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	<title>oscar &#8211; Venti Blog</title>
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	<description>La voce dei Ventenni</description>
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		<title>The two Popes</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Martina Vetere]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2020 16:50:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CINEMA & TV]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Annuntio vobis gaudium magnum: Habemus Papam!Eminentissimum ac Reverendissimum Dominum,Dominum JosephSanctae Romanae Ecclesiae Cardinalem Ratzingerqui sibi nomen imposuit Benedictus XVI&#8221;. Alle 18:53 del 19 aprile del 2005, il cardinale protodiacono Jorge Medina Estévez così annunciò l&#8217;elezione di Joseph Ratzinger, decano del collegio cardinalizio, che scelse il nome di Benedetto XVI.Il Conclave del 2005 venne convocato a seguito della morte di papa Giovanni Paolo II, avvenuta il 2 aprile dello stesso anno: alle 17:50 del 19 aprile 2005, dopo il quarto scrutinio, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-center has-medium-font-size"><strong><em>&#8220;Annuntio vobis gaudium magnum: <br>Habemus Papam!<br>Eminentissimum ac Reverendissimum Dominum,<br>Dominum Joseph<br>Sanctae Romanae Ecclesiae Cardinalem Ratzinger<br>qui sibi nomen imposuit Benedictus XVI&#8221;.</em></strong></p>



<p class="has-drop-cap">Alle 18:53 del 19 aprile del 2005, il cardinale protodiacono Jorge Medina Estévez così annunciò l&#8217;elezione di Joseph Ratzinger, decano del collegio cardinalizio, che scelse il nome di Benedetto XVI.<br>Il Conclave del 2005 venne convocato a seguito della morte di papa Giovanni Paolo II, avvenuta il 2 aprile dello stesso anno: alle 17:50 del 19 aprile 2005, dopo il quarto scrutinio, dal comignolo della Sistina si levò la fumata bianca.&nbsp;</p>



<p>A quell’epoca la Chiesa era suddivisa in due macrofazioni: una più conservatrice, presieduta dal cardinale tedesco Ratzinger, e una più riformista, il cui esponente principale era invece l’argentino Bergoglio: questi due, insieme all’italiano Carlo Maria Martini, erano i tre cardiali che concorrevano al titolo di Sommo Pontefice.&nbsp;</p>



<p>È con la rappresentazione del Conclave, dall’ingresso teatrale dei 115 Cardinali nella magnifica Cappella Sistina fino alla proclamazione di Benedetto XVI, che si apre il film “<em>I due Papi</em>” diretto da Fernando Meirelles e sceneggiato da Anthony McCarten, visibile su Netflix (film che ho visto due volte tanta la magistralità degli attori di cui riporto testualmente i dialoghi). Il nuovo rappresentante di Dio sulla Terra, non appena  proclamato, suscitò delle reazioni non troppo inaspettate fra i fedeli di tutto il mondo: c’è chi ha subito esclamato – contento – “<em>Ratzinger combatterà il relativismo, si ergerà a difesa del dogma”</em> ma anche chi lo ha prontamente e aspramente criticato per la sua chiusura alle riforme, definendolo come “nazista” – “<em>ha già iniziato a dire troppi no</em>”, “<em>e ai poveri chi baderà adesso</em>?”. In molti, in effetti, durante il suo pontificato, hanno abbandonato il cattolicesimo per la sua visione troppo conservatrice della fede.<br>Bergoglio, al contrario, interpretò, seppur mai pubblicamente, “la vittoria” del rivale come la sconfitta della Chiesa: “<em>La chiesa ha votato di non far passare la riforma che tanto aspettavamo</em>” – motivo per cui iniziò a pianificare il suo ritorno alla semplice vita parrocchiale.<br>Tale decisione si consolidò sempre di più negli anni a seguire fino a quando, nel 2012, lo stesso Bergoglio – prima di essere convocato in Vaticano dal Papa – decise di volare in Italia per comunicargli le sue dimissioni da Cardinale Arcivescovo. <br>Nella pellicola di Meirelles, l’incontro fra i due occupa la prima metà della scena: è <em>ictu oculi</em> percepibile la differenza caratteriale e di approccio alla vita e alla fede dei due uomini di Chiesa. <br>Papa Benedetto XVI incolpa l’amico di essere uno dei suoi critici più severi, in quanto in conflitto con tutto ciò in cui egli crede e che lo stesso attesta come dogma ai fedeli: gli critica la sua semplicità, &#8211; “<em>non alloggi nella residenza dei Cardinali</em>” , definito dal Bergoglio come uno sfarzo puro e semplice. Bergoglio, infatti, incalza: “<em>Come può scegliere la semplicità essere così sbagliato?”.</em><br>Il Papa, poi, lo contesta circa le sue più volte affermate idee rivoluzionarie relative alla sua chiara vicinanza ai “peccatori”, la sua apertura al celibato, alle relazioni fra omosessuali, incalza sgridandolo: “<em>Tu concedi i sacramenti a chi non vive in grazia di Dio</em>!” (<em>rectius</em>: i divorziati) e Bergoglio risponde che “<em>Il sacramento non è un premio per i virtuosi ma è cibo per gli affamati</em>”, sostenendo che i muri che la Chiesa in quel periodo aveva eretto erano solo nocivi; la Chiesa era, infatti, controcorrente e fuori dalla realtà perché i tempi impongono un cambiamento: “<em>Gesù è misericordioso, più grave è il peccato maggiore sarà la Clemenza di Dio</em>”.<br>Ratzinger si inalbera, si alza e si ritira nelle proprie stanze: è contrario a tutto questo permessivismo derivato dal relativismo occidentale. <br>Bergoglio, invece, è convinto delle sue idee: i tempi impongono un cambiamento, non ha più voglia di sentirsi come “<em>un venditore di un prodotto che non posso in tutta coscienza promuovere</em>” perché sente che la Chiesa tutta è ormai distante dai suoi fedeli: “<em>la vita che Egli ci ha donato non fa altro che cambiare</em>”.</p>



<p>B. “<strong><em>Dio si trasforma</em></strong>.”<br>R. “<strong><em>Dio dice: “io sono la via”. Come lo troveremmo se fosse sempre in movimento?</em></strong>”<br>B. “<strong><em>Lungo il tragitto.”</em></strong></p>



<p>A Castel Gandolfo, quel giorno, si scontrarono due personalità distinte, tenaci e risolute. <br>I segni del Signore, però, appaiono all’improvviso e dallo scontro nasce un incontro: il soggiorno di Bergoglio a Roma finirà per diventare un&#8217;occasione per i due di conoscersi meglio e confrontare le proprie idee, tra tradizione e progresso, senso di colpa e perdono, spingendo il Pontefice a intraprendere una scelta difficile per il bene di oltre un miliardo di fedeli. <br>Incredibile la scena dei due che suonano, cantano, raccontano barzellette e bevono vino: Bergoglio che accende la tv per vedere la sua squadra del cuore e racconta al Pontefice la storia della sua vocazione; Ratzinger che suona il piano canticchiando ballate tedesche e guarda, rilassato, gli episodi del Commissario Rex: i due vengono ripresi come uomini, normali, reali, vivi, semplici? Forse anche semplici. <br>Questioni urgenti obbligano, purtroppo, i due a tornare a Roma: infatti era appena scoppiato lo scandalo relativo alla divulgazione dei quaderni personali del Pontefice per mano del suo fedelissimo maggiordomo Gianluigi Nuzzi pubblicati sotto il titolo di “<em>Sua santità: le carte segrete di Benedetto XVI</em>”. <br>Sullo sfondo del film nonché della realtà vi sono la corruzione, gli scandali legati agli abusi e la diffusione di atti omosessuali all&#8217;interno degli ambienti ecclesiastici. Ratzinger, insomma, si sarebbe reso conto di non essere nella possibilità, specie per via delle sue precarie condizioni fisiche, di far fronte a una serie di problematiche dilaganti che necessitavano, per essere risolte, del vigore di un pontefice più giovane. <br>Il Papa viene spogliato dalla sua immagine idealizzata dall’immaginario umano: viene visto, finalmente, nella sua fragilità, appare chiara la paura del Pontefice, il suo non sentirsi all’altezza del ruolo che Dio gli ha donato; esclama, infatti, “<em>fare il papa è come darsi in pasto alla gente</em>”.<br>Ratzinger è stanco, si sente solo: “<em>So che Lui è qui ma non ride mai o almeno io non lo sento</em>” e sottolinea invece l’incredibile empatia e sintonia dell’amico-rivale, che addirittura dopo solo poche ore in Vaticano è riuscito a ricevere in dono delle foglie di basilico da parte del giardiniere del Papa.<br>“<em>Sei molto popolare. Cerchi di essere te stesso; io non piaccio alla gente se sono me stesso</em>”. <br>Che Bergoglio già all’epoca fosse molto amato, era chiaro: vediamo, invero, un cardinale che ordina un caffè per le vie del centro, chiede se è buona la pizza ed esclama per il gol e il talento del Pipita.</p>



<p>I due, a questo punto della narrazione, si incontrano nella Cappella Sistina, che è bellissima, ancor più bella vuota, lasciata alla grazia di Dio e ai colori e alle forme di Michelangelo.&nbsp;</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img width="412" height="250" src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2020/03/sistine-chapel_header-19071.jpeg" alt="" class="wp-image-20189" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2020/03/sistine-chapel_header-19071.jpeg 412w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2020/03/sistine-chapel_header-19071-300x182.jpeg 300w" sizes="(max-width: 412px) 100vw, 412px" /></figure></div>



<p>Ratzinger, allora, confessa di aver ricevuto un segno dall’Altissimo e comunica, per primo, a Bergoglio la sua maturata decisione: “<em>Sai, si impara a far caso alle piccole cose all’improvviso. L’altra sera ho spento la candela e il fumo è andato giù, non più su come di solito. Era un segno; sisì, tu sei quello giusto! Vado a dimettermi, rinuncio subito a tutte le cariche. Ho cambiato idea: prima temevo di dimettermi perchè ero sicuro che avrebbero scelto te; ti ho conosciuto e ora so per qualche strano motivo che la gente ha bisogno di Bergoglio. La Chiesa deve cambiare e lo farà con te</em>”.<br>La “ritirata” di Benedetto XVI, annunciata l&#8217;11 febbraio 2013 ed entrata in vigore alle ore 20 del 28 febbraio seguente, ha sconvolto il popolo della Chiesa sebbene non fu un unicum: settecento anni prima, più esattamente nel 1294, Celestino V rinunciò e abdicò dalla sua carica. <br>Annunciato l’inizio del periodo di sede vacante, venne, quindi, riconvocato il conclave per l&#8217;elezione del suo successore, come previsto dalla costituzione apostolica Universi Dominici Gregis. La sera del 13 marzo 2013 venne eletto al soglio pontificio Papa Beroglio, 266º papa della Chiesa cattolica e vescovo di Roma, che scelse il nome di Francesco. <br>Egli si palesò ai fedeli dalla finestrella in Piazza San Pietro con indosso soltanto il saio bianco, nessun orpello d’oro o i tipici paramenti papali e disse, come prima cosa: “<em>dovere del Conclave era quello di scegliere un papa; e loro sono andati a prenderlo alla fine del mondo. Ma siamo qui</em>.”</p>



<p>Nonostante il nome, Papa Bergoglio non è di matrice francescana, ma apparteneva ai chierici regolari della Compagnia di Gesù, c.d. Gesuiti.<br>Essi fanno voto di servire Dio in castità e povertà volontaria, coltivando la consolazione spirituale dei credenti, ascoltando le confessioni e amministrando i sacramenti.<br>In quest’ottica, Papa Francesco è sempre stato vicino ai poveri e agli emarginati. Egli, durante il suo rivoluzionario pontificato, secondo quanto più volte affermato dallo stesso, ha abbracciato un’idea diversa da quella ufficiale della Chiesa sull&#8217;uso di contraccettivi, ritenendo che gli stessi possano essere ammissibili per prevenire la diffusione di malattie anche se si è più volte opposto alla loro distribuzione gratuita. <br>Bergoglio ha ribadito l&#8217;insegnamento della Chiesa cattolica sull&#8217;intrinseca immoralità delle pratiche omosessuali ma, allo stesso tempo, ha insegnato l&#8217;importanza del rispetto per le persone omosessuali. <br>Abbiamo quindi oggi due Papi di cui uno facente funzioni: Benedetto XVI, infatti, successivamente alle sue dimissioni, ha assunto il titolo ufficiale di &#8220;sommo pontefice emerito&#8221; o &#8220;papa emerito&#8221;, mentre riceve ancora il trattamento di &#8220;Sua Santità&#8221;; continua a indossare l&#8217;abito talare bianco semplice, senza tuttavia la pellegrina bianca e la fascia, mentre all&#8217;anulare destro è tornato a portare l&#8217;anello vescovile.</p>



<p>Il&nbsp;<strong>23 marzo del 2013</strong> Papa Francesco si è recato a Castel Gandolfo presso il Palazzo Pontificio per fare visita al papa emerito Benedetto XVI.&nbsp;</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img width="620" height="387" src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2020/03/pope-and-ex-pope_2553043b.jpg" alt="" class="wp-image-20187" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2020/03/pope-and-ex-pope_2553043b.jpg 620w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2020/03/pope-and-ex-pope_2553043b-300x187.jpg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2020/03/pope-and-ex-pope_2553043b-400x250.jpg 400w" sizes="(max-width: 620px) 100vw, 620px" /></figure></div>



<p>Dopo essersi abbracciati, i due papi hanno pregato insieme, inginocchiati uno accanto all&#8217;altro. Storicamente si è trattato del primo incontro fra due pontefici. <br>Oggi li ricordiamo così, grazie a Netflix che ci fa rivivere questi importanti momenti della storia della fede cattolica. <br>“<em>La vita non è mai statica: l’autorità non viene dal potere o dall’intelletto ma da come si vive o si è vissuto. Tu sei cambiato, Jorge</em>” dice Benedetto XVI all’amico durante una confessione informale.</p>



<p>E con lui anche la Chiesa Cattolica è cambiata, si è rinnovata, si sta pian piano adattando ai tempi e, di certo, il pontificato di Bergoglio, di questo, ne è una grandissima prova. Lo stesso Ratzinger disse a Bergoglio, in occasione del loro ultimo saluto prima della proclamazione a Papa dell’Argentino: “<em>San Francesco veniva chiamato da Dio a restaurare la Chiesa&#8230; e pensava ai mattoni. Adesso pensaci tu</em>”. <br>Che tu sia vicino o meno a Dio, che tu creda o meno, Papa Francesco ti è amico: la sua capacità di parlare e di comunicare riesce a far sì che tutti gli vogliano bene. <br>È conclamato che la Chiesa abbia perso il suo potere originario, oggi viene vista più come potenza economica che come casa dei più bisognosi.<br>Come diceva Ratzinger, è proprio questo il compito, la missione di Papa Francesco: rivoluzionare i pensieri del cattolicesimo conservatore, uscire dalla crisi della fede e riavvicinare, tutti, a Dio. </p>



<p>Così termina la pellicola di Netflix dopo 2 ore e 5 minuti di curiosa attenzione: viene eletto Papa Francesco per accorciare le distanze con la Chiesa del mondo. Non è un caso che lo stesso abbia ricevuto la nomination agli Oscar: che il suo eco, anche nel settore cinematografico, sia veicolo per riportare, chiunque creda, nella Casa del Signore. </p>
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