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	<title>red carpet &#8211; Venti Blog</title>
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		<title>Tra politica e moda: il Met Gala</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia Giansiracusa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Sep 2021 14:34:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Lo scorso 13 settembre a New York si è svolto l’evento più atteso del mondo della moda: il MET Gala. Sebbene ci siano state delle anomalie in termini di date (l’evento di consueto si tiene a maggio), si è poi capito che quest’anno il Met Gala sarebbe avvenuto in due tranche separate, coincidendo con l’inaugurazione delle due mostre che hanno dato l’input per il tema, rispettivamente a settembre e a maggio. Ma è proprio il tema ad aver alzato un [&#8230;]</p>
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<p class="has-drop-cap">Lo scorso 13 settembre a New York si è svolto l’evento più atteso del mondo della moda: il MET Gala. Sebbene ci siano state delle anomalie in termini di date (l’evento di consueto si tiene a maggio), si è poi capito che quest’anno il<strong> Met Gala </strong>sarebbe avvenuto in due tranche separate, coincidendo con l’inaugurazione delle due mostre che hanno dato l’input per il tema, rispettivamente a settembre e a maggio.</p>



<p>Ma è proprio il tema ad aver alzato un polverone. Infatti, l’Anna Wintour Costume Center ha scelto di elogiare l’eccellenza americana e di racchiuderla nelle mostre intitolate “<strong><em>In America: A Lexicon of Fashion</em></strong>” e “<strong><em>In America: An Anthology of Fashion</em></strong>”, dando vita al tema “<em><strong>American Independence</strong></em>”. <br>Ma, per quanto già il tema in sé abbia fatto storcere il naso alle comunità vittime di razzismo e discriminazioni negli Stati Uniti, il tema secondario ha costituito la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Difatti, in vero spirito americano, il tema secondario scelto riguardava l’inclusione e l’integrazione.</p>



<p>Ecco, quindi, che di risposta abbiamo visto, per citare alcuni esempi, <strong>Alexandria Ocasio-Cortez/AOC </strong>– la politica e attivista di origini portoricane &#8211; esibire un abito bianco con delle scritte rosse &#8211; in stile scritta di protesta sui muri &#8211; che leggevano “<em>Tax the rich</em>” (tassate i ricchi); <strong>Quannah Chasinghorse</strong> – di origine Hän Gwich’in e Oglala Lakota – sfoggiare accessori della tradizione Navajo; <strong>Gemma Chan</strong> rendere omaggio ad Anna May Wong – la prima attrice asiatico-americana di fama internazionale; <strong>Nikkie de Jager/NikkieTutorials</strong> fare cenno all’icona trans Marsha P; e, infine, <strong>Johnson e Carolyn B. Maloney</strong> con un vestito che inneggia all&#8217;uguaglianza di diritti tra uomini e donne. Inoltre, sebbene la sua fama abbia una connotazione totalmente diversa, fa pensare anche la presenza di <strong>Grimes</strong> – la moglie di Elon Musk, l’uomo più discusso d’America – all’evento.</p>



<p>In questo caso, comunque, il collegamento tra politica, impegno sociale e moda non è avvenuto solo sul red carpet ma anche per strada. Infatti, dei manifestanti per il movimento <strong>Black Lives Matter</strong>, prontamente arrestati dalla polizia, hanno protestato nella piazza davanti al Metropolitan sfoggiando lo slogan “<em>If we don&#8217;t get no justice, then they don&#8217;t get no peace.</em>” (Non avranno pace finché non avremo giustizia).</p>



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