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	<title>piazza &#8211; Venti Blog</title>
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	<description>La voce dei Ventenni</description>
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		<title>Il Movimento delle Sardine: L&#8217;Italia che si desta e non ci sta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mario Giordano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Dec 2019 09:50:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Solitamente le idee più strane e assurde mi vengono di notte, quando la mente pensa e ripensa in un ritmo incessante e caotico, ma solitamente non ne tiro mai fuori nulla di buono. Mi piace pensare invece che a tirarne qualcosa di buono nella stessa situazione sia stato Mattia Sartori, 32 anni, laureato in Scienza Politiche, appena una settimana prima del 14 Novembre, quando oltre 15 mila persone si sono presentate colmando come “sardine” una piazza che gli organizzatori, fra [&#8230;]</p>
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<p class="has-drop-cap">Solitamente le idee più strane e assurde mi vengono di
notte, quando la mente pensa e ripensa in un ritmo incessante e caotico, ma
solitamente non ne tiro mai fuori nulla di buono. Mi piace pensare invece che a
tirarne qualcosa di buono nella stessa situazione sia stato Mattia Sartori, 32
anni, laureato in Scienza Politiche, appena una settimana prima del 14
Novembre, quando oltre 15 mila persone si sono presentate colmando come
“sardine” una piazza che gli organizzatori, fra i quali Mattia, si aspettavano
di riempire con appena 6 mila persone. Probabilmente, si sarà svegliato di
soprassalto per correre furioso verso il suo telefono, e ha cominciato
chiamare. Chi? I suoi 3 amici ed ex coinquilini: Roberto&nbsp;Morotti, 31 anni,
ingegnere,&nbsp;Giulia&nbsp;Trappoloni, 30 anni,
fisioterapista&nbsp;e&nbsp;Andrea Garreffa, 30 anni, guida turistica. Una notte
insonne, quattro semplici amici accomunati da valori e principi comuni, sei
giorni per tentare di destare una città, e poi nei fatti un paese, dal torpore
civile in cui si è ricacciato un elettorato in perenne letargo, che quando
richiamato al voto fa sentire la propria presenza perlopiù tramite un
assenteismo determinante. Quello del cittadino di un paese democratico è un lavoro
serio, e questi quattro ragazzi senza passato politico, senza iscrizione ad
alcun partito, lo hanno capito. Semplicemente, non ci stavano. Ed è così che è
nato il movimento delle “sardine”. </p>



<p>In una notte hanno deciso di sfidare lo “squalo” di Matteo Salvini che sarebbe intervenuto al Paldozza dove ha inaugurato la campagna elettorale della candidata&nbsp;<strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lucia_Borgonzoni">Lucia Borgonzoni</a></strong>&nbsp;alla presidenza della regione Emilia-Romagna. Una notte, sei giorni per affrontare, e vincere almeno “mediaticamente”, il leader del primo partito politico nel paese.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="1024" height="576" src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/12/salvini-sardine-4-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-17182" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/12/salvini-sardine-4-1024x576.jpg 1024w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/12/salvini-sardine-4-300x169.jpg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/12/salvini-sardine-4-640x360.jpg 640w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/12/salvini-sardine-4.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>L’idea era piuttosto semplice, ed è nata principalmente da
una “questione numerica”: i ragazzi avevano considerato che il Paladozza, dove
sarebbe intervenuto Salvini, può contenere massimo 5.570 persone, la sfida
allora è stata quella di&nbsp;<strong>radunarne almeno 6.000</strong>. Come a
dire: siamo almeno uno in più. Fu così che crearono l’evento sui social “6000
sardine contro Salvini” invitando la comunità a partecipare al “primo Flash Mob
ittico della storia”. Inoltre la promozione dell’evento non è passata solo
attraverso i social, ma anche attraverso il buon vecchio volantinaggio, fino ad
inventarsi addirittura degli appositi “banchi del pesce&#8221; dove hanno
provveduto a distribuire sagome di sardine in cartone per pubblicizzare
l’evento.</p>



<p>Ma da dove nasce la denominazione sardine? Dalla necessità
di riempire quella piazza il più possibile e stare “stretti, stretti”, tutti
insieme; come le sardine che migrano l’una a fianco all’altra, pigiate tra
loro, ma al tempo stesso in un moto silenzioso e pieno di dignità. Ecco, forse
è anche questa un’altra delle ragioni di quell’appellativo: contrapporre quel
moto imponente e silenzioso dei branchi di sardine alla politica degli slogan
urlati, delle offese becere sui palchi, di chi spaventa, terrorizza, allarma
mistificando per dividere e intimorire, seguendo le logiche del consenso. Il
proprio ovviamente. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="960" height="720" src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/12/74666305_1357631417744518_4738468187375403008_n.jpg" alt="" class="wp-image-17184" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/12/74666305_1357631417744518_4738468187375403008_n.jpg 960w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/12/74666305_1357631417744518_4738468187375403008_n-300x225.jpg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/12/74666305_1357631417744518_4738468187375403008_n-640x480.jpg 640w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/12/74666305_1357631417744518_4738468187375403008_n-80x60.jpg 80w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure>



<p><strong>Nessuna bandiera, nessun partito, nessun insulto, nessun colore</strong>: una piazza trasversale di tutte le età, colori, fasce sociali, unita per opporsi contro la retorica meschina e gretta di chi lavora per mortificare la dignità di quella che Aristotele definiva come la più alta e nobile fra le scienze, serva solo, diceva il filosofo greco, del bene e della “felicità” di tutti: la politica.</p>



<p>La Costituzione e la Repubblica sono nate dal compromesso tra forze politiche molto diverse fra loro nel tentativo di unire un paese dilaniato da una guerra che in gran parte è stata anche civile. Dopo oltre 70 anni quei politici sono stati sostituiti da altri che oggi, per un tornaconto personale, ci vogliono ancora una volta divisi: noi e loro, casta e uomini comuni, nord e sud, patrioti e radical chic, buonisti e realisti, bianchi e neri, cattolici e musulmani. La protesta di questi 4 ragazzi, che ora sta attraversando a tappe l’intero paese, ci riporta a quell’insegnamento che è già racchiuso tra le pagine della nostra storia repubblicane e che oggi il richiamo a quel pesce, la sardina, che per sopravvivere deve camminare con mille altri della sua specie, rende ancora più forte è impellente: uniti si può fare la differenza e andare avanti. E poi, viene da chiedermi, a titolo di informazione scientifica:<strong> chissà cosa accade ad uno squalo quando incontra un branco di milioni di sardine?</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="792" height="960" src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/12/75610754_10217647782361079_8390100316451766272_n.jpg" alt="" class="wp-image-17183" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/12/75610754_10217647782361079_8390100316451766272_n.jpg 792w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/12/75610754_10217647782361079_8390100316451766272_n-248x300.jpg 248w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2019/12/75610754_10217647782361079_8390100316451766272_n-640x776.jpg 640w" sizes="(max-width: 792px) 100vw, 792px" /></figure>



<p>La domanda l’abbiamo fatta a <strong>Mario Sposato</strong>, coordinatore del movimento delle sardine in vista dell’appuntamento di sabato pomeriggio in piazza Santa Teresa a Cosenza.</p>



<p><strong>Come vi
siete interfacciati rispetto al movimento originariamente nato a Bologna che
ora ha assunto una sorta di ruolo di coordinamento generale delle altre piazze?
E quindi, com&#8217;è nata l&#8217;iniziativa cosentina? </strong></p>



<p>L’iniziativa cosentina è nata da un atto di incoscienza,
nell’accezione positiva del termine. Come tutti coloro che sono quotidianamente
sensibili alle vicissitudini politiche del nostro paese, guardavamo con
curiosità questo movimento, ci siamo guardati negli occhi e lo abbiamo lanciato
a Cosenza tramite il gruppo. Nell’arco di poche ore ci siamo resi conto che la
cosa stava diventando grande, con i like e le iscrizioni aumentavano anche i
contatti. Preso atto di ciò, abbiamo cercato e ottenuto il contatto e la
disponibilità dei ragazzi di Bologna, abbiamo avuto dei colloqui ed abbiamo
attivato un canale di coordinamento. Il lavoro è stato incessante, nei giorni
successivi io e i miei compagni abbiamo contattato amici, conoscenti,
associazioni.</p>



<p><strong>Il
movimento nasce con degli obiettivi precisi: nella sua apartiticità si è fatto
istanza non di azione politica bensì di richiesta politica. Una politica
diversa dalla retorica populistica, demagogica e affarista che domina il paese
da oltre trent&#8217;anni e di cui oggi si fa maggiore interprete Matteo Salvini. In
relazione a ciò, qual è la politica demagogica e populista contro cui il
movimento cosentino e calabrese intende rivolgere la sua protesta? Quale può
essere il significato iniziativa qui in Calabria soprattutto in vista delle
prossime elezioni?</strong></p>



<p>Esatto, la nostra è una richiesta politica. Le Sardine rappresentano
una boccata di ossigeno nel contesto politico attuale, caratterizzato da
passività rispetto dalla deriva populista. SI tratta un movimento che è in
grado di riaggregare le persone e stimolare una nuova proposta politica. La
situazione politica calabrese è molto confusa, i partiti politici sono ancora
più lacerati, e la proposta ha ancora più difficolta a prendere corpo.&nbsp; Per questo lo stimolo qui deve essere ancora
maggiore, spingiamo per un rinnovo della proposta politica, per un rinnovo
soprattutto generazionale, affinché la politica sia davvero vicina ai
cittadini.</p>



<p><strong>In
ultimo: quali crede possano essere gli sviluppi del movimento sia a livello
nazionale che locale?</strong></p>



<p>L&#8217;intenzione è quella di far crescere questo movimento sempre
di più in tutto il Paese. Le sardine portano la voce di chi non ha bisogno di
urlare per contrastare la deriva populista di cui è afflitta l&#8217;Italia in questo
momento. Abbiamo l&#8217;obbligo di parlare di politica vera, abbiamo l&#8217;obbligo di
ricordare che amare il proprio Paese non significa denigrare le culture altrui.
Qual è la proposta dei populisti e della destra? Li sentiamo solo blaterare
slogan e nessuna proposta concreta. Le sardine hanno l&#8217;obbligo di ricordare
tutto questo.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com/il-movimento-delle-sardine-litalia-che-si-desta-e-non-ci-sta/">Il Movimento delle Sardine: L&#8217;Italia che si desta e non ci sta</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://ventiblog.com">Venti Blog</a>.</p>
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