<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Ripartenze &#8211; 31/08/2020 &#8211; Venti Blog</title>
	<atom:link href="https://ventiblog.com/ripartenze-31-08-2020/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://ventiblog.com</link>
	<description>La voce dei Ventenni</description>
	<lastBuildDate>Sat, 20 May 2023 09:09:20 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.6.15</generator>
	<item>
		<title>Come affrontare la ripresa: lo smart working negli studi professionali</title>
		<link>https://ventiblog.com/come-affrontare-la-ripresa-lo-smart-working-negli-studi-professionali/</link>
					<comments>https://ventiblog.com/come-affrontare-la-ripresa-lo-smart-working-negli-studi-professionali/?noamp=mobile#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mario Mendillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Sep 2020 05:45:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[LAVORO]]></category>
		<category><![CDATA[Ripartenze - 31/08/2020]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://ventiblog.com/?p=24142</guid>

					<description><![CDATA[<p>Quanto e come il mondo del lavoro risenta dell’approccio Smart &#8211; come si suol dire &#8211; lo scopriremo solo vivendo. E tuttavia, dello “smart working” non si parla da marzo di quest’anno, quando la crisi legata al Covid-19 ne ha comportato l’imposizione, bensì si tratta di un argomento già da tempo discusso da lavoristi ed esperti di economia comportamentale e sociologia. Il lavoro agile è stato infatti definito nell’ordinamento italiano, ben prima di questo autunno (L. n. 81/2017), come “una [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/come-affrontare-la-ripresa-lo-smart-working-negli-studi-professionali/">Come affrontare la ripresa: lo smart working negli studi professionali</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div class="wp-block-cover" style="background-image:url(http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2020/07/4-1.png)"><div class="wp-block-cover__inner-container">
<p class="has-text-align-center has-large-font-size"></p>
</div></div>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="has-drop-cap">Quanto e come il mondo del lavoro risenta dell’approccio Smart &#8211; come si suol dire &#8211; lo scopriremo solo vivendo. E tuttavia, dello “smart working” non si parla da marzo di quest’anno, quando la crisi legata al Covid-19 ne ha comportato l’imposizione, bensì si tratta di un <a href="http://ventiblog.com/come-lo-smart-working-puo-cambiare-il-paese-gli-stili-di-vita-e-il-territorio/" target="_blank" aria-label="undefined (apri in una nuova scheda)" rel="noreferrer noopener">argomento</a> già da tempo discusso da lavoristi ed esperti di economia comportamentale e sociologia.</p>



<p>Il lavoro agile è stato infatti definito nell’ordinamento italiano, ben prima di questo autunno (L. n. 81/2017), come “<em>una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato stabilita mediante accordo tra le parti, anche con forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi e senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, con il possibile utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell&#8217;attività lavorativa</em>”.</p>



<p>Certo, tale definizione appare riduttiva &#8211; soprattutto nel contesto odierno &#8211; per via della limitazione alle ipotesi di “lavoro subordinato”. Tanto è vero che, nel corso degli anni, molti studi hanno mirato ad ampliarne la nozione, fino a ricomprendervi qualsiasi modalità di lavoro che si discosti dai tradizionali vincoli di luogo ed orario correlati all’espletamento delle mansioni lavorative.</p>



<p>Ciò risulta evidente nel panorama odierno, soprattutto per quanto attiene agli studi professionali.</p>



<p>Parliamo, infatti, di studi dove &#8211; per lo più &#8211; i professionisti lavorano in regime di partita IVA, quindi in regime autonomo; modello rivoluzionato, seppur “forzatamente”, in ragione della pandemia sin dal D.P.C.M. dell’11 marzo 2020.</p>



<p>Per comprendere meglio il fenomeno, può essere utile ricorrere ad un interessante dato numerico, che ne evidenzia l’incremento.</p>



<p>A partire dal 2012, l’Osservatorio sullo Smart Working del Politecnico di Milano si occupa di studiare i dati sul lavoro agile e, relativamente all’anno 2019 – quindi poco prima dello scoppio della pandemia – erano quasi 500mila gli smart workers attivi in Italia, essenzialmente concentrati (circa il 60%) nelle imprese medio-grandi. Il 20% in più rispetto al 2018 e quasi il 2% dei lavoratori totali.</p>



<p>Lo stesso Osservatorio, non appena diffusasi la pandemia, ha rielaborato i dati, che oggi denotano con chiarezza come il lavoro agile si sia diffuso ampiamente anche nel settore terziario, in particolar modo negli studi professionali, principalmente negli studi di commercialisti ed avvocati.</p>



<p>Circa un terzo dei professionisti attivi in questo settore ha iniziato ad utilizzare le modalità di lavoro agile già prima del D.P.C.M. di marzo e ciò non dovrebbe stupire, se si considera che – in genere – i titolari degli studi di questo tipo, sostanzialmente, sono smart workers a tutto tondo.</p>



<p>Il lavoro di un professionista autonomo si svolge spesso e volentieri al di fuori dei vincoli di luogo e di orario, a volte anche nei giorni festivi, così come – specularmente – è ben possibile che lo stesso professionista, in periodi di minor carico di lavoro, possa operare in maniera più “flessibile” anche in giorni non comunemente intesi come ‘di ferie’.</p>



<p>I potenziali vantaggi di tale modello sono confermati da studi e indagini statistiche, quali ad esempio l’ultimo rapporto di PwC Italia “Smart working e coworking, verso un nuovo modello di lavoro” o le ricerche condotte dal Centro Studi Dondena dell’Università Bocconi, che evidenziano come l’introduzione del modello di smart working comporti evidenti benefici in termini di aumento di produttività e minori assenze dei lavoratori.</p>



<p>Senza contare che lo smart working consente di conciliare la vita professionale con quella familiare, di ottenere maggiore spazio per altri impieghi (anche redditizi), attività sportive o di volontariato, corsi di formazione, ecc.</p>



<p>Non solo: non è possibile non citare anche tutti quegli effetti c.d. indiretti positivi derivanti dall’introduzione del lavoro agile. L’emissione degli agenti inquinanti, ad esempio, o del traffico cittadino ad esse strettamente connesso, o dei risparmi in termini di energia elettrica, di carta stampata e di consumi derivanti dal riscaldamento/raffreddamento degli uffici.</p>



<p>Gli stessi studi, tuttavia, notano che – spesso &#8211; a rendere difficile l’introduzione del modello sono lo scarso interesse e/o la resistenza dei datori di lavoro e, soprattutto, la difficoltà a ‘digitalizzare’ determinate attività.</p>



<p>Tali problemi, tuttavia, possono essere superati o con l’alternanza del tempo tra lavoro da remoto e lavoro in presenza durante la settimana lavorativa o, come sperimentato di recente in Finlandia, con la riduzione da cinque a quattro dei giorni lavorativi, cosicchè le due ‘frazioni’ della settimana – quella lavorativa e quella non lavorativa – arriverebbero quasi a pareggiarsi, consentendo da una parte il già citato aumento di produttività e, dall’altra, la possibilità di assicurare anche la prosecuzione di tutte quelle attività non digitalizzate (o difficilmente digitalizzabili).</p>



<p>Certamente, non sono da sottovalutare gli eventuali impatti negativi dello smart working, che molti professionisti hanno già sperimentato durante il Covid: il lavoro a distanza può comportare un’alienazione del lavoratore, connessa alla difficoltà di separare la dimensione professionale da quella privata.</p>



<p>Ad ogni modo, questa difficile fase socioeconomica pone degli interrogativi e delle questioni che è giunta l’ora di affrontare. Non solo lo smart working, ma – ad esempio – il rapporto datore/lavoratore; gli effetti (ormai tristemente celebri) di un atavico digital divide; l’inevitabile sovrapposizione dei modelli di lavoro utilizzati nella P.A. (tradizionalmente un mondo a parte) a quelli delle imprese e degli studi privati; la ‘liquidità’ di orari e luoghi di lavoro; il co-working e via dicendo.</p>



<p>Insomma, alcune interessanti sfide da affrontare e nuovi scenari da analizzare, in una prospettiva di cambiamento generale dell’approccio al “lavoro” – estensivamente inteso – che inevitabilmente verrà rivoluzionato rispetto a come concepito sinora.</p>



<p class="has-text-align-center"><em>Articolo già pubblicato su Il Quotidiano del Sud – l’Altravoce dei Ventenni il 31/08/2020</em></p>



<div class="wp-block-cover has-background-dim" style="background-image:url(http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2020/07/4-1.png)"><div class="wp-block-cover__inner-container">
<p class="has-text-align-center has-white-color has-text-color has-large-font-size">Scopri gli altri articoli&nbsp;<a href="http://ventiblog.com/ripartenze-31-08-2020/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">QUI</a></p>
</div></div>



<p></p>



<p></p>



<p>Photo cover by <a href="https://magnet.me/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Magnet.me</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/come-affrontare-la-ripresa-lo-smart-working-negli-studi-professionali/">Come affrontare la ripresa: lo smart working negli studi professionali</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ventiblog.com/come-affrontare-la-ripresa-lo-smart-working-negli-studi-professionali/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ripartiamo dalla cultura</title>
		<link>https://ventiblog.com/ripartiamo-dalla-cultura/</link>
					<comments>https://ventiblog.com/ripartiamo-dalla-cultura/?noamp=mobile#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessia Martire]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2020 06:19:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA POP]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[Ripartenze - 31/08/2020]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://ventiblog.com/?p=23768</guid>

					<description><![CDATA[<p>L&#8217;evoluzione della cultura in Italia dopo il lockdown Da dove si riparte dopo, (o nonostante) il Covid19? Credo fermamente che la cultura in tutte le sue forme sia la risorsa dalla quale ripartire, perché come diceva il grande direttore d’orchestra Abbado: “La cultura è un bene primario come l&#8217;acqua: i teatri, le biblioteche e i cinema sono come tanti acquedotti.” Il mondo artistico ha subito una brusca e triste fermata d’arresto a causa del virus, e in tutto quell’universo sospeso, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/ripartiamo-dalla-cultura/">Ripartiamo dalla cultura</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2><strong><em>L&#8217;evoluzione della cultura in Italia dopo il lockdown</em></strong></h2>



<div class="wp-block-cover" style="background-image:url(http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2020/07/4-1.png)"><div class="wp-block-cover__inner-container">
<p class="has-text-align-center has-large-font-size"></p>
</div></div>



<p class="has-drop-cap">Da dove si riparte dopo, (o nonostante) il Covid19? Credo fermamente che la cultura in tutte le sue forme sia la risorsa dalla quale ripartire, perché come diceva il grande direttore d’orchestra Abbado: “<em>La cultura è un bene primario come l&#8217;acqua: i teatri, le biblioteche e i cinema sono come tanti acquedotti.</em>” Il mondo artistico ha subito una brusca e triste fermata d’arresto a causa del virus, e in tutto quell’universo sospeso, hanno perso linfa anche le nostre anime. Il confronto degli investimenti pubblici che l’Italia destina alla cultura rispetto al quadro europeo, rispecchia la visione di un Paese che non ha considerato realmente la cultura un valore di necessaria importanza.<strong> L’Italia è quartultima rispetto al PIL (0,8%), e terzultima per quanto riguarda la spesa pubblica totale (1,7%)</strong>. Un dato talmente basso e mortificante che sembra attribuire agli artisti una “patente di inutilità sociale”, come ha dichiarato l’attrice Elena Sofia Ricci in un discorso durante l’evento “Viva l’Italia” nell’aula del Senato. Eppure è stata proprio la musica ad unire tutti noi in un momento di solitudine assordante, a fare da antidoto a quei giorni che si rincorrevano immobili e tutti uguali, scanditi dagli strazianti dati del notiziario delle 18 che non avremmo mai voluto sentire. È stato nelle nostre case, nei micro universi costituiti dalle nostre stanze che tentavamo di confortarci attraverso letture consolanti e ascoltando le note familiari e rassicuranti delle nostre canzoni preferite. Perché quelle non poteva togliercele nessuno, sono e saranno sempre nostre, nei luoghi più profondi del nostro essere. Perché la cultura è una necessità da sempre per l’uomo, perché sotto Pericle, lo Stato giunse a corrispondere ai cittadini non abbienti il <strong>theorikón</strong>, (un’indennità in denaro) pur di consentire loro di assistere agli spettacoli, perché la cultura deve essere accessibile e fruibile da tutti, come ogni bene primario per un individuo. Ecco perché in una fase come questa, che deve caratterizzarsi come una fase di ricostruzione e di rilancio, l’Italia dovrebbe raggiungere le percentuali degli altri Stati europei negli investimenti pubblici in cultura. Non si parla solo di intrattenimento, come viene spesso definita la cultura, si tratta di lavoro e sostentamento per gli artisti, di cura e riguardo verso la propria anima, di un modo per sopravvivere alle fragilità e affrontare la vita con meno angoscia e più bellezza per chiunque. Il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini ha dichiarato che: “<em>Tutti i settori hanno sofferto duramente in questa crisi, ma il turismo e la cultura sono quelli che hanno pagato maggiormente le conseguenze dell’epidemia. Il decreto Rilancio prevede interventi per sostenere le imprese turistiche e culturali</em>”.  <strong>Il decreto Rilancio prevede un “pacchetto di norme per il rilancio della cultura</strong>”; istituisce un fondo di 210 milioni di euro per le imprese e le istituzioni culturali volto a sostenere il mondo del libro e dell’editoria, gli spettacoli, i grandi eventi, le fiere, i congressi e le mostre annullate a causa dell’emergenza Coronavirus e i musei. <strong>Il decreto prevede, inoltre, che siano destinati 100 milioni di euro ai musei del MiBACT per i mancati introiti a seguito delle chiusure obbligatorie e istituisce il “Fondo cultura, finalizzato a promuovere investimenti in favore del patrimonio culturale materiale e immateriale e aperto alla partecipazione di soggetti privati”.</strong> Sono previsti anche dei fondi a sostegno dell’industria cinematografica, degli spettacoli dal vivo online e in streaming. I voucher ricevuti come compensazione per gli spettacoli cancellati e per la chiusura di spazi espositivi potranno essere emessi fino al 30 settembre 2020. Secondo la Siae, quest’estate, le mancate royalties faranno perdere circa 200 milioni di euro e secondo quanto rilevato dalla FIMI (Federazione dell&#8217;Industria Musicale Italiana) le vendite di cd e vinili sono diminuite del 50%; tuttavia, si è registrato un aumento dello streaming online, dell’ascolto dei grandi classici, della musica per bambini e delle colonne sonore. Ed aumentano i concerti in streaming, tanto da far immaginare un futuro di concerti non più dal vivo, ma online. Sono invece già riaperti i cinema, (con le obbligatorie distanze da osservare) che secondo un sondaggio rappresentavano il momento di svago che più mancava agli italiani. Secondo una stima Istat, l’attività di tempo libero che più ha coinvolto gli italiani durante il lockdown riguarda la TV e la radio (93,6%). Il 62,9% ha invece utilizzato il tempo a disposizione per telefonare o videochiamare parenti e amici. Al terzo posto tra i passatempi, si colloca la lettura di libri, riviste e quotidianicon una percentuale del 62,6% della popolazione e ha riguardato di più gli uomini rispetto alle donne. Tra questi, solo il 36,6% si è dedicato alla lettura su cartaceo; è stata rilevata, tuttavia, un’elevata richiesta di audiolibri ed ebook. Ad ogni modo, durante il lockdown si è verificato un crollo della domanda nell’acquisto di libri, persino chi leggeva oltre 12 libri l’anno, ha ridotto la frequenza nella lettura. <strong>Come i concerti dal vivo si trasformeranno in eventi fruibili online, anche i libri in versione cartacea stanno lasciando il passo alla lettura digitale; dunque l’epidemia ha aperto la strada alle  nuove modalità con cui, in futuro, prenderanno vita passatempi e passioni. </strong>Per quanto riguarda la letteratura, illustri pensatori ritengono che il genere che più avrà successo dopo il confinamento, sarà il gotico: perché è angosciante e sublime e induce l’uomo a riflessioni profonde sul vuoto, sul mistero e sulla natura. Perché il romanzo gotico nacque come contrapposizione all’Illuminismo e alla sua razionalità, per indurre il lettore a spazzare via il logico e ad abbandonarsi solo alle sue sensazioni. Un po’ come è accaduto a noi, piombati nell’imprevedibile, nella nostra dimensione più pura ed essenziale a dover fare i conti con le sensazioni primordiali come la paura, a doverci mettere a nudo senza poter imbrogliare noi stessi. <strong>Che resti allora solo ciò che è davvero essenziale, che si elimini il superfluo, che si dia spazio a tutte le forme di arte che riescano a superare ogni limite di tempo.</strong></p>



<p class="has-text-align-center"><em>Già pubblicato su L&#8217;Altravoce dei Ventenni-Quotidiano del Sud 31/08/2020   </em></p>



<div class="wp-block-cover has-background-dim" style="background-image:url(http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2020/07/4-1.png)"><div class="wp-block-cover__inner-container">
<p class="has-text-align-center has-white-color has-text-color has-large-font-size">Scopri gli altri articoli <a href="http://ventiblog.com/ripartenze-31-08-2020/" target="_blank" aria-label="undefined (apri in una nuova scheda)" rel="noreferrer noopener">QUI</a></p>
</div></div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/ripartiamo-dalla-cultura/">Ripartiamo dalla cultura</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ventiblog.com/ripartiamo-dalla-cultura/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Napoli (S)velata</title>
		<link>https://ventiblog.com/napoli-svelata/</link>
					<comments>https://ventiblog.com/napoli-svelata/?noamp=mobile#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Tania Rea]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2020 05:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[INIZIATIVE]]></category>
		<category><![CDATA[Ripartenze - 31/08/2020]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://ventiblog.com/?p=24080</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le iniziative culturali dell&#8217;autunno, come riparte la città di Pulcinella tra teatro, letteratura e arte. A seguito della pandemia, momento di grande confusione e lutto, si è fatta strada una grande voglia di cercare nuove modalità di vita associata e produttiva. La città di Napoli ha deciso di ripartire dalla cultura e dal turismo, dando sostegno ad un compartimento che soprattutto negli ultimi anni, prima dell’emergenza sanitaria, aveva visto una crescita esponenziale, ma che purtroppo è stato tra quelli più [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/napoli-svelata/">Napoli (S)velata</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3>Le iniziative culturali dell&#8217;autunno, come riparte la città di Pulcinella tra teatro, letteratura e arte.</h3>



<div class="wp-block-cover" style="background-image:url(http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2020/07/4-1.png)"><div class="wp-block-cover__inner-container">
<p class="has-text-align-center has-large-font-size"></p>
</div></div>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="has-drop-cap">A seguito della pandemia, momento di grande confusione e lutto, si è fatta strada una grande voglia di cercare nuove modalità di vita associata e produttiva.</p>



<p>La città di Napoli ha deciso di ripartire dalla cultura e dal turismo, dando sostegno ad un compartimento che soprattutto negli ultimi anni, prima dell’emergenza sanitaria, aveva visto una crescita esponenziale, ma che purtroppo è stato tra quelli più colpiti e che oggi più di altri risente non solo delle conseguenze del <em>lockdown</em>, ma anche delle misure di sicurezza attualmente in vigore.</p>



<p>“Estate 2020” è il programma che, con grande entusiasmo, è stato presentato lo scorso 15 luglio dal Sindaco De Magistris e dall’Assessore alla cultura e al turismo del Comune di Napoli Eleonora de Majo, i quali hanno dichiarato di voler riaprire gli spazi della cultura al fine di seminare occasioni di socialità culturale in tutti i quartieri della città, puntando sugli artisti locali e nazionali, e di voler rilanciare il turismo, passando anche per dei grandi eventi da svolgersi nel rispetto delle normative in grandi spazi preferendo l&#8217;ingresso gratuito.</p>



<p>Un’estate all’insegna del protagonismo dei territori, della trasversalità e della eterogeneità, della proposta e del coinvolgimento di professionisti del mondo dello spettacolo: “<em>Sosteniamo la cultura, diffondiamo la bellezza</em>” è il <em>claim</em> di quest’estate, e non solo, tutta napoletana.</p>



<p>&nbsp;L&#8217;Assessorato è riuscito a costruire un lungo e articolato cartellone di eventi che va avanti ormai dalla metà di luglio e continuerà sino ai primi di ottobre, tutte le sere, in diverse <em>location</em>, offrendo un&#8217;occasione di socialità culturale al pubblico e, allo stesso tempo, di lavoro alle lavoratrici e ai lavoratori dello spettacolo.&nbsp;Il tutto, ci tiene a precisare l’amministrazione, è frutto di una grande sinergia interistituzionale.</p>



<p>Tra gli eventi in programma ricordiamo quelli presso il Convento di San Domenico Maggiore, in cui si sono tenute, e sono ancora previste sino a ottobre, una serie di attività: dalle prove teatrali alla presentazione di libri, ancora, agli incontri con categorie professionali culturali e turistiche, per discutere dell’analisi del presente, della criticità del momento storico in cui viviamo e su come “rinnovarsi” in vista dell’imminente futuro, alle mostre, il tutto necessariamente all’aperto.&nbsp;</p>



<p>Inoltre, oltre 100 eventi in diversi luoghi della città sono stati previsti nel programma “ARTerie” fino a settembre.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Il titolo del progetto non è affatto un caso, anzi, esso rimanda all’immagine della diramazione dei vasi sanguigni, metafora con cui si fa riferimento alla finalità del progetto in questione, il quale consiste – appunto- nella messa in circolazione di idee e arte, direttamente dal cuore pulsante del Maschio Angioino ai vari luoghi della città, che viene in considerazione come un solo ed unico grande corpo.</p>



<p><br>Dallo scorso 23 luglio fino al prossimo 6 settembre si tiene nella Cappella Palatina “<strong><em>Un’idea di India”. </em></strong>Sono esposte alcune coinvolgenti opere fotografiche nelle quali l’autore, Massimo Saretta, propone la propria visione dell’India maturata in numerosi anni di viaggi. Un percorso che ha permesso all’autore non solo di sviluppare le talentuose doti tecniche di fotografia ma, soprattutto, di vivere una ricerca personale di conoscenza della cultura e della spiritualità dell’India. L’evento è organizzato grazie alla collaborazione dell’Ambasciata dell’India in Italia a Roma e l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale.</p>



<p>Dal 7 agosto al 12 settembre&nbsp;è in programma la mostra ha come protagonisti quattro artisti: il fotografo Enrico&nbsp;Grieco, il pittore Mario Serra e i Maestri ceramisti Giampiero Di Lello ormai scomparso &nbsp;e Raffaella Savastano che ha continuato il suo lavoro: “<strong><em>Materia Dinamizzata”</em></strong><br>Il titolo si ricollega alla &nbsp;materia con cui gli artisti&nbsp;realizzano l&#8217;opera, infatti è dinamizzata sia nelle opere che negli eventi che accompagneranno la mostra.<br>Nell’ambito dell’evento, a cura de Il Cantuccio della ceramica, saranno realizzati eventi di danza contemporanea in cui i danzatori si muoveranno all&#8217;interno dello spazio espositivo.</p>



<p>Dal 14 settembre al 18 ottobre, invece, si terrà la terza Edizione della Rassegna di Arte Contemporanea promossa dalla Curia di Napoli per la ricorrenza di San Gennaro:<strong><em> “Il Senso del Sacro, D’improvviso un altro mondo</em></strong>”</p>



<p>La pandemia che ci ha travolti inaspettatamente, ha messo a dura prova l’umana fragilità, tema predittivo dello scorso anno. Ma “la visione di un futuro diverso, plasmato dall’utopia della speranza è la grande promessa, che prima di farsi categoria politica, deve tradursi in immagine, figura, narrazione artistica” &#8211; così padre Adolfo Russo scrive agli artisti, invitandoli a rappresentare la difficile ora della nostra storia.&nbsp;</p>



<p>Questi e ancora altri sono gli eventi in programma fino ad ottobre, il calendario, consultabile sul sito del Comune, è ricco di altre iniziative culturali che comprendono anche la proiezione di film, una serie di concerti di musica da ascolto e di rappresentazioni teatrali e mostre.&nbsp;</p>



<p>Tutti i cittadini possono in questo modo disporre di uno spazio culturale nelle vicinanze del loro quartiere di residenza, in cui incontrarsi e assistere a spettacoli in tutta sicurezza.<br>Tutti gli spettacoli sono gratuiti al pubblico, il quale però deve obbligatoriamente prenotarsi online sul sito del Comune di Napoli, in modo da accedere agli spettacoli solo dotandosi del voucher di prenotazione, fino ad esaurimento dei posti. E tu, che aspetti?</p>



<p class="has-text-align-center"><em>Articolo già pubblicato su Il Quotidiano del Sud – l’Altravoce dei Ventenni il 31/08/2020</em></p>



<div class="wp-block-cover has-background-dim" style="background-image:url(http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2020/07/4-1.png)"><div class="wp-block-cover__inner-container">
<p class="has-text-align-center has-white-color has-text-color has-large-font-size">Scopri gli altri articoli&nbsp;<a href="http://ventiblog.com/ripartenze-31-08-2020/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">QUI</a></p>
</div></div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/napoli-svelata/">Napoli (S)velata</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ventiblog.com/napoli-svelata/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Un’occasione per creare una scuola e un mondo davvero inclusivo</title>
		<link>https://ventiblog.com/unoccasione-per-creare-una-scuola-e-un-mondo-davvero-inclusivo/</link>
					<comments>https://ventiblog.com/unoccasione-per-creare-una-scuola-e-un-mondo-davvero-inclusivo/?noamp=mobile#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrichetta Alimena]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Sep 2020 04:36:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AMBIENTE]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[Ripartenze - 31/08/2020]]></category>
		<category><![CDATA[STUDIO]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[FIABA]]></category>
		<category><![CDATA[inclusione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://ventiblog.com/?p=23775</guid>

					<description><![CDATA[<p>La chiusura delle scuole durante il lockdown ha costretto le famiglie a riorganizzare le giornate tra lavoro, didattica a distanza e sostegno familiare. Questi cambiamenti sono stati ancora più drastici per le famiglie con bambini e ragazzi con disabilità: la scuola è infatti al centro del percorso di inclusione sociale e a volte unico luogo di crescita e di inclusione. A darci un&#8217;idea più chiara è un&#8217;indagine portata avanti da Dario Janes, professore di pedagogia e didattica speciale all&#8217;università di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/unoccasione-per-creare-una-scuola-e-un-mondo-davvero-inclusivo/">Un’occasione per creare una scuola e un mondo davvero inclusivo</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div class="wp-block-cover" style="background-image:url(http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2020/07/4-1.png)"><div class="wp-block-cover__inner-container">
<p class="has-text-align-center has-large-font-size"></p>
</div></div>



<p class="has-drop-cap">La chiusura delle scuole durante il lockdown ha costretto le famiglie a riorganizzare le giornate tra lavoro, didattica a distanza e sostegno familiare. Questi cambiamenti sono stati ancora più drastici per le famiglie con bambini e ragazzi con disabilità: la scuola è infatti al centro del percorso di inclusione sociale e a volte unico luogo di crescita e di inclusione.</p>



<p>A darci un&#8217;idea più chiara è un&#8217;indagine portata avanti da Dario Janes, professore di pedagogia e didattica speciale all&#8217;università di Bolzano e co-fondatore del centro studi Erickson che, insieme all&#8217;università di Trento, all&#8217;università LUMSA di Roma e alla Fondazione Agnelli, ha somministrato un questionario sul tema al personale docente, con circa 3.170 risposte valide per la maggior parte (circa il 70 % ) da parte di insegnanti di sostegno.<br>Dall&#8217;indagine emerge che il 26 % degli studenti con disabilità non ha usufruito della didattica a distanza, mentre per il 10 % non era adattabile alle esigenze degli studenti con disabilità. La didattica a distanza invece ha avuto buoni risultati per il 44 % del campione, con un 20% di studenti che è riuscito ad avere una DAD individualizzata con l&#8217;insegnante di sostegno.</p>



<p>Il sondaggio allarga poi lo sguardo chiedendo se durante il periodo del lockdown ci fosse stato un peggioramento nelle capacità comunicative e relazionali e di autonomia degli alunni con disabilità: più del 50 % ha risposto sì. Questi dati rendono evidente che, nel caso in cui nella ripresa di settembre ci siano delle turnazioni, sarà necessario che gli alunni con disabilità abbiano una priorità nella presenza a scuola.</p>



<p>La collaborazione tra insegnanti e famiglie è stata molto positiva; quella che invece non ha funzionato è la collaborazione con attori esterni: servizi sociali, assistenti alla comunicazione e all&#8217;autonomia. Scarsa è stata la collaborazione tra compagni, con e senza disabilità: così è stata proposta la creazione di piccoli gruppi di lavoro, da 3 o 5 studenti, che possano aiutare a far riemergere il contesto inclusivo che si è perso durante il periodo di lockdown.</p>



<p>La ripresa delle attività didattiche per gli alunni con disabilità ha acceso il dibattito tra associazioni, esperti e Istituzioni: in particolare, raccolgo l&#8217;appello del Dipartimento Scuola FIABA (Fondo Italiano Abbattimento Barrire Architettoniche) che è parte della consulta delle associazioni dell&#8217;Osservatorio Permanente sull&#8217;inclusione.</p>



<p>L&#8217;associazione FIABA, insieme a organizzazioni come FISH (Federazione Italiana Superamento dell&#8217;Handicap), chiede l&#8217;adeguamento degli edifici e degli spazi anche esterni con l&#8217;abbattimento delle barriere architettoniche ancora presenti, promuovendo un ambiente davvero inclusivo attraverso l&#8217;adozione del c.d. Universal Designer, il criterio di accessibilità per tutti. A questo proposito ricordiamo le polemiche sorte riguardo i nuovi banchi singoli a rotelle voluti dalla Ministra dell&#8217;Istruzione Azzolina per favorire il rispetto delle misure di distanziamento fisico e che, a detta della stessa, favorirebbero il lavoro di gruppo e gli spostamenti degli studenti. L&#8217;iniziativa vede la contrarietà delle associazioni, poiché i banchi non risultano adatti a chi ha una ridotta mobilità – anzi le rotelle sono in questi casi molto pericolose – e a tutti quegli studenti con autismo,&nbsp; con deficit di attenzione o altre difficoltà&nbsp; relazionali.&nbsp; A portare all&#8217;attenzione il tema è stato anche l&#8217;attivista Iacopo Melio, promotore dell&#8217;iniziativa a favore dell&#8217;accessibilità <em>Vorreiprendereuntreno</em>, che ha definito questo tipo di banchi: “I meno inclusivi del mondo”.</p>



<p>Le associazioni chiedono inoltre il pieno inserimento nell&#8217;organico MUR degli assistenti alla comunicazione e all&#8217;autonomia, figure professionali non valorizzate ma essenziali per il supporto degli studenti con disabilità sensoriali, prevista peraltro dalla legge 104, legge quadro sull&#8217;handicap all&#8217;art. 13.</p>



<p>Una proposta di legge in merito è stata presentata da organizzazioni come FAND e FRST, in cui si chiede chiarezza sulla loro funzione, il percorso formativo, il trattamento economico e il pieno riconoscimento di queste professionalità affinché entrino a pieno titolo nella scuola per supportare al meglio i ragazzi con disabilità nel loro percorso di crescita e di autodeterminazione.</p>



<p>Per far fronte alla situazione vissuta dagli studenti con disabilità, nel decreto scuola è stato approvato il reinserimento dell&#8217;alunno con disabilità alla classe precedente: si può prevedere quindi una bocciatura nel caso in cui ci sia una richiesta motivata dalla famiglia, un parere positivo del consiglio di classe e del gruppo di lavoro sull&#8217;inclusione. La legge, proposta dal parlamentare di Italia Viva Davide Faraone, risponde a una richiesta venuta dalle famiglie che hanno visto regredire i loro figli non solo sotto il profilo delle conoscenze, ma anche per quello che riguarda l&#8217;aspetto della comunicazione e dell&#8217;autonomia.</p>



<p>Questa misura emergenziale, valevole solo per l&#8217;anno scolastico appena passato, non trova d&#8217;accordo studiosi come Janes che pongono l&#8217;accento sulla perdita del gruppo dei compagni e di un sistema di relazioni faticosamente costruito. Bisogna quindi fare molta attenzione ed esaminare ogni singola situazione. Janes sottolinea inoltre come la necessità di prolungare la presenza nella scuola degli studenti con disabilità sia la conseguenza di un contesto sociale non inclusivo, che vede le persone con disabilità, una volta uscite dal contesto formativo, spesso abbandonate a se stesse, alle loro famiglie o costrette a vivere in strutture segreganti, dove perdono le capacità relazionali e di autonomia accquisite nel contesto scolastico.</p>



<p>Ancora una volta ci troviamo di fronte all&#8217;esigenza di pensare ai soggetti con disabilità nella loro globalità, cioè come persone che devono vivere in un contesto che permetta loro di costruire il proprio percorso di vita. Per far sì che queste non rimangano solo parole vuote, c&#8217;è bisogno di potenziare i servizi territoriali e i progetti di autonomia e vita indipendente.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center has-small-font-size"><em>Già pubblicato su L&#8217;Altravoce dei Ventenni-Quotidiano del Sud 31/08/2020   </em></p>



<div class="wp-block-cover has-background-dim" style="background-image:url(http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2020/07/4-1.png)"><div class="wp-block-cover__inner-container">
<p class="has-text-align-center has-large-font-size">Scopri gli altri articoli <a href="http://ventiblog.com/ripartenze-31-08-2020/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">QUI</a></p>
</div></div>



<p class="has-text-align-center has-small-font-size"><em>                       </em></p>



<p class="has-text-align-center has-small-font-size"><em>     </em></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/unoccasione-per-creare-una-scuola-e-un-mondo-davvero-inclusivo/">Un’occasione per creare una scuola e un mondo davvero inclusivo</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ventiblog.com/unoccasione-per-creare-una-scuola-e-un-mondo-davvero-inclusivo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La possibilità di investire, la paura di farlo male</title>
		<link>https://ventiblog.com/la-possibilita-di-investire-la-paura-di-farlo-male/</link>
					<comments>https://ventiblog.com/la-possibilita-di-investire-la-paura-di-farlo-male/?noamp=mobile#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rocco Stirparo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Sep 2020 04:25:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[PUNTI DI VISTA]]></category>
		<category><![CDATA[Ripartenze - 31/08/2020]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://ventiblog.com/?p=24008</guid>

					<description><![CDATA[<p>“Ora avremo una grande responsabilità: con 209 miliardi abbiamo la possibilità di far ripartire l&#8217;Italia con forza e cambiare volto al Paese. Ora dobbiamo correre.” Questa frase, pronunciata da Conte subito dopo l’ufficializzazione dei fondi Europei per la ripresa (Recovery fund), racchiude completamente la grandezza di questo evento e le responsabilità che ne conseguono. Difatti, 209 miliardi di investimenti sono una cifra enorme. Potremmo costruire 50 ponti sullo stretto di Messina, potremmo pagare per 20 anni il reddito di cittadinanza [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/la-possibilita-di-investire-la-paura-di-farlo-male/">La possibilità di investire, la paura di farlo male</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div class="wp-block-cover" style="background-image:url(http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2020/07/4-1.png)"><div class="wp-block-cover__inner-container">
<p class="has-text-align-center has-large-font-size"></p>
</div></div>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>“<em>Ora avremo una grande responsabilità: con 209 miliardi abbiamo la possibilità di far ripartire l&#8217;Italia con forza e cambiare volto al Paese. Ora dobbiamo correre</em>.”</p></blockquote>



<p class="has-drop-cap">Questa frase, pronunciata da Conte subito dopo l’ufficializzazione dei fondi Europei per la ripresa (Recovery fund), racchiude completamente la grandezza di questo evento e le responsabilità che ne conseguono. Difatti, 209 miliardi di investimenti sono una cifra enorme. Potremmo costruire 50 ponti sullo stretto di Messina, potremmo pagare per 20 anni il reddito di cittadinanza oppure potremmo regalare 3000 euro ad ogni singola persona sul suolo italiano. È quel genere di investimento che non ti lascia scuse, se non quella di aver sbagliato ad usarli. È un po’ come una squadra di calcio dopo una campagna acquisti faraonica: se non vince tutto, e bene, viene comunque considerata reduce da una stagione fallimentare.</p>



<p>Ma il problema principale non è tanto la responsabilità che grava nel governo quanto la discussione su come utilizzare questi fondi.</p>



<p>L’unione Europea ha già fatto sapere qual è la sua agenda per l’Italia e come si aspetta che questi fondi vengano investiti. I sette punti principali sono: Salute; Liquidità per imprese; Occupazione; Efficienza dei settori amministrativo/giudiziario; Crescita sostenibile; Transizione verde e trasformazione digitale. A prescindere dall’esser d’accordo o meno con l’agenda Europea, la realtà è che non abbiamo molta scelta. Infatti, questi fondi devono comunque passare attraverso la Commissione Europea ed inoltre esiste una s<a href="https://www.money.it/Freno-di-emergenza-Recovery-Fund-cos-e-come-funziona">orta di freno di emergenza</a> che può fermarne l’erogazione qualora uno stato si spostasse dagli obiettivi richiesti. Tuttavia, l’agenda ha dei temi cosi vasti e generali da permettere una grande libertà di manovra agli stati stessi.</p>



<p>Quindi, come investire questi fondi? Innanzitutto, sembra ovvio che la prima voce in capitolo spetti alla salute pubblica. Ci sono e ci saranno ancora ingenti spese da fare e non parliamo soltanto dei test, farmaci e vaccinazioni anti-COVID19. Questa pandemia ha difatti sottolineato, per chi non se ne fosse accorto, le tante criticità del settore sanitario italiano, che comunque resta all’avanguardia per molti aspetti. Una su tutte, forse sarebbe il caso di risolvere il problema della carenza di medici specializzati.</p>



<p>A seguire, un altro punto critico che questa pandemia ha evidenziato, aprendo le strade a parecchie opportunità, è la trasformazione digitale. Dalle lezioni scolastiche online, passando per lo smartworking o le consegne di cibo e spesa a domicilio, si è capita l’importanza della digitalizzazione italiana. Siamo ancora molto impreparati, sia a livello pubblico che privato. E in una nazione della nostra portata, ma soprattutto molto estesa e con infrastrutture non sempre ideali, l’innovazione digitale potrebbe davvero dare una spinta economica non indifferente. La digitalizzazione non deve spaventare il nostro “slow food”, l’artigianato di qualità o i prodotti made-in-Italy: è una grossa opportunità per aprirci a nuovi mercati e fasce d’età. Inoltre, dal punto di vista fiscale, potrebbe dare anche un grosso contributo alla lotta all’evasione.</p>



<p>Infine, l’occupazione. In Italia è un problema da anni, ormai. Soprattutto la disoccupazione <a href="https://www.open.online/2020/06/18/occupazione-giovanile-italia-sotto-la-media-europea-il-25-per-cento-under-25-ha-lavoro/">giovanile</a> e quella meridionale.</p>



<p>È da sottolineare che il governo si sta muovendo in alcune di queste direzioni. Nel <a href="https://www.repubblica.it/politica/2020/08/07/news/conte-264056991/?ref=RHPPTP-BH-I263967777-C12-P5-S1.8-T1">“decreto legge agosto”</a> approvato recentemente dal consiglio dei ministri, si annunciano misure straordinarie per il sud, l’occupazione, e la digitalizzazione dei pagamenti. È ancora presto per giudicare le misure, ma spero che si mantenga la direzione e si usi tutta la potenza di fuoco per migliorare questi aspetti fondamentali. E soprattutto, bisogna non solo agire bene, ma anche agire in fretta, perché la pandemia ha colpito duramente l’Italia e le risposte economiche son arrivate in colpevole ritardo.</p>



<p>Di questa cosa, il Presidente Conte ne è consapevole, e difatti, nella frase iniziale ha dichiarato “<em>Ora bisogna correre</em>”. </p>



<p>Noi siamo pronti, Presidente. L’importante è che però il governo ci dia la direzione migliore.</p>



<p class="has-text-align-center"><em>Articolo già pubblicato su Il Quotidiano del Sud – l’Altravoce dei Ventenni il 31/08/2020</em></p>



<div class="wp-block-cover has-background-dim" style="background-image:url(http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2020/07/4-1.png)"><div class="wp-block-cover__inner-container">
<p class="has-text-align-center has-large-font-size">Scopri gli altri articoli&nbsp;<a href="http://ventiblog.com/ripartenze-31-08-2020/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">QUI</a></p>
</div></div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/la-possibilita-di-investire-la-paura-di-farlo-male/">La possibilità di investire, la paura di farlo male</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ventiblog.com/la-possibilita-di-investire-la-paura-di-farlo-male/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Andrà tutto bene?</title>
		<link>https://ventiblog.com/andra-tutto-bene/</link>
					<comments>https://ventiblog.com/andra-tutto-bene/?noamp=mobile#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monica Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Aug 2020 04:12:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[POST-IT]]></category>
		<category><![CDATA[Ripartenze - 31/08/2020]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://ventiblog.com/?p=23711</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nei mesi di marzo e aprile, in piena pandemia, quando tutti eravamo chiusi in casa a trascorrere le nostre giornate, una frase riecheggiava in tv, in radio, sui cartelloni pubblicitari e sugli striscioni appesi ai balconi: “andrà tutto bene”. Sono passati diversi mesi da quelle lunghe giornate scandite dai bollettini delle Protezione civile delle 18, dai discorsi del Presidente del Consiglio e dalle attività casalinghe, è quasi passata una estate e il momento della ripartenza effettiva è alle porte. A [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/andra-tutto-bene/">Andrà tutto bene?</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">Nei mesi di marzo e aprile, in piena pandemia, quando tutti eravamo chiusi in casa a trascorrere le nostre giornate, una frase riecheggiava in tv, in radio, sui cartelloni pubblicitari e sugli striscioni appesi ai balconi: “<em>andrà tutto bene</em>”. Sono passati diversi mesi da quelle lunghe giornate scandite dai bollettini delle Protezione civile delle 18, dai discorsi del Presidente del Consiglio e dalle attività casalinghe, è quasi passata una estate e il momento della ripartenza effettiva è alle porte. A settembre riapriranno le scuole, molte attività faranno tornare in ufficio i lavoratori ancora in “smartworking” e ci si appresta a riprendere i ritmi  pre-pandemia o almeno così crediamo. Non  è andato  proprio tutto bene, non sappiamo come andrà nei prossimi mesi, banco di prova con il ritorno ad una vita semi-normale. Cosa ci aspetta in autunno? Ci ritroveremo di nuovo a cantare ai balconi? Attenderemo con ansia i discorsi trasmessi in tv del Presidente del Consiglio? A tutte queste domande non ci sono risposte certe. I dati fino ad ora sono dalla nostra parte, le misure rigide e i sacrifici hanno ripagato, abbiamo vissuto un’estate certamente più tranquilla rispetto ad altri Paesi, ma non possiamo mollare la presa, non possiamo abbassare la guardia. Settembre è sempre stato l’inizio ufficioso dell’anno, un secondo capodanno, che segna il ritorno alla vita normale dopo i lunghi mesi estivi di vacanze e relax, e quest’anno lo è ancora di più. Ci prepariamo ad iniziare un nuovo anno con tanti buoni propositi e tante speranze. In cima alla lista c’è sicuramente una ripresa economica, necessaria per andare a avanti a superare la crisi che ci accompagna da mesi. Migliaia sono le attività che non hanno più riaperto dopo il lockdown, alcune hanno provato a ripartire, ma si sono arrese di fronte alle spese ingenti e agli incassi incerti. Il famoso “<a href="http://ventiblog.com/come-lo-smart-working-puo-cambiare-il-paese-gli-stili-di-vita-e-il-territorio/">smartworking</a>”, che poi sarebbe più corretto chiamare lavoro da casa, accompagnerà ancora numerosi lavoratori per i prossimi mesi e molti si chiedono se sia valido davvero, altri quali siano gli effetti di questo nuovo modo di lavorare sull’economia delle grandi città, c’è chi sostiene che sia la nuova frontiera del mercato del lavoro e chi invece denuncia la mancanza di orari effettivi di lavoro che si ripercuotono sulla vita privata del lavoratore. La cosa certa è che si tratta di una cambiamento che ha segnato la fine del tradizionale lavoro in ufficio e come in tutte le rivoluzioni non si torna indietro.</p>



<p>La ripartenza più attesa, però, è sicuramente quella della scuola. Il ritorno sui banchi è previsto per la metà di settembre, con alcune eccezioni, e da mesi ormai gli istituti si stanno organizzando e stanno programmando questo nuovo inizio, dopo sei mesi di assenza dagli edifici scolastici, per consentire a tutti di tornare a vivere la scuola in sicurezza. Cosa aspettarsi dal ritorno in classe? Come ci si dovrà comportare? Come per il resto della vita sociale, il distanziamento fisico continuerà a scandire i rapporti e la mascherina ormai è accessorio immancabile quando si esce di casa. Se c’è una cosa che il Covid ci ha insegnato è che fare programmi a lunga scadenza spesso non conviene, bisogna vivere giorno per giorno. L’unica chiave per ripartire e ricostruire un futuro è l’impegno e la costanza, la serietà nello svolgere il proprio lavoro, qualunque esso sia, perché, come per costruire una casa stabile e resistente è necessario partire dalle fondamenta e dai pilastri portanti, così per ricostruire un Paese, è necessario partire dalla scuola, dalla formazione e dal lavoro di ognuno che come una goccia va a formare il mare.</p>



<div class="wp-block-cover has-background-dim" style="background-image:url(http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2020/07/4-1.png)"><div class="wp-block-cover__inner-container">
<p class="has-text-align-center has-white-color has-text-color has-large-font-size">Scopri gli articoli <a href="http://ventiblog.com/ripartenze-31-08-2020/" target="_blank" aria-label="undefined (apri in una nuova scheda)" rel="noreferrer noopener">QUI</a></p>
</div></div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/andra-tutto-bene/">Andrà tutto bene?</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ventiblog.com/andra-tutto-bene/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
