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	<title>web &#8211; Venti Blog</title>
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	<description>La voce dei Ventenni</description>
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		<title>Totò, perdona loro perché non sanno quello che dicono</title>
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		<dc:creator><![CDATA[EMME]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Aug 2019 10:51:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Diritto penale e garanzie costituzionali in poche battute Dichiarazione d&#8217;intenti Sempre più spesso, ormai, recepiamo e subiamo informazioni in modo passivo. A volte siamo come macchine in stand-by: accese ma non attive. Spugne che assorbono tutto ciò che capita.Non sempre approfondiamo le notizie. Leggiamo i titoli degli articoli e non i contenuti e, se anche passiamo ai contenuti, ce li facciamo bastare alla prima battuta, formando la nostra opinione uguale all’unica cosa che, su questa o quella tematica, abbiamo letto. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h3>Diritto penale e garanzie costituzionali in poche battute</h3>



<p><strong>Dichiarazione d&#8217;intenti </strong></p>



<p class="has-drop-cap"><p>Sempre più spesso, ormai, recepiamo e subiamo informazioni in modo passivo. A volte siamo come macchine in stand-by: accese ma non attive. Spugne che assorbono tutto ciò che capita.<br>Non sempre approfondiamo le notizie. Leggiamo i titoli degli articoli e non i contenuti e, se anche passiamo ai contenuti, ce li facciamo bastare alla prima battuta, formando la nostra opinione uguale all’unica cosa che, su questa o quella tematica, abbiamo letto. Capita che ripetiamo le idee di qualcun altro e magari, se ci chiedono di argomentarle, non ne siamo pienamente in grado.&nbsp;Nonostante ciò, come leoni da tastiera ci muniamo di tutta la forza delle nostre dita e alimentiamo polemiche e discussioni seduti di fronte lo schermo dei nostri cellulari o pc.&nbsp;<br>Questi spunti di riflessione sono nati dentro di me nel giugno 2017, quando un moribondo Toto Riina, che di lì a pochi mesi sarebbe morto, chiedeva di ottenere la detenzione domiciliare per poter terminare la propria vita fuori dal carcere.<br>Quello che è stato scritto e condiviso dai miei connazionali in merito mi ha fatto rabbrividire. Ho preso parte anche io al dibattito&nbsp;<em>social&nbsp;</em>e, da quel momento, in tutti i modi che ho a disposizione, cerco di sensibilizzare i miei occasionali interlocutori su tematiche che riguardano il nucleo fondamentale dei&nbsp;<strong>diritti umani</strong>. La vita, la dignità, la libertà personale, la salute, la parità di genere ed ancora, giusto per rimanere attuali, la legittima difesa, l’immigrazione. Cose che ci toccano molto più da vicino di quel che pensiamo e riguardo le quali è bene provare a maturare maggiore consapevolezza e senso critico, piuttosto che pedissequamente ripetere slogan di campagne elettorali.&nbsp;<br>Spero di riuscire a toccare tutti questi argomenti nei prossimi appuntamenti che ci vedranno insieme.&nbsp;<br>Oggi, per un primo approccio e partendo dalla questione Riina, cominciamo da nozioni di base di diritto penale.</p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright is-resized"><img src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/08/diritto-penale-comune2.jpg" alt="" class="wp-image-14930" width="456" height="277" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/08/diritto-penale-comune2.jpg 441w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/08/diritto-penale-comune2-300x183.jpg 300w" sizes="(max-width: 456px) 100vw, 456px" /></figure></div>



<p><strong>Il diritto penale e la morale sociale&nbsp;</strong><br>La prima cosa che gli studenti di giurisprudenza imparano quando aprono un manuale di diritto penale è che quest’ultimo e la morale sono due concetti che, sebbene non sovrapponibili, sono molto simili: la maggior parte delle volte, una condotta che è penalmente rilevante, cioè è prevista dalla legge come reato, è anche moralmente&nbsp;riprovevole, ovvero la società non&nbsp;la vede di buon occhio. Per esemplificare, l’omicidio è un reato e tutta la comunità, anche se non fosse previsto dalla legge come tale, non considererebbe una brava persona una che ne ammazza un’altra.&nbsp;<br>Il diritto penale è alla portata di tutti, a differenza degli altri rami del diritto dove molte cose sono perlopiù frutto dell’artificioso ingegno umano. Chi non lo studia o non ci si è sei mai imbattuto nella vita, può mai sapere che cos’è una servitù prediale? L’usucapione? Il&nbsp;<em>trust</em>? No, ed è normale. Ognuno ha le proprie conoscenze.&nbsp;<br>Quando si parla, invece, di ergastoli e&nbsp;<em>quarantunobis,&nbsp;</em>soprattutto al sud Italia -per ovvie ma infelici ragioni-&nbsp;ognuno si sente competente.&nbsp;</p>



<p><strong>La presunzione di competenza</strong><br>Essa ha varie cause,&nbsp;oltre quanto già accennato riguardo la morale.<br>Innanzitutto il reato, materialmente inteso, è una condotta, cioè un fatto umano, e ciò che è umano&nbsp;è comprensibile pertutti. Aldilà delle sfumature interpretative, è generalmente noto il significato della premeditazione, della minaccia, dell’omicidio tentato, dello sfruttamento della prostituzione. Il secondo motivo risiede nel fatto che, fin da quando nasciamo, tutti siamo perennemente bombardati dalla cronaca nera, grazie alla quale, seduti intorno al tavolo da pranzo, abbiamo imparato termini come&nbsp;<em>indagini preliminari</em>,&nbsp;<em>arresti domiciliari</em>,&nbsp;<em>omicidio colposo</em>,&nbsp;<em>associazione a delinquere di stampo mafioso</em>.&nbsp;<br>Proprio per queste sue caratteristiche, il diritto penale comporta un naturale coinvolgimento emotivo della collettività, perché tutti siamo bravi a giudicare le azioni dei nostri simili. Spesso questa implicazione sentimentale, come nel caso di Totò Riina, diviene accanimento,&nbsp;che è quanto di&nbsp;più malsano possa esistere, oltre che contrario ai principi della nostra Costituzione.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft is-resized"><img src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/08/dirittopenale.jpg" alt="" class="wp-image-14929" width="541" height="271" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/08/dirittopenale.jpg 940w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/08/dirittopenale-300x150.jpg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/08/dirittopenale-640x320.jpg 640w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/08/dirittopenale-480x240.jpg 480w" sizes="(max-width: 541px) 100vw, 541px" /></figure></div>



<p><strong>Il processo penale e il processo mediatico</strong><br>Quando una persona commette un reato, detto in parole povere, le cose vanno così: si svolgono indagini, si chiede il rinvio a giudizio, c’è il processo, si sentono i testimoni, parla l’imputato se ne ha voglia, parla la difesa, poi il pubblico ministero; infine, l’ultima parola spetta al giudice, che, se la colpevolezza dell’imputato è provata&nbsp;<em>aldilà di ogni ragionevole dubbio,</em>lo condanna.&nbsp;Sicuramente l’avvocato impugna la sentenza in appello e, se ci sono i presupposti, ricorre per Cassazione e quando sono esaurite tutte le possibilità di far cambiare idea ai vari giudici, la condanna diventa definitiva.<br>Per il grande pubblico che si è appassionato alla vicenda e si è sbizzarrito a criticare o ad avallare le opinioni di giudici, avvocati, criminologi, politici, qui cala il sipario. Arrivederci e alla prossima tragedia ad alto impatto mediatico.&nbsp;Tutti, dopo questo momento, sembrano dimenticare ciò che resta:&nbsp;<strong>un uomo</strong>.&nbsp;<br>Che sia della peggiore specie criminale, come Salvatore Riina, o che sia vittima del più grande errore giudiziario della storia, quello che resta, quando si spengono i riflettori, è un uomo che deve scontare una pena.&nbsp;<br></p>



<p><strong>L’esecuzione della pena</strong><br>Esiste una specifica branca del diritto penale che si occupa dell’esecuzione, cioè di come una persona condannata debba espiare la propria pena, di quando e se il giudice possa concedere ad un detenuto la liberazione anticipata o un permesso per uscire o gli arresti domiciliari ecc.&nbsp;<br>L’esecuzione penale deve rispettare due principi fondamentali.&nbsp;<br>1) La pena deve tendere alla<strong>rieducazione</strong>del condannato.&nbsp;<br>2) Non possono riservarsi ai detenuti&nbsp;<strong>trattamenti inumani</strong> e degradanti.&nbsp;<br>E poi ci sono tutte regole tecniche per i conteggi dei giorni di pena già espiati e cose simili.</p>



<figure class="wp-block-image"><img width="560" height="315" src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/08/maxw-824.jpg" alt="" class="wp-image-14934" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/08/maxw-824.jpg 560w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/08/maxw-824-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 560px) 100vw, 560px" /><figcaption>Totò Riina</figcaption></figure>



<p><strong>La Costituzione&nbsp;</strong><br>Lo sdegno per la richiesta di Totò Riina e per la sentenza della Corte di Cassazione con la quale si accennava al “diritto ad una morte dignitosa” derivavano da quel naturale coinvolgimento emotivo, normale per chi certe cose non le ha studiate. Normale per tutti, in verità. Anche io, che con il diritto penale convivo quotidianamente, ho continui coinvolgimenti emotivi e tante volte mi ritrovo a maledire le garanzie costituzionali, in nome delle  quali troppo spesso c’è chi non ha quel che io penso si meriterebbe. Però, poi, mi fermo sempre a riflettere. E mi dico che se oggi abbiamo una Costituzione che tutela i diritti di tutti è perché è stata scritta appena dopo la fine del regime fascista e proprio per evitare che le atrocità di quel periodo potessero essere commesse di nuovo.&nbsp;<br>Le persone, oggi, hanno diritto ad un processo in cui ad essere provate sono le accuse e l’innocenza si presume, mentre ai tempi di Benito Mussolini bastava una telefonata anonima per farti finire in carcere e costringerti a difenderti in un processo che era costruito tutto contro di te.&nbsp;</p>


<blockquote>
<p>Io sono fiera della nostra Costituzione, la più bella opera letteraria che abbia mai letto. </p>
</blockquote>


<p>E sono fiera anche che l’Italia aderisca alla Convenzione Europea dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, grazie alla quale tanti cittadini europei&nbsp;&nbsp;riescono ad ottenere&nbsp;diritti che altrimenti vedrebbero negati.<br>E i diritti sono belli perché sono di tutti.<br>Sono tutti figli. E i figli che sbagliano, certo, devono pagare, ma sempre con rispetto della loro&nbsp;<strong>dignità</strong>.&nbsp;<br>I corleonesi questo rispetto non lo hanno avuto neanche verso i bambini, ma non riservargli il giusto trattamento equivale ad essere un po’ come loro.&nbsp;<br>Negare a&nbsp;<em>Totò u curtu</em>le garanzie che l’Ordinamento penitenziario gli offriva avrebbe significato che lui anche da moribondo era in grado di sovvertire l’ordine, le regole, i principi costituzionali. Altro odio, altra violenza.&nbsp;<br></p>


<blockquote>
<p><strong>Noi non siamo come i mafiosi</strong><br />Io non voglio essere come il capo dei capi. Nemmeno un po’. Mai. </p>
</blockquote>


<p>Io voglio rispettare e applicare la legge, come avrebbero fatto Falcone, Borsellino, Chinnici e gli altri.&nbsp;<br>E la legge dice che se un detenuto è affetto da una grave infermità fisica, non più curabile, da cui deriva il pericolo di morte, può essere “messo ai domiciliari” al fine di garantirgli una morte dignitosa.&nbsp;<br><em>Pace all’anima sua</em>, come si dice dalle mie parti: Riina è morto prima che potessimo conoscere la decisione della magistratura. Ma non importa.&nbsp;</p>



<p><strong>La cosa più importante</strong><br>Ciò che conta davvero è che non dobbiamo mai perdere di vista la nostra umanità.&nbsp;<br>Proviamo ad aggiungere sempre un tassello al nostro quadro d’insieme. Eleviamo di un gradino la nostra coscienza. Ragioniamo un minuto in più, o meglio ragioniamo! Senza fermarci alla prima sensazione dettata dalla rabbia. Non siamo superficiali riguardo le nostre&nbsp;<strong>emozioni</strong>.&nbsp;<br>E non siamo superficiali riguardo le nostre&nbsp;<strong>opinioni</strong>. Stiamo attenti a ciò che leggiamo e che ripetiamo: confrontiamo i giornali, le televisioni.&nbsp;<br>E poi, consultiamo da soli la fonte di cui si parla, in modo da poter formare la nostra opinione in modo autonomo. Se non capiamo qualcosa, consultiamoci con gli altri, facciamoci spiegare un passaggio di una sentenza o di una norma …che tanto un amico che ha studiato giurisprudenza lo abbiamo tutti!&nbsp;</p>



<p></p>



<h2 style="text-align:center"></h2>



<p></p>
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		<title>Abbiamo intervistato Casa Surace</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rocco Stirparo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Mar 2019 23:10:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In questa simpatica intervista, i ragazzi di Casa Surace ci rivelano i motivi del loro successo: &#8220;Creare un proprio stile ma imparare dagli altri e soprattutto, restare sempre uniti.&#8221; C’è una cosa che hanno in comune i settentrionali ed i meridionali, i 20enni ed i 30enni, chi vive fuorisede o chi coi propri genitori: l’amore per i video di&#160;Casa Surace. Casa Surace non ha bisogno di essere presentata, la conosciamo praticamente tutti. Con oltre i 2milioni e mezzo di fan, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2>In questa simpatica intervista, i ragazzi di Casa Surace ci rivelano i motivi del loro successo: &#8220;Creare un proprio stile ma imparare dagli altri e soprattutto, restare sempre uniti.&#8221;</h2>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="has-drop-cap">C’è una cosa che hanno in comune i settentrionali ed i meridionali, i 20enni ed i 30enni, chi vive fuorisede o chi coi propri genitori: l’amore per i video di&nbsp;<a href="https://www.casasurace.com/">Casa Surace</a>. <br>Casa Surace non ha bisogno di essere presentata, la conosciamo praticamente tutti. Con oltre i 2milioni e mezzo di fan, avrete sicuramente riso a qualche video che hanno prodotto (<a href="https://www.youtube.com/user/iscrivitisubito/videos">oltre 180</a>, che hanno raggiunto il mezzo miliardo di visualizzazioni!), oppure avrete visto il loro libro in edicola, o assistito a qualche loro premiazione.&nbsp;</p>



<p>Loro sono una “factory di produzione”, o semplicemente un gruppo di amici e coinquilini (come preferiscono definirsi), che produce video sulle radici ed i valori del Sud, gli stereotipi da smontare, la vita dei piccoli paesi, i comportamenti, il rapporto tra studenti fuorisede, gli usi e i costumi culinari etc.</p>



<p>Inoltre, anche le loro&nbsp;<a href="https://www.facebook.com/casasurace/">pagine social</a>sono ricche di post, immagini e commenti (anche e soprattutto dell’enorme community che son riusciti a creare) che vale la pena di seguire. Come se non bastasse, di recente hanno anche pubblicato il&nbsp;<a href="https://www.amazon.it/Questanno-non-scendo-Casa-Surace/dp/8820066122/">loro primo romanzo</a>: “Quest’anno non scendo”.&nbsp;</p>



<p>Di fatti, parliamo di un gruppo di intrattenimento a tutto tondo, che cerca di condividere le proprie idee cercando sempre di differenziarsi, mantenendo un proprio stile.</p>



<p>La cosa che però più impressiona di loro è l’unione: nonostante tutto il successo e la mole di lavoro, i ragazzi di Casa Surace mangiano ancora tutti insieme.</p>



<p>Abbiamo quindi approfittato di uno di questi momenti di condivisione per far loro qualche domanda, promettendo, in cambio, loro una teglia di parmigiana.</p>



<p><em><strong>Buongiorno, ragazzi. Iniziamo con qualche domanda seria:</strong></em></p>



<ul><li><em><strong>Un tema ricorrente dei vostri video sono i 30 anni. Come mai cosí tante attenzioni per questa fascia d’età? Qual è la maggior difficoltà dei 30enni di oggi?</strong></em></li></ul>



<p>Perché nel frattempo lo siamo diventati, trentenni! A parte gli scherzi, Casa Surace è una famiglia con tanti parenti, e qualcuno di noi ha trent’anni. Ed è stato un trauma quando qualcuno ci ha chiesto se ci volessimo sedere alla fermata del pullman. Ci sta. Volevamo fare dei video drammatici sull’argomento ma ne sono venuti fuori dei video comici. Una delle difficoltà è sicuramente riuscire a continuare a mangiare il cibo di Nonna… sai dopo i 30 anni cambia il metabolismo.&nbsp;</p>



<ul><li><em><strong>Il pacco da giù è sicuramente il più famoso aiuto umanitario d’Italia. Se doveste fare “un pacco” per aiutare il nostro paese, cosa ci mettereste dentro?</strong></em></li></ul>



<p>Forse ne servirebbe uno bello grande in cui mettere tutte le cose tipiche delle nostre regioni che ci rendono diversi e simili allo stesso tempo. Nord, Sud, Est e Ovest, ogni paese d’Italia sa essere accogliente e inclusivo. Qualche volta ce lo dimentichiamo!&nbsp;</p>



<ul><li><em><strong>Nei vostri format si parla spesso delle varie “dispute” generazionali e geografiche. È un modo per esorcizzarne la diversità oppure è semplicemente un format che piace e funziona?</strong></em></li></ul>



<p>Tutto nasce dal divertimento! Ci piace raccontare le diversità ironiche che contraddistinguono il nostro paese. E le persone ci si riconoscono, e soprattutto capiscono l’ironia. In più oltre a raccontare le differenze proviamo anche a raccontare ciò che è simile in tutti i paesi. Non solo quelli del Sud! Tantissimi ragazzi, nostri fan, ci scrivono dal nord per dire «Anche da noi succedono queste cose» e noi rispondiamo «E allora siete del Sud anche voi»!</p>



<ul><li><em><strong>I re dei video online siete sicuramente voi ed i “The Jackal”. Nonostante la “competizione”, in questi anni siete cresciuti entrambi. Come vivete questa bella competizione e cosa consigliate a tutte le imprese che hanno dei competitors?</strong></em></li></ul>



<p>Siamo molto diversi. E forse la diversità e l’unicità sono cose che ti permettono di non entrare davvero in competizione con nessuno. Bisogna trovare una strada personale, guardarsi intorno, costruire un proprio stile. E sempre, sempre, imparare dagli altri!&nbsp;</p>



<ul><li><em><strong>Qual è il segreto per diventare, in cosi poco tempo, un’affermata “factory di produzione”?</strong></em></li></ul>



<p>Il segreto è non rivelare mai i segreti nelle interviste! A parte gli scherzi, divertirsi sempre perché il lavoro e la strada è tanta. Restare uniti, trovare i momenti giusti per divertirsi e fare gruppo. E soprattutto, continuare a mangiare tutti insieme. <br></p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<div class="wp-block-media-text alignwide has-media-on-the-right"><figure class="wp-block-media-text__media"><img width="1024" height="1024" src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/03/16587268_1461049803925301_1762400694128694738_o-1024x1024.jpg" alt="" class="wp-image-14147" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/03/16587268_1461049803925301_1762400694128694738_o-1024x1024.jpg 1024w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/03/16587268_1461049803925301_1762400694128694738_o-150x150.jpg 150w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/03/16587268_1461049803925301_1762400694128694738_o-300x300.jpg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/03/16587268_1461049803925301_1762400694128694738_o-640x640.jpg 640w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/03/16587268_1461049803925301_1762400694128694738_o-125x125.jpg 125w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/03/16587268_1461049803925301_1762400694128694738_o.jpg 1187w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<p style="font-size:80px;text-align:right" class="has-text-color has-very-dark-gray-color"><strong>Le domande del SUD a CASA SURACE </strong></p>
</div></div>



<p><em><strong>Va bene, divertiamoci un po’ provando a copiare un vostro format con delle “domande flash”:&nbsp;le domande del SUD a CASA SURACE.</strong></em></p>



<ul><li><em><strong>Come mai Ricky, dopo tutti questi anni con voi, è ancora cosí magro?</strong></em></li></ul>



<p>È costituzione. Non ci fai niente!</p>



<ul><li><em><strong>È vero che l’accademia della crusca, negli ultimi 3 anni, ha introdotto circa 800 nuove parole che ha sentito nei vostri video?</strong></em></li></ul>



<p>Effettivamente ne abbiamo uscite tante!</p>



<ul><li><strong>Chi è il più bravo a recitare?</strong></li></ul>



<p>Nonna Rosetta.&nbsp;</p>



<ul><li><strong>È vero che gli addetti alla consegna pacchi non scioperano mai perché hanno paura delle mamme del SUD?</strong></li></ul>



<p>E ci credo, le nostre mamme sono campionesse di lancio dello zoccolo.&nbsp;</p>



<ul><li><strong>Com’è possibile che nessuno sa distinguere quali sia il vostro accento/dialetto ma chiunque riesce a capirvi?</strong></li></ul>



<p>Perché noi parliamo un dialetto dell’anima. Un dialetto sentimentale.&nbsp;</p>



<ul><li><strong>È vero che avete maltrattato un settentrionale nei vostri video, costringendolo a mangiare tutto quello che vostra nonna ha preparato, oppure sono solo “malelingue”?&nbsp;</strong></li></ul>



<p>Nessun settentrionale è stato mai maltrattato nei nostri video. Al limite l’abbiamo aiutato a trovare il Sud che aveva in lui.&nbsp;</p>



<ul><li><strong>Le vostre nonne hanno capito che lavoro fate?</strong></li></ul>



<p>Beh, se pensi a Nonna Rosetta ormai è più esperta lei di digital marketing che noi!&nbsp;</p>



<ul><li><strong>Avete mai pensato di fare un film? Si potrà mangiare la parmigiana nel cinema?</strong></li></ul>



<p>A fare un film non ancora. Ma sai invece che quest’idea della parmigiana non è niente male? Pop Corn al gusto di parmigiana.&nbsp;</p>



<ul><li><strong>Ma parlate dei 30enni perché è la vostra età media? Quindi fra qualche anno&nbsp;parlerete anche dei 40enni?</strong></li></ul>



<p>Ma non ho capito ci dovete umiliare mo?</p>



<ul><li><strong>È vero che quando Ricky dice “m’hanno fatto pacco” è triste?</strong></li></ul>



<p>È una domanda trabocchetto?&nbsp;</p>



<ul><li><strong>Qual è la peggior intervista che vi hanno fatto? E perché proprio questa?</strong></li></ul>



<p>Di solito sulle interviste andiamo forti, sono i saluti che ci vengono sempre male!&nbsp;</p>



<p><em><strong>Grazie mille ragazzi!</strong></em><br></p>



<figure class="wp-block-pullquote is-style-default" style="border-color:#cf2e2e"><blockquote class="has-text-color has-vivid-red-color"><p><strong>L&#8217;ultimo video popolare di Casa Surace</strong></p></blockquote></figure>



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<div class="cff-embed-wrap cff-video-embed-wrap"><div id="fb-root"></div><script async="1" defer="1" crossorigin="anonymous" src="https://connect.facebook.net/it_IT/sdk.js#xfbml=1&amp;version=v9.0" nonce="pMZlacJO"></script><div class="fb-video cff-embed cff-video-embed" data-href="https://www.facebook.com/casasurace/videos/250265315911066/" data-width="750"><blockquote cite="https://www.facebook.com/casasurace/videos/250265315911066/" class="fb-xfbml-parse-ignore"><a href="https://www.facebook.com/casasurace/videos/250265315911066/">Le CANZONI di SANREMO cantate da NONNA</a><p>A nonna stai sciupa&#039; stai sciupa&#039; stai sciupa&#039;</p>Pubblicato da <a href="https://www.facebook.com/338266959536930">Casa Surace</a> su Giovedì 21 febbraio 2019</blockquote></div></div>
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		<title>#VentiWideWeb: intervista alla Slim Dogs Production</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Allevato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Mar 2018 15:06:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA POP]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci chiamano Millenials. Siamo la generazione nata a cavallo tra gli anni Ottanta di Baywatch&#160;e gli anni Duemila di Una mamma per amica&#160;che, nel mondo occidentale, è caratterizzata dalla grande familiarità con le nuove tecnologie e le innovative forme di comunicazione. Anche se spesso in ambito giornalistico viene utilizzato per descrivere gli adolescenti, con questo termine si indica la Millenial Generation o Generazione Y,&#160;quella cresciuta con MTV, che ha sentito i primi trilli di MSN e si è iscritta a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ci chiamano<em> Millenials. </em>Siamo la generazione nata a cavallo tra gli anni Ottanta di <i>Baywatch</i>&nbsp;e gli anni Duemila di <i>Una mamma per amica</i>&nbsp;che, nel mondo occidentale, è caratterizzata dalla grande familiarità con le nuove tecnologie e le innovative forme di comunicazione. Anche se spesso in ambito giornalistico viene utilizzato per descrivere gli adolescenti, con questo termine si indica la <em>Millenial Generation</em> o <em>Generazione Y,</em>&nbsp;quella cresciuta con MTV, che ha sentito i primi trilli di MSN e si è iscritta a Facebook quando ancora tentava di imitare MySpace, permettendo di inserire brani che partivano in automatico nel profilo personale.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Ragazzi <em>under</em> 30 che sono nati, cresciuti e vissuti con i <em>social network</em> che oggi usiamo quotidianamente e che sono stati capaci di sfruttare per trovarsi o inventarsi un lavoro, grazie alla loro passione e al loro talento.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">Sono proprio questi i giovani di cui vogliamo parlare e abbiamo deciso di cominciare dalla <a href="http://www.slimdogsproduction.com" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Slim Dogs Production</em></a>.</h3>
<p style="text-align: justify;">La Slim Dogs è una società di produzione video e comunicazione digitale, il cui team è composto da giovani under 30 che lavorano da anni sul web, come il suo fondatore: <strong>Matteo Bruno</strong> è uno youtuber della vecchia scuola, una delle prime personalità a essere riuscito a raggiungere un certo successo mediatico partendo da Youtube con il nome di <strong><em>Canesecco</em></strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Insieme a <strong>Giovanni Santonocito</strong>, ha fondato la Slim Dogs Production mettendo a frutto gli anni di esperienza, accumulati sia sui social che nella produzione di contenuti audio-video, lavorando e distinguendosi in diversi campi: pubblicità, musica, televisione&#8230;</p>
<p><figure id="attachment_12281" aria-describedby="caption-attachment-12281" style="width: 600px" class="wp-caption aligncenter"><img class="wp-image-12281 size-full" src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2018/02/fbimage.png" alt="" width="600" height="315" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2018/02/fbimage.png 600w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2018/02/fbimage-300x158.png 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /><figcaption id="caption-attachment-12281" class="wp-caption-text">Fonte: SlimDogs Production</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Li abbiamo intervistati per farci raccontare qualcosa di loro.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Partiamo dal principio: come nasce la Slim Dogs?</strong></h3>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">La Slim Dogs nasce dal bisogno di creare un team che potesse far fronte alle diverse esigenze lavorative. Il fine di quest’ultimo è quello di attribuire ad ogni componente del team un proprio ruolo in modo da cercare di raggiungere il miglior risultato. Così abbiamo deciso di creare una vera e propria azienda che avesse all’interno delle figure che ci permettessero di realizzare un vero e proprio gruppo di lavoro. La Slim Dogs è la concretizzazione di un’idea che abbiamo sviluppato nel tempo, la necessità di avere un team a cui affidarsi.</p>
</blockquote>
<p><iframe width="750" height="422" src="https://www.youtube.com/embed/HxmDHoNZBJE?feature=oembed" frameborder="0" allow="autoplay; encrypted-media" allowfullscreen></iframe></p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Cosa significa essere giovani che lavorano nella produzione audio-video? Parlateci della vostra esperienza imprenditoriale.</strong></h3>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Per rispondere a questa domanda, occorre fare una premessa.</p>
<p style="text-align: justify;">Essere giovani in un periodo in cui il digitale sta prendendo parte attiva in tutti i campi è un vantaggio. Così anche nel mondo audio-visivo. Le esigenze aziendali sono cambiate con l’avvento di una serie di variabili prima tra tutte l’avvento di Internet che con i suoi strumenti, quali: social media, social network, piattaforme web etc. hanno fatto sì che si creasse spazio per i cosiddetti giovani digitali.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto ciò contribuisce a dare un ruolo ai giovani nel mondo della produzione audio-video (nel nostro caso) che devono comunicare attraverso creatività, professionalità, impegno le proprie idee nei vari tipi di lavorazioni affidategli.&nbsp;Ruolo che attraverso un team, impegno, coraggio e un po’ di fortuna può essere ben ricoperto da ragazzi come noi.</p>
</blockquote>
<p><figure id="attachment_12282" aria-describedby="caption-attachment-12282" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img class="wp-image-12282 size-full" src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2018/02/Schermata-2017-06-06-alle-11.44.34-1024x447.png" alt="" width="1024" height="447" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2018/02/Schermata-2017-06-06-alle-11.44.34-1024x447.png 1024w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2018/02/Schermata-2017-06-06-alle-11.44.34-1024x447-300x131.png 300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-12282" class="wp-caption-text">Fonte: SlimDogs Production</figcaption></figure></p>
<h3><strong>Avete lavorato anche per brand internazionali, quanto sono disposte le grandi aziende a investire sul lavoro creativo e sui giovani?</strong></h3>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Beh questa non è una domanda a cui si può dare una risposta univoca. Dipende dalla situazione. Quello che possiamo dirvi è che se si punta sempre ad ottenere il miglior prodotto possibile con i mezzi che si hanno a disposizione poi questo merito viene sempre riconosciuto. Inoltre, ci sono molti fattori che concorrono per l&#8217;assegnazione di un progetto, che non dipendono esclusivamente dalla bravura del team.</p>
</blockquote>
<h3><strong>Qual è il progetto, o la tipologia di progetto, che vi ha dato/vi dà più soddisfazione dal punto di vista creativo?</strong></h3>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Da 3 anni a questa parte abbiamo avuto modo di collaborare a diversi progetti. Senza dubbio quelli a cui ci teniamo di più sono legati a tematiche precise che ci hanno permesso in qualche modo di fare un passo in avanti rispetto ai soliti lavori a cui eravamo abituati. Tra questi possiamo citare la realizzazione del <a href="https://www.youtube.com/watch?v=JaB1wdm9pTo">videoclip </a>di “Piccola Anima” di Ermal Meta e Elisa, lo spot per il <a href="https://www.youtube.com/watch?v=K1ucxoKyiZI">video</a> di father.io, uno dei <a href="https://www.youtube.com/watch?v=rlushcdvOyg&amp;t=391s">vlog</a> di Matteo sulla Blue Whale.</p>
</blockquote>
<pre><em>[n.d.r. Tra</em> i progetti della SlimDogs che ultimamente ha colpito molto il nostro team ce n'è uno bellissimo e partecipativo realizzato in occasione del Natale. Ecco il video]</pre>
<p><iframe width="750" height="422" src="https://www.youtube.com/embed/_4LBllL2vgs?feature=oembed" frameborder="0" allow="autoplay; encrypted-media" allowfullscreen></iframe></p>
<h3><strong>Lavorate prevalentemente sul web, come vi rapportate a un mondo in cui l’attenzione dello spettatore dura in media 3 minuti?</strong></h3>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Non è facile sintetizzare ogni concetto in pochi minuti. Cerchiamo di impostarci, prima mentalmente e poi in maniera scritta, degli schemi da seguire che spiegano in maniera logica dei concetti legati da fili conduttori. Poi attraverso strategie di marketing cerchiamo di fare il tutto nel modo migliore possibile.</p>
<p style="text-align: justify;">In generale siamo fieri di poter dire che la nostra community ha una soglia d’attenzione più alta (il canale di Matteo in media ha un watchtime intorno ai 6:30 minuti/video ndr.). Il punto è abituare la propria utenza ed istruirla in questo senso.</p>
</blockquote>
<h3><strong>Sul vostro sito sono disponibili dei corsi in cui mettete a disposizione la vostra esperienza nel settore, quanto è importante la formazione in questo lavoro?</strong></h3>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">La formazione è un presupposto in ogni campo. Nel nostro quello che conta molto è la cosiddetta “formazione pratica” grazie alla quale provando e riprovando si riesce sempre a fare cose di volta in volta migliori. Noi nei nostri workshop cerchiamo di trasmettere a persone interessate la “fissa” del nostro lavoro, portandogli tematiche dettate dalla nostra esperienza (anche se tutti under 35 anni).</p>
</blockquote>
<h3><strong>Quale consiglio dareste a chi vuole entrare nel mondo della produzione e della comunicazione?</strong></h3>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Appare alquanto banale come risposta ma inseguite i vostri sogni. Se il mondo della produzione e della comunicazione è quello che vi piace, rimboccatevi le maniche e cercate di far emergere la vostra creatività. L’impegno e la sperimentazione sono la chiave per poter inseguire i propri obiettivi.</p>
</blockquote>
<h2 style="text-align: center;"><div class="cb-divider clearfix"><span class="cb-title">SLIMDOGS PRODUCTION SHOWREEL 2018</span></div></h2>
<p>Ecco un accenno di tutte le cose belle che si creano alla Slim Dogs:</p>
<p><iframe src="https://player.vimeo.com/video/253980873" width="750" height="422" frameborder="0" title="Slim Dogs ShowReel 2018" webkitallowfullscreen mozallowfullscreen allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>CATTURATI DALLA RETE</title>
		<link>https://ventiblog.com/catturati-dalla-rete/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Elvira Scarnati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Sep 2014 12:49:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[POST-IT]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[mondiali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>14 giugno – 14 luglio: un mese dall’uscita dello scorso numero di Venti e un mese dall’inizio dei mondiali, che si sono conclusi ieri sera. Inutile dire che non sono affatto appassionata di calcio e che le uniche partite che vedo sono solo quelle in cui gioca la Nazionale, ma la delusione per come sia andato il nostro mondiale è stata tanta; in fondo, ogni italiano ha il grande sogno di rivivere l’emozione del 2006, a prescindere dalla conoscenza e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>14 giugno – 14 luglio</strong>: un mese dall’uscita dello scorso numero di <em>Venti </em>e un mese dall’inizio dei <strong>mondiali</strong>, che si sono conclusi ieri sera.</p>
<p>Inutile dire che non sono affatto appassionata di calcio e che le uniche partite che vedo sono solo quelle in cui gioca la Nazionale, ma la delusione per come sia andato il nostro mondiale è stata tanta; in fondo, ogni italiano ha il grande sogno di rivivere l’emozione del 2006, a prescindere dalla conoscenza e dalla passione per questo sport.<br />
Ieri sera, mentre impaginavo i post di questo numero del blog, seguivo la partita finale gufando un po’ per la Germania… peccato che al 113’ ci ha pensato Goetze a segnare il goal decisivo e far vincere alla sua squadra il titolo, battendo l’Argentina.<br />
A noi italiani non resta che continuare a fare battute sulla “fame cannibalesca” di Suarez e sperare in una formazione vincente per i prossimi europei.</p>
<p>Proprio pensando ai mondiali abbiamo scelto la tematica di questo mese: <strong>la rete</strong>. Fare rete, fare goal, raggiungere gli obiettivi, diramare, diffondere, condividere, fare network, catturare… tanti significati racchiusi in una parola.</p>
<p>Ma la rete per noi è soprattutto <strong>internet</strong>. Siamo la generazione 2.0, i nativi digitali, sempre connessi e online. Siamo nati con la rete e senza di essa, spaventa dirlo, ci sentiamo ormai, forse, quasi persi. La rete è un modo per informarsi e per restare in contatto col mondo. Quasi consola sapere che, almeno potenzialmente, non si è mai soli; anche se, alla fine, restando nascosti, proteggendoci dietro lo schermo di un pc o di uno smartphone, il rischio è proprio quello di restare isolati e di non vivere la realtà che ci circonda.</p>
<p>Ormai si pensa più a condividere sui social network ciò che stiamo facendo, invece di pensare veramente a farlo: davanti a un bel tramonto in riva al mare o un piatto di linguine con le vongole o una serata con gli amici, si preferisce perdere tempo con Instagram, Facebook, Twitter per fotografare, taggare, condividere e far sapere al mondo cosa stiamo facendo, piuttosto che pensare veramente a godere di quel tramonto, ad assaporare quel piatto di pasta, a ridere a crepa pelle con gli amici. <strong>La rete ormai ci ha catturati</strong>.</p>
<p>Il video di<strong> Gary Turk,</strong><em> Look up</em><strong>, </strong>lancia proprio un monito a spegnere la connessione e vivere la realtà.</p>
<p><iframe width="750" height="422" src="https://www.youtube.com/embed/sU7JES5s3w0?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p style="text-align: center;">“Go out into the world. Leave distractions behind.<br />
Look up from your phone. Shut down that display.<br />
Live life the real way.”</p>
<p>E’ quasi una poesia e mostra come liberarci dalla rete sarebbe semplicissimo: spegnere la connessione dei nostri smartphone, riporli in borsa o in tasca e dimenticarcene, restando off-line, almeno per una sera.</p>
<p>Ma per chi, come me, è ormai internet-dipendente, la questione è molto più difficile di quanto sembri. Ho fatto così ricorso ad <strong>iDon’t</strong>, l’app che aiuta a disintossicarci da internet, bloccando la connessione quando diventa eccessiva.<br />
Al momento la mia situazione è questa:</p>
<p><a href="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image84.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1977" src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image84.jpg" alt="image" width="360" height="600" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image84.jpg 360w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image84-180x300.jpg 180w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image84-300x500.jpg 300w" sizes="(max-width: 360px) 100vw, 360px" /></a></p>
<p>Riuscirò a liberarmi dalla rete?</p>
<p style="text-align: right;"><a title="ELVIRA SCARNATI" href="http://ventiblog.com/2014/05/elvira-scarnati-2/">Elvira Scarnati</a></p>
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		<title>DEVIANTART: IL MARCIAPIEDE VIRTUALE</title>
		<link>https://ventiblog.com/deviantart-il-marciapiede-virtuale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Allevato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Sep 2014 10:04:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA POP]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di Chiara Allevato Ah! (sospiro nostalgico) il mondo dell’arte, tanto sfaccettato quanto ambizioso. La primaria ricerca di chi lavora in questo campo è, appunto, lavorare; essere pagati per fare arte è un materialismo “sporco” ma indispensabile, a meno che non siate il tipo di artisti che fanno i banchieri di giorno e la notte dipingono schizzando vernice un po’ ovunque nel proprio studio. In quel caso buon per voi, fatemi sapere che marca di caffè vi tiene svegli poiché, in [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Di <a title="CHIARA ALLEVATO" href="http://ventiblog.com/2014/05/chiara-allevato/">Chiara Allevato</a></p>
<p><a href="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image28.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1877" src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2014/09/image28-300x121.jpg" alt="image" width="300" height="121" /></a></p>
<p>Ah! (sospiro nostalgico) il mondo dell’arte, tanto sfaccettato quanto ambizioso. La primaria ricerca di chi lavora in questo campo è, appunto, lavorare; essere pagati per fare arte è un materialismo “sporco” ma indispensabile, a meno che non siate il tipo di artisti che fanno i banchieri di giorno e la notte dipingono schizzando vernice un po’ ovunque nel proprio studio. In quel caso buon per voi, fatemi sapere che marca di caffè vi tiene svegli poiché, in quanto studentessa, potrei averne bisogno. Se persino Van Gogh fu povero in canna tutta la vita, che speranze hanno gli artisti di oggi, con questi dannati social network che ti rendono famosi per quindici minuti e utili per cinque, di essere conosciuti e ammirati a livello globale? Solo una: iscriversi al sito deviantART.com. Fondato da tre baldi giovani, si ripromette di formare una community di e per artisti in cui chiunque possa esporre i propri lavori, in ogni espressione possibile, siano essi prosa, poesia, murales, lavori di grafica e molto altro. Non vogliono soldi, ma le opere possono essere vendute solo se fai una donazione, e anche nel caso in cui qualcuno sia tanto pazzo da comprare la tua opera (perché ormai basterebbe un copia/incolla o uno screen per averne una riproduzione) solo il 10% del ricavato andrà all’artista.</p>
<p>Praticamente i marciapiedi che rendevano le strade delle città “caratteristiche” e dove un tempo venivano fatti ritratti occasionali o si sperava di essere notati mentre si decantavano poesie ad alta voce, diventano virtuali. Straordinario come l’ottimismo, la creatività e il talento perseverino negli antri più labili e ingrati di Internet. In ogni caso, se volete equilibrare il vostro animo e sentirvi intelligenti per quei dieci minuti tra una foto e l’altra della finale del mondiale, basta girare per questo sito e la vostra anima troverà ristoro, un caldo conforto temporaneo in questo mondo così freddo, cinico e anti-spirituale.</p>
<p>Apparte gli scherzi molte opere sono talento puro e ispiranti, voglio dire: c’è gente che per secoli ha provato a fare soldi con questo lavoro e neanche i tempi moderni in cui i poveri possono vestirsi da H&amp;M sono esenti da questo tentativo. Alzo il basco per loro, che tanto lo sappiamo che tutti gli artisti lo indossano, anche in estate col rischio di creare una nuova specie (in fondo l’arte non vi fa sentire vicino a Dio?). Gli auguro pure buona fortuna, o quantomeno di finire su una t-shirt o di ricevere un “Carino!” da uno scorritore-seriale di timeline di Facebook.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/deviantart-il-marciapiede-virtuale/">DEVIANTART: IL MARCIAPIEDE VIRTUALE</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
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