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	<title>millennials &#8211; Venti Blog</title>
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	<description>La voce dei Ventenni</description>
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		<title>Ritorno al Central Perk, un&#8217;immersione nostalgica nei ricordi di &#8220;Friends&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Veronica Falco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Dec 2023 06:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CINEMA & TV]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con il cuore intriso di malinconia, Matt LeBlanc ha pronunciato le parole di commiato a Matthew Perry, suo compagno di palcoscenico e amico, il cui assenza ha creato un vuoto doloroso. I momenti condivisi, spesso descritti come i più belli nella vita di LeBlanc, rappresentano per lui un onore: condividere il palco con un uomo che è stato più di un collega, un vero amico. &#8220;Sorriderò sempre quando ti penserò e non ti dimenticherò mai. Mai. Apri le ali e [&#8230;]</p>
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<p>Con il cuore intriso di malinconia, Matt LeBlanc ha pronunciato le parole di commiato a Matthew Perry, suo compagno di palcoscenico e amico, il cui assenza ha creato un vuoto doloroso. I momenti condivisi, spesso descritti come i più belli nella vita di LeBlanc, rappresentano per lui un onore: condividere il palco con un uomo che è stato più di un collega, un vero amico. <em>&#8220;Sorriderò sempre quando ti penserò e non ti dimenticherò mai. Mai. Apri le ali e vola, fratello, finalmente sei libero&#8221;</em>, ha scritto LeBlanc nella sua toccante dichiarazione, chiudendo con un leggero tocco di umorismo: <em>&#8220;Tanto amore. Credo che terrai quei 20 dollari che mi dovevi&#8221;.</em></p>



<p>Matthew Perry, noto per il suo ruolo di Chandler Bing nella sitcom &#8220;Friends&#8221;, ci ha lasciati lo scorso 28 ottobre, ma da un inizio triste possiamo trovare il conforto nell&#8217;abbraccio caloroso della nostalgia che &#8220;Friends&#8221; ci offre.</p>



<p>Quando il destino ci guida attraverso il labirinto della memoria televisiva, non possiamo fare a meno di fare tappa al Central Perk, il mitico caffè di New York dove sei amici hanno condiviso risate, avventure e caffè. &#8220;Friends&#8221;, la sitcom che ha rapito il cuore di milioni di spettatori dal 1994 al 2004, è un viaggio senza tempo attraverso la nostalgia. Le note accoglienti del tema musicale iniziale ci trasportano immediatamente negli appartamenti di Monica, Rachel, Chandler, Ross, Joey e Phoebe. Le risate registrate si fondono con il ronzio della città, creando un&#8217;atmosfera familiare che ancora oggi risuona nei nostri cuori. Il Central Perk, con il suo divano arancione iconico e il palcoscenico dove Phoebe intratteneva il pubblico con le sue canzoni strampalate, è diventato un simbolo di un&#8217;epoca in cui le connessioni umane erano senza filtri e le risate erano sincere.</p>



<p>&#8220;Friends&#8221; non era solo una sitcom; era un dipinto della giovinezza, dei sogni, delle amicizie e delle avventure quotidiane. Le dinamiche tra i sei amici rappresentavano una miscela perfetta di umorismo, empatia e momenti toccanti che ci facevano sentire parte della loro cerchia intima.</p>



<p>Questo è il motivo per cui quasi tre decadi dopo, rivediamo questa sitcom e ci sentiamo travolti dalla nostalgia. La vita frenetica, il lavoro, le ore interminabili fuori casa hanno reso difficile trovare il tempo da trascorrere con gli amici, rendendo impossibile ricreare quei momenti. Un altro aspetto importante che fa da specchio è che i personaggi, ognuno con le proprie eccentricità e peculiarità, incarnavano lati della nostra vita quotidiana. Monica, con la sua ossessione per la pulizia, ci ricordava l&#8217;importanza dell&#8217;ordine nella caoticità della vita. Ross, il paleontologo un po&#8217; impacciato, ci faceva ridere e riflettere sulle difficoltà dell&#8217;amore e dell&#8217;amicizia. Chandler Bing, con il suo sarcasmo irresistibile, ci insegnava che l&#8217;umorismo è un mezzo per affrontare le avversità. Joey, l&#8217;attore con il cuore d&#8217;oro, ci ricordava l&#8217;importanza di essere sinceri e di non prendersi troppo sul serio. Rachel, dalla <em>fashionista</em> in erba alla donna di carriera determinata, ci faceva credere che ogni passo avanti è una vittoria. Guardando indietro a &#8220;Friends&#8221;, è come sfogliare vecchie fotografie di amici del liceo. Ci ricorda di una fase della vita in cui le decisioni non erano sempre chiare, ma le risate erano sincere. Era un periodo in cui le relazioni erano prioritarie, un&#8217;epoca in cui sedersi al Central Perk con gli amici per condividere la giornata era un rituale sacro. La serie ha saputo catturare la magia di un momento di transizione, dal passaggio tra l&#8217;adolescenza e la maturità, trattando argomenti come carriere incerte, relazioni complicate e le sfide di trovare la propria strada. &#8220;Friends&#8221; è stata la bussola che ci ha guidato attraverso le turbolenze della giovinezza.</p>



<p>Con un nodo in gola, ora però, il sipario si è chiuso su Matthew Perry, lasciando dietro di sé il ricordo indelebile di un talento straordinario. Mentre il mondo piange la sua assenza, c&#8217;è un conforto nel sapere che gli altri attori di &#8220;Friends&#8221;, i suoi compagni di viaggio attraverso le stagioni della vita, hanno mantenuto il legame che li ha uniti sul set. Hanno condiviso lacrime e risate ai suoi funerali, unendosi nel ricordo di un amico e collega che rimarrà nei loro cuori per sempre. In questo commiato, siamo ancora una volta testimoni della forza dei legami creati da un cast che ha trasceso lo schermo, continuando a dimostrare che, per loro, l&#8217;amicizia è veramente eterna.</p>



<p>Crediti foto: logos-marcas.com</p>



<p class="has-text-align-center"><em>Articolo pubblicato</em> <em>su Il Quotidiano del Sud &#8211; L&#8217;Altravoce dei ventenni </em></p>
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		<title>Certezza fa rima con sicurezza come passione fa rima con precarietà?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Angela Servidio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Dec 2022 06:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell’ultimo ventennio il tema della vocazione professionale ha assunto  valenza di non poco conto. Rispetto ad un passato contrassegnato da un audace benessere economico, i dati che emergono sia dalle indagini di ordine sociologico che dagli studi di ricerca afferenti alla psicologia del lavoro testimoniano, contrariamente alle aspettative, una ricerca di senso nelle scelte delle attività lavorative che si intendono intraprendere. Le nuove categorie legali propendono infatti a veicolare le proprie attenzioni in opportunità ed esperienze di crescita più vicine [&#8230;]</p>
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<p class="has-drop-cap">Nell’ultimo ventennio il tema della vocazione professionale ha assunto  valenza di non poco conto. Rispetto ad un passato contrassegnato da un audace benessere economico, i dati che emergono sia dalle indagini di ordine sociologico che dagli studi di ricerca afferenti alla psicologia del lavoro testimoniano, contrariamente alle aspettative, una ricerca di senso nelle scelte delle attività lavorative che si intendono intraprendere. <br>Le nuove categorie legali propendono infatti a veicolare le proprie attenzioni in opportunità ed esperienze di crescita più vicine a proprie attitudini ed interessi. Si registra un’attenzione nella ricerca dell’impiego e del lavoro che trova traccia in contesti lavorativi idonei a garantire condizioni di vita qualitativamente soddisfacenti, capaci di favorire la conciliazione tra vita lavorativa e vita sociale.</p>



<p>Si assiste ad uno switch valoriale: al bisogno consolidato e più tradizionale di autodeterminazione personale si associa l’esigenza di soddisfare bisogni di carattere ludico-sociale (come viaggi, tempo libero, sport ecc.) e relazionale (famiglia, amici, amore ecc.) coinvolgendo finanche ambienti di lavoro chiamati a riformulare il proprio <em>mindset</em> aziendale attraverso la promozione di condizioni funzionali allo sviluppo di un ambiente lavorativo salubre.<br>Prende lentamente corpo un’etica della sostenibilità che interessa la tramutazione di un impianto sociale che possa oltremodo restituire le condizioni di un trattamento economico adeguato alle prestazioni adempiute. È il cosiddetto “Work life balance”, il cui obiettivo è la ricerca e il raggiungimento di un “benessere collettivo” traducibile nel miglioramento della qualità di vita proprio di tutti.</p>



<p>Complice anche l’esperienza pandemica, secondo uno studio effettuato dall’Osservatorio Giovani dell’Istituto Giuseppe Toniolo (ente fondatore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore), Millennials e GenZ validerebbero le scelte intraprese in una logica del “qui ed ora”, tesa a scongiurare le promesse di un avvenire che appare poco garante e fruttuoso. I risultati emergenti dal Rapporto Giovani 2022 mostrano, dall’indagine che ha visto protagonisti settemila persone di età comprensiva dai 18 ai 34 anni, una volontà di ripartenza che trova vigore da ciò che si vuole a discapito di quanto la realtà tenda invece ad offrire. Affiora nelle classi emergenti, quindi, un senso di appartenenza vivo, attivo e partecipato al cambiamento che risulta tuttavia soffocato da realtà politiche infelici, manchevoli di una logica educata al modello di una razionalità discorsiva tanto agognata quanto mai concretata.</p>



<p>Assistiamo alla ri-emersione di un bisogno di sicurezza prima sopito e ravvivato in concomitanza al morire del ciclo virtuoso di un’economia fiorente volta a formulare nuovi presupposti di crescita e sviluppo. Studi di matrice sociologica testimoniano, infatti, come la crisi occupazionale prima e l’aumento della precarietà poi, abbiano prodotto, in risposta all’emersione di tale bisogno, un atteggiamento traducibile nella prolungata permanenza nei circuiti del sistema formativo. L’investimento nelle abilità e competenze avrebbe favorito la creazione di figure professionali innovative volte sempre più a soddisfare esigenze di libertà ed autonomia personale mai garantite prima d’ora (Ronald F. Inglehart). L’affermazione di un “umanesimo digitale”, ha oltremodo finito per riformulare i connotati linguistici di un dia-logos che da concettuale e prevalentemente logico è divenuto simbolico paventando così un paradigma di civiltà tendente a sviluppare, prevalentemente nella sfera del sociale, un approccio emotivo tradotto nei risvolti del sentire.</p>



<p>Ma la realizzazione di una passione è giustificata prevalentemente dal merito o da cause accidentali per lo più fortuite?<br>Secondo il filosofo statunitense Michael Sandel, il divario tra vincitori e vinti troverebbe spiegazione nelle crescenti diseguaglianze in termini di reddito e ricchezza. Chi vince dimentica la fortuna che gli ha permesso di raggiungere determinati obiettivi; questo spiegherebbe come talune aspirazioni vengano disattese dall’urgenza di sopperire a bisogni materiali cogenti propri del vivere. La componente fortuna è oltremodo il mezzo attraverso il quale talento e passione trovano occasione di sviluppo. Non necessariamente le due risultano essere antitetiche. </p>



<p>L’uomo contemporaneo trova forse piena realizzazione nella misura dei valori che incarna nel vivere in coerenza a quanto proferisce oltre che nelle virtù, come ad esempio il coraggio e l’onestà, che sente più congeniali alla sua persona. Il successo, nell’accezione ampiamente accolta, risulta esserne conseguenza.</p>



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<p class="has-text-align-center"><em>Articolo pubblicato</em> <em>su Il Quotidiano del Sud &#8211; L&#8217;Altravoce dei ventenni </em></p>
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