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		<title>Alla scoperta della Cucina Ceca</title>
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		<dc:creator><![CDATA[MANGIA GRAECIA]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Oct 2019 16:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eat. Drink. Fun]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Emissario di MangiaGraecia alla scoperta della cucina dell&#8217;Europa dell&#8217;Est Praga,&#160;Ottobre&#160;2018. Mi sono imbarcato alla volta della capitale della Boemia, Repubblica Ceca,&#160;per trascorrevi 6 mesi nel contesto del progetto Erasmus +.&#160;Arrivato a destinazione,&#160;con la valigia piena di vestiti e&#160;la testa&#160;in un turbinio&#160;di idee, non è passato molto prima di farmi letteralmente travolgere da un nuovo frenetico&#160;ritmo mondano. Ho affrontato i primi periodi da turista più che da studente – com’è giusto che sia- per cercare di imparare a viaggiare sulla stessa [&#8230;]</p>
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<p class="has-text-align-right"><em>Emissario di</em> <em>MangiaGraecia alla scoperta della cucina dell&#8217;Europa dell&#8217;Est</em></p>



<p class="has-drop-cap">Praga,&nbsp;Ottobre&nbsp;2018. <br>Mi sono imbarcato alla volta della capitale della Boemia, Repubblica Ceca,&nbsp;per trascorrevi 6 mesi nel contesto del progetto <strong><em>Erasmus +</em></strong>.&nbsp;<br>Arrivato a destinazione,&nbsp;con la valigia piena di vestiti e&nbsp;la testa&nbsp;in un turbinio&nbsp;di idee, non è passato molto prima di farmi letteralmente travolgere da un nuovo frenetico&nbsp;ritmo mondano. <br>Ho affrontato i primi periodi da turista più che da studente – com’è giusto che sia- per cercare di imparare a viaggiare sulla stessa lunghezza d’onda delle persone intorno a me. <br>Tante le cose da fare, tantissime le offerte di questa città. <br>Girando&nbsp;in lungo ed in largo, amavo fermarmi nei tipici ristoranti del luogo per ricaricare le forze e riordinare i programmi della giornata.&nbsp;<br>Con la mia&nbsp;Lonely&nbsp;Planet nella destra e l’account&nbsp;instagram&nbsp;di&nbsp;<em>MangiaGraecia</em>&nbsp;nella sinistra,&nbsp;sono andato alla ricerca di posti caratteristici per scoprire l’autentica cucina della Repubblica Ceca.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="768" height="1024" src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/10/image-1-768x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-16318" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/10/image-1.jpeg 768w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/10/image-1-225x300.jpeg 225w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/10/image-1-640x853.jpeg 640w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><figcaption>Tipico piatto dell&#8217;est, il Gulasch</figcaption></figure>



<p>Mi&nbsp;è apparso subito chiaro che mi trovavo&nbsp;davanti una cucina povera e&nbsp;basata su pochi ingredienti, primi tra questi&nbsp;patate, aglio, carne di vitello e maiale in tutte le salse, anatra e pesci di fiume. <br>Il Principe di tutti i&nbsp;Menu’&nbsp;era&nbsp;sempre il&nbsp;<em>Guláš</em>, il famoso spezzatino di manzo in&nbsp;una speziata&nbsp;salsa di pomodoro, spesso&nbsp;e&nbsp;voltentieri&nbsp;accompagnato da “<em>bramborové&nbsp;knedlíky</em>”, ovvero i famosi&nbsp;Dumplings&nbsp;o gnocchi di patate,&nbsp;usati né più né meno come pane.&nbsp;<br>In alcuni ristoranti la puoi trovare servito&nbsp;all’interno di un pane da mezzo chilo scavato a&nbsp;mò&nbsp;di coppetta, carinissimo.&nbsp;<br>Ho ritrovato questo piatto in Ungheria visitando Budapest, in Germania e in Slovacchia e si può dire che è un piatto base nella cucina del centro-est dell’Europa con radici&nbsp;antiche sul territorio, per cui non&nbsp;esclusivo della cucina ceca ma comunque una pietra miliare.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Un altro must di questa cucina, fedele accompagnatore&nbsp;nelle fredde serate,&nbsp;è&nbsp;“<em>pečená&nbsp;vepřová&nbsp;stopka</em>”, lo stinco di maiale al forno, ordinato semplicemente come “pork&nbsp;knee”. <br>Hai molta fame? Prendilo.&nbsp;E’&nbsp;un intero stinco&nbsp;di maiale di circa 750 gr, accompagnato anch’esso da gnocchi o verdura e varie salse.&nbsp;La carne di maiale, a mio modesto parere, è differente da quella che possiamo apprezzare nelle nostre zone&nbsp;(ndr&nbsp;Calabria). Anche nella stessa carne acquistata in macelleria notavo un&nbsp;maggiore quantitativo di grasso frammisto alle fibre muscolari che implementavano il sapore ad ogni singolo boccone. A tal riguardo da provare è il maiale arrosto che viene venduto negli stand in centro, a “<em>Staromêstká”&nbsp;</em>per la precisione, che inebria l’olfatto e che di sicuro non passa inosservato.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="1024" height="617" src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/10/WhatsApp-Image-2019-10-27-at-18.40.44-1024x617.jpeg" alt="" class="wp-image-16321" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/10/WhatsApp-Image-2019-10-27-at-18.40.44-1024x617.jpeg 1024w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/10/WhatsApp-Image-2019-10-27-at-18.40.44-300x181.jpeg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/10/WhatsApp-Image-2019-10-27-at-18.40.44-640x386.jpeg 640w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/10/WhatsApp-Image-2019-10-27-at-18.40.44.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Il <em>pečená&nbsp;vepřová&nbsp;stopka</em>, tipico stinco di maiale</figcaption></figure>



<p>Ma cosa c’è di meglio di una zuppa per affrontare a stomaco pieno il rigido inverno Ceco? Certamente una zuppa, “<em>polévka</em>“.&nbsp;Sono tante quelle presenti sui menù, dalla zuppa all’aglio&nbsp;(<em>česnečka</em>), di patate&nbsp;(<em>bramboračka</em>)&nbsp;alla zuppa di funghi&nbsp;(<em>houby</em>). I funghi sono di ottima qualità, colti nelle magnifiche aree boschive che circondano la città o che si distendono a perdita d’occhio per molta parte della Boemia. Una curiosità sugli&nbsp;abitanti del luogo è che spesso amano spendere le loro domeniche libere alla ricerca di funghi, come uscita familiare, per allontanarsi dal logorio della Metropoli.&nbsp;&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="1024" height="768" src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/10/WhatsApp-Image-2019-10-27-at-18.39.54-2-1024x768.jpeg" alt="" class="wp-image-16323" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/10/WhatsApp-Image-2019-10-27-at-18.39.54-2-1024x768.jpeg 1024w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/10/WhatsApp-Image-2019-10-27-at-18.39.54-2-300x225.jpeg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/10/WhatsApp-Image-2019-10-27-at-18.39.54-2-640x480.jpeg 640w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/10/WhatsApp-Image-2019-10-27-at-18.39.54-2-80x60.jpeg 80w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/10/WhatsApp-Image-2019-10-27-at-18.39.54-2.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption><em>Polévka</em>, la zuppa</figcaption></figure>



<p>Dopo un lauto pasto c’è sempre posto per il dolce, si dice. <br>A Praga di certo non ne mancano. Il&nbsp;“<em>Trdlo</em>”&nbsp;è un dolce tipico,&nbsp;fatto da un impasto che viene arrotolato su cilindri di legno che roteando sui carboni, cuocendolo&nbsp;quanto basta per renderlo croccante fuori e soffice dentro. Viene poi cosparso di zucchero e per finire può essere riempito di nutella, gelato o panna. A me, personalmente, non fa impazzire, ma non vi mancherà di incontrare turisti girare con questo “cono” per le strade del centro.&nbsp;<br>“<em>Jablečný&nbsp;závin</em>“&nbsp;vi&nbsp;dice qualcosa? Penso di no, ma lo&nbsp;Strüdel&nbsp;di mele lo conoscete bene. Anch’esso non originario della Repubblica Ceca ma fortemente radicato nella loro cucina, come in quella di tutto il centro Europa;&nbsp;è&nbsp;un&nbsp;pò&nbsp;il&nbsp;Gulás&nbsp;dei dolci.&nbsp;&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="893" height="1024" src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/10/image-893x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-16319" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/10/image.jpeg 893w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/10/image-262x300.jpeg 262w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/10/image-640x734.jpeg 640w" sizes="(max-width: 893px) 100vw, 893px" /><figcaption><em>Pivo</em>, birra originale ceca</figcaption></figure>



<p>A questo punto la domanda sorge spontanea, come fare a mandare giù tutte queste portate senza sentirsi “il groppo in gola”?&nbsp;La&nbsp;risposta non può che essere la&nbsp;birra ceca, “<em>Pivo</em>”.&nbsp;<br>“Se sta bevendo birra prima delle 11:00&nbsp;am&nbsp;allora è&nbsp;ceco&#8221; ho&nbsp;letto&nbsp;scritto&nbsp;su un muro. <br>Come l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro allora la Repubblica&nbsp;Ceca è fondata sulla birra, lasciatemelo passare (&#8230;e comunque sono degli ottimi lavoratori). <br>I&nbsp;Cechi sono la popolazione che al mondo consuma più birra fra tutti; non i Tedeschi o gli Irlandesi, i Cechi. La loro tradizione inizia&nbsp;nel medioevo dove veniva prodotta nei monasteri. Ancora oggi&nbsp;si può&nbsp;degustare una “<em>Pivo”&nbsp;</em>presso il Monastero&nbsp;di&nbsp;<em>Strahov</em>&nbsp;che produce la propria birra in qualità di micro-birrificio,&nbsp;sedendosi comodi&nbsp;nel&nbsp;“beer&nbsp;garden”&nbsp;ed osservando la collina di&nbsp;<em>Petrin</em>&nbsp;sulla destra, il Castello “<em>Hrad</em>” sulla sinistra e la città come sfondo centrale, suggestivo.&nbsp;</p>



<p>Tra tutte le birre prodotte in questo Paese, la&nbsp;<em>Pilsner&nbsp;Urquell</em>&nbsp;è quella&nbsp;che maggiormente rappresenta la Repubblica Ceca,&nbsp;nasce solamente in uno&nbsp;stabilimento in tutto il mondo con sede a Plzen. Visitandolo puoi accedere a tutti i livelli della produzione, finanche nelle vecchie cantine sotterranee che si estendono per diversi chilometri, dove veniva e viene fatta fermentare e conservata in botti di legno.&nbsp;Birra leggera, chiara, con una gradazione alcolica intorno a 5,6%. Un mezzo litro costa circa 50 Kr, ovvero 2 euro, Cheap.&nbsp;“<em>Pivnice</em>”&nbsp;è una parola che si trova frequentemente sulle insegne&nbsp;dei locali in giro per Praga, vuol dire birreria.&nbsp;Non possono che essere presenti ad ogni angolo&nbsp;ed&nbsp;ognuna ha la propria storia.&nbsp;<br></p>



<p>Un giorno,&nbsp;alla ricerca di una birreria tipica,&nbsp;ecco&nbsp;“U&nbsp;Zlateho&nbsp;Tygra”, la tigre dorata. Locale rustico, in legno, tavolate comuni e tante raffigurazioni di tigri sulle pareti. Scorgendo bene tra queste mi è risaltata agli occhi una foto, Bill Clinton fotografato in quello stesso locale dove ero io. Venni a sapere che,&nbsp;in visita a Praga,&nbsp;Clinton&nbsp;chiese all’allora presidente della Repubblica Ceca di portarlo a mangiare in un posto tipico, lo portò allora proprio li, a degustare quello&nbsp;appena&nbsp;elencato.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Girando per il mondo incontreremo sempre cucine diverse, e spesso non andranno d’accordo con il nostro palato, ma un tavolo apparecchiato, una buona birra e un’allegra compagnia saranno in grado di fare scendere anche il boccone più duro.&nbsp;<br></p>



<p>“<strong><em>Conoscere i luoghi, vicino o lontani, non vale la pena, non è che teoria; saper dove meglio si spini la birra, è pratica, è vera geografia</em></strong>” (J.W.Gotethe).&nbsp;</p>
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