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Mi sono rotta le scatole.

La sessione di esami diventa puntualmente portatrice di male di vivere, angosce esistenziali, sensi di colpa per aver fatto lo sgambetto al tuo amichetto all’asilo.
Diventiamo sia ipersensibili, commuovendoci di fronte ad una scatola di cereali in offerta, oppure, siamo delle belve feroci perennemente sull’orlo di una crisi di nervi, sempre pronti a sbottare incavolati neri.
Sarà forse colpa della stanchezza, della frustrazione causata dalle centoventicinquemila ore passate col sedere sulla sedia senza alzarti neanche per andare in bagno.
Insomma, credo che per ciascuno di noi ci siano delle reazioni diverse, e stavolta, per me, la sessione di esami mi ha portata ad una constatazione molto semplice, lineare.
MI SONO ROTTA LE SCATOLE.
Come vi avevo detto prima, molti di noi reagiscono incazzandosi e diventando ipersensibili, e stavolta non è stato diverso, solo che alle mie infinite elucubrazioni mentali segue l’odio verso il mondo.
Quindi sì, mi sono propria rotta le scatole di un sacco di cose.
Ad esempio?

Sarebbe meglio se, anche io, mentre scrivo questo articolo, tenessi bene a mente queste cose.
Perché a lamentarci siamo bravi tutti, trovare il pelo nell’uovo è sempre facile, perché è come dare la colpa agli altri anziché a sé stessi.
Quindi, diciamo che è quello che ho appena fatto io..
.. Okay, cancelliamo tutto!

 

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