<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>youtube &#8211; Venti Blog</title>
	<atom:link href="https://ventiblog.com/tag/youtube/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://ventiblog.com</link>
	<description>La voce dei Ventenni</description>
	<lastBuildDate>Tue, 24 Oct 2023 08:17:26 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.6.16</generator>
	<item>
		<title>Tv, ascolti in caduta libera: gusti e alternative della Gen Z</title>
		<link>https://ventiblog.com/tv-ascolti-in-caduta-libera-gusti-e-alternative-della-gen-z/</link>
					<comments>https://ventiblog.com/tv-ascolti-in-caduta-libera-gusti-e-alternative-della-gen-z/?noamp=mobile#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Oct 2023 08:13:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[auditel]]></category>
		<category><![CDATA[mediaset]]></category>
		<category><![CDATA[Rai]]></category>
		<category><![CDATA[televisione]]></category>
		<category><![CDATA[Twitch]]></category>
		<category><![CDATA[youtube]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ventiblog.com/?p=34346</guid>

					<description><![CDATA[<p>Una delle poche certezze degli ultimi anni è che sempre più persone riescono a fare a meno del vecchio tubo catodico; una presa di posizione che coinvolge ogni fascia d’età, con un occhio di riguardo all’universo giovanile. Fiction, intrattenimento, reality, quiz: nessuna distinzione tra un format e l’altro. Tutto quello che offre la TV al giorno d’oggi non riesce a catturare l’attenzione di un boomer e neanche quella di un millennials, cresciuti a pane e televisione. Figuriamoci, quindi, quella della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/tv-ascolti-in-caduta-libera-gusti-e-alternative-della-gen-z/">Tv, ascolti in caduta libera: gusti e alternative della Gen Z</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">Una delle poche certezze degli ultimi anni è che sempre più persone riescono a fare a meno del vecchio tubo catodico; una presa di posizione che coinvolge ogni fascia d’età, con un occhio di riguardo all’universo giovanile. Fiction, intrattenimento, reality, quiz: nessuna distinzione tra un format e l’altro. Tutto quello che offre la TV al giorno d’oggi non riesce a catturare l’attenzione di un boomer e neanche quella di un millennials, cresciuti a pane e televisione. Figuriamoci, quindi, quella della generazione Z, vissuta al tempo dei social e dello streaming.</p>



<p>Il calo d’ascolti degli ultimi anni è tangibile ed insindacabile; un regresso che, anno dopo anno, ha visto un crollo progressivo, come dimostrato dai numeri rivelati da Agcom. Gli ascolti TV medi giornalieri del primo trimestre del 2023 mostrano, rispetto al corrispondente periodo del 2022, una flessione del 5,8% (da 9,61 a 9,06 milioni) nel giorno medio; un simile andamento (-5,5%) si registra anche per la fascia oraria del prime time (da 22,23 a 21,02 milioni di spettatori). L&#8217;Agcom, inoltre, ampliando l&#8217;arco temporale dell&#8217;analisi, segnala come gli ascolti del 2023 si siano ridotti di 2,73 milioni (-11,5%) nel prime time e di 1,00 milioni (-9,9%) nel giorno medio rispetto al corrispondente valore del primo trimestre 2019, a testimonianza del crescente gradimento da parte del pubblico dell&#8217;offerta in streaming di contenuti video.</p>



<p>Nei primi tre mesi dell&#8217;anno, nel giorno medio, la Rai guida la classifica con 3,55 milioni di telespettatori (39,2% di share), seguita da Mediaset con 3,40 milioni (37,5%), mentre maggiormente distanziati risultano Discovery (690 mila), Comcast/Sky (630 mila) e Cairo Communication/La7 (340 mila). Quanto ai principali canali dei gruppi considerati (Rai 1, Rai 2, Rai 3, Rete 4, Canale 5, Italia 1, La7, TV8 e Nove), complessivamente nel giorno medio, su base annua, si registra una diminuzione di 540mila spettatori (da 6,57 a 6,04 milioni, pari a una riduzione dell’8,2%), con flessioni non marginali per La7 (-22,7%), Rete 4 (-16,5%) e Rai 3 (-13,4%).</p>



<p>Numeri considerevoli che rispecchiano al contempo la scarsa proposta di una televisione incapace di rimodernarsi e imboccare nuove strade. Teo Mammucari, non a caso, nelle scorse settimane esordiva così: “Ho avuto il coraggio di lasciare Mediaset, Le Iene e Tu sì Que Vales. Quanti lo farebbero? Eppure qualcuno pensa che io sia stato mandato via. No, non posso lavorare dove non si fa niente di nuovo da 30 anni”. Come dargli torto.</p>



<p>Basti pensare che gli unici programmi che dovrebbero, in qualche modo, attrarre il mondo giovanile sono Il collegio, il Grande Fratello e Temptation Island, famosi per la finzione che propongono. Il resto è un miscuglio di comizi politici trapiantati in televisione che hanno lo scopo di scatenare diatribe tra i vari partiti. Si salvano soltanto tutti quei programmi che indagano su persone scomparse o delitti irrisolti, ma capite bene che i giovani necessitano di un po’ di sana leggerezza. Leggerezza che prima riusciva ad offrire Italia 1, oggi luogo di serie TV mandate in replica in eterno, o il vecchio e mai dimenticato MTV, dove girava musica 12 ore al giorno. Fortuna che ci sono ancora Le Iene, intrattenimento contemporaneo ed istruttivo; ma il resto? La TV rimane accesa soltanto nei giorni di Sanremo, questo grazie a chi, negli ultimi anni, ha ringiovanito e modernizzato il Festival rendendolo adatto a tutte le generazioni.</p>



<p>Non sono da biasimare, dunque, tutti quei ragazzi e ragazze che preferiscono trascorrere ore davanti a YouTube o Twitch. C’è chi giustifica tale scelta affermando – con pregiudizio – che i giovani se ne stanno tutto il giorno a fissare il cellulare, ma la verità è che tali piattaforme offrono una quantità infinita di contenuti, tutti differenti gli uni dagli altri. Dibattiti, riflessioni, giochi, musica, calcio, il tutto all’insegna dell’interazione. Se oggi continua a collezionare ascolti soltanto Paperissima è perché il target di riferimento – ovvero i bambini – non hanno ancora dimestichezza con l’alternativa “internet, gaming e streaming”. Il che la dice lunga su chi, in questi anni, non sia stato in grado di offrire un’alternativa concreta e stuzzicante.</p>



<p>Gli ascolti non mentono mai: le TV spente sono lo specchio di una proposta televisiva scadente, oltre all’esistenza di una concorrenza adatta a tutti, grandi e piccini, che dà la possibilità di non essere vincolati ad orari ben precisi. Prendendo spunto dal programma condotto da Gerry Scotti, potremmo definire il mondo della televisione letteralmente in “caduta libera”.</p>



<p class="has-text-align-center"><em>Articolo pubblicato</em> <em>su Il Quotidiano del Sud &#8211; L&#8217;Altravoce dei ventenni </em></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/tv-ascolti-in-caduta-libera-gusti-e-alternative-della-gen-z/">Tv, ascolti in caduta libera: gusti e alternative della Gen Z</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ventiblog.com/tv-ascolti-in-caduta-libera-gusti-e-alternative-della-gen-z/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Da Youtube allo sviluppo di videogiochi: La storia di Daniele Doesn&#8217;t Matter</title>
		<link>https://ventiblog.com/da-youtube-allo-sviluppo-di-videogiochi-la-storia-di-daniele-doesnt-matter/</link>
					<comments>https://ventiblog.com/da-youtube-allo-sviluppo-di-videogiochi-la-storia-di-daniele-doesnt-matter/?noamp=mobile#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonello Santopaolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2023 10:38:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA POP]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[Daniele doesn&#039;t Matter]]></category>
		<category><![CDATA[youtube]]></category>
		<category><![CDATA[youtuber]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ventiblog.com/?p=33030</guid>

					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi anni la scena videoludica italiana ha dimostrato di poter ambire a progetti interessanti e ricchi di spunti Daniele Selvitella, noto sul web con lo pseudonimo di Daniele Doesn’t Matter, è uno dei pionieri di YouTube Italia. I suoi sketch e i suoi format hanno conquistato migliaia di utenti, generando milioni di visualizzazioni. Daniele Selvitella, oltre ad essere un content creator a tempo pieno, è anche uno scrittore, un conduttore e uno sviluppatore di videogiochi. A partire dal 2020 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/da-youtube-allo-sviluppo-di-videogiochi-la-storia-di-daniele-doesnt-matter/">Da Youtube allo sviluppo di videogiochi: La storia di Daniele Doesn&#8217;t Matter</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Negli ultimi anni la scena videoludica italiana ha dimostrato di poter ambire a progetti interessanti e ricchi di spunti</strong></p>



<p>Daniele Selvitella, noto sul web con lo pseudonimo di Daniele Doesn’t Matter, è uno dei pionieri di YouTube Italia. I suoi sketch e i suoi format hanno conquistato migliaia di utenti, generando milioni di visualizzazioni.</p>



<p>Daniele Selvitella, oltre ad essere un content creator a tempo pieno, <strong>è anche uno scrittore, un conduttore e uno sviluppatore di videogiochi.</strong> A partire dal 2020 decide di studiare programmazione per realizzare il suo primo gioco horror, ovvero Lost Alone.</p>



<p>Daniele Selvitella nasce a Casale Monferrato il 7 agosto del 1987. Laureato in scienze del design allo IAAD, <strong>inizia la sua carriera sul web a partire dal 2009 sotto lo pseudonimo di Daniele Doesn’t Matter. </strong>Fin da subito diventa uno dei protagonisti assoluti su YouTube Italia. Dal 2021 conduce su Radio Kis Kiss il programma KissKissenefrega.</p>



<p>Inoltre, Daniele è autore anche dei libri Come diventare famosi stando comodamente seduti in poltrona e E Buonanotte. Storia del ragazzo senza sonno.<strong> Di Quest’ultimo è stato anche realizzato un film</strong> con la regia di Massimo Cappelli e la partecipazione degli attori Pino Quartullo e Loris Loddi.</p>



<h2>La prima domanda è piuttosto scontata, ma necessaria per conoscere i primi passi dello sviluppo del tuo videogioco. Come è nata l’idea di realizzare Lost Alone?</h2>



<p>Partiamo dal presupposto che io sono un grande fan dei videogiochi. Come tutte le cose che mi piacciono, ad un certo punto non voglio solo essere uno spettatore, ma una persona che&nbsp;prova a creare le cose. Da sempre ho avuto questa passione nel provare a realizzare un videogioco. Una decina di anni fa mi sono avvicinato a RPG maker e ho fatto una prima versione molto basica in 2D di Lost Alone.</p>



<p>Il progetto è stato accantonato finché ho cominciato a fare le live su Twitch. Nelle live su Twitch gioco principalmente ai giochi horror indie, ma la maggior parte di questi titoli sono oggettivamente brutti e fatti male. Solitamente finisco per criticarli in maniera piuttosto aspra finché un giorno un utente, stufo delle mie lamentele, mi fece una provocazione. Questa persona mi disse: “Perché non provi a farne uno tu? Sapresti fare di meglio?”.</p>



<p>Ho preso molto sul vivo questa frase che mi è stata detta. Nel 2020 a causa della pandemia eravamo tutti chiusi in casa; pertanto, ho sfruttato queste ore per mettermi a studiare programmazione. Inizialmente doveva essere una demo giocabile di un gioco horror, giusto per rispondere a questo utente. Poi mi sono fatto prendere la mano ed è diventato a tutti gli effetti un videogioco.</p>



<h2>Da creatore di videogiochi, ma anche da fruitore, cosa auspichi che i tuoi futuri utenti possano raccogliere da questa esperienza videoludica? Qual è l’emozione che speri possa arrivare all’utenza tramite Lost Alone?</h2>



<p>La prima è che questa avventura possa essere d&#8217;ispirazione anche per le altre persone. Se c&#8217;è una cosa che ti piace, nessuno può impedirti di realizzarla, basta avere voglia, volontà e capacità di fare dei sacrifici. Ho studiato e mi sono impegnato molto per raggiungere questi risultati, anche perché le cose non si ottengono facilmente. La seconda emozione che spero di suscitare è chiaramente il terrore, essendo un videogioco horror.</p>



<p>Oltre ad essere un appassionato dei videogiochi horror, lo sono anche del cinema. Mi è sempre piaciuto studiare i meccanismi che scatenano l&#8217;ansia, il senso di claustrofobia e il terrore. Spero di esserci riuscito tramite Lost Alone.</p>



<p class="has-text-align-center"><em>Articolo pubblicato</em> <em>su Il Quotidiano del Sud &#8211; L&#8217;Altravoce dei ventenni </em></p>



<p>L&#8217;intervista completa continua su <a href="https://videogiochitalia.it/">Videogiochitalia.it</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/da-youtube-allo-sviluppo-di-videogiochi-la-storia-di-daniele-doesnt-matter/">Da Youtube allo sviluppo di videogiochi: La storia di Daniele Doesn&#8217;t Matter</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ventiblog.com/da-youtube-allo-sviluppo-di-videogiochi-la-storia-di-daniele-doesnt-matter/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Jukebox, a ritmo di condivisione</title>
		<link>https://ventiblog.com/jukebox-a-ritmo-di-condivisione/</link>
					<comments>https://ventiblog.com/jukebox-a-ritmo-di-condivisione/?noamp=mobile#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Sprovieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Nov 2019 14:15:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MUSICA]]></category>
		<category><![CDATA[jukebox]]></category>
		<category><![CDATA[youtube]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://ventiblog.com/?p=17016</guid>

					<description><![CDATA[<p>Non chiedetemi se sono appassionato di musica, se amo mettere le cuffiette o le Airpods nelle orecchie o acquistare un cd “alla vecchia maniera”, perché la risposta sarebbe sempre negativa. Sono quel tipo di ventottenne atipico che è fortemente incuriosito dal mondo della musica, affascinato dalle sue note e parole, ma che non è alla ricerca costante della sua presenza nella propria vita. Sì, sono proprio atipico. I miei genitori me lo dicono sempre, non sono nato nell’epoca giusta e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/jukebox-a-ritmo-di-condivisione/">Jukebox, a ritmo di condivisione</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Non chiedetemi se sono appassionato di musica, se amo mettere le cuffiette o le Airpods nelle orecchie o acquistare un cd “alla vecchia maniera”, perché la risposta sarebbe sempre negativa. Sono quel tipo di ventottenne atipico che è fortemente incuriosito dal mondo della musica, affascinato dalle sue note e parole, ma che non è alla ricerca costante della sua presenza nella propria vita. Sì, sono proprio atipico.</p>



<p>I miei genitori me lo dicono sempre, non sono nato nell’epoca giusta e nella città corretta. Del resto sono uno scoordinato ballerino con la voglia irrefrenabile di muovermi a tempo di musica. Perciò oggi è uno di quei giorni in cui sento di dover festeggiare, perché nel lontano 1889, in questa stessa giornata, veniva installato il primo Jukebox della storia nella calda città di San Francisco, California. <br>Potete anche solo immaginare come questa nuova invenzione abbia sconvolto le vite dei giovani, e non solo, nella fine del XIX secolo? <br>La musica avrebbe iniziato ad essere fruibile per tutti, in cambio di una moneta, senza dover far riferimento ad un pesante grammofono o ad un vinile 78 giri. </p>



<p>Due sono gli uomini da ringraziare per questo cambio generazionale, Louis Glass e William Arnold, che hanno permesso l’ascolto di un brano del cuore a soli 5 centesimi. Fred Mergenthaler acquista il primo Jukebox e organizza un vero e proprio evento per il funzionamento di questa grandiosa invenzione. Il suo locale, il Palais Royal Saloon, per via del gran numero di clienti, crescerà a dismisura, rendendo ricco il proprietario nel giro di pochissimi mesi. </p>



<p>La storia della musica era cambiata. Il punto di ritrovo dei
giovani era ormai intorno a questo “aggeggio” che risuonava e riempiva le sale da
ballo e pian piano anche i più piccoli bar. Del resto, poi, è sempre stato uno
strumento affascinante, che abbiamo continuato ad amare non solo per il suo
grande trasporto, ma anche perché il nostro amato Arthur Fonzarelli, in arte
Fonzie, che non poteva vivere senza in quei “Happy days”. &nbsp;</p>



<p>Ma permettetemi di rivivere questo cambiamento fino ad arrivare ai giorni nostri, perché la musica ed i suoi “erogatori” hanno sempre cambiato forma, dimensione ed utilità, lasciandomi anche abbastanza sbalordito in alcuni passaggi. Cambiare, tante volte, non è sempre giusto sintomo di miglioramento. <br>Così, nei primi anni XX secolo, la radio entra nelle nostre frequenze e l’invenzione Marconiana prende piede fortemente ovunque nel mondo; attenzione però, la musica fa capolino, senza avere scelta libera del brano come per il Jukebox e bisognava sottostare alla “programmazione” radiofonica, fatta maggiormente poi di notizie ed informazioni. </p>



<p>Facciamo un’ulteriore salto temporale ed arriviamo al 1962, anno in cui la Philips lancia sul mercato le amatissime Compact Cassette. Parliamo di quelle che abbiamo sempre amato, che abbiamo riavvolto centinaia di volte, anzi oserei dire migliaia, con le penne e le matite a nostra disposizione. Sono quelle che abbiamo inserito nello stereo dei nostri fratelli, quelle che Marty McFly consumava giornalmente nel suo “ritorno al futuro” e che Willy, il principe di Bel Air, portava sulla spalla per raccontare che “questa è la maxi storia di come la –nostra- vita è cambiata, capovolta, sottosopra sia finita”. Ci hanno fatto sognare e, potendo portarle in giro, hanno sempre più facilitato l’ascolto della musica che preferivamo. </p>



<p>Per poi arrivare al 1979, anno del Walkman. La Sony, con le
sue cuffie audio, cambia nuovamente la storia della musica, facendoci sognare,
proprio come ne “Il tempo delle mele”, dandoci modo, ovunque, di mettere le
cuffie in testa e godere di un’altra dimensione. </p>



<p>Ma sapete, questo processo, chiamato “disruption”, con cui una nuova “invenzione” sostituisce e/o migliora la precedente, non sempre ha esito immediatamente positivo. Le cassette, infatti, restano le più utilizzate fino alla fine degli anni 90, anche se i CD Audio erano entrati nel mercato nei primi anni 80. Incredibile il cambio repentino nei primi anni 2000, con il lettore CD portatile ed i file mp3, che permettono l’inserimento dei file multimediali e la scelta di una pluralità di canzoni, senza alcun limite di spazio.</p>



<p>Infine, gli ultimi due passaggi sono collegabili a questi ultimi anni, perché dal file digitale siamo passati al mondo Web. Youtube e molti altri siti hanno permesso la fruizione musicale gratuita, con un collegamento a internet, fino ad arrivare alle App sui nostri Smartphone, come Spotify. </p>



<p>È chiaro il modo in cui tutto sia cambiato e di come l’esperienza musicale abbia ormai un senso differente dal passato. Preferiamo mettere la musica che amiamo e camminare per strada canticchiando i nostri brani preferiti nella nostra testa; amiamo correre e allenarci con la musica che ci risuona nelle orecchie; amiamo restare soli e ascoltare ciò che preferiamo. <br>Ed è qui che torno ad essere d’accordo con i miei genitori: io sono di un’altra epoca. Io sono di quell’epoca in cui un unico strumento diveniva elemento, scusate il neologismo, “agglomeratore” per una pluralità di persone. Si sceglieva di condividere la musica, la danza, la gioia, senza aver bisogno di play-list già precostituite per uno specifico evento. La personalità di ognuno poteva fuoriuscire e poteva portare con sé il vero senso della condivisone, al contrario dell’egoismo innato di oggi. <br>Permettetemi perciò di cercare di svegliare le nostre coscienze e ringraziare, con più di un secolo di differenza, chi voleva rendere la musica, una musica universale; capace non solo di arrivare alle orecchie delle persone, ma al cuore di tutti, nella maniera più semplice che esista: condividendo. </p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/jukebox-a-ritmo-di-condivisione/">Jukebox, a ritmo di condivisione</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ventiblog.com/jukebox-a-ritmo-di-condivisione/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gli imprenditori del nuovo millennio — tra likes, visite e idee innovative</title>
		<link>https://ventiblog.com/gli-imprenditori-del-nuovo-millennio-tra-likes-visite-e-idee-innovative/</link>
					<comments>https://ventiblog.com/gli-imprenditori-del-nuovo-millennio-tra-likes-visite-e-idee-innovative/?noamp=mobile#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Giansiracusa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Oct 2019 18:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA POP]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[INTERESSI]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[giovani di successo]]></category>
		<category><![CDATA[imprenditorialità]]></category>
		<category><![CDATA[youtube]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://ventiblog.com/?p=16249</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’Italia è stata vittima per generazioni intere di quella che, recentemente, verrebbe definita “fuga di cervelli”. Giovani in cerca di fortuna che miravano alle decantate opportunità del nuovo continente e che si lasciavano dietro il tanto amato bel paese. La situazione non è purtroppo cambiata molto e le opportunità sono ancora poche, ma ultimamente sono nate nuove professioni che hanno dato sfogo alla fantasia e all&#8217;ingegno dei giovani e che li hanno aiutati a sconfiggere questa mancanza di fortuna imprenditoriale [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/gli-imprenditori-del-nuovo-millennio-tra-likes-visite-e-idee-innovative/">Gli imprenditori del nuovo millennio — tra likes, visite e idee innovative</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">L’Italia è stata vittima per generazioni intere di quella che, recentemente, verrebbe definita “fuga di cervelli”. Giovani in cerca di fortuna che miravano alle decantate opportunità del nuovo continente e che si lasciavano dietro il tanto amato bel paese. La situazione non è purtroppo cambiata molto e le opportunità sono ancora poche, ma ultimamente sono nate nuove professioni che hanno dato sfogo alla fantasia e all&#8217;ingegno dei giovani e che li hanno aiutati a sconfiggere questa mancanza di fortuna imprenditoriale e, quindi, ad evitare di lasciare la terra natìa. Ecco che nascono gli influencer, gli YouTuber e i blogger vari ed eventuali che prendono il <em>Non ragioniam di lor, ma guarda e passa</em> di Dantesca memoria, lo accartocciano e lo buttano nel cestino della carta (perché loro tenendo al pianeta ascoltano Greta e riciclano). </p>



<p>I giovani che sono stati accusati di essere mammoni e
“bamboccioni” finalmente hanno la loro rivincita. Gli ex-bambini timidi e
isolati in classe hanno adesso modo di parlare dei loro hobby senza dover
effettivamente guardare in faccia lo spettatore. Ragazzi e adulti dal cuore
giovane, che magari sono stati presi in giro per le loro passioni, adesso
possono sfruttare proprio quelle stesse passioni per fare soldi. E non stiamo
parlando di due spiccioli. </p>



<p>Parliamo, ad esempio, dell’ormai famosissima <strong>Chiara Ferragni. Tutti la vogliono, tutti la cercano. L’influencer per eccellenza, la biond</strong>issima testimonial di questo mondo e quest’altro. Tutto è iniziato con un blog sulla moda. Una cosa potenzialmente banale da cui, però, sono scaturite le radici per il suo impero. Che sia conosciuta per il suo matrimonio con Fedez, per il suo Instagram o per le varie comparse a sfilate ed eventi non importa. Lei è comunque conosciuta. Anche da chi, in realtà, non l’hai mai seguita sui vari <em>social </em>e che si è visto chiedere con tono quasi scandalizzato, “ma in che senso non conosci la Ferragni?”. Un nome, una garanzia. Ciò che la Ferragni indossa, la gente vuole. Ciò di cui la Ferragni parla, la gente <em>vuole</em>. Un impero creato su opinioni personali, un occhio per la moda — che non guasta mai — e un po’ di sana fortuna, perché si sa che senza di quella purtroppo i sogni rimangono sogni. </p>



<p>Passiamo poi a <strong>Guglielmo Scilla</strong>, in arte <strong>willwoosh</strong>. Chiedimi il nome di uno YouTuber italiano e ti farò il suo senza alcun dubbio. Noi vecchi <em>aficionados </em>del canale lo ricordiamo per le parodie, per i video comici, per le parrucche improponibili e per le scuse improbabili per salvarsi da un appuntamento potenzialmente disastroso. Le origini si sanno, ma si sa anche che nel corso degli anni Gugliemo ha affinato le sue abilità fino a diventare un meraviglioso Danny Zuko — ovviamente gelatinato al punto giusto. Quello che è nato come un canale divertente per farsi due risate fra i compiti di una materia e l’altra è diventato poi un canale, a volte, dai toni più seri e dagli argomenti di attualità. Shoccante nella sua subitaneità il video sul coming out. Shoccante sì, ma così willwoosh nella modalità. Gugliemo è sempre stato capace di sdrammatizzare anche temi difficili e in quell’occasione non è stato da meno, facendo peraltro capire al pubblico da casa che molti dei temi considerati taboo spesso hanno solo bisogno di qualcuno che ne parli senza farne un dramma. </p>



<p>Impossibile scordarsi, poi, <strong>Fabio Rovazzi</strong>. Fino a qualche anno fa vi avrei creduto se mi aveste detto di non sapere chi fosse, ma ormai è praticamente impossibile non riconoscere questo nome. Che sia per le troppe volte in cui vi hanno cantato “Andiamo a comandare” ogni volta che nominavate la tangenziale (Romani, e mi includo in questa categoria, non vi invidio) o per le varie collaborazioni musicali, non c’è dubbio che Fabio Piccolrovazzi detto Rovazzi faccia parlare di sé. Successi su successi che lo hanno portato persino a collaborare con Will Smith — mica pizza e fichi! — e ad aggiudicarsi il premio Miglior Videoclip Italiano 2018-2019 a IMAGinACTION con “Faccio quello che voglio”. Il video dal titolo così evocativo e quasi reminiscente di un capriccio infantile è un vero e proprio cortometraggio che vede la partecipazione di numerosi artisti tra i quali Gianni Morandi, Fabio Volo, Rita Pavone, e chi più ne ha più ne metta. Tra elementi distopici e inquadrature degne di un colossal americano il video non passa di sicuro inosservato ed assicura a Rovazzi fama, fan e followers. Ci si sarebbe da chiedersi cosa aspettarsi in futuro, ma visto il recentissimo “Senza pensieri” direi che non c’è assolutamente da preoccuparsi. </p>



<p>Sebbene con un background meno artistico di quello dei giovani precedenti, non si può certo evitare di parlare di <strong>Davide Dattoli.</strong> Magari meno noto per alcuni, il bresciano non ancora trentenne Davide Dattoli è la mente, insieme al braccio Lorenzo Maternini, dietro Talent Garden. Come si può dedurre dal nome, Talent Garden è uno spazio per aiutare talenti di ogni tipo a collaborare fra di loro e lavorare insieme. Nata nel 2011 a Brescia, Talent Garden si può considerare la piattaforma tangibile per creare network. Startup, freelance, studenti, imprenditori, professioni… Talent Garden offre sale riunioni, aule per corsi, laboratori e molto altro ancora. In parole povere, offre ad ogni innovatore la possibilità di crescere e prosperare. Il networking e co-working portato all’ennesima potenza, insomma. Talent Garden ormai conta 23 campus in ben 8 paesi e direi che nessuno è sorpreso di sapere che Davide Dattoli è stato inserito da Forbes nella lista degli under 30 più influenti al mondo. Mi sento di dire che la mente dietro Talent Garden si merita questo e altro. </p>



<p>Continuando sulla scia informatica è quasi obbligatorio parlare di <strong>Salvatore Aranzulla.</strong> Salvatore Aranzulla è un po’ il nostro Google, il nostro “so tutto io” ma in senso buono. Se avete un dubbio informatico, lui ha la risposta. Chi non si è chiesto almeno una volta quali programmi usare per duplicare i CD. Si sa che buche, binari e sobbalzi improvvisi rovinano i CD da macchina — categoria a parte, l’amabile antenato della playlist — e nessuno ci vuole rimettere un CD originale. Vi sto già immaginando che aprite Google e ponete la vostra domanda. E Google, molto semplicemente, vi suggerisce il sito Aranzulla.it. E se lo dice Google vi dovete fidare. Quella che è nata come una guida pratica e semplificata per sé stesso e per i suoi amici è quello che poi lo ha portato al successo. Risposte semplici e terminologia accessibile hanno fatto sì che Salvatore Aranzulla avesse un successo tale da permettergli di pagarsi gli studi in Economia Aziendale alla Bocconi, che tutti sanno non essere esattamente regalata. E siccome di persone un po’ imbranate con la tecnologia ce ne sono tante e ce ne saranno sempre tante, il futuro di Salvatore è assicurato. </p>



<p>Questi sono solo alcuni esempi di giovani italiani che
hanno saputo sfruttare la propria creatività, espressività, verve comica e il
fiuto per gli affari per crearsi un nome e strapparsi di dosso l’etichetta di
bamboccioni. Come loro ce ne sono moltissimi altri di giovani dalle idee
brillanti e, vista anche la nuovissima laurea in “Influencer” — nome che
nasconde un ottimo marketing e un clickbait grande quanto una casa —sono sicura
che il futuro dell’Italia sarà roseo da quel punto di vista. </p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/gli-imprenditori-del-nuovo-millennio-tra-likes-visite-e-idee-innovative/">Gli imprenditori del nuovo millennio — tra likes, visite e idee innovative</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ventiblog.com/gli-imprenditori-del-nuovo-millennio-tra-likes-visite-e-idee-innovative/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>#VentiWideWeb: intervista alla Slim Dogs Production</title>
		<link>https://ventiblog.com/ventiwideweb-intervista-alla-slim-dogs-production/</link>
					<comments>https://ventiblog.com/ventiwideweb-intervista-alla-slim-dogs-production/?noamp=mobile#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Allevato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Mar 2018 15:06:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA POP]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[INTERNET]]></category>
		<category><![CDATA[audio]]></category>
		<category><![CDATA[blue whale]]></category>
		<category><![CDATA[canesecco]]></category>
		<category><![CDATA[dogs]]></category>
		<category><![CDATA[elisa]]></category>
		<category><![CDATA[ermal]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[matteo bruno]]></category>
		<category><![CDATA[meta]]></category>
		<category><![CDATA[production]]></category>
		<category><![CDATA[produzione]]></category>
		<category><![CDATA[pubblicità]]></category>
		<category><![CDATA[slim]]></category>
		<category><![CDATA[smm]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>
		<category><![CDATA[youtube]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://ventiblog.com/?p=12280</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ci chiamano Millenials. Siamo la generazione nata a cavallo tra gli anni Ottanta di Baywatch&#160;e gli anni Duemila di Una mamma per amica&#160;che, nel mondo occidentale, è caratterizzata dalla grande familiarità con le nuove tecnologie e le innovative forme di comunicazione. Anche se spesso in ambito giornalistico viene utilizzato per descrivere gli adolescenti, con questo termine si indica la Millenial Generation o Generazione Y,&#160;quella cresciuta con MTV, che ha sentito i primi trilli di MSN e si è iscritta a [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/ventiwideweb-intervista-alla-slim-dogs-production/">#VentiWideWeb: intervista alla Slim Dogs Production</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ci chiamano<em> Millenials. </em>Siamo la generazione nata a cavallo tra gli anni Ottanta di <i>Baywatch</i>&nbsp;e gli anni Duemila di <i>Una mamma per amica</i>&nbsp;che, nel mondo occidentale, è caratterizzata dalla grande familiarità con le nuove tecnologie e le innovative forme di comunicazione. Anche se spesso in ambito giornalistico viene utilizzato per descrivere gli adolescenti, con questo termine si indica la <em>Millenial Generation</em> o <em>Generazione Y,</em>&nbsp;quella cresciuta con MTV, che ha sentito i primi trilli di MSN e si è iscritta a Facebook quando ancora tentava di imitare MySpace, permettendo di inserire brani che partivano in automatico nel profilo personale.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Ragazzi <em>under</em> 30 che sono nati, cresciuti e vissuti con i <em>social network</em> che oggi usiamo quotidianamente e che sono stati capaci di sfruttare per trovarsi o inventarsi un lavoro, grazie alla loro passione e al loro talento.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">Sono proprio questi i giovani di cui vogliamo parlare e abbiamo deciso di cominciare dalla <a href="http://www.slimdogsproduction.com" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Slim Dogs Production</em></a>.</h3>
<p style="text-align: justify;">La Slim Dogs è una società di produzione video e comunicazione digitale, il cui team è composto da giovani under 30 che lavorano da anni sul web, come il suo fondatore: <strong>Matteo Bruno</strong> è uno youtuber della vecchia scuola, una delle prime personalità a essere riuscito a raggiungere un certo successo mediatico partendo da Youtube con il nome di <strong><em>Canesecco</em></strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Insieme a <strong>Giovanni Santonocito</strong>, ha fondato la Slim Dogs Production mettendo a frutto gli anni di esperienza, accumulati sia sui social che nella produzione di contenuti audio-video, lavorando e distinguendosi in diversi campi: pubblicità, musica, televisione&#8230;</p>
<p><figure id="attachment_12281" aria-describedby="caption-attachment-12281" style="width: 600px" class="wp-caption aligncenter"><img class="wp-image-12281 size-full" src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2018/02/fbimage.png" alt="" width="600" height="315" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2018/02/fbimage.png 600w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2018/02/fbimage-300x158.png 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /><figcaption id="caption-attachment-12281" class="wp-caption-text">Fonte: SlimDogs Production</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Li abbiamo intervistati per farci raccontare qualcosa di loro.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Partiamo dal principio: come nasce la Slim Dogs?</strong></h3>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">La Slim Dogs nasce dal bisogno di creare un team che potesse far fronte alle diverse esigenze lavorative. Il fine di quest’ultimo è quello di attribuire ad ogni componente del team un proprio ruolo in modo da cercare di raggiungere il miglior risultato. Così abbiamo deciso di creare una vera e propria azienda che avesse all’interno delle figure che ci permettessero di realizzare un vero e proprio gruppo di lavoro. La Slim Dogs è la concretizzazione di un’idea che abbiamo sviluppato nel tempo, la necessità di avere un team a cui affidarsi.</p>
</blockquote>
<p><iframe width="750" height="422" src="https://www.youtube.com/embed/HxmDHoNZBJE?feature=oembed" frameborder="0" allow="autoplay; encrypted-media" allowfullscreen></iframe></p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Cosa significa essere giovani che lavorano nella produzione audio-video? Parlateci della vostra esperienza imprenditoriale.</strong></h3>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Per rispondere a questa domanda, occorre fare una premessa.</p>
<p style="text-align: justify;">Essere giovani in un periodo in cui il digitale sta prendendo parte attiva in tutti i campi è un vantaggio. Così anche nel mondo audio-visivo. Le esigenze aziendali sono cambiate con l’avvento di una serie di variabili prima tra tutte l’avvento di Internet che con i suoi strumenti, quali: social media, social network, piattaforme web etc. hanno fatto sì che si creasse spazio per i cosiddetti giovani digitali.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto ciò contribuisce a dare un ruolo ai giovani nel mondo della produzione audio-video (nel nostro caso) che devono comunicare attraverso creatività, professionalità, impegno le proprie idee nei vari tipi di lavorazioni affidategli.&nbsp;Ruolo che attraverso un team, impegno, coraggio e un po’ di fortuna può essere ben ricoperto da ragazzi come noi.</p>
</blockquote>
<p><figure id="attachment_12282" aria-describedby="caption-attachment-12282" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img class="wp-image-12282 size-full" src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2018/02/Schermata-2017-06-06-alle-11.44.34-1024x447.png" alt="" width="1024" height="447" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2018/02/Schermata-2017-06-06-alle-11.44.34-1024x447.png 1024w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2018/02/Schermata-2017-06-06-alle-11.44.34-1024x447-300x131.png 300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-12282" class="wp-caption-text">Fonte: SlimDogs Production</figcaption></figure></p>
<h3><strong>Avete lavorato anche per brand internazionali, quanto sono disposte le grandi aziende a investire sul lavoro creativo e sui giovani?</strong></h3>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Beh questa non è una domanda a cui si può dare una risposta univoca. Dipende dalla situazione. Quello che possiamo dirvi è che se si punta sempre ad ottenere il miglior prodotto possibile con i mezzi che si hanno a disposizione poi questo merito viene sempre riconosciuto. Inoltre, ci sono molti fattori che concorrono per l&#8217;assegnazione di un progetto, che non dipendono esclusivamente dalla bravura del team.</p>
</blockquote>
<h3><strong>Qual è il progetto, o la tipologia di progetto, che vi ha dato/vi dà più soddisfazione dal punto di vista creativo?</strong></h3>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Da 3 anni a questa parte abbiamo avuto modo di collaborare a diversi progetti. Senza dubbio quelli a cui ci teniamo di più sono legati a tematiche precise che ci hanno permesso in qualche modo di fare un passo in avanti rispetto ai soliti lavori a cui eravamo abituati. Tra questi possiamo citare la realizzazione del <a href="https://www.youtube.com/watch?v=JaB1wdm9pTo">videoclip </a>di “Piccola Anima” di Ermal Meta e Elisa, lo spot per il <a href="https://www.youtube.com/watch?v=K1ucxoKyiZI">video</a> di father.io, uno dei <a href="https://www.youtube.com/watch?v=rlushcdvOyg&amp;t=391s">vlog</a> di Matteo sulla Blue Whale.</p>
</blockquote>
<pre><em>[n.d.r. Tra</em> i progetti della SlimDogs che ultimamente ha colpito molto il nostro team ce n'è uno bellissimo e partecipativo realizzato in occasione del Natale. Ecco il video]</pre>
<p><iframe width="750" height="422" src="https://www.youtube.com/embed/_4LBllL2vgs?feature=oembed" frameborder="0" allow="autoplay; encrypted-media" allowfullscreen></iframe></p>
<h3><strong>Lavorate prevalentemente sul web, come vi rapportate a un mondo in cui l’attenzione dello spettatore dura in media 3 minuti?</strong></h3>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Non è facile sintetizzare ogni concetto in pochi minuti. Cerchiamo di impostarci, prima mentalmente e poi in maniera scritta, degli schemi da seguire che spiegano in maniera logica dei concetti legati da fili conduttori. Poi attraverso strategie di marketing cerchiamo di fare il tutto nel modo migliore possibile.</p>
<p style="text-align: justify;">In generale siamo fieri di poter dire che la nostra community ha una soglia d’attenzione più alta (il canale di Matteo in media ha un watchtime intorno ai 6:30 minuti/video ndr.). Il punto è abituare la propria utenza ed istruirla in questo senso.</p>
</blockquote>
<h3><strong>Sul vostro sito sono disponibili dei corsi in cui mettete a disposizione la vostra esperienza nel settore, quanto è importante la formazione in questo lavoro?</strong></h3>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">La formazione è un presupposto in ogni campo. Nel nostro quello che conta molto è la cosiddetta “formazione pratica” grazie alla quale provando e riprovando si riesce sempre a fare cose di volta in volta migliori. Noi nei nostri workshop cerchiamo di trasmettere a persone interessate la “fissa” del nostro lavoro, portandogli tematiche dettate dalla nostra esperienza (anche se tutti under 35 anni).</p>
</blockquote>
<h3><strong>Quale consiglio dareste a chi vuole entrare nel mondo della produzione e della comunicazione?</strong></h3>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Appare alquanto banale come risposta ma inseguite i vostri sogni. Se il mondo della produzione e della comunicazione è quello che vi piace, rimboccatevi le maniche e cercate di far emergere la vostra creatività. L’impegno e la sperimentazione sono la chiave per poter inseguire i propri obiettivi.</p>
</blockquote>
<h2 style="text-align: center;"><div class="cb-divider clearfix"><span class="cb-title">SLIMDOGS PRODUCTION SHOWREEL 2018</span></div></h2>
<p>Ecco un accenno di tutte le cose belle che si creano alla Slim Dogs:</p>
<p><iframe src="https://player.vimeo.com/video/253980873" width="750" height="422" frameborder="0" title="Slim Dogs ShowReel 2018" webkitallowfullscreen mozallowfullscreen allowfullscreen></iframe></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/ventiwideweb-intervista-alla-slim-dogs-production/">#VentiWideWeb: intervista alla Slim Dogs Production</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ventiblog.com/ventiwideweb-intervista-alla-slim-dogs-production/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>UNA RETE DI OPPORTUNITA’</title>
		<link>https://ventiblog.com/una-rete-di-opportunita/</link>
					<comments>https://ventiblog.com/una-rete-di-opportunita/?noamp=mobile#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Jacopo Sisca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Sep 2014 11:00:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA POP]]></category>
		<category><![CDATA[MUSICA]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[#Musica]]></category>
		<category><![CDATA[youtube]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://ventiblog.com/?p=1982</guid>

					<description><![CDATA[<p>1948: nasce il 33 giri; un anno più tardi è la volta del 45 giri 1963: la Philips immette sul mercato la musicassetta 1980: l’anno in cui ha inizio la commercializzazione del compact disc. 1991: il gruppo MPEG crea l’algoritmo di compressione audio che nel 1997 verrà ribattezzato con l’acronimo di MP3 (Moving Picture Expert Group-1/2 Audio Layer 3) 1999: ecco Napster, il primo sistema peer-to-peer di massa che di lì a poco rivoluzionerà la concezione di internet e metterà [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/una-rete-di-opportunita/">UNA RETE DI OPPORTUNITA’</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>1948:</strong> nasce il 33 giri; un anno più tardi è la volta del 45 giri<br />
<strong>1963:</strong> la Philips immette sul mercato la musicassetta<br />
<strong>1980:</strong> l’anno in cui ha inizio la commercializzazione del compact disc.</p>
<p><a href="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image86.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1984" src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image86.jpg" alt="image" width="259" height="194" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image86.jpg 259w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image86-80x60.jpg 80w" sizes="(max-width: 259px) 100vw, 259px" /></a></p>
<p><strong>1991</strong>: il gruppo MPEG crea l’algoritmo di compressione audio che nel <b>1997</b> verrà ribattezzato con l’acronimo di MP3 (Moving Picture Expert Group-1/2 Audio Layer 3)</p>
<p><a href="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image87.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1985" src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image87.jpg" alt="image" width="345" height="146" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image87.jpg 345w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image87-300x127.jpg 300w" sizes="(max-width: 345px) 100vw, 345px" /></a></p>
<p><strong>1999:</strong> ecco Napster, il primo sistema peer-to-peer di massa che di lì a poco rivoluzionerà la concezione di internet e metterà in ginocchio le case discografiche</p>
<p><a href="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image88.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1986" src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image88.jpg" alt="image" width="443" height="114" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image88.jpg 443w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image88-300x77.jpg 300w" sizes="(max-width: 443px) 100vw, 443px" /></a></p>
<p><strong>2001 e 2003:</strong> L’Apple con la creazione dell’ipod nel 2001 e di Itunes Store nel 2003 segna la definitiva svolta nelle modalità di ascolto e fruizione musicale<br />
<b>2006 e 2008</b>: anni in cui rispettivamente vedono la luce Youtube (la più grossa piattaforma di video sharing al mondo) e Soundcloud (uno tra i più noti siti di audio sharing in circolazione)</p>
<p><strong>27 giugno 2014</strong>, io che passeggio affondando i piedi sul bagnasciuga, gli schizzi di spuma marina come per riflesso mi spingono a guardare il cielo, decisamente troppo nuvoloso per una domenica mattina d’estate. Abbasso nuovamente lo sguardo, annuisco con la testa ad Antonio e tra un discorso e l’altro finiamo per parlare di quanto sia cambiata la musica in così poco tempo. Con ciò non intendo solo come sia mutato il modo di fare musica, ma anche e soprattutto come si siano evolute le modalità di ascolto e diffusione, in che modo gli artisti adesso si rendano conoscibili e promuovano la loro musica. Fino agli anni ottanta pensare alla musica portatile era pura fantascienza, poi però la Sony se ne uscì col ”walkman”, il primo lettore di musicassette tascabile, per me tutt’ora indimenticato. Ricordo come se fosse ieri le innumerevoli ore spese davanti al mangianastri di mia madre a cercare di catturare nelle audiocassette i pezzi del momento che freneticamente si susseguivano in radio per poi poterli orgogliosamente riascoltare nel mio walkman. Sembrerà banale ma se ci riflettete il rapporto uomo/musica è cambiato radicalmente con l’avvento del walkman: prima la musica si ascoltava in compagnia, si andava a casa dell’amico/a dotato/a di giradischi a sentire qualche vinile, davanti ai jukebox si socializzava; la musica fino agli anni 70 è stata un mezzo di aggregazione e di condivisione. Nel momento in cui la musica diviene portatile e si ha la possibilità con gli auricolari di isolarsi dal mondo ecco che la cesura col giradischi è netta. Ho sempre vissuto l’ascolto delle mie musicassette come un momento estremamente personale ed emozionale: incondivisibile. Per quanto poi il Compact Disc possa essere stato innovativo, la vera rivoluzione del formato musicale è sicuramente rappresentata dall’mp3. A dirla tutta l’mp3 ha segnato un cambiamento epocale nell’ambito dell’industria musicale, se poi all’acronimo mp3 ci si aggiunge il nome di Napster, l’aggettivo più calzante è spaventoso. Le major e non solo hanno dovuto fare i conti con un cataclisma di proporzioni bibliche, il mercato musicale ne è uscito stravolto e a mio modo di vedere anche meritatamente. Milioni di persone (lo ammetto, me compreso) si sono ribellate a dei costi sproporzionati ( un album su CD negli anni novanta costava intorno alle 25 mila lire) e tramite Napster hanno iniziato ad aggirare il sistema scaricando mp3. Da Napster si è passati a programmi sempre più evoluti per lo scaricamento e la condivisione musicale, peccato che ciò fosse illegale e alquanto deleterio per l’industria discografica e gli artisti. La crociata che ebbe inizio contro ogni sistema peer-to-peer e simili ha portato ad uno scaricamento controllato e legale di brani, singoli, tracce audio e tutto questo anche grazie all’avvento di Itunes, l’applicazione che ha fatto la fortuna di Apple ed in un certo senso ripulito l’mp3, fino ad allora vaso di Pandora dell’industria musicale.<br />
Allo stato attuale il lettore mp3 ha soppiantato il CD, oramai relegato a scomodo formato musicale per i più nostalgici, oggetto da collezione al pari del vinile.<a href="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image89.jpg"><img class="size-full wp-image-1987 alignleft" src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image89.jpg" alt="image" width="225" height="225" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image89.jpg 225w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image89-150x150.jpg 150w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image89-100x100.jpg 100w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image89-125x125.jpg 125w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /><br />
</a></p>
<p>“Scherzi?! Anche Lana del Rey è stata scoperta su youtube” Mi fa notare Antonio mentre mescola il suo spritz; adesso sono le sei del pomeriggio e le nuvole non accennano a diradarsi ma tutto sommato quei pochi raggi che riescono a filtrare sono piacevoli.<a href="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image90.jpg"><img class="size-full wp-image-1988 alignright" src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image90.jpg" alt="image" width="240" height="160" /><br />
</a>“Hai presente Wankelmut?” Proseguo io, “ Era un patito di Asafa Avidan e in particolar modo della sua Reckoning Song, tanto da farci un remix. Insomma remixa il pezzo e contatta Avidan, dicendogli di essere un suo grande fan e gli fa sentire il remix: Avidan inorridisce e gli dice di far sparire quell’aborto. Lui se ne frega, lo pubblica su youtube sotto il nome di “One day” e dopo un paio di settimane il pezzo è una hit mondiale e Avidan diventa famoso in tutto il mondo”.</p>
<p>In effetti la rete ha cambiato radicalmente il modo in cui gli artisti si rapportano e si fanno conoscere al pubblico; fino a poco tempo fa era come sempre, si faceva una demo, si mandava a qualche etichetta, si suonava in localetti per promuoversi. Adesso basta condividere un proprio lavoro su youtube, su soundcloud e se piace alla rete, cioè a voi: bingo!</p>
<p>Niccolò Contessa, sul versante italiano, autore del progetto musicale “I Cani” di Indie rock/Synth pop, nel giugno 2010 carica due brani su soundcloud e contemporaneamente su youtube, ossia “I pariolini di 18 anni” e “Wes Anderson”. In pochissimo tempo I Cani diventano un fenomeno virale prima ancora di aver realizzato un album o di aver suonato live. Oramai sempre più spesso si assiste ad un processo inverso: se un progetto musicale funziona su internet, le etichette si fanno sotto per accaparrarsi i diritti e direi che era ora, la rete è quasi sempre imparziale e meritocratica e non ragiona secondo logiche di mercato. L’ultimo pensiero in merito a ciò, che volevo esternare ad Antonio mi rimane sulla punta della lingua, sfuggito con il sole, è ora di cena e ormai i discorsi sui ristoranti di Fano hanno oscurato tutto il resto.</p>
<p><a href="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image91.jpg"><img class="size-full wp-image-1989 aligncenter" src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image91.jpg" alt="image" width="430" height="595" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image91.jpg 430w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image91-217x300.jpg 217w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image91-300x415.jpg 300w" sizes="(max-width: 430px) 100vw, 430px" /><br />
</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/una-rete-di-opportunita/">UNA RETE DI OPPORTUNITA’</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ventiblog.com/una-rete-di-opportunita/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
