<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>viaggi &#8211; Venti Blog</title>
	<atom:link href="https://ventiblog.com/tag/viaggi/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://ventiblog.com</link>
	<description>La voce dei Ventenni</description>
	<lastBuildDate>Wed, 17 Nov 2021 10:17:52 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.6.15</generator>
	<item>
		<title>Il sogno americano riapre agli Italiani</title>
		<link>https://ventiblog.com/il-sogno-americano-riapre-agli-italiani/</link>
					<comments>https://ventiblog.com/il-sogno-americano-riapre-agli-italiani/?noamp=mobile#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Bartolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Nov 2021 10:17:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[PUNTI DI VISTA]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ventiblog.com/?p=30029</guid>

					<description><![CDATA[<p>Per chi ha visto quotidianamente la Fontana di Trevi presa d’assalto da un’impenetrabile cortina di turisti, e poi d’improvviso deserta in tempo di lockdown, vedere i potenti delle Terra che si cimentano nel lancio della monetina è forse una delle immagini più evocative di quel sentore di “fine-pandemia” che si respira in lontananza, ma che ancora si evita scaramanticamente di urlare. È così che anche a New York City e in generale in tutti gli Stati Uniti, dove si festeggia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/il-sogno-americano-riapre-agli-italiani/">Il sogno americano riapre agli Italiani</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Per chi ha visto quotidianamente la Fontana di Trevi presa d’assalto da un’impenetrabile cortina di turisti, e poi d’improvviso deserta in tempo di lockdown, vedere i potenti delle Terra che si cimentano nel lancio della monetina è forse una delle immagini più evocative di quel sentore di “fine-pandemia” che si respira in lontananza, ma che ancora si evita scaramanticamente di urlare.</p>



<p>È così che anche a New York City e in generale in tutti gli Stati Uniti, dove si festeggia in questi giorni un’altra milestone importantissima. A partire da lunedì 8 novembre è infatti nuovamente possibile per i cittadini Europei viaggiare negli Stati Uniti anche per motivo di turismo.</p>



<p>Inutile sottolineare quanto la notizia sia stata accolta con euforia incontrollata dalla comunità di expat nostrani oltreoceano. Da un lato infatti sarà possibile avviare la lunga stagione dei ricongiungimenti familiari, alcuni rimandati da quasi due anni. Dall’altro invece esistono realtà che sono diventate nel tempo autentici punti di riferimento per la comunità italiana negli Stati Uniti, e non vedono l’ora di riaccoglierli.</p>



<p>Ne ho parlato recentemente con Philip Guardione, Fondatore e Chef di Piccola Cucina, catena di ristoranti italiani che ha raggiunto la prima posizione tra tutti i ristoranti su TripAdvisor a Manhattan, e che rappresenta un po’ una sorta di “ambasciata unofficial” per la comunità italiana a New York.</p>



<p>Per celebrare la data del’8 novembre, Piccola Cucina ha infatti riaperto i battenti della sede di Spring Street a Manhattan, il loro quinto locale complessivo.</p>



<p>Parlando con lui, mi ha confessato: “Quando arrivai la prima volta a NYC fu per una semplice vacanza, ma è lì che mi innamorai della Città e avviai il percorso imprenditoriale e ha portato a Piccola Cucina come la conosciamo oggi. Quindi oggi voglio festeggiare la riapertura alla possibilità per ogni italiano di coltivare un sogno americano come quello che ho vissuto io”.</p>



<p>È quindi tempo per un nuovo sogno americano, per tutti!</p>



<p><em>Già pubblicato su L&#8217;Altravoce dei Ventenni-Quotidiano del Sud 15/11/2021</em></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/il-sogno-americano-riapre-agli-italiani/">Il sogno americano riapre agli Italiani</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ventiblog.com/il-sogno-americano-riapre-agli-italiani/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il mio viaggio in Grecia alla scoperta della culla della civiltà</title>
		<link>https://ventiblog.com/il-mio-viaggio-in-grecia-alla-scoperta-della-culla-della-civilta/</link>
					<comments>https://ventiblog.com/il-mio-viaggio-in-grecia-alla-scoperta-della-culla-della-civilta/?noamp=mobile#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ornella Badagliacca]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Sep 2021 05:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ESPERIENZE]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Màni]]></category>
		<category><![CDATA[Meteore]]></category>
		<category><![CDATA[Micene]]></category>
		<category><![CDATA[Mistra]]></category>
		<category><![CDATA[Nauplia]]></category>
		<category><![CDATA[Oia]]></category>
		<category><![CDATA[Santorini]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ventiblog.com/?p=29747</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ho sempre sognato di andare in Grecia, e quest’estate finalmente insieme al mio ragazzo e ai nostri amici siamo partiti. L’8 agosto, muniti di Green Pass e di PLF (passenger locator form) arriviamo ad Atene con un volo da Catania e prendiamo a noleggio un auto: inizia così la nostra avventura nella culla della civiltà occidentale, ricca di storia, cultura e arte. Con la guida in mano ripercorriamo la storia mentre visitiamo la maestosa Acropoli e il museo archeologico nazionale; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/il-mio-viaggio-in-grecia-alla-scoperta-della-culla-della-civilta/">Il mio viaggio in Grecia alla scoperta della culla della civiltà</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ho sempre sognato di andare in Grecia, e quest’estate finalmente insieme al mio ragazzo e ai nostri amici siamo partiti. L’8 agosto<em>,</em> muniti di Green Pass e di PLF (passenger locator form) arriviamo ad Atene con un volo da Catania e prendiamo a noleggio un auto: inizia così la nostra avventura nella <strong>culla della civiltà occidentale</strong>, ricca di storia, cultura e arte. Con la guida in mano ripercorriamo la storia mentre visitiamo la maestosa Acropoli e il museo archeologico nazionale; girando per la città notiamo che i segni della recente crisi economica sono ancora visibili, ma la Grecia &#8211; soprattutto grazie al turismo &#8211; pian piano si sta risollevando. Scegliete le ore meno calde, indossate sempre scarpe comode e un cappello<em>. </em>Noi esploravamo il più possibile, camminavamo molto, circa 15 km al giorno; per un pò di relax vi consiglio il lido “Astir beach”, una bella spiaggia di sabbia e acqua limpida nei pressi di Vouliagmeni. Il cibo in Grecia è ottimo e le porzioni generose: provate la <em>moussaka</em>, uno sformato di purè, melanzane e carne tritata, (esiste anche in versione dolce), ci sono molte alternative anche per chi segue una dieta vegetariana, le mie preferite sono state le foglie di vite ripiene di riso, l’ottimo yogurt, le polpette di zucchine con salsa<em> tzatziki </em>e i formaggi, in primis la feta, che si possono gustare anche fritti e ricoperti di miele e sesamo (non proprio dietetici, ma davvero buoni!). Quasi in tutti i ristoranti ti offrono qualcosa, il dolce o la frutta. </p>



<p>Il giorno dopo, passando per il ponte sul canale di Corinto, abbiamo visto alcune persone che praticavano il <em>bungee jumping</em>, saltando letteralmente nel vuoto. Mossi da grande <em>coraggio</em> ci siamo allontanati. Finalmente arriviamo a<strong> Micene, un luogo dove la storia si lega al mito</strong>: secondo Omero fu fondata da Perseo, che chiese aiuto a un ciclope per erigere le mura, chiamate appunto “ciclopiche”. E’ stato emozionante visitare il sito archeologico, un tempo <em>polis</em> (città) e attraversarne l’ingresso monumentale<strong><em>,</em></strong> <strong>la celebre “Porta dei Leoni”</strong>, scoperta dall’archeologo tedesco <strong>Heinrich Schliemann</strong>. Appassionato di mitologia greca, ha il merito di aver riportato alla luce la civiltà micenea e il tesoro di Atreo (Tomba di Agamennone), preziosa testimonianza dell’architettura micenea. Conoscevo già la storia di Schliemann e vi suggerisco di approfondire la sua vita piena di scoperte e avventure.</p>



<p><strong>Nauplia</strong>, invece, è una deliziosa cittadina di mare, attraversata da bellissime viuzze, il giusto mix tra moderno e antico, con un bel lungomare perfetto per una romantica passeggiata. Viva dal punto di vista turistico, è il posto giusto per gli acquisti: qui è pieno di eleganti boutique e di negozi davvero carini con abiti e oggetti artigianali. Segnalo l&#8217;hotel in cui abbiamo soggiornato:<em> Impero Luxury Suites Nafplio</em>, dove ci siamo trovati benissimo. Imperdibile è la visita alla fortezza veneziana di Palamede, da cui si può ammirare uno splendido panorama. </p>



<p>Il nostro viaggio prosegue: affascinante complesso di rovine medievali,<strong> Mistra</strong> è una città fortificata bizantina; qui sono rimasta colpita dalla bellezza del paesaggio naturale. Monemvasia, detta anche <strong>“Malvasia” </strong>è un un’isola rocciosa che, a seguito di un terremoto, si era separata dalla terraferma a cui è collegata da una strada rialzata. E’ un bellissimo borgo medievale fortificato, suddiviso tra città bassa e città alta, da cui si può ammirare un meraviglioso panorama, uno dei posti imperdibili del Peloponneso. Passeggiando tra le stradine pittoresche mi sono sentita trasportata in un’epoca antica.<strong> </strong>E’ inoltre celebre per il vino pregiato prodotto con uve malvasia.</p>



<p>A questo punto facciamo tappa nel <strong>Màni</strong>; ceniamo a Limeni da “Teulonio” dove ci regaleranno una scatolina di miele e sale ottimi. Il giorno dopo visitiamo l’incantevole Areopoli, e nel pomeriggio ci aspetta il celebre sito archeologico di Delphi; qui controllate bene gli orari in modo da non perdervi la visita al Museo Archeologico.&nbsp;Il mattino seguente ci svegliamo presto, pronti per una gita in un posto incredibile: le Meteore. <strong>Meteora &#8211; che in greco significa “sospesa in aria” </strong>&#8211; è un luogo affascinante e pieno di mistero, dichiarato patrimonio dell’Umanità dall’Unesco: in cima a falesie di arenaria vi sono dei monasteri, sospesi tra cielo e terra, alcuni visitabili e da cui si può ammirare un panorama mozzafiato.&nbsp;Io e la mia amica abbiamo dovuto indossare un foulard per coprirci le gambe e poter entrare nei monasteri. Per visitarli vi consiglio di mettere scarpe sportive perché ci saranno tanti gradini ripidi da salire. Una curiosità: qui è stato girato uno dei <strong>film di 007 <em>Solo per i tuoi occhi.</em></strong>&nbsp;Dopo un breve giro della città di Salonicco, giunti all’aeroporto riconsegniamo l’auto e prendiamo l’aereo. Dopo circa un’ora e mezza di volo arriviamo a <strong>Santorini,</strong> l’isola più bella e romantica delle Cicladi. Lì affittiamo dei motorini per gli ultimi quattro giorni di viaggio.&nbsp;E’ un posto straordinario per la sua conformazione data da un’esplosione vulcanica; l’elegante Oia è la località che mi è piaciuta di più. Visitiamo anche altre città, tra cui Fira, la capitale &#8211; bella ma troppo turistica per i miei gusti &#8211; e Imerovigli, piena di case lussuose con piscine a sfioro che danno sul mare. Kamari e Perissa, spiagge di sabbia nera vulcanica, sono quelle che vi suggerisco per un bagno.&nbsp;</p>



<p>Santorini mi ha affascinata per i suoi colori e l’armonia: passeggiare tra le tipiche stradine, ammirare le variopinte e curatissime bouganville, il bianco candido delle case, lasciarsi incantare dal profondo blu del mare e delle cupole delle chiese, sono cose che la rendono un luogo da sogno. E poi ci sono i magici tramonti sulla caldera, da godersi con un bicchiere di vino in mano. Per una cena speciale vi suggerisco il raffinato <em><strong>Black Rock</strong></em> ad <strong>Oia</strong>: provate il polpo, le specialità dell’isola, le focacce con i pomodorini che vi offrono come antipasto e i dolci con frutta e cioccolato bianco (ci penso ancora!). Ed eccoci arrivati al giorno del rientro; il 19 agosto prendiamo il volo diretto Santorini &#8211; Palermo, ed è già con un po&#8217; di nostalgia che salutiamo l’isola di Santorini, detta in greco <em>kallista</em> “bellissima”, un posto unico al mondo.&nbsp;</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery columns-3 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img width="768" height="1024" src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/09/La-Porta-dei-Leoni-Micene-768x1024.jpg" alt="" data-id="29768" data-full-url="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/09/La-Porta-dei-Leoni-Micene-scaled.jpg" data-link="https://ventiblog.com/?attachment_id=29768" class="wp-image-29768" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/09/La-Porta-dei-Leoni-Micene-768x1024.jpg 768w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/09/La-Porta-dei-Leoni-Micene-225x300.jpg 225w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/09/La-Porta-dei-Leoni-Micene-1152x1536.jpg 1152w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/09/La-Porta-dei-Leoni-Micene-scaled.jpg 1536w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/09/La-Porta-dei-Leoni-Micene-750x1000.jpg 750w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/09/La-Porta-dei-Leoni-Micene-1200x1600.jpg 1200w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img width="957" height="1024" src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/09/Oia-Santorini-957x1024.jpg" alt="" data-id="29769" data-full-url="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/09/Oia-Santorini-scaled.jpg" data-link="https://ventiblog.com/?attachment_id=29769" class="wp-image-29769" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/09/Oia-Santorini-957x1024.jpg 957w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/09/Oia-Santorini-280x300.jpg 280w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/09/Oia-Santorini-1435x1536.jpg 1435w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/09/Oia-Santorini-1913x2048.jpg 1913w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/09/Oia-Santorini-750x803.jpg 750w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/09/Oia-Santorini-1200x1285.jpg 1200w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/09/Oia-Santorini-scaled.jpg 1914w" sizes="(max-width: 957px) 100vw, 957px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img width="1024" height="768" src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/09/Tramonto-a-Santorini-1024x768.jpg" alt="" data-id="29770" data-full-url="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/09/Tramonto-a-Santorini-scaled.jpg" data-link="https://ventiblog.com/?attachment_id=29770" class="wp-image-29770" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/09/Tramonto-a-Santorini-1024x768.jpg 1024w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/09/Tramonto-a-Santorini-300x225.jpg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/09/Tramonto-a-Santorini-1536x1152.jpg 1536w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/09/Tramonto-a-Santorini-scaled.jpg 2048w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/09/Tramonto-a-Santorini-750x563.jpg 750w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/09/Tramonto-a-Santorini-1200x900.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img width="1024" height="768" src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/09/Atene-1024x768.jpg" alt="" data-id="29771" data-full-url="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/09/Atene-scaled.jpg" data-link="https://ventiblog.com/?attachment_id=29771" class="wp-image-29771" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/09/Atene-1024x768.jpg 1024w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/09/Atene-300x225.jpg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/09/Atene-1536x1152.jpg 1536w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/09/Atene-scaled.jpg 2048w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/09/Atene-750x563.jpg 750w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/09/Atene-1200x900.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li></ul></figure>



<hr class="wp-block-separator" />



<p class="has-text-align-center"><em>Già pubblicato sul Quotidiano del Sud &#8211; L&#8217;AltraVoce dei Ventenni il 20/09/2021</em></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/il-mio-viaggio-in-grecia-alla-scoperta-della-culla-della-civilta/">Il mio viaggio in Grecia alla scoperta della culla della civiltà</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ventiblog.com/il-mio-viaggio-in-grecia-alla-scoperta-della-culla-della-civilta/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quattro zampe in gita: il Lazio che anche i cani possono visitare</title>
		<link>https://ventiblog.com/quattro-zampe-in-gita-il-lazio-che-anche-i-cani-possono-visitare/</link>
					<comments>https://ventiblog.com/quattro-zampe-in-gita-il-lazio-che-anche-i-cani-possono-visitare/?noamp=mobile#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Giansiracusa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Aug 2021 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[estate]]></category>
		<category><![CDATA[gite]]></category>
		<category><![CDATA[gite col cane]]></category>
		<category><![CDATA[gite fuoriporta]]></category>
		<category><![CDATA[gite in giornata]]></category>
		<category><![CDATA[lazio]]></category>
		<category><![CDATA[Tivoli]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ventiblog.com/?p=29457</guid>

					<description><![CDATA[<p>Agosto, mese di temperature elevate e meritatissime ferie. Ma per chi come me quest’anno le ferie non le ha, c’è sempre la possibilità di restare nella propria regione e passare il tempo facendo gite fuori porta. Aggiungiamo adesso anche un’altra variabile a questo scenario: il cane.Bene, andare in gita con il proprio cane è possibile e consigliabile – ricordiamo lo slogan di anni fa della Lega Nazionale per la Difesa del Cane, “Io il mio amico lo porto con me”, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/quattro-zampe-in-gita-il-lazio-che-anche-i-cani-possono-visitare/">Quattro zampe in gita: il Lazio che anche i cani possono visitare</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">Agosto, mese di temperature elevate e meritatissime ferie. Ma per chi come me quest’anno le ferie non le ha, c’è sempre la possibilità di restare nella propria regione e passare il tempo facendo gite fuori porta.</p>



<figure class="wp-block-image alignwide size-large"><img width="768" height="1024" src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/07/IMG_20210724_112436-1-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-29462" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/07/IMG_20210724_112436-1-768x1024.jpg 768w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/07/IMG_20210724_112436-1-225x300.jpg 225w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/07/IMG_20210724_112436-1-1152x1536.jpg 1152w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/07/IMG_20210724_112436-1-scaled.jpg 1536w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/07/IMG_20210724_112436-1-750x1000.jpg 750w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/07/IMG_20210724_112436-1-1200x1600.jpg 1200w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<p>Aggiungiamo adesso anche un’altra variabile a questo scenario: il cane.<br>Bene, andare in gita con il proprio cane è possibile e consigliabile – ricordiamo lo slogan di anni fa della Lega Nazionale per la Difesa del Cane, “Io il mio amico lo porto con me”, per sensibilizzare sul problema dell’abbandono estivo – ma è necessario organizzarsi per tempo.<br>Bisogna infatti considerare che non tutte le strutture accettano i nostri amici a quattro zampe e, soprattutto nel caso di gite fuori porta da fare in giornata, che non tutte le attrazioni turistiche permettono che si possa entrare con il proprio cane. Inoltre, non dobbiamo dimenticare che i cani sono un po’ come dei bambini piccoli e che viaggiano con borsa piena di tutte le necessità al seguito: guinzaglio di ricambio, bustine a oltranza, salviettine umidificate, acqua personale e ciotola, snack e cibo se le gite sono particolarmente lunghe, fazzoletti, ecc. Tenendo conto di questi fattori, ecco, quindi, la prima tappa della mia guida turistica dei luoghi da visitare con il proprio cane: iniziamo dal Lazio e dal Parco Villa Gregoriana di Tivoli (RM)!<br>Un sabato mattina, fresche – si fa per dire – e riposate. è iniziata la nostra prima vera avventura. Abbiamo caricato la macchina, ci siamo assicurate che avessimo tutto il necessario e che non mancasse niente di fondamentale per il mio cane e siamo partite alla volta di Tivoli.<br>La cittadina di Tivoli si trova a pochi chilometri da Roma – 32km per la precisione – e presenta molte attrattive: tra queste, Villa D’Este, Villa Adriana e il Parco di Villa Gregoriana, che ho avuto l’occasione di visitare di recente.<br>Immerso nel verde e con la presenza di grotte e cascate, naturali e non, il Parco di Villa Gregoriana è un paradiso raggiungibile in giornata e facilmente accessibile anche ai cani, con obbligo di guinzaglio. Dentro il parco si trovano numerose panchine e fontanelle con acqua potabile dove si può, rispettivamente, riposarsi e rinfrescarsi.<br>Un consiglio personale, vista la <em>location</em>,è comunque quello di evitare le ore più calde e di far sì che il cane dopo la visita abbia modo di abbassare la propria temperatura corporea. Per lo stesso motivo, nel caso facesse particolarmente caldo, suggerisco di bagnare spesso la testa del cane. L’entrata di mattina è consigliata anche perché, in media, ci sono meno persone che potrebbero infastidire il cane, fattore che ha influito positivamente nel nostro caso, dato che il mio cane viene da una situazione un po’ particolare e tende ad innervosirsi se circondata da persone.</p>



<figure class="wp-block-image alignwide size-large"><img width="768" height="1024" src="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/07/IMG_20210724_111204-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-29463" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/07/IMG_20210724_111204-768x1024.jpg 768w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/07/IMG_20210724_111204-225x300.jpg 225w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/07/IMG_20210724_111204-1152x1536.jpg 1152w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/07/IMG_20210724_111204-scaled.jpg 1536w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/07/IMG_20210724_111204-750x1000.jpg 750w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2021/07/IMG_20210724_111204-1200x1600.jpg 1200w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<p><br>Devo ammettere che forse questa gita non è adatta ai cani di piccola taglia in quanto il percorso è composto quasi esclusivamente di scale e, soprattutto nella parte finale, i gradini sono particolarmente alti. Quindi, a meno che non siate pronti a portare il cane in braccio o a munirvi di zainetto con funzione di trasportino, penso che questa tappa non faccia per i padroni di cani piccoli, anche perché si stancherebbero in fretta.<br>Per chi come me, invece, ha un cane di grandi dimensioni che ama arrampicarsi e saltare su rocce e massi a mo’ di capretta, godendosi le alture con il naso fieramente all’insù, questo è il luogo perfetto per voi. Il vostro cane si divertirà tantissimo e non potrà che tornare a casa appagato: insomma, lo consiglio vivamente.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p class="has-text-align-center"><br>Già pubblicato su L&#8217;Altravoce dei Ventenni-Quotidiano del Sud 02/08/2021</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/quattro-zampe-in-gita-il-lazio-che-anche-i-cani-possono-visitare/">Quattro zampe in gita: il Lazio che anche i cani possono visitare</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ventiblog.com/quattro-zampe-in-gita-il-lazio-che-anche-i-cani-possono-visitare/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L’avventura di Pietro Terranova: dalla Polonia alla Sicilia in bicicletta</title>
		<link>https://ventiblog.com/lavventura-di-pietro-terranova-dalla-polonia-alla-sicilia-in-bicicletta/</link>
					<comments>https://ventiblog.com/lavventura-di-pietro-terranova-dalla-polonia-alla-sicilia-in-bicicletta/?noamp=mobile#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ornella Badagliacca]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Oct 2020 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ESPERIENZE]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[erasmus]]></category>
		<category><![CDATA[Pietro Terranova]]></category>
		<category><![CDATA[Polonia]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://ventiblog.com/?p=25139</guid>

					<description><![CDATA[<p>Quest’estate Pietro Terranova si trovava in Erasmus a Lublino, in Polonia, quando ha deciso di intraprendere un’incredibile impresa: tornare in Sicilia in bicicletta. Appena laureato in Ingegneria Meccanica, Pietro è un ragazzo sportivo pieno di entusiasmo. Raccontaci di te e della tua avventura Durante questi mesi mi trovavo in Erasmus in Polonia e continuavo a lavorare in smartworking con l’Università di Pittsburgh, dove ero stato sei mesi per un progetto di ricerca. L’Erasmus durante il lockdown non è stato un’esperienza [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/lavventura-di-pietro-terranova-dalla-polonia-alla-sicilia-in-bicicletta/">L’avventura di Pietro Terranova: dalla Polonia alla Sicilia in bicicletta</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">Quest’estate Pietro Terranova si trovava in Erasmus a Lublino, in Polonia, quando ha deciso di intraprendere un’incredibile impresa: tornare in Sicilia in bicicletta. Appena laureato in<strong> </strong>Ingegneria Meccanica, Pietro è un ragazzo sportivo pieno di entusiasmo.</p>



<p></p>



<p></p>



<p><strong>Raccontaci di te e della tua avventura</strong> </p>



<p>Durante questi mesi mi trovavo in Erasmus in <strong>Polonia</strong> e continuavo a lavorare in smartworking con l’Università di <strong>Pittsburgh</strong>, dove ero stato sei mesi per un progetto di ricerca. L’Erasmus durante il lockdown non è stato un’esperienza a mente libera. Per fortuna verso la fine la vita è ricominciata e lì abbiamo iniziato a viaggiare. Non avendo avuto tanto tempo per riflettere sul mio futuro, ho deciso di fare una cosa a cui non avevo mai pensato: un viaggio in bicicletta. Quest’idea nasce dal pretesto del volo cancellato e trova terreno fertile grazie alla voglia di avere del tempo a disposizione. Ho iniziato a girare con le biciclette del bike sharing e senza aver mai avuto un’esperienza ciclistica mi sono messo alla prova, aumentando sempre di più i chilometri percorsi ed iniziando ad allenarmi ad alta intensità; mi sono reso conto di non essere stanco, fino a che il 27 maggio ho comprato la bicicletta e ho iniziato ad armarla con borse, borracce e tutto il materiale necessario. Il primo luglio ho concluso le pratiche universitarie e ho deciso di partire &#8211; all’inizio era una sfida con me stesso &#8211; ma il principio base di quest’esperienza era per me la condivisione: la gente mi fermava per strada<em>,</em> i giornalisti mi chiamavano ed i miei followers su Instagram aumentavano sempre di più. Il mio format Instagram era da intrattenimento, cercavo di creare storie divertenti per il pubblico. Sono partito da <strong>Lublino</strong> il primo luglio, ero euforico per il viaggio che iniziava ma allo stesso tempo preoccupato di poter scoprire che si trattava di una cosa più grande di me. Il primo arrivo, a <strong>Kielce </strong>(175 km) è quello che mi ha stupito di più; lì ho dovuto mandare i bagagli a casa per alleggerirmi. Il giorno dopo sono partito per <strong>Cracovia</strong>, dove ho incontrato amici dell’Erasmus, da qui sono ripartito alla volta della Repubblica Ceca per passare la frontiera e sono arrivato ad <strong>Ostrava</strong>.&nbsp;Il giorno dopo ho fatto <strong>Brno-Vienna </strong>e lì mi sono fermato per visitare questa meravigliosa città. Da qui in poi ho vissuto una delle parti più dure del tour: da <strong>Vienna</strong> a <strong>Graz</strong> sono stati 210 km in salita, con una montagna da mille metri in mezzo.&nbsp;E’ stata tosta però anche una delle giornate più belle, c’era da sfondo un paesaggio immerso nella natura e in più ho avuto la conferma di poter fare una cosa che non avrei mai immaginato. Poi da lì mi sono diretto verso <strong>Maribor</strong> per fermarmi a <strong>Ljubljana</strong>, una città piena di giovani. Quando da Ljubljana sono arrivato a <strong>Fiume</strong>, ho rivisto il mare dopo un anno; la costa della <strong>Croazia</strong> è stato uno dei luoghi più belli da attraversare, era tutto mare: un paesaggio abbandonato, incontaminato, di natura selvaggia. Avrei voluto fermarmi per un bagno ma avevo un traghetto da prendere e non sapevo a che ora fosse l’ultimo, era una corsa contro il tempo, sono arrivato alle 17 con un caldo terribile. Su Instagram c’è una mia foto su questo promontorio che passava dal mare alla montagna, un meraviglioso sfondo con le isole croate dietro di me. Passando per <strong>Prizna</strong>, un punto diventato famoso per i traghetti che ti portano direttamente sull&#8217;<strong>isola di Pag</strong>, ho trovato un territorio diverso, arido, sembrava di essere su Marte, la terra era rossa, piena di pietre, non c’era nessun tipo di vegetazione e mi sono chiesto: <em>“Ma dove sono finito?”</em>. Da <strong>Novalja</strong> il giorno dopo sono partito presto; i turisti in questo periodo di pandemia sono pochi, quindi il mare era tutto per me. Da <strong>Zara</strong> ho preso finalmente il traghetto che mi ha portato in Italia dopo 17 giorni di viaggio.&nbsp;</p>



<p><strong>Quanti Paesi hai attraversato?</strong> </p>



<p>Polonia, Repubblica Ceca, Austria, Slovenia, Croazia e Italia. Il viaggio è durato 27 giorni con circa 2800 Km pedalati.</p>



<p><strong>Cosa ti ha lasciato quest’esperienza?</strong></p>



<p>La consapevolezza di me stesso: durante il viaggio scopri parti di te che non conosci, ti fa crescere da tanti punti di vista non solo della gestione personale, delle energie ma anche delle emozioni. Mi ha dato la possibilità di pensare a ciò che conta veramente, le mie vere passioni.</p>



<p><strong>Lo rifaresti?&nbsp;</strong></p>



<p>Assolutamente sì, sicuramente cambierei le strade, perché alcune volte mi sono trovato in difficoltà, da solo in mezzo ai boschi.&nbsp;All’interno della <strong>Puglia</strong> ci sono zone aride, dove i centri abitati sono molto distanti tra loro, ed io mi sono ritrovato lì, con il caldo di mezzogiorno, avevo finito l’acqua perché avevo perso una borraccia, ero quasi alla fine del viaggio e avrei dovuto razionare il cibo, salvaguardare le energie ed invece non l’avevo fatto.&nbsp;Il più vicino centro abitato si trovava a 15 km ed il navigatore mi aveva portato in una strada sterrata in mezzo ai campi di grano dove ha iniziato ad inseguirmi un cane; riesco a sfuggirgli, tuttavia mi ritrovo davanti un sentiero sterrato con un campo di grano, non sapevo più dove andare, allora sperando che la strada fosse dietro questo campo comincio a pedalare ed oltre c’era solo un lago. Mi sono sentito perso, ma per fortuna sono riuscito a ritrovare la giusta via.</p>



<p><strong>Il momento più emozionante?</strong> </p>



<p>Mi trovavo in <strong>Calabria</strong> quando in prossimità del punto più alto di una montagna inizio a vedere la <strong>Sicilia</strong>. E’ stato il momento più bello del viaggio, quello in cui ho pianto dall’emozione, perché rivedere casa dopo sei mesi mi ha fatto rendere conto che questo era il motivo per cui ho pedalato tutti quei chilometri; noi siciliani viviamo questa nostalgia in modo particolare, la nostra isola, questa terra che ti chiama così forte. L’arrivo a <strong>Palermo</strong> è stato il 27 luglio con una cerimonia di accoglienza organizzata per me dai professori. Io faccio parte di un progetto universitario: insieme ad un team di ragazzi costruiamo barche a vela, e loro mi hanno fatto trovare una delle nostre davanti la facoltà di Ingegneria. Si chiama <strong>Zyz Sailing Team,</strong> “Zyz” &#8211; che significa “fiore”- è il nome che i fenici diedero a Palermo quando arrivarono qui.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p class="has-text-align-center"><em>Già pubblicato in versione ridotta sul Quotidiano del Sud &#8211; L&#8217;AltraVoce dei Ventenni il 26/10/202</em>0</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/lavventura-di-pietro-terranova-dalla-polonia-alla-sicilia-in-bicicletta/">L’avventura di Pietro Terranova: dalla Polonia alla Sicilia in bicicletta</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ventiblog.com/lavventura-di-pietro-terranova-dalla-polonia-alla-sicilia-in-bicicletta/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Fuorisentiero senza perdersi</title>
		<link>https://ventiblog.com/fuorisentiero-senza-perdersi/</link>
					<comments>https://ventiblog.com/fuorisentiero-senza-perdersi/?noamp=mobile#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Sibillano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2020 10:13:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[escursioni]]></category>
		<category><![CDATA[fuorisentiero]]></category>
		<category><![CDATA[lucania]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://ventiblog.com/?p=24516</guid>

					<description><![CDATA[<p>Intervista ai ragazzi di Fuorisentiero, per conoscere la Basilicata nella sua naturale bellezza. La Basilicata è una regione diversa dalle altre del sud Italia. Unica regione a doppia denominazione, è un terra dalle antichissime origini dove silenzio, colori, profumi e sapori portano lontano dal frastuono e dallo stress della vita moderna, regalando sensazioni uniche. La denominazione antica &#8220;Lucania&#8221; deriva molto probabilmente dal latino “lucus”, bosco, ed è infatti di boschi&#160;e di foreste che si ricoprono le montagne appenniniche che caratterizzano [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/fuorisentiero-senza-perdersi/">Fuorisentiero senza perdersi</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2>Intervista ai ragazzi di Fuorisentiero, per conoscere la Basilicata nella sua naturale bellezza.</h2>



<p class="has-drop-cap">La Basilicata è una regione diversa dalle altre del sud Italia.</p>



<p>Unica regione a doppia denominazione, è un terra dalle antichissime origini dove silenzio, colori, profumi e sapori portano lontano dal frastuono e dallo stress della vita moderna, regalando sensazioni uniche.</p>



<p>La denominazione antica &#8220;Lucania&#8221; deriva molto probabilmente dal latino “lucus”, bosco, ed è infatti di boschi&nbsp;e di foreste che si ricoprono le montagne appenniniche che caratterizzano il paesaggio lucano insieme ai piccoli e suggestivi&nbsp;borghi&nbsp;fin sopra i 1000 m di altitudine, dove l’aria pura e le bellezze della natura si uniscono alle testimonianze storiche per soddisfare ogni desiderio di conoscenza.</p>



<p>Ed è proprio di queste sensazioni che un gruppo di ragazzi potentini ha deciso di farsi portavoce e promotore creando “Fuorisentiero”, un’associazione di giovani amanti della montagna e di Guide Ambientali Escursionistiche che ha l&#8217;obiettivo di favorire forme di turismo lento ed ecosostenibile, divulgare una cultura della montagna e di valorizzazione delle aree interne, progettare nuovi percorsi e promuovere esperienze eco-compatibili.</p>



<p>Ne parliamo con Leonardo Galante, uno dei membri di Fuorisentiero, per conoscerli meglio e farci spiegare di cosa si occupano.</p>



<ol type="1"><li><strong>Ciao Leonardo, raccontaci in cosa consiste il vostro progetto.</strong></li></ol>



<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container">
<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container">
<p>Fuorisentiero nasce da un gruppo di giovani ragazzi che attraverso la promozione del territorio vogliono trasformare la loro passione per la montagna in una professione. Oggi Fuorisentiero è un&#8217;associazione di Guide Ambientali Escursionistiche che, oltre a promuovere escursioni guidate e trekking in tutta la Basilicata, si occupa di progettazione della sentieristica e di tutela ed educazione ambientale. Da poco è anche un&#8217;agenzia di viaggi ecosostenibili e tour operator incoming in Basilicata.</p>
</div></div>
</div></div>



<ol type="1" start="2"><li><strong>Qual è il vostro bacino di utenza?</strong></li></ol>



<p>Le ricchezze naturalistiche del nostro territorio e la sua varietà consentono di proporre una vasta offerta adatta ad un target molto ampio, che va dai minori agli over 65, dai principianti ai più esperti. Al momento la maggior parte dei nostri utenti proviene dalle regioni limitrofe fino al Lazio, ma uno dei prossimi obiettivi è proprio quello di riuscire a raccogliere un bacino ben più ampio.</p>



<ol type="1" start="3"><li><strong>Durante le vostre attività di studio e di fototrappolaggio avete potuto constatare l’esistenza di specie animali e vegetali di cui si erano perse le tracce in Basilicata. Ve lo aspettavate o no?</strong></li></ol>



<p>Quella del fototrappolaggio è una delle attività che ci sta regalando maggiori soddisfazioni. In collaborazione con Donato Franculli, tecnico faunistico già attivo nel monitoraggio e nello studio della fauna selvatica, abbiamo potuto confermare la presenza di specie quali il gatto selvatico, la lontra, il picchio rosso mezzano, ma anche di specie del tutto inaspettate quali il Tarabusino, un volatile che in Basilicata non si vedeva da tempo.</p>



<ol type="1" start="4"><li><strong>Come hanno risposto le istituzioni al vostro progetto?</strong></li></ol>



<p>Nonostante le difficoltà economiche in cui versano le amministrazioni locali, in alcuni casi abbiamo riscontrato un notevole interesse e voglia di investire nei nostri progetti, sia tramite la concessione di spazi sia di risorse umane ed intellettuali.</p>



<ol type="1" start="5"><li><strong>Il Coronavirus ha influito sulle vostre attività? Come?</strong></li></ol>



<p>Abbiamo deciso di costituirci come tour operator in piena emergenza sanitaria e in periodo di completa crisi del settore turistico. Questo perché siamo consapevoli che la nostra proposta di attività all&#8217;aperto ed ecosostenibili avrebbe riscontrato comunque un notevole interesse. Dopo la stagione estiva possiamo ritenerci soddisfatti.</p>



<ol type="1" start="6"><li><strong>E l’inverno? Come lo affronterete?</strong></li></ol>



<p>Dal mese di luglio come associazione gestiamo il Rifugio La Casermetta di Tito, in provincia di Potenza. Presso questa struttura terremo progetti scolastici ed organizzeremo corsi di formazione per Guide e amatori. Proseguirà inoltre l&#8217;attività di Tour operator e di promozione e presidio del territorio.</p>



<ol type="1" start="7"><li><strong>Idee, ambizioni, progetti per il futuro?</strong></li></ol>



<p>Le idee ed i progetti per il futuro rimangono quelli che ci siamo prefissati sin dall&#8217;inizio: rendere fruibili le zone rurali e le aree interne della Basilicata per valorizzare il suo patrimonio naturalistico e creare una microeconomia e posizioni lavorative legate al turismo lento, culturale ed ecosostenibile.</p>



<p>La Basilicata è una terra meravigliosa, da scoprire con calma, passo dopo passo. E se ad accompagnarvi in questa scoperta sono i ragazzi di Fuorisentiero, vi assicuro che ne rimarrete estasiati.</p>



<p>Potete seguire e scoprire Fuorisentiero su Facebook ed Instagram o sul loro <a href="https://www.fuorisentierotravel.com/">sito</a>.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/fuorisentiero-senza-perdersi/">Fuorisentiero senza perdersi</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ventiblog.com/fuorisentiero-senza-perdersi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Per qualche coppola in più</title>
		<link>https://ventiblog.com/per-qualche-coppola-in-piu/</link>
					<comments>https://ventiblog.com/per-qualche-coppola-in-piu/?noamp=mobile#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Allevato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2020 14:29:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[PUNTI DI VISTA]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[easyjet]]></category>
		<category><![CDATA[lamezia]]></category>
		<category><![CDATA[montagna]]></category>
		<category><![CDATA[spiaggia]]></category>
		<category><![CDATA[terziario]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[turisti]]></category>
		<category><![CDATA[venti]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://ventiblog.com/?p=22880</guid>

					<description><![CDATA[<p>Avevo dieci anni e sul libro di geografia, nel paragrafo dedicato agli usi e costumi della Calabria, leggevo: “Gli abitanti indossano ancora la coppola come i loro nonni, a differenza dei milanesi”. Mio zio già mi chiamava la “contestatrice”, quindi andai dalla maestra a – indovinate? – contestare. Perché noi calabresi eravamo descritti così? Perché quel libro, destinato a bambini delle elementari di tutta Italia, conteneva quella dicitura? Specie se per le altre regioni non era mai stato usato lo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/per-qualche-coppola-in-piu/">Per qualche coppola in più</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">Avevo dieci anni e sul libro di geografia, nel paragrafo dedicato agli usi e costumi della Calabria, leggevo: “<em>Gli abitanti indossano ancora la coppola come i loro nonni, a differenza dei milanesi</em>”. Mio zio già mi chiamava la “contestatrice”, quindi andai dalla maestra a – indovinate? – contestare.</p>



<p>Perché noi calabresi eravamo descritti così? Perché quel libro, destinato a bambini delle elementari di tutta Italia, conteneva quella dicitura? Specie se per le altre regioni non era mai stato usato lo stesso tono o fatta la stessa precisazione, comparando due regioni così diverse e distanti, poi. Perché, se a indossare la coppola era al massimo mio nonno e qualche suo coetaneo?</p>



<p>Il libro era stato editato e stampato da una casa editrice con sede a Verona, possiamo quindi dire che fu il mio primo approccio con la Lega Nord. A contestare non ottenni nulla se non spalle scrollate ed espressioni indignate. Però il ricordo è rimasto e l’ho portato sempre con me.</p>



<p>Tornò prepotente quando una delle prime amiche di Roma mi chiese se al Sud avessimo l’acqua corrente, se i film arrivassero nelle sale in contemporanea col resto d’Italia, se poteva dire “terrona” in modo ironico, tanto se sei di Roma sei anche del Sud no? Beh, no. E sul termine “terrone” ci sono state tante discussioni, perché quasi a volerlo paragonare alla <em>n-word</em>, il sottotesto su cui sembrano tutti concordare è che, se non sei del Sud, è meglio non dirla. Ma al Nord la dicono, eccome, e ci sono questioni che tornano a dividerci, come la bella descrizione che è apparsa sul sito di Easyjet per parlare della Calabria.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://tg24.sky.it/cronaca/2020/06/23/calabria-easyjet"><img width="1024" height="641" src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2020/06/easyjet-calabria-sito-1024x641.jpg" alt="" class="wp-image-22881" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2020/06/easyjet-calabria-sito-1024x641.jpg 1024w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2020/06/easyjet-calabria-sito-300x188.jpg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2020/06/easyjet-calabria-sito-1536x961.jpg 1536w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2020/06/easyjet-calabria-sito-2048x1282.jpg 2048w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2020/06/easyjet-calabria-sito-640x401.jpg 640w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2020/06/easyjet-calabria-sito-400x250.jpg 400w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>Sono questioni che ci riducono sempre a due continenti, un’Italia divisa in due da una fossa profonda che continua a essere scavata. Qualcuno ha provato a costruirci un ponte, ma è più probabile che venga ultimato prima quello sullo stretto di Messina. </p>



<p>Qualcuno vorrebbe pure dare ragione a chi ci riduce a una coppola, a una “terra maledetta”, alla mafia, ai terremoti, qualcun altro vorrebbe reagire con forza ribadendo quanto di bello abbiamo: le spiagge, le montagne, il cibo, la gente. Certo, però, se sei una compagnia aerea e mi stai “vendendo” una località, io &#8211; che di marketing non so una cippa &#8211; penso che per elencarne prima i difetti, dei pregi, non solo non sei bravo nel tuo lavoro, ma il tuo pregiudizio è così radicato che quella frecciata proprio non potevi risparmiartela.</p>



<p>A differenza tua, scevra da ogni pregiudizio, vorrei proprio sapere da dove vieni, se qui in Calabria ci sei mai stato, se quello che hai scritto rappresenta solo il tuo pensiero o anche quello della compagnia per cui lavori. E, soprattutto, se a dieci anni hai dovuto leggere insinuazioni gratuite sulla tua regione, nel libro di geografia.</p>



<p>A questo punto mi aspetto anche di leggere sui depliant del Giappone che, insomma, è una terra meravigliosa nonostante Yakuza e maremoti, ma sono ben cosciente che alla fine sia solo la mia malafede a parlare. D’altronde, sono ben consapevole che il terziario è fondamentale per la terra che mi ha dato i natali, che dovrei levare in alto la coppola al passaggio delle frotte di turisti che così caritatevolmente scelgono proprio noi come meta per le vacanze estive.</p>



<p>Rimango comunque una contestatrice e un’inguaribile ottimista e voglio essere propositiva. Se volete consultare siti e iniziative che – davvero – descrivono le bellezze della Calabria, qui di seguito ne trovate giusto un paio.</p>



<p><a href="https://www.scoprilacalabria.com/">ScoprilaCalabria</a> (che ha fatto anche tour virtuali della Regione durante il lockdown)</p>



<p><a href="http://www.turiscalabria.it/website/">TurisCalabria</a></p>



<p>E vi prego, venite, vi giuro che la Calabria è una terra meravigliosa che offre mare, montagna, buon cibo e bella gente, ed è raggiungibile in ogni modo. </p>



<p>Anche senza Easyjet.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/per-qualche-coppola-in-piu/">Per qualche coppola in più</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ventiblog.com/per-qualche-coppola-in-piu/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Viaggiare in &#8220;perfetta solitudine&#8221;</title>
		<link>https://ventiblog.com/viaggiare-in-perfetta-solitudine/</link>
					<comments>https://ventiblog.com/viaggiare-in-perfetta-solitudine/?noamp=mobile#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Erika Rodighiero]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2020 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[travel coordinator]]></category>
		<category><![CDATA[venti]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://ventiblog.com/?p=21870</guid>

					<description><![CDATA[<p>La grande sfida del nostro tempo è rappresentata dal riuscire a rimanere soli con noi stessi. Siamo riusciti ad aver prova, durante il  lockdown nazionale, della forza del reinventarsi che risiede in ognuno di noi. In questo periodo di forzata introspezione, in molti di noi è nata la voglia di uscire dai propri banali schemi di vita, di scoprire il mondo marciando esclusivamente a ritmo del proprio cuore. Difatti, l’idea del “viaggiare da soli” o come preferisco definirlo “viaggiare in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/viaggiare-in-perfetta-solitudine/">Viaggiare in &#8220;perfetta solitudine&#8221;</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p class="has-drop-cap">La grande sfida del nostro tempo è rappresentata dal riuscire a rimanere soli con noi stessi. </p>



<p>Siamo riusciti ad aver prova, durante il  <em>lockdown</em> nazionale, della forza del reinventarsi che risiede in ognuno di noi.</p>



<p>In questo periodo di forzata introspezione, in molti di noi è nata la voglia di uscire dai propri banali schemi di vita, di scoprire il mondo marciando esclusivamente a ritmo del proprio cuore.</p>



<p>Difatti, l’idea del “<em>viaggiare da soli</em>” o come preferisco definirlo “<em>viaggiare in perfetta solitudine</em>”, è divenuta oramai un rito di passaggio per la nostra generazione dall’animo indomabile.</p>



<p>Gli <em>Afterhours</em> cantavano &#8220;<em>Il vuoto crea stabilità</em>&#8221; ed è proprio questo il concetto da cui dobbiamo in un certo senso ripartire.</p>



<p><strong>Rosa Chiacchio</strong>, <em>travel blogger</em> e <em>travel coordinator</em>, ci racconta la sua esperienza diretta con il mondo dei viaggi.</p>



<ul type="1"><li><strong>Viaggiare in perfetta solitudine, abbandonare la propria <em>comfort zone</em>, che consigli senti di dover dare a chi si approccia a questa tipologia di viaggio?</strong></li></ul>



<p>Viaggiare da soli è il più bel viaggio che si possa fare perché si è alla scoperta non solo di nuovi posti ma anche di sé stessi. Per quanto possa sembrare una cosa banale è uno dei modi migliori per conoscersi meglio e acquisire più consapevolezza di sé stessi, perché ci si mette in gioco: sei tu e la tua voglia di scoprire, sei tu e gli incontri che fai!</p>



<p>Uscire dalla propria comfort zone, per me vuol dire anche solo semplicemente uscire dalla propria <em>routine</em>! Tutti noi tendiamo a seguire un percorso prestabilito e invece quanto è bello perdersi su percorso sterrato? Non sai chi potrai incontrare o dove ti potrà portare, e credetemi che una volta superata quella paura iniziale le scoperte saranno incredibili. Ricordate sempre che <em>comfort zone</em> non vuol dire per forza fare il giro del mondo, fate quella cosa che non avete mai fatto: un corso di cucina, di pittura, di scrittura, fate quella cosa che avete sempre rimandato, inseguite i vostri sogni.</p>



<p>Il consiglio che mi sento di dare a chi volesse approcciarsi ad un viaggio in solitudine è: buttatevi ragazzi non abbiate paura, andate e non ve ne pentirete, ci sono un milione di posti che i vostri occhi aspettano ancora di vedere.</p>



<ul><li><strong>Consigli sul <em>kit</em> da viaggio da portare con sé, viaggiando da soli?</strong></li></ul>



<p>Lo <em>starter kit</em> prevede l’utilizzo di uno zaino ragazzi, no <em>trolley</em> ma uno zaino da 60L va più che bene. Non potete assolutamente dimenticare: scarpe da ginnastica comode, un altro paio di scarpe, jeans e magliette, intimo, giacca a vento per la sera, <em>powerbank</em>, medicinali, documenti e fotocopia dei documenti, sciarpetta/<em>foulard</em>, un lucchetto per il vostro zaino, un asciugamano in microfibra che non occupi spazio e poi macchina fotografica per documentare tutto.</p>



<ul><li><strong>Negli anni si è riscontrato un netto aumento delle ragazze che si apprestano a viaggiare da sole. Per te cosa significa?</strong></li></ul>



<p>Sì, anche se è un fenomeno ancora più diffuso all’estero che in Italia. È cambiata la mentalità, le donne oggi vogliono sentirsi più che mai libere e indipendenti… e le riconosci subito le donne che viaggiano da sole perché hanno quell’andatura sicura di chi ha deciso di fare quel salto, guardano l’orizzonte sognanti e hanno la consapevolezza di chi ha deciso di essere lì e di uscire dalla propria <em>comfort zone</em>. Hanno l’aria di chi ha ritrovato una parte di sé, un po’ selvaggia, molto naturale, soprattutto autentica. Questo è tutto quello che è successo anche a me. È normale avere paura ragazze e chiudersi in sé stesse, ma la paura fa parte del gioco, è anche bello avere quella scarica di adrenalina che ci rende vive, no? Seguite il vostro istinto che non mentirà mai e vi farà capire di chi fidarvi e da chi stare alla larga.</p>



<ul><li><strong>Dopo questo periodo di solitudine e reclusione forzata, secondo te la voglia di viaggiare da soli muterà? Come sarà il nuovo approccio del viaggiatore?</strong></li></ul>



<p>Non so come potrà essere il nuovo viaggiatore. Discutendo con amici e colleghi credo che si prediligerà il viaggio domestico e si inizierà a viaggiare di più in macchina. Si cercherà la fuga della città alla scoperta di montagne, foreste o mete più remote per riconnettersi con sé stessi e con la natura. Quindi tanto <em>outdoor</em>, <em>digital detox</em>, <em>yoga</em>, <em>mindfulness</em> in varie strutture e forse anche tanti viaggi-lavoro grazie all’avvento dello <em>smart-working</em> in larga scala.</p>



<ul><li><strong>I luoghi che consigli per il primo viaggio in solitaria?</strong></li></ul>



<p>Iniziate prima da un <em>weekend</em> in una meta Europea, andate in un ostello che vi permetterà di fare subito nuove amicizie e poi passate a viaggi più lunghi fuori Europa. Io consiglio di iniziare dall’Asia: è una meta <em>low cost</em>, è piena di nomadi digitali e viaggiatori solitari ed è un ottimo <em>mix</em> di natura, avventura, mare e cultura. E se invece volete partire da soli ma allo stesso tempo fare un’esperienza di gruppo allora dovete assolutamente partire con me per un viaggio <em>We Road</em>.</p>



<ul><li><strong>Per quanto riguarda l’Italia come meta di viaggio?</strong></li></ul>



<p> Sì, quest’anno viaggeremo tutti in Italia e siamo fortunati perché viviamo per davvero nel paese più bello del mondo. Io  consiglio la Costiera Amalfitana che è a due passi da Napoli: ci sono dei paesaggi mozzafiato e luoghi unici che ci invidiano in tutto il mondo. Potete fare mare e allo stesso tempo anche<em> trekking</em> sul sentiero degli dei o alla valle delle Ferriere di Amalfi, una vera e propria area naturale protetta; nei prossimi giorni scriverò degli articoli su come viaggiare in Italia sul mio blog <em>talkintravel.it</em></p>



<ul><li><strong>Il tuo progetto <em>Talkin Travel</em> in cosa consiste? Ti ha dato un’ulteriore nuova visione per quanto riguarda l’idea del viaggiare in sé?</strong></li></ul>



<p><em>Talkin Travel</em> è un progetto editoriale che ho avviato a inizio quarantena a cui tengo tantissimo: <em>Instagram live</em> sul mio profilo <em>rosa_talkintravel</em> con amici professionisti, <em>travel blogger</em>, storie di viaggiatori, <em>expat</em>, nomadi digitali e di ragazzi che hanno rivoluzionato la propria vita per inseguire un sogno.</p>



<p>E’ diventato, inoltre,  un <em>blog</em> (<em>TalkinTravel.it)</em> e chissà cosa potrà diventare in futuro.</p>



<p>Principalmente è un <em>talk</em> ispirazionale per dare coraggio a tutte le persone a fare quel passo in più, per uscire dalla propria <em>comfort zone</em> e realizzare i propri sogni. È nato perché mi mancava il viaggio ma anche perché volevo trasmettere un messaggio ben preciso: ragazzi non vi sentite insoddisfatti o bloccati se vedete (soprattutto sui <em>social</em>) tante persone che viaggiano e che hanno uno stile di vita nomade e voi no, siate felici, ricordate sempre che ognuno di noi è nel suo tempo, potete creare uno stile di vita alternativo e felice in mille altri modi. Non per forza bisogna mollare tutto e andare dall’altra parte del mondo per sentirsi realizzati. Il mio è un messaggio diverso, più realista forse.</p>



<p>Difatti, credo fortemente nel viaggio e nella possibilità di rinascita e di realizzazione attraverso esso e ne ho fatto anche un lavoro, ma sono stanca di vedere il falso mito del mollo tutto e cambio vita. Non critico chi lo fa e anzi li stimo tantissimo, ma vorrei far capire ancora di più cosa c’è dietro questo concetto attraverso storie di persone che l’hanno fatto sì, ma con tanta fatica, sacrifici e pianificazione. Voglio che attraverso <em>Talkin Travel</em> i ragazzi trovino il coraggio di avviare quel progetto, quell’idea o di fare quel viaggio che hanno rimandato da tanto e che conoscano anche l’altro lato della medaglia.</p>



<p><strong>Potrete scoprire il <em>mood</em> e le avventure di Rosa sui suoi canali social: <em>rosa_talkintravel</em></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/viaggiare-in-perfetta-solitudine/">Viaggiare in &#8220;perfetta solitudine&#8221;</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ventiblog.com/viaggiare-in-perfetta-solitudine/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Coronavirus nel mondo</title>
		<link>https://ventiblog.com/its-corona-time/</link>
					<comments>https://ventiblog.com/its-corona-time/?noamp=mobile#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Allevato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2020 14:23:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[PUNTI DI VISTA]]></category>
		<category><![CDATA[corea]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[egitto]]></category>
		<category><![CDATA[inghilterra]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://ventiblog.com/?p=19570</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il modo in cui si sta affrontando l’emergenza sanitaria legata alla diffusione del coronavirus in Italia è ben noto e, passata una prima fase in cui l’allarmismo faceva presagire conseguenze catastrofiche, l’informazione corretta sta consentendo ai cittadini e al governo di reagire proporzionalmente alla gravità dell’evento. Le notizie dal resto del mondo, però, scarseggiano e sembra che non vi sia lo stesso interesse o la stessa preoccupazione per il COVID19 negli altri Paesi, i cui media trattano la notizia superficialmente [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/its-corona-time/">Coronavirus nel mondo</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">Il modo in cui si sta affrontando l’emergenza sanitaria legata alla diffusione del coronavirus in Italia è ben noto e, passata una prima fase in cui l’allarmismo faceva presagire conseguenze catastrofiche, l’informazione corretta sta consentendo ai cittadini e al governo di reagire proporzionalmente alla gravità dell’evento. Le notizie dal resto del mondo, però, scarseggiano e sembra che non vi sia lo stesso interesse o la stessa preoccupazione per il COVID19 negli altri Paesi, i cui media trattano la notizia superficialmente o solo a livello locale. </p>



<p>Dalle testimonianze raccolte si può ben notare la differenza tra la ricezione dell’emergenza in Paesi colpiti e non, Paesi asiatici, europei e africani. Claudia Soddu vive a Seul, in Corea del Sud (uno dei tre Paesi maggiormente colpiti dal virus attualmente) dove studia da un anno grazie a una borsa di studio del governo coreano presso la Korea University. </p>



<p>I più grandi cambiamenti a cui ha dovuto adattarsi durante l’emergenza non differiscono particolarmente rispetto alle disposizioni annunciate dal governo italiano, soprattutto riguardo l’ormai famosa mascherina: “<em>All’inizio la mettevo solo nella metro o in luoghi affollati, ma ora la indosso sempre anche per strada e mi lavo molto più spesso le mani.</em>” Inoltre, continua: “<em>Sicuramente esco meno di quanto farei se non ci fosse l’emergenza. Se posso resto a casa, però prima di uscire controllo sempre la mappa ce mi segnala in tempo reale gli spostamenti delle persone risultate positive al virus, per vedere se uno dei malati è stato da poco nella zona in cui sto andando e controllo spesso il telefono perché il governo invia informazioni in tempo reale via messaggio se ci sono aree da evitare.</em>” </p>



<p>Rappresenta un dato interessante che le persone maggiormente preoccupate per l’epidemia siano gli studenti stranieri o i turisti, soprattutto a causa delle martellanti comunicazioni dei media a riguardo, d’altronde l’allerta è massima e segue periodi di crisi altrettanto gravi date da SARS e MERS. </p>



<p>L’emergenza, inoltre, è stato dichiarata in un periodo di attiva campagna elettorale, per cui le notizie sono politicizzate ed è difficile comprendere l’effettiva percezione del virus per i coreani. Certamente, i provvedimenti del governo riguardano la sospensione di eventi pubblici e manifestazioni, ma sono norme non implementate e la priorità- ci racconta Claudia- consiste nell&#8217;invitare i cittadini alla tutela di sè e degli altri e alla cautela. </p>



<p>Similmente in Inghilterra, per la precisione a Londra, Luigi Sprovieri che lavora nella <em>big city </em>ci fa sapere che il governo ha preferito diramare avvertimenti circa l’attenzione particolare da dare alla propria igiene in contesti simili di emergenza sanitaria, ma che la questione sembra assumere particolare importanza o generare preoccupazione, se non nell&#8217;ipotesi in cui si decida di partire in Italia, perché vorrebbe dire esporsi al rischio che i prossimi provvedimenti del governo nostrano spingano a una chiusura degli aeroporti. </p>



<p>Sono proprio i mezzi di trasporto aerei a generare maggiore preoccupazione, in questo momento di incertezza- Le gite scolastiche annullate e le prenotazioni disdette- Trenitalia, per esempio, ha predisposto un rimborso completo per i biglietti acquistati e non utilizzati nella settimana di maggiore picco del virus- fanno presagire che i più si aspettino prossime regolamentazioni, ma dalla prospettiva di chi è appena tornato da una vacanza in Egitto, come Carlotta Bianchi, non sembra ancora esserci l’esigenza. </p>



<p>Pur partendo da una zona gialla come Mantova, Carlotta non ha riscontrato controlli negli aeroporti in cui è stata, o almeno non oltre lo standard. Inoltre, il clima nel Paese africano sembra impassibile all’emergenza sanitaria, di cui si ha anche meno percezione mediatica a causa della linea internet meno potente. </p>



<p>Il coronavirus sembra quindi una questione e una preoccupazione distribuita in modo molto disomogeneo, malgrado la capillare analisi del fenomeno condotta in Italia. </p>



<p>Ed è proprio il Bel Paese a rischiare di più, proprio a causa dell&#8217;allarmismo delle scorse settimane. Il rischio è di ottenere un drastico calo del turismo e l&#8217;applicazione di forme di contenimento che possano compromettere non solo il PIL, ma anche le relazioni internazionali.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p><em>Pubblicato su Il Quotidiano del Sud- l&#8217;Altravoce dei Ventenni in data 2/03/2020</em></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/its-corona-time/">Coronavirus nel mondo</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ventiblog.com/its-corona-time/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L’Europa su rotaia: Viaggiare con Interrail</title>
		<link>https://ventiblog.com/leuropa-su-rotaia-viaggiare-con-interrail/</link>
					<comments>https://ventiblog.com/leuropa-su-rotaia-viaggiare-con-interrail/?noamp=mobile#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Erika Rodighiero]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Nov 2019 17:51:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ESPERIENZE]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[compagnia]]></category>
		<category><![CDATA[esperienze]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[interrail]]></category>
		<category><![CDATA[treno]]></category>
		<category><![CDATA[ue]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[zaino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://ventiblog.com/?p=16820</guid>

					<description><![CDATA[<p>Avete mai provato quell’irrefrenabile voglia di girovagare per paesi, nazioni, continenti, solo per ascoltare un particolare genere di musica, per sentire l’odore di una particolare spezia, per sentire il suono di un particolare “dialetto” o addirittura solo per vedere il luogo dove è stata girata una particolare scena di un film? In gergo, questa voglia sfrenata di conoscere, osservare e girovagare, è definita “sindrome di Wanderlust”! La sindrome di Wanderlust è la “patologia” di cui tutti vorremmo essere affetti, &#160;d&#8217;altronde [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/leuropa-su-rotaia-viaggiare-con-interrail/">L’Europa su rotaia: Viaggiare con Interrail</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">Avete mai provato quell’irrefrenabile voglia di girovagare per paesi, nazioni, continenti, solo per ascoltare un particolare genere di musica, per sentire l’odore di una particolare spezia, per sentire il suono di un particolare “<em>dialetto</em>” o addirittura solo per vedere il luogo dove è stata girata una particolare scena di un film?</p>



<p>In gergo, questa voglia sfrenata di conoscere, osservare e girovagare, è definita “<em>sindrome di Wanderlust</em>”!</p>



<p>La sindrome di <em>Wanderlust</em> è la “<em>patologia</em>” di cui tutti vorremmo essere affetti, &nbsp;d&#8217;altronde siamo tutti un po’ malinconici quando non viaggiamo e, come sosteneva la poetessa Alda Merini &nbsp;“<em>ognuno è amico della sua patologia</em>”.</p>



<p>Ebbene, finalmente si può facilmente soddisfare questa &nbsp;irrefrenabile voglia di viaggiare in tutta Europa, attraverso l’<em>Interrail</em>. </p>



<p>L’Interrail è un pass ferroviario per viaggiare in tutta
Europa, ideale per i 20-30enni, che permette &nbsp;&nbsp;attraverso &nbsp;40.000 destinazioni in 30 paesi di poter
pianificare in modo del tutto personale il proprio viaggio.</p>



<p>Difatti, online è facile trovare numerosi “<em>diari di viaggio</em>” dei ragazzi che hanno approfittato di questa particolare modalità di pianificazione di viaggio. I racconti, sono entusiasmanti , pieni di nuove esperienze e di nuovi incontri che modificano irrimediabilmente il proprio modo di approcciarsi ai viaggi e perché no, anche alla vita in generale.</p>



<p>Per viaggiare con Interrail non vi sono limiti di età, ma si
ha bisogno solo di molta energia&nbsp; e
voglia di mettersi alla prova. Interrail può essere utilizzato da chi risiede
in Europa e da chi è cittadino europeo con passaporto o carta d’identità validi.
&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Vi sono due tipologie di pass tra cui scegliere: Il Global
Pass e il One Country Pass.</p>



<p>Il <strong>Global Pass</strong> permette di viaggiare attraverso 30 paesi aderenti : Austria (incluso Liechtenstein), Belgio, Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Ungheria, Irlanda (Irlanda del Nord e Repubblica d&#8217;Irlanda), Italia, Lussemburgo, FYR Macedonia, Montenegro, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Portogallo, Romania, Serbia, Repubblica Slovacca, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera e Turchia.</p>



<p>Il <strong>One Country Pass</strong>, invero, permette di viaggiare in uno dei paesi europei aderenti, ad esclusione del proprio paese di residenza (sono permessi, infatti, solo due viaggi). Se però, siete in un vero è proprio mood “<em>wanderlust</em>” conviene sempre optare per il Global Pass. </p>



<p>A mio modesto avviso,&nbsp; i paesi scandinavi, specialmente per le caratteristiche paesaggistiche, sono una meta davvero affascinante da visitare attraverso l<em>Iinterrail</em>. Per esempio, con l<em>’Interrail Norvegia Pass</em> si può “girovagare” per le principali città norvegesi come <strong>Oslo, Bergen</strong> (dove potrete ammirare la favolosa aurora boreale) e <strong>Trondheim</strong> o in alternativa con l’<em>Interrail Finlandia Pas</em>s potrete visitare <strong>Helsinki, Turku, Vaasa</strong> e&nbsp; <strong>la Lapponia</strong> (ove vi sono ben sette parchi nazionali, dove la natura è realmente incontaminata).</p>



<p>Successivamente, dopo aver pianificato il proprio percorso di viaggio ed aver scelto il pass più adatto alle proprie esigenze attraverso il sito internet ufficiale di Interrail, si può rimanere sempre e comunque aggiornati&nbsp; sulla tabella oraria dei treni, anche in modalità <em>offline</em>, attraverso l’<em>app&nbsp; Rail Planner</em>. &nbsp;Questa funzionale <em>app</em> permette di pianificare il proprio itinerario di viaggio sia in largo anticipo e sia nell’immediato, così da permettere davvero una maggiore elasticità nelle decisioni del viaggiatore. Inoltre, l’acquisto del <em>Pass</em> permette di usufruire di una serie di sconti per le attrazioni turistiche del luogo che si intende visitare (il tutto opportunamente segnalato sul sito <a href="http://www.interrail.eu/it">www.interrail.eu/it</a>).</p>



<p class="has-text-align-center">Ebbene, prima di partire, accertatevi di avere uno zaino non troppo pesante (è consigliabile portare solo lo stretto necessario), del denaro in più per ogni imprevisto e della buona musica che accompagni il vostro viaggio! </p>



<h4 class="has-text-align-center">Buon <em>Interrail</em>!</h4>



<p> <em>Articolo già pubblicato sul Quotidiano del Sud &#8211; l&#8217;Altra voce dei Ventenni di lunedì 18/11/2019</em> </p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/leuropa-su-rotaia-viaggiare-con-interrail/">L’Europa su rotaia: Viaggiare con Interrail</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ventiblog.com/leuropa-su-rotaia-viaggiare-con-interrail/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Alla scoperta della Cucina Ceca</title>
		<link>https://ventiblog.com/alla-scoperta-della-cucina-ceca/</link>
					<comments>https://ventiblog.com/alla-scoperta-della-cucina-ceca/?noamp=mobile#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[MANGIA GRAECIA]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Oct 2019 16:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eat. Drink. Fun]]></category>
		<category><![CDATA[Food]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[MANGIA GRAECIA]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[erasmus]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[gulasch]]></category>
		<category><![CDATA[raga]]></category>
		<category><![CDATA[repubblicaceca]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://ventiblog.com/?p=16317</guid>

					<description><![CDATA[<p>Emissario di MangiaGraecia alla scoperta della cucina dell&#8217;Europa dell&#8217;Est Praga,&#160;Ottobre&#160;2018. Mi sono imbarcato alla volta della capitale della Boemia, Repubblica Ceca,&#160;per trascorrevi 6 mesi nel contesto del progetto Erasmus +.&#160;Arrivato a destinazione,&#160;con la valigia piena di vestiti e&#160;la testa&#160;in un turbinio&#160;di idee, non è passato molto prima di farmi letteralmente travolgere da un nuovo frenetico&#160;ritmo mondano. Ho affrontato i primi periodi da turista più che da studente – com’è giusto che sia- per cercare di imparare a viaggiare sulla stessa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/alla-scoperta-della-cucina-ceca/">Alla scoperta della Cucina Ceca</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em>Emissario di</em> <em>MangiaGraecia alla scoperta della cucina dell&#8217;Europa dell&#8217;Est</em></p>



<p class="has-drop-cap">Praga,&nbsp;Ottobre&nbsp;2018. <br>Mi sono imbarcato alla volta della capitale della Boemia, Repubblica Ceca,&nbsp;per trascorrevi 6 mesi nel contesto del progetto <strong><em>Erasmus +</em></strong>.&nbsp;<br>Arrivato a destinazione,&nbsp;con la valigia piena di vestiti e&nbsp;la testa&nbsp;in un turbinio&nbsp;di idee, non è passato molto prima di farmi letteralmente travolgere da un nuovo frenetico&nbsp;ritmo mondano. <br>Ho affrontato i primi periodi da turista più che da studente – com’è giusto che sia- per cercare di imparare a viaggiare sulla stessa lunghezza d’onda delle persone intorno a me. <br>Tante le cose da fare, tantissime le offerte di questa città. <br>Girando&nbsp;in lungo ed in largo, amavo fermarmi nei tipici ristoranti del luogo per ricaricare le forze e riordinare i programmi della giornata.&nbsp;<br>Con la mia&nbsp;Lonely&nbsp;Planet nella destra e l’account&nbsp;instagram&nbsp;di&nbsp;<em>MangiaGraecia</em>&nbsp;nella sinistra,&nbsp;sono andato alla ricerca di posti caratteristici per scoprire l’autentica cucina della Repubblica Ceca.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="768" height="1024" src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/10/image-1-768x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-16318" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/10/image-1.jpeg 768w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/10/image-1-225x300.jpeg 225w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/10/image-1-640x853.jpeg 640w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><figcaption>Tipico piatto dell&#8217;est, il Gulasch</figcaption></figure>



<p>Mi&nbsp;è apparso subito chiaro che mi trovavo&nbsp;davanti una cucina povera e&nbsp;basata su pochi ingredienti, primi tra questi&nbsp;patate, aglio, carne di vitello e maiale in tutte le salse, anatra e pesci di fiume. <br>Il Principe di tutti i&nbsp;Menu’&nbsp;era&nbsp;sempre il&nbsp;<em>Guláš</em>, il famoso spezzatino di manzo in&nbsp;una speziata&nbsp;salsa di pomodoro, spesso&nbsp;e&nbsp;voltentieri&nbsp;accompagnato da “<em>bramborové&nbsp;knedlíky</em>”, ovvero i famosi&nbsp;Dumplings&nbsp;o gnocchi di patate,&nbsp;usati né più né meno come pane.&nbsp;<br>In alcuni ristoranti la puoi trovare servito&nbsp;all’interno di un pane da mezzo chilo scavato a&nbsp;mò&nbsp;di coppetta, carinissimo.&nbsp;<br>Ho ritrovato questo piatto in Ungheria visitando Budapest, in Germania e in Slovacchia e si può dire che è un piatto base nella cucina del centro-est dell’Europa con radici&nbsp;antiche sul territorio, per cui non&nbsp;esclusivo della cucina ceca ma comunque una pietra miliare.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Un altro must di questa cucina, fedele accompagnatore&nbsp;nelle fredde serate,&nbsp;è&nbsp;“<em>pečená&nbsp;vepřová&nbsp;stopka</em>”, lo stinco di maiale al forno, ordinato semplicemente come “pork&nbsp;knee”. <br>Hai molta fame? Prendilo.&nbsp;E’&nbsp;un intero stinco&nbsp;di maiale di circa 750 gr, accompagnato anch’esso da gnocchi o verdura e varie salse.&nbsp;La carne di maiale, a mio modesto parere, è differente da quella che possiamo apprezzare nelle nostre zone&nbsp;(ndr&nbsp;Calabria). Anche nella stessa carne acquistata in macelleria notavo un&nbsp;maggiore quantitativo di grasso frammisto alle fibre muscolari che implementavano il sapore ad ogni singolo boccone. A tal riguardo da provare è il maiale arrosto che viene venduto negli stand in centro, a “<em>Staromêstká”&nbsp;</em>per la precisione, che inebria l’olfatto e che di sicuro non passa inosservato.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="1024" height="617" src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/10/WhatsApp-Image-2019-10-27-at-18.40.44-1024x617.jpeg" alt="" class="wp-image-16321" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/10/WhatsApp-Image-2019-10-27-at-18.40.44-1024x617.jpeg 1024w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/10/WhatsApp-Image-2019-10-27-at-18.40.44-300x181.jpeg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/10/WhatsApp-Image-2019-10-27-at-18.40.44-640x386.jpeg 640w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/10/WhatsApp-Image-2019-10-27-at-18.40.44.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Il <em>pečená&nbsp;vepřová&nbsp;stopka</em>, tipico stinco di maiale</figcaption></figure>



<p>Ma cosa c’è di meglio di una zuppa per affrontare a stomaco pieno il rigido inverno Ceco? Certamente una zuppa, “<em>polévka</em>“.&nbsp;Sono tante quelle presenti sui menù, dalla zuppa all’aglio&nbsp;(<em>česnečka</em>), di patate&nbsp;(<em>bramboračka</em>)&nbsp;alla zuppa di funghi&nbsp;(<em>houby</em>). I funghi sono di ottima qualità, colti nelle magnifiche aree boschive che circondano la città o che si distendono a perdita d’occhio per molta parte della Boemia. Una curiosità sugli&nbsp;abitanti del luogo è che spesso amano spendere le loro domeniche libere alla ricerca di funghi, come uscita familiare, per allontanarsi dal logorio della Metropoli.&nbsp;&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="1024" height="768" src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/10/WhatsApp-Image-2019-10-27-at-18.39.54-2-1024x768.jpeg" alt="" class="wp-image-16323" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/10/WhatsApp-Image-2019-10-27-at-18.39.54-2-1024x768.jpeg 1024w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/10/WhatsApp-Image-2019-10-27-at-18.39.54-2-300x225.jpeg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/10/WhatsApp-Image-2019-10-27-at-18.39.54-2-640x480.jpeg 640w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/10/WhatsApp-Image-2019-10-27-at-18.39.54-2-80x60.jpeg 80w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/10/WhatsApp-Image-2019-10-27-at-18.39.54-2.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption><em>Polévka</em>, la zuppa</figcaption></figure>



<p>Dopo un lauto pasto c’è sempre posto per il dolce, si dice. <br>A Praga di certo non ne mancano. Il&nbsp;“<em>Trdlo</em>”&nbsp;è un dolce tipico,&nbsp;fatto da un impasto che viene arrotolato su cilindri di legno che roteando sui carboni, cuocendolo&nbsp;quanto basta per renderlo croccante fuori e soffice dentro. Viene poi cosparso di zucchero e per finire può essere riempito di nutella, gelato o panna. A me, personalmente, non fa impazzire, ma non vi mancherà di incontrare turisti girare con questo “cono” per le strade del centro.&nbsp;<br>“<em>Jablečný&nbsp;závin</em>“&nbsp;vi&nbsp;dice qualcosa? Penso di no, ma lo&nbsp;Strüdel&nbsp;di mele lo conoscete bene. Anch’esso non originario della Repubblica Ceca ma fortemente radicato nella loro cucina, come in quella di tutto il centro Europa;&nbsp;è&nbsp;un&nbsp;pò&nbsp;il&nbsp;Gulás&nbsp;dei dolci.&nbsp;&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="893" height="1024" src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/10/image-893x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-16319" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/10/image.jpeg 893w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/10/image-262x300.jpeg 262w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/10/image-640x734.jpeg 640w" sizes="(max-width: 893px) 100vw, 893px" /><figcaption><em>Pivo</em>, birra originale ceca</figcaption></figure>



<p>A questo punto la domanda sorge spontanea, come fare a mandare giù tutte queste portate senza sentirsi “il groppo in gola”?&nbsp;La&nbsp;risposta non può che essere la&nbsp;birra ceca, “<em>Pivo</em>”.&nbsp;<br>“Se sta bevendo birra prima delle 11:00&nbsp;am&nbsp;allora è&nbsp;ceco&#8221; ho&nbsp;letto&nbsp;scritto&nbsp;su un muro. <br>Come l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro allora la Repubblica&nbsp;Ceca è fondata sulla birra, lasciatemelo passare (&#8230;e comunque sono degli ottimi lavoratori). <br>I&nbsp;Cechi sono la popolazione che al mondo consuma più birra fra tutti; non i Tedeschi o gli Irlandesi, i Cechi. La loro tradizione inizia&nbsp;nel medioevo dove veniva prodotta nei monasteri. Ancora oggi&nbsp;si può&nbsp;degustare una “<em>Pivo”&nbsp;</em>presso il Monastero&nbsp;di&nbsp;<em>Strahov</em>&nbsp;che produce la propria birra in qualità di micro-birrificio,&nbsp;sedendosi comodi&nbsp;nel&nbsp;“beer&nbsp;garden”&nbsp;ed osservando la collina di&nbsp;<em>Petrin</em>&nbsp;sulla destra, il Castello “<em>Hrad</em>” sulla sinistra e la città come sfondo centrale, suggestivo.&nbsp;</p>



<p>Tra tutte le birre prodotte in questo Paese, la&nbsp;<em>Pilsner&nbsp;Urquell</em>&nbsp;è quella&nbsp;che maggiormente rappresenta la Repubblica Ceca,&nbsp;nasce solamente in uno&nbsp;stabilimento in tutto il mondo con sede a Plzen. Visitandolo puoi accedere a tutti i livelli della produzione, finanche nelle vecchie cantine sotterranee che si estendono per diversi chilometri, dove veniva e viene fatta fermentare e conservata in botti di legno.&nbsp;Birra leggera, chiara, con una gradazione alcolica intorno a 5,6%. Un mezzo litro costa circa 50 Kr, ovvero 2 euro, Cheap.&nbsp;“<em>Pivnice</em>”&nbsp;è una parola che si trova frequentemente sulle insegne&nbsp;dei locali in giro per Praga, vuol dire birreria.&nbsp;Non possono che essere presenti ad ogni angolo&nbsp;ed&nbsp;ognuna ha la propria storia.&nbsp;<br></p>



<p>Un giorno,&nbsp;alla ricerca di una birreria tipica,&nbsp;ecco&nbsp;“U&nbsp;Zlateho&nbsp;Tygra”, la tigre dorata. Locale rustico, in legno, tavolate comuni e tante raffigurazioni di tigri sulle pareti. Scorgendo bene tra queste mi è risaltata agli occhi una foto, Bill Clinton fotografato in quello stesso locale dove ero io. Venni a sapere che,&nbsp;in visita a Praga,&nbsp;Clinton&nbsp;chiese all’allora presidente della Repubblica Ceca di portarlo a mangiare in un posto tipico, lo portò allora proprio li, a degustare quello&nbsp;appena&nbsp;elencato.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Girando per il mondo incontreremo sempre cucine diverse, e spesso non andranno d’accordo con il nostro palato, ma un tavolo apparecchiato, una buona birra e un’allegra compagnia saranno in grado di fare scendere anche il boccone più duro.&nbsp;<br></p>



<p>“<strong><em>Conoscere i luoghi, vicino o lontani, non vale la pena, non è che teoria; saper dove meglio si spini la birra, è pratica, è vera geografia</em></strong>” (J.W.Gotethe).&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/alla-scoperta-della-cucina-ceca/">Alla scoperta della Cucina Ceca</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ventiblog.com/alla-scoperta-della-cucina-ceca/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
