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	<title>neruda &#8211; Venti Blog</title>
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	<description>La voce dei Ventenni</description>
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		<title>Farsi primavera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Martina Vetere]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Mar 2020 18:06:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Respiriamo l’aria e viviamo aspettando Primavera&#8230;” Scientificamente parlando, l’equinozio di primavera dovrebbe ricadere il 21 marzo.&#160;Tuttavia, già dal 2007 &#8211; e più precisamente fino al 2102 &#8211; le stagioni si prendono un po’ gioco di noi, tanto è vero che quest’anno l’equinozio di primavera è stato venerdì 20 marzo, più precisamente alle ore 4.49 del mattino. Sapete perché?&#160; Tutto dipende dal moto di rivoluzione della Terra che incide sulla determinazione degli equinozi e dei solstizi.&#160; L’equinozio è il momento preciso [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em>“Respiriamo l’aria e viviamo aspettando Primavera&#8230;”</em></p>



<p class="has-drop-cap">Scientificamente parlando, l’equinozio di primavera dovrebbe ricadere il 21 marzo.&nbsp;<br>Tuttavia, già dal 2007 &#8211; e più precisamente fino al 2102 &#8211; le stagioni si prendono un po’ gioco di noi, tanto è vero che quest’anno l’equinozio di primavera è stato venerdì 20 marzo, più precisamente alle ore 4.49 del mattino. Sapete perché?&nbsp;</p>



<p>Tutto dipende dal moto di rivoluzione della Terra che incide sulla determinazione degli equinozi e dei solstizi.&nbsp;</p>



<p>L’equinozio è il momento preciso in cui il Sole si trova allo Zenit dell’equatore, cioè esattamente sopra la testa di un ipotetico osservatore che si trovi in un qualsiasi punto dell’equatore: durante i giorni in cui cade l’equinozio – che sia d’autunno o di primavera &#8211; il giorno ha – di regola &#8211; la stessa durata della notte.</p>



<p>Equinozio deriva dal latino “<em>aequinoctium</em>”, composto da “aequus”e “nox”: infatti, dopo l’equinozio di primavera il giorno “continua ad allungarsi” nell’emisfero boreale fino al solstizio d’estate, allorchè poi le ore di luce iniziano pian piano a diminuire, tornando pari a quelle di buio nell’equinozio d’autunno, e ricominciando ad aumentare solo con il solstizio d’inverno.</p>



<p>E’ primavera, dicevamo.&nbsp;<br>Il cielo è più sereno, il sole inizia a splendere più forte e i suoi raggi ci accarezzano più energicamente il viso.<br>L’anima, in primavera, risplende: a questa allegoria si lega, infatti, la sua etimologia.</p>



<p>Primavera è composta da due termini &#8220;prima&#8221; e &#8220;vera&#8221;, quest’ultimo riconducibile alla radice sanscrita&nbsp;<em>vas-</em>&nbsp;&nbsp;che significherebbe &#8220;ardere, splendere&#8221;. Del resto, anche nel latino ritroviamo il termine “vesta”, che era il nome della dea del focolare domestico, fuoco sempre acceso e tenuto vivo.&nbsp;<br>Pertanto, alla luce del suo significato etimologico, la parola primavera indicherebbe allo stesso tempo un inizio, una luce, un fuoco che splende e che arde; banalmente potrebbe rievocare un periodo caratterizzato dallo splendore e dalla esuberanza della natura che si risveglia.&nbsp;</p>



<p>L’esuberanza della natura non può che poi essere sicuramente legata al risveglio dell’anima, che dopo la calma di un freddo e grigio inverno, ritorna audace, desiderosa di brio e di nuove emozioni.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-right">&#8220;<em>Sono nata il ventuno a primavera</em><br><em>ma non sapevo che nascere folle,</em><br><em>aprire le zolle</em><br><em>potesse scatenar tempesta.</em><br><em>Così Proserpina lieve</em><br><em>vede piovere sulle erbe,</em><br><em>sui grossi frumenti gentili</em><br><em>e piange sempre la sera</em>.<br><em>Forse è la sua preghiera&#8221;.</em><br>(Alda Merini)</p>



<p>Alda Merini, nata per l’appunto il 21 marzo del 1931, scriveva questi versi in cui celebra la primavera come folle perché scriteriata e generosa.<br>L’autrice, associando la sua data di nascita all’inizio della primavera, riflette sulla propria pazzia e si domanda perché “<strong>nascere folle, aprire le zolle</strong>”, essere fuori dagli schemi, possa suscitare scandalo.&nbsp;<br>A ben vedere, tuttavia, l’atto di “<strong>aprire le zolle</strong>” significa anche rompere la terra per far emergere qualcosa di nuovo, nuove radici, nuovi fiori, ossia la vita.&nbsp;</p>



<p>E’ la vita che si riproduce con la primavera.&nbsp;</p>



<p>L’aspetto della riproduzione, tipica della stagione floreale e che descrive la natura come una madre feconda che rigenera e dà vita, è un aspetto che trapela, poi, dai versi di Ungaretti, in&nbsp;<em>Prato</em>.</p>



<p class="has-text-align-right"><em>“La terra</em><br><em>s’è velata</em><br><em>di tenera</em><br><em>leggerezza</em><br><em>Come una sposa</em><br><em>novella</em><br><em>offre</em><br><em>allibita</em><br><em>alla sua creatura</em><br><em>il pudore</em><br><em>sorridente</em><br><em>di madre”</em><br>(Giuseppe Ungaretti)</p>



<p>Una madre un po’ inesperta &#8211; una novella sposa, dice il poeta – che offre il suo pudore sorridente. <br>Quel pudore tradotto come senso di rispetto per se’ e per gli altri, l’innocenza tipica di chi si accinge a vivere qualcosa di nuovo.<br>Durante la primavera siamo tutti cauti nel toccare i fiori, le meraviglie della natura che all’improvviso esplodono intorno a noi, e la delicatezza diventa la nostra nuova arma.&nbsp;</p>



<p>Un’esplosione. Un’esplosione di positività.&nbsp;<br>Ecco come tradurrei, in parole semplici, la sensazione di farsi primavera.&nbsp;</p>



<p>Nell’arte, spesso, essa diventa il soggetto preferito di pittori e scultori.&nbsp;<br>Ebbene, da un punto di vista cromatico, la primavera è uno spettacolo continuo: gli alberi si colorano di un verde sempre più saturo per poi lasciare lo spazio alle più incredibili fioriture che adornano la terra con un mantello acceso dalle tinte dell’arcobaleno.</p>



<p>Un esempio di ciò è il dipinto di Pierre Auguste Renoir,&nbsp;<em>Periferia</em>, in cui l’artista evidenzia in maniera straordinaria l’effetto del primo sole tra le foglie.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img width="1024" height="829" src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2020/03/renoir-beaulieu-1890-1024x829.jpeg" alt="" class="wp-image-20099" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2020/03/renoir-beaulieu-1890-1024x829.jpeg 1024w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2020/03/renoir-beaulieu-1890-300x243.jpeg 300w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2020/03/renoir-beaulieu-1890-1536x1244.jpeg 1536w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2020/03/renoir-beaulieu-1890-640x518.jpeg 640w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2020/03/renoir-beaulieu-1890.jpeg 1544w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



<p>Un’altra tela emblematica è il&nbsp;<em>Mandorlo in fiore</em> di Van Gogh, in cui viene ritratto un ramo di mandorlo fiorito dai petali color bianco perlaceo, che si stagliano ritti nel cielo luminoso dalle sfumature turchesi.<br>I rami del mandorlo, nella storia della simbologia, rappresentano proprio la vita, poiché esso, all’epoca, era il primo albero in fiore premonitore dell’imminente primavera.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img src="http://ventiblog.com/wp-content/uploads/2020/03/718C3SZEdL._AC_SX425_.jpg" alt="" class="wp-image-20100" width="693" height="554" srcset="https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2020/03/718C3SZEdL._AC_SX425_.jpg 425w, https://ventiblog.com/wp-content/uploads/2020/03/718C3SZEdL._AC_SX425_-300x240.jpg 300w" sizes="(max-width: 693px) 100vw, 693px" /></figure></div>



<p>Ed infine&nbsp;<em>Allegoria dell’inverno</em> di Alfons Mucha che riprende indirettamente la&nbsp;<em>Primavera</em> di Botticelli: entrambi ritraggono la primavera nelle vesti di una giovane donna bellissima con un abito floreale e petali in grembo da spargere al suo passaggio.&nbsp;</p>



<p>E’ chiaro, dunque, che la Primavera è donna, che la primavera è madre, che la primavera è vita.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-right"><em>&#8220;Giochi ogni giorno con la luce dell&#8217;universo.<br>Sottile visitatrice, giungi nel fiore e nell&#8217;acqua.&nbsp;<br>Sei più di questa bianca testina che stringo&nbsp;<br>come un grappolo tra le mie mani ogni giorno-<br>A nessuno rassomigli da che ti amo.<br>Lasciami stenderti tra ghirlande gialle.<br>Chi scrive il tuo nome a lettere di fumo tra le stelle del sud?<br>Ah lascia che ti ricordi come eri allora, quando ancora non esistevi.</em></p>



<p class="has-text-align-right"><em>Improvvisamente il vento ulula e sbatte la mia finestra chiusa.<br>Il cielo è una rete colma di pesci cupi.<br>Qui vengono a finire tutti i venti, tutti.<br>La pioggia si denuda.</em></p>



<p class="has-text-align-right"><em>Passano fuggendo gli uccelli.<br>Il vento. Il vento.<br>lo posso lottare solamente contro la forza degli uomini.<br>Il temporale solleva in turbine foglie oscure<br>e scioglie tutte le barche che iersera s&#8217;ancorarono al cielo.</em></p>



<p class="has-text-align-right"><em>Tu sei qui. Ah tu non fuggi.<br>Tu mi risponderai fino all&#8217;ultimo grido.</em></p>



<p class="has-text-align-right"><em>Raggomitolati al mio fianco come se avessi paura.<br>Tuttavia qualche volta corse un&#8217;ombra strana nei tuoi occhi.</em></p>



<p class="has-text-align-right"><em>Ora, anche ora, piccola, mi rechi caprifogli,&nbsp;<br>ed hai anche i seni profumati.<br>Mentre il vento triste galoppa uccidendo farfalle<br>io ti amo, e la mia gioia morde la tua bocca di susina.</em></p>



<p class="has-text-align-right"><em>Quanto ti sarà costato abituarti a me,<br>alla mia anima sola e selvaggia, al mio nome che tutti allontanano.&nbsp;<br>Abbiamo visto ardere tante volte l&#8217;astro baciandoci&nbsp;<br>gli occhi<br>e sulle nostre, teste ergersi i crepuscoli in ventagli giranti.</em></p>



<p class="has-text-align-right"><em>Le mie parole piovvero su di te accarezzandoti.&nbsp;<br>Ho amato da tempo il tuo corpo di madreperla soleggiata.<br>Ti credo persino padrona dell&#8217;universo.<br>Ti porterò dalle montagne fiori allegri, copihues,&nbsp;<br>nocciole oscure, e ceste silvestri di baci.<br>Voglio fare con te<br>ciò che la primavera fa con i cilieg</em>i.&#8221;<br>(Pablo Neruda)&nbsp;</p>



<p>Non potevo non omaggiare, infine, la primavera, ricordando le parole di Neruda.&nbsp;</p>



<p>Il poeta cileno, con la sua “<em>Giochi ogni giorno </em>&#8221; rende omaggio ai valori di rinascita e di vita che porta con sé la stagione primaverile, rivolgendosi ad un’anonima donna amata, elogiando l’effetto positivo che la sua sola presenza ha nella sua vita e il sentimento di amore sconvolgente che ha suscitato in lui.&nbsp;</p>



<p><strong>Farsi primavera</strong>, diventa il messaggio di Neruda: un augurio a dedicarsi all’amore, senza paure e incertezze.&nbsp;<br>“<em>Voglio fare con te ciò che la primavera fa con i ciliegi</em>”: ecco dove porta l’amore per la vita che risplende: alla rinascita, alla riproduzione.<br>La primavera diventa, allora, semplicemente, sinonimo della gioia che cresce nella condivisione delle cose belle.&nbsp;</p>



<p>E anche se oggi, in questo particolare momento segnato dalla situazione di emergenza sanitaria che stiamo vivendo, ci appare sempre più difficile gioire delle cose belle, non dobbiamo disperare.&nbsp;</p>



<p>Perché è primavera.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center"><em>“Siamo come fiori prima di vedere il sole a primavera</em><br><em>Ci sentiamo prigioniere della nostra età</em><br><em>Con i cuori in catene di felicità,</em><br><em>Sì, respiriamo nuovi amori</em><br><em>Aspettando che sia primavera”.&nbsp;</em></p>



<p>E’ primavera amici!</p>



<p>Il sole splende, il cielo ci sorride e presto usciremo anche noi all’aperto a respirare a pieni polmoni, per inebriare i nostri cuori di gioia, di speranza e di nuove occasioni.&nbsp;</p>



<p>Io ho paura come voi, e soffro questo stare chiusi in casa, quasi come fossi in gabbia. <br>Bisogna, però, scavare nel nostro io più profondo, per trovare la motivazione.</p>



<p>Nell’attesa di una nuova luce, facciamoci primavera, e facciamolo ogni giorno!</p>



<p><strong>Riscoprirsi, migliorarsi, approfondirsi, incuriosirsi, riposarsi, interrogarsi, meravigliarsi, viversi.&nbsp;</strong></p>



<p>Farsi primavera.&nbsp;</p>



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