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	<title>jeans &#8211; Venti Blog</title>
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	<description>La voce dei Ventenni</description>
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		<title>#DenimDay: non si stupra &#8220;un jeans&#8221;. No?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Pulzella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 May 2020 09:15:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 29 aprile 2020 è stato il Denim Day, ma per parlarvene bisogna fare qualche passo indietro. Quando nasci con i cromosomi XX ti viene consegnato un manuale d’istruzioni sulle centoeuna cose da fare e non fare per evitare accuratamente di essere stuprata. Non lo sapevate? Ve ne elenco alcune. Innanzitutto, non uscire da sola a tarda sera e, se proprio devi, fatti accompagnare &#8211; possibilmente da una figura di sesso maschile, altrimenti sei scema tu ed è scema anche [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">Il 29 aprile 2020 è stato il <em><a href="https://www.denimdayinfo.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Denim Day</a></em>, ma per parlarvene bisogna fare qualche passo indietro.</p>



<p>Quando nasci con i cromosomi XX ti viene consegnato un manuale d’istruzioni sulle centoeuna cose da fare e non fare per evitare accuratamente di essere stuprata. Non lo sapevate? Ve ne elenco alcune.</p>



<p>Innanzitutto, non uscire da sola a tarda sera e, se proprio devi, fatti accompagnare &#8211; possibilmente da una figura di sesso maschile, altrimenti sei scema tu ed è scema anche l’amica che ti scorta.</p>



<p>Non parlare con gli estranei. Questo lo dicono a tutti i bambini, sì, ma tu devi stare attenta anche quando hai ampiamente superato la pubertà.</p>



<p>Se qualcuno ti tocca sui mezzi pubblici nonostante tu abbia seguito tutte le regole alla lettera, hai due possibilità: o ti metti a urlare nella speranza che qualcuno intervenga, oppure aspetti che passi e, mentre attendi con pazienza, chiudi gli occhi e canticchia “Vorrei Avere Il Becco” di Povia.</p>



<p>Ma soprattutto, bada bene a cosa indossi prima di imboccare la porta di casa. Evita gonne corte, top scollati, non mostrare troppa pelle, tirati su i capelli, ma non con un’acconciatura provocante. Non devi essere provocante. Presente quando uno dice “mi ha provocato e ho reagito”? Non far reagire. Non provocare.</p>



<p>Tutto chiaro, no? No.</p>



<p>Provate a dirlo all’ingenua Rosa.</p>



<p>Correva l’anno 1992 e l’ingenua Rosa si era infilata un paio di jeans ed era andata a fare una lezione di guida col suo istruttore, il buon Carmine. Il buon Carmine, con una scusa, l’aveva condotta in una stradina sperduta e l’aveva violentata, senza pensarci due volte, intimandole di non proferire parola sull’accaduto. Spaventata, l’ingenua Rosa con i jeans calati non aveva opposto resistenza fisica per paura di essere malmenata o peggio. Turbata, l’ingenua Rosa di jeans vestita aveva atteso la bellezza di 48 ore prima di denunciare il buon Carmine.</p>



<p>Sulla base di ciò, con la <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.altalex.com/documents/news/2007/04/04/cassazione-penale-sentenza-06-11-1998-n-1636" target="_blank">sentenza 1636 del 1998</a>, la Cassazione ha ritenuto inverosimile che l’ingenua Rosa e i suoi jeans non fossero consenzienti, altrimenti non solo avrebbero opposto istintivamente resistenza, ma avrebbero anche denunciato immediatamente, è chiaro. Del resto si sa che tutti, di fronte all&#8217;orrore, reagiamo allo stesso modo e soprattutto che i traumi non viaggiano mai a scoppio ritardato. No?</p>



<p>Perché ve ne sto parlando? Perché non è finita qui.</p>



<p>La sentenza già menzionata recita:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-style-large"><p>“Deve poi rilevarsi che è un dato di comune esperienza che è quasi impossibile sfilare anche in parte i jeans di una persona senza la sua fattiva collaborazione, poiché trattasi di una operazione che è già assai difficoltosa per chi li indossa.”</p></blockquote>



<p>Tutto chiaro, no? No.</p>



<p>Rosa era stata brava, non aveva indossato la gonna, perché è così che recita il manuale. Eppure non è bastato. Anzi, il jeans è stata la prova provata che lei era in realtà consenziente. Perché come si fa ad essere stuprate indossando i jeans, no?</p>



<p>No.</p>



<p>Il <em>Denim Day</em> è la giornata mondiale ispirata ai fatti dell’ingenua Rosa coi jeans attillati, in cui per solidarietà alle vittime di violenza sessuale si indossa, appunto, <em>denim</em>, ovvero un paio di jeans. È lo schiaffo morale e fisico alla <a rel="noreferrer noopener" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cultura_dello_stupro" target="_blank">cultura dello stupro</a>, fatta di vizi e norme che plasmano una società globale in cui tutto è concesso, perché in fondo il riflettore è sempre puntato su chi subisce. È un movimento che chiede, a questa società malata, di smetterla di giustificare i carnefici e di iniziare a restituire dignità a chi <strong>non</strong> è consenziente. Perché <strong>non</strong> c’è capo d’abbigliamento abbastanza <em>provocante</em> che basti per dimostrare il contrario.</p>



<p>Ma, fattore fondamentale, il <em>Denim Day </em>è un monito. Ci sono voluti ben dieci anni prima che la Cassazione, in un altro processo, dichiarasse che i jeans non costituiscono ostacolo alla violenza sessuale (<a rel="noreferrer noopener" href="http://www.penale.it/page.asp?mode=1&amp;IDPag=655" target="_blank">sentenza 30403 del 2008</a>). Eppure, ventidue anni dopo la sentenza a sfavore dell&#8217;ingenua Rosa, c’è ancora l’assurdo bisogno di spiegare alle persone che nessuna azione o inazione è un invito, nessun silenzio è sinonimo di complicità e nessun pezzo di stoffa fa la differenza.</p>



<p>Non ti sei opposta nel modo giusto. E qual è il modo giusto?<br>Non hai denunciato nei tempi giusti. E quali sono i tempi giusti?<br>Non hai indossato l’abbigliamento giusto. E qual è l’abbigliamento giusto?</p>



<p>Provate a chiederlo all&#8217;ingenua Rosa.</p>



<p><em>No means no</em>. No vuol dire no.</p>



<p>Tutto chiaro.<br>No?</p>
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