wollow”.“Human Rites” è il secondo disco del cantautore, pubblicato lo scorso dicembre: corpo e voce sonoi due principali strumenti; le emozionanti melodie si calano in un’atmosfera magica e ancestrale, inuna mescolanza di ritmi, stili e colori diversi. Noi di Venti abbiamo assistito al suo concerto [&#8230;]</p>
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<h2 class="has-text-align-center">Intervista all&#8217;artista Sergio BEERCOCK</h2>



<p>Venti incontra Sergio <a href="https://www.facebook.com/watch/beercocksergio/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Beercock</a>: classe 1990, attore e scrittore teatrale, cantante e polistrumentista di grande talento. Nato in Inghilterra da padre inglese e madre siciliana, ha esordito nel 2017 con l’album “Wollow”.<br>“Human Rites” è il secondo disco del cantautore, pubblicato lo scorso dicembre: corpo e voce sono<br>i due principali strumenti; le emozionanti melodie si calano in un’atmosfera magica e ancestrale, in<br>una mescolanza di ritmi, stili e colori diversi.</p>



<figure class="wp-block-embed alignfull is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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<p>Noi di Venti abbiamo assistito al suo concerto in diretta Facebook: uno spettacolo elegante,<br>delicato e potente in cui si intrecciano poesia e musica.<br>Grazie per aver accettato la nostra intervista!</p>



<p><strong>1) Ci parleresti un po’ di te e di come è nata la tua musica?</strong></p>



<p>Da piccolo correvo intorno al tappeto con la “Marcia Turca” di Mozart a tutta velocità e papà<br>per farmi addormentare canticchiava blues. In adolescenza sono passato per il black metal e<br>per la world music e ora eccomi qui a correre intorno per la città canticchiando soul music. Il<br>richiamo della musica è arrivato prima della recitazione, e per forza di cose (come si suol dire)<br>mi sono ritrovato a fondere i miei due mestieri: da qui mi è stato attribuito il ruolo di performer,<br>a metà fra musicista e attore. La gran parte delle mie soundtracks sono suonate dal vivo da me<br>stesso durante gli spettacoli teatrali, raramente ho consegnato una traccia audio da mettere in<br>onda.</p>



<p><strong>2) Come hai vissuto il lockdown e quale effetto ha avuto sulla tua creatività?</strong></p>



<p>L’effetto sull’umore è stato, come per tutti, quasi devastante. Ma ho imparato negli anni a usare<br>gli ostacoli come trampolini: non avevo altro che la mia voce e il mio corpo per fare quello che<br>volevo. Quando ho preso coscienza di questa cosa ho capito che non mi serviva altro.</p>



<p><strong>3) A quale canzone del nuovo album sei più legato e perché?</strong></p>



<p>L’album è nato da un grande senso di Urgenza, non sento di poter fare distinzione fra le sue<br>varie parti.</p>



<p><strong>4) Con quale artista ti piacerebbe duettare e chi vorresti scrivesse una canzone per te?</strong></p>



<p>Devo essere sincero: ci sono tante di quelle menti che ammiro, che non saprei decidere al<br>momento.</p>



<p><strong>5) Durante lo spettacolo live hai citato dei versi sacri, nello specifico le parole di Qoèlet, figlio di<br>Davide. Che valore riveste la spiritualità nella tua vita?</strong></p>



<p>Non sono e non sono mai stato religioso. Ma sono cresciuto sulle montagne: conosco i boschi,<br>gli acquitrini e la lentezza del Tempo. So che l’Uomo corre e si affanna, e che lo fa da sempre.<br>E Qoèlet ha ammonito i suoi lettori oltre duemila anni fa. La spiritualità ha nella mia vita lo<br>stesso posto della letteratura: raccoglimento e condivisione. Ma non sono un mistico: credo<br>nella magia dell’Uomo nel Mondo terreno. I riti del titolo non sarebbero stati umani altrimenti.</p>



<p><strong>6) Città o luoghi che ti ispirano particolarmente?</strong></p>



<p>Città? Enna, la rocca al centro della Sicilia, dove sono cresciuto. Torino, la città in cui ho<br>scoperto la mia sessualità e il mio corpo. Palermo, il posto dove attualmente vivo e dove traggo<br>l’ispirazione dalle cose della quotidianità. Poi tutti i luoghi che incontro camminando o guidando sono potenzialmente ispiranti. L’ispirazione è una cosa legata a come respiro, non a dove.</p>



<p><strong>7) Primo concerto dal vivo dopo la pandemia: dove ti piacerebbe esibirti?</strong></p>



<p>Sulla punta di una montagna o in mezzo a un lago.</p>



<p><br>E noi speriamo presto di poter assistere ad un tuo concerto dal vivo!<br>Grazie Beercock e complimenti per la magia della tua musica. In bocca al lupo per i tuoi prossimi progetti!</p>



<figure class="wp-block-gallery alignfull columns-2 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img width="683" height="1024" src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/02/BEERCOCK-foto-di-Vinceno-Guerrieri-683x1024.jpg" alt="" data-id="28237" data-full-url="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/02/BEERCOCK-foto-di-Vinceno-Guerrieri.jpg" data-link="https://ventiblog.com/?attachment_id=28237" class="wp-image-28237" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/02/BEERCOCK-foto-di-Vinceno-Guerrieri-683x1024.jpg 683w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/02/BEERCOCK-foto-di-Vinceno-Guerrieri-200x300.jpg 200w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/02/BEERCOCK-foto-di-Vinceno-Guerrieri-1024x1536.jpg 1024w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/02/BEERCOCK-foto-di-Vinceno-Guerrieri-1365x2048.jpg 1365w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/02/BEERCOCK-foto-di-Vinceno-Guerrieri-750x1125.jpg 750w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/02/BEERCOCK-foto-di-Vinceno-Guerrieri-1200x1800.jpg 1200w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/02/BEERCOCK-foto-di-Vinceno-Guerrieri.jpg 1500w" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img width="1024" height="1024" src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/02/BEERCOCK-Human_rites_COVER-1024x1024.jpg" alt="" data-id="28236" data-full-url="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/02/BEERCOCK-Human_rites_COVER.jpg" data-link="https://ventiblog.com/?attachment_id=28236" class="wp-image-28236" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/02/BEERCOCK-Human_rites_COVER-1024x1024.jpg 1024w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/02/BEERCOCK-Human_rites_COVER-300x300.jpg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/02/BEERCOCK-Human_rites_COVER-150x150.jpg 150w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/02/BEERCOCK-Human_rites_COVER-125x125.jpg 125w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/02/BEERCOCK-Human_rites_COVER-750x750.jpg 750w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/02/BEERCOCK-Human_rites_COVER-1200x1200.jpg 1200w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/02/BEERCOCK-Human_rites_COVER.jpg 1500w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li></ul></figure>
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		<title>Revenge porn: quali prove occorrono e a chi rivolgersi per chiedere aiuto</title>
		<link>https://ventiblog.com/revenge-porn-quali-prove-occorrono-e-a-chi-rivolgersi-per-chiedere-aiuto/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessia Martire]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Nov 2020 09:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[Pillole di diritto]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[giornata internazionale per l&#039;eliminazione della violenza contro le donne]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il fenomeno del revenge porn, che sta tristemente dominando le pagine di cronaca di questi giorni, consiste nella diffusione di materiale pornografico all’insaputa della vittima a scopo vendicativo. La condotta penalmente rilevante può essere costituita dalla pubblicazione di foto o video intimi o dalla minaccia di pubblicazione (a volte anche a scopo di estorsione). Chi compie questo reato generalmente è (o era) legato alla vittima da un rapporto sentimentale e agisce proprio allo scopo di vendicarsi, umiliare e ledere l’immagine [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">Il fenomeno del <em>revenge porn</em>, che sta tristemente dominando le pagine di cronaca di questi giorni, consiste nella diffusione di materiale pornografico all’insaputa della vittima a scopo vendicativo. La condotta penalmente rilevante può essere costituita dalla pubblicazione di foto o video intimi o dalla minaccia di pubblicazione (a volte anche a scopo di estorsione). </p>



<p>Chi compie questo reato generalmente è (o era) legato alla vittima da un rapporto sentimentale e agisce proprio allo scopo di vendicarsi, umiliare e ledere l’immagine e la dignità dell’altro.&nbsp;</p>



<p>Il fenomeno sta diventando sempre più preoccupante e molti Stati (come il Regno Unito, la Germania, Israele e alcuni Stati USA) hanno adottato normative severe atte a contrastarlo. In Italia fino al 2019 non esisteva una normativa specifica sull’argomento, dunque si potevano invocare per quanto possibile le normative sulla privacy, sull’estorsione e sulla diffamazione, spesso insufficienti e non adatte vista la portata e l’importanza del fenomeno.</p>



<p>Il 9 agosto è entrata in vigore in Italia la Legge 19 luglio 2019, n 69, c.d.&nbsp; “Codice Rosso”, che ha introdotto disposizioni specifiche in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere.</p>



<p><strong>In particolare, è stato introdotto l’Art. 612 <em>ter</em> c.p. , sul c.d. &#8220;Revenge Porn&#8221;, rubricato “Diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti”.</strong></p>



<p>Grazie al <strong>Codice Rosso</strong>, è prevista finalmente una normativa <em>ad hoc</em> che disciplina il <em>revenge porn</em>. La nuova fattispecie di reato punisce: &#8220;<em>chiunque, dopo averli realizzati o sottratti, invia, consegna, cede, pubblica o diffonde, senza l&#8217;espresso consenso delle persone interessate, immagini o video sessualmente espliciti, destinati a rimanere privati con la reclusione da 1 a 6 anni e la multa da 5.000 a 15.000 euro</em>&#8220;.</p>



<p>La stessa pena, dunque, si applicherà anche nei confronti di chi, avendo ricevuto le immagini o i video, li diffonde a sua volta; si mira quindi a punire anche eventuali soggetti coinvolti nella condivisione del materiale oggetto di revenge porn.&nbsp;</p>



<p>Se il reato di pubblicazione illecita è commesso dal coniuge, anche separato o divorziato, ovvero da persona che è o è stata legata da relazione affettiva alla vittima, il reato è aggravato. Altre aggravanti sono previste se i fatti sono commessi attraverso strumenti informatici o telematici o se commessi in danno di persona in condizione di inferiorità fisica o psichica o in danno di una donna in stato di gravidanza.</p>



<h3><strong>Come si procede?</strong></h3>



<p>Il reato è punibile a querela della persona offesa, che potrà essere proposta nel termine di 6 mesi e rimessa solo in sede processuale; è punibile invece d&#8217;ufficio la diffusione illecita di video o immagini sessualmente esplicite aggravate, nei termini pocanzi chiariti.</p>



<p>Oltre al reato di cui all’art. 612 ter c.p, ci sono da considerare le norme che sanzionano il cyberbullismo, collegato a una serie reati, tra cui violenza, diffamazione, revenge porn e stalking. Se il reato è a danno di soggetto minorenne, può ricorrere anche la fattispecie criminosa della pedopornografia, punita con la reclusione da sei a dodici anni e con la multa da euro 24.000 ad euro 240.000.</p>



<h3><strong>Quali prove servono?</strong></h3>



<p>Gli screenshot non sempre si presentano come prove inequivocabili, perché potrebbe ipotizzarsi una loro possibile manipolazione. Soccorrono, invece, le prove digitali, da raccogliere attraverso dei servizi online che diano un&#8217;effettiva garanzia circa la loro genuinità. È quindi preferibile salvare le prove come file originali in chiavetta usb o un cd che illustri i link diretti alla loro fonte.&nbsp;</p>



<h3><strong>A chi rivolgersi per chiedere aiuto se si è vittime di revenge porn?</strong></h3>



<p>Sono percorribili diverse strade per ottenere aiuto, tra le quali:&nbsp;</p>



<ul><li>le forze dell&#8217;ordine (polizia postale, carabinieri);</li><li>avvocati e associazioni di categoria (ad esempio &#8220;Odiare ti costa&#8221;) per ottenere assistenza legale e studiare la migliore strategia per agire;</li><li>aiuto stragiudiziale, ad esempio start up a vocazione sociale (anche definite “SIAVS”) che offrono aiuto nella rimozione dei contenuti online (per quanto possibile) e la cristallizzazione delle prove digitali. </li></ul>



<p>Nell&#8217;ultimo caso esiste, ad esempio, &#8220;<a href="https://www.chiodiapaga.it/">Chi odia paga</a>&#8220;, una startup innovativa a vocazione sociale nata per combattere ogni forma di odio online, come il cyberbullismo, lo <em>stalking</em>, il <em>revenge porn</em>, l’<em>hate speech</em> o la diffamazione online. Le persone offese possono ricevere un feedback automatizzato per capire se le condotte subite sono legalmente sanzionabili o meno e utilizzare strumenti tecnici e legali necessari per difendersi dai reati subiti.</p>



<p><br></p>
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		<title>Mina e Marco, coraggiosi e instancabili disobbedienti civili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessia Martire]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2020 12:56:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
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		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Risale al 1 ottobre scorso la notizia del ricorso in appello presentato dalla Procura di Massa contro la sentenza che aveva assolto Mina Welby e Marco Cappato dall&#8217;accusa di istigazione al suicidio per la morte di Davide Trentini. Mina Welby e Marco Cappato erano imputati per il delitto di cui all’art. 580 c.p. (istigazione o aiuto al suicidio) per avere aiutato, in concorso tra loro, Davide Trentini a raggiungere la Svizzera e ad ottenere il suicidio assistito. La Procura aveva [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">Risale al 1 ottobre scorso la notizia del ricorso in appello presentato dalla Procura di Massa contro la sentenza che aveva assolto Mina Welby e Marco Cappato dall&#8217;accusa di istigazione al suicidio per la morte di Davide Trentini.</p>



<p><strong>Mina Welby</strong> e <strong>Marco Cappato erano imputati per il delitto di cui all</strong>’<strong>art. 580 c.p.</strong> (istigazione o aiuto al suicidio) per avere aiutato, in concorso tra loro, <strong>Davide Trentini</strong> a raggiungere la Svizzera e ad ottenere il suicidio assistito.</p>



<p>La Procura aveva chiesto una condanna a 3 anni e 4 mesi per entrambi</p>



<p>La Corte di Assise, discostandosi da quanto richiesto dalla Procura  aveva assolto Mina Welby e Marco Cappato dalle contestazioni loro sollevate, rispettivamente con le formule:</p>



<p>&#8211; “<strong><em>il fatto non sussiste</em></strong>” </p>



<p>&#8211; “<strong><em>il fatto non costituisce reato</em></strong>&#8220;</p>



<p>Davide Trentini, a differenza di Dj Fabo, non era tenuto in vita da macchinari. Ma se il fatto non costituisce reato e quindi è lecito, come viene qualificato lo stesso? Si tratta di qualcosa che in Italia ancora non trova un nome e un riconoscimento giuridico.  Così come per Dj Fabo, è arrivata un’altra sentenza storica. Il PM Marco Mandi aveva chiesto una condanna a 3 anni e 4 mesi. Ma l’aveva fatto, chiedendo tutte le attenuanti generiche e ai minimi di legge.   </p>



<p>C&#8217;è da ricordare che, dopo la morte di dj Fabo e di Trentini, altre decine di persone si sono recate in Svizzera per il suicidio assistito, non aprendosi però, su tali fatti, alcun procedimento penale. </p>



<p>Mina Welby aveva pronunciato parole importanti: </p>



<p>«<em>Sono serena. Ieri notte ho pensato alla mamma di Davide Trentini, la mia battaglia è per lei. Se verrò condannata, voglio andare in carcere. Temo che mi diano i domiciliari. Allora protesterò perché se sono pericolosa voglio essere messa in condizione di non nuocere</em>».</p>



<p>Tre anni e quattro mesi più tardi, i &#8220;disobbedienti civili&#8221; Mina Welby e Marco Cappato sentono pronunciare sentenza di assoluzione nei loro confronti. Mina Welby ha dichiarato: </p>



<p>«<em>Questa sentenza per me è come una stella cometa, che segna al Parlamento quello che deve fare</em>». </p>



<p>Indispensabile risulta l’intervento del legislatore, se si pensa che secondo le stime dell’associazione Coscioni, in 5 anni 900 malati circa, hanno valutato il suicidio assistito.</p>



<p>7 anni fa veniva depositata alla Camera dei Deputati la proposta sul fine vita. Grazie alle disobbedienze civili di Marco Cappato e Mina Welby abbiamo ottenuto:</p>



<p>&#8211; la legge sul testamento biologico;</p>



<p>&#8211; una storica sentenza della Corte costituzionale;</p>



<p>-le motivazioni della sentenza della Corte d’Assise di Massa.</p>



<p><strong>Tuttavia, risulta ancora assente una legge che disciplini le modalità di accesso al suicidio medicalmente assistito in Italia. Il risultato è che godere di questo diritto fondamentale è praticamente impossibile. Gli unici a poterne godere e quindi a poter vedere realizzata la loro volontà, rimarrebbero solo coloro i quali possono permettersi di ricorrere alla pratica del fine vita in Svizzera.</strong></p>



<p>Con la loro assoluzione si era intravista una luce per ottenere finalmente il diritto di essere liberi fino alla fine, nella dignità di poter scegliere come andarsene da questo mondo se le condizioni di vita risultano intollerabili. </p>



<p>L&#8217;appello presentato contro la sentenza di assoluzione fa intuire che il cammino sarà ancora molto lungo e insidioso. </p>



<p><strong>Grazie a Mina Welby e grazie a Marco Cappato per il loro instancabile, coraggioso e commovente impegno nell’affermazione di un diritto così sacro e inviolabile.</strong></p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>“<em>E&#8217; più malvagio togliere la vita a chi vuole vivere, o negare la morte a chi vuole morire?</em>&#8221; </p><p>Jo Nesbø, L&#8217;uomo di neve</p></blockquote>
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		<title>Celo e quel fuoco per la musica che non si spegne mai</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessia Martire]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Oct 2020 05:13:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[MUSICA]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Abbiamo il piacere di ospitare Celeste De Lisi, in arte Celo, cantante emergente nella scena R&#38;B italiana. Siciliana, classe 93, è un talento dall’energia pazzesca, un vulcano di positività e good vibes che, come ci spiegherà nell’intervista, spera di comunicare sempre ai suoi ascoltatori e a chiunque la circondi! Celo inizia a studiare nel 2006 nelle più importanti accademie musicali palermitane, partecipa a diversi concorsi arrivando sempre alle semifinali, fa parte del quartetto polifonico CUPido con il quale arriva alle [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/celo-e-quel-fuoco-per-la-musica-che-non-si-spegne-mai/">Celo e quel fuoco per la musica che non si spegne mai</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
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<p class="has-drop-cap">Abbiamo il piacere di ospitare Celeste De Lisi, in arte <strong>Celo</strong>, cantante emergente nella scena R&amp;B italiana. Siciliana, classe 93, è un talento dall’energia pazzesca, un vulcano di positività e good vibes che, come ci spiegherà nell’intervista, spera di comunicare sempre ai suoi ascoltatori e a chiunque la circondi! Celo inizia a studiare nel 2006 nelle più importanti accademie musicali palermitane, partecipa a diversi concorsi arrivando sempre alle semifinali, fa parte del quartetto polifonico CUPido con il quale arriva alle semifinali di Italia&#8217;s got talent grazie al sì dei quattro giurati: Nina Zilli, Claudio Bisio, Luciana Littizzetto e Frank Matano. Con quest’ultimo si esibisce in diversi locali, nel 2016 inizia la collaborazione con Dj Taz e interpreta un brano con l’artista belga MG-The artist. Continua la sua formazione presso l’Accademia dello Spettacolo di Roma e fonda un duo acustico, voce e chitarra con Vittorio Chiparo. Nel giugno 2020 esce “Ricordati di me”.</p>



<ul><li><strong>Celo, ma quante cose hai fatto?! Oltre a cantare, suoni anche qualche strumento?</strong></li></ul>



<p>No, non suono strumenti, ma oltre a cantare ho sempre ballato, anche se dal punto di vista artistico ho mandato avanti sempre la parte canora. Non ballo da 4 anni perchè mi sono focalizzata sul canto, ma da quest’anno, invece, vi dò un’anteprima, vorrei farmi conoscere anche come ballerina e costruire il mio personaggio artistico sia sulla danza che sul canto!</p>



<ul><li><strong>Ci racconti il tuo primissimo provino?</strong></li></ul>



<p>Il mio primissimo provino è stato all’età di 15 anni a Messina per Amici. Ho detto: “mamma, papà, accompagnatemi!” (ride). Ci hanno dato un foglio con venti canzoni e dovevamo sceglierne una, io ho scelto “Turning tables” di Adele. L’altra volta l’ho riprovata ed è una grande emozione cantarla con la consapevolezza di ora e sapere quanto tu sia cambiato!</p>



<ul><li><strong>Chi ti ha sostenuto maggiormente nella tua scelta di dedicarti alla musica?</strong></li></ul>



<p>In assoluto la mia famiglia!</p>



<ul><li><strong>Quando un giovane dice ai genitori di volersi dedicare alla musica difficilmente trova consensi in famiglia..</strong></li></ul>



<p>Vero, non è così scontato,lo dico sempre! I miei genitori mi hanno sostenuto fin da piccola, mi hanno accompagnato ovunque: concorsi, audizioni, lezioni.. <strong>Mi hanno seguita sempre, sia mia madre che mio padre, e questo mi ha reso sia la persona che l’artista che sono ora, sono sempre stati molto presenti nella mia vita. Credo sia normale che abbiano le loro paure, ma vedono quanto io sia focalizzata nella realizzazione del mio sogno</strong>. Non solo loro, ma anche il mio attuale ragazzo mi ha sostenuta sempre, la prossima settimana facciamo 6 anni insieme. Sono in una fase bellissima della mia vita, una fase di crescita assoluta, lui mi ha portato a credere veramente nelle mie potenzialità, di fare del canto il mio lavoro: questo fa la differenza! Mi hanno sostenuto anche molto gli amici di famiglia, i miei amici stretti e le mie migliori amiche hanno sempre creduto in me. Io cerco di scegliere le persone che ho attorno, l’ambiente che hai vicino deve influenzarti positivamente.</p>



<ul><li><strong>Cosa diresti ad un nostro giovane lettore che vorrebbe tentare la strada della musica, ma non ha il coraggio di lanciarsi?</strong></li></ul>



<p>Io provo un enorme entusiasmo e una delle cose che mi piacerebbe fare è proprio poter trasmettere questo entusiasmo. Di certo non è una strada facile,<strong> ma il punto non è capire quanto sia facile o difficile la strada che intraprendi, ma quando la mattina ti svegli e senti un fuoco dentro che non si spegne mai, quella è la tua risposta! Capire quanto tu sia disposto a fare, quanti sacrifici e quanta dedizione devi impiegare per raggiungere i tuoi obiettivi.</strong></p>



<ul><li><strong>Immagino un sacco di sacrifici. Da fuori sembra un lavoro bellissimo, ma penso che dietro ci siano davvero tanti sacrifici. E credo anche tanto sonno!</strong></li></ul>



<p>Esatto, esatto! I sacrifici vanno fatti sempre, anche quando arrivi in alto; lo studio è un’altra cosa fondamentale, non basta il talento. La mia consapevolezza di ora l’ho raggiunta studiando e ovviamente continuo a formarmi, in realtà credo che sia necessario studiare fino alla morte ed è anche essenziale per la tua umiltà. Avere un mindset tale per&nbsp; dire: “ io posso sempre imparare!”, questo ti mette nelle condizioni di ascoltare e poi ovviamente riesci a filtrare attraverso la tua esperienza quello che è effettivamente giusto e quello che non lo è.</p>



<ul><li><strong>Su quale palco ti piacerebbe esibirti?</strong></li></ul>



<p>Che bella domanda!! Allora il primo in assoluto che mi viene in mente è l’Arena di Verona, non ci sono mai stata, l’ho vista in tv, tramite i social e la conosco attraverso i racconti di mia madre ed è il primo palco su cui mi piacerebbe davvero esibirmi!</p>



<ul><li><strong>Chi vorresti scrivesse una canzone per te? Magari proprio per l’esibizione all’Arena di Verona!</strong></li></ul>



<p>Il mio idolo: Alicia Keys. Stop! Meravigliosa, polistrumentista, poi la sua semplicità e spontaneità trapelano sempre attraverso le sue performances, proprio le good vibes!</p>



<ul><li><strong>Le tue ispirazioni R&amp;B?</strong></li></ul>



<p>Alicia Keys, sempre lei in primis. Sono cresciuta con la musica R&amp;B! Poi Jorja Smith, Ne-yo, Usher, tutto questo filone! Io sono nata con le Destiny’s Child, Beyoncè, ultimamente anche Jesse Glynne. Credo che l’artista prima di tutto debba essere “persona”. Non basta che siano bravi, quello che trasmettono è poi quello che sono. Va bene il marketing, ma poi alla fine ti riveli per quello che sei. Un’altra cosa che vorrei dire ai giovani, agli artisti emergenti: inutile mettere una maschera attraverso i social, la spontaneità paga sempre. Tengo a precisare, però, che non vuol dire che non bisogna crearsi un personaggio, fondamentalmente sei “un prodotto” e hai un pubblico preciso a cui rivolgerti, quindi <strong>è normale crearti un personaggio, ma senza snaturare la tua persona e quello che sei realmente!</strong></p>



<ul><li><strong>Artisti italiani preferiti?</strong></li></ul>



<p>Levante, Carmen Consoli che mi emoziona sempre. Come vocalità Noemi, Mengoni, Fiorella Mannoia, Dalla. I testi di Dalla… non credo ci siano persone a cui non piacciano le canzoni di Dalla! I testi di Dalla riescono a dare uno spunto non indifferente.</p>



<ul><li><strong>Con quale artista ti piacerebbe duettare?</strong></li></ul>



<p>Mahmood!</p>



<ul><li><strong>Fantastico… Magari lo tagghiamo e ti propone qualcosa! (ridiamo).Momento più bello vissuto ad Italia’s got talent?</strong></li></ul>



<p>Dietro le quinte, quando eravamo in attesa di esibirci, è stato meraviglioso perchè <strong>essendo un quartetto di amici ed essendoci un grande legame fra noi, in quell’occasione si sono create un’energia e una coesione pazzesche! Un qualcosa di invisibile, meraviglioso, quello è stato sicuramente il momento più intenso!</strong> Poi anche la carrellata dei 4 sì della commissione!!</p>



<ul><li><strong>Il consiglio più utile ricevuto in quell’occasione?</strong></li></ul>



<p>Proprio un consiglio no.. più che altro, in relazione a quest’esperienza, posso dirti che quando la Littizzetto ha espresso la sua opinione, ci ha posto una domanda: “Voi vedete il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?” (facendo un giochetto di parole col nome del quartetto CUPido e lo spettacolo coreografico di Cupsong accompagnato dalle voci a cappella). La mia migliore amica, in quanto leader del quartetto, ha risposto: “Tutto pieno!”. Questa cosa mi è rimasta veramente impressa, probabilmente io in quel momento non avrei saputo come rispondere e glielo ripeto tuttora: “sei stata un genio!”</p>



<ul><li><strong>Su Twitter ti definisci “solare, romantica e amante della tua terra”. Tu sei nata e cresciuta a Palermo, qual è il tratto che potresti definire più “siciliano” di te?</strong></li></ul>



<p>Che domanda!! Bella tosta! (ride) Penso la mia solarità, vedo sempre il lato positivo delle cose, in primis per me, poi per gli altri e se emani energia positiva ti ritorna energia positiva, è inevitabile! <strong>Penso sia davvero importante quando anche con un tuo sorriso puoi cambiare la giornata a qualcuno che è per strada, aiutare qualcuno con la spesa, aiutare un anziano&#8230;</strong></p>



<ul><li><strong>Che emozione speri di poter trasmettere attraverso le tue canzoni?</strong></li></ul>



<p>In generale ritorno ancora sulle good vibes, sul benessere, sulla semplicità delle cose. In particolar modo (poi ovviamente dipende dal testo e dalla musicalità)&nbsp; mi piace scrivere storie di vita comune in cui ognuno si può rispecchiare e riconoscere nella quotidianità, una canzone che attira la tua attenzione perchè magari quel testo ti sta ricordando la tua storia.</p>



<ul><li><strong>A proposito della musica, hai detto una frase molto bella che mi ha colpito: “<em>Mi ci perdo come un naufrago in pieno oceano Atlantico</em>”. Quanto ti ha aiutato la musica ad affrontare la quarantena?</strong></li></ul>



<p>Wow, tantissimo! <strong>Durante la quarantena ho trovato davvero il mio modo, sì “un modo”, attraverso cui ho scritto 3 inediti. Se non avessi avuto la musica non so cosa avrei fatto, da un punto di vista proprio introspettivo, di leggermi dentro, mi ha aiutato a risalire e risalire fin quando poi non è arrivato proprio il momento produttivo in cui ho scritto le canzoni.</strong></p>



<ul><li><strong>Ti propongo un gioco: ti ricordi quello che si faceva con le figurine CELO-MANCA? Ti dirò una serie di esperienze e mi dirai CELO se l’hai fatta, altrimenti MANCA. Ovviamente è dedicato al tuo nome d’arte. Pronta? VIA</strong></li></ul>



<ol><li>Hai mai fatto viaggi folli in posti lontani? MANCA, vorrei andare in Thailandia!</li><li>Hai già incontrato un artista che ami follemente? MANCA</li><li>Hai un gesto scaramantico prima di un concerto? MANCA</li><li>Hai un portafortuna, un amuleto che porti con te? CELO, il mio microfono! Quando devo fare un live, un concerto lo porto con me!</li><li>Hai tatuaggi dedicati alla musica? QUASI CELO, è in progetto! Non sarà una scritta, ma un simbolo, un’immagine dedicata ovviamente alla musica.</li><li>Hai già qualche follower famoso? Mmm.. QUASI CELO</li><li>Leggi l’oroscopo tutte le mattine? MANCA, non è nei miei interessi</li></ol>



<p><strong><em>Beata te, a me condiziona sempre!! (ridiamo)</em></strong></p>



<ul><li><strong>Siamo arrivate all’ultima domanda: ad ottobre esce il tuo ultimo singolo “Grazie a Celo”. E tu, per cosa ringrazi il CIELO?</strong></li></ul>



<p>Sicuramente lo ringrazio per la vita che sto trascorrendo, il fatto di aver raggiunto la consapevolezza che i propri sogni si possono realizzare. Spesso vedo persone, piccole o adulte, che hanno rimorsi e rimpianti, <strong>io ritengo di essere una persona molto fortunata e per questo ringrazio il cielo! Ringrazio di essere nata in questa famiglia, in questo contesto, per tutte le esperienze,non rinnego niente di quello che ho fatto, tutto quello che faccio è un ringraziamento alla vita e al cielo.</strong></p>



<p>Grazie Celo, sei stata una meravigliosa scoperta! Il nostro incontro telefonico finisce dopo 40 minuti, ma sarebbe potuto continuare tranquillamente per molto altro tempo ancora perchè abbiamo riso tantissimo, tra racconti e splendide riflessioni. Un uragano di energia e positività, di valori gentili e tanta bellezza. Credo ci sentiremo molto presto e nel frattempo noi della redazione di Venti ti auguriamo tutto il successo che meriti, oltre che per la tua voce strepitosa, per la bellissima persona che sei!</p>



<p>In attesa del nuovo singolo &#8220;Grazie a Celo&#8221; in uscita il 23 Ottobre, ascoltate &#8220;Ricordati di me&#8221;!</p>



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		<title>7 Ottobre, si può celebrare davvero la giornata del lavoro dignitoso?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessia Martire]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2020 13:49:40 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[LAVORO]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[giornata del lavoro dignitoso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 7 Ottobre si celebra la giornata del lavoro dignitoso. Tale concetto nasce nel 1981 da una Raccomandazione emanata dall’OIL (Organizzazione internazionale del lavoro) sul tema della Salute e della Sicurezza del lavoro. Il Direttore Generale Juan Somavia, durante una conferenza tenuta dall’OIL nel 1999, presentò il c.d. “Decent Work Report” attraverso queste parole: “oggi l’obiettivo primario dell’OIL è garantire che tutti gli uomini e le donne abbiano accesso ad un lavoro produttivo, in condizioni di libertà, uguaglianza, sicurezza e [&#8230;]</p>
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<p>Il 7 Ottobre si celebra la giornata del lavoro dignitoso. Tale concetto nasce nel 1981 da una Raccomandazione emanata dall’OIL (Organizzazione internazionale del lavoro) sul tema della Salute e della Sicurezza del lavoro. Il Direttore Generale Juan Somavia, durante una conferenza tenuta dall’OIL nel 1999, presentò il c.d. “Decent Work Report” attraverso queste parole: “oggi l’obiettivo primario dell’OIL è garantire che tutti gli uomini e le donne abbiano accesso ad un lavoro produttivo, in condizioni di libertà, uguaglianza, sicurezza e dignità umana.” <br>Il lavoro dignitoso si applica a qualsiasi categoria di lavoratori ed è stato istituzionalizzato formalmente nel 2008 con l’adozione della Dichiarazione dell’OIL sulla giustizia sociale per una globalizzazione giusta. <br>La realizzazione universale del lavoro dignitoso dovrebbe raggiungere quattro obiettivi strategici, oltre a perseguire l’intento dell’uguaglianza di genere: innanzitutto, creare opportunità di occupazione e remunerazione per tutti; garantire i principi e diritti fondamentali nel lavoro quali la libertà di associazione e il diritto alla contrattazione collettiva, l’eliminazione del lavoro forzato e del lavoro minorile e la non discriminazione in ambito lavorativo e professionale. Occorre poi rafforzare ed estendere la protezione sociale e promuovere il tripartismo e il dialogo sociale.</p>



<h4>Si può parlare realmente oggi di lavoro dignitoso? </h4>



<p>Il nuovo rapporto dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro rileva che  la mancanza di lavoro e l’insufficienza di un lavoro adeguatamente retribuito colpisce quasi mezzo miliardo di persone. Non solo manca il lavoro dignitoso, ma aumenta smisuratamente la disoccupazione e persistono le disuguaglianze. Nel 2020 la disoccupazione dovrebbe aumentare di circa 2,5 milioni, come emerge dal rapporto sulle prospettive occupazionali e sociali nel mondo. <br>Come ha dichiarato il Direttore Generale dell’OIL Guy Ryder, “Per milioni di persone, è sempre più difficile costruirsi una vita migliore attraverso il lavoro. La persistenza delle disparità e dell’esclusione legata al lavoro impedisce loro di trovare un lavoro dignitoso e di costruire un futuro migliore. Si tratta di una realtà piuttosto preoccupante che ha implicazioni importanti sulla coesione sociale”. <br>Come può celebrarsi allora la giornata del lavoro dignitoso, quando quest’ultimo è una conquista di pochi e resta ancora una speranza lontana per molti? <br>I dati rilevati sono sconcertanti perchè, oltre al numero totale di disoccupati nel mondo (188 milioni), 165 milioni di persone hanno un lavoro con retribuzione inadeguata e 120 milioni hanno rinunciato a cercare attivamente nel mercato del lavoro o non hanno accesso al mercato del lavoro. Inoltre, le disparità di reddito sono maggiori soprattutto nei paesi in via di sviluppo dove si prevede, purtroppo, che nel 2020-2021 aumenterà la povertà lavorativa moderata o estrema. Per quanto riguarda la situazione dei giovani, i dati sono allarmanti: 267 milioni di giovani (15-24 anni) non lavorano, non studiano e non frequentano corsi di formazione, mentre sono ancora più numerosi coloro che lavorano con condizioni di lavoro sub-minime. Come ha dichiarato Stefan Kühn, autore principale del rapporto: “le nostre economie e società stanno perdendo i potenziali benefici di un’enorme riserva di talenti umani”.</p>



<p>In Italia, com’è noto, i giovani talenti preferiscono andare all’estero per non subire un susseguirsi di stage e tirocini non pagati, di soli rimborsi spese, di promesse di contratti che mai saranno conclusi. Secondo l’Istat, tra il 2013 e il 2017 il numero di laureati espatriati è aumentato del 41,8%, mentre i rimpatri sono rimasti più o meno costanti. Solo nel 2017 sono emigrati quasi 48 mila italiani  tra i 18 e i 34 anni e 32 mila  tra i 35 ed i 49 anni. Non solo l’italia si dimostra incapace di trattenere i suoi migliori talenti, ma fallisce anche nelle politiche intraprese per sostenere il loro rientro: dei 14 mila italiani rientrati negli ultimi 8 anni in università ed enti di ricerca nazionali, la metà ha già scelto di espatriare di nuovo una volta terminati gli incentivi. Il quadro generale della situazione lavorativa in Italia si aggrava se si pensa alle differenze retributive nei confronti di donne, giovani, stranieri e precari. Gli uomini lavorano più delle donne e sono pagati di più; i giovani compresi nella fascia d’età 15-29 anni sono pagati in media 10,03 euro all’ora, mentre i lavoratori di età uguale o superiore a 50 anni percepiscono 12,46 euro all’ora. Il differenziale tra gli stipendi dei lavoratori stranieri nati nei Paesi extra europei è pari al 13,2% in meno rispetto agli stipendi dei lavoratori italiani, percentuale che scende al 9,4% in meno in caso di stranieri nati in Europa. Vivere nel sud Italia è un’altra condizione che fa la differenza a livello di retribuzione:  il differenziale retributivo tra Nord e Sud è del 16,2%. Siamo dinanzi a disparità evidenti, a realtà di sfruttamento e lavoro mal retribuito. Prima della retribuzione, occorre la dignità del lavoro che possa donare agli individui la dignità del vivere, perchè è intorno al lavoro che si misura il valore e la verità di una democrazia.</p>



<p>Per i primi filosofi moderni, il lavoro è la più alta espressione della essenza umana: l’uomo, con la sua ragione tecnica, diventa il centro della creazione.</p>



<p>In uno spettacolo dedicato alla Costituzione, Roberto Benigni, ha pronunciato queste splendide parole: “<em>Il lavoro è la nostra libertà, la nostra indipendenza, la nostra vita, c’è un legame strettissimo tra il lavoro e la nostra personalità</em>; <em>quando noi lavoriamo non modifichiamo solo l’oggetto al quale stiamo lavorando, modifichiamo noi stessi, diamo una forma alla nostra vita</em>. <em>Se non ho il lavoro non sono nessuno, crolla tutto: la Repubblica e la democrazia</em>. <em>Con la disoccupazione le persone non perdono solo il lavoro, perdono se stesse, non sanno più chi sono, stanno male e producono infelicità</em>. <em>Quando non c’è lavoro perdiamo tutti perché si produce infelicità</em>, amare il proprio lavoro è una vera e concreta forma di felicità sulla terra; quello che <em>spetta alle future generazioni ed ai futuri governi è anche di far sì che ognuno di noi ami il proprio lavoro”.</em></p>



<p><em>Già pubblicato, in versione ridotta, su L&#8217;Altravoce dei Ventenni &#8211; Quotidiano del Sud 05/10/2020</em></p>
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		<title>Ripartiamo dalla cultura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessia Martire]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2020 06:19:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA POP]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[Ripartenze - 31/08/2020]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;evoluzione della cultura in Italia dopo il lockdown Da dove si riparte dopo, (o nonostante) il Covid19? Credo fermamente che la cultura in tutte le sue forme sia la risorsa dalla quale ripartire, perché come diceva il grande direttore d’orchestra Abbado: “La cultura è un bene primario come l&#8217;acqua: i teatri, le biblioteche e i cinema sono come tanti acquedotti.” Il mondo artistico ha subito una brusca e triste fermata d’arresto a causa del virus, e in tutto quell’universo sospeso, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2><strong><em>L&#8217;evoluzione della cultura in Italia dopo il lockdown</em></strong></h2>



<div class="wp-block-cover" style="background-image:url(http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2020/07/4-1.png)"><div class="wp-block-cover__inner-container">
<p class="has-text-align-center has-large-font-size"></p>
</div></div>



<p class="has-drop-cap">Da dove si riparte dopo, (o nonostante) il Covid19? Credo fermamente che la cultura in tutte le sue forme sia la risorsa dalla quale ripartire, perché come diceva il grande direttore d’orchestra Abbado: “<em>La cultura è un bene primario come l&#8217;acqua: i teatri, le biblioteche e i cinema sono come tanti acquedotti.</em>” Il mondo artistico ha subito una brusca e triste fermata d’arresto a causa del virus, e in tutto quell’universo sospeso, hanno perso linfa anche le nostre anime. Il confronto degli investimenti pubblici che l’Italia destina alla cultura rispetto al quadro europeo, rispecchia la visione di un Paese che non ha considerato realmente la cultura un valore di necessaria importanza.<strong> L’Italia è quartultima rispetto al PIL (0,8%), e terzultima per quanto riguarda la spesa pubblica totale (1,7%)</strong>. Un dato talmente basso e mortificante che sembra attribuire agli artisti una “patente di inutilità sociale”, come ha dichiarato l’attrice Elena Sofia Ricci in un discorso durante l’evento “Viva l’Italia” nell’aula del Senato. Eppure è stata proprio la musica ad unire tutti noi in un momento di solitudine assordante, a fare da antidoto a quei giorni che si rincorrevano immobili e tutti uguali, scanditi dagli strazianti dati del notiziario delle 18 che non avremmo mai voluto sentire. È stato nelle nostre case, nei micro universi costituiti dalle nostre stanze che tentavamo di confortarci attraverso letture consolanti e ascoltando le note familiari e rassicuranti delle nostre canzoni preferite. Perché quelle non poteva togliercele nessuno, sono e saranno sempre nostre, nei luoghi più profondi del nostro essere. Perché la cultura è una necessità da sempre per l’uomo, perché sotto Pericle, lo Stato giunse a corrispondere ai cittadini non abbienti il <strong>theorikón</strong>, (un’indennità in denaro) pur di consentire loro di assistere agli spettacoli, perché la cultura deve essere accessibile e fruibile da tutti, come ogni bene primario per un individuo. Ecco perché in una fase come questa, che deve caratterizzarsi come una fase di ricostruzione e di rilancio, l’Italia dovrebbe raggiungere le percentuali degli altri Stati europei negli investimenti pubblici in cultura. Non si parla solo di intrattenimento, come viene spesso definita la cultura, si tratta di lavoro e sostentamento per gli artisti, di cura e riguardo verso la propria anima, di un modo per sopravvivere alle fragilità e affrontare la vita con meno angoscia e più bellezza per chiunque. Il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini ha dichiarato che: “<em>Tutti i settori hanno sofferto duramente in questa crisi, ma il turismo e la cultura sono quelli che hanno pagato maggiormente le conseguenze dell’epidemia. Il decreto Rilancio prevede interventi per sostenere le imprese turistiche e culturali</em>”.  <strong>Il decreto Rilancio prevede un “pacchetto di norme per il rilancio della cultura</strong>”; istituisce un fondo di 210 milioni di euro per le imprese e le istituzioni culturali volto a sostenere il mondo del libro e dell’editoria, gli spettacoli, i grandi eventi, le fiere, i congressi e le mostre annullate a causa dell’emergenza Coronavirus e i musei. <strong>Il decreto prevede, inoltre, che siano destinati 100 milioni di euro ai musei del MiBACT per i mancati introiti a seguito delle chiusure obbligatorie e istituisce il “Fondo cultura, finalizzato a promuovere investimenti in favore del patrimonio culturale materiale e immateriale e aperto alla partecipazione di soggetti privati”.</strong> Sono previsti anche dei fondi a sostegno dell’industria cinematografica, degli spettacoli dal vivo online e in streaming. I voucher ricevuti come compensazione per gli spettacoli cancellati e per la chiusura di spazi espositivi potranno essere emessi fino al 30 settembre 2020. Secondo la Siae, quest’estate, le mancate royalties faranno perdere circa 200 milioni di euro e secondo quanto rilevato dalla FIMI (Federazione dell&#8217;Industria Musicale Italiana) le vendite di cd e vinili sono diminuite del 50%; tuttavia, si è registrato un aumento dello streaming online, dell’ascolto dei grandi classici, della musica per bambini e delle colonne sonore. Ed aumentano i concerti in streaming, tanto da far immaginare un futuro di concerti non più dal vivo, ma online. Sono invece già riaperti i cinema, (con le obbligatorie distanze da osservare) che secondo un sondaggio rappresentavano il momento di svago che più mancava agli italiani. Secondo una stima Istat, l’attività di tempo libero che più ha coinvolto gli italiani durante il lockdown riguarda la TV e la radio (93,6%). Il 62,9% ha invece utilizzato il tempo a disposizione per telefonare o videochiamare parenti e amici. Al terzo posto tra i passatempi, si colloca la lettura di libri, riviste e quotidianicon una percentuale del 62,6% della popolazione e ha riguardato di più gli uomini rispetto alle donne. Tra questi, solo il 36,6% si è dedicato alla lettura su cartaceo; è stata rilevata, tuttavia, un’elevata richiesta di audiolibri ed ebook. Ad ogni modo, durante il lockdown si è verificato un crollo della domanda nell’acquisto di libri, persino chi leggeva oltre 12 libri l’anno, ha ridotto la frequenza nella lettura. <strong>Come i concerti dal vivo si trasformeranno in eventi fruibili online, anche i libri in versione cartacea stanno lasciando il passo alla lettura digitale; dunque l’epidemia ha aperto la strada alle  nuove modalità con cui, in futuro, prenderanno vita passatempi e passioni. </strong>Per quanto riguarda la letteratura, illustri pensatori ritengono che il genere che più avrà successo dopo il confinamento, sarà il gotico: perché è angosciante e sublime e induce l’uomo a riflessioni profonde sul vuoto, sul mistero e sulla natura. Perché il romanzo gotico nacque come contrapposizione all’Illuminismo e alla sua razionalità, per indurre il lettore a spazzare via il logico e ad abbandonarsi solo alle sue sensazioni. Un po’ come è accaduto a noi, piombati nell’imprevedibile, nella nostra dimensione più pura ed essenziale a dover fare i conti con le sensazioni primordiali come la paura, a doverci mettere a nudo senza poter imbrogliare noi stessi. <strong>Che resti allora solo ciò che è davvero essenziale, che si elimini il superfluo, che si dia spazio a tutte le forme di arte che riescano a superare ogni limite di tempo.</strong></p>



<p class="has-text-align-center"><em>Già pubblicato su L&#8217;Altravoce dei Ventenni-Quotidiano del Sud 31/08/2020   </em></p>



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		<title>Non è un Paese per bamboccioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessia Martire]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Aug 2020 22:18:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Vi ricordate quando spuntò fuori questo termine per apostrofare i giovani italiani? Correva l’anno 2009 e l’allora Ministro dell’Economia Padoa-Schioppa esclamò: “Mandiamo i bamboccioni fuori di casa”, riferendosi a quella fetta di giovani senza lavoro che ancora vive sulle spalle di mamma e papà. Ancora oggi, le statistiche evidenziano come i giovani italiani facciano fatica a rendersi autonomi dal loro nucleo familiare. Il rapporto Istat 2019 rileva che il numero di giovani di età compresa tra i 20 e i [&#8230;]</p>
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<p class="has-drop-cap">Vi ricordate quando spuntò fuori questo termine per apostrofare i giovani italiani? Correva l’anno 2009 e l’allora Ministro dell’Economia Padoa-Schioppa esclamò: <strong>“Mandiamo i bamboccioni fuori di casa”,</strong> riferendosi a quella fetta di giovani senza lavoro che ancora vive sulle spalle di mamma e papà.</p>



<p>Ancora oggi, le statistiche evidenziano come i giovani italiani facciano fatica a rendersi autonomi dal loro nucleo familiare. Il rapporto Istat 2019 rileva che il numero di giovani di età compresa tra i 20 e i 34 anni residenti in Italia è di 9 milioni e 630 mila e rappresenta il 16% della popolazione.<strong> Oltre 5 milioni, quindi più della metà, celibi e nubili, vive ancora con un genitore</strong>. Questo accade perchè – secondo il rapporto Istat &#8211; le generazioni di oggi sperimentano, rispetto alle precedenti, “percorsi di vita più vari e meno lineari del passato che spostano in avanti le tappe principali di transizione allo stato adulto”, avuto riguardo in particolare “al prolungamento dei percorsi di istruzione, alle difficoltà di inserimento e di permanenza nel mercato del lavoro”. Bamboccioni per scelta o per necessità, quindi.</p>



<p>Ma, giuridicamente, chi deve occuparsi del mantenimento dei giovani senza lavoro? La Cassazione è intervenuta pochi giorni fa con una sentenza per certi versi “rivoluzionaria” perché, oltre a risolvere il caso in questione, contribuisce a delineare anche un nuovo modello culturale e sociale per le famiglie italiane.</p>



<p><strong>Il Caso</strong></p>



<p>Nel caso risolto dalla Suprema Corte, una madre contestava la decisione della Corte d’Appello di revoca dell’assegno di mantenimento versato per anni dall’ex marito al figlio trentenne. Come riportato dal Corriere della Sera, il giovane è un maestro di musica precario con stipendio annuo che si aggira sui 20 mila euro. La Suprema Corte non solo ha revocato l’assegno di mantenimento, in linea quindi con la sentenza della Corte d’Appello, ma ha anche revocato l’assegnazione della casa coniugale. La sentenza è stata subito rinominata “anti bamboccioni” proprio per il suo invito a responsabilizzare i giovani.</p>



<p><strong>Secondo gli Ermellini, finiti gli studi (e si intende sia la scuola dell’obbligo che la laurea), il giovane ha il dovere di rendersi autonomo dai genitori cercando un’occupazione in grado di mantenerlo</strong>. La sentenza, che abbiamo definito “rivoluzionaria”, colpisce per alcune espressioni come: “un figlio non può pretendere che a qualsiasi lavoro si adatti, in vece sua, il genitore” che, la Cassazione specifica, non è una “copertura assicurativa” di cui il figlio non può farsi “approfittatore in malafede”.</p>



<p>Parole dure, volte a “svegliare” giovani pigri che si trastullano ancora&nbsp; a casa dei genitori in attesa del lavoro della loro vita. <strong>La Corte invita quindi chi ha terminato gli studi a rimboccarsi le maniche e cercare un lavoro per mantenersi, anche se non in linea con gli studi svolti,</strong> perchè i genitori (che magari non svolgono nemmeno il lavoro dei loro sogni, quindi anche i giovani devono adattarsi a tutto) non possono sostenere i figli a vita! E qui, qualcuno potrebbe ricordare l’altrettanto celebre termine “choosy” utilizzato da Elsa Fornero per spingere i giovani italiani a non essere troppo esigenti nella ricerca del lavoro, termine che scatenò una bufera di tweet indignati per ricordare all’allora Ministro del Lavoro quanto fosse alta la percentuale del lavoro precario in Italia e che dopo mille titoli e fior di milioni spesi in master di certo non ci si accontentava di un lavoro qualunque, annullando qualsivoglia ambizione.</p>



<p>Ma se lo stereotipo vuole gli italiani pigri e mammoni, in realtà la fotografia dell’Eurostat riporta che non siamo affatto gli ultimi nell’UE a lasciare il nido familiare: Croazia, Slovacchia e Grecia ultimi in classifica. Tedeschi e francesi si collocano invece sul podio tra gli europei che si rendono indipendenti lasciando per primi la famiglia di origine.</p>



<p>E se la recente decisione rappresentasse finalmente un punto di partenza per un cambiamento culturale italiano? Attendiamo fiduciosi. Nel frattempo, la Cassazione ha decretato che non è più un Paese per bamboccioni!</p>



<p></p>
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		<title>&#8220;E i Marò?&#8221; Ultimo atto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessia Martire]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2020 05:30:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[diplomatico]]></category>
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		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Tribunale arbitrale riconosce la competenza dell’Italia Sembra essere giunta ad una &#8220;conclusione&#8221; la tensione diplomatica intercorsa tra Italia e India a seguito della vicenda accaduta il 15 febbraio 2012 al largo delle coste dell&#8217;India. Quasi tutti ricorderemo il caso della petroliera Enrica Lexie: nel 2012, i due militari Massimiliamo Latorre e Salvatore Girone imbarcati sulla nave battente bandiera italiana come nuclei militari di protezione, uccisero per errore due pescatori durante un’operazione di anti-pirateria in India. I casi di pirateria [&#8230;]</p>
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<h2>Il Tribunale arbitrale riconosce la competenza dell’Italia</h2>



<p class="has-drop-cap">Sembra essere giunta ad una &#8220;conclusione&#8221; la tensione diplomatica intercorsa tra Italia e India a seguito della vicenda accaduta il 15 febbraio 2012 al largo delle coste dell&#8217;India.</p>



<p>Quasi tutti ricorderemo il caso della petroliera Enrica Lexie: <strong>nel 2012, i due militari Massimiliamo Latorre e Salvatore Girone imbarcati sulla nave battente bandiera italiana come nuclei militari di protezione, uccisero per errore due pescatori durante un’operazione di anti-pirateria in India.</strong></p>



<p>I casi di pirateria venivano segnalati frequentemente in quelle zone e i militari erano impegnati a prevenire attacchi del genere; <strong>al largo della costa del Kerala (uno Stato dell&#8217;India meridionale che si affaccia sull&#8217;Oceano indiano dalla parte del Mare Arabico) i due militari credettero di scorgere un’imbarcazione pirata in avvicinamento e decisero di aprire il fuoco.</strong> </p>



<p>Quell’imbarcazione, erroneamente ritenuta pericolosa, era in realtà il peschereccio St. Anthony e la condotta dei militari provocò la morte di due pescatori indiani, Valentine Jalstine e Ajesh Binki. La polizia indiana tenne in stato di fermo la nave Enrica Lexie e la Corte del Kollam dispose che i due marò fossero tenuti in custodia presso la guesthouse della Central Industrial Security Force indiana e non in una normale prigione, solo in un secondo momento furono condotti nel carcere ordinario di Trivandrum.</p>



<p>L’Italia, sin da subito, contestò la competenza dell’India nel giudicarli e l’accordo di risarcimento per le famiglie delle vittime venne ritenuto illegale dalla Suprema Corte indiana. I Marò vennero trattenuti in India e si aprì così il c.d. “<strong>caso Marò</strong>” che procurò un fortissimo clima di tensione fra i due Paesi.</p>



<p><strong>Il Governo indiano faticò a stabilire l’attribuzione della competenza sul caso ai suoi Tribunali</strong> e intanto venne concesso ai militari di ritornare in Italia. Tuttavia, l’allora Ministro degli Esteri del Governo Monti, Giulio Terzi, comunicò che i Marò non avrebbero fatto rientro in India e per tutta risposta l’India decise di limitare la libertà di movimento dell’ambasciatore italiano a Delhi. Questa vicenda si risolse con le dimissioni del Ministro Terzi e col rientro in India dei due militari, che furono accusati anche di terrorismo, reato che in India è punito con la pena di morte. Le ostilità continueranno anche in seguito, arrivando quasi ad una rottura diplomatica tra Italia e India. </p>



<p>La vicenda arriverà ad un primo punto di svolta con il rientro di Latorre a causa di un’ischemia; questi, dopo l’operazione in Italia, non rientrerà più in India.</p>



<p>L’italia decide intanto, nel 2015, di appellarsi al Tribunale internazionale dell’Aja per conoscere in modo definitivo a quale fra i due Paesi spetta la competenza sul caso. In attesa di un giudizio del Tribunale dell’Aja, anche al militare Girone viene concesso il rientro in Italia e l’India sospende i procedimenti nei confronti dei militari.</p>



<h3><strong>La difesa dei Marò</strong></h3>



<p>Analizziamo nel dettaglio su cosa si basava la difesa dei Marò: la loro difesa è stata sempre incentrata sul fatto che la giurisdizione sui fatti contestati appartiene all&#8217;Italia poiché la vicenda è avvenuta in acque internazionali su una nave battente bandiera italiana, con la presenza di  militari italiani coinvolti nell&#8217;ambito di un&#8217;operazione anti-pirateria raccomandata da norme internazionali.</p>



<p>Tali fatti, secondo la difesa dei due militari, rientrerebbero dunque nell&#8217;ipotesi di &#8220;incidente di navigazione&#8221; avvenuto in acque internazionali, a norma dell&#8217;art. 97 della Convenzione di Montego Bay.</p>



<p>Per quanto attiene, invece, all&#8217;immunità funzionale, i Marò  avrebbero agito in regime di immunità giurisdizionale di fronte alle autorità giudiziarie di Stati terzi, in quanto organi dello Stato italiano. Secondo la legge italiana e in base ai trattati internazionali sottoscritti dall&#8217;Italia, in accordo con le risoluzioni dell&#8217;ONU che disciplinano le forme di contrasto alla pirateria internazionale, Latorre e Girone&nbsp;devono essere considerati &#8220;<em>personale militare in servizio su territorio italiano&#8221;</em>. La petroliera Enrica Lexie era una nave civile, tuttavia <strong>la scorta militare alle navi commerciali fu autorizzata dal Parlamento nell&#8217;ambito di un&#8217;operazione ONU contro la pirateria</strong>.</p>



<h3><strong>La decisione del Tribunale arbitrale</strong></h3>



<p><strong>Dopo 8 anni e mezzo, arriva finalmente la risposta del Tribunale internazionale che dà ragione all’Italia: i giudici hanno infatti riconosciuto l’immunità funzionale dei due militari, precludendo all’India la possibilità di esercitare la sua giurisdizione sul caso</strong>. I marò sono stati ritenuti dal Tribunale arbitrale soggetti alla legge italiana in quanto funzionari dello Stato italiano impegnati nell’esercizio delle loro funzioni. Tuttavia, l’Aja riconosce che: “l&#8217;Italia ha violato la libertà di navigazione e dovrà pertanto compensare l&#8217;India per la perdita di vite umane, i danni fisici, il danno materiale all&#8217;imbarcazione e il danno morale sofferto dal comandante e altri membri dell&#8217;equipaggio del peschereccio indiano Saint Anthony.”</p>



<p>Il Tribunale ha dunque invitato le Parti a raggiungere un accordo; la Farnesina ricorda però che il <strong>Tribunale Arbitrale fu adito per pronunciarsi sull&#8217;attribuzione della giurisdizione, e non sul merito. L&#8217;Italia</strong>, annuncia la Farnesina, è pronta ad osservare quanto stabilito dal Tribunale arbitrale e <strong>si impegna a riavviare il procedimento penale aperto dalla procura della Repubblica presso il tribunale di Roma nei confronti dei due Marò.</strong></p>



<h3><strong>La reazione dell&#8217;India</strong></h3>



<p><strong>In India, i media e il sito India Today hanno sostenuto che l’India</strong> <strong>“ha vinto il caso”</strong> perchè “ha il diritto al risarcimento, ma non può processarli”. Come stabilito dalla sentenza del Tribunale arbitrale, i due militari &#8220;hanno violato il diritto internazionale e di conseguenza l&#8217;Italia ha violato la libertà di navigazione dell&#8217;India”, per questo motivo, asserisce il sito indiano: “<em>l&#8217;India ha il diritto di ricevere un risarcimento dall&#8217;Italia per la perdita di vite subita</em>”.</p>
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		<title>•Te lo sconsiglio award• Mini rubrica semiseria su quello che NON ci é piaciuto!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessia Martire]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2020 16:00:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CINEMA & TV]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA POP]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Siamo costantemente bombardati, specialmente sul web, da consigli su cosa leggere, mangiare, guardare in TV, indossare. Per questa stagione estiva noi, invece, abbiamo deciso di sconsigliare film, serie TV o libri in una piccola e ironica rubrica che sarà accompagnata da un sondaggio per scoprire invece quale sia il vostro indice di gradimento degli stessi elementi.Siamo curiosi di scoprire chi sarà eletto da voi il peggiore tra: 1) 365 su Netflix Versione polacca delle celeberrime 50 sfumature. Una volta qualcuno [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">Siamo costantemente bombardati, specialmente sul web, da consigli su cosa leggere, mangiare, guardare in TV, indossare. Per questa stagione estiva noi, invece, abbiamo deciso di sconsigliare film, serie TV o libri in una piccola e ironica rubrica che sarà accompagnata da un sondaggio per scoprire invece quale sia il vostro indice di gradimento degli stessi elementi.<br>Siamo curiosi di scoprire chi sarà eletto da voi il peggiore tra:</p>



<h2><strong> 1) 365 su Netflix</strong></h2>



<p>Versione polacca delle celeberrime 50 sfumature. Una volta qualcuno mi disse: “<em>50 sfumature di grigio non é come te lo raccontano… é una stupenda storia d’amore. </em>“ Ok, diciamo che “stupenda” lo sarà in relazione al tuo punto di riferimento in amore: Ettore e Andromaca, Heathcliff, Mr Darcy, Mr Big, Scusa se ti chiamo amore, ecc! Ognuno ha il suo, e devo dire che per me 365 è un gigantesco no. Ho visto il trailer ed é incredibilmente imbarazzante. <strong>Cosa salviamo? Nulla</strong>!</p>



<h2><strong>2) Parasite</strong></h2>



<p>Qui sarò impopolare. Non solo perché ha riscosso molto successo, ma perché ha anche vinto 4 Oscar e quindi come posso io permettermi di andare contro l’Academy e peccare di così tanta tracotanza? Ebbene sì, non mi è piaciuto! Speravo in più colpi di scena e forse in una migliore costruzione del <a href="http://ventiblog.com/dalle-yellowface-hollywoodiane-a-parasite-la-rappresentazione-asiatica-al-cinema-e-nelle-serie-tv/" target="_blank" aria-label="undefined (apri in una nuova scheda)" rel="noreferrer noopener">film</a>, la storia è intrigante e l’idea che qualcuno possa vivere nella mia cantina o nel mio sottoscala mi ha anche sfiorato e intimorito un attimo dopo averlo visto, però no, per i miei gusti non ci siamo! <br><strong>Voto: 5 e mezzo.</strong></p>



<h2><strong>3) GOT</strong></h2>



<p>Qui peccherò veramente di arroganza, ma io boccio anche <a aria-label="undefined (apri in una nuova scheda)" href="http://ventiblog.com/trono-di-spade-la-fine-della-serie-si-avvicina-e-arriva-lo-spin-off/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">GOT.</a> Lo so, mi starete lanciando strali a più non posso, ma io ho dormito alla fine della prima stagione e ringrazio pure i fantastici attori perché l&#8217;insonnia era mia fedele compagna da giorni (quindi, prima cosa positiva trovata!). <br>In ogni caso, <strong>cosa salvo?</strong> Tyrion e il suo meraviglioso eloquio, l’eleganza di Cersei Lannister che passa intere stagioni a sorseggiare vino bramando sul trono e pensando alle pochezze umane. Per il resto, ho felicemente intuito che avrebbero potuto continuare a litigare indisturbati per i loro troni per altre 20 stagioni anche senza di me! PS tanti accaniti sostenitori di questa serie tv sono rimasti molto delusi dal finale che, ovviamente, ho chiesto gentilmente di spoilerarmi senza troppi drammi, e devo dire che, non solo non sembra così esaltante, ma appare addirittura banale e poco avvincente! </p>



<p><strong>Chi è il peggiore per voi? Votate</strong> ????????</p>
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