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	<title>startup &#8211; Venti Blog</title>
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	<description>La voce dei Ventenni</description>
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		<title>Primo premio Luce! Startup Inclusiva, a vincere è la promozione di valori universali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Francesca Astorino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Jul 2023 21:50:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Diffondere la cultura della innovazione per generare positività sul fare impresa in Italia e creare valore rispetto ai temi sul mondo del lavoro. Questi gli obiettivi del primo premio Luce! Startup Inclusiva. L’occasione è quella di festeggiare il terzo compleanno della fondazione del canale di informazione trasversale ed innovativo, curato dai giornalisti delle tre testate storiche La Nazione, Il Resto del Carlino, Il Giorno, che dal 2021 propone temi di attualità analizzati attraverso una chiave fluida prona ad accende il [&#8230;]</p>
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<p class="has-drop-cap">Diffondere la cultura della innovazione per generare positività sul fare impresa in Italia e creare valore rispetto ai temi sul mondo del lavoro. Questi gli obiettivi del primo premio Luce! Startup Inclusiva. L’occasione è quella di festeggiare il terzo compleanno della fondazione del canale di informazione trasversale ed innovativo, curato dai giornalisti delle tre testate storiche La Nazione, Il Resto del Carlino, Il Giorno, che dal 2021 propone temi di attualità analizzati attraverso una chiave fluida prona ad accende il dibattito. Le modalità per interagire sono quelle dello spazio digitale attivo e multiforme di cui la testata si fa portatrice tramite il sito web ed i canali social promuovendo l’informazione tramite contenuti smart quali video, audio.</p>



<p>Alla sua prima edizione, il premio per le startup inclusive sarà consegnato nel mese di ottobre in occasione del Festival di Luce!. Manifestazione che si terrà nel Salone dei Cinquecento di Palazzo vecchio a Firenze. A sostenere l’evento, insieme al canale Luce!, saranno StartupItalia, la media company fondata nel 2013, che promuove il saper fare impresa tra i giovani in Italia e REKEEP, il primo gruppo italiano che si occupa di Integrated Facility Management. </p>



<p>Dalla collaborazione tra queste realtà imprenditoriali è nata l’idea di dare un riconoscimento a quelle aziende italiane che si sono distinte per progetti altamente innovativi e di ricerca nei campi dell’inclusione sociale, sostenibilità ambientale, disparità di genere e diritti civili. A premiarle e prima ancora a selezionare dieci startup tra quelle che si sono candidate al premio, la giuria composta dai partner dell’evento. Le dieci startup elette saranno raccontate magistralmente dalla redazione del sito Luce!. La startup vincitrice avrà l’onore di ricevere un riconoscimento in visibilità sui canali media di Luce! e otterrà dei branded content con PED sociali oltre il lancio della newsletter su StartupItalia, una video intervista dedicata e la campagna di comunicazione sui media del gruppo dei partners. </p>



<p>Nel corso dei tre anni, di pari passo con il compleanno del canale d’informazione, Luce! ha realizzato, delle giornate di dibattito dal titolo Dream Time – Il Festival di Luce!. Occasioni per festeggiare il grande successo della testata e dibattere in maniera aperta con le nuove generazioni sul mondo che vorrebbero. Le giornate organizzate sempre nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, hanno proposto talk con creator del mondo dell’economia, della politica e dello spettacolo insieme a momenti di svago con musica dal vivo. Luce! si è fatto portavoce insieme ai giovani delle tematiche dei nostri tempi raccontate attraverso il sito e i social. Inoltre, ha voluto incontrarli nei luoghi che maggiormente contribuiscono alla formazione sociale, culturale ed umana: le scuole. Il tour si è svolto principalmente nella zona di Milano dove gli studenti sono stati invitati a partecipare a tavole rotonde sui temi delle sfide, dei sogni e delle paure delle nuove generazioni. A prendere parte agli incontri anche volti noti del giornalismo e dell’imprenditoria come Agnese Pini, direttrice di Quotidiano Nazionale, Il Giorno, il Resto del Carlino, La Nazione e Luce!; Armando Stella, vicedirettore Il Giorno; Luisa Bragnoli, CEO Beyond International e Partner Double Robotics. </p>



<p>Tra le tematiche affrontate, gli hot topic che contraddistinguono Luce!: l’inclusione, la coesione e la diversità. La forza delle immagini, oltre a quella delle parole, è usata per raccontare le contraddizioni, i cambiamenti della società odierna, apparentemente in costante evoluzione ma che fa i conti con gli standard retrò del pensare comune. Luce! in questo è una lente di ingrandimento che mette a fuoco le azioni di inclusione, coesione ed accettazione del “diverso” portando esempi di protagonisti positivi del nostro tempo che si battono ogni giorno per affermare valori universali. Il manifesto della redazione Luce! è un vero programma editoriale che pone l’obiettivo nella ricerca del cambiamento per farne terreno di confronto e di dibattito. Partendo da tematiche interesse comune quali il cinema, l’arte e la musica vuole offrire un nuovo canale per interconnettere le generazioni. Partire dai bisogni fino ad arrivare alle prospettive dei più giovani cercando di mettere in contatto e “in luce”, ad un pubblico di adulti lettori, i loro modi di pensare.</p>
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		<title>I giovani e le startup</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Carmela Mandolfino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Oct 2022 08:18:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[LAVORO]]></category>
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		<category><![CDATA[casavo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Realtà innovative in crescita con l’impronta internazionale e il cuore radicato nel territorio Le start up in Italia sono una realtà che ha preso piede nel giro di pochissimo tempo e con un’imponenza decisiva sul mercato del lavoro. In Italia si contano circa 15.000 start up attive, che hanno apportato un cambiamento fondamentale con i loro contenuti innovativi e tecnologici.&#160; Proprio nel 2022, in Italia, sono nate delle start up che hanno riscosso molto successo, nonostante non siano tra le [&#8230;]</p>
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<h2 class="has-text-align-center">Realtà innovative in crescita con l’impronta internazionale e il cuore radicato nel territorio</h2>



<p class="has-drop-cap">Le start up in Italia sono una realtà che ha preso piede nel giro di pochissimo tempo e con un’imponenza decisiva sul mercato del lavoro. In Italia si contano circa 15.000 start up attive, che hanno apportato un cambiamento fondamentale con i loro contenuti innovativi e tecnologici.&nbsp;</p>



<p>Proprio nel 2022, in Italia, sono nate delle start up che hanno riscosso molto successo, nonostante non siano tra le più note, sono quelle che hanno ricevuto maggiori fondi finanziari, che hanno avuto l’idea più innovativa o che sono riuscite ad agganciarsi ad imprenditori importanti che hanno deciso di investire. Tra queste abbiamo: <strong>1000Farmacie</strong>, una startup innovativa under 30, costituita nel marzo del 2020 a&nbsp;<strong>Milano</strong>&nbsp;in concomitanza con l’esplosione della pandemia da Covid-19; <strong>Caracol – Additive Manufacturing</strong> che converte supporti robotici in una tecnologia integrata di Additive Manufacturing grazie sullo sviluppo hardware di un sistema innovativo di estrusione brevettato e a degli algoritmi software proprietari;<strong> Casavo</strong> è una scaleup nel mercato immobiliare; <strong>D’Orbit</strong> è un’ex startup innovativa italiana attiva nel settore aerospaziale, che dalla costituzione nel 2011 a Milano ha messo al centro della propria mission la mitigazione dei “detriti nello spazio” occupandosi di logistica spaziale; <strong>Genenta Science</strong> è una società biotech che ha adottato un modello di ricerca italiano ma con un respiro internazionale. Queste sono solo tra le prime società italiane che hanno saputo investire nel nostro territorio utilizzando uno sguardo lungimirante che ha permesso loro di espandersi e diventare punti di riferimento e stakeholders sul mercato di appartenenza oltre che nella macro categoria delle start up.&nbsp;</p>



<p>Le realtà presenti sul nostro territorio vedono come protagonisti i giovani che, grazie ai fondi stanziati dall’UE per questi canali innovativi, sono riusciti a mettere in piedi realtà dinamiche e flessibili, capaci di interagire con le piccole e medie imprese vicine ma anche con le realtà più importanti non solo sul territorio italiano ma anche su quello estero. <strong>Resto al Sud</strong>, il bando europeo che permette ai giovani italiani di creare e stabilire la propria impresa nel meridione, favorendo non solo la possibilità di nascita di nuove realtà ma di crearle nel sud Italia, ha indotto una consapevolezza e nei giovani e una volontà nel rimanere nel proprio territorio senza dover rinunciare alla possibilità di crescita economica, personale e lavorativa. Proprio Resto al Sud ha dato vita a molte start up che oggi sono tra le più note del sud Italia, tra gli incubatori d’impresa certificati se ne contano cinque e sono diffuse in Puglia, Campania, Basilicata e Calabria. C’è una differenza tra start up e incubatori sociali, questi ultimi infatti devono possedere requisiti specifici che li distinguono dalle comuni realtà innovative. Devono avere strutture che possano accogliere attrezzature e forniture utili all’obbiettivo delle società e di conseguenza devono disporre dei giusti mezzi quali rete internet, macchinari adeguati, spazi condivisi. Inoltre devono essere gestite da imprenditori, persone professionalmente adeguate rispetto alle responsabilità economiche che dovranno gestire e infine dovranno dialogare sempre con università, istituzioni pubbliche e imprese locali e nazionali con cui potranno stipulare accordi e scambi di sviluppo reciproco. Ecco alcuni tra quelli presenti sul nostro territorio: <strong>The Hub Bari</strong>, attraverso Sprint Factory, è riuscita a “catturare” i fondi di&nbsp;<strong>Estrazione di Talenti</strong>, un bando della Regione Puglia cofinanziato dall’Unione Europea. L’obiettivo è&nbsp; diventare un punto di riferimento per startupper di tutta Europa nell’ambito delle attività digitali, creative ed inclusive; <strong>Entopan Innovation Srl</strong>, è nata a Caraffa di Catanzaro Con un fondamentale aspetto sociale, vuole aprire un hub per ospitare 50 big e 100 startup, l’intento è fare interagire start-up innovative, pmi ed imprese di livello corporate attraverso azioni di accompagnamento dalla nascita e per tutta la crescita delle aziende; <strong>Serea Srl</strong>&nbsp;è di Potenza ed ha ricevuto la certificazione nel pieno dell’emergenza covid, diventando il primo incubatore lucano nelle liste del Mise; <strong>012factory</strong>&nbsp;è l’innovation hub&nbsp;<strong>più grande del Mezzogiorno per fatturato e numero di start up</strong>, ed ha sede a Caserta. Di recente si è trasformato in una Spa e Società Benefit. Nata nel 2013 con un capitale di 10mila euro, oggi ne vale 1,6 milioni. I suoi esperti aiutano sia le start up a nascere che a svilupparsi e a ricrearsi; <strong>Campania Newsteel Srl</strong>, con sede a Napoli, è l’incubatore promosso dalla&nbsp;<strong>Città della Scienza</strong>&nbsp;(<em>Best science-based incubator&nbsp;</em>d’Europa nel 2008) e l’<strong>Università degli Studi di Napoli Federico II</strong>. Si occupa sia di startup che di spin-off. È stato il primo incubatore del Mezzogiorno ad essere stato riconosciuto dal MISE.&nbsp;</p>



<p>Le società innovative che abbiamo più vicino di quanto crediamo sono tante e sfaccettate, riescono a rappresentare gli interessi più svariati, raccogliendo giovani talenti che finalmente non fuggono via dall’Italia. Le opportunità in campo tecnologico e d’innovazione ci sono e sono tante, basta saper scegliere e utilizzare i mezzi che abbiamo a disposizione. I fondi da cui si può attingere per la realizzazione danno la possibilità di mettere in campo le proprie competenze dando vita a nuove e giovani realtà forti e utili per lo sviluppo economico e sociale del nostro territorio. Questi sono gli esempi lampanti di come il futuro sia qui, e saperlo cogliere significa essere cittadini del mondo senza recidere le proprie radici.&nbsp;</p>



<hr class="wp-block-separator is-style-dots"/>



<p class="has-text-align-center"><em>Articolo pubblicato</em> <em>su Il Quotidiano del Sud &#8211; L&#8217;Altravoce dei ventenni </em></p>
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		<title>THECOLORSOUP: quando la creatività si sposa con innovazione ed ecosostenibilità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stephanie Bortolussi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Oct 2016 18:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[imprenditorialità]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
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		<category><![CDATA[startup]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>n questi giorni abbiamo scoperto THECOLORSOUP, un innovativo shop online dedicato alla stampa dei tessuti on demand, che è anche blog e trendsetter. Nato dall’unione delle idee di Elena(project manager), Daniela (content editor&#38;digital marketing) e Lorenzo (web designer&#38;developer), il sito consente a stilisti e designer professionisti, ma anche a non addetti ai lavori, di personalizzare il tessuto dal singolo metro a migliaia di metri, per la realizzazione di capi di abbigliamento o elementi d&#8217;arredo e accessori. Il progetto si è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span class="cb-dropcap-small">I</span>n questi giorni abbiamo scoperto <strong><a href="http://thecolorsoup.com"><em>THECOLORSOUP</em></a>,</strong> un innovativo shop online dedicato alla stampa dei tessuti on demand, che è anche blog e trendsetter.</p>
<p>Nato dall’unione delle idee di <strong>Elena</strong>(project manager), <strong>Daniela</strong> (content editor&amp;digital marketing) e <strong>Lorenzo</strong> (web designer&amp;developer), il sito consente a stilisti e designer professionisti, ma anche a non addetti ai lavori, di <strong>personalizzare il tessuto </strong>dal singolo metro a migliaia di metri,<strong> per la realizzazione di capi di abbigliamento </strong>o<strong> elementi d&#8217;arredo </strong>e<strong> accessori.</strong> Il progetto si è sviluppato in un solo anno, il 2015, durante il quale i tre giovani start-upper hanno partecipato ad <a href="http://www.h-farm.com">H-FARM</a>, il più grande acceleratore europeo di imprese tenutosi a Venezia e, dopo mesi di lavoro, hanno lanciato online la piattaforma. Fondamentale per lo sviluppo del progetto è stato l’aiuto del <a href="http://www.mirogliogroup.com/it/">Gruppo Miroglio</a>, che ha deciso di investire sul talento e sull’entusiasmo di giovani dipendenti per promuovere il lancio di iniziative innovative e supportare quindi la trasformazione dell’azienda in un’ottica digitale. Ma scopriamo qualcosa di più sul successo di <em>THECOLORSOUP</em> assieme ad <strong>Elena Guarene</strong>, project manager.</p>
<h2><strong>Una delle chiavi di successo della vostra piattaforma è sicuramente la personalizzazione. In che modo hanno risposto gli utenti a questo tipo di servizio?</strong></h2>
<p>“Personalizzazione” è un must anche quando si tratta di tessuto. Il nostro sito nasce come risposta a questa diffusa esigenza di stampare e decorare il tessuto con grafiche e fantasie uniche per realizzare capi di abbigliamento o arredare casa in modo speciale. In questi mesi abbiamo avuto la prova del fatto che la creatività degli utenti non ha limiti…!</p>
<h2><strong>Quindi la personalizzazione e la conseguente possibilità di vedere il proprio progetto pubblicato sul vostro blog dopo aver acquistato i vostri tessuti, vi ha permesso in un certo senso di premiare i vostri clienti. Che successo ha riscontrato questo tipo di strategia?</strong></h2>
<p>Siamo riusciti a trovare la formula giusta per combinare stampa digitale e creatività in un binomio perfetto. Ecco perché abbiamo creato uno spazio di contaminazione tra tessuti, arte e tecnologia sostenuto da un continuo impegno nella ricerca di soluzioni su misura per la singola esigenza di ciascun cliente. In fondo alla base del nostro progetto c’è un’attività continua volta a sperimentare e proporre nuovi strumenti per stimolare la creatività dei consumatori. La semplicità con la quale è possibile fruire del servizio di <em>THECOLORSOUP</em> è sicuramente un aspetto di vantaggio per il business della piattaforma: basta che l&#8217;utente scelga tra oltre 600 proposte di grafiche o carichi un proprio disegno, selezioni una tra le più di 20 basi di tessuto a disposizione e invii l’ordine. <img class="aligncenter wp-image-10098 size-large" src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2016/10/IMG_3686-1024x683.jpg" alt="thecoloursoup1" width="750" height="500" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2016/10/IMG_3686-1024x683.jpg 1024w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2016/10/IMG_3686-300x200.jpg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2016/10/IMG_3686-360x240.jpg 360w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2016/10/IMG_3686-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></p>
<h2><strong>Elena, su quali strumenti avete puntato per ampliare la conoscenza della vostra start-up ed aumentare il volume d&#8217;affari? Quanto vi hanno incentivato in questo i social network?</strong></h2>
<p>Uno dei nostri obiettivi è quello di coltivare e far crescere una community sempre più attiva e coinvolgente, nella quale la passione del tessuto diventi un hobby o addirittura una professione. Proprio per questo i social hanno avuto e hanno un’importanza di rilevo nelle attività di tutti i giorni, ma sono comunque sostenuti da attività di comunicazione off line, come partecipazioni a fiere, mostre mercato, attività di workshop.</p>
<h2><strong>Dopo un anno di attività, a quanto ammonta il vostro fatturato?</strong></h2>
<p>Siamo molto soddisfatti dai risultati ottenuti e soprattutto del trend in continua crescita. Guardando i numeri in questo anno abbiamo evaso circa 1500 ordini. Gli utenti attivi, ovvero quelli che hanno effettuato almeno un ordine sul nostro sito sono più di 800 e di questi, il 20% ha compiuto più di un acquisto. Sono stati venduti circa 730 kit – il campionario composto da piccoli tagli dei diversi tipi di tessuti offerti, utile da consultare prima di iniziare un progetto. Per quanto riguarda la produzione, abbiamo finora stampato circa 4000 metri lineari di tessuto per la maggior parte dei casi (il 90%) con grafiche personalizzate fornite dall’utente. <img class="aligncenter wp-image-10099 size-large" src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2016/10/MG_2142-1024x719.jpg" alt="thecoloursoup 2 " width="750" height="527" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2016/10/MG_2142-1024x719.jpg 1024w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2016/10/MG_2142-300x211.jpg 300w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /> La community creata da THECOLORSOUP non si limita solo agli utenti italiani, che rimangono comunque i principali clienti, ma tocca mercati quali Spagna, Germania, Francia e Svizzera. Visto il successo che la start-up sta riscontrando, l’obiettivo di medio termine è sicuramente quello di proseguire il processo di internazionalizzazione della piattaforma, puntando a diventare un vero e proprio punto di riferimento anche per i clienti esteri. Elena ci svela infatti che tra non molto il sito sarà consultabile anche in lingua inglese, così da agevolare e velocizzare lo sviluppo del mercato europeo.</p>
<h2><strong>L&#8217;ecosostenibilità è una caratteristica fondamentale di <em>THECOLORSOUP</em>. In che modo vengono stampati i tessuti?</strong></h2>
<p><em>THECOLORSOUP</em> utilizza una tecnologia di stampa digitale diretta e sublimatica a seconda del progetto, avvalendosi dei migliori colori del mercato. Facendo parte del Gruppo Miroglio, abbiamo alla base il know-how e il parco macchine di ultima generazione della realtà che compongono il gruppo. I processi produttivi sono Made in Italy e vantano un alto livello di sostenibilità ambientale salvaguardando il risparmio d’acqua, obiettivo chiave degli investimenti tecnologici del Gruppo nel settore del printing.   <strong>Creatività, innovazione ed ecosostenibilità</strong>: sono queste le chiavi del successo di <em>THECOLORSOUP</em>.</p>
<p><figure id="attachment_10111" aria-describedby="caption-attachment-10111" style="width: 666px" class="wp-caption aligncenter"><img class="wp-image-10111 size-large" src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2016/10/MG_1834-666x1024.jpg" alt="Gli ideatori di Thecoloursoup" width="666" height="1024" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2016/10/MG_1834-666x1024.jpg 666w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2016/10/MG_1834-195x300.jpg 195w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2016/10/MG_1834-300x461.jpg 300w" sizes="(max-width: 666px) 100vw, 666px" /><figcaption id="caption-attachment-10111" class="wp-caption-text">Gli ideatori di THECOLORSOUP</figcaption></figure></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/thecolorsoup-quando-la-creativita-si-sposa-con-innovazione-ed-ecosostenibilita/">THECOLORSOUP: quando la creatività si sposa con innovazione ed ecosostenibilità</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
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		<title>Francesca Del Sarto – “Auronia è la nuova galassia in cui la donna è protagonista, è la mia sfida continua”</title>
		<link>https://ventiblog.com/francesca-del-sarto-auronia-e-la-nuova-galassia-in-cui-la-donna-e-protagonista-e-la-mia-sfida-continua/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Elvira Scarnati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Sep 2014 14:23:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[STARTUP]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[imprenditorialità]]></category>
		<category><![CDATA[startup]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>vere un’idea, crederci fortemente, esserne presi totalmente e buttarsi a capofitto per realizzarla, questo è quello che capita quando si fa start-up, ed è quello che ci ha raccontato Francesca Del Sarto. Giovane torinese, con alle spalle 10 anni di carriera nel mondo del marketing, ad un certo punto della sua vita è stata completamente travolta da un’idea, un’intuizione coinvolgente che man mano l’ha portata a lasciare il lavoro per avverare il suo sogno e avviare il suo progetto, Auronia. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/francesca-del-sarto-auronia-e-la-nuova-galassia-in-cui-la-donna-e-protagonista-e-la-mia-sfida-continua/">Francesca Del Sarto – “Auronia è la nuova galassia in cui la donna è protagonista, è la mia sfida continua”</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">
<p><span class="cb-dropcap-small">A</span>vere un’idea, crederci fortemente, esserne presi totalmente e buttarsi a capofitto per realizzarla, questo è quello che capita quando si fa start-up, ed è quello che ci ha raccontato Francesca Del Sarto. Giovane torinese, con alle spalle 10 anni di carriera nel mondo del marketing, ad un certo punto della sua vita è stata completamente travolta da un’idea, un’intuizione coinvolgente che man mano l’ha portata a lasciare il lavoro per avverare il suo sogno e avviare il suo progetto, <em>Auronia.</em><br />
<em><br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Auronia </em>rappresenta un nuovo modo di vestirsi e di fare moda, un nuovo tipo di prêt-à-porter, che punta sull’essenza delle persone, i loro desideri, i sentimenti e la voglia di essere protagonisti, tramite la personalizzazione delle t-shirt con l’uso di<em><a href="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/05/sconosciuto.jpeg"><img class="alignright wp-image-450" src="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/05/sconosciuto.jpeg?w=289&amp;h=176" alt="sconosciuto" width="289" height="176" /></a></em> fotografie.</p>
<p style="text-align: justify;">Tramite il solo store online (non esiste, infatti, un negozio) è possibile caricare la propria foto, scegliere le fantasie e avviare il processo di co-creazione insieme ai fashion designer.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo incontrato Francesca al <em>La</em> <em><a href="http://20ventiblog.wordpress.com/portfolio/nuvola-rosa-women-power/">Nuvola Rosa</a> – </em>evento socio culturale sul rapporto tra le donne e la tecnologia, svoltosi a Roma dal 22 al 24 aprile – dove Francesca ha presentato la sua start-up.<br />
Quando parla, fin dalle prime parole, si avverte il grande e coinvolgente entusiasmo che nutre per la sua idea.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Innanzitutto, spiegaci: cos’è e cosa vuol dire il nome <em>Auronia</em>?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>&lt;&lt;Auronia </em>è un nuovo mondo, una nuova galassia, dove le persone possono essere diverse e completamente protagoniste. E’ un pianeta con regole diverse.<br />
Il nome <em>Auronia </em>è evocativo di un mondo parallelo rispetto a quello della moda tradizionale, un mondo in cui ogni donna partecipa alla creazione del capo d’abbigliamento, partendo dalla lavorazione della foto e dell’immagine. Sono proprio i ricordi e le emozioni legate alle foto che rendono i capi di <em>Auronia </em>diversi dagli altri. &gt;&gt;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Parlando della storia di <em>Auronia:</em> è un brand nato nel 2013, ma frutto dei pensieri e delle osservazioni avuti nel corso degli anni, complici l’interesse personale per la moda e la professione nel marketing. Ma com’è nata effettivamente? </strong></p>
<p style="text-align: justify;">&lt;&lt;Si, <em>Auronia</em> non è stata solo un’illuminazione: è nata a seguito del mio percorso personale, il mio amore per la moda e le novità (sono sempre stata amante dello shopping e man mano che i miei gusti si sono affinati non desideravo più capi uguali agli altri, volevo qualcosa che avesse la mia impronta), ma anche grazie al il mio percorso professionale, che mi ha aiutato a mettere le basi all’dea.<br />
Una volta avuta l’idea, infatti, è come se non esistesse nient’altro di meglio al mondo, se ne diventa follemente innamorati, e guai a chi ha da ridirne! Ma bisogna avere poi la lucidità di concretizzarla e renderla operativa. Ho iniziato a fare ricerche e a valutarne la fattibilità, per capire se effettivamente potesse essere produttiva ed economica al punto giusto.&gt;&gt;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Hai quindi avviato la tua start-up che, voglio ricordare, </strong><strong>collabora stabilmente con lo IED di Torino e</strong><strong> fa parte delle</strong><strong> aziende seguite da Treatabit, sezione dedicata ai progetti digitali di I3P (Incubatore Imprese Innovative del Politecnico di Torino)…</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&lt;&lt; Si, una volta compreso che il progetto potesse essere fattibile ed economico, mi sono lanciata ed ho iniziato a partecipare a fiere, convegni, in Italia ed all’estero, per fare ricerche, prendere contatti, fare network.<br />
Bisogna sottolineare che tutto il motore dietro la start-up è lo stesso start-upper, la stessa persona! La start-up puoi alimentarla solo tu! Quindi il salto va fatto. Io mi sono buttata, sarà stata anche l’incoscienza, non so…mi sono lanciata nonostante la mia timidezza. I limiti personali devono essere superati. Quindi ho iniziato a investire denaro, a fare test di prodotto e di mercato, a cercare contatti, a scegliere i fornitori… Anche qui l’impegno e l’impronta personale sono importanti: bisogna convincere, porre l’idea in modo giusto, intrigante, mostrare opportunità di business futuri, trasmettere entusiasmo e potenzialità. &gt;&gt;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E bisogna saper cogliere le occasioni…</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&lt;&lt; Assolutamente si! E non esiste se un giorno si è stanchi, se non si ha dormito la notte…, l’occasione è quella e bisogna sempre fare del proprio meglio. Certo, è impegnativo ma sfidante! A dir la verità, all’inizio l’approccio è stato difficile, ma man mano che la mia idea diventava realtà e vedevo che alle persone con cui mi ponevo – e di cui, forse, all’inizio, avevo anche un po’ “paura” – riuscivo a trasmettere entusiasmo o riuscivo a convincerli, o solo incuriosirli, beh, questo a me dava entusiasmo per mille! Si crea un ciclo che si autoalimenta, un dare – avere. Ma quando dai, l’avere vale per dieci! Quindi, nonostante le difficoltà iniziali e le porte sbattute in faccia, bisogna fare il primo passo. Poi, pian piano le cose arrivano. &gt;&gt;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come dici tu stessa, ti sei innamorata della tua idea, non riuscivi a pensare ad altro, così hai lasciato 10 anni di carriera ed hai investito tutto nel tuo progetto. Tu per <em>Auronia </em>ti sei veramente messa in gioco! Daresti lo stesso consiglio? A chi ha un’idea ma è ancora titubante sul puntare tutto e provarci, che diresti?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/05/capricci-tshirt-distese.jpg"><img class="alignleft wp-image-442 size-medium" src="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/05/capricci-tshirt-distese.jpg?w=300&amp;h=196" alt="CAPRICCI-tshirt-distese" width="300" height="196" /></a> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">&lt;&lt;Ah si, caspita, ho davvero puntato tutto! Si, darei certamente lo stesso consiglio. Credo che bisogna, in qualche modo, mettersi in gioco, capire almeno se ne vale la pena. Quando si “accende la lampadina” ormai è fatta…se si accende sei spacciato! Non puoi ignorarla, perché poi avresti una vita d’inferno, la ricorderesti ogni secondo! Certo bisogna valutare per bene anche le motivazioni alla base dell’essere titubanti, bisogna valutare i limiti dell’idea e quanta voglia si ha di realizzarla. In ogni caso, sono dell’opinione che se si hanno dei dubbi bisogna toglierseli e rischiare, quando si può. Ci sono momenti della vita in cui si hanno tante responsabilità, come la famiglia, per cui uno non se la sente di fare quel passo, invece quando si è più giovani, e non si hanno quei tipi di legami, si può provare con più serenità.</p>
<p style="text-align: justify;">Altrimenti, prima o poi, ci si ritrova con la mente e col cuore sempre lì, si hanno rimpianti e magari nel frattempo qualcun altro ha portato avanti la stessa idea. Bisogna cogliere le occasioni e superare le titubanze.&gt;&gt;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vuoi dare qualche consiglio pratico a chi volesse creare una start-up sulla propria idea?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&lt;&lt; Prima di fare il passo bisogna parlare, non solo con amici e persone di fiducia che possano motivare o dare consigli, bisogna parlare con chi ha la professionalità adeguata, con elementi istituzionali, incubatori e venture capitalists. E’ importante avere l’opportunità di essere seguiti da chi ha fondi e professionalità. I venture capitalist, soprattutto, hanno enormi capacità di capire le opportunità future in modo rapido, sono abituati a gestire il nuovo. Aiutano a comprendere se ci sono elementi di criticità nell’offerta ed eventualmente a trovare soluzioni alternative. Questi soggetti si possono facilmente trovare agli start-up days, agli start-up cups o agli MTVdigital days. Io ho partecipato all’evento <em>Gamma Donna</em> a Torino e lì ho potuto mostrare il mio progetto, avere riscontri e ottenere contatti. Ci sono davvero tante opportunità per trovare una conferma per le proprie idee.&gt;&gt;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Uno sguardo al passato ed uno al futuro: cosa pensi guardando la strada fatta e come vedi il futuro?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&lt;&lt; Non tornerei più indietro! E’ stimolante, naturalmente, come esperienza professionale, ma anche come esperienza di vita. Poi, andrà come andrà. Ci sono tante start-up che partono, vanno bene ma poi non riescono a diventare azienda. Io in ogni caso ci ho provato e sono riuscita a catturare l’attenzione delle persone, quindi questo è già una grande soddisfazione. Certo è ovvio che l’intenzione è quella di creare qualcosa che abbia la sua nicchia di mercato. Proprio per com’è fatta, <em>Auronia</em> non sarà mai <em>mainstream,</em> è molto particolare, fa e farà sempre parte di una nicchia. Poi la nicchia può essere piccola o grande, e questa è la sfida: renderla quanto più possibile estesa.<br />
Il futuro quindi lo vedo sfidante: sempre più un crescere, un migliorare, un innovare. La spinta verso il futuro è molto laboriosa, ci sono molte cose da fare e c’è sempre bisogno di tutte le mie attenzioni. E’ una sfida continua, ma rende la vita bella e viva.&gt;&gt;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Venti </em></strong><strong>ti augura di continuare nel migliore dei modi e sempre con lo stesso entusiasmo questa sfida! Un grande in bocca al lupo a te e ad<em> Auronia!</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><br />
</strong>Per avere il vostro capo <em>Auronia</em> andate <a title="Auronia" href="http://www.auronia.it/" target="_blank" rel="noopener">qui</a>!</p>
<p>In più, <strong>in esclusiva solo per voi che leggete e seguite <em>Venti</em></strong><em>, Auronia </em>offre un buono per provare gratuitamente la grafica della t-shirt, senza il vincolo dell’acquisto. Poi, se volete, potrete naturalmente effettuare l’acquisto direttamente dal sito web di <em>Auronia</em>.<br />
Per ottenere il buono, <a href="https://www.facebook.com/pages/Venti/266196256885951?fref=ts" target="_blank" rel="noopener">seguiteci e scriveteci</a>!</p>
<p>Io ho già inviato la mia foto, questa è la stampa che sarà sulla mia t-shirt (che più mia di così non potrebbe essere)!<a href="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/05/perpetual-rose-scarnati-elvira.jpg"><img class="wp-image-449 size-medium aligncenter" src="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/05/perpetual-rose-scarnati-elvira.jpg?w=300&amp;h=300" alt="PERPETUAL-ROSE-Scarnati-Elvira" width="300" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/05/cromoterapia-glidiola.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-443" src="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/05/cromoterapia-glidiola.jpg?w=300&amp;h=300" alt="CROMOTERAPIA-Glidiola" width="300" height="300" /></a> <a href="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/05/fusion-glidiola.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-444" src="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/05/fusion-glidiola.jpg?w=300&amp;h=300" alt="FUSION-Glidiola" width="300" height="300" /></a> <a href="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/05/kiss-me-glidiola.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-445" src="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/05/kiss-me-glidiola.jpg?w=300&amp;h=300" alt="KISS-ME-Glidiola" width="300" height="300" /></a> <a href="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/05/perpetual-rose-glidiola.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-448" src="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/05/perpetual-rose-glidiola.jpg?w=300&amp;h=300" alt="PERPETUAL-ROSE-Glidiola" width="300" height="300" /></a></p>
<p><a href="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/05/capricci-glidiola.jpg"><img class="wp-image-441 size-medium aligncenter" src="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/05/capricci-glidiola.jpg?w=300&amp;h=300" alt="CAPRICCI-Glidiola" width="300" height="300" /></a></p>
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		<title>Quando rischiare è un’impresa: storie imprenditoriali e intervista a Ciceroos</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giovanna Cataldo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Sep 2014 14:17:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[STARTUP]]></category>
		<category><![CDATA[VENTI NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[imprenditorialità]]></category>
		<category><![CDATA[startup]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Siamo tutti un po’ amanti del rischio: in amore, nella carriera e nelle scelte che riguardano la nostra vita. Ma la tipologia di individui certamente più propensa a rischiare è quella degli imprenditori. Fare impresa è puro rischio. Gli imprenditori mettono in gioco tutto quello che hanno, investono l’intera vita per realizzare la propria visione. Quanto conta la genetica? Quanto l’ambiente, nella formazione di questi individui? Entrambi i fattori hanno un peso considerevole, ma per riuscire nell’impresa, non basta avere una [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Siamo tutti un po’ amanti del rischio: in amore, nella carriera e nelle scelte che riguardano la nostra vita. Ma la tipologia di individui certamente più propensa a rischiare è quella degli imprenditori. <strong>Fare impresa è puro rischio</strong>. Gli imprenditori mettono in gioco tutto quello che hanno, investono l’intera vita per realizzare la propria visione. Quanto conta la genetica? Quanto <em>l’ambiente,</em> nella formazione di questi individui? Entrambi i fattori hanno un peso considerevole, ma per riuscire nell’impresa, non basta avere una buona formazione, bisogna saper cogliere e, soprattutto, creare le occasioni. Bisogna saper guardare oltre, verso i bisogni ancora latenti nell’<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Umanit%C3%A0">umanità</a>. Ci può essere un salto nel vuoto più rischioso?</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter wp-image-472 size-medium" src="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/05/impr-jobs_giovane2.jpg?w=300&amp;h=243" alt="IMPR-jobs_giovane2" width="300" height="243" /></p>
<p style="text-align: justify;">Un esempio su tutti è <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Steve_Jobs">Steve Jobs</a>.</strong> Ha capito per primo che la tecnologia non è solo per tecnici. La tecnologia serve a semplificare la nostra vita. Steve ha sempre rischiato, qualche volta ha perso, però è riuscito a realizzare la sua visione e a impattare l’umanità. Tanto che oggi non potremmo immaginare le nostre vite senza la <a href="https://www.apple.com/it/"><em>Apple</em></a>.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter wp-image-476 size-medium" src="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/05/imprsilicon-valley-asia.jpg?w=275&amp;h=300" alt="IMPRsilicon-valley-asia" width="275" height="300" /></p>
<p style="text-align: justify;">Un altro esempio di grande imprenditorialità è la storia di come è nata la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Silicon_Valley"><strong>Silicon Valley</strong></a>. Lasciare qualcosa di sicuro, il lavoro, una vita confortevole, per qualcosa d’incerto.</p>
<p><img class="aligncenter wp-image-473 size-medium" src="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/05/imprciceroos_logo.jpg?w=300&amp;h=121" alt="IMPRciceroos_logo" width="300" height="121" /></p>
<p style="text-align: justify;">A volte però il rischio non sta nello scoprire luoghi nuovi, ma nel coraggio di tornare al proprio paese, per cercare di mettere in pratica quello che si è imparato altrove. È quello che ha fatto il salentino <a href="https://www.youtube.com/watch?v=A8KR-6UBb-s"><strong>Daniele Cassini</strong></a>, ideatore di <a href="http://www.ciceroos.it/"><strong>CicerOOs</strong></a>, insieme all’amico <strong>Daniele Viva</strong>, CEO dell’azienda. Nella Silicon Valley Cassini ha partecipato al prestigioso programma di scambio culturale <a href="http://www.fulbright.it/"><strong><em>Fulbright</em></strong></a><em>.</em>“Da questo programma si impara tutto – ci ha detto Cassini – come fare <a href="http://www.fundraising.it/">fundraising</a>, come fare marketing, come diventare uno start-upper. Ma, cosa più importante: Fulbright è un network pazzesco, utile nel momento in cui si decide di fare impresa. In America non importava quanto eri stanco, quanto avevi lavorato o studiato, dovevi partecipare agli eventi e portare a casa più contatti possibile”. E proprio lì, in Silicon Valley, è nata l’idea alla base della sua start-up: quante volte, mentre siamo in viaggio, vorremmo trovare consigli precisi su dove andare e cosa vedere? Internet non fornisce sempre risultati coerenti, allora entra in gioco CicerOOs, software che analizza e modifica i contenuti sui luoghi presenti su internet, per renderli facilmente ricercabili e utilizzabili.</p>
<p><img class="wp-image-474 size-full alignleft" src="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/05/imprdaniele-cassini.jpg?w=1100" alt="IMPRdaniele-cassini" width="100" height="100" /></p>
<p style="text-align: justify;">Tornato in Puglia, Cassini fonda, insieme a Viva, la start-up. Il primo anno è stato prettamente “di preparazione”: lavorare per costruire il network, familiarizzare con l’ambiente universitario e regionale, studiare bandi e quant’altro. Ma replicare il modello californiano in Italia non è semplice,“le differenze ci sono – dice Cassini – l’America è un conto, poi c’è il resto del mondo. <strong>In Italia c’è soprattutto una questione culturale. </strong>Molto spesso quello che trattiene un giovane dal rischiare sono <strong>le aspettative</strong> che i genitori, o gli altri formano su di lui”. Altro problema è <strong>la carenza di Venture Capitalist e Business Angel</strong> che finanzino giovani talentuosi per l’avvio della propria impresa. Rendere l’Italia un paese più “start-up friendly” è uno degli obiettivi primari presenti nell’agenda del governo: bisogna semplificare le procedure burocratiche, rendere meno gravosa la tassazione e più efficiente la PA, affinché rispetti gli impegni assunti. Ma, nonostante tutte le difficoltà, Daniele rifarebbe tutto. “Pagherei per rifare tutto quello che ho fatto – dice – <strong>è come stare sulle montagne russe</strong>. Non ha prezzo venire da un posto così semplice ed essere invitati alla Rai, o firmare accordi con grandi aziende”.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone wp-image-475 size-medium" src="http://20ventiblog.files.wordpress.com/2014/05/imprhoteloos.png?w=300&amp;h=110" alt="IMPRhoteloos" width="300" height="110" /></p>
<p style="text-align: justify;">Di recente ha anche avviato un nuovo progetto, <a href="http://www.hoteloos.it/"><em>HotelOOs</em></a>, motore di ricerca che permette di trovare in una località l’hotel che meglio si abbina agli interessi dell’utente. Fare impresa, quindi, è già di per sé un rischio, e rischiare non è facile, soprattutto oggi che l’incertezza regna sovrana. Ma con coraggio, forza e perseveranza è possibile arrivare al successo. Certo ci vuole anche un po’ di fortuna, ma l’importante è mettersi in gioco, perché la fortuna siamo noi stessi a crearla.</p>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/quando-rischiare-e-unimpresa-storie-imprenditoriali/">Quando rischiare è un’impresa: storie imprenditoriali e intervista a Ciceroos</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
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