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	<title>earth day &#8211; Venti Blog</title>
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	<description>La voce dei Ventenni</description>
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		<title>Giornata mondiale dell&#8217;ambiente: come la natura si è ripresa i propri spazi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrichetta Alimena]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2020 17:21:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AMBIENTE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 5 giugno è la giornata mondiale dell&#8217;ambiente, istituita dall&#8217;ONU nel 1972 in occasione del programma delle Nazioni Unite per l&#8217;ambiente. La prima edizione è stata celebrata il 5 giugno 1974, con lo slogan Only one Earth. Il motto di questa edizione 2020 è invece è il momento della natura. Questo motto è al contempo un invito e un allarme, un invito alla natura nel farsi avanti, nel riprendersi i suoi spazi e rigenerarsi, mostrandosi in tutta la sua bellezza, [&#8230;]</p>
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<p class="has-drop-cap">Il 5 giugno è la giornata mondiale dell&#8217;ambiente, istituita dall&#8217;ONU nel 1972 in occasione del programma delle Nazioni Unite per l&#8217;ambiente.</p>



<p>La prima edizione è stata celebrata il 5 giugno 1974, con lo slogan <em>Only one Earth</em>.</p>



<p>Il motto di questa edizione 2020 è invece <em>è il momento della natura</em>. Questo motto è al contempo un invito e un allarme, un invito alla natura nel farsi avanti, nel riprendersi i suoi spazi e rigenerarsi, mostrandosi in tutta la sua bellezza, dall&#8217;altra un monito per noi, nel lasciarle spazio e rispettarla.</p>



<p>In questi mesi di lockdown ognuno di noi ha visto la natura tornare rigogliosa, ha riascoltato il canto degli uccelli solitamente coperto dal frastuono cittadino. È bastato affacciarsi da un balcone per  ritrovarsi in un piccolo parco vicino casa e riassaporare gli odori e i profumi della natura.</p>



<p>Andando ad altre latitudini, gli abitanti di alcune parti dell&#8217;India hanno potuto vedere il massiccio dell&#8217;Himalaya in tutta la sua maestosa regalità, in alcune città africane le strade hanno visto tornare in strada leoni e gazzelle.</p>



<p>Questi sono solo alcuni esempi di quanto spazio in pochi mesi, la natura abbia riguadagnato, di fronte ad un riluttante passo indietro fatto dall&#8217;uomo.</p>



<p>Tutto ciò ci dimostra, da una parte, quanto la specie umana sia “ingombrante” all&#8217;interno dell&#8217;ecosistema terrestre, dall&#8217;altra ci dimostra la forza della natura, che aspetta solo un nostro cenno per tornare ad essere quella che era.</p>



<p>Il primo e più famoso studioso e divulgatore che ci ha raccontato il mondo vegetale con la sua forza e le sue immense risorse è Stefano Mancuso.</p>



<p>Ricordo a questo proposito il volume intitolato l&#8217;<em>Incredibile Viaggio delle Piante</em> nel quale descrive proprio la capacità di queste di tornare a popolare territori all&#8217;apparenza completamente inospitali, come è accaduto a Cernobyl a pochi mesi dall&#8217;esplosione radioattiva. L&#8217;autore ci racconta la loro incredibile Resilienza&nbsp; e capacità di adattamento a climi e condizioni del territorio diversi.</p>



<p>In un altro volume, <em>La nazione delle piante,</em>&nbsp;Mancuso ci descrive quelle che sono le regole del grande mondo delle piante. In questo libro le piante dichiarano quelli che sono i principi che governano il loro mondo: il rispetto e l&#8217;universalità dei diritti di tutti gli esseri viventi, il rifiuto di qualunque gerarchia, il principio di cooperazione e mutuo soccorso tra i membri e e il divieto di sprecare ogni risorsa non ricostituibile, solo per citarne alcuni.</p>



<p>Ad affiancare&nbsp; e continuare il lavoro di Stefano Mancuso anche Alessandra Viola che proprio in questi giorni pubblica un libro intitolato F<em>lower Power: i diritti delle Piante</em> dove spiega quanto sia importante riconoscere alle piante i diritti riconosciuti agli uomini e agli animali.</p>



<p>In questo modo l&#8217;umanità farebbe un ulteriore passo verso l&#8217;universalità dei diritti, verso un mondo, quello delle piante, ancora poco conosciuto ma dalle immense risorse e potenzialità.</p>



<p>A far da monito per tutti noi, affinché diamo corpo ad una vera riconversione ecologica oltre al grande e planetario contagio&nbsp; da Coronavirus, i cui legami con il cambiamenti sono oggetto di diversi studi scientifici, c&#8217;è il recente disastro ecologico russo, che ha visto lo sversamento di tonnellate di gasolio in un fiume della Siberia. Secondo la stampa locale, i pilastri di una centrale elettrica siberiana sono crollati provocando lo sversamento di gasolio nell&#8217;ambiente circostante circostante. Tale disastro ecologico, che secondo gli ambientalisti, ha pochi paragoni nella storia, è stata causata dallo scioglimento del Permafrost che ricopre quelle zone, perciò il riscaldamento climatico stesso ha provocato un disastro ecologico, che avrà effetti ancora non calcolabili.</p>



<p>Ma le catastrofi naturali ormai si susseguo ad un ritmo quasi giornaliero, se pensiamo all&#8217;invasione delle locuste in Kenya, gli incendi di qualche mese fa in Australia, solo per citarne alcune. Ma anche restando vicino a casa ricordiamo tutte le alluvioni e periodi di siccità che affliggono i paesi mediterranei.</p>



<p>Il nostro pianeta, quindi, ci sta inviando una serie di segnali inequivocabili, che lo fanno apparire stanco e affranto da uno sviluppo umano sfrenato e irrispettoso. Ora tocca a noi, ascoltarlo e curarlo, così da garantire la sopravvivenza di tutti gli esseri viventi, uomo compreso, che sono parte di un unico grande pianeta: la nostra terra.</p>
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