<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>innovazione &#8211; Venti Blog</title>
	<atom:link href="https://ventiblog.com/tag/innovazione/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://ventiblog.com</link>
	<description>La voce dei Ventenni</description>
	<lastBuildDate>Tue, 30 Aug 2022 13:46:23 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.6.15</generator>
	<item>
		<title>Resto al Sud: un’ occasione per unire innovazione e tutela del territorio</title>
		<link>https://ventiblog.com/resto-al-sud-un-occasione-per-unire-innovazione-e-tutela-del-territorio/</link>
					<comments>https://ventiblog.com/resto-al-sud-un-occasione-per-unire-innovazione-e-tutela-del-territorio/?noamp=mobile#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrichetta Alimena]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Aug 2022 13:46:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ESPERIENZE]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[tutela del territorio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ventiblog.com/?p=31784</guid>

					<description><![CDATA[<p>Con oltre 440 progetti approvati a settembre 2021, l’incentivo gestito da Invitalia “Resto al sud” ha stabilito il record mensile dalla sua nascita, cioè il raggiungimento di circa 10.000 iniziative ammesse per il finanziamento. Si tratta forse dell&#8217;incentivo più importante e conosciuto che aiuta quei giovani che desiderano portare avanti progetti nel sud del Paese e, spesso, sono progetti che tendono ad investire su territori che decenni prima sono stati abbandonati in quanto lontani dalle città e dai centri industriali, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/resto-al-sud-un-occasione-per-unire-innovazione-e-tutela-del-territorio/">Resto al Sud: un’ occasione per unire innovazione e tutela del territorio</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Con oltre 440 progetti approvati a settembre 2021, l’incentivo gestito da Invitalia “Resto al sud” ha stabilito il record mensile dalla sua nascita, cioè il raggiungimento di circa 10.000 iniziative ammesse per il finanziamento.</p>



<p>Si tratta forse dell&#8217;incentivo più importante e conosciuto che aiuta quei giovani che desiderano portare avanti progetti nel sud del Paese e, spesso, sono progetti che tendono ad investire su territori che decenni prima sono stati abbandonati in quanto lontani dalle città e dai centri industriali, quei luoghi, quindi, in cui si è concentrata l&#8217;attività sociale e lavorativa.</p>



<p>Oggi le cose stanno lentamente cambiando, grazie ad un nuovo modo di vedere il lavoro e il suo contesto: con l’aiuto delle nuove tecnologie, il progetto è diventato più dinamico e l’utilizzo di strutture tecnologicamente più avanzate, ha permesso e favorito la valorizzazione di nuovi mestieri e prospettive.</p>



<p>A questo si lega una nuova attenzione all&#8217;ambiente e al territorio che non deve più essere sfruttato per il lavoro ma ottimizzato e perfezionato. Da qui l’obiettivo dei giovani che decidono di tornare nelle terre di origine, cioè quello di far rivivere le tradizioni di un tempo, perdute a causa dello spopolamento delle aree interne, soprattutto del sud Italia.&nbsp;</p>



<p>Ecco che tornano antiche coltivazioni, tradizioni, mestieri uniti all&#8217;innovazione grazie ai quali queste tradizioni possono essere conosciute in tutto il mondo.</p>



<p>La pandemia ha sicuramente accelerato un processo di trasformazione del lavoro, ponendo tutti di fronte a cambiamenti epocali, cambiamenti che questi giovani hanno saputo cogliere.</p>



<p>Ci si sta rendendo conto che il nostro territorio, l&#8217;ambiente in cui viviamo ha bisogno di cure e tutele perché l&#8217;ambiente non è un qualcosa che possiamo dare per scontato come abbiamo atto finora, ma è un dato mutevole, strettamente collegato alle nostre azioni e ai nostri comportamenti.</p>



<p>Possiamo decidere, come abbiamo fatto finora, di vedere il nostro ambiente e il nostro territorio come elemento da usare a soli fini utilitaristici di breve termine, con un uso illimitato delle risorse naturali; oppure come fanno questi giovani, uomini e donne possiamo vedere l&#8217;ambiente e il territorio come nostri alleati per una vita sana, che contribuiscono concretamente al nostro benessere.</p>



<p>Negli ultimi mesi, anche nel nostro paese, abbiamo visto gli effetti nefasti della crisi climatica che porta ad eventi estremi come siccità prolungate e forti alluvioni, tutto ciò provoca devastanti incendi da una parte e un forte dissesto idrogeologico dall&#8217;altro. Questo ci indica quanto un intervento di cura e salvaguardia del territorio sia urgente e non più procrastinabile. Questi giovani che scelgono di praticare la Restanza, definizione coniata dall&#8217;antropologo Vito Teti, devono essere visti come dei guardiani del territorio, che deve tornare a popolarsi non solo di persone ma di idee, progetti, insomma di futuro. I piccoli borghi e le cosiddette aree interne appaiono come luoghi dove la vita sembra essersi fermata, dove si possono ascoltare solo le vecchie storie di viandanti che non tornano più.</p>



<p>Dobbiamo creare una nuova alleanza tra nuove e vecchie generazioni, tra tradizione e innovazione, tra tutela e sviluppo solidale sostenibile e inclusivo. Dobbiamo auspicarci che i borghi tornino a vivere, e che anche qui il tempo torni a scorrere, magari ad un ritmo più lento rispetto a quello delle città ma sempre incalzante verso il futuro. Ricordiamo che la nostra Costituzione oggi tutela anche l&#8217;ambiente, la bio-diversità e gli ecosistemi perciò è necessario supportare iniziative che puntino ad una interazione sempre migliore tra uomo e ambiente. C&#8217;è bisogno di un indirizzo politico forte, che punti alla tutela e alla valorizzazione dell&#8217;ambiente e delle risorse, che crei un sistema più resiliente e inclusivo.</p>



<p>Questo discorso non vale ovviamente solo per il Sud Italia ma per tutto il Paese. I giovani hanno dato prova di grande attenzione verso questi temi, penso al movimento Friday for future ma non solo, esistono oggi i cosiddetti “Gas” (Gruppi di acquisto solidale) che sono attenti alle produzioni locali e alla stagionalità, c&#8217;è poi un grande movimento contro gli allevamenti intensivi.</p>



<p>C&#8217;è bisogno però di scelte radicali perché è un intero sistema produttivo globale che deve cambiare avvicinandosi alle persone, all&#8217;ambiente e ai territori che cresceranno così in armonia.</p>



<p class="has-text-align-center"><em>Articolo pubblicato</em> <em>su Il Quotidiano del Sud &#8211; L&#8217;Altravoce dei ventenni </em></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/resto-al-sud-un-occasione-per-unire-innovazione-e-tutela-del-territorio/">Resto al Sud: un’ occasione per unire innovazione e tutela del territorio</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ventiblog.com/resto-al-sud-un-occasione-per-unire-innovazione-e-tutela-del-territorio/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dagli accessibility Days 2022 gli esempi di nuove tecnologie per un digitale più inclusivo</title>
		<link>https://ventiblog.com/dagli-accessibility-days-2022-gli-esempi-di-nuove-tecnologie-per-un-digitale-piu-inclusivo/</link>
					<comments>https://ventiblog.com/dagli-accessibility-days-2022-gli-esempi-di-nuove-tecnologie-per-un-digitale-piu-inclusivo/?noamp=mobile#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrichetta Alimena]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jun 2022 08:58:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[INIZIATIVE]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[inclusione]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ventiblog.com/?p=31571</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il 20 e 21 maggio, a Milano, si è svolto Accessibility days, un grande evento nazionale che pone l&#8217;attenzione sulla possibilità e facilità di utilizzo delle tecnologie digitale da parte delle persone con disabilità. L&#8217;evento è stato organizzato da Uici (Unione Italiana Cechi e Ipovedenti), Universal access (portale dedicato all&#8217;accessibilità digitale) e DevMarche, il network delle comunity marchigiane dedicate allo sviluppo software ed altri enti legati al mondo digitale. Ha ricevuto il patrocinio, tra gli altri, di Rai per il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/dagli-accessibility-days-2022-gli-esempi-di-nuove-tecnologie-per-un-digitale-piu-inclusivo/">Dagli accessibility Days 2022 gli esempi di nuove tecnologie per un digitale più inclusivo</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">Il 20 e 21 maggio, a Milano, si è svolto <a href="https://accessibilitydays.it/2022/it/?fbclid=IwAR2_YyUbWfKmuCFOojtvDrfhCTbeFQxA6hXil8wn0pOeDuLxMz2NR4O2XZo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Accessibility days</a>, un grande evento nazionale che pone l&#8217;attenzione sulla possibilità e facilità di utilizzo delle tecnologie digitale da parte delle persone con disabilità.</p>



<p>L&#8217;evento è stato organizzato da Uici (Unione Italiana Cechi e Ipovedenti), Universal access (portale dedicato all&#8217;accessibilità digitale) e DevMarche, il network delle comunity marchigiane dedicate allo sviluppo software ed altri enti legati al mondo digitale. Ha ricevuto il patrocinio, tra gli altri, di Rai per il Sociale e ha visto la partecipazione di Inail e dell’Ente Nazionale Sordi.</p>



<p>Oltre 40 sessioni, 60 speakers, 20 espositori e tante esperienze come la cena e la passeggiata al buio, mostre tattili e tanta condivisione, per un’edizione che torna in presenza all&#8217;Istituto dei Ciechi di Milano in forma gratuita riunendo sviluppatori, startupper e grandi aziende, tutti pronti a portare esempi di nuove tecnologie che rendano il mondo digitale più accessibile e inclusivo. Ne abbiamo parlato con gli organizzatori, Stefano Ottaviani e Michele Landolfo.</p>



<p><strong>Come è andato l&#8217;evento?</strong></p>



<p>«Siamo molto soddisfatti, in presenza abbiamo avuto 630 persone e c&#8217;è stata grande partecipazione. Ci hanno fatto molto piacere i numerosi feedback che abbiamo avuto dai giovani: 2000 iscritti online, decine e decine di post su Linkedin dopo l&#8217;evento e riscontri da Gucci, Microsoft, Google e altre importanti aziende. Un successo insomma sia per gli espositori che per i workshop».</p>



<p>«Il riscontro da parte dei giovani è particolarmente importante» hanno sottolineato gli organizzatori, «perché loro sono il futuro. Si è parlato, a questo proposito, di formazione, che risulta oggi carente sui questi temi, anche se pian piano le cose stanno cambiando. Segnaliamo su questo la partecipazione, ad esempio, del Politecnico di Milano che sta portando avanti dei percorsi su questi argomenti».</p>



<p><strong>Molta attenzione, naturalmente, è stata prestata all&#8217;accessibilità della manifestazione. Ricordiamo le mascherine trasparenti, la sottotitolazione delle tre sezioni che sono state registrate e trasmesse in streaming e la traduzione nella lingua dei segni delle tre track di sessione, insieme ad alcuni workshop.</strong></p>



<p>«In ogni edizione» ribadiscono Ottaviani e Landolfi «cerchiamo di fare un passo in più per l&#8217;accessibilità».</p>



<p><strong>La manifestazione ha visto il coinvolgimento del CNR dell&#8217;AGID (Dipartimento trasformazione digitale) che ha il compito di vigilare, monitorare e supportare nel migliorare l&#8217;accessibilità ditale della pubblica amministrazione secondo la legge del 9 gennaio 2004. Cosa ancora c&#8217;è da fare?</strong></p>



<p>«Nonostante l&#8217;Italia abbia delle leggi molto stringenti su questo tema, pensiamo per esempio alle regole per le piattaforme dei concorsi pubblici, Agid ha fornito i dati sull’accessibilità digitale, mettendo in evidenza gli errori più frequenti legati all&#8217;uso dei file pdf da scaricare, il contrasto di colori, ecc., su cui bisogna intervenire».</p>



<p>La manifestazione ha visto incontrarsi associazioni, sviluppatori, aziende start up in modalità ibrida, facendo riassaporare il valore dell&#8217;incontro, del confronto, immergendo tutti in esperienze nuove ed emozionanti. Gli Accessibility days sono stati, perciò, una grande occasione per provare a disegnare il futuro, sempre più connesso, dove ogni aspetto della nostra vita sarà condizionato dalle nuove tecnologie; dalla formazione, al lavoro, al tempo libero, aspetti questi analizzati a Milano in un’atmosfera di festa e di fattiva speranza in un avvenire più inclusivo. Tuttavia, questo non è stato un evento dedicato solo alle tecnologie, ma soprattutto alle persone e a tutti coloro che si dedicano ogni giorno ad avvicinarle sempre di più a noi, alle nostre esigenze.</p>



<p>Pensiamo, per esempio, a Airbnb che sta cercando pian piano di “educare” gli host, cioè privati cittadini, a rendere le loro stanze sempre più accessibili. Partecipare, quindi, al lento cambiamento culturale verso la vera inclusione che non vuol dire altro che lavorare per creare una comunità pronta a cambiare passo e ritmo per accordarlo ai tanti diversi ritmi della vita. Ricordiamo sempre che le tecnologie rappresentano un supporto a tante attività, ma non devono sostituire il lavoro dell’uomo e le relazioni umane, che sono alla base dell’inclusione stessa che apre più strade per arrivare alla stessa meta.</p>



<hr class="wp-block-separator is-style-dots"/>



<p class="has-text-align-center"><em>Articolo pubblicato</em> <em>su Il Quotidiano del Sud &#8211; L&#8217;Altravoce dei ventenni </em></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/dagli-accessibility-days-2022-gli-esempi-di-nuove-tecnologie-per-un-digitale-piu-inclusivo/">Dagli accessibility Days 2022 gli esempi di nuove tecnologie per un digitale più inclusivo</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ventiblog.com/dagli-accessibility-days-2022-gli-esempi-di-nuove-tecnologie-per-un-digitale-piu-inclusivo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Thesis 4u, investire sul progetto di tesi per il futuro</title>
		<link>https://ventiblog.com/thesis-4u-investire-sul-progetto-di-tesi-per-il-futuro/</link>
					<comments>https://ventiblog.com/thesis-4u-investire-sul-progetto-di-tesi-per-il-futuro/?noamp=mobile#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Francesca Astorino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Aug 2021 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[STARTUP]]></category>
		<category><![CDATA[STUDIO]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[studio]]></category>
		<category><![CDATA[thesis4u]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ventiblog.com/?p=29516</guid>

					<description><![CDATA[<p>Thesis 4u è il primo driver ideato da studenti per gli studenti accademici, ma anche l’occasione di creare partnership e collaborazioni con le aziende, spendendo e realizzando il proprio progetto di tesi all’interno della realtà aziendale col fine di applicare le basi teoriche apprese negli anni di studio. Di contro, le aziende possono acquisire nel proprio organico figure di laureandi e neolaureati, possibili leader del domani.La startup è stata lanciata nel 2020 da Martina Spinoglio, founder e ideatrice del progetto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/thesis-4u-investire-sul-progetto-di-tesi-per-il-futuro/">Thesis 4u, investire sul progetto di tesi per il futuro</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Thesis 4u è il primo driver ideato da studenti per gli studenti accademici, ma anche l’occasione di creare partnership e collaborazioni con le aziende, spendendo e realizzando il proprio progetto di tesi all’interno della realtà aziendale col fine di applicare le basi teoriche apprese negli anni di studio. Di contro, le aziende possono acquisire nel proprio organico figure di laureandi e neolaureati, possibili leader del domani.<br>La startup è stata lanciata nel 2020 da Martina Spinoglio, founder e ideatrice del progetto che lei stessa ci ha raccontato nel corso dell’intervista.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="832" height="766" src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/08/IMG_20210822_101229_757.jpg" alt="" class="wp-image-29524" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/08/IMG_20210822_101229_757.jpg 832w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/08/IMG_20210822_101229_757-300x276.jpg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/08/IMG_20210822_101229_757-750x691.jpg 750w" sizes="(max-width: 832px) 100vw, 832px" /><figcaption>Martina Spinoglio, founder e ideatrice</figcaption></figure>



<p><strong>Com’è nato Thesis4u?</strong><br>“Dopo la laurea in Ingegneria Gestionale al Politecnico di Milano, è nata la necessità di ricercare qualcosa di più specifico che facesse al caso mio. Ho forzatamente preso un anno sabbatico dall’università, dedicandomi al lavoro in consulenza acquisendo competenze che ho speso nella realizzazione di Thesis 4u. Contemporaneamente, ho inviato la candidatura alla KTH di Stoccolma in “Entrepreneurship and Innovation Management” per completare con il corso di laurea magistrale i miei studi. La realtà che ho trovato nella cultura svedese è stata dal primo momento differente dalla nostra: <em>le idee sono accolte e valorizzate</em>. L&#8217;idea di Thesis 4u è nata per caso da una mia personale esigenza di ricercare una azienda che volesse sostenere il mio progetto di tesi. Inoltre, la situazione è stata ‘favorita’ dalla situazione pandemica che mi teneva costretta entro le mura di casa con numerosi momenti vuoti. L’unico sfogo è stato appunto quello di mettere in moto la piattaforma Thesis 4u”.</p>



<p><strong>Un driver innovativo e unico, insomma, che non esiste neanche in Svezia. Per la prima volta presentato nel mercato italiano attraverso percorsi di incubazione, aspira però a diventare di dominio internazionale.</strong><br>“Start Cube, l’incubatore della università di Padova, è stato l’inizio del percorso d’incubazione che ci ha permesso di validare l’idea ed in concomitanza c’è stato anche il Programma Virgilio, fondamentale per la creazione di un business. Da qui sono stati intrapresi diversi contatti con realtà aziendali differenti nel corso di Le Village Milano e a oggi stiamo stringendo contatti anche con il mercato svedese, dove differentemente dall’Italia sono maggiori le opportunità di business, finanziamenti e interessamento verso le startup. Thesis 4u è risultata vincitrice dei contest e percorso di accelerazione di BNP Paribas Mia Miss in action (digital Magics, Cardif, Phyd) e SCHWARZKOPF HEADS BUSINESS”.</p>



<p>Thesis 4u è infatti la piattaforma di riferimento da inserire nel percorso accademico degli studenti per fare esperienza lavorativa e di formazione per agevolare l’ingresso nel mondo del lavoro. Mediante un semplice colloquio conoscitivo, i ragazzi hanno modo di raccontare la propria idea a Martina e i suoi collaboratori che sanno poi indirizzare e mettere in contatto con i recruiter aziendali. Non più un semplice elaborato di tesi ma uno strumento che abbia valore per il futuro.<br><br><strong>Obiettivi per il futuro?</strong><br>“Accrescersi ed espandersi nel territorio nazionale e internazionale: l’obiettivo è lanciare Thesis 4u in autunno 2021 nel mercato svedese. Stiamo inoltre pensando a un percorso post-laurea per inserire i neodottori nel mondo del lavoro, quantomeno creando delle opportunità. Già dai prossimi mesi di settembre partiranno dei corsi e degli incontri finalizzati all’accrescimento delle skills richieste in ambito lavorativo. Abbiamo idea di favorire degli incontri in azienda anche di natura virtuale per favorire la conoscenza del mondo lavorativo in azienda.  Dalla richiesta degli studenti è nata la nostra guida “Come scrivere la tesi: tutto ciò che non sai e che dovresti sapere”, finalizzato a indirizzare i giovani, spaesati dopo aver concluso i loro esami. Questa è fruibile tramite i nostri canali social (Instagram, Facebook, LinkedIn). In più lavoriamo per la creazione di un percorso dedicato per gli studenti in cui si possano mettere in gioco, sviluppare soft skills e credere nelle proprie capacità. I servizi che forniamo agli studenti sono completamente a costo zero. Crediamo che le idee dei giovani non debbano essere ostacolate anzi spronate perché è dai reali interessi che nascono le iniziative vincenti. Così come le aziende nostre partner, hanno l’opportunità di caricare e visualizzare gratuitamente le candidature degli studenti. Quanti fossero interessati possono seguirci e contattarci tramite i canali social ed <a href="http://www.thesisforyou.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">il sitoThesis 4u</a>”.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p class="has-text-align-center"><em>Articolo pubblicato</em> <em>su Il Quotidiano del Sud &#8211; L&#8217;Altravoce dei ventenni </em></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/thesis-4u-investire-sul-progetto-di-tesi-per-il-futuro/">Thesis 4u, investire sul progetto di tesi per il futuro</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ventiblog.com/thesis-4u-investire-sul-progetto-di-tesi-per-il-futuro/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>E-learning: apprendimento senza confini</title>
		<link>https://ventiblog.com/e-learning-apprendimento-senza-confini/</link>
					<comments>https://ventiblog.com/e-learning-apprendimento-senza-confini/?noamp=mobile#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marina Barone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2020 10:23:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[INNOVAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[venti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://ventiblog.com/?p=23125</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il fenomeno delle piattaforme online di contenuti multimediali è attualissimo e dilagante, soprattutto tra i giovani. Conosciamo Netflix e Disney+, siamo milioni di abbonati e vi spendiamo ore della giornata senza neanche averne contezza. Invece, quanto conosciamo le piattaforme di e-learning, o apprendimento digitale, che forse sono più utili delle prime in termini di crescita professionale e personale? Dopo essermi confrontata con tanti ragazzi italiani che vivono in Italia e all&#8217;estero, risulta che in Italia le piattaforme di e-learning siano [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/e-learning-apprendimento-senza-confini/">E-learning: apprendimento senza confini</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">Il fenomeno delle piattaforme online di contenuti multimediali è attualissimo e dilagante, soprattutto tra i giovani. Conosciamo Netflix e Disney+, siamo milioni di abbonati e vi spendiamo ore della giornata senza neanche averne contezza.</p>



<p>Invece, quanto conosciamo le piattaforme <em>di e-learning, </em>o apprendimento digitale, che forse sono più utili delle prime in termini di crescita professionale e personale?</p>



<p>Dopo essermi confrontata con tanti ragazzi italiani che vivono in Italia e all&#8217;estero, risulta che in Italia le piattaforme di <em>e-learning</em> siano ancora poco conosciute o sottovalutate, forse si è ancora scettici, al di là del fattore della registrazione e del pagamento sui siti web, lo scetticismo verte sul metodo d&#8217;apprendimento.</p>



<p>Durante il periodo di <em>lockdown</em>, cercavo un corso online sulla resilienza e ho trovato sulla piattaforma Coursera <em>&#8216;The Science of Well-Being&#8217;,</em> diretto dalla professoressa di psicologia e scienziata cognitiva Laurie Santos della Università di Yale.</p>



<p>Il corso mi ha davvero incuriosita in quanto una delle prestigiose università americane della Ivy League ha messo a disposizione delle lezioni sulla felicità, quindi del tutto introspettive, in modo gratuito e accessibile a chiunque con una connessione internet.</p>



<p>Questo corso dà consigli pratici su come individuare, tracciare e raggiungere la felicità attraverso piccole azioni che mirano ad aumentare l&#8217;autostima ed il desiderio di mettersi in gioco con la conoscenza dei propri punti di forza caratteriali.</p>



<p>Il corso inizia con alcuni test che calcolano il livello di felicità attuale, attraverso semplici domande del tipo: quante volte vengono raggiunti gli obiettivi che ci prefiguriamo, come sono le relazioni personali di cui ci circondiamo, quanto ci sentiamo ottimisti, arrabbiati, motivati o quanto rispettiamo le nostre responsabilità. L&#8217;indice di felicità calcolato potrà essere ri-misurato al completamento del corso, dopo aver effettuato letture di testi consigliati, ed aver preso visione delle lezioni e di alcuni <em>TED talks</em>.</p>



<p>Tuttavia, la parte più attiva sono gli esercizi da compiere giornalmente per capire se si sta imparando davvero: ad esempio, tenere un diario sulla gratitudine o essere gentili con gli estranei. Per citare Anne Herbert: &#8220;Praticare atti di gentilezza a casaccio e atti di bellezza privi di senso&#8221;.</p>



<p>Dunque <em>&#8216;The Science of Well-Being&#8217;</em> si svolge solo in parte sulla piattaforma, il resto è un esercizio di vita che mette in luce che la felicità deriva da fattori interni, poiché possiamo controllare come reagiamo, ci adattiamo alle situazioni e ci prendiamo cura di noi stessi.</p>



<p>Personalmente, sto apprendendo e mettendo in atto una strategia pratica affinché la felicità sia un modo di vedere le cose e un modo di fare con le mie azioni, le mie abitudini e la mia attitudine.</p>



<p>Poi, sicuramente importanti per accrescere le proprie competenze in ambito informatico, sono i corsi su PowerPoint ed Excel della Microsoft, le cui conoscenze sono oggi richieste in molti settori. Un buon corso su Excel può essere trovato su <em>LinkedIn learning</em>, piattaforma nata come Lynda e poi acquistata dal colosso LinkedIn nel 2015. LinkedIn <em>learning</em> ha un costo mensile di 30 dollari e offre migliaia di corsi in lingua inglese per tutti gli interessi, da quelli più tecnici attenenti l&#8217;informatica, a quelli di crescita individuale e per la progressione di carriera.</p>



<p>È interessante notare che molti datori di lavoro all&#8217;estero offrono l&#8217;accesso gratuito a LinkedIn <em>learning</em> per i propri dipendenti: ciò invoglia a fare i corsi, a tenersi aggiornati ma anche a scoprire cose nuove e in ambiti totalmente diversi rispetto alle proprie conoscenze.</p>



<p>Ad esempio, il corso <em>&#8216;Diversity, Inclusion and Belonging&#8217;</em> con Pat Wadors mira alla realizzazione di un ambiente di lavoro positivo per tutti i colleghi, anche con i manager, attraverso lo sviluppo di una cultura che valorizzi ed accolga l&#8217;unicità e diversità che il singolo individuo porta con sé.</p>



<p>Per gli appassionati di informatica, i linguaggi di programmazione SQL e Python sono molto richiesta dalle aziende multinazionali come Google, Facebook, Amazon ed Accenture in quanto servono a creare siti web e app partendo da zero. La conoscenza di Python può spalancare le porte alla carriera: il sito di Indeed ha rilevato che il salario medio negli Stati Uniti, per chi lavora con questo linguaggio di programmazione, è di cento mila dollari l&#8217;anno. Python è su pressoché tutte le piattaforme di <em>e-learning</em>; inoltre, è presente nei computer che utilizzano Windows, Mac e Linux, dunque non è un software che deve essere acquistato: una volta completato il relativo corso, potrete già mettervi alla prova.</p>



<p>Anche il <em>project management</em> è una skill molto in voga nelle aziende e nelle organizzazioni no profit. Più facile a dirsi che a farsi, ci sono numerosi step che devono essere presi in considerazione quando si realizza un progetto: budget, risorse, calcolo dei rischi, creazione di un piano progettuale con la divisione dei compiti e le scadenze, ed altri ancora. <em>Project Management</em> può essere facilmente trovato su numerose piattaforme; in particolare, su Udemy si trova un corso in lingua italiana al costo di 30 euro.</p>



<p>Certamente frequentare un corso online è diverso dall&#8217;essere presente in una classe, ma sono innegabili gli aspetti positivi dell&#8217;<em>e-learning</em>: la varietà degli argomenti, talora il prestigio delle università che mettono a disposizione i corsi, la ricercatezza dei materiali, l&#8217;interazione che si stabilisce con il docente e gli altri partecipanti tramite forum e email, la facilità di accesso, la possibilità di conseguire una certificazione a costo notevolmente ridotto rispetto ai classici corsi universitari o semplicemente la possibilità di arricchire il proprio bagaglio culturale con un mosaico di nuove idee.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/e-learning-apprendimento-senza-confini/">E-learning: apprendimento senza confini</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ventiblog.com/e-learning-apprendimento-senza-confini/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>THECOLORSOUP: quando la creatività si sposa con innovazione ed ecosostenibilità</title>
		<link>https://ventiblog.com/thecolorsoup-quando-la-creativita-si-sposa-con-innovazione-ed-ecosostenibilita/</link>
					<comments>https://ventiblog.com/thecolorsoup-quando-la-creativita-si-sposa-con-innovazione-ed-ecosostenibilita/?noamp=mobile#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stephanie Bortolussi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Oct 2016 18:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[imprenditorialità]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<category><![CDATA[startup]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://ventiblog.com/?p=10097</guid>

					<description><![CDATA[<p>n questi giorni abbiamo scoperto THECOLORSOUP, un innovativo shop online dedicato alla stampa dei tessuti on demand, che è anche blog e trendsetter. Nato dall’unione delle idee di Elena(project manager), Daniela (content editor&#38;digital marketing) e Lorenzo (web designer&#38;developer), il sito consente a stilisti e designer professionisti, ma anche a non addetti ai lavori, di personalizzare il tessuto dal singolo metro a migliaia di metri, per la realizzazione di capi di abbigliamento o elementi d&#8217;arredo e accessori. Il progetto si è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/thecolorsoup-quando-la-creativita-si-sposa-con-innovazione-ed-ecosostenibilita/">THECOLORSOUP: quando la creatività si sposa con innovazione ed ecosostenibilità</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span class="cb-dropcap-small">I</span>n questi giorni abbiamo scoperto <strong><a href="http://thecolorsoup.com"><em>THECOLORSOUP</em></a>,</strong> un innovativo shop online dedicato alla stampa dei tessuti on demand, che è anche blog e trendsetter.</p>
<p>Nato dall’unione delle idee di <strong>Elena</strong>(project manager), <strong>Daniela</strong> (content editor&amp;digital marketing) e <strong>Lorenzo</strong> (web designer&amp;developer), il sito consente a stilisti e designer professionisti, ma anche a non addetti ai lavori, di <strong>personalizzare il tessuto </strong>dal singolo metro a migliaia di metri,<strong> per la realizzazione di capi di abbigliamento </strong>o<strong> elementi d&#8217;arredo </strong>e<strong> accessori.</strong> Il progetto si è sviluppato in un solo anno, il 2015, durante il quale i tre giovani start-upper hanno partecipato ad <a href="http://www.h-farm.com">H-FARM</a>, il più grande acceleratore europeo di imprese tenutosi a Venezia e, dopo mesi di lavoro, hanno lanciato online la piattaforma. Fondamentale per lo sviluppo del progetto è stato l’aiuto del <a href="http://www.mirogliogroup.com/it/">Gruppo Miroglio</a>, che ha deciso di investire sul talento e sull’entusiasmo di giovani dipendenti per promuovere il lancio di iniziative innovative e supportare quindi la trasformazione dell’azienda in un’ottica digitale. Ma scopriamo qualcosa di più sul successo di <em>THECOLORSOUP</em> assieme ad <strong>Elena Guarene</strong>, project manager.</p>
<h2><strong>Una delle chiavi di successo della vostra piattaforma è sicuramente la personalizzazione. In che modo hanno risposto gli utenti a questo tipo di servizio?</strong></h2>
<p>“Personalizzazione” è un must anche quando si tratta di tessuto. Il nostro sito nasce come risposta a questa diffusa esigenza di stampare e decorare il tessuto con grafiche e fantasie uniche per realizzare capi di abbigliamento o arredare casa in modo speciale. In questi mesi abbiamo avuto la prova del fatto che la creatività degli utenti non ha limiti…!</p>
<h2><strong>Quindi la personalizzazione e la conseguente possibilità di vedere il proprio progetto pubblicato sul vostro blog dopo aver acquistato i vostri tessuti, vi ha permesso in un certo senso di premiare i vostri clienti. Che successo ha riscontrato questo tipo di strategia?</strong></h2>
<p>Siamo riusciti a trovare la formula giusta per combinare stampa digitale e creatività in un binomio perfetto. Ecco perché abbiamo creato uno spazio di contaminazione tra tessuti, arte e tecnologia sostenuto da un continuo impegno nella ricerca di soluzioni su misura per la singola esigenza di ciascun cliente. In fondo alla base del nostro progetto c’è un’attività continua volta a sperimentare e proporre nuovi strumenti per stimolare la creatività dei consumatori. La semplicità con la quale è possibile fruire del servizio di <em>THECOLORSOUP</em> è sicuramente un aspetto di vantaggio per il business della piattaforma: basta che l&#8217;utente scelga tra oltre 600 proposte di grafiche o carichi un proprio disegno, selezioni una tra le più di 20 basi di tessuto a disposizione e invii l’ordine. <img class="aligncenter wp-image-10098 size-large" src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2016/10/IMG_3686-1024x683.jpg" alt="thecoloursoup1" width="750" height="500" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2016/10/IMG_3686-1024x683.jpg 1024w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2016/10/IMG_3686-300x200.jpg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2016/10/IMG_3686-360x240.jpg 360w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2016/10/IMG_3686-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></p>
<h2><strong>Elena, su quali strumenti avete puntato per ampliare la conoscenza della vostra start-up ed aumentare il volume d&#8217;affari? Quanto vi hanno incentivato in questo i social network?</strong></h2>
<p>Uno dei nostri obiettivi è quello di coltivare e far crescere una community sempre più attiva e coinvolgente, nella quale la passione del tessuto diventi un hobby o addirittura una professione. Proprio per questo i social hanno avuto e hanno un’importanza di rilevo nelle attività di tutti i giorni, ma sono comunque sostenuti da attività di comunicazione off line, come partecipazioni a fiere, mostre mercato, attività di workshop.</p>
<h2><strong>Dopo un anno di attività, a quanto ammonta il vostro fatturato?</strong></h2>
<p>Siamo molto soddisfatti dai risultati ottenuti e soprattutto del trend in continua crescita. Guardando i numeri in questo anno abbiamo evaso circa 1500 ordini. Gli utenti attivi, ovvero quelli che hanno effettuato almeno un ordine sul nostro sito sono più di 800 e di questi, il 20% ha compiuto più di un acquisto. Sono stati venduti circa 730 kit – il campionario composto da piccoli tagli dei diversi tipi di tessuti offerti, utile da consultare prima di iniziare un progetto. Per quanto riguarda la produzione, abbiamo finora stampato circa 4000 metri lineari di tessuto per la maggior parte dei casi (il 90%) con grafiche personalizzate fornite dall’utente. <img class="aligncenter wp-image-10099 size-large" src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2016/10/MG_2142-1024x719.jpg" alt="thecoloursoup 2 " width="750" height="527" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2016/10/MG_2142-1024x719.jpg 1024w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2016/10/MG_2142-300x211.jpg 300w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /> La community creata da THECOLORSOUP non si limita solo agli utenti italiani, che rimangono comunque i principali clienti, ma tocca mercati quali Spagna, Germania, Francia e Svizzera. Visto il successo che la start-up sta riscontrando, l’obiettivo di medio termine è sicuramente quello di proseguire il processo di internazionalizzazione della piattaforma, puntando a diventare un vero e proprio punto di riferimento anche per i clienti esteri. Elena ci svela infatti che tra non molto il sito sarà consultabile anche in lingua inglese, così da agevolare e velocizzare lo sviluppo del mercato europeo.</p>
<h2><strong>L&#8217;ecosostenibilità è una caratteristica fondamentale di <em>THECOLORSOUP</em>. In che modo vengono stampati i tessuti?</strong></h2>
<p><em>THECOLORSOUP</em> utilizza una tecnologia di stampa digitale diretta e sublimatica a seconda del progetto, avvalendosi dei migliori colori del mercato. Facendo parte del Gruppo Miroglio, abbiamo alla base il know-how e il parco macchine di ultima generazione della realtà che compongono il gruppo. I processi produttivi sono Made in Italy e vantano un alto livello di sostenibilità ambientale salvaguardando il risparmio d’acqua, obiettivo chiave degli investimenti tecnologici del Gruppo nel settore del printing.   <strong>Creatività, innovazione ed ecosostenibilità</strong>: sono queste le chiavi del successo di <em>THECOLORSOUP</em>.</p>
<p><figure id="attachment_10111" aria-describedby="caption-attachment-10111" style="width: 666px" class="wp-caption aligncenter"><img class="wp-image-10111 size-large" src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2016/10/MG_1834-666x1024.jpg" alt="Gli ideatori di Thecoloursoup" width="666" height="1024" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2016/10/MG_1834-666x1024.jpg 666w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2016/10/MG_1834-195x300.jpg 195w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2016/10/MG_1834-300x461.jpg 300w" sizes="(max-width: 666px) 100vw, 666px" /><figcaption id="caption-attachment-10111" class="wp-caption-text">Gli ideatori di THECOLORSOUP</figcaption></figure></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/thecolorsoup-quando-la-creativita-si-sposa-con-innovazione-ed-ecosostenibilita/">THECOLORSOUP: quando la creatività si sposa con innovazione ed ecosostenibilità</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ventiblog.com/thecolorsoup-quando-la-creativita-si-sposa-con-innovazione-ed-ecosostenibilita/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>IL GIARDINO DEI TALENTI</title>
		<link>https://ventiblog.com/il-giardino-dei-talenti/</link>
					<comments>https://ventiblog.com/il-giardino-dei-talenti/?noamp=mobile#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanna Cataldo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Sep 2014 11:55:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[STARTUP]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[imprenditorialità]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://ventiblog.com/?p=1943</guid>

					<description><![CDATA[<p>Di Giovanna Cataldo È finito il tempo dei liberi professionisti che lavorano solitari nei loro studi, degli imprenditori che lavorano inesorabilmente negli scantinati o nel garage di casa. La nostra società sta cambiando e la nuova parola d’ordine è “condivisione”. Il cambiamento è volto a catturare il valore aggiunto generato dall’interazione tra individui, che possono lavorare nello stesso settore, ma anche in settori contigui. Molte aziende hanno anticipato i tempi iniziando a sfruttare paradigmi di Open Innovation per creare nuovi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/il-giardino-dei-talenti/">IL GIARDINO DEI TALENTI</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Di <a title="GIOVANNA CATALDO" href="http://ventiblog.com/2014/05/giovanna-cataldo/">Giovanna Cataldo</a></p>
<p><a href="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image66.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1944" src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image66-300x141.jpg" alt="image" width="300" height="141" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image66-300x141.jpg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image66.jpg 600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>È finito il tempo dei liberi professionisti che lavorano solitari nei loro studi, degli imprenditori che lavorano inesorabilmente negli scantinati o nel garage di casa. La nostra società sta cambiando e la nuova parola d’ordine è “<strong>condivisione</strong>”. Il cambiamento è volto a catturare il valore aggiunto generato dall’interazione tra individui, che possono lavorare nello stesso settore, ma anche in settori contigui. Molte aziende hanno anticipato i tempi iniziando a sfruttare paradigmi di Open Innovation per creare nuovi prodotti e nuovi servizi, e oggi sempre più liberi professionisti scelgono di localizzare la loro attività in spazi di Co-working, dove pagando delle quote mensili o annuali si può affittare una scrivania in uno spazio dotato di tutti gli apparati necessari. La filosofia di <strong>TAG (Talent Garden)</strong>è sulla stessa lunghezza d’onda: <strong>creare un ecosistema dove menti brillanti, ma diverse, non solo possano trovare un posto dove lavorare, ma possano anche fiorire insieme</strong>, competendo e arricchendosi allo stesso tempo.</p>
<p><a href="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image67.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1945" src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image67-300x200.jpg" alt="image" width="300" height="200" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image67-300x200.jpg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image67-360x240.jpg 360w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image67.jpg 600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>Il progetto TAG parte a Brescia e si diffonde velocemente nel nord Italia: Bergamo, Milano, Torino. Oggi conta otto sedi in Italia, sparse dal Nord al Sud, e una all’estero, New York. Il modello di base è molto semplice: si parte dall’affitto di uno spazio in cui lavorare (il modello base di Co-working), però in più si punta a sfruttare quelle <a title="GLI EFFETTI DELLA RETE: IL CONCETTO DI ESTERNALITÀ DI RETE" href="http://ventiblog.com/2014/09/gli-effetti-della-rete-il-concetto-di-esternalita-di-rete/">esternalità</a> spontanee che si creano in un ambiente in cui sono immersi individui così diversi. Lo spazio fisico è pensato proprio favorire questi scambi: <strong>open space con scrivanie, areerelax con Xbox e biliardino</strong>, dove tra mobili ecocompatibili dal design e dalla qualità italiana, sembra davvero di trovarsi in un giardino. Il tutto mira a facilitare la condivisione di idee e progetti, e la nascita di collaborazioni tra i membri: è possibile che una start-up trovi in un altro membro il profilo perfetto per completare il proprio team. Per questo motivo per entrare nel giardino è necessario lavorare in un settore specifico(digital e comunicazione), o comunque in settori attigui. Il risultato è un ambiente fertileper le nuove idee,e dove l’innovazione è continua.<br />
Oggi TAG conta più di 400 talenti, divisi in Piccole e Medie Imprese, Start-up e liberi professionisti, che hanno voglia di condividere le proprie competenze e collaborare con gli altri. I founder e i mentor gestiscono gli spazi e mettono la loro esperienza al servizio della comunità. È possibile, attraverso il network offerto, trovare investitori per il proprio progetto. È proprio questo l’altro importante valore aggiunto dato ai membri della comunità: il <a title="QUANDO LA RETE E’ FATTA DA PERSONE" href="http://ventiblog.com/2014/09/quando-la-rete-e-fatta-da-persone/">network</a>. Chi accede, ad esempio, al TAG di Milano, automaticamente ha accesso agli altri TAG in giro per il mondo: più persone ne entrano a far parte, più le competenze sono diversificate, più aumenta il valore della comunità. In questo modo si riesce a facilitare l’espansione internazionale delle aziende, e si crea anche una rete locale di individui che facilita le iniziative imprenditoriali che partono sia dalle giovani imprese che da aziende più mature.</p>
<p>In conclusione, TAG è un progetto molto ambizioso e rischioso – partire da Brescia per poi espandersi in tutto il mondo – ma è anche un modello che funziona sia in un ambiente già ricco di iniziative, sia in ambienti in cui si deve partire da zero per la costruzione di un sistema più favorevole alle start-up. Da un lato, infatti, abbiamo città come New York e Milano, l’altra faccia della medaglia invece è Cosenza dove il numero di aziende che operano nell’innovazioneè indiscutibilmente esiguo.</p>
<p>Talent Garden, <strong>proprio come un grande giardino in cui le piante e i fiori sono diversi, ma crescono in armonia completandosi a vicenda</strong>.</p>
<p><a href="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image68.jpg"><img class="alignleft wp-image-1946 size-thumbnail" src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image68-150x150.jpg" alt="image" width="150" height="150" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image68-150x150.jpg 150w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image68-100x100.jpg 100w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image68-125x125.jpg 125w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a><a href="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image69.jpg"><img class="alignright wp-image-1947 size-thumbnail" src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image69-150x150.jpg" alt="image" width="150" height="150" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image69-150x150.jpg 150w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image69-300x300.jpg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image69-100x100.jpg 100w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image69-125x125.jpg 125w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/il-giardino-dei-talenti/">IL GIARDINO DEI TALENTI</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ventiblog.com/il-giardino-dei-talenti/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I PALLONI STRATOSFERICI DI GOOGLE PORTERANNO IL MONDO IN RETE</title>
		<link>https://ventiblog.com/i-palloni-stratosferici-di-google-porteranno-il-mondo-in-rete/</link>
					<comments>https://ventiblog.com/i-palloni-stratosferici-di-google-porteranno-il-mondo-in-rete/?noamp=mobile#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elvira Scarnati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Sep 2014 11:46:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[INNOVAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://ventiblog.com/?p=1936</guid>

					<description><![CDATA[<p>Di Elvira Scarnati E’ passato un anno dal lancio di Loon, un nuovo, visionario e geniale progetto di Google. Il 6 giugno 2013 per la prima volta, nel sud della Nuova Zelanda, trenta palloni aerostatici molto particolari si sono levati in volo e hanno permesso ad alcuni tester di connettersi ad internet. Oggi, in un mondo perennemente connesso, in cui nessuno di noi riesce a staccarsi dallo smartphone, dal tablet o dal pc, per più di mezz’ora (se va bene!), [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/i-palloni-stratosferici-di-google-porteranno-il-mondo-in-rete/">I PALLONI STRATOSFERICI DI GOOGLE PORTERANNO IL MONDO IN RETE</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Di <a title="ELVIRA SCARNATI" href="http://ventiblog.com/2014/05/elvira-scarnati-2/">Elvira Scarnati</a></p>
<p><a href="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image61.jpg"><img class="aligncenter wp-image-1937 size-medium" src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image61-300x164.jpg" alt="image" width="300" height="164" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image61-300x164.jpg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image61.jpg 303w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>E’ passato un anno dal lancio di <strong><em>Loon,</em></strong> un nuovo, visionario e geniale progetto di Google. Il 6 giugno 2013 per la prima volta, nel sud della Nuova Zelanda, trenta palloni aerostatici molto particolari si sono levati in volo e hanno permesso ad alcuni tester di connettersi ad internet.</p>
<p><a href="https://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/07/balloon-launch.gif"><img class="size-medium wp-image-1085 aligncenter" src="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/07/balloon-launch.gif?w=300&amp;h=200" alt="balloon-launch" width="300" height="200" /></a></p>
<p>Oggi, in un mondo perennemente connesso, in cui nessuno di noi riesce a staccarsi dallo smartphone, dal tablet o dal pc, per più di mezz’ora (se va bene!), in realtà ancora i due terzi del globo non sono raggiunti dalla rete internet, sono offline.<br />
Si tratta principalmente di aree rurali o remote, e proprio per coprire tale gap di connessione, Google ha lanciato il progetto <em>Loon</em>.<br />
Tradotto, <em>Loon</em> significa “pazzo, folle”, e l’idea, in fondo, è tanto semplice, da sembrare folle. Ma le idee geniali spesso si nascondono proprio dietro la semplicità, tanto da far sembrare folle il fatto di non averci pensato prima.<br />
Google vuole portare quei due terzi isolati del mondo online. Come? Con la cosa più semplice che ci sia…i palloni aerostatici! Rapidi, semplici ed economici.</p>
<p><a href="https://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/07/loon_large_verge_medium_landscape.png"><img class="size-medium wp-image-1088 aligncenter" src="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/07/loon_large_verge_medium_landscape.png?w=300&amp;h=168" alt="loon_large_verge_medium_landscape" width="300" height="168" /></a></p>
<p>Si tratta di palloni particolari, che sfruttano l’energia solare per volare al di sopra delle nostre teste, nella stratosfera, ad una distanza di circa 20 km (il doppio di quella raggiunta dai normali aerei).<br />
Volare nella stratosfera vuol dire poter contare sulla presenza di venti diversi, per velocità e per direzione, per cui i palloni possono spostarsi da un vento all’altro – grazie ad un algoritmo che calcola e valuta l’andamento dei venti – e sfruttarne la spinta e la direzione, fluttuando così nell’aria e raggiungendo le zone remote del pianeta.<br />
A terra, le abitazioni o i luoghi che vogliono connettersi ad internet sono dotati di una particolare antenna che manda segnali ai palloni e permette poi la connessione.</p>
<p><a href="https://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/07/google-project-loon-designboom00.jpg"><img class="size-medium wp-image-1086 aligncenter" src="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/07/google-project-loon-designboom00.jpg?w=300&amp;h=183" alt="google-project-loon-designboom00" width="300" height="183" /></a></p>
<p>Ogni pallone può coprire un’area di circa 40km di diametro. Lo scopo del progetto <em>Loon</em> è proprio quella di creare un anello di palloni che volino nella stratosfera, intorno alla terra, formando un unico grande network di connessione, tra i palloni e l’area sottostante, in modo che nessun altro essere umano sia offline.</p>
<p><a href="https://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/07/article-2342127-1a54cec6000005dc-194_964x541.jpg"><img class="size-medium wp-image-1084 aligncenter" src="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/07/article-2342127-1a54cec6000005dc-194_964x541.jpg?w=300&amp;h=168" alt="article-2342127-1A54CEC6000005DC-194_964x541" width="300" height="168" /></a></p>
<p>Internet cambia la vita, non è solo un modo per essere informati sul mondo e per interagire con le persone, soprattutto è un driver di crescita e sviluppo. Per tutte le aree remote del pianeta la rete rappresenta una grande possibilità e <em>Loon, </em>quindi,una speranza.</p>
<p>Per saperne di più su <em>Loon</em>, andate sul <a href="http://www.google.com/loon/">sito del progetto</a> e seguite l’avventura insieme a Google.</p>
<p>Noi aspettiamo di poter alzare la testa e vedere i <em>loon balloon</em>s galleggiare in aria.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>“Loon for all – balloon powered internet for everyone.”</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe width="750" height="422" src="https://www.youtube.com/embed/m96tYpEk1Ao?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/i-palloni-stratosferici-di-google-porteranno-il-mondo-in-rete/">I PALLONI STRATOSFERICI DI GOOGLE PORTERANNO IL MONDO IN RETE</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ventiblog.com/i-palloni-stratosferici-di-google-porteranno-il-mondo-in-rete/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>CARPOOLISSOCOOL!</title>
		<link>https://ventiblog.com/carpoolissocool/</link>
					<comments>https://ventiblog.com/carpoolissocool/?noamp=mobile#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanna Cataldo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Sep 2014 11:29:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[INNOVAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://ventiblog.com/?p=1924</guid>

					<description><![CDATA[<p>Di Giovanna Cataldo Avete presente quando siete in macchina, nell’ora di punta, fermi. Vi guardate intorno e vedete altre macchine a quattro, o cinque posti, occupate da un solo passeggero o al massimo due? Qual è il vero costo di un’auto? Il prezzo d’acquisto è solo una parte. Abbiamo assicurazione, benzina, Area C o similare, parcheggio. E poi ci possiamo aggiungere il costo del sottoutilizzo. Sì perché avere un’auto a cinque posti, che viene usata al massimo da due persone, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/carpoolissocool/">CARPOOLISSOCOOL!</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Di <a title="GIOVANNA CATALDO" href="http://ventiblog.com/2014/05/giovanna-cataldo/">Giovanna Cataldo</a></p>
<p><a href="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image53.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1925" src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image53.jpg" alt="image" width="200" height="200" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image53.jpg 200w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image53-150x150.jpg 150w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image53-100x100.jpg 100w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image53-125x125.jpg 125w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a></p>
<p>Avete presente quando siete in macchina, nell’ora di punta, fermi. Vi guardate intorno e vedete altre macchine a quattro, o cinque posti, occupate da un solo passeggero o al massimo due? <strong>Qual è il vero costo di un’auto? </strong>Il prezzo d’acquisto è solo una parte. Abbiamo assicurazione, benzina, Area C o similare, parcheggio. E poi ci possiamo aggiungere il costo del sottoutilizzo. Sì perché avere un’auto a cinque posti, che viene usata al massimo da due persone, è un costo. In tempi di crisi sono valutazioni da fare. Come sfruttare quei tre posti in più? <strong>Carpooling e carsharing sono la risposta!</strong></p>
<p>Nel <strong>carsharing</strong> una flotta di automobili viene messa a disposizione degli abbonati al servizio. Le macchine possono essere prenotate e prelevate nei punti sparsi per la città e alla fine vengonoriconsegnate. Il costo per l’utente è completamente variabile a seconda dell’utilizzo.</p>
<p>Nel <strong>carpooling</strong> invece le auto sono di proprietà degli utenti, che le mettono a disposizione degli altri membri della comunità, offrendo di fatto “un passaggio”. Le spese di viaggiovengono divise tra conducente e passeggeri, eliminando quasi completamente il costo di sottoutilizzare un’auto. Questo bisogno così semplice si coniuga perfettamente con la necessità di una <strong>mobilità più sostenibile</strong>: se anziché esserci cinque auto in coda al semaforo ce ne fosse solo una, le emissioni di scarico sarebbero molto inferiori.</p>
<p>Inizialmente le community non erano organizzate: si utilizzava il <b>passaparola</b>. Internet ha reso possibile l’estensione dell’offerta ad un bacino di persone più grande.MA più cresce il network, più è necessaria un’entità che ne regoli l’accesso, determini gli standard, faccia da garante, perché “non si accettano passaggi dagli sconosciuti”. Nascono quindi piattaforme come “<strong>BlaBlaCar</strong>”, che mette in contatto conducenti e passeggeri. Il sistema è molto rigoroso: gli utenti devono utilizzare dati autentici. È possibile declinare un passeggero e scegliere il conducente. Alla fine del viaggio il passeggero lascia un feedback che servirà a determinare il “livello di esperienza del conducente”: ci sono cinque livelli, si avanza grazie al numero e alla qualità dei feedback ricevuti, alla completezza delle informazioni inserite e a seconda di quanto tempo si è iscritti alla community. Tutte le interazioni avvengono sotto il controllodel team di BlaBlaCar, che verifica tutti i contenuti pubblicati sul sito.</p>
<p><a href="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image55.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1927" src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image55-150x150.jpg" alt="image" width="150" height="150" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image55-150x150.jpg 150w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image55-100x100.jpg 100w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image55-125x125.jpg 125w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a><a href="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image54.jpg"><img class="alignleft wp-image-1926 size-thumbnail" src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image54-150x150.jpg" alt="image" width="150" height="150" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image54-150x150.jpg 150w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image54-100x100.jpg 100w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image54-125x125.jpg 125w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Poi ci sono provider come <strong>Uber</strong>,che agisce sempre come un intermediario tra autisti e passeggeri, ma le corse offerte si limitano alla città e gli autisti si distinguono in veri professionisti, che il passaggio te lo offrono su un’auto di alta gamma, oppure persone normali con qualche posto libero in auto. Con un semplice click dall’App è possibile prenotare la propria corsa, scegliendo la tipologia (<b>berlina di lusso oppure uberX, low cost?</b>), e il pagamento avviene tramite carta – già prima di prenotare è possibile avere informazioni sulle tariffe della città. Anche qui si lascia un feedback al conducente, da una a cinque stelle.</p>
<p><a href="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image56.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1928" src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image56-150x150.jpg" alt="image" width="150" height="150" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image56-150x150.jpg 150w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image56-300x300.jpg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image56-100x100.jpg 100w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image56-125x125.jpg 125w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a><a href="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image57.jpg"><img class="alignright wp-image-1929 size-thumbnail" src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image57-150x150.jpg" alt="image" width="150" height="150" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image57-150x150.jpg 150w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image57-100x100.jpg 100w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image57-125x125.jpg 125w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a><a href="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image58.jpg"><img class="aligncenter wp-image-1930 size-full" src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image58.jpg" alt="image" width="300" height="296" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image58.jpg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image58-100x100.jpg 100w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questi operatori si stanno diffondendo rapidamente anche in Italia. Milano è la città con la più ampia scelta di servizi di carsharing e carpooling, ma è anche stata la città dove si sono diffuse prima le <strong>proteste dei tassisti</strong>, che contestano alla società californiana di andare contro due fondamentali regole del NCC: in primo luogo viene contestata <b>concorrenza sleale</b>: i servizi offerti sono molto simili al taxi, ma non hanno bisogno di licenza; le auto Uber non partono da un’autorimessa, come invece stabilisce la normativa, e il prezzo non viene concordato in anticipo.</p>
<p>La situazione tra Uber e i tassisti rimane tesa, come dimostra l’episodio avvenuto al WiredNextFest, – dove il General Manager di Uber, <b>Benedetta Arese Lucini</b>, stava presentando il nuovo servizio Uber-Pop. Trecentocinquanta tassisti si sono radunati ai Giardini Indro Montanelli, dove la manifestazione aveva luogo, e hanno iniziato a protestare contro la società e il comune di Milano, chiedendo che l’App venisse chiusa e il servizio sospeso.<br />
<strong>Una nuova regolamentazione è necessaria</strong>, ma difficile in un contesto dove si entra in contatto con più agenti con bisogni diversi: gli <b>utenti</b>, che da un lato scelgono il servizio più comodo, al prezzo più basso, e dall’altro lato chi offre il servizio: i <b>tassisti</b>, che vedono portarsi via una fetta di mercato, e le <b>start-up</b> come Uber, o BlaBlaCar, che entrano nel mercato con un’offerta più allettante, innovativa e creano concorrenza in un settore monopolizzato.<br />
<strong>Proprio in questi giorni il Garante per la concorrenza si è mostrato molto favorevole verso il servizio offerto da Uber</strong>. Le indicazioni date seguono la logica di un mercato che favorisca la crescita del Paese, eliminando ogni tipo di distorsione concorrenziale, nel segno dell’innovazione e dello sfruttamento delle nuove tecnologie. Verrà proposta infatti l’abrogazione dell’obbligo di partire da una rimessa per il servizio NCC, rendendo infondate le pretese dei tassisti. Ora è tutto in mano all’esecutivo, che si occuperà delle riforme necessarie per ridurre i costi di entrata delle nuove imprese e ridurre le barriere alla concorrenza.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/carpoolissocool/">CARPOOLISSOCOOL!</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ventiblog.com/carpoolissocool/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>E SE POTESSIMO SUONARE IL MONDO? MOGEES: LA MUSICA NASCOSTA NELLE COSE</title>
		<link>https://ventiblog.com/e-se-potessimo-suonare-il-mondo-mogees-la-musica-nascosta-nelle-cose/</link>
					<comments>https://ventiblog.com/e-se-potessimo-suonare-il-mondo-mogees-la-musica-nascosta-nelle-cose/?noamp=mobile#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elvira Scarnati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Sep 2014 17:46:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[INNOVAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://ventiblog.com/?p=1583</guid>

					<description><![CDATA[<p> Di Elvira Scarnati Quante volte da bambini, ma anche da grandi, ci siamo ritrovati a battere le mani tra loro o sul tavolo, o a saltellare facendo rumore col tacco delle scarpe, a mo’ di tip tap, solo per ricreare una melodia o un ritmo? Beh, tante. Sicuramente la canzone più riprodotta da sempre in questo modo è “We will rock you” dei Queen, il cui stesso arrangiamento è creato non solo percuotendo un tamburo, quanto, soprattutto, battendo le mani [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/e-se-potessimo-suonare-il-mondo-mogees-la-musica-nascosta-nelle-cose/">E SE POTESSIMO SUONARE IL MONDO? MOGEES: LA MUSICA NASCOSTA NELLE COSE</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"> Di <a title="ELVIRA SCARNATI" href="http://20ventiblog.wordpress.com/2014/05/14/elvira-scarnati-2/" target="_blank">Elvira Scarnati</a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/06/mogees.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-916" src="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/06/mogees.jpg?w=300&amp;h=242" alt="mogees" width="300" height="242" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Quante volte da bambini, ma anche da grandi, ci siamo ritrovati a battere le mani tra loro o sul tavolo, o a saltellare facendo rumore col tacco delle scarpe, a mo’ di <em>tip tap</em>, solo per ricreare una melodia o un ritmo? Beh, tante.<br />
Sicuramente la canzone più riprodotta da sempre in questo modo è “<a href="https://www.youtube.com/watch?v=-tJYN-eG1zk&amp;feature=kp" target="_blank"><em>We will rock you</em></a>” dei Queen, il cui stesso arrangiamento è creato non solo percuotendo un tamburo, quanto, soprattutto, battendo le mani tra loro e battendo i piedi su una pedana.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi, grazie alla tecnologia, battere le mani su un oggetto non permette solo di dare ritmo, può creare vera e propria musica. Per suonare non è più necessario avere a disposizione e, soprattutto, saper utilizzare un classico strumento musicale, come una chitarra, una tastiera o un tamburo. Oggi <em>chiunque</em> può suonare <em>qualsiasi</em> cosa, in <em>qualsiasi momento</em>. <strong>“<em>Any time, any place, any object!”</em></strong> è proprio lo slogan che caratterizza <strong><em>Mogees</em></strong>, un microfono che posizionato su qualsiasi superficie e collegato allo smartphone, tramite un’app, trasforma i rumori e le vibrazioni create in suono e musica. Il piccolo sensore cattura e analizza le vibrazioni create interagendo con le cose attorno a noi e invia impulsi elettrici all’app presente sullo smartphone che, tramite una speciale tecnica, trasforma le proprietà acustiche rendendole musicali.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo scoperto <em>Mogees </em>a fine aprile, a Roma, durante il seminario <a href="http://20ventiblog.wordpress.com/portfolio/nuvola-rosa-women-power/" target="_blank"><em>La Nuvola Rosa</em></a>, e da subito ne siamo rimasti affascinati. E’ straordinario pensare che in qualsiasi momento e con qualsiasi cosa potremmo creare della musica.<br />
Con <em>Mogees</em> si dà sfogo alla fantasia e all’immaginazione: ognuno può trasformare oggetti inanimati e apparentemente “muti” in strumenti musicali unici. Così, anche uno specchio, un albero, un cancello, i raggi di una bicicletta, una moneta, un palloncino, un termosifone, possono “essere suonati”per creare melodie.</p>
<p style="text-align: justify;">L’inventore è <strong>Bruno Zamborlin</strong>, ventottenne vicentino che, durante il dottorato in Informatica al Goldsmiths College di Londra, ha elaborato il sensore e l’app e ha iniziato “a suonare la città di Londra”. L’idea alla base di <em>Mogees</em> è, appunto, creare musica con qualsiasi cosa e portar fuori la musica elettronica dal computer per renderla “percepibile”.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2012 Bruno ha partecipato all’evento <strong>Tedx Brussels</strong> doveha presentato <em>Mogees</em> così:</p>
<p style="text-align: justify;">[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=RGbyFxw3-pY]</p>
<div class="video-wrapper"></div>
<p style="text-align: justify;">Ma sarà davvero questa la musica del futuro? Basterà davvero tamburellare su una tavola o su un albero per diventare musicisti? Chissà, magari le generazioni future canteranno “<em>We will rock you”</em> con un battito ritmico che si trasformerà in vero e proprio suono musicale.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Mogees </em>non è ancora disponibile al grande pubblico ma da poco è terminata la raccolta fondi su <strong>Kickstarter</strong> che ha permesso di ottenere i finanziamenti necessari per l’avvio della produzione in serie. La raccolta tramite crowdfunding è stata un successo, tanto che ha permesso di raddoppiare il target di fondi inizialmente previsto, ottenendo quasi cento mila pounds.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’attesa di poter acquistare presto il nostro <em>Mogees</em> e poter suonare il nostro mondo, continuiamo a seguire Bruno e a guardare le performance di <em>Mogees </em>sul suo canale <a href="https://www.youtube.com/user/brunozamborlin" target="_blank"><strong>YouTube</strong></a>, alla scoperta della musica nascosta nelle cose.</p>
<address style="text-align: justify;">
<div class="video-wrapper"> <a href="http://http://www.youtube.com/watch?v=GPMqAEIBfJM">http://http://www.youtube.com/watch?v=GPMqAEIBfJM</a></div>
<p>Questo è il primo video musicale interamente realizzato utilizzando il <em>Mogees</em> come strumento musicale. Il brano è stato eseguito da Plaid in collaborazione con lo stesso Bruno Zamborlin.</p>
</address>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/e-se-potessimo-suonare-il-mondo-mogees-la-musica-nascosta-nelle-cose/">E SE POTESSIMO SUONARE IL MONDO? MOGEES: LA MUSICA NASCOSTA NELLE COSE</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ventiblog.com/e-se-potessimo-suonare-il-mondo-mogees-la-musica-nascosta-nelle-cose/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quando l’innovazione diventa Green</title>
		<link>https://ventiblog.com/quando-linnovazione-diventa-green/</link>
					<comments>https://ventiblog.com/quando-linnovazione-diventa-green/?noamp=mobile#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanna Cataldo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Sep 2014 17:43:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[INNOVAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://ventiblog.com/?p=1580</guid>

					<description><![CDATA[<p>Di Giovanna Cataldo In Italia non siamo abituati di solito a primeggiare per innovazione in campo IT, ma, da ottobre 2013 Ferrera Erbognone, a qualche chilometro da Pavia, è diventata la casa di uno dei primi Data Center in Europa per dimensioni e tipologia, e primo al mondo per efficienza energetica. A costruirlo e progettarlo è stata Eni, azienda italiana che opera nell’estrazione di idrocarburi. Fondata nel 1953, da Agip, è stata una delle protagoniste della ripresa italiana del dopoguerra. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/quando-linnovazione-diventa-green/">Quando l’innovazione diventa Green</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Di <a title="GIOVANNA CATALDO" href="http://ventiblog.com/2014/05/giovanna-cataldo/">Giovanna Cataldo</a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/06/eni-green-data-center-1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-914" src="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/06/eni-green-data-center-1.jpg?w=300&amp;h=216" alt="eni-green-data-center--1-" width="300" height="216" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">In Italia non siamo abituati di solito a primeggiare per innovazione in campo IT, ma, da ottobre 2013 Ferrera Erbognone, a qualche chilometro da Pavia, è diventata la casa di uno dei primi Data Center in Europa per dimensioni e tipologia, e primo al mondo per efficienza energetica.</p>
<p style="text-align: justify;">A costruirlo e progettarlo è stata Eni, azienda italiana che opera nell’estrazione di idrocarburi. Fondata nel 1953, da Agip, è stata una delle protagoniste della ripresa italiana del dopoguerra. Oggi l’azienda, il cui core business rimane sempre esplorazione ed estrazione, ha una capitalizzazione di circa 63 miliardi di euro.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2009 l’azienda si è trovata di fronte ad una scelta importante: make or buy? Progettare e costruire lo stabilimento in house oppure darlo in outsourcing? Dopo aver analizzato le varie proposte, confrontato i progetti, la scelta è andata sullo sviluppo in house. L’obiettivo principale era quello di ridurre il consumo energetico, il cui driver principale è il funzionamento degli impianti di raffreddamento delle macchine. Qui entra in gioco la componente innovativa: la temperatura verrà mantenuta intorno ai 25 gradi grazie all’ambiente. Attraverso dei comignoli l’aria entra nelle camere, dove sarà filtrata dalle impurità prima di svolgere il suo compito principale. L’efficienza degli apparati in questi termini determinerà un vantaggio molto importante per l’azienda: gli impianti di raffreddamento restano infatti spenti per il 75% del tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">L’<strong>Eni Green Data Center</strong> ospita tutti i sistemi di elaborazione, sia gestionale che elaborazioni di simulazione computazionale HPC. Il complesso di Ferrera Erbognone, costituito da due impianti perfettamente simmetrici tra loro, ma completamente indipendenti, per garantire continuità d’esercizio, ma anche maggiore sicurezza, ha una posizione strategica: si trova a pochi metri dalla Centrale Elettrica Enipower. In questo modo si garantisce ulteriormente efficienza energetica: minori perdite durante il trasporto dell’energia.</p>
<p style="text-align: justify;">L’obiettivo principale del progetto era portare il parametro <em>PUE</em> (Power Usage Effectiveness, che misura quanto del totale dell’energia utilizzata da tutto il data center viene assorbito dagli apparati) sotto 1,2. Per un data center tradizionale il valore si aggira intorno al 3, già 2 sarebbe un buon risultato. Invece ENI è riuscita a raggiungere un risultato fenomenale sotto 1,15 ottenendo quindi il primato mondiale. Un grande traguardo per un DC di questo tipo costruito in un paese come l’Italia, visto che di solito la scelta del sito ricade in paesi che si trovano più a Nord, come la Scozia o l’Islanda.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/06/eni-green-data-center.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-913" src="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/06/eni-green-data-center.jpg?w=300&amp;h=279" alt="Eni Green Data Center" width="300" height="279" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">L’impatto ambientale dello stabilimento vuole essere minimo: il design infatti si allontana molto dalla tradizione. I suoi sei comignoli gialli da cui l’aria entra nelle sale del DC sono diventati caratteristici della campagna pavese.</p>
<p style="text-align: justify;">La progettazione e costruzione del DC internamente è stata quindi una scelta vincente per ENI, che è riuscita a creare valore importante per l’azienda: oltre al risparmio nel lungo termine, il costo totale del progetto è risultato essere minore rispetto a quanto veniva proposto dalle aziende che hanno presentato i loro progetti. Ma non solo. Anche il brand ENI e la sua social responsibility ne hanno guadagnato. Molti hanno pensato a una possibilità di diversificazione del business ENI: entrare nella progettazione di Green Data Center anche per altre realtà. Non sembrano essere queste le intenzioni dell’azienda, che ha deciso di cedere progetti e studi di fattibilità a diverse università gratuitamente, perché potessero usarli come punto di partenza per ulteriori ricerche, in modo da riuscire nell’obiettivo di maggiore sostenibilità.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/quando-linnovazione-diventa-green/">Quando l’innovazione diventa Green</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ventiblog.com/quando-linnovazione-diventa-green/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
