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	<title>arte &#8211; Venti Blog</title>
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	<description>La voce dei Ventenni</description>
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		<title>Quando la musica incontra l&#8217;arte e i videogames: intervista a Marco Borrelli dei Marcondiro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonello Santopaolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Mar 2023 10:04:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[MUSICA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Marco Borrelli, è il fondatore dei Marcondiro. La band è un gruppo musicale rock, indie e di musica d’autore con un tratto stilistico originale e avveniristico. In questa intervista scopriremo i futuri progetti del gruppo e la capacità di Marco di sperimentare e far collimare vari medium. Marco Borrelli nasce a Cosenza il 20 dicembre del 1976. Inizia la sua carriera come cantautore nel 2001 sotto lo pseudonimo del nome Marcondiro. Nel 2009 il nome Marcondiro diventa a tutti gli [&#8230;]</p>
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<p class="has-drop-cap">Marco Borrelli, è il fondatore dei Marcondiro. La band è un gruppo musicale rock, indie e di musica d’autore con un tratto stilistico originale e avveniristico. In questa intervista scopriremo i futuri progetti del gruppo e la capacità di Marco di sperimentare e far collimare vari medium.</p>



<p>Marco Borrelli nasce a Cosenza il 20 dicembre del 1976. Inizia la sua carriera come cantautore nel 2001 sotto lo pseudonimo del nome Marcondiro.</p>



<p>Nel 2009 il nome Marcondiro diventa a tutti gli effetti il nome d’arte del gruppo. La band è formata da Marco Borrelli, Frank Ranieri, Peppe Sacchi e Dario Segneni.&nbsp;L’album di esordio è “SpettAttore”. Dal primo album viene estratto il singolo Il salto, recensito da Vincenzo Mollica nella rubrica DoReCiakGulp!</p>



<p>Nel 2018 viene pubblicato il videoclip Ammore Vero con protagonista Stefano Fresi. Il videoclip in questione riesce ad aggiudicarsi il premio Roma videoclip. Un anno più tardi nasce la collaborazione artistica con il regista Daniele Ciprì per la realizzazione del videoclip Amati con protagonisti due insoliti robot primitivi. Nel 2021 viene pubblicato il disco DATA. Nel disco sono ricorrenti tematiche legate alla fantascienza e alla robotica, ma soprattutto all’amore ai tempi della tecnologia attraverso due intelligenze artificiali. Nello stesso anno pubblicano Con i Tuoi Occhi&nbsp;il primo videoclip italiano a diventare un NFT.</p>



<h2><strong>Il progetto AIPOP</strong></h2>



<p>AIPOP è un videogioco di prossima uscita ideato da Marco Borrelli con l’intento di unire vari medium sotto un unico sfondo, quello tecnologico. AIPOP è un progetto multiforme in cui si legano le canzoni del disco DATA, ne abbiamo parlato poc’anzi. Il titolo è disponibile come browser game e appartiene al genere platform a scorrimento.</p>



<p>Nel videogioco vestiremo i panni del robot primitivo, protagonista del videoclip Amati. Il videogioco alterna fasi platform con sequenze tipiche dei giochi maze game. Superate queste fasi strettamente legate a dinamiche videoludiche si passa a livelli in cui bisogna risolvere degli anagrammi e rispondere il più velocemente possibile ad alcune domande, implementando di fatto sequenze volte all&#8217;apprendimento e alla velocità di pensiero.</p>



<p>L’idea di fondo del progetto rappresenta appieno la filosofia di Marco, ovvero di realizzare contenuti transmediali, cercando di unire più linguaggi apparentemente distanti fra di loro.</p>



<h2><strong>La prima domanda è piuttosto scontata, ma necessaria per conoscere i primi passi dei nostri ospiti. Come ti sei avvicinato al mondo musicale? Come è nato il progetto Marcondiro?</strong></h2>



<p>Ho iniziato a fare musica da quando avevo 10 anni, diciamo che è stato un incontro che è venuto per il caso del destino. Intorno ai 5 anni uno zio d&#8217;America mi portò un pianoforte di legno e da lì incominciai a strimpellare i primi accordi di alcune pubblicità. Mi ricordo che c’era la pasta Barilla che imperversava nelle pubblicità di nascenti televisioni nazionali e quindi mi ritrovavo a suonare senza neanche sapere come. Successivamente ho iniziato a studiare quando mi sono reso conto che in effetti non poteva essere altro che la mia vita.</p>



<h2><strong>Dai tuoi lavori si percepisce la tua abilità a sperimentare e a concatenare vari medium. Cosa puoi raccontarci del tuo pezzo musicale “Con i tuoi Occhi”? il primo videoclip italiano a diventare un NFT.</strong></h2>



<p>Ci sono diversi piani che si intersecano, c&#8217;era già l&#8217;idea prima ancora di sapere cosa significasse NFT, acronimo di “Non Fungible Token”. Gli NFT sono un modo molto interessante e avanzato per tutelare un file musicale. Poco tempo fa un file JPEG o qualunque altro file musicale non poteva essere tutelato, quindi non si poteva sapere da chi provenisse. Oggi finalmente lo possiamo scoprire attraverso la blockchain, ossia dei codici che sono collegati tra loro in modo sicuro utilizzando la crittografia. Si caricano i file su un portale come OpenSea, come nel caso della produzione Marcondiro. A quel punto, il file diventa parte di un sistema che certifica la paternità dell’opera artistica.</p>



<p>Da sempre ho voluto tutelare le mie opere di ingegno, come ad esempio il marchio presente sulla testa del Robot Primitivo, personaggio che fa parte della storia legata l&#8217;intelligenza artificiale del disco DATA. Con i Tuoi Occhi presenta una serie di concetti provenienti dal mondo della robotica e di Asimov come per esempio: come sognano i robot?</p>



<p>Chi ascolterà il testo percepirà questo tipo di richiamo di mondi fantascientifici. All’inizio del videoArt musicale c’è questo mondo legato ad Asimov dove i robot per sognare&nbsp;devono guardare dei frattali. In quel momento parte il sogno, una sorta di mondo onirico per i robot. Questo concetto mi piaceva moltissimo, di conseguenza l&#8217;ho voluto inserire all&#8217;interno del videoclip.</p>



<p>Da lì a poco nel metaverso “The Nemesis” ci hanno invitato a suonare nella giornata della terra nel 2021 per un pubblico di avatar. Sicuramente un’esperienza divertente che ci ha dato quella strizza del concerto live che non capitava da un po&#8217; di tempo, in quanto eravamo ancora in piena pandemia.</p>



<p>L&#8217;intervista completa continua su <a href="https://videogiochitalia.it/">Videogiochitalia.it</a></p>



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<p class="has-text-align-center"><em>Articolo pubblicato</em> <em>su Il Quotidiano del Sud &#8211; L&#8217;Altravoce dei ventenni </em></p>
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		<title>La musicoterapia come linguaggio alternativo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Cretella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jan 2023 06:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[POST-IT]]></category>
		<category><![CDATA[PUNTI DI VISTA]]></category>
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		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[artiterapia]]></category>
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		<category><![CDATA[trattamento demenze]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I benefici delle artiterapie per educare, prevenire, curare e migliorare la vita “Il segreto del canto risiede tra la vibrazione della voce di chi canta e il battito del cuore di chi ascolta”: con queste parole Khalil Gibran sembra descrivere con maestria e attenzione il processo musicoterapeutico alla perfezione, scopriamo insieme meglio di cosa stiamo parlando!&#160; La musicoterapia rientra tra le artiterapie, che oggi sono uno strumento sempre più diffuso (a volte anche abusato, se non utilizzato da professionisti esperti [&#8230;]</p>
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<h2 class="has-text-align-center"><em>I benefici delle artiterapie per educare, prevenire, curare e migliorare la vita</em></h2>



<p class="has-drop-cap">“Il segreto del canto risiede tra la vibrazione della voce di chi canta e il battito del cuore di chi ascolta”: con queste parole Khalil Gibran sembra descrivere con maestria e attenzione il processo musicoterapeutico alla perfezione, scopriamo insieme meglio di cosa stiamo parlando!&nbsp;</p>



<p>La musicoterapia rientra tra le artiterapie, che oggi sono uno strumento sempre più diffuso (a volte anche abusato, se non utilizzato da professionisti esperti e con criterio) in vari ambienti, spesso utilizzato per il trattamento delle demenze. Accanto agli approcci farmacologici per il trattamento delle demenze, esistono infatti quelli non farmacologi, una vasta classe di approcci riabilitativi che ha l’obiettivo di rallentare il decorso della malattia e di migliorare la qualità di vita dei pazienti, il cui impiego trova sempre maggiore giustificazione nelle più recenti scoperte scientifiche. Rientra tra questi l’uso delle artiterapie.&nbsp;</p>



<p>Queste sono l’utilizzo di una forma artistica particolare per educare, prevenire, curare o migliorare la vita di un soggetto, in associazione o in alternativa a terapie tradizionali farmacologiche e/o psicologiche. L’arte viene intesa quindi come mediatore per creare un canale di comunicazione non verbale attraverso il quale costruire una relazione umana terapeutica, motivante, in grado di restituire senso e dignità ai pazienti. Si prendono in considerazione diverse forme artistiche come pittura, scrittura, teatro e, naturalmente, la musica che permette un rilassamento fisico e mentale. L’esempio più conosciuto dei suoi effetti è il cosiddetto “<strong>effetto Mozart</strong>”, secondo cui l’ascolto della musica di Mozart aumenterebbe temporaneamente le capacità spazio-temporali. Gordon Shaw nel 2003 ha ipotizzato che questo effetto sia stato creato in quanto Mozart ha composto la sua musica nella gioventù, età in cui le capacità spazio-temporali sono al loro massimo e la corteccia cerebrale è nel pieno dell’evoluzione. Nella musicoterapia si utilizza la musica come un vero e proprio strumento: non insegna una particolare abilità tecnica, come potrebbe sembrare a chi vi ci si approccia per la prima volta, ma permette di trovare nell’arte un punto di incontro con gli altri, una sorta di zona di sviluppo prossimale che aiuti l’individuo ad entrare in contatto con sé, con le sue potenzialità e, attraverso le note, con il mondo che lo circonda. Scrive infatti Gettings nel 1966: “l’arte ha valore per la sua capacità di perfezionare la mente e la sensibilità più che per i suoi prodotti finali”.&nbsp;</p>



<p>La musicoterapia è uno strumento straordinario che permette di creare tra chi dona e chi riceve musica un vero e proprio <strong>dialogo sonoro</strong>, attraverso cui l’esperto cerca di comunicare il più possibile tranquillità. Chi fornisce la musica attraverso ritmo e note tenterà di creare uno spazio comune per sé e il paziente, in cui il dialogo sonoro diventa possibile. Diversi studi hanno dimostrato che la musica protegge dal deterioramento cognitivo nelle demenze, anche in quelle fasi più gravi e una prova è data dal fatto che <strong>nei pazienti con demenza la memoria musicale è risparmiata (Cuddy e Duffin, 2005). </strong>Per questo motivo l’ascolto della musica appare oggi una tecnica efficace nella demenza, per migliorare lo stato di salute dei malati e favorire quello dei caregiver.&nbsp;</p>



<p>I fondamenti teorici alla base di un effetto della musica sulla salute dell’individuo risiedono nelle neuroscienze che, sulla base di un’ampia letteratura, ci consentono oggi di affermare che la musica è biologicamente fondata. Possiamo perciò dire che gli effetti della musica positivo coprono un ampio spettro: a livello biologico, in quanto ha un effetto protettivo rispetto al deterioramento cognitivo (Verghese et al., 2003); a livello comportamentale e psicologico, per quanto riguarda il tono dell’umore; a livello sociale in quanto aumenta la socializzazione, l’interazione e la partecipazione (Pollak &amp; Namazi, 1992; Wall &amp; Duffy, 2010; Spiro, 2010) e del benessere percepito visto come riduzione dello stress (Khun, 2002; Suzuki et al., 2004).&nbsp;</p>



<p>In questo quadro, la musica fornisce un linguaggio alternativo, rispetto a quello parlato, ed è proprio per questo che è in grado di creare dei <strong>canali di comunicazione tra chi suona e chi ascolta</strong>: soltanto in questi canali, luoghi privilegiati, chi suona può entrare in contatto con l&#8217;altro in un modo alternativo e può comunicargli emozioni precise, benefiche per la sua psicologia. La speranza per il futuro è che si tenga sempre più conto di questi nuovi strumenti che si hanno a disposizione, evitando di affidarsi esclusivamente a terapie farmacologiche, che sicuramente vanno seguite secondo precise indicazioni mediche, ma a volte possono essere supportare anche da mezzi alternativi.</p>



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<p class="has-text-align-center"><em>Articolo pubblicato</em> <em>su Il Quotidiano del Sud &#8211; L&#8217;Altravoce dei ventenni </em></p>
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		<title>Intelligenza artificiale: e se la tecnologia esprimesse forme d’arte?</title>
		<link>https://ventiblog.com/intelligenza-artificiale-e-se-la-tecnologia-esprimesse-forme-darte/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Veronica Falco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Oct 2022 05:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ARTE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questi anni più che mai, stiamo vivendo il progresso tecnologico appieno. La scienza tecnologica è entrata a far parte della nostra vita divenendo man mano parte integrante di quello che facciamo, sia nel quotidiano che nell’ambito lavorativo; dal banale uso dei cellulari da cui oramai siamo tutti dipendenti, agli elettrodomestici, per arrivare all’intelligenza artificiale. Sono davvero tanti gli esperimenti e i progetti che riguardano robot con sembianze umane che replicano la nostra voce, simulano empatia e sono dotati di [&#8230;]</p>
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<p class="has-drop-cap">In questi anni più che mai, stiamo vivendo il progresso tecnologico appieno. La scienza tecnologica è entrata a far parte della nostra vita divenendo man mano parte integrante di quello che facciamo, sia nel quotidiano che nell’ambito lavorativo; dal banale uso dei cellulari da cui oramai siamo tutti dipendenti, agli elettrodomestici, per arrivare all’intelligenza artificiale. Sono davvero tanti gli esperimenti e i progetti che riguardano robot con sembianze umane che replicano la nostra voce, simulano empatia e sono dotati di un vasto ventaglio di stimoli e risposte; ma ancora più interessante è l’incontro tra IA e arte.&nbsp;</p>



<p>Potremmo davvero dare una definizione di arte? Ispirazione, immedesimazione, contatto con l’universo, sentimenti; come potrebbe quindi collimare con l’intelligenza artificiale? Sembra impossibile, invece siamo arrivati fino a questo punto.&nbsp;</p>



<p>Ma come? Esistono molti software basati su AI che permettono di generare immagini di qualsiasi tipo da input testuali, uno tra i tanti è <strong>Midjourney</strong>, attualmente in fase beta (cioè non ancora arrivato alla sua forma finale). Questo interessante programma è basato su un modello di linguaggio chiamato<em> Generative Pre-trained Transformer (GPT),</em> in grado di creare immagini tramite parole che noi stessi inseriamo. Come può però un’IA dare vita a immagini da zero e in pochi minuti? Il meccanismo e il suo corretto funzionamento sono il risultato di continui inserimenti nel sistema da parte degli sviluppatori. Essi incrementano assiduamente documenti e testi in modo che l’intelligenza artificiale li possa anatomizzare e affinare ogni volta di più, emulando l’arte; è infatti possibile scrivere nel testo lo stile artistico che preferiamo (ad esempio Impressionismo o addirittura il nome del pittore), il soggetto (animale, persona, oggetto), l’espressione dei volti, la fascia d’età, lo sfondo, il contesto (incendio, paradiso, Epoca Vittoriana e così via) e una serie di altri dettagli. Midjourney metterà a disposizione delle prime varianti su cui poi potrà continuare a lavorare tramite i nostri nuovi input, davvero strabiliante. Questi software vengono infatti utilizzati anche per ricreare scene di film e videogiochi. Molti artisti e interior designer si stanno dilettando nell’utilizzo di queste IA.&nbsp;</p>



<p>È notevole la precisione delle immagini generate, ma soprattutto “l’anima” che è possibile donare loro; infatti, non basta scrivere parole alla rinfusa per ottenere un buon esito: per lavorare sull’atmosfera che cerchiamo è importante dare spunti precisi, collocare ogni aspetto di modo che abbia un senso nella totalità dell’immagine. Questi programmi, con le conseguenti applicazioni, possono essere un divertente passatempo, ma in realtà sono utili se usati nel modo corretto.&nbsp;</p>



<p>Ed è proprio questo il punto focale delle tante critiche che stanno ricevendo gli sviluppatori, da parte di disegnatori e altri professionisti della scena artistica contemporanea. La domanda che viene spesso posta è: le IA sostituiranno il nostro intelletto e la genuinità dell’arte umana? Non sarebbe meglio usarle soltanto in ambito medico e finalizzate a scopi sociali, senza “rubare” il lavoro a nessuno?</p>



<p>In realtà, il senso del progresso risiede proprio in questo: imparare ad apprezzare e fare nostre le novità. Successe con le prime macchine fotografiche digitali, e, sebbene non sia vietato utilizzare le analogiche ancora ora, sviluppare delle foto, a oggi, risulta molto più dispendioso a livello economico e di tempo, e poi, diciamolo chiaramente, le foto scattate in digitale, se poi ben postprodotte e fatte da chi conosce bene la tecnica, sono ugualmente belle, certamente non vintage, ma comunque valide. Potremmo andare avanti a fare esempi all’infinito, si pensi ai computer, ai social network, agli iPhone, su qualsiasi nuova tecnologia è sempre scesa una pioggia di critiche, ma alla fine ne abbiamo sempre tratto benefici. I social velocizzano la messaggistica e vengono usati da tantissimi professionisti per prendere appuntamenti, vendere merce e un a serie di altre comodità. La storia ci insegna che questa reazione avversa risiede negli uomini da sempre, infatti si estende anche ai nuovi approcci (si pensi all’insegnamento, alle tante metodologie cognitive che ci sono ad esempio nell’educazione cinofila) e spesso i nuovi arrivati vengono additati come “frettolosi” o “troppo giovani”. Dovremmo sempre essere aperti a nuove conoscenze e accogliere ciò che stiamo diventando.</p>



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<p class="has-text-align-center"><em>Articolo pubblicato</em> <em>su Il Quotidiano del Sud &#8211; L&#8217;Altravoce dei ventenni </em></p>



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		<title>Che mondo sarebbe senza la musica?</title>
		<link>https://ventiblog.com/giornata-europea-musica-ventiblog-21-giugno/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jun 2022 05:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA POP]]></category>
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		<category><![CDATA[MUSICA]]></category>
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		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[giornata della musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lettera a un&#8217;amica che non mi ha mai voltato le spalle Oggi, 21 giugno 2022, si celebra la festa della musica. Un evento &#8211; celebrato in più di 120 paesi di tutto il mondo &#8211; che ha lo scopo non solo di omaggiare questa meravigliosa espressione artistica, ma anche di annunciare il solstizio d’estate, ovvero il giorno dell&#8217;anno in cui il sole colpisce con i suoi raggi perpendicolarmente il Tropico del Cancro, regalando il maggior numero di ore di sole [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="has-text-align-center">Lettera a un&#8217;amica che non mi ha mai voltato le spalle</h2>



<p class="has-drop-cap">Oggi, 21 giugno 2022, si celebra la festa della musica. Un evento &#8211; celebrato in più di 120 paesi di tutto il mondo &#8211; che ha lo scopo non solo di omaggiare questa meravigliosa espressione artistica, ma anche di annunciare il solstizio d’estate, ovvero il giorno dell&#8217;anno in cui il sole colpisce con i suoi raggi perpendicolarmente il Tropico del Cancro, regalando il maggior numero di ore di sole nell&#8217;emisfero nord.</p>



<p>Una data da segnare nel calendario per un avvenimento a cui bisogna dare la giusta importanza. Perché la musica non è soltanto ciò che in molti considerano chiasso, baccano o ancora un frastuono buono solo a far divertire e ballare. La musica è molto altro. Quest’arte ha sempre rappresentato un ruolo chiave per lo sviluppo della società: fin dall’antichità, infatti è sempre stata un’amica fidata dell’uomo, adattandosi all’evoluzione sociale e persino alla narrazione di un determinato momento storico, bello o brutto che fosse.</p>



<p>Michael Jackson, ad esempio, ha utilizzato la musica per difendere e proteggere i valori in cui ha sempre creduto. Da perfetto precursore qual era, è stato capace di raccontare e anticipare lo spirito del suo tempo, ponendo all’attenzione del mondo l’emergenza ambientale e la brutalità del razzismo. Il tutto attraverso le sue canzoni pop, all’apparenza destinate ad un pubblico poco impegnato, ma in realtà dedicate a chi soffriva e trovava nei suoi testi un motivo di conforto. Aveva la capacità di rendere i suoi messaggi universali, abbattendo fastidiose ideologie culturali all’epoca inattaccabili.</p>



<p>Stevie Wonder, per citarne un altro, si è sempre battuto attraverso le sue canzoni per trasmettere messaggi di amore e fratellanza e incitare ad abbandonare il futile per abbracciare il concreto. Come in <em>I Just Called To Say I Love You</em>, brano del 1984 in cui Stevie spiega che è in un giorno come tanti che l’amore &#8211; quello sincero, quello vero &#8211; si palesa improvvisamente e che non dobbiamo far altro che alzare la cornetta e dire quelle tre parole che racchiudono tutto. Un modo per spiegare che non servono sfarzi, cene a lume di candela, ricorrenze da rispettare ad ogni costo per mostrare i propri sentimenti.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="I Just Called To Say I Love You" width="750" height="563" src="https://www.youtube.com/embed/58RgLQ_0Ars?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>Questi sono soltanto due dei tanti artisti che hanno rivoluzionato intere generazioni, divenendo simboli per la crescita formativa dei giovani, sempre in cerca di identificazione. Perché la musica è in grado di raggiungere le anime di tutto il mondo, oltrepassando ogni sorta di barriera fisica e culturale. È da considerare a tutti gli effetti un linguaggio universale comprensibile per tutti.</p>



<p>A tal proposito, lo scrittore francese Marcel Proust la definisce così: </p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>La musica è forse l’unico esempio di quello che avrebbe potuto essere &#8211; se non ci fosse stata l’invenzione del linguaggio, la formazione delle parole, l’analisi delle idee &#8211; la comunicazione delle anime&#8221;.</p></blockquote>



<p>Il vero motivo per il quale quest’arte diventa fondamentale anche e soprattutto all’interno delle scuole, specialmente in quelle dell’infanzia, sia per una questione di socializzazione, sia per sviluppare il senso del ritmo, del linguaggio e della coordinazione, oltre che per facilitare l&#8217;aggregazione tra gli alunni.</p>



<p>Parliamoci chiaro: molti sottovalutano la musica, considerandola uno strumento utile soltanto a rendere migliori concerti, party, feste, scene di un film, clip dei nostri eroi preferiti, imprese rimaste nella storia. Al contrario, genera tanto altro: accompagna ognuno di noi nei momenti felici ma anche in quelli tristi. Ci conforta nei periodi negativi, ci sostiene negli sprazzi di sconforto. Asciuga le nostre lacrime di dolore, ma &#8211; al tempo stesso &#8211; può portarci a piangere di gioia. Musica e sentimenti vanno di pari passo: ogni essere umano cerca rifugio nelle note di una canzone, nel significato profondo di un testo, per immedesimarsi e trovare delle risposte, tant’è che ad ogni stato d’animo corrisponde un genere musicale.</p>



<p>Quando si è tristi, si sceglie una canzone malinconica; quando si è innamorati, si sceglie una canzone romantica; quando si è felici, si sceglie una canzone che rispecchia l’entusiasmo e l’euforia del momento. Attraverso la musica, esprimiamo tutto quello che, nel silenzio e nella routine di tutto il giorno, fatichiamo ad esternare. Quante volte una canzone è stata capace di evocare ricordi del passato, suscitando un sorriso o un momento di commozione? Quante volte &#8211; dopo aver ascoltato una canzone d&#8217;amore &#8211; abbiamo trovato il coraggio di inviare un messaggio alla persona che ci piace? La musica ci rende dei sognatori e talvolta ci aiuta ad esorcizzare le nostre paure, proprio perché è soggettiva. Non esiste una musica bella o una musica brutta: ad esistere sono soltanto suoni, melodie, parole e significati, che hanno la capacità di generare qualsiasi tipo di emozione, a seconda della condizione del momento.</p>



<p>Che mondo sarebbe senza la musica? Domanda che probabilmente non conosce risposta. Nel frattempo ti faccio tanti auguri, mia inseparabile compagna.</p>



<p><strong>LA PLAYLIST DEL CUORE</strong>:</p>



<p>1) Coldplay, <em>Fix You</em> (2004)</p>



<p>Semplicemente, la mia canzone preferita</p>



<p>2) Armin van Buuren feat. Gavin DeGraw, <em>Looking For Your Name</em> (2015)</p>



<p>Canzone a cui sono molto legato e che ho dedicato a una persona importante per me.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Armin van Buuren feat. Gavin DeGraw - Looking For Your Name" width="750" height="422" src="https://www.youtube.com/embed/1qiKbKGfk-Y?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>3) Stranger Things, <em>Kygo</em> (2018)</p>



<p>Una delle mie canzoni preferite per sonorità e bellezza della melodia</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Kygo - Stranger Things ft. OneRepublic (Official Audio)" width="750" height="422" src="https://www.youtube.com/embed/iFPMz36std4?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>4) Coldplay, <em>Everyday Life</em> (2019)</p>



<p>La ascolto quando sono alla ricerca di pace e serenità</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Coldplay - Everyday Life (Official Video)" width="750" height="422" src="https://www.youtube.com/embed/7HmiFxqdgq4?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>5) Raleigh Richie, <em>Stronger Than Ever</em> (2014)</p>



<p>Una canzone che mi ha accompagnato nei momenti di incertezza, quando nessuno riusciva a comprendermi</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Raleigh Ritchie - Stronger Than Ever (Official Video)" width="750" height="422" src="https://www.youtube.com/embed/QoyMvE5g7f8?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>6) 883, <em>La dura legge del gol</em>/<em>La regola dell’amico</em> (1997)</p>



<p>Due canzoni della mia infanzia, con un significato importante</p>



<p>7) Piero Pelù, <em>Tribù</em> (2006)</p>



<p>Canzone che mi ha da sempre trasmesso un’enorme carica</p>



<p>8) Galantis x Cash Cash x Oliver Heldens x Hibell, <em>Wild Hour</em> (Gabe Ceribelli Mashup, 2018)</p>



<p>Da appassionato di musica elettronica, questa canzone rispecchia alla perfezione l’idea che ho della dance moderna</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Galantis x Cash Cash x Oliver Heldens x Hibell - Wild Hour (Gabe Ceribelli Mashup)" width="750" height="422" src="https://www.youtube.com/embed/jZ1qQ_ClHjQ?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<hr class="wp-block-separator is-style-dots"/>



<p class="has-text-align-center"><em>Articolo pubblicato</em> <em>su Il Quotidiano del Sud &#8211; L&#8217;Altravoce dei ventenni </em></p>
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		<title>Alla conquista del Balletto di Roma</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Francesca Astorino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Nov 2021 08:28:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ESPERIENZE]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[LAVORO]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[ballerina]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[investiamosuigiovani]]></category>
		<category><![CDATA[spettacolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intervista a Marialuigia Altimari, giovane ballerina cosentina alla conquista del Balletto di Roma Ballare per un sogno, eppure questa volta non è solo il titolo di un film ma è l’incredibile storia di Marialuigia Altimari, ballerina cosentina presso la Compagnia del Balletto di Roma. Diciottenne, frequenta l’ultimo anno del liceo scientifico Scorza di Cosenza è una giovane promessa della danza, la abbiamo incontrata sul palcoscenico che l’ha vista crescere nel corso di questi anni. Il centro studi “Arte Danza Vaganova”, [&#8230;]</p>
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<h2 class="has-text-align-center">Intervista a Marialuigia Altimari, giovane ballerina cosentina alla conquista del Balletto di Roma</h2>



<p class="has-drop-cap">Ballare per un sogno, eppure questa volta non è solo il titolo di un film ma è l’incredibile storia di Marialuigia Altimari, ballerina cosentina presso la <strong><a href="https://www.ballettodiroma.com/it/">Compagnia del Balletto di Roma</a></strong>. </p>



<p>Diciottenne, frequenta l’ultimo anno del liceo scientifico Scorza di Cosenza è una giovane promessa della danza, la abbiamo incontrata sul palcoscenico che l’ha vista crescere nel corso di questi anni. </p>



<p><em>Il centro studi “<a href="http://www.danzaefitnessinvetrina.it/advvaganova.html">Arte Danza Vaganova</a>”, insieme alla direttrice artistica Zaira Conforti hanno plasmato la ballerina che oggi rappresenti. Come è cominciata?</em> “Tutto ha avuto inizio dieci anni fa quando ho iniziato a danzare e coltivare questa mia passione. Il sostegno della mia insegnante, nonché cugina Zaira ed il supporto della mia famiglia e delle mie amiche hanno contribuito a superare ogni difficoltà e realizzare il mio sogno. Più volte ho sostenuto diverse audizioni che non hanno mai avuto buon esito e non è stato semplice voltare pagina. Poi il lockdown è stato il blocco d’arresto di ogni aspirazione e soprattutto per una ballerina due anni di fermo sono estremamente complicati da reintegrare sia in termini di risultati fisici che nella preparazione generale. Fare danza non è solo ballare, è un impegno costante che è insito nella vita di chi come me sceglie di intraprendere questa carriera. Negli scorsi mesi, spinta dalla voglia di ricominciare a sognare e sollecitata da un annuncio online ho deciso di tentare ancora una volta, sottoponendo il mio curriculum al Balletto di Roma. Non nascondo che le speranze di riuscita erano per me nulle, visti i trascorsi. Nonostante ciò, con forza e tenacia, ho ripreso ad allenarmi in modo intenso per preparare il materiale video-fotografico necessario alla selezione. Ho inviato la documentazione e con mio grande stupore ho ricevuto conferma di essere stata selezionata tra le prime quattro ballerine a dover sostenere la seconda audizione presso la sede del Balletto di Roma. Tre ore di audizione, di incertezze. Un lavoro faticoso che mi ha premiata risultando come la prima ed unica ballerina entrata a far parte della compagnia”. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img width="720" height="960" src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/11/photo1636100114.jpeg" alt="" class="wp-image-29978" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/11/photo1636100114.jpeg 720w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/11/photo1636100114-225x300.jpeg 225w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /><figcaption>Marialuigia insieme alla sua insegnante Zaira Conforti.</figcaption></figure></div>



<p><em>Ed oggi, come riesci a conciliare le due scuole? </em>“È difficile, ci vuole tanto coraggio e determinazione. Trascorro quasi l’intera settimana a Roma dimenandomi tra didattica a distanza e pomeriggi di allenamento-studio in aula danza. Inoltre, la sera al mio rientro a casa non mi aspetta il calore dei miei genitori e mi ritrovo sola immersa in una nuova vita. Sarebbe potuto accadere tra un anno al termine della scuola perché prima di essere presa nella compagnia, studiavo per i test di ammissione a Medicina ed Odontoiatria, altro sogno. Adesso che c’è la danza mi rendo conto che devo programmare bene il mio tempo ma nulla mi fermerà dal raggiungimento di quest’altro obiettivo: la laurea. In ciò è meritevole l’organizzazione del Balletto di Roma che consente di organizzarci al meglio per dedicarsi alla danza e allo studio”. </p>



<p><em>Covid e danza, cosa si è perso e cosa è stato fatto?</em> “Nel periodo di chiusura la mia scuola di danza organizzava corsi online, così come il Balletto di Roma prevede che in caso di necessità le lezioni siano erogate a distanza. Sicuramente non è la stessa cosa, non si hanno le stesse comodità e la concentrazione necessarie. La sede di Roma, che accoglie ballerini internazionali applica regole precise come indossare la mascherina per tutta la durata delle lezioni. La nostra salute è per loro importante tanto quanto la possibilità di proseguire nella realizzazione di progetti. </p>



<p>Il prossimo 28 Novembre saremo impegnati presso la sede del Balletto nella realizzazione di “<a href="https://www.ballettodiroma.com/it/compagnia/inside-out-contemporary-dance-2021/">Inside Out</a>” e vedrà la partecipazione di pubblico dal vivo e online. Sono pervasa di emozioni che ancora non mi sembra possibile aver realizzato il mio sogno”.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img width="828" height="393" src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/11/photo1636100114-1-e1636100904334.jpeg" alt="" class="wp-image-29979" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/11/photo1636100114-1-e1636100904334.jpeg 828w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/11/photo1636100114-1-e1636100904334-300x142.jpeg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/11/photo1636100114-1-e1636100904334-750x356.jpeg 750w" sizes="(max-width: 828px) 100vw, 828px" /></figure></div>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p class="has-text-align-center"><em>Articolo pubblicato</em> <em>su Il Quotidiano del Sud &#8211; L&#8217;Altravoce dei ventenni </em></p>
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		<title>Tra politica e moda: il Met Gala</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia Giansiracusa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Sep 2021 14:34:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[CINEMA & TV]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA POP]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
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		<category><![CDATA[Met Gala 2021]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[red carpet]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo scorso 13 settembre a New York si è svolto l’evento più atteso del mondo della moda: il MET Gala. Sebbene ci siano state delle anomalie in termini di date (l’evento di consueto si tiene a maggio), si è poi capito che quest’anno il Met Gala sarebbe avvenuto in due tranche separate, coincidendo con l’inaugurazione delle due mostre che hanno dato l’input per il tema, rispettivamente a settembre e a maggio. Ma è proprio il tema ad aver alzato un [&#8230;]</p>
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<p class="has-drop-cap">Lo scorso 13 settembre a New York si è svolto l’evento più atteso del mondo della moda: il MET Gala. Sebbene ci siano state delle anomalie in termini di date (l’evento di consueto si tiene a maggio), si è poi capito che quest’anno il<strong> Met Gala </strong>sarebbe avvenuto in due tranche separate, coincidendo con l’inaugurazione delle due mostre che hanno dato l’input per il tema, rispettivamente a settembre e a maggio.</p>



<p>Ma è proprio il tema ad aver alzato un polverone. Infatti, l’Anna Wintour Costume Center ha scelto di elogiare l’eccellenza americana e di racchiuderla nelle mostre intitolate “<strong><em>In America: A Lexicon of Fashion</em></strong>” e “<strong><em>In America: An Anthology of Fashion</em></strong>”, dando vita al tema “<em><strong>American Independence</strong></em>”. <br>Ma, per quanto già il tema in sé abbia fatto storcere il naso alle comunità vittime di razzismo e discriminazioni negli Stati Uniti, il tema secondario ha costituito la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Difatti, in vero spirito americano, il tema secondario scelto riguardava l’inclusione e l’integrazione.</p>



<p>Ecco, quindi, che di risposta abbiamo visto, per citare alcuni esempi, <strong>Alexandria Ocasio-Cortez/AOC </strong>– la politica e attivista di origini portoricane &#8211; esibire un abito bianco con delle scritte rosse &#8211; in stile scritta di protesta sui muri &#8211; che leggevano “<em>Tax the rich</em>” (tassate i ricchi); <strong>Quannah Chasinghorse</strong> – di origine Hän Gwich’in e Oglala Lakota – sfoggiare accessori della tradizione Navajo; <strong>Gemma Chan</strong> rendere omaggio ad Anna May Wong – la prima attrice asiatico-americana di fama internazionale; <strong>Nikkie de Jager/NikkieTutorials</strong> fare cenno all’icona trans Marsha P; e, infine, <strong>Johnson e Carolyn B. Maloney</strong> con un vestito che inneggia all&#8217;uguaglianza di diritti tra uomini e donne. Inoltre, sebbene la sua fama abbia una connotazione totalmente diversa, fa pensare anche la presenza di <strong>Grimes</strong> – la moglie di Elon Musk, l’uomo più discusso d’America – all’evento.</p>



<p>In questo caso, comunque, il collegamento tra politica, impegno sociale e moda non è avvenuto solo sul red carpet ma anche per strada. Infatti, dei manifestanti per il movimento <strong>Black Lives Matter</strong>, prontamente arrestati dalla polizia, hanno protestato nella piazza davanti al Metropolitan sfoggiando lo slogan “<em>If we don&#8217;t get no justice, then they don&#8217;t get no peace.</em>” (Non avranno pace finché non avremo giustizia).</p>



<p></p>
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		<title>Nasce il tavolo permanente per la cultura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Teresa Pedace]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jan 2021 08:07:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[mibact]]></category>
		<category><![CDATA[ministro dario franceschini]]></category>
		<category><![CDATA[patrimonio artistico italiano]]></category>
		<category><![CDATA[tavolo permanente per i professionisti della cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;appello: Ministro Franceschini, dia spazio ai giovani Dai parchi archeologici ai monumenti, dal linguaggio alle arti dello spettacolo, dalla biodiversità all&#8217;artigianato, il nostro complesso storico-artistico è un bene comune che diamo spesso per scontato.&#160;Il quadro attuale è, inoltre, sconfortante: i musei hanno riaperto solo nelle zone gialle, i cinema e i teatri sono ancora chiusi al pubblico e i professionisti del settore sono tra i più colpiti dalle restrizioni di questi mesi.&#160; Un primo segnale è giunto nei giorni scorsi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>L&#8217;appello: Ministro Franceschini, dia spazio ai giovani</em></p>



<p>Dai parchi archeologici ai monumenti, dal linguaggio alle arti dello spettacolo, dalla biodiversità all&#8217;artigianato, il nostro complesso storico-artistico è un bene comune che diamo spesso per scontato.&nbsp;Il quadro attuale è, inoltre, sconfortante: i musei hanno riaperto solo nelle zone gialle, i cinema e i teatri sono ancora chiusi al pubblico e i professionisti del settore sono tra i più colpiti dalle restrizioni di questi mesi.&nbsp;</p>



<p>Un primo segnale è giunto nei giorni scorsi dal Ministro Franceschini con l&#8217;istituzione del Tavolo permanente per i professionisti della cultura, il cui oggetto sarà la tutela dei lavoratori. Il Tavolo esaminerà infatti le problematiche connesse all&#8217;emergenza del settore, per valutare l&#8217;adozione delle misure opportune per far fronte alle conseguenze dirette e indirette derivanti dalla pandemia, e sarà presieduto dal Direttore generale musei e composto da organizzazioni sindacali, associazioni del settore, rappresentanti delle istituzioni culturali cui si affiancheranno il Direttore generale per gli Archivi e il Direttore generale Biblioteche e diritto d&#8217;autore.&nbsp;<br>Il decreto è arrivato poche ore dopo l&#8217;intervento del Ministro al question time alla Camera, durante il quale ha sottolineato la necessità di abbassare l&#8217;età media del personale e portare giovani professionalità all&#8217;interno della Pubblica Amministrazione in modo da tenere il passo con la semplificazione, la digitalizzazione e le nuove tecnologie, con l&#8217;assunzione di 250 tra bibliotecari, archivisti, storici dell&#8217;arte, paleontologi e architetti e la possibilità di istituire un corso-concorso di reclutamento. Buone notizie, quindi, che riaccendono i riflettori sul patrimonio culturale italiano e sui giovani, ma si può fare di più. L&#8217;appello al Ministro è chiaro: coinvolga i giovani, inviti i nuovi professionisti della cultura al Tavolo. Siamo una generazione capace di unire studi antichi, spesso bistrattati, con sensibilità presente e attitudine alle tecnologie: siamo noi il futuro della cultura.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center"><em>Già pubblicato su L&#8217;Altravoce dei Ventenni-Quotidiano del Sud 25/01/2021</em></p>
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		<title>Timmerman: a contatto diretto con l&#8217;arte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federica Finore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Sep 2016 11:46:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA POP]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nato nell’Ottobre del 2014, con base a Milano, Timmerman è una comunità che si propone di dare maggiore visibilità ad artisti locali di diversa natura (designers, illustratori, musicisti, scrittori, fotografi, architetti), creando spazi online e offline che permettono loro di far conoscere i propri lavori ma anche di dar voce alle loro storie. Gli eventi vengono organizzati per sperimentare ed esporsi e rappresentano anche una particolare occasione di interazione sociale: “Il fruitore come artista, e l’artista come catalizzatore” Abbiamo intervistato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>N<img class=" wp-image-9987 alignleft" src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2016/09/13256036_1018413084945349_2838239339520869747_n-300x300.png" alt="13256036_1018413084945349_2838239339520869747_n" width="253" height="253" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2016/09/13256036_1018413084945349_2838239339520869747_n-300x300.png 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2016/09/13256036_1018413084945349_2838239339520869747_n-150x150.png 150w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2016/09/13256036_1018413084945349_2838239339520869747_n-125x125.png 125w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2016/09/13256036_1018413084945349_2838239339520869747_n-50x50.png 50w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2016/09/13256036_1018413084945349_2838239339520869747_n.png 364w" sizes="(max-width: 253px) 100vw, 253px" />ato nell’Ottobre del 2014, con base a Milano, <strong>Timmerman</strong> è una comunità che si propone di dare maggiore visibilità ad artisti locali di diversa natura (designers, illustratori, musicisti, scrittori, fotografi, architetti), creando spazi online e offline che permettono loro di far conoscere i propri lavori ma anche di dar voce alle loro storie.</p>
<p>Gli eventi vengono organizzati per sperimentare ed esporsi e rappresentano anche una particolare occasione di interazione sociale:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: center;"><em>“<strong>Il fruitore come artista, e l’artista come catalizzatore</strong>”</em></p>
<p style="text-align: center;">
</blockquote>
<p>Abbiamo intervistato i fondatori di Timmerman per saperne di più sulla loro idea e sugli sviluppi futuri.</p>
<h2 style="text-align: left;"><span style="color: #000000;"><strong>Com’è nato Timmerman?</strong></span></h2>
<p>Eravamo alla ricerca di uno scantinato per fare un party a Milano. Poca gente, un posto abbastanza sfigato e un po’ di passaparola sarebbero bastati. Non conoscevamo nessuno, eravamo appena arrivati da Beirut e scappati da Berlino, dopo aver fatto parte del <a href="https://www.facebook.com/TheKindergartenCollective/?fref=ts">Kindergarten collettive</a>, un collettivo iniziato un po’ per caso ma con gli stessi obiettivi di promozione culturale e tanta festa. Lì ogni persona di casa esponeva un lavoro e cercava di contaminarsi con gli altri, poi finivamo nel delirio, con derbakke, tamburi e qualunque cosa che si potesse suonare.<br />
Venendo qui in Italia ci siamo accorti che le persone non ballavano. Noi volevamo farlo, e quindi abbiamo deciso di fondare il collettivo e di fare la prima festa per noi, nel luogo piu’ felice che ci sia: la casa. <strong>Il salotto come dancefloor, la camera da letto come palco da concerto</strong>.<br />
Era fantastico. Bello e intimo.<br />
Così abbiamo cominciato in <strong>casa Pestalozzi</strong> e da una decina di persone siamo passati presto a 80. Dovevamo cambiare posto, anche perchè non avevamo invitato il vicino e, come era plausibile, la cosa non gli piacque. Il secondo atto di Fall in love or Fall asleep è stato con i <a href="https://www.facebook.com/mokambobrothers/?fref=ts">Mokambo Brothers</a>, <a href="https://www.facebook.com/CalembourProject/?fref=ts">Calembour</a>, <a href="https://www.facebook.com/ARUAofficial/?fref=ts">Arua</a> and <a href="https://www.facebook.com/eegomusic/?fref=ts">Eego</a>, e <a href="https://www.facebook.com/rivistaletteraria/?fref=ts">Rivista Letteraria</a>, i primi a credere in noi.<br />
Nell’ottobre del 2014 è nato così Timmerman, con una formazione di 8/10 persone. Col tempo molte cose sono cambiate; oggi siamo in 4 e cerchiamo di sostenere il panorama artistico italiano, dando un po’ del nostro.<br />
Scantinati comunque non ne abbiamo trovati, ma se ne conoscete uno ditecelo!</p>
<h2><span style="color: #000000;"><strong>Quanti e che tipo di artisti fanno parte del vostro collettivo?</strong></span></h2>
<p>Tanti. <strong>Timmerman in olandese significa carpentiere, costruttore di stanze</strong>, e con questo nome noi ci riferiamo a tutti i creatori locali. In un certo senso pure le persone che vengono ai nostri eventi non sono più spettatori ma creatori loro stessi.<br />
Ad un certo punto siamo arrivati ad essere di base 2, si e’ aggiunta poi <strong>Beatrice Cattedra</strong>, graphic designer, che ha dato una svolta al collettivo per quanto riguarda l’immagine.<br />
Gli artisti che sono stati pubblicati, invece, sono al momento 20, provenienti da tutta Italia, ed abbiamo una pipeline di altri 70.</p>
<h2><span style="color: #000000;"><strong>Ricercate proattivamente gli artisti o sono loro a rivolgersi a voi?</strong></span></h2>
<p>Proattivamente. La volontà curatoriale è caratteristica fondamentale di ciò che facciamo. Senza una selezione poi diventerebbe un mercatino. Non vogliamo e non ha senso. E poi siamo un po&#8217; piccoli per pretendere che le persone ci vengano a cercare. Forse un giorno&#8230;</p>
<h2><span style="color: #000000;"><strong>In che modo supportate concretamente gli artisti?</strong></span></h2>
<p>Proponiamo agli artisti spazi online ed offline per promuoversi, fare ed esibirsi.<br />
<strong>Offline con gli eventi</strong>: Timmerman è un modo di porsi che crea questo ambiente caldo, intimo e sensuale allo stesso tempo. E’ un ambiente umano, dove molte persone con i loro diversi background si incontrano e fanno nascere nuove cose assieme; collaborazioni, arte, progetti futuri, idee, piani per conquistare il mondo, piani per salvarlo. <strong>Il clima è quello intimo e caldo del nostro salotto di casa.</strong> Un clima che accoglie la sperimentazione in modo curioso, e quindi giusto. Un clima naturale e sorridente. Un clima normale ma inaspettato. L’artista ha un ruolo importante, perché è colui che produce. Ma non è solo l’artista in quanto produttore, è anche l&#8217;artista in quanto persona. Vogliamo far nascere collaborazioni e presentare gli artisti in modo diverso da come fanno i club o le gallerie.<br />
<strong>Online</strong> con la piattaforma <a href="http://timmermancollective.com/">timmermancollective.com</a>, con la rubrica settimanale <strong>ARTWEEK</strong>, con la collaborazione passata con <strong>Darlin Magazine</strong>, e con il nostro canale <strong>Instagram</strong>.<br />
Poi con il passaparola.</p>
<h2><span style="color: #000000;"><strong>Siete una realtà internazionale o maggiormente rivolta agli artisti italiani?</strong></span></h2>
<p>Italiani italiani italiani. O comunque parte della scena italiana.</p>
<h2><span style="color: #000000;"><strong>Vi abbiamo conosciuto grazie alla Timmerman art week, ci raccontate com’è andata?</strong></span></h2>
<p>Molto bene e non ce lo aspettavamo. E’ stato il primo evento di questo genere, in cui abbiamo per la prima volta esposto i lavori degli artisti. Durante la mostra abbiamo immaginato una gigantesca board di Pinterest per presentare le opere dei primi 8 artisti che abbiamo invitato ad Artweek. Commenti, cuori appiccicati dappertutto, pure sulle persone, molti complimenti, un’artista che ha venduto una stampa e voi che ci avete scoperto. In più la gente ballava.<br />
E’ stato molto divertente.</p>
<h2><span style="color: #000000;"><strong>Quali saranno i prossimi eventi che possiamo aspettarci?</strong></span></h2>
<p><strong>Il 24 – 25 Settembre al P7 in viale Molise 62</strong>. Posto stupendo con spazi sia all’aperto che al chiuso. Un progetto di <a href="http://www.temporiuso.org/">Tempo riuso</a> che è riuscito a riabilitare lo spazio al pubblico. Senza realtà come loro non si avrebbe modo di usufruire di luoghi così belli. Abbiamo collaborato con loro e con i ragazzi di <a href="https://www.facebook.com/quintoquartomilano/?fref=ts&amp;ref=br_tf&amp;qsefr=1">Quintoquarto</a>, della palazzina stessa, <a href="https://www.facebook.com/Atelier-Eco-Creativo-Candiotte-394445740717258/">Laboratorio eco-creativo</a>, Camilla Fasoli di <a href="https://www.facebook.com/camycactoons/?fref=ts">Cactoons</a>, l’associazione <a href="https://www.facebook.com/FucineVulcano/?fref=ts">Fucine vulcano</a> e <a href="https://www.facebook.com/FUZZ-atelier-1584803788464741/?fref=ts">Fuzz Atelier</a>. Tutti progetti che coesistono all’interno dello spazio e che hanno una gran energia. Questa volta vogliamo introdurre le persone ai mondi di altri 8 artisti e lo faremo con un&#8217;altra mostra interattiva. Ci saranno <a href="http://www.nakillustration.com/">NAKI</a>, <a href="https://www.facebook.com/LaFilleBertha/?fref=ts">La Fille Bertha</a>, <a href="https://www.facebook.com/isabi8isabi/?fref=ts">Isabella Bersellini</a>, <a href="https://www.facebook.com/davide.pagliardini?fref=ts">Davide Pagliardini</a>, <a href="http://www.giulianavaillustration.com/">Giulia Nava Illustration</a>, <a href="http://www.walterpaganuzzicollage.com/">Walter Paganuzzi Collage</a>, <a href="http://www.cristinagardumi.com/">Cristina Gardumi</a>, <a href="https://www.instagram.com/philspinelli/">Filippo Spinelli</a>.<br />
Avremo <a href="https://www.facebook.com/knockeventi/?fref=ts">Knock</a> che cominceranno a suonare dall’aperitivo, a seguire un live di <a href="https://soundcloud.com/scorrazzi">SCORRAZZI</a> e dei <a href="http://www.technoirmusic.com/">TECHNOIR</a>, anche loro di Milano, per poi finire con un dj set di <a href="https://soundcloud.com/mick-k-771281727">MICK K</a>, parte anche lui del collettivo.<br />
Poi come al solito tante sorprese :).</p>
<h2><span style="color: #000000;"><strong>Quali sono i prossimi step che avete in mente di realizzare per far crescere la vostra realtà?</strong></span></h2>
<p>Stiamo cercando spazi invernali, anche al di fuori Milano per raggiungere più persone e crearci nuove case.<br />
Recentemente è entrato in famiglia Scorrazzi che si occuperà di tutta la parte di ricerca musicale.Vogliamo espanderci proponendo nuovi contenuti sui creatori musicali italiani. Sia emergenti, che in prossimità di una release, oppure che sono in giro da un po’ di tempo ma sono molto sottovalutati. Speriamo a Novembre di uscire con una nuova rubrica.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>DEVIANTART: IL MARCIAPIEDE VIRTUALE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Allevato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Sep 2014 10:04:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA POP]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di Chiara Allevato Ah! (sospiro nostalgico) il mondo dell’arte, tanto sfaccettato quanto ambizioso. La primaria ricerca di chi lavora in questo campo è, appunto, lavorare; essere pagati per fare arte è un materialismo “sporco” ma indispensabile, a meno che non siate il tipo di artisti che fanno i banchieri di giorno e la notte dipingono schizzando vernice un po’ ovunque nel proprio studio. In quel caso buon per voi, fatemi sapere che marca di caffè vi tiene svegli poiché, in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Di <a title="CHIARA ALLEVATO" href="http://ventiblog.com/2014/05/chiara-allevato/">Chiara Allevato</a></p>
<p><a href="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image28.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1877" src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image28-300x121.jpg" alt="image" width="300" height="121" /></a></p>
<p>Ah! (sospiro nostalgico) il mondo dell’arte, tanto sfaccettato quanto ambizioso. La primaria ricerca di chi lavora in questo campo è, appunto, lavorare; essere pagati per fare arte è un materialismo “sporco” ma indispensabile, a meno che non siate il tipo di artisti che fanno i banchieri di giorno e la notte dipingono schizzando vernice un po’ ovunque nel proprio studio. In quel caso buon per voi, fatemi sapere che marca di caffè vi tiene svegli poiché, in quanto studentessa, potrei averne bisogno. Se persino Van Gogh fu povero in canna tutta la vita, che speranze hanno gli artisti di oggi, con questi dannati social network che ti rendono famosi per quindici minuti e utili per cinque, di essere conosciuti e ammirati a livello globale? Solo una: iscriversi al sito deviantART.com. Fondato da tre baldi giovani, si ripromette di formare una community di e per artisti in cui chiunque possa esporre i propri lavori, in ogni espressione possibile, siano essi prosa, poesia, murales, lavori di grafica e molto altro. Non vogliono soldi, ma le opere possono essere vendute solo se fai una donazione, e anche nel caso in cui qualcuno sia tanto pazzo da comprare la tua opera (perché ormai basterebbe un copia/incolla o uno screen per averne una riproduzione) solo il 10% del ricavato andrà all’artista.</p>
<p>Praticamente i marciapiedi che rendevano le strade delle città “caratteristiche” e dove un tempo venivano fatti ritratti occasionali o si sperava di essere notati mentre si decantavano poesie ad alta voce, diventano virtuali. Straordinario come l’ottimismo, la creatività e il talento perseverino negli antri più labili e ingrati di Internet. In ogni caso, se volete equilibrare il vostro animo e sentirvi intelligenti per quei dieci minuti tra una foto e l’altra della finale del mondiale, basta girare per questo sito e la vostra anima troverà ristoro, un caldo conforto temporaneo in questo mondo così freddo, cinico e anti-spirituale.</p>
<p>Apparte gli scherzi molte opere sono talento puro e ispiranti, voglio dire: c’è gente che per secoli ha provato a fare soldi con questo lavoro e neanche i tempi moderni in cui i poveri possono vestirsi da H&amp;M sono esenti da questo tentativo. Alzo il basco per loro, che tanto lo sappiamo che tutti gli artisti lo indossano, anche in estate col rischio di creare una nuova specie (in fondo l’arte non vi fa sentire vicino a Dio?). Gli auguro pure buona fortuna, o quantomeno di finire su una t-shirt o di ricevere un “Carino!” da uno scorritore-seriale di timeline di Facebook.</p>
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		<title>LA RETE SCOLPITA NEL MARMO: IL DISINGANNO DI FRANCESCO QUEIROLO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudia Altomare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Sep 2014 10:01:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA POP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di Claudia Altomare “Osserva con occhi attenti e con venerazione le urne degli eroi onuste di gloria e contempla con meraviglia il pregevole ossequio all’opera divina e i sepolcri dei defunti, e quando avrai reso gli onori dovuti profondamente rifletti e allontanati”, questo è quello che recita l’iscrizione posta sulla porta d’ingresso alla Cappella Sansevero a Napoli. Questa chiesa venne fatta costruire alla fine del Cinquecento da Adriana Carafa della Spina, sposa in seconde nozze Giovan Francesco di Sangro, e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Di <a title="CLAUDIA ALTOMARE" href="http://ventiblog.com/2014/05/claudia-altomare/">Claudia Altomare</a></p>
<p><a href="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image27.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1874" src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image27-235x300.jpg" alt="image" width="235" height="300" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image27-235x300.jpg 235w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image27-300x383.jpg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image27.jpg 450w" sizes="(max-width: 235px) 100vw, 235px" /></a></p>
<p>“<em>Osserva con occhi attenti e con venerazione le urne degli eroi onuste di gloria e contempla con meraviglia il pregevole ossequio all’opera divina e i sepolcri dei defunti, e quando avrai reso gli onori dovuti profondamente rifletti e allontanat</em>i”, questo è quello che recita l’iscrizione posta sulla porta d’ingresso alla <strong>Cappella Sansevero a Napoli.</strong> Questa chiesa venne fatta costruire alla fine del Cinquecento da Adriana Carafa della Spina, sposa in seconde nozze Giovan Francesco di Sangro, e dedicata alla Madonna della Pietà affinché questa intercedesse per l’anima del figlio. Venne poi abbellita di statue e quadri da Raimondo di Sangro, che si preoccupò di progettare le opere curandole nei minimi particolari e lasciando agli artisti la semplice realizzazione. La sua intenzione era quella di celebrare la sua casata e le virtù dei suoi antenati. Come nel <strong>Disinganno</strong>, una delle statue più pregevoli custodite nella Cappella e scolpita da <strong>Francesco</strong> <strong>Queirolo</strong>. Questa è dedicata al padre, uomo dissoluto che lo abbandonò da piccolo alle cure del nonno per viaggiare e che, dopo tanto tempo, si pentì e tornò a casa per dedicarsi alla vita sacerdotale.</p>
<p>In questa scultura è rappresentato un uomo che si libera dalla rete in cui era imprigionato, aiutato da un genio alato sulla cui testa si trova una fiammella, simbolo della ragione, e che indica il globo, ossia la vanità della cose terrene. Ciò che colpisce è sicuramente la rete, come riferimento ai i peccati che attanagliano l’animo umano, rifinita a pomice dall’artista stesso e non dalle maestranze specializzate perché queste avevano paura che si rompesse. Oltre a questi chiari simboli ce ne sono altri più criptici che si legano alla tradizione massonica che Raimondo dissemina nelle varie opere nella cappella. Questi infatti era un Gran maestro massone e proprio nella composizione scultorea del Disinganno inserisce la Bibbia. Questo testo sacro è una delle 3 grandi luci massoniche, ed è posto davanti al globo terrestre, in basso rispetto al genio. Il libro è aperto e sulla prima pagina è scritta una frase che fonde 3 versetti biblici e recita in latino: “<em>vincula tua disrumpam vincula tenebrarum et longae noctis quibus es compeditus ut non cum hoc mundo damneri</em>”. Ossia: romperò le tue catene, catene delle tenebre e della lunga notte, delle quali sei schiavo, affinché tu non sia condannato insieme a questo mondo. Sulla seconda pagina sono annotati i tre versetti e tra questi uno è tratto dalla Prima Lettera ai Corinzi, e recita: “ma, messi sull’ avviso del Signore, veniamo corretti, per non essere condannati insieme al mondo”. Sul bassorilievo posto a sinistra della composizione viene poi descritto l’ episodi della vita di Gesù, quando questi dona la vista ad un cieco. Vi si può leggere un riferimento al rituale di iniziazione massonica dove il nuovo membro entra con gli occhi coperti per poi riaprirli sulla nuova verità.</p>
<p>Dunque questa scultura esprime come l’uomo possa redimersi dai peccati seguendo i lumi della ragione e la fede, proprio come il padre di Raimondo, a cui lui dedica la frase: “fragilità umana, cui non è concesso avere grandi virtù senza vizi”.</p>
<p>&nbsp;</p>
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