<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>attivismo &#8211; Venti Blog</title>
	<atom:link href="https://ventiblog.com/tag/attivismo/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://ventiblog.com</link>
	<description>La voce dei Ventenni</description>
	<lastBuildDate>Mon, 08 Jan 2024 20:08:07 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.6.16</generator>
	<item>
		<title>Ultima Generazione ed Extinction Rebellion, quando i più giovani scendono in campo per il clima</title>
		<link>https://ventiblog.com/ultima-generazione-ed-extinction-rebellion-quando-i-piu-giovani-scendono-in-campo-per-il-clima/</link>
					<comments>https://ventiblog.com/ultima-generazione-ed-extinction-rebellion-quando-i-piu-giovani-scendono-in-campo-per-il-clima/?noamp=mobile#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jan 2024 06:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[PUNTI DI VISTA]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[extinction rebellion]]></category>
		<category><![CDATA[ultima generazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ventiblog.com/?p=34726</guid>

					<description><![CDATA[<p>Da almeno quindici anni a questa parte sentiamo spesso parlare di cambiamento climatico, dovuto alle variazioni a lungo termine delle temperature e dei modelli meteorologici che sconvolgono il normale equilibrio della natura. Una delle tante preoccupazioni in ottica futura che si sovrappone ai quotidiani e personali problemi di ognuno di noi nel presente.&#160; In particolar modo, la minaccia principale per gli esseri umani e per tutte le altre forme di vita sulla Terra è il surriscaldamento globale, causato dalla combustione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/ultima-generazione-ed-extinction-rebellion-quando-i-piu-giovani-scendono-in-campo-per-il-clima/">Ultima Generazione ed Extinction Rebellion, quando i più giovani scendono in campo per il clima</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">Da almeno quindici anni a questa parte sentiamo spesso parlare di cambiamento climatico, dovuto alle variazioni a lungo termine delle temperature e dei modelli meteorologici che sconvolgono il normale equilibrio della natura. Una delle tante preoccupazioni in ottica futura che si sovrappone ai quotidiani e personali problemi di ognuno di noi nel presente.&nbsp;</p>



<p>In particolar modo, la minaccia principale per gli esseri umani e per tutte le altre forme di vita sulla Terra è il surriscaldamento globale, causato dalla combustione di combustibili fossili (come il carbone e il petrolio) che porta alla produzione di gas che trattengono il calore.</p>



<p>Affinché si attui un cambiamento e si stimoli alla riflessione, decine e decine di attivisti, da anni, si ribellano per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’argomento. L’ultimo caso si è materializzato lo scorso 29 dicembre, dove i militanti del movimento ambientalista Ultima Generazione hanno colpito la Galleria di Milano, imbrattando con la solita vernice arancione (da loro considerata &#8220;lavabile&#8221;, ma è stato dimostrato, purtroppo, il contrario) l’albero di Natale firmato Gucci, proprio all’ombra dell’Ottagono. Alla domanda da parte di un passante &#8220;perché lo fate?&#8221;, gli attivisti hanno risposto – tramite rivendicazione social – di chiedere al Governo un fondo preventivo di 20 miliardi per riparare ai danni delle catastrofi climatiche che stanno distruggendo le nostre vite. Perché Gucci? Perché a detta loro “è un’azienda che fattura 10 miliardi l’anno, dà un milione in beneficenza e intanto continua ad alimentare un sistema di lusso e di consumo che sta decretando la nostra condanna a morte&#8221;.</p>



<p>Anche in Olanda non sono rimasti a guardare, dove gli attivisti di Extinction Rebellion hanno provocato un vero e proprio blocco stradale ad Amsterdam. I dimostranti si sono incollati all&#8217;autostrada nelle vicinanze dell&#8217;ex sede della banca Ing, accusata di finanziare l&#8217;industria dei combustibili fossili. Tra gli striscioni portati dai manifestanti ne spicca uno con la scritta &#8220;Cambia o muori&#8221;. Per molti attivisti l’azione è un atto di ribellione in quanto, di fronte alla crisi climatica e all’inerzia dei governi, l’unica cosa che resta da fare è ribellarsi per la vita. E li vediamo lì, seduti sull’asfalto con le gambe incrociate, in attesa di smuovere qualcosa nelle istituzioni, a sacrificarsi per un bene più grande, senza nessuna forma di egoismo personale. Questi movimenti si sono diffusi in più di sessanta paesi, anche in Italia, dove hanno aderito persone di ogni estrazione sociale; dagli studenti ai pensionati, dagli psicologi agli insegnanti, dal Veneto alla Sicilia. Ribelli divisi in gruppi di lavoro, che si coordinano tra di loro, senza gerarchie né una struttura centralizzata. Molti amano paragonarsi a stormi di uccelli o ad alveari ma, al di là delle apparenze, l’obiettivo è uno ed uno soltanto: non arrendersi di fronte allo snobismo più totale da parte di chi sta al potere.</p>



<p>Ma per farne parte bisogna fare una scelta non negoziabile: la non violenza. Gli attivisti si servono della disobbedienza civile non violenta per far sentire la propria voce e avanzare tre richieste: verità, azione e assemblea cittadina. In Italia come in altri paesi, chiedono al Governo di dichiarare l’emergenza climatica ed ecologica, di agire per fermare la distruzione degli ecosistemi e della biodiversità e, allo stesso tempo, per portare le emissioni di gas serra allo zero netto entro il 2025. L’obiettivo ultimo è un’assemblea di cittadine e cittadini creata dal Governo per orientare le decisioni sulla giustizia climatica ed ecologica.</p>



<p>Possono non stare simpatici, creare disagi alle persone, mancare di rispetto ad infrastrutture e opere d’arte, ma sono comunque da apprezzare i loro vani tentativi di allungare l’insediamento umano sulla Terra. Parliamo anche di ragazzi di 19 – 20 anni che potrebbero benissimo starsene davanti ai videogiochi o pensare a fare shopping dalla mattina alla sera, tra una sigaretta e uno shottino, poltrendo sul divano o scatenandosi in discoteca. E invece no: decidono di scendere in campo, rischiando di essere picchiati o persino arrestati. Mettono in conto di essere odiati ma, in parte, è proprio questo il loro obiettivo. La rabbia è un segnale positivo, perché essa genera conflitto e disordine positivo che porta milioni di persone ad avviare discussioni sul clima, anche attraverso il confronto sulla legittimità delle azioni compiute dagli attivisti. Insomma, nel bene o nel male purché se ne parli.</p>



<p>Peccato che molti si concentrino non sul contenuto fattuale o logico di un’azione, ma sul modo in cui questa venga compiuta, ignorandone completamente l’utilità o lo scopo.</p>



<p class="has-text-align-center"><em>Articolo pubblicato</em> <em>su Il Quotidiano del Sud &#8211; L&#8217;Altravoce dei ventenni </em></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/ultima-generazione-ed-extinction-rebellion-quando-i-piu-giovani-scendono-in-campo-per-il-clima/">Ultima Generazione ed Extinction Rebellion, quando i più giovani scendono in campo per il clima</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ventiblog.com/ultima-generazione-ed-extinction-rebellion-quando-i-piu-giovani-scendono-in-campo-per-il-clima/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dall’attivismo al &#8220;performative activism&#8221;: ecco cos’è l’attivismo “negativo”</title>
		<link>https://ventiblog.com/dallattivismo-al-performative-activism-ecco-cose-lattivismo-negativo/</link>
					<comments>https://ventiblog.com/dallattivismo-al-performative-activism-ecco-cose-lattivismo-negativo/?noamp=mobile#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Giansiracusa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Sep 2021 04:03:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA POP]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[performative activism]]></category>
		<category><![CDATA[The Activist]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ventiblog.com/?p=29803</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’ondata di attivismo legata ad eventi con visibilità mondiale ha dato vita ad un dibattito sull’essenza di queste azioni. Ed ecco che si è cominciato quindi a parlare di performative activism. Il termine, che ha un’accezione negativa, si riferisce ad azioni fatte per aumentare il proprio capitale sociale piuttosto per vera devozione ad una specifica causa. Il termine ha cominciato a circolare in seguito alle proteste del movimento Black Lives Matter, la cui portata ha portato molta gente a chiedersi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/dallattivismo-al-performative-activism-ecco-cose-lattivismo-negativo/">Dall’attivismo al &#8220;performative activism&#8221;: ecco cos’è l’attivismo “negativo”</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L’ondata di attivismo legata ad eventi con visibilità mondiale ha dato vita ad un dibattito sull’essenza di queste azioni. Ed ecco che si è cominciato quindi a parlare di <em>performative activism</em>. <br>Il termine, che ha un’accezione negativa, si riferisce ad azioni fatte per aumentare il proprio capitale sociale piuttosto per vera devozione ad una specifica causa. </p>



<p>Il termine ha cominciato a circolare in seguito alle proteste del movimento Black Lives Matter, la cui portata ha portato molta gente a chiedersi come mai quegli incidenti in particolare abbiano portato alla mobilitazione di massa. La portata del BLM è da imputare interamente alla visibilità acquisita dalla causa anche grazie ai social media: striscioni, cartelli, murales, post e hashtag su instagram. <br>Il movimento del BLM aveva da parte sua ognuno di questi fattori. Però per quanto si sia parlato del BLM ci sono altrettante cause ignorate dai più, come gli atti di violenza contro le comunità asiatiche, il razzismo contro le persone appartenenti alle comunità native e il genocidio delle stesse, la persistente violazione dei diritti delle persone trans o, più in generale, appartenenti alla comunità LGBTQIA+.</p>



<p>Il termine è comparso nuovamente in seguito al Met Gala, dove celebrità di ogni calibro si sono esibite in attivismo sociale sfoggiando abiti, ad esempio, con messaggi provocatori. Sebbene queste frecciatine stilistiche siano state criticate per aver ostentato messaggi, spesso scritti, che avrebbero dovuto essere ovvi anche senza una chiave di lettura, lo sdegno generale si è generato, però, in seguito ad altre vicissitudini in cui sono coinvolte le star. &nbsp;&nbsp;</p>



<p>Il vero motivo per cui si è cominciato a parlare di <em>performative activism</em> come un vero e proprio problema della società moderna, infatti, è stato l’annuncio del programma americano intitolato “The Activist”, in cui l’attivismo si sarebbe trasformato in una gara a colpi di atti beneficienza per vincere il montepremi finale. Quando è uscita la notizia di chi avrebbe presentato lo show &#8211; Priyanka Chopra Jonas, Usher e Julianne Hough &#8211; la rosa dei nomi ha scatenato la rabbia generale. Le persone sui social si sono scagliate apertamente &#8211; come nel caso di Jameela Jamil, l’attrice, modella e attivista britannica – contro il budget del programma, tenendo conto soprattutto dell’erario dei presentatori, e contro l’idea stessa del programma, in quanto avrebbe portato all’annullamento totale di quello che è realmente l’attivismo nato per dedizione ad una causa e trasformandolo semplicemente in un espediente mediatico con un fine lucrativo. In seguito al backlashricevuto, l’emittente ha fatto un passo indietro, reinventando il programma e trasformandolo in un documentario incentrato sull’attivismo. Ma ormai il fanno era fatto e l’attenzione generale era stata catturata da questa accezione negativa dell’attivismo, portando a chiedersi, col senno di poi, quante persone famose siano effettivamente dedite ad una casa e quante, invece, lo facciano solo per migliorare la loro immagine pubblica.</p>



<p>L’uso sempre maggiore di questa forma di attivismo porta inoltre a chiedersi se, in un’epoca in cui la visibilità è il metodo di misura di ogni cosa, forme di attivismo meno ostentose possano ancora considerarsi valide.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p class="has-text-align-center"><em>Articolo pubblicato</em> <em>su Il Quotidiano del Sud &#8211; L&#8217;Altravoce dei ventenni </em></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/dallattivismo-al-performative-activism-ecco-cose-lattivismo-negativo/">Dall’attivismo al &#8220;performative activism&#8221;: ecco cos’è l’attivismo “negativo”</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ventiblog.com/dallattivismo-al-performative-activism-ecco-cose-lattivismo-negativo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
