<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>carnevale &#8211; Venti Blog</title>
	<atom:link href="https://ventiblog.com/tag/carnevale/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://ventiblog.com</link>
	<description>La voce dei Ventenni</description>
	<lastBuildDate>Mon, 12 Feb 2024 09:13:21 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.6.15</generator>
	<item>
		<title>Carnevale: dal Mamuthones sardo all’abbruzzese Frappiglia, ogni regione ha la sua maschera</title>
		<link>https://ventiblog.com/carnevale-dal-mamuthones-sardo-allabbruzzese-frappiglia-ogni-regione-ha-la-sua-maschera/</link>
					<comments>https://ventiblog.com/carnevale-dal-mamuthones-sardo-allabbruzzese-frappiglia-ogni-regione-ha-la-sua-maschera/?noamp=mobile#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Venti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Feb 2024 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA POP]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[Capitan Spaventa]]></category>
		<category><![CDATA[carnevale]]></category>
		<category><![CDATA[Frappiglia]]></category>
		<category><![CDATA[maschere tradizionali]]></category>
		<category><![CDATA[Peppe Nappa]]></category>
		<category><![CDATA[Rumit]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ventiblog.com/?p=34840</guid>

					<description><![CDATA[<p>Carnevale è la festa dei colori e dell’allegria, un giorno in cui adulti e bambini grazie al potere di una maschera diventano supereroi, principi delle fiabe, animali della foresta e dame dell’800 ma soprattutto Carnevale è un giorno di festa che tiene vive le tradizioni di tutte le regioni d’Italia, senza esclusione alcuna. Le maschere più note sono sicuramente quelle di Pulcinella e di Arlecchino i due combina guai per eccellenza, uno con un vestito tutto bianco e con la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/carnevale-dal-mamuthones-sardo-allabbruzzese-frappiglia-ogni-regione-ha-la-sua-maschera/">Carnevale: dal Mamuthones sardo all’abbruzzese Frappiglia, ogni regione ha la sua maschera</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Carnevale è la festa dei colori e dell’allegria, un giorno in cui adulti e bambini grazie al potere di una maschera diventano supereroi, principi delle fiabe, animali della foresta e dame dell’800 ma soprattutto Carnevale è un giorno di festa che tiene vive le tradizioni di tutte le regioni d’Italia, senza esclusione alcuna.</p>



<p>Le maschere più note sono sicuramente quelle di Pulcinella e di Arlecchino i due combina guai per eccellenza, uno con un vestito tutto bianco e con la maschera nera incarna a pieno lo stile filosofico tutto partenopeo del “campare alla giornata” e l’altro col suo vestito sgargiante e coloratissimo sprizza vivacità e agilità, infedele al suo padrone e goloso come un vero Veneto. Ma in realtà sono moltissime le maschere di carnevale che non tutti conoscono e ogni regione ha la sua che racchiude le caratteristiche del territorio, del cibo e della propria cultura, scopriamone alcune.</p>



<p>In Liguria è tipica la maschera del Capitan Spaventa, un condottiero con una divisa gialla e rossa fiammante, un cappello col pennacchio e una spada ancora lucida nel suo fodero, il suo aspetto richiama quello dei soldati di ventura e in quanto tale risulta essere un personaggio colto, un viaggiatore, un uomo che non si limita alla superficie e ama viaggiare anche con la fantasia, così tanto da non riuscire più a distinguere il sogno dalla realtà. Un personaggio ben lontano da Frappiglia, che ha casa in Abbruzzo. La sua maschera nera che copre metà viso lascia scoperta una macchia rossa sulla guancia e un vestito bianco e rosso, due colori molto importanti che raccontano la sua inimitabile avventura. Frappiglia nasce come contadino molto povero che ha come unico desiderio quello di trovare qualcosa da mettere atto i denti, un girono sul suo cammino incontra il diavolo in persona che gli promette un piatto di pasta in cambio della sua anima e gli concede prima di morire un ultimo desiderio, Frappiglia è povero ma molto furbo e chiede come ultimo desiderio di riottenere la sua vita. Ecco come un povero contadino delle campagne abbruzzesi è riuscito ad ingannare la morte, e lo dimostra il bianco del suo vestito che rappresenta il paradiso e la macchia rossa indelebile che ha sulla guancia a lasciar traccia del suo passaggio nell’Inferno.</p>



<p>A rappresentare la Calabria c’è Giangurgolo, un signorotto barocco, nobile e presuntuoso, molto chiacchierone e bugiardo di natura, così tanto da prendere in giro se stesso, la sua maschera ha un naso molto importante che non gli da un bell’aspetto ma la sua vanagloria lo porta a credere che sia un uomo molto corteggiato, un adulatore nato. Spostandoci poco più in là, in Sardegna, troviamo i Mamuthones che coprono l’intero viso con maschere nere come la pece e lucide che hanno caratteri antropomorfi molto marcati, questi personaggi indossano pesanti pellicce di pelo di animale e hanno un’origine misteriosa, non si sa bene cosa vogliano rappresentare, probabilmente richiamano i primi uomini che hanno abitato la terra, ancora selvatici e animaleschi, una maschera a tratti inquietante e imprevedibile.</p>



<p>Dalla Sicilia arriva Peppe Nappa, un servo infedele e infingardo, pigro e inconcludente, insomma un buono a nulla come ci suggerisce il suo cognome che significa &#8220;toppa dei pantaloni&#8221;, un personaggio che abbandona la sua svogliatezza solo davanti al cibo, un po&#8217; come fa Balanzone, l&#8217;avvocato emiliano, panciuto e buongustaio anche lui, amante dei piaceri e goffamente colto. Un chiacchierone che ama essere ascoltato sfoggiando termini aulici usati in modo inappropriato e storpiato, un cialtrone che non arriva a risolvere nessuna causa ma un ottimo compagno di bevute e mangiate.</p>



<p>Altro personaggio peculiare e unico è il Rumit che trova la sua origine in Basilicata e la sua maschera è un vestito ricoperto di edera e foglie. Il nome deriva probabilmente dalla parola eremita e il suo costume rappresenta la natura che passa silenziosa per le strade del paese nel giorno di Carnevale in segno di buon auspicio, una maschera che racconta bene la potenza della natura a ricordarci che noi in fondo siamo solo degli ospiti.</p>



<p>Tra tutte queste maschere maschili una è quella femminile di spicco: la nota Colombina. Una servetta veneta, scaltra e avvenente che non rinuncia alla sua libertà, innamorata di Arlecchino e impicciona come poche, ambiziosa e testarda nell’ottenere quello che vuole.</p>



<p>Ogni regione ha la sua maschera, attraente, selvaggia, enigmatica o bonaria che racchiude storia e tradizioni. a Carnevale chiunque può diventare qualcun altro o qualcos’altro, senza essere giudicato e senza risultare fuori luogo, un giorno in cui tutti possono sentirsi liberi di indossare una maschera o magari di toglierla, chissà…</p>



<p class="has-text-align-center"><em>Articolo pubblicato</em> <em>su Il Quotidiano del Sud &#8211; L&#8217;Altravoce dei ventenni </em></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/carnevale-dal-mamuthones-sardo-allabbruzzese-frappiglia-ogni-regione-ha-la-sua-maschera/">Carnevale: dal Mamuthones sardo all’abbruzzese Frappiglia, ogni regione ha la sua maschera</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ventiblog.com/carnevale-dal-mamuthones-sardo-allabbruzzese-frappiglia-ogni-regione-ha-la-sua-maschera/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>SEI SOLO CHIACCHIERE E DISTINTIVO!</title>
		<link>https://ventiblog.com/sei-solo-chiacchiere-e-distintivo/</link>
					<comments>https://ventiblog.com/sei-solo-chiacchiere-e-distintivo/?noamp=mobile#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[MANGIA GRAECIA]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Feb 2020 15:01:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chef si diventa!]]></category>
		<category><![CDATA[Eat. Drink. Fun]]></category>
		<category><![CDATA[Food]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[INTERESSI]]></category>
		<category><![CDATA[MANGIA GRAECIA]]></category>
		<category><![CDATA[calabria]]></category>
		<category><![CDATA[carnevale]]></category>
		<category><![CDATA[chiacchiere]]></category>
		<category><![CDATA[emiliaromagna]]></category>
		<category><![CDATA[mercoledì]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://ventiblog.com/?p=19333</guid>

					<description><![CDATA[<p>In questo turbolento Carnevale fatto di virus e movimenti sismici inconsulti, i vostri fedeli emissari non si fanno prendere dal panico e si presentano puntuali all’appuntamento in maschera (o meglio, in mascherina) per parlarvi di un dolcetto tipico carnevalesco: le Chiacchiere.&#160; Le Chiacchiere sono un dolce diffusissimo in tutto lo Stivale, e prende nomi diversi a seconda delle varie regioni in cui viene consumata: in Calabria, in Campania e in generale nel Meridione vengono chiamate “Chiacchiere” perché – leggenda vuole [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/sei-solo-chiacchiere-e-distintivo/">SEI SOLO CHIACCHIERE E DISTINTIVO!</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>In questo turbolento Carnevale fatto di virus e movimenti sismici inconsulti, i vostri fedeli emissari non si fanno prendere dal panico e si presentano puntuali all’appuntamento in maschera (o meglio, in mascherina) per parlarvi di un dolcetto tipico carnevalesco: le <strong><em>Chiacchiere</em></strong>.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized is-style-default"><img src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2020/02/images.jpeg" alt="" class="wp-image-19335" width="507" height="367"/></figure>



<p>Le Chiacchiere sono un dolce diffusissimo in tutto lo Stivale, e prende nomi diversi a seconda delle varie regioni in cui viene consumata: in Calabria, in Campania e in generale nel Meridione vengono chiamate “Chiacchiere” perché – leggenda vuole che – la Regina di Savoia, famosa per la sua parlantina, un giorno chiese al suo cuoco napoletano Raffaele Esposito di prepararle un dolce che potesse allietare lei e i suoi ospiti con cui si stava intrattenendo a chiacchierare.&nbsp;</p>



<p>Proprio in onore dell’origine del dolce come “sollazzo culinario da accompagnamento ad una piacevole chiacchierata”, il pasticcere le chiamò, appunto, Chiacchiere.</p>



<p>Ma nelle altre Regioni d’Italia hanno i nomi più svariati (e chissà quali leggende li accompagnano): <em>Bugìe</em> in Piemonte, <em>Sfràppole</em> a Bologna, <em>Sprelle</em> a Piacenza, <em>Lattughe </em>a Mantova e Brescia, <em>Intrigoni</em> a Reggio Emilia e tanti altri.</p>



<p>Considerato da sempre un dolce povero per i pochi ed economici ingredienti utilizzati, le chiacchiere consistono in un impasto a base di farina, burro, zucchero e uova, composto a forma di striscioline leggermente rondellate ai bordi e fritte in abbondante olio (ma vengono cotte anche al forno per i più attenti alla dieta) e successivamente messe su carta assorbente per privarle dell&#8217;olio in eccesso e servite fredde spolverate da zucchero a velo.</p>



<p>Ma dove e quando nascono questi simpatici dolcetti?</p>



<p>Il primo nella storia a parlarne fu il gastronomo romano Marco Gavio Apicio, uno dei più raffinati – e letterati – buongustai dei tempi antichi.&nbsp;</p>



<p>Nel suo ricettario&nbsp;<em>De Re Coquinara&nbsp;</em>(dal latino, Su ciò che concerne la cucina) egli descrive le Chiacchiere come “<em>Frittelle a base di uova e farina di farro tagliate a bocconcini, fritte nello strutto e poi tuffate nel miele</em>”.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized is-style-default"><img src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2020/02/ricetta-chiacchiere-di-carnevale-al-forno-o-fritte_1113123.jpg" alt="" class="wp-image-19336" width="906" height="397" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2020/02/ricetta-chiacchiere-di-carnevale-al-forno-o-fritte_1113123.jpg 502w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2020/02/ricetta-chiacchiere-di-carnevale-al-forno-o-fritte_1113123-300x131.jpg 300w" sizes="(max-width: 906px) 100vw, 906px" /></figure>



<p>Ciò testimonia come già nell’antica Roma tale dolce fosse già ben diffuso, soprattutto durante la celebrazione dei&nbsp;<em>Saturnalia</em>(ciclo di festività della religione romana, molto simile all’odierno Carnevale e dedicate all&#8217;insediamento nel tempio del dio Saturno).</p>



<p>Si tramanda, infatti, che durante questo periodo di banchetti e feste popolari, in cui tutti i canoni sociali venivano ribaltati, uno dei&nbsp;simboli d’eccesso&nbsp;erano le <em>frictilia,</em>dolci a base di farina e uova fritti nel grasso di maiale che venivano distribuite alla folla che si recava in strada per festeggiare.&nbsp;</p>



<p>Si era soliti prepararne in grosse quantità poichè sarebbero dovute durare per tutto il periodo della&nbsp;Quaresima, e poiché era semplice da preparare se ne potevano fare grande quantità in breve tempo e ad un costo basso.</p>



<p><br>La tradizione dei&nbsp;<em>frictilia</em>&nbsp;è sopravvissuta fino ad oggi, apportando solo piccole modifiche al nome ed alla ricetta di base a seconda delle varie tradizioni regionali.</p>



<p>Chiudiamo con una pregnante citazione direttamente dal&nbsp;<em>De Re Coquinara&nbsp;</em>di Apicio: “<strong><em>Cca’ chiacchiere unn’ì facimu. Tranne a Carnevale</em>”.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized is-style-default"><img src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2020/02/WhatsApp-Image-2020-02-26-at-16.03.39.jpeg" alt="" class="wp-image-19339" width="619" height="524" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2020/02/WhatsApp-Image-2020-02-26-at-16.03.39.jpeg 480w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2020/02/WhatsApp-Image-2020-02-26-at-16.03.39-300x254.jpeg 300w" sizes="(max-width: 619px) 100vw, 619px" /></figure>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/sei-solo-chiacchiere-e-distintivo/">SEI SOLO CHIACCHIERE E DISTINTIVO!</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ventiblog.com/sei-solo-chiacchiere-e-distintivo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
